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	<title><![CDATA[MSNI: Arrival - Trailer Italiano - TRAMA]]></title>
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	<pubDate>Mon, 09 Jan 2017 16:14:04 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Arrival - Trailer Italiano - TRAMA]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Era forse il film pi&ugrave; atteso del Festival del cinema di Venezia e non ha tradito le aspettative.</p>
<p>Nonostante alla mostra lagunare si vedr&agrave; Jackie (in cui Natalie Portman fa Jackie Kennedy), nonostante sia gi&agrave; passato con grande successo un altro film che aveva le aspettative oltre le stelle (La La Land), era Arrival la pellicola che tutti attendevano spasmodicamente: troppa curiosit&agrave; di sapere se Denis Villeneuve, autore di Sicario, sia il maestro che pensiamo anche nei generi pi&ugrave; commerciali; troppa voglia di capire anche solo qualcosina del suo approccio alla fantascienza, visto che sta realizzando Blade Runner 2; e infine troppa curiosit&agrave; messa dal trailer e dai manifesti&nbsp;</p>
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<h2>TRAMA</h2>
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<p>Gli alieni sono sulla terra, sono comparse 12 astronavi nere come la notte che non rilasciano tracce di alcun tipo (n&egrave; radiazioni, gas, rifiuti, persino il peso), in 12 punti della Terra, gli stati che le ospitano si stanno mobilitando per capire cosa siano venuti a fare.</p>
<p>Si pu&ograve; entrare nelle astronavi solo per un periodo limitato ogni x ore, motivo per cui tutti i pi&ugrave; grandi scienziati del mondo si confrontano in videoconferenza, almeno fino a che gli stati rimangono daccordo nel non intervenire. Perch&eacute;, come ci insegna la storia del cinema, gli alieni significano invasione.</p>
<p>Il film segue una linguista, rintracciata dalla Cia e messa al lavoro nella primissima fase del contatto. Dobbiamo comunicare con loro e la loro lingua &egrave; un miscuglio di suoni informi, non sappiamo niente di niente e lei deve trovare un modo di impararla o fargli imparare la nostra.</p>
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<p>Siamo nel pieno di un mutamento profondo della fantascienza al cinema. Da che era un genere avventuroso oppure filosofico, negli ultimi anni sta diventando qualcos&rsquo;altro, gli eroi non sono pi&ugrave; avventurieri ma scienziati (e non scienziati/avventurieri) in film che si appassionano e fanno appassionare all&rsquo;esplorazione e alla comprensione dell&rsquo;ignoto. Che da queste premesse apparentemente noiose siano nate opere come The Martian o Interstellar (e per certi versi Gravity) sembra un miracolo. Arrival &egrave; assolutamente in questa scia, non disdegna di giocare nel medesimo campo di Interstellar (ci sono anche dei legami familiari di mezzo) ma grazie al cielo ha regole tutte sue.<br>Proprio per questo motivo, per la sua natura di fantascienza d&rsquo;esplorazione, non dice niente su cosa Villeneuve possa fare con Blade Runner 2. Sembra evidente che quello sar&agrave; un film dalle premesse, dalla trama e dalle necessit&agrave; completamente diverse da questo.</p>
<p>Arrival &egrave; un film sulla difficolt&agrave; nel comprendere gli altri e quanto paura ci metta ci&ograve; che non capiamo. Uno in cui l&rsquo;arma dell&rsquo;eroe non &egrave; il suo ardore ma la sua testa, la maniera in cui &egrave; meno spaventato degli altri perch&eacute; possiede pi&ugrave; conoscenza degli altri. In concorso alla Mostra di Venezia un film cos&igrave; raramente lo si era visto, nondimeno ha suscitato applausi e lodi quasi unanimi. Considerato anche il passato di Villeneuve (prima di sbarcare ad Hollywood faceva film d&rsquo;autore puri) non si fa fatica a sostenere che questo &egrave; il nuovo cinema d&rsquo;autore, un misto di genere e approccio intellettuale.</p>
<p>Di certo la buona notizia &egrave; che questo regista non &egrave; un improvvisato del genere, nonostante questo sia il suo primo film di fantascienza, sa benissimo che cosa il pubblico aspetta (come sono gli alieni? Cosa vogliono?) e che film ha visto. Rivela le informazioni della storia con una calma accoppiata alla tensione che &egrave; un piacere e costituisce l&rsquo;essenza stessa di ci&ograve; che ci tiene attaccati a questa straordinaria pellicola. In un momento di grandissima suspense usa anche gli stessi espedienti che rendono memorabile la scena dei condotti di areazione di Alien, ovvero il suono ambientale, un rumore acuto (l&igrave; il beep del localizzatore, qui un canarino) e il senso di morte incombente dato dalla sensazione che &ldquo;l&rsquo;altro&rdquo; sia ovunque intorno a noi e possa in ogni momento fare qualcosa.</p>
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