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	<title><![CDATA[MSNI: Per Facebook chiudere i gruppi mafiosi è censura]]></title>
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	<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 11:21:49 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Per Facebook chiudere i gruppi mafiosi è censura]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Il quotidiano inglese Times attacca il famoso social network per la sua  ''strana morale''</em></p>
<p><span><img src="https://isaac.guidasicilia.it/foto/news/attualita/mafia_facebook_N.jpg?0.008088509728216508" alt="image" width="483" height="375" style="border: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; border: 0px; "><br><br>Una nuova  polemica ha investito il social network pi&ugrave; famoso e affollato di Internet, per  il NO alle donne che allattano i figli al seno, e il SI ai boss mafiosi.  <br><em>Andiamo a spiegare...</em> Dopo l'annuncio, pochi giorni fa,  <strong>della prossima rimozione dalle proprie pagine delle foto postate dagli  utenti che ritraggono donne che allattano</strong> (<em>"E' pornografia"</em>,  la motivazione data dalla societ&agrave; californiana che gestisce il sito),  <strong>Facebook</strong> &egrave; di nuovo nel mirino<strong> perch&eacute; nulla fa contro  chi apre pagine nel nome, e con foto, dei vari Tot&ograve; Riina, Bernardo Provenzano o  Matteo Messina Denaro</strong>. L'accusa per&ograve; non arriva dall'Italia, ma dalle  pagine dell'inglese <em><strong><a href="https://www.timesonline.co.uk/" target="_blank">Times</a></strong></em> <strong>indignato per la "strana morale"  del social network che pretende di essere "un ambiente sicuro per i ragazzini  che frequentano Internet e che nulla eccepisce su chi inneggia a un assassino </strong>(il riferimento &egrave; chiaramente a Riina, ndr)<strong> che sta scontando  numerosi ergastoli"...</strong></span></p>
<p><em><strong>Facebook rifiuta di censurare i gruppi di sostegno a  Riina</strong></em><br><em>di </em><strong>Salvo Palazzolo</strong><em> (<a href="https://www.repubblica.it/" target="_blank">Repubblica.it</a>, 4 gennaio  2009)</em><br><br><em>"Su Facebook vengono rimosse le foto di donne che  allattano al seno"</em>, ribadisce da Palo Alto (California) il portavoce del  social network pi&ugrave; famoso di Internet, <strong>Barry Schnitt</strong>. Ma &egrave;  ormai polemica mondiale. <em>"E invece perch&eacute; nessuna censura nei confronti di  chi inneggia su Facebook al capomafia Tot&ograve; Riina?"</em>, ribatte un autorevole  commentatore del quotidiano inglese <strong>Times</strong>. <em>"Davvero una  strana morale </em>- scrive <strong>Daisy Goodwin</strong> - <em>quella che  sostiene la necessit&agrave; che il social network sia un ambiente sicuro anche per i  ragazzini che frequentano Internet e poi non eccepisce nulla sui 2000 e pi&ugrave;  utenti, la gran parte giovanissimi, che inneggiano a un uomo che sta scontando  molti ergastoli. Per Natale, i suoi fan gli hanno mandato persino gli auguri  attraverso Facebook"</em>. <br><br>Nei giorni scorsi, quelle pagine su Riina e  tanti altri mafiosi avevano fatto indignare <strong>la sorella del giudice  Giovanni Falcone, Maria</strong>: <em>"Purtroppo, il male esercita ancora  fascino sui nostri giovani</em> - aveva detto dalle pagine di Repubblica -  <em>bisogna impegnarsi perch&eacute; ci&ograve; non accada. Certi messaggi su Internet, certi  film non aiutano".</em> <strong>Su Facebook, invece, qualcuno continua a  chiedere addirittura la beatificazione del compare di Riina, Bernardo  Provenzano:</strong> all'appello <em>"Santo subito"</em> hanno gi&agrave; risposto in  152. Con accorate adesioni: <em>"Grande padrino"</em>, <em>"Sei il numero  uno"</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
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