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	<title><![CDATA[MSNI: Il video che ha messo in crisi la Boldrini]]></title>
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	<pubDate>Tue, 07 Oct 2014 11:04:18 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Il video che ha messo in crisi la Boldrini]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Il video riguarda l</span><span>a riforma del sistema retributivo del personale Camera approvata oggi dall'Ufficio di Presidenza di Montecitorio.</span></p>
<p><span><span>Parafrasando Fantozzi ...</span></span><span>Video che&nbsp;</span><span>la <strong>Signorina Boldrini</strong>, nella stessa giornata di gioved&igrave;, ha dovuto fare sparire dall'homepage del sito ufficiale della Camera un video ideato per spiegare, con una sorta di <strong>cartone animato pieno di salvadanai sorridenti e forbici taglienti</strong>, la portata del risparmi. Un video ben fatto, ma che col suo sapore anti Casta aveva ulteriormente irritato il personale in subbuglio, e che &egrave; stato prudentemente trasferito sul meno frequentato canale YouTube della Camera e che noi riprendiamo e pubblichiamo online.</span></p>
<p><span><span>Sta di fatto che ora Montecitorio ribolle di cattivi umori, e nei suoi meandri, in questi giorni, capita di sentirne di ogni colore sulla Signora Presidente. Dagli aneddoti sui commessi mandati a ritirare eleganti tailleur di Armani (ma infilati in buste rigidamente no-logo, come si conviene a una dirigente politica contrarissima al frivolo consumismo) alle siepi artificiali installate a spese del Viminale attorno alla casa nella campagna marchigiana del fratello, per impedire sguardi indiscreti durante le visite della Terza carica dello Stato. Poi c'&egrave; il turn over di collaboratori, dal personale di segreteria ai capi della sicurezza di Montecitorio: il primo salt&ograve; pochi mesi dopo la nomina di Boldrini per non aver previsto e impedito che sul web circolasse un suo fotomontaggio un po' os&eacute;, il secondo &egrave; stato trasferito a Palazzo Chigi su richiesta boldriniana a fine 2013, siamo gi&agrave; al terzo, che per ora &egrave; ancora l&igrave;.</span></span></p>
<p><span><span>Tra le altre cose,&nbsp;<span>Particolarmente gustosi quelli con l'irascibile capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta, che quando lei osa chiamarlo per cognome le intima: &laquo;Mi chiami Professore o Presidente, se no io la chiamo <strong>signorina Boldrini</strong>&raquo;. Per non parlare di quelli con Simone Baldelli, vicepresidente della Camera e autore di un video in cui - con tanto di parrucca tailleur e collanona - fa una perfida imitazione della sua superiore. Che non ha apprezzato l'omaggio. Se con il Pd i rapporti sono tesi, con Sel - che pure la mise in lista - sono quasi nulli. Del resto non &egrave; a Nichi Vendola che deve il suo balzo da neo-eletta ai vertici di Montecitorio. Bens&igrave; a Dario Franceschini, che quando cap&igrave; che - in nome del rinnovamento - non sarebbe stato lui il nuovo presidente della Camera volle evitare che a sostituirlo fosse un esponente del suo stesso partito (in pole position c'era Marianna Madia). E cos&igrave; convinse Bersani a candidare una donna della &laquo;societ&agrave; civile&raquo;, nonch&eacute; sua amica. E la Boldrini si ritrov&ograve; sul prestigioso scranno che fu di Nilde Iotti</span></span></span></p>
<p><span><br></span></p>
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<p><a rel="nofollow" href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/i-vizietti-boldrini-1057250.html"><span>altre informazioni in merito</span></a></p>
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	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
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