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	<title><![CDATA[MSNI: Facebook ? NO GRAZIE]]></title>
	<link>https://msni.it/groups/profile/46/come-faccio-a-cancellarmi-da-facebook-?offset=40</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
	<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/25889/come-scoprire-se-hai-amici-psicopatici-nevrotici-o-egocentrici</guid>
	<pubDate>Tue, 27 Oct 2015 21:17:33 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/25889/come-scoprire-se-hai-amici-psicopatici-nevrotici-o-egocentrici</link>
	<title><![CDATA[Come scoprire se hai Amici Psicopatici, Nevrotici o Egocentrici]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span><span>Per molte persone, la maggior parte del tempo passata su Facebook &egrave; per condividere le foto delle vacanze, dei propri figli e &lsquo;chiacchierare&rsquo; con gli amici.&nbsp;</span></span><span>Ma&nbsp;</span><strong>il sito di social media ha un lato oscuro</strong><span>, perch&eacute; un nuovo studio mostra che&nbsp;</span><strong>gli aggiornamenti di stato possono rivelare una serie di tratti della personalit&agrave;</strong><span>, tra cui se qualcuno ha tendenze psicopatiche. I ricercatori della Sahlgrenska Academy e dell&rsquo;Universit&agrave; di Lund in Svezia hanno scoperto che&nbsp;</span><strong>gli aggiornamenti di stato che indicano stati di psicopatia potrebbero riguardare la prostituzione, la decapitazione, la pornografia e immagini cruente.</strong></p>
<p><span>Secondo i ricercatori, le persone con tratti psicopatici sono<strong>fortemente concentrate sui loro desideri e hanno una mancanza di empatia con gli altri utenti</strong>.&nbsp;</span><span>Queste persone spesso infrangono norme e regole, e hanno una maggiore inclinazione a commettere i crimini; inoltre &egrave; emerso che&nbsp;<strong>q</strong></span><strong>uelli con tratti di personalit&agrave; narcisistica</strong>&nbsp;potrebbero enfatizzare le proprie caratteristiche buone, per esempio, facendo notare che gli altri non hanno capito cosa sia la vera felicit&agrave;.&nbsp;<strong>I narcisisti sono egocentrici</strong>, si auto-glorificano e hanno una fiducia esagerata nelle proprie capacit&agrave;. I&nbsp;<strong>tratti di personalit&agrave; nevrotica</strong>&nbsp;possono essere individuati dall&rsquo;analisi degli aggiornamenti di stato e si distinguono anche da quanti amici hanno su Facebook e da quanto spesso aggiornino il loro stato.</p>
<p><img src="https://www.willappsug.com/wp-content/uploads/2014/01/Social-Network-Addiction-300x225.jpg" alt="image" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><span>Lo studio mostra anche che&nbsp;<strong>gli utenti di Facebook estroversi e aperti</strong>, in genere hanno molti amici su Facebook e aggiornano il proprio status pi&ugrave; spesso di altri.&nbsp;</span>Le persone con&nbsp;<strong>tratti machiavellici</strong>, nel frattempo, sono cinici, emotivamente distanti e non si lasciano influenzare dalla morale.&nbsp;Essi ingannano e manipolano le persone nel loro ambiente per ottenere vantaggi. La ricerca si &egrave;&nbsp;<strong>basata su test di personalit&agrave; e contenuti</strong>&nbsp;che ha analizzato gli aggiornamenti di stato su Facebook di poco pi&ugrave; di 300 americani ed &egrave; il primo del suo genere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span>&lsquo;<em><strong>Facebook ha rivoluzionato il modo in cui le persone interagiscono su Internet, e questo offre un&rsquo;opportunit&agrave; unica per la ricerca psicologica</strong></em>&lsquo;, ha detto Danilo Garcia, ricercatore presso il centro di ricerca della Sahlgrenska Academy, il Centro per l&rsquo;Etica, Diritto e Salute Mentale.&nbsp;</span>Gli utenti di Facebook hanno risposto a un questionario scientifico con domande mirate a provare&nbsp;<strong>personalit&agrave; estroverse, nevrotiche, psicopatiche, narcisistiche e machiavelliche</strong>.&nbsp;I ricercatori hanno anche analizzato i loro 15 aggiornamenti di stato pi&ugrave; recenti. I contenuti degli aggiornamenti di stato sono stati quindi studiati con algoritmi di analisi semantica latente, che &egrave; un&nbsp;<strong>metodo per misurare il significato delle parole</strong>. Per coloro che hanno letto aggiornamenti di stato di amici che sembrano &lsquo;bizzarri&rsquo;, lo psicologo dell&rsquo;Universit&agrave; di Lund Sverker Sikstr&ouml;m, che &egrave; stato coinvolto nello studio, ha alcune parole di conforto: &lsquo;<strong><em>Anche se si mostrano i tratti di personalit&agrave; psicopatiche su Facebook, questo non vuol dire automaticamente sono degli psicopatici</em></strong>&lsquo;.</p>
<p><img src="https://www.contentplus.co.uk/wp-content/uploads/sites/2/2012/08/psycho-facebook1.jpg" alt="image" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><span><strong>Alcuni datori di lavoro e psicologi dicono:</strong></span></p>
<p>-&nbsp;<strong>La rivista tedesca Der Tagesspiegel</strong>&nbsp;ha sottolineato che James Holmes (autore del massacro di Aurora durante la prima del film&nbsp;&rsquo;<em>Il cavaliere oscuro &ndash; Il ritorno&rsquo;,&nbsp;</em>dove ha ucciso 12 persone e ne ha ferite 58),&nbsp;e l&rsquo;omicidio di massa norvegese compiuto da Anders Behring Breivik, hanno un terreno comune nella loro mancanza di profili di Facebook.</p>
<p>- Ad un livello pi&ugrave; concreto,&nbsp;<strong>Forbes.com</strong>&nbsp;riferisce che i dipartimenti delle risorse umane in tutto il paese stanno diventando sempre pi&ugrave; diffidenti dei giovani candidati al lavoro che non utilizzano il sito.</p>
<p>-&nbsp;<strong>Lo psicologo Christopher Moeller</strong>&nbsp;ha detto alla rivista Der Tagesspiegel che l&rsquo;uso di Facebook &egrave; diventato un segno che si ha una rete sociale sana.</p>
<p>- Gli psicologi hanno notato che&nbsp;<strong>Holmes, insieme a molti assassini di massa noti, non hanno mai avuto amici veri.</strong>&nbsp;E questo &egrave; ci&ograve; a cui l&rsquo;argomento si riduce: Il sospetto &egrave; che non avere un account su Facebook, che &egrave; diventato cos&igrave; normale tra i giovani e gli adulti, &egrave; un segno che si &egrave;&nbsp;<strong>anormali e disfunzionali, o addirittura pericolosi.</strong></p>
<p><span>Lo studio, chiamato &lsquo;<em><strong>The dark side of Facebook</strong></em>&lsquo; &ndash;&nbsp;<strong>il lato oscuro di Facebook</strong>, &egrave; stato pubblicato sulla rivista scientifica Personality and Individual Differences.</span></p>
<p><strong><br></strong></p>
<p><strong><br></strong></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/30436/chi-si-fa-i-selfie-ha-seri-disturbi-mentali</guid>
	<pubDate>Sun, 30 Aug 2015 14:35:21 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/30436/chi-si-fa-i-selfie-ha-seri-disturbi-mentali</link>
	<title><![CDATA[Chi si fa i selfie ha seri disturbi mentali]]></title>
	<description><![CDATA[<div>Secondo uno studio svolto negli USA i <strong>selfie</strong> non sono solamente una manifestazione dell&rsquo;era digitale, ma una vera e propria manifestazione di disturbi mentali. <br>La&nbsp;<strong>selfite</strong>&nbsp;(malattia da Selfie) indica <strong>mancanza di autostima</strong> e <strong>lacune in intimit&agrave; </strong>(frigidit&agrave; per le donne, e impotenza per gli uomini). Vediamo ora come misurare la gravit&agrave; di questo disturbo.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><img src="https://i2.cdn.turner.com/dr/hln/www/release/sites/default/files/imagecache/textarticle_640/2014/03/29/jen.jpg" alt="Selfie poca autostima" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>I selfie, ossia degli autoscatti che vengono fatti per poi essere pubblicati sui social network, sono un fenomeno molto osservato da diversi ricercatori e studiosi. Dagli USA &egrave; ora arrivata la notizia che i selfie sono la manifestazione di un disturbo mentale, almeno secondo l&rsquo;<span>American Psychiatric Association</span>. La malattia ha preso il nome di &ldquo;<strong>Selfite</strong>&ldquo;.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><img src="https://1.bp.blogspot.com/-485iVFjoprI/UxfyszdJM5I/AAAAAAAAPj4/Navix9OmkA4/s1600/selfie.jpg" alt="selfie disturbi mentali" width="480" style="border: 0px; border: 0px;"></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Secondo gli studiosi, chi soffre di selfite &egrave; colpito da un forte bisogno di pubblicare sui social network degli autoscatti di se stesso, ma questa pratica viene messa in atto a causa di una mancanza di autostima e per colmare alcuni vuoti nella propria intimit&agrave;.</div>
<div>L&rsquo;American Psychiatric Association ha anche rilasciato una scaletta utile per valutare il proprio grado di &ldquo;malattia&rdquo;:&nbsp;<strong>Selfitis borderline</strong>&nbsp;<span style="text-decoration: underline;">chi si scatta almeno 3 fotografie al giorno</span> senza per&ograve; pubblicarle in rete. Pi&ugrave; grave &egrave; invece chi le pubblica tutte e 3 mentre i casi disperati sono i&nbsp;<strong>selfitis cronici</strong>, ovvero chi pubblica pi&ugrave; di sei fotografie al giorno sul web.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Attualmente <strong>non esistono cure per questo disturbo</strong>, ma sembra essere possibile ottenere dei miglioramenti grazie ad una terapia cognitivo-comportamentale.</div>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/35222/europa-class-action-contro-facebook-in-austria</guid>
	<pubDate>Wed, 04 Feb 2015 07:43:48 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/35222/europa-class-action-contro-facebook-in-austria</link>
	<title><![CDATA[Europa: class action contro Facebook in Austria]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="color: #000000; font-size: 22px; font-style: normal; font-weight: bold; text-align: start; float: none; background-color: #ffffff;">Al centro della disputa le presunte violazioni delle leggi Europee sulla privacy ad opera della dirigenza di Facebook. Ma non &egrave; la richiesta di risarcimento (500 euro ad utente) a far tremare Menlo Park.</span></p>
<p>L&rsquo;udienza prevista a <strong>Vienna</strong> per il prossimo <strong>9 aprile</strong> potrebbe essere l&rsquo;epilogo della pi&ugrave; importante class action europea sottoscritta in nome della privacy. Il condizionale &egrave; d&rsquo;obbligo perch&eacute; l&rsquo;<strong>ufficio legale di Facebook</strong> &ndash; <em>che per il momento ha imposto all&rsquo;azienda la fatua linea del &ldquo;no comment&rdquo;</em> &ndash; punter&agrave; tutto sull&rsquo;irricevibilit&agrave; della mozione e, qualora questa non dovesse bastare, su una tattica che scorre lungo il binario che porta dall&rsquo;estraneit&agrave; ai fatti all&rsquo;insufficienza di prove.</p>
<p><img src="https://www.adweek.com/socialtimes/files/2014/03/Facebook1.jpg" alt="facebook class action" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"><br><br>La vertenza, aperta ai soli utenti europei, riguarda in particolare la presunta partecipazione di Facebook al programma PRISM della <strong>National Security Agency</strong> (<strong>NSA</strong>), il tracciamento delle attivit&agrave; utente tramite il pulsante Like e le analisi connesse al mondo dei big data, gli effetti &ndash; <em>giudicati irregolari</em> &ndash; di Graph Search e la concessione dei dati personali degli utenti ad applicazioni terze.<br><br>Pi&ugrave; in generale alla sbarra potrebbe andare la politica sulla privacy. Da questo punto di vista la diatriba si fa di ordine filosofico: i promotori della class action sostengono che chiedendo agli utenti di approvare i cambiamenti proposti in materia di privacy (<span style="text-decoration: underline;">novembre 2012</span>), <strong>Facebook</strong> abbia volutamente introdotto un quorum (<em>il 30% degli iscritti</em>) irraggiungibile.<br><br>&Egrave; plausibile che questa tesi offra alla difesa la falla per affondare l&rsquo;intero impianto accusatorio, portando l&rsquo;attenzione sul fatto che solo poco pi&ugrave; dell&rsquo;1% degli iscritti si sia preso la briga di partecipare al progetto, sottolineando che per gli utenti la privacy non &egrave; il tema pi&ugrave; sentito. Verrebbe meno la responsabilit&agrave; di <strong>Menlo Park</strong> che si sarebbe dimostrata pi&ugrave; che sensibile al problema, lasciando agli utenti la facolt&agrave; di obiettare alle linee proposte.</p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 22px; font-style: normal; font-weight: bold; text-align: start; float: none; background-color: #ffffff;"><img src="https://cdn2.content.compendiumblog.com/uploads/user/65cf6304-d649-4a36-b069-dadff7e2e00e/2339d719-e967-465a-9b0a-c23e0622768d/Image/e42aced3d51b63f664c6593425f8d037/facebook_class_action_suit.jpg" alt="Class Action Europa" width="259" style="border: 0px; border: 0px;"></span></p>
<p><br><br>La causa, intentata il primo agosto 2014 dall&rsquo;attivista <strong>Maximilian Schrems</strong>, &egrave; tutt&rsquo;altro che scontata. L&rsquo;udienza del 9 aprile a Vienna dovr&agrave; stabilire se le obiezioni sollevate da Facebook sulla ricevibilit&agrave; sono pertinenti. Di fatto l&rsquo;ufficio legale del social network sostiene di non poter essere chiamato in causa in <strong>Irlanda</strong> (<em>dove Facebook ha la propria sede internazionale</em>) perch&eacute;, considerato l&rsquo;elevato numero di attori, ne risentirebbe l&rsquo;ordine pubblico dell&rsquo;intera nazione. Allo stesso modo, non &egrave; perseguibile in Austria perch&eacute; non ci sono condizioni che legittimino una qualsivoglia azione legale. Come da copione l&rsquo;<strong>avvocato Proksch</strong>, che rappresenta gli utenti, ha replicato definendo &ldquo;bizzarre&rdquo; le posizioni assunte da Facebook.<br><br>Nei primi sei giorni 25mila persone si sono annunciate al sitofbclaim.com, a seguire altri 50mila utenti si sono registrati per eventuali class action future. Ora la palla passa alla corte austriaca che potr&agrave; rimandare al mittente la class action oppure avviare il necessario procedimento giudiziario e dare la possibilit&agrave; agli utenti di dimostrare la validit&agrave; delle accuse. Non sono certo i 12,5 milioni di euro richiesti (<em>500 euro ad utente</em>) che impensieriscono Menlo Park.</p>
<p>Un verdetto di colpevolezza oltre a rappresentare un danno all&rsquo;immagine e alle quotazioni di Facebook, rappresenterebbe un precedente destinato ad aprire un buco nero che <strong>potrebbe risucchiare altri colossi quali Google, Microsoft e Apple</strong>.<br><br><a rel="nofollow" href="https://www.wired.it/internet/social-network" title="fonte">Fonte</a><br><br></p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/35156/facebook-non-raggiungibile</guid>
	<pubDate>Tue, 27 Jan 2015 07:54:16 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/35156/facebook-non-raggiungibile</link>
	<title><![CDATA[Facebook non raggiungibile]]></title>
	<description><![CDATA[<p>E stammattina mi son svegliato, o Facebook ciao...&nbsp;<span style="font-size: 12.8000001907349px;">verrebbe da dire, <br>ed &egrave; proprio quello che sta succedendo in queste ore, in cui proprio in concomitanza con il giorno della memoria, il pi&ugrave; famoso sito al mondo, risulta essere Down.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.8000001907349px;">Da questa notte, intorno le 02.00 ora italiana, sono sparite tutte le funzioni desktop ed il sito anche pingandolo non &egrave; raggiungibile. Il problema non riguarda solamente l'Italia, ma tutto il network mondiale (provate ad accedervi con un proxy).&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-size: 12.8000001907349px;"><img src="https://www.centriotimes.com/wp-content/uploads/2014/08/Is-Facebook-Down-660x400.png" alt="image" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></span></p>
<p><span style="font-size: 12.8000001907349px;">Ma non finisce qui, oltre a Facebook risultano inaccessibili anche&nbsp;<span>Instagram e&nbsp;<span>Friendfeed .</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12.8000001907349px;"><span><span>Appena avr&agrave; nuove notizie, vi terr&ograve; informati sugli sviluppi.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12.8000001907349px;"><span><span>Dai che oggi si lavora: alziamo il PIL</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12.8000001907349px;"><span><span><a rel="nofollow" href="https://twitter.com/hashtag/facebookdown?src=hash">#facebookdown</a></span></span></span></p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/videos/play/group:46/34729/behind-a-selfie-2</guid>
	<pubDate>Fri, 19 Dec 2014 09:57:34 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/videos/play/group:46/34729/behind-a-selfie-2</link>
	<title><![CDATA[Behind a Selfie 2]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Dopo il <a href="https://connectu.it/videos/play/group:46/34220/cosa-c-dietro-un-selfie-" title="behind a selfie">successo del primo episodio</a>, la geniale coppia con Federico Clapis ne ha creato uno nuovo, tutto da ridere. Spettacolare e tutto da vedere o meglio da gustare, va visto fino in fondo.</p>
<p>Nuove ambientazioni, nuovi sketch, certamente riuscir&agrave; a bissare il successo del primo video</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/13230/guida-a-facebook-per-sole-donne</guid>
	<pubDate>Tue, 16 Dec 2014 07:01:46 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/13230/guida-a-facebook-per-sole-donne</link>
	<title><![CDATA[Guida a Facebook per sole donne]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>1. Non mettere continuamente foto di gattini. <br>Perch&eacute; un social network tramuta rispettabili casalinghe in <strong>gattare&nbsp;scatenate</strong> ?</span></p>
<p><span><img src="https://4.bp.blogspot.com/-9pxJKBSYfDE/TaFIejpSgWI/AAAAAAAAJqM/YAHgnZfXQKA/s800/boobs+girl+facebook.jpg" alt="guida a facebook per sole donne" width="600" style="border: 0; border: 0px;"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>2. Non inserire continuamente lunghe e stucchevoli frasi fatte, tratte da film noiosi o libri mediocri. Un po&rsquo; di originalit&agrave; o quanto meno un po&rsquo; di gusto, cribbio.</p>
<p>3. Niente immagini di ninnoli a Natale, di uova a Pasqua, di zucche ad Halloween. E nemmeno foto di panorami trovate con Google Immagini. Dio mio, perch&eacute;?</p>
<p>4. Non inserire un migliaio di foto in strepitosi bikini, e poi lamentarsi se vi chiede l&rsquo;amicizia tutto il carcere di Poggioreale.</p>
<p>5. Nelle discussioni in chat, essere sintetiche ed efficaci: blocchi di sei frasi alla volta e faccine che esprimono ogni possibile sfumatura dell&rsquo;animo umano, alla lunga stuficchiano l&rsquo;interlocutore.</p>
<p>6. Non inserire qualsiasi tipologia di link vi passi per la mente, dai video delle canzoni di Biagio Antonacci alla ricetta per preparare l&rsquo;impepata di cozze, in una sfilza di settantacinque post. Quello non &egrave; comunicare, &egrave; spam.</p>
<p>7. Non credere che importi sul serio a qualcuno quello che dite, perch&eacute; purtroppo &egrave; come nella vita: come dice il protagonista di Caos Calmo (ma non citatelo in un post, adesso), la gente pensa a noi infinitamente meno di quello che crediamo. Il social network &egrave; un luogo in cui si va per guardare le foto degli altri, specialmente quelle in costume. Nient&rsquo;altro.</p>
<p><img src="https://cdn.citylab.com/media/img/citylab/2014/04/09/facebook_women_negative_body_image_eating_disorder_study_2014/lead_large.jpg" alt="duckface" width="600" style="border: 0; border: 0px;"></p>
<p>8. Non denigrare continuamente l&rsquo;ex fidanzato, con frasi tendenziose e allusive. Lui se ne frega. Sta guardando le foto in costume di qualcun&rsquo;altra.</p>
<p>9. Quando andate in vacanza, andateci e basta, senza scrivere &ldquo;si parteeeeeeeeeeee&rdquo;. Se nella vita avete trent&rsquo;anni, perch&eacute; su Facebook ne avete sei?</p>
<p>10. <strong>Il mondo &egrave; fuori.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/videos/play/group:46/34519/passami-il-sale</guid>
	<pubDate>Sat, 29 Nov 2014 08:06:28 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/videos/play/group:46/34519/passami-il-sale</link>
	<title><![CDATA[Passami il Sale]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Breve video su come la tecnologia abbia rovinato le nostre vite, anche a tavola o nei momenti di riunione familiare; sempre attaccati al cellulare, a chattare, rispondere o aggiornare il telefonino.</p>
<p>Cos&igrave; e per vendetta qualcuno decide di usare la tecnologia del suo tempo.</p>
<p>Uno spunto di riflessione su come i social media hanno estraniato le persone dalla realt&agrave; che li circonda, una societ&agrave; dove i rapporti sociali sono stati sostituiti da sms e comunicazioni indirette di qualsiasi genere.</p>
<p>La storia &egrave; ambientata in una tipica cena di famiglia, dove genitori e figli, seduti a tavola, condividono uno dei momenti pi&ugrave; importanti dal punto di vista relazionale. Come sempre pi&ugrave; spesso accade tra i giovani di oggi, i due figli chattano col loro smarthpone disinteressandosi della cena e ovviamente dei genitori.</p>
<p>Il padre invece di rimproverare i due figli del loro totale menefreghismo, con un&rsquo;idea brillante mette in scena un qualcosa che li lascer&agrave; a bocca aperta.</p>
<p>Questo divertente cortometraggio ideato da Matthew Abeler, uno studente di comunicazione mediatica ed elettronica alla Universit&agrave; di Northwestern, <strong>ha vinto il Best Comedy Award at the 2014</strong> Five16 Film Festival.</p>
]]></description>
	<dc:creator>avatar</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/34419/pubblicit-su-facebook-denaro-sprecato</guid>
	<pubDate>Mon, 24 Nov 2014 15:23:52 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/34419/pubblicit-su-facebook-denaro-sprecato</link>
	<title><![CDATA[Pubblicità su Facebook - Denaro sprecato]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Nel tentativo di instaurare canali di comunicazione e relazioni con i consumatori, i responsabili marketing di molte aziende si stanno rivolgendo sempre di pi&ugrave; a Facebook e Twitter. Stando alla societ&agrave; di ricerca Forrester, in questo modo <strong>sprecano tempo e e denaro</strong>.&nbsp;&ldquo;<em>Non hanno realmente un rapporto social con i clienti,</em>&rdquo; ha scritto l&rsquo;analista Nate Elliott in un nuovo rapporto intitolato &ldquo;Social relationship Strategies That Work" - (strategie di relazione social che funzionano). Per Elliot, i post dei marchi top su Facebook e Twitter raggiungono solo il 2% circa dei loro fan e follower, e mediamente meno dello 0,1% dei fan e follower interagisce davvero con ogni post.&nbsp;</span></p>
<p><span></span><img src="https://pruitiandrea.it/wp-content/uploads/2013/07/pubblicita-su-facebook-advertising-300x290.jpg" alt="Pubblicit&agrave; facebook" width="300" style="border: 0px;"><br><br><span>Come ha scritto il <strong>Wall Street Journal</strong>, la settimana scorsa <strong>Facebook</strong> ha inoltre annunciato che un&rsquo;altra modifica all&rsquo;algoritmo che regola le news render&agrave; presto ancora meno probabile che i post gratuiti dei brand siano effettivamente visualizzati dagli utenti. Pertanto, per Elliott, i marketing manager che sperano di interagire con i consumatori online farebbero meglio a <strong>investire</strong> nelle funzionalit&agrave; social presenti <strong>sui loro siti web</strong>, o sui social network pi&ugrave; piccoli e pi&ugrave; di nicchia.&nbsp;</span><br><br><span>&ldquo;&Egrave; chiaro che su <strong>Facebook e Twitter</strong> non &egrave; possibile ottenere la relazione che i direttori marketing desiderano.&nbsp; Eppure la maggior parte dei marchi usa ancora questi siti come colonna portante per i propri piani social, sprecando cos&igrave; significative risorse finanziarie, tecnologiche e umane su social network che non danno alcun valore aggiunto,&rdquo; ha scritto il ricercatore di Forrester.&nbsp;</span><br><br><span>&ldquo;&Egrave; ora che i responsabili del marketing inizino a costruire strategie di relazione social intorno a siti che possano dare un certo ritorno&rdquo;. Basandosi sui risultati della ricerca di Forrester, Elliot sollecita i responsabili marketing a riflettere attentamente sui modi in cui stanno spendendo risorse in impegni social, e a riconoscere che Facebook e Twitter non si comportano pi&ugrave; come una volta sul piano del trattamento del brand.&nbsp;</span><br><br><span>&ldquo;Per quanto continuino a guadagnare miliardi in visualizzazioni e introiti pubblicitari, non sono pi&ugrave; i siti cui guardare ai fini del digital marketing,&rdquo; ha scritto. Infatti, stando a Elliott, alcuni brand che stanno gi&agrave; spostando risorse da Facebook stanno avendo successo. Nei prossimi 18 mesi molti faranno altrettanto.</span></p>
<p><a href="https://www.milanofinanza.it/news/pubblicita-su-facebook-denaro-sprecato-ecco-perche-201411191708382448" title="Pubblicit&agrave; su Facebook non funziona"><span>Fonte</span></a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/videos/play/group:46/34220/cosa-c-dietro-un-selfie-</guid>
	<pubDate>Fri, 14 Nov 2014 21:07:10 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/videos/play/group:46/34220/cosa-c-dietro-un-selfie-</link>
	<title><![CDATA[Cosa c'è dietro un selfie ?]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Siete amanti dei Selfie ?<br>invidiate i selfie perfetti di vs. amici&nbsp;<br>oppure, quante volte volte vi hanno chiesto di fare un selfie e non eravate pronti ?<br>ecco cosa c'&egrave; dietro un immagine a volte provocante a volte preparata.</p>
<p>e poi smettiamola con sti selfie, non li guarda nessuno, se non i maniaci !</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/videos/play/group:46/33672/che-coshai-in-testa--facebook-nella-realt</guid>
	<pubDate>Fri, 10 Oct 2014 08:13:31 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Che cos'hai in testa ?  - Facebook nella realtà]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Cosa sei disposto a fare per i LIKE su Facebook ?</p>
<p>In questo filmato realizzato da alcuni ragazzi norvegesi, viene sintetizzato lo sconforto e la paranoia creata dai LIKE su FB, e a cosa si pu&ograve; arrivare pur di ottenerne.</p>
<p>Facebook &egrave; depressione, &egrave; solitudine, &egrave; mancanza di contatto con gli altri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Get a Life !</strong></p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
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