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	<title><![CDATA[MSNI: Onda e Daiichi Sankyo per la sicurezza e la salute della donna]]></title>
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	<pubDate>Sat, 17 Nov 2018 17:09:57 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Onda e Daiichi Sankyo per la sicurezza e la salute della donna]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Medicina di genere e gestione dell&rsquo;aggressivit&agrave;, punti fondamentali per la sicurezza e la salute della donna</span></p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2018/11/onda-e-daiichi-sankyo-per-la-sicurezza-e-la-salute-della-donna.jpg?w=1000" alt="" style="border: 0px; "></p>
<p><em>Milano, 15 novembre 2018</em>&nbsp;&ndash; Si sta tenendo in queste ore a Milano &ldquo;Sicurezza e Malattie Cardiovascolari nella Donna&rdquo;, il convegno organizzato da&nbsp;<em>Onda &ndash; Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere</em>&nbsp;in collaborazione con Daiichi Sankyo Italia. Un&rsquo;iniziativa condotta dalla classe medica femminile per la classe medica femminile, con l&rsquo;obiettivo di esplorare molteplici aspetti del tema della sicurezza per le donne, declinata sia in ambito terapeutico, con interventi focalizzati sulla cardiologia di genere e sull&rsquo;alimentazione funzionale come strumento di prevenzione, sia in ambito professionale e lavorativo, con il workshop finale sulla gestione dell&rsquo;aggressione verbale e non verbale nella pratica clinica, completato da una dimostrazione pratica di tecniche di difesa personale.</p>
<p>Negli ultimi anni si va sempre pi&ugrave; diffondendo il concetto di medicina di genere, con focus su epidemiologia, prevenzione, diagnosi e terapia, considerato che numerosi aspetti della terapia farmacologica, dalla posologia agli effetti collaterali, risentono di una tipicit&agrave; di sesso. In area cardiovascolare, per esempio, per molte decadi la ricerca si &egrave; focalizzata prevalentemente sui maschi adulti, a discapito del sesso femminile, poich&eacute; soprattutto nella fase di sviluppo di un farmaco bisogna tener conto della vita riproduttiva e delle comorbilit&agrave; che rendono la donna un soggetto pi&ugrave; problematico nella sperimentazione. Oltre a quelle biologiche, per&ograve;, vi sono differenze di genere di tipo culturale, sociale e di &ldquo;ruolo&rdquo;, che vedono la donna essere pi&ugrave; facilmente caregiver e meno attenta alla propria salute cardiovascolare, rispetto alle aree ginecologica, tumorale, artrosica e infiammatoria.</p>
<p><em>&ldquo;La sotto-rappresentazione del genere femminile negli studi clinici limita le possibilit&agrave; di orientare correttamente le scelte decisionali atte a garantire pari opportunit&agrave; ed equa distribuzione delle cure cardiovascolari, influendo su diagnosi, efficacia, appropriatezza e dunque sicurezza delle terapie. Dal momento che la conoscenza delle specificit&agrave; di sesso e di genere &egrave; diventata fondamentale anche in questo ambito, Onda, continua a dare il suo contributo al consolidamento di un approccio genere specifico, attraverso l&rsquo;organizzazione di campagne di sensibilizzazione rivolte alla popolazione e di attivit&agrave; d formazione e aggiornamento per la classe medica come quella di oggi. &ndash;</em>&nbsp;Ha spiegato&nbsp;<span>Francesca Merzagora</span>, Presidente di Onda &ndash;<em>&nbsp;Questa &egrave; anche l&rsquo;occasione per formare la classe medica femminile sulle modalit&agrave; di gestione delle aggressioni verbali e fisiche, perch&eacute; il tema della sicurezza nella salute della donna va declinato a tutto tondo, e questo aspetto purtroppo &egrave; diventato di grande attualit&agrave;, visto l&rsquo;impressionante incremento di episodi spiacevoli e pericolosi in cui i sanitari si trovano ad essere coinvolti durante i loro turni di lavoro&rdquo;.</em></p>
<p><span>Donne e patologie cardiovascolari: Epidemiologia e fattori di rischio specifici</span></p>
<p>Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte tra le donne, con un numero assoluto di morti superiore rispetto al sesso maschile, tuttavia il tasso di mortalit&agrave; cardiovascolare &ldquo;prematura&rdquo; (prima dei 75 anni di et&agrave;) &egrave; di gran lunga superiore negli uomini, dunque la mortalit&agrave; cardiovascolare &egrave; maggiore nelle donne ma pi&ugrave; tardiva. &Egrave; stato ipotizzato, ma non dimostrato, che questo vantaggio biologico delle donne rispetto agli uomini sia almeno in parte dovuto a un effetto protettivo degli estrogeni sul sistema cardiocircolatorio, eppure le terapie ormonali in post-menopausa non hanno finora dimostrato efficacia nel ridurre la progressione n&eacute; dell&rsquo;aterosclerosi n&eacute; degli eventi vascolari.</p>
<p>Il vantaggio relativo di salute nel caso delle donne &egrave; per&ograve; attenuato da un tasso di mortalit&agrave; dovuta ad attacchi coronarici che supera quello maschile (32% vs. 27%). Vi sono importanti differenze nelle varie patologie cardiovascolari, ad esempio le manifestazioni della cardiopatia coronarica differiscono tra i sessi, &egrave; pi&ugrave; probabile che l&rsquo;infarto miocardico non sia riconosciuto nelle donne rispetto agli uomini (34% vs. 27%), e pi&ugrave; frequentemente nelle donne l&rsquo;angina pectoris non &egrave; complicata (80%), mentre negli uomini l&rsquo;angina tende a evolvere verso l&rsquo;infarto (66%), e la morte improvvisa &egrave; pi&ugrave; frequente negli uomini rispetto alle donne (50 % vs 39%).</p>
<p>Le differenze di genere rivestono per&ograve; grande importanza anche nell&rsquo;ambito dei fattori di rischio per malattie cardiovascolari. Si sta consolidando sempre pi&ugrave; la distinzione tra fattori di rischio tradizionali (fattori di rischio &laquo;di Framingham&raquo;), che riguardano in misura simile entrambi i sessi, e fattori specifici per il genere femminile, alcuni semplicemente &laquo;slatentizzati&raquo; dalla gravidanza, altri che sono conseguenza o appaiono in associazione a malattie predominanti nelle donne. L&rsquo;associazione tra fumo e malattie cardiovascolari sembra essere pi&ugrave; forte nelle donne, in modo particolare quando &egrave; associato all&rsquo;impiego di anticoncezionali estroprogestinici, alla familiarit&agrave; per infarto precoce e all&rsquo;anamnesi di emicrania. Tra i fattori di rischio peculiari per il genere femminile, invece, troviamo la radioterapia e la chemioterapia per neoplasia della mammella, infatti le radiazioni ionizzanti aumentano il rischio di infarto miocardico acuto e la chemio &egrave; cardiotossica. Inoltre la depressione nelle donne &egrave; associata ad outcome peggiori dopo cardiopatia acuta.</p>
<p>Bisogna incrementare dunque la percezione del rischio cardiovascolare per la donna e per chi la circonda, e prestare attenzione al trattamento farmacologico e non di questi fattori, poich&eacute; essi si fanno &ldquo;pi&ugrave; aggressivi&rdquo; nel sesso femminile, in particolare per ci&ograve; che riguarda il diabete mellito e la sindrome metabolica. La sindrome metabolica va prevenuta sin dalla giovane et&agrave; e con particolare forza dopo la menopausa, infatti con il progredire dell&rsquo;et&agrave;, ma ben oltre la sesta decade, le differenze tra i sessi vanno riducendosi e aumentano la probabilit&agrave; e il rischio nella donna.</p>
<p>Differenze di genere evidenti ci sono anche nell&rsquo;espressione clinica delle aritmie. La fibrillazione atriale &egrave; il maggior fattore di rischio modificabile di ictus, di malattia cardiovascolare e di mortalit&agrave; nel genere femminile. Sono noti i fattori di rischio specifici di stroke per il sesso femminile, strettamente correlati agli effetti degli ormoni sessuali e all&rsquo;assunzione degli estrogeni esogeni: gravidanza, anticoncezionali, menopausa, post-menopausa, ma le donne presentano inoltre anche un rischio di sanguinamento particolarmente elevato e l&rsquo;utilizzo dei nuovi farmaci anticoagulanti orali, che rispetto agli antagonisti della vitamina K sono associati a una ridotta incidenza di emorragie intracraniche, si &egrave; dimostrato particolarmente sicuro e di beneficio nel sesso femminile. Comprendere le differenze di genere nell&rsquo;anticoagulazione dei pazienti con fibrillazione atriale &egrave; importante per stabilire le misure preventive da adottare a lungo termine e guidare la scelta del trattamento anticoagulante pi&ugrave; efficace e sicuro, con un impatto fondamentale su diagnosi precoce e accesso alle terapie, cos&igrave; da migliorare l&rsquo;outcome clinico.</p>
<p><em>&ldquo;Siamo stati ben felici di accettare l&rsquo;invito di Onda a collaborare a questo evento che declina nel dettaglio un aspetto sul quale Daiichi Sankyo &egrave; da sempre attivamente impegnata in prima linea, ovvero la sicurezza in campo terapeutico. Siamo orgogliosi di dare il nostro piccolo contributo allo sviluppo della cardiologia di genere e alla sensibilizzazione su un tema cos&igrave; delicato e attuale come quello delle aggressioni in ambito sanitario. Ci auguriamo che iniziative come questa possano moltiplicarsi su tutto il territorio nazionale.&rdquo;&nbsp;</em>Ha dichiarato&nbsp;<span>Massimo Grandi</span>, Amministratore Delegato di Daiichi Sankyo Italia</p>
<p><span>Gestire l&rsquo;aggressivit&agrave; negli ambienti sanitari</span></p>
<p>Ma la sicurezza per la salute delle donne non &egrave; solo prevenzione e gestione in ambito terapeutico, ma anche una necessit&agrave; in campo professionale, e i recentissimi fatti di cronaca sulle aggressioni in ambulatori e guardie mediche lo dimostrano in modo lampante. Una recente indagine di Federsanit&agrave; &ndash;ANCI e Fnomceo, rivela che gli atti di violenza verbale o fisica si concentrano soprattutto nelle aree di emergenza, i servizi psichiatrici, i Ser.T, la continuit&agrave; assistenziale, i servizi di geriatria, e contestualmente le figure sanitarie pi&ugrave; colpite sono medici, infermieri e operatori socio-sanitari. Diventa dunque urgente preparare la classe medica, e in particolar modo quella femminile, alla gestione dell&rsquo;aggressivit&agrave; verbale e non verbale a cui si assiste sempre pi&ugrave; spesso nella pratica clinica, una violenza che si manifesta con varie sfaccettature e si scatena per vari motivi, che possono essere di ordine psicologico, familiare, sanitario o addirittura sociale. E&rsquo; impossibile, infatti, non rilevare la mutata percezione dell&rsquo;opinione pubblica rispetto a quanti esercitano la professione sanitaria, che registra il passaggio da una fiducia totale nei tempi e nelle capacit&agrave; del medico ad una pretesa di attenzione e di guarigione, anche quando queste non sono n&eacute; possibili n&eacute; immediate.</p>
<p><span>Fonte</span>:&nbsp;<a href="https://www.daiichi-sankyo.it/media/notizie-in-europa/news-details/news/medicina-di-genere-e-gestione-dellaggressivita-punti-fondamentali-per-la-sicurezza-e-la-salute-del/?tx_news_pi1%5Bcontroller%5D=News&amp;tx_news_pi1%5Baction%5D=detail&amp;cHash=f81a2f488c500fe73be7e3dbb12ec06e" target="_blank">Daiichi Sankyo</a></p><p>URL del Link: <a href="http://bit.ly/2K6Ly5V">http://bit.ly/2K6Ly5V</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
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