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	<title><![CDATA[MSNI: Emorragia Intracranica: I dati di una nuova sotto-analisi del trial ENGAGE AF-TIMI 48]]></title>
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	<pubDate>Wed, 23 May 2018 09:29:32 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Emorragia Intracranica: I dati di una nuova sotto-analisi del trial ENGAGE AF-TIMI 48]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>I dati di una nuova sotto-analisi del trial ENGAGE AF-TIMI 48 sono stati presentati da Daiichi Sankyo durante il Congresso dell&rsquo;European Stroke Organisation (ESOC), in corso a G&ouml;teborg, in Svezia.</strong></p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2018/05/con-lixianac2ae-meno-emorragie-intracraniche-rispetto-al-warfarin.jpg?w=1000" alt="" style="border: 0px; "></p>
<p><em>Roma 18 maggio 2018</em>&nbsp;&ndash; Una nuova sotto-analisi del trial ENGAGE AF-TIMI 48 dimostra che i pazienti affetti da fibrillazione atriale trattati con edoxaban per la prevenzione di ictus o eventi embolici sistemici presentano una frequenza di diverse tipologie di emorragie intracraniche inferiore rispetto ai pazienti con la stessa patologia trattati con warfarin. I dati sono stati presentati da Daiichi Sankyo durante il Congresso dell&rsquo;European Stroke Organisation (ESOC), in corso a G&ouml;teborg, in Svezia.</p>
<p>L&rsquo;emorragia intracranica &egrave; una tipologia di sanguinamento che si verifica all&rsquo;interno del cranio, e pu&ograve; verificarsi sia nel parenchima cerebrale che negli spazi intermeningei che lo circondano, con danni potenzialmente gravi e permanenti per i pazienti e mortalit&agrave; tre volte superiore all&rsquo;ictus ischemico. Questa nuova sotto-analisi dell&rsquo;ENGAGE AF-TIMI 48 ha valutato le diverse tipologie di emorragie intracraniche, evidenziando una riduzione del 42% di emorragie intracraniche spontanee (HR 0,58 [0,41-0,81]) e del 62% di quelle traumatiche (HR 0.38 [0.23-0.63]) tra i pazienti che assumevano edoxaban (60mg o dose ridotta a 30mg, in monosomministrazione giornaliera) rispetto a coloro che erano trattati con warfarin. Nella stessa sottoanalisi, inoltre, gli outcome di edoxaban in confronto con il warfarin hanno evidenziato una frequenza inferiore di emorragie intraparenchimali (HR 0,55 [95% CI 0,38-0,78]) ed ematomi subdurali (HR 0,36 [0,22-0,58]), e simile frequenza di emorragia subaracnoidea e ictus ischemico con trasformazione emorragica (entrambi p&gt;0.05).</p>
<p><em>&ldquo;Gli anticoagulanti orali non antagonisti della vitamina K sono sempre pi&ugrave; usati nella pratica clinica, perci&ograve; &egrave; essenziale proseguire nell&rsquo;impegno di espandere la conoscenza di queste terapie in specifiche popolazioni di pazienti, al fine di ottimizzare e migliorare la cura</em>&nbsp;&ndash; ha dichiarato il co-autore dello studio&nbsp;<strong>Robert P. Giugliano</strong>, Dipartimento di Medicina Cardiovascolare del Women&rsquo;s Hospital di Brigham, Harvard Medical School di Boston &ndash;<em>&nbsp;E i risultati di questa sotto-analisi suggeriscono che edoxaban offra un vantaggio rispetto al warfarin nei pazienti anticoagulati a rischio di emorragie intracraniche, e allo stesso tempo forniscono ai medici una ulteriore guida e garanzia al suo uso&rdquo;.</em></p>
<p>I risultati di quest&rsquo;ultima analisi dall&rsquo;ENGAGE AF-TIMI 48 sono in linea con le raccomandazioni contenute nella guida all&rsquo;uso degli anticoagulanti orali non-antagonisti della vitamina K nei pazienti con FA, stilata nel 2018 dall&rsquo; European Heart Rhythm Association. Le linee guida raccomandano l&rsquo;uso degli anticoagulanti orali diretti rispetto al warfarin, per la prevenzione dell&rsquo;ictus in pazienti eleggibili affetti da FA, proprio grazie al rischio ridotto di emorragie intracraniche e potenzialmente mortali osservato costantemente in numerosi studi.&nbsp;<em>&ldquo;Questi dati accrescono il corpus di evidenze scientifiche che supportano l&rsquo;uso di edoxaban nella pratica clinica e confermano i risultati del trial ENGAGE-AF-TIMI 48- ad oggi il pi&ugrave; ampio e lungo trial singolo comparativo globale sull&rsquo;uso di un NAO in pazienti con fibrillazione atriale non valvolare &ndash; in cui edoxaban ha dimostrato la non inferiorit&agrave; rispetto al warfarin per la prevenzione di ictus ed eventi embolici sistemici nei soggetti con FA, con inoltre una significativa riduzione della mortalit&agrave; cardiovascolare e dei sanguinamenti maggiori.&rdquo;</em>&nbsp;ha commentato il dott.&nbsp;<strong>Wolfgang Zierhut</strong>, ricercatore e Capo dell&rsquo;area terapie antitrombotiche e cardiovascolari di Daiichi Sankyo Europa.</p>
<p><strong>Fonte</strong>:&nbsp;<a href="https://www.daiichi-sankyo.it/index.php?id=8077&amp;tx_news_pi1%5Bnews%5D=781&amp;tx_news_pi1%5Bcontroller%5D=News&amp;tx_news_pi1%5Baction%5D=detail" target="_blank">Daiichi Sankyo</a></p>
<hr>
<p><strong>Contatti</strong></p>
<p>Daiichi Sankyo<br>Elisa Porchetti<br>Tel.+39 0685255-202<br>elisa.porchetti@daiichi-sankyo.it</p>
<p>Valeria Carbone Basile<br>Tel: +39 339 1704748<br>valeria.carbonebasile@gmail.com</p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2IrZyKa">https://bit.ly/2IrZyKa</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
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