<?xml version='1.0'?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" >
<channel>
	<title><![CDATA[MSNI: Registro globale ETNA-AF: Combattere la fibrillazione atriale nel "mondo reale"]]></title>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/74865/registro-globale-etnaaf-combattere-la-fibrillazione-atriale-nel-mondo-reale</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
	<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/74865/registro-globale-etnaaf-combattere-la-fibrillazione-atriale-nel-mondo-reale</guid>
	<pubDate>Fri, 31 Aug 2018 16:57:46 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/74865/registro-globale-etnaaf-combattere-la-fibrillazione-atriale-nel-mondo-reale</link>
	<title><![CDATA[Registro globale ETNA-AF: Combattere la fibrillazione atriale nel "mondo reale"]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Congresso ESC 2018: presentati i primi dati del registro ETNA-AF, uno studio di sicurezza non-interventistico sull&rsquo;uso di edoxaban per il trattamento della fibrillazione atriale nel &ldquo;mondo reale&rdquo;</span></p>
<p><em>Presentati al congresso ESC i primi dati relativi all&rsquo;ETNA-AF, uno studio di sicurezza non-interventistico sull&rsquo;uso di edoxaban (LIXIANA&reg;) per il trattamento della fibrillazione atriale nel &ldquo;mondo reale&rdquo;, che valuta edoxaban in un&rsquo;ampia gamma di condizioni cardiovascolari, tipologie di pazienti e situazioni cliniche specifiche dei diversi Paesi</em></p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2018/08/combattere-la-fibrillazione-atriale-registro-globale-etna-af.png?w=1000" alt="" style="border: 0px; "></p>
<p><em>Monaco, 29 Agosto 2018 &ndash;</em>&nbsp;Presentati oggi, al Congresso ESC di Monaco, i primi dati relativi ai pazienti di ETNA-AF, il registro globale di Daiichi Sankyo che descrive l&rsquo;uso di edoxaban (LIXIANA&reg;) in monosomministrazione orale giornaliera, nella pratica clinica quotidiana. I dati di 24.431 soggetti trattati con edoxaban, che costituiscono l&rsquo;87% dei pazienti totali arruolati da pi&ugrave; di 1800 centri in 13 Paesi in tutto il mondo, forniranno importanti informazioni sull&rsquo;uso di edoxaban nella fibrillazione atriale non valvolare (FANV) in contesti reali.</p>
<p>Il programma globale ETNA-AF combina le informazioni provenienti da tre registri separati condotti in Europa, Asia orientale e Giappone e valuta efficacia e sicurezza di edoxaban nella pratica clinica quotidiana. Questi registri sono stati disegnati per osservare la pratica clinica locale, e i dati sono stati in seguito integrati in un unico database.</p>
<p>La prima analisi, che riporta i dati demografici e le caratteristiche dei pazienti del programma globale ETNA-AF, ha mostrato che i pazienti arruolati sono pi&ugrave; anziani di quelli dello studio clinico registrativo ENGAGE AF-TIMI 48, ma presentano un rischio di ictus inferiore e pi&ugrave; spesso sono affetti da FANV parossistica.<br>In Europa, la percentuale di pazienti trattati con edoxaban 60 mg OD e 30 mg OD erano, rispettivamente, 76,7% e 23,3% (N = 13.474). La distribuzione dei dosaggi edoxaban 60 mg e 30 mg OD era molto simile a quella osservata nelle corrispondenti regioni durante l&rsquo;ENGAGE AF-TIMI 48, cos&igrave; come erano simili le caratteristiche demografiche dei pazienti.</p>
<p>La seconda analisi, che riporta i dati basali relativi a ictus e rischio di sanguinamenti, ha mostrato che, in tutte e tre le Regioni, la popolazione presentava un rischio complessivo di ictus inferiore rispetto a quello osservato nei pazienti dell&rsquo;ENGAGE AF-TIMI 48. Nel corso degli studi non-interventistici gli specialisti prendono decisioni cliniche per trattare i pazienti nel modo pi&ugrave; appropriato. Mentre nell&rsquo; ENGAGE AF-TIMI 48 i pazienti per essere arruolati dovevano presentare almeno due fattori di rischio, per EMA ne &egrave; sufficiente uno perch&eacute; il paziente possa essere trattato. ETNA &ndash;AF Global ha arruolato un&rsquo;ampio numeri di pazienti ad alto rischio, inclusi quelli con precedente ictus, sanguinamento maggiore, emorragia intracranica, o punteggio CHA2DS2-VASc &ge;4; questi soggetti ad alto rischio comprendono il 38,2% dei pazienti arruolati in Europa. Inoltre, nel programma globale, la media ricalcolata del punteggio totale HAS-BLED era di 2,5 &plusmn; 1,13 (Europa: 2,6 &plusmn; 1,13). Nell&rsquo; ENGAGE AF-TIMI 48, la media del punteggio HAS-BLED dei Paesi corrispondenti era di 1,8 &plusmn; 1,0.</p>
<p>La terza analisi, che riporta l&rsquo;uso della terapia antitrombotica prima dell&rsquo;inizio del trattamento con edoxaban, ha mostrato che pi&ugrave; dei 2/3 dei pazienti trattati con edoxaban erano na&iuml;ve all&rsquo;uso dell&rsquo;anticoagulante (17.740; 72,6%). In Europa, il 17,5% (2.364/13.474) dei pazienti anticoagulati erano stati precedentemente trattati con un antagonista della vitamina K (AVK) e l&rsquo;8,4% (1.138/13.474) assumevano un altro DOAC prima di iniziare la terapia con edoxaban.</p>
<p><em>&ldquo;Rispetto ai Paesi corrispondenti di ENGAGE AF-TIMI 48, i pazienti arruolati nell&rsquo;ETNA-AF globale avevano punteggi di rischio di ictus pi&ugrave; bassi e punteggi HAS-BLED pi&ugrave; alti.</em>&nbsp;&ndash; ha spiegato il prof.&nbsp;<span>Raffaele De Caterina</span>, Direttore dell&rsquo;Istituto di cardiologia dell&rsquo; Universit&agrave; G. D&rsquo;Annunzio di Chieti &ndash;<em>&nbsp;Ci&ograve; potrebbe indicare un cambiamento nella volont&agrave; dei medici di trattare i pazienti con rischio di sanguinamento pi&ugrave; elevato, che riflette un&rsquo;evoluzione nell&rsquo;uso degli anticoagulanti orali diretti. Basandosi sui risultati dell&rsquo;ENGAGE AF-TIMI 48, che comprendeva pazienti con rischio di ictus da moderato ad alto, questi dati forniscono prove dal mondo reale sull&rsquo;uso di edoxaban nei pazienti a basso rischio di ictus&rdquo;.</em></p>
<p>Un totale di circa 28.000 pazienti saranno inclusi nei registri non-interventistici ETNA-AF e seguiti per 2 anni (in Europa, invece, saranno seguiti per 4 anni). Allo stato attuale, il programma globale ETNA sar&agrave; il pi&ugrave; grande e completo archivio di dati sull&rsquo;uso real-world, l&rsquo;efficacia e la sicurezza di un singolo anticoagulante orale diretto (DOAC) in pazienti con FANV o tromboembolia venosa (TEV).<br><em>&ldquo;Daiichi Sankyo &egrave; impegnata ad ampliare le conoscenze scientifiche su edoxaban anche grazie ad ETNA-AF, che fa parte di EDOSURE, il nostro solido programma di ricerca clinica composto da pi&ugrave; di 10 studi in pi&ugrave; di 100.000 pazienti in tutto il mondo</em>&ndash; ha spiegato&nbsp;<span>Hans Lanz</span>, ricercatore e direttore esecutivo del Global Medical Affairs di Edoxaban &ndash;<em>&nbsp;Il programma ETNA-AF fornisce preziose informazioni su uso, sicurezza ed efficacia di edoxaban in contesti real world. Questi studi non-interventistici, infatti, sono stati creati per consentire ai diversi sistemi sanitari di utilizzare al meglio edoxaban nella pratica clinica quotidiana&rdquo;.</em></p>
<p><span>Il registro globale ETNA-AF</span></p>
<p>ETNA-AF (trattamento con edoxaban nella pratica clinica quotidiana in pazienti con fibrillazione atriale non valvolare) &egrave; uno studio di sicurezza post-autorizzazione non interventistico (PASS). Il programma combina, in un unico database, i dati di tre registri separati condotti in Europa, Asia orientale e Giappone. Un totale di circa 28.000 pazienti saranno inclusi nei registri ETNA-AF e seguiti per 2 anni (in Europa, invece, saranno seguiti per 4 anni). L&rsquo;obiettivo principale di ETNA-AF &egrave; di raccogliere informazioni sull&rsquo;uso di edoxaban in condizioni real-world, nella pratica clinica quotidiana di specifici Paesi e regioni, inclusi i profili di sicurezza ed efficacia in pazienti non preselezionati affetti da fibrillazione atriale non valvolare (FANV).</p>
<p><span>La Fibrillazione Atriale</span><br>La FA &egrave; una condizione in cui il cuore batte in modo rapido e irregolare. Quando ci&ograve; accade, il sangue pu&ograve; accumularsi e addensarsi nelle camere del cuore causando un aumento del rischio di coaguli di sangue. Questi coaguli di sangue possono staccarsi e viaggiare attraverso il flusso ematico verso il cervello (o talvolta verso un&rsquo;altra parte del corpo), dove possono potenzialmente provocare un ictus.</p>
<p>La fibrillazione atriale &egrave; il tipo pi&ugrave; comune di disordine del ritmo cardiaco ed &egrave; associata a una notevole morbilit&agrave; e mortalit&agrave;. A pi&ugrave; di sei milioni di cittadini europei &egrave; stata diagnosticata la FA, e questa cifra dovrebbe almeno raddoppiare nei prossimi 50 anni. Rispetto a quelli che non ne soffrono, le persone con questa aritmia hanno un rischio di ictus 3-5 volte pi&ugrave; alto. Un ictus su cinque &egrave; causato da FA.</p>
<p><span>Edoxaban</span><br>Edoxaban &egrave; un inibitore diretto del fattore Xa (pronunciato &ldquo;Decimo A&rdquo;), somministrato una volta al giorno. Il fattore Xa &egrave; uno dei componenti chiave responsabili della coagulazione del sangue, quindi inibirlo significa rendere il sangue pi&ugrave; fluido e meno incline alla coagulazione. Edoxaban &egrave; attualmente commercializzato in Giappone, Stati Uniti, Corea del Sud, Hong Kong, Taiwan, Thailandia, Canada, Germania, Regno Unito, Svizzera, Irlanda, Paesi Bassi, Italia, Spagna, Belgio, Austria, Portogallo e altri paesi europei.</p>
<p><span>Fonte</span>:&nbsp;<a href="https://www.daiichi-sankyo.it/media/notizie-in-europa/news-details/news/congresso-esc-2018-combattere-la-fibrillazione-atriale-nel-mondo-reale-presentati-i-primi-dati-d/?tx_news_pi1%5Bcontroller%5D=News&amp;tx_news_pi1%5Baction%5D=detail&amp;cHash=bbb747849372065c2b7574d3216ad295" target="_blank">Daiichi Sankyo</a></p><p>URL del Link: <a href="http://bit.ly/2wzcyEK">http://bit.ly/2wzcyEK</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
</item>

</channel>
</rss>