<?xml version='1.0'?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" >
<channel>
	<title><![CDATA[MSNI: Facebook ? NO GRAZIE]]></title>
	<link>https://msni.it/groups/profile/46/come-faccio-a-cancellarmi-da-facebook-?offset=100</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
	<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/discussion/view/2769</guid>
	<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 09:51:29 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/discussion/view/2769</link>
	<title><![CDATA[L'84 per cento di Facebook non appartiene a Zuckerberg]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>Un certo Paul Ceglia ha fatto causa a Facebook per rivendicare l'84% della propriet&agrave; di Facebook.</strong></p>
<p><span>L'uomo avrebbe stipulato un contratto con Zuckerberg nel 2003 per progettare e sviluppare un sito Web </span><span>(TheFacebook.com)</span><span> per $1.000. </span><span style="background-color: #ffffff;">Il contratto dava a Ceglia una quota pari al 50 per cento del prodotto finale.</span></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;"><img src="https://blogs-images.forbes.com/steveschaefer/files/2014/07/Facebook-Zuckerberg-mobile-1940x1321.jpg" alt="zuckerberg e facebook" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></span></p>
<p>A questa percentuale si deve aggiungere un 1% ogni giorno successivo al 1 Gennaio 2004, fino a quando il sito non sarebbe stato completato. Ecco dunque come si &egrave; arrivati a quota 84%.</p>
<p>Ovviamente Mark<strong> ha smentito tutto</strong>:</p>
<p>&ldquo;<em>Riteniamo che queste azioni giudiziarie siano totalmente prive<span style="border-bottom: medium none; color: #008000; text-decoration: underline;"></span> di fondamento e ci opporremo con tutte le nostre forze</em>&ldquo;</p>
<p>Staremo a vedere se Paul Ceglia riuscir&agrave; a depositare sul suo conto <strong>6 miliardi di dollari</strong>....</p>
]]></description>
	<dc:creator>banana trentatre</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/view/1573</guid>
	<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 13:15:34 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/view/1573</link>
	<title><![CDATA[Facebook follia]]></title>
	<description><![CDATA[<p>ecco chi popola facebook</p>
]]></description>
	<dc:creator>banana trentatre</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/1194/nuovi-tranelli-in-facebook-le-donne-pi-calde</guid>
	<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 12:19:21 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/1194/nuovi-tranelli-in-facebook-le-donne-pi-calde</link>
	<title><![CDATA[Nuovi tranelli in facebook - Le donne più calde]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span><span><img src="https://www.derapate.it/wp-galleryo/ombrelline/umbrella-girls-4.jpg" alt="image" style="border: 0px; "></span></span></p>
<p><span><span>E' davvero innegabile: un titolo come questo attira l'attenzione dei visitatori che, senza prestare troppa attenzione alla provenienza del messaggio n&egrave; al contenuto, si precipitano a fare click per vedere le donne pi&ugrave; calde del mondo o di Facebook cadendo, inesorabilmente, in una trappola bella e buona. </span></span></p>
<p><span><span>Gli utenti di <span style="font-weight: bold; ">Facebook</span> in particolare <a href="/pg/groups/46/come-faccio-a-cancellarmi-da-facebook-/">tendono ad abboccare pi&ugrave; degli altri</a>, ed i pirati informatici lo sanno bene: d'altra parte possono contare su oltre <span style="font-weight: bold; ">500 milioni di iscritti</span> che effettuano il solito <span style="font-style: italic; ">Facebook login</span> senza curarsi troppo delle insidie nascoste dietro l'angolo. </span></span></p>
<p><span><span>Ad esempio una sensualissima <span style="font-weight: bold; ">Elisabetta Canalis </span>o altre <a href="/pg/groups/819/tuttotope-2010/">bellezze del web</a> possono nascondere script malevoli che installano software senza che l'utente se ne accorga: la cattiva notizia &egrave; che <span style="font-weight: bold; ">tutti i browser ne sono vulnerabili</span> e solo disattivando <span style="font-weight: bold; ">javascript</span> si riesce a contrastare l'ascesa del fenomeno del <span style="font-weight: bold; "><a href="/pg/blog/giorgiusgam/read/1150/clickjacking-nuovi-virus-sfuttano-i-like-di-facebook">click jacking</a></span>.</span></span></p>
<p><span><span>Fonte<br><a href="https://facebook-italia.blogspot.com/">Facebook-italia</a></span></span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/821/facebook-65-milioni-di-dollari-a-connectu</guid>
	<pubDate>Fri, 28 May 2010 13:54:41 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/821/facebook-65-milioni-di-dollari-a-connectu</link>
	<title><![CDATA[FACEBOOK:  65 milioni di dollari a ConnectU]]></title>
	<description><![CDATA[<p><img src="https://topnews.us/images/imagecache/main_image/facebook-connectu.jpg" alt="image" width="240" height="190" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Una causa contro <strong>Facebook</strong> potrebbe essere costata <strong>65 milioni di dollari </strong>al noto social network. La causa &egrave; stata avviata contro Facebook dai fratelli Winklevoss e da Divya Narendra, accusato di aver copiato il codice del sito <strong>ConnectU</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I tre avevano creato il progetto ConnectU durante gli studi universitari, avvalendosi della collaborazione di <strong>Mark Zuckerberg</strong>, successivamente divenuto fondatore di Facebook, come programmatore. Secondo l'accusa Facebook sarebbe nato utilizzando il codice e l'idea di ConnectU.</p>
<p>Dopo essersi trascinata per molto tempo, la causa potrebbe aver trovato un accordo extragiudizionale per sanare il contenzioso. La notizia &egrave; trapelata online dallo stesso studio legale che ha curato gli interessi dei fondatori di ConnectU. <span style="text-decoration: underline;">Non si conoscono altri dettagli sul pagamento</span>, salvo l'importo stesso di <strong>65 milioni di dollari</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/discussion/view/817</guid>
	<pubDate>Fri, 28 May 2010 13:47:59 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/discussion/view/817</link>
	<title><![CDATA[Facebook ha copiato ConnectU ?]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Altre grane per <strong>Facebook</strong>, ma non che riguardano possibili comportamenti punibili legalmente dei propri utenti, ma che risalgano ai tempi della nascita del <strong>social network </strong>e di un possibile furto di codice da parte di <strong>Zuckerberg</strong>.</p>
<p><img src="https://topnews.us/images/imagecache/main_image/facebook-connectu.jpg" alt="facebook connectu" width="240" height="190" style="border: 0px;"></p>
<p>Ogni anno sembra che spunti qualcuno che accusa <strong>Zuckerberg</strong>, il fondatore di <strong>Facebook</strong>, di aver copiato l&rsquo;idea per il proprio social network. In realt&agrave; stiamo parlando di una vecchia storia&nbsp; che&nbsp; &egrave; tornata in auge e&nbsp; potrebbe mettere in crisi Facebook ed appannare questa stella luminosa che da qualche anno sta illuminando il cammino del popolo di internet. Questa volta l&rsquo;accusa &egrave; di aver rubato l&rsquo;idea di un progetto universitario di Harvard chiamato <strong>HarvardConnection</strong> (<em>poi rinominato in <a href="https://connectu.it/">ConnectU</a></em>), dopo aver collaborato per loro ed essere stato allontanato per scarso rendimento (dopo aversi portato dietro alcuni codici sorgente).<br> &nbsp;<br> Come se non bastasse avrebbe anche violato le <strong>e-mail personali</strong> di alcuni redattori del gazzettino universitario per impadronirsi di informazioni da poter poi utilizzare per ricattarli, visto che stavano indagando proprio su questo fatto. Ed &egrave; anche inspiegabile un versamento di <strong>65 milioni dollari</strong> tra <strong>Facebook e ConnectU</strong>, che potrebbero essere per mettere tutto a tacere o per regolare l&rsquo;acquisto di codice da parte di <a href="https://connectu.it/pg/groups/world/"><strong>Facebook</strong></a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma non esiste solamente Facebook&nbsp;<a href="https://connectu.it/"></a> . Se vi ritrovate, non intestarditevi a cercare di entrare con improbabili soluzioni , quali proxy, "google translate" o altro.&nbsp; Ci sono altri social network che permettono di fare pi&ugrave; o meno le stesse cose, uno di questi &egrave; <a href="https://connectu.it/">ConnectU.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/view/662</guid>
	<pubDate>Thu, 20 May 2010 11:17:03 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/view/662</link>
	<title><![CDATA[Facebook sucks]]></title>
	<description><![CDATA[<br />
]]></description>
	<dc:creator>laibach</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/637/31-maggio-il-giorno-della-chiusura-profilo-account</guid>
	<pubDate>Mon, 17 May 2010 10:28:17 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/637/31-maggio-il-giorno-della-chiusura-profilo-account</link>
	<title><![CDATA[31 Maggio il giorno della chiusura profilo (account)]]></title>
	<description><![CDATA[<p><img src="https://www.kateandneil.com/wp-content/uploads/2010/01/bye-facebook.jpg" width="400" height="400" alt="image" style="border: 0px; "></p>
<p>LA QUESTIONE privacy investe Facebook e non pu&ograve; essere pi&ugrave; ignorata. In seguito  alle critiche che piovono da tutti i lati, la societ&agrave; ha convocato un summit dei  suoi vertici, come si conviene quando c'&egrave; uno stato conclamato di crisi. Il  social network &egrave; ormai spalle al muro, soprattutto dopo l'intervento dei garanti  per la privacy europei. E tra gli utenti cresce il fronte di chi valuta se  abbandonare il sito giudicato poco rispettoso dei loro dati  personali.<br><br>Neanche in questo clima, per&ograve;, Facebook rinuncia al suo stile  tipico: la riunione &egrave; stata a porte chiuse. La societ&agrave; non ha fatto sapere nulla  di quello che &egrave; stato detto o deciso, se non che &egrave; stata una "discussione  proficua". La sola azione annunciata ieri riguarda pi&ugrave; la sicurezza del network  che la privacy in senso stretto: ha aggiunto funzioni per contrastare il  fenomeno dei ladri di informazioni personali, quelli che riescono a collegarsi  agli account altrui.<br><br>Le polemiche che hanno colpito il network sono ben  altre, per&ograve;, e riguardano il modo con cui esso stesso gestisce i dati personali  dei suoi 400 milioni di utenti. L'ultima &egrave; per il servizio nato a fine aprile,  l'<span>instant  personalization 1</span>. Fa s&igrave; che siti partner di Facebook possono  sfruttare le informazioni personali che l'utente ha pubblicato sul network  (nome, sesso, connessioni con altre persone o gruppi). Quando un utente di  Facebook va su un sito partner trover&agrave; una pagina personalizzata in base ai suoi  dati, per esempio con consigli basati sui suoi gusti musicali o su quelli dei  suoi amici. L'utente pu&ograve; evitare questa personalizzazione? S&igrave;, ma soltanto se si  prende la briga di modificare un'opzione sul proprio profilo di Facebook. <span> </span><br><br>Una novit&agrave; "inaccettabile" scrive il Working Party, formato da  tutti i garanti della privacy europei, in una <span>lettera  inviata al social network 2</span>. Poco tempo fa i garanti <span>avevano  puntato il dito 3</span>, in modo analogo, contro Google riguardo al  servizio Buzz. In quel caso, l'azienda di Mountain View che ha risposto  riconoscendo l'errore. Chiss&agrave; se anche Facebook si dimostrer&agrave;  accondiscendente.<br><br>Nel frattempo, il social network subisce pressioni  anche in madrepatria: un gruppo di senatori Usa gli ha chiesto di essere pi&ugrave;  trasparente sul modo con cui gestisce i dati personali. Le critiche sono un coro  a pi&ugrave; voci, anche gli esperti di privacy ci si mettono: l'associazione storica  del web Eff ha pubblicato <span>una timeline  4</span> con il progressivo peggioramento del rapporto tra Facebook e  privacy. L'esperto Matt McKeon <span>l'ha messa in bella grafica  5</span> mostrando come Facebook, dagli inizi ad oggi, ha esposto sempre  pi&ugrave; informazioni personali degli iscritti.<br><br>Lo scopo del network &egrave;  ovviamente quello di massimizzare lo sfruttamento marketing e pubblicitario dei  dati.&nbsp; N&eacute; hanno giovato, alla sua fama, sparate come quella del 25enne fondatore  Mark Zuckerberg, che <span>ha  detto in pubblico 6</span> "la privacy &egrave; un concetto vecchio, superato".  Qualcosa di cui gli utenti non si curerebbero pi&ugrave;, impazienti come sono di  condividere e comunicare. Un calcolo sbagliato, forse, da cui potrebbe  cominciare il declino del network a favore di un concorrente pi&ugrave; rispettoso  delle informazioni personali. L'ha chiesto a gran voce Ryan Singel <span>dalle colonne di  <em>Wired</em> 7</span> ed &egrave; una possibilit&agrave; che comincia a diventare  reale. Quattro ragazzi sono riusciti in pochi giorni a raccogliere 120 mila  dollari per il <a href="https://joindiaspora.com/">progetto  Diaspora 8</a>: un social network "open", che nascer&agrave; a settembre e  che a differenza di Facebook dar&agrave; agli utenti pieno e trasparente controllo sui  propri dati personali. <br><br>Pressato da esperti e autorit&agrave; di tutto il mondo  da una parte, minacciato da alternative open dall'altra, Facebook potrebbe  decidere di cambiare strada, dovendo per&ograve; cos&igrave; anche rivedere i propri piani di  remunerazione. Nel frattempo, per&ograve;, c'&egrave; anche chi pensa di andarsene: un gruppo  di scontenti ha individuato nel 31 maggio il giorno in cui ci si dovrebbe  cancellare in massa da Facebook, il <a href="https://www.quitfacebookday.com/">Quit Facebook Day 9</a>. Per  ora sono 1281 gli utenti che si sono impegnati a fare questo passo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte:</p>
<p>https://www.repubblica.it/tecnologia/2010/05/17/news/facebook_riunione_privacy-4063531/</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/discussion/view/235</guid>
	<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 10:45:04 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/discussion/view/235</link>
	<title><![CDATA[2504 steps to close your Facebook account]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Leggete questo &egrave; utile ;)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>https://www.facebook-reloaded.com/storia-e-curiosita/passi-falsi-e-controversie-legali-i/</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
</item>

</channel>
</rss>