<?xml version='1.0'?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" >
<channel>
	<title><![CDATA[MSNI: Ferraris AD Terna, la sfida portare le nostre reti al centro d'Europa]]></title>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/46955/ferraris-ad-terna-la-sfida-portare-le-nostre-reti-al-centro-deuropa</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
	<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/46955/ferraris-ad-terna-la-sfida-portare-le-nostre-reti-al-centro-deuropa</guid>
	<pubDate>Tue, 16 May 2017 21:50:58 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/46955/ferraris-ad-terna-la-sfida-portare-le-nostre-reti-al-centro-deuropa</link>
	<title><![CDATA[Ferraris AD Terna, la sfida portare le nostre reti al centro d'Europa]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em><a rel="nofollow" href="https://www.terna.it/it-it/azienda/chisiamo/strutturaorganizzativa/luigiferraris-amministratoredelegato.aspx" target="_blank">Il nuovo amministratore delegato, Luigi Ferraris</a>, avr&agrave; l&rsquo;impegnativo compito di fare del gruppo uno dei player fondamentali nella realizzazione del grande network per l&rsquo;interconnessione e lo scambio di energia nel continente</em></p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2017/05/Luigi-Ferraris-Terna-Affari-Finanza.jpg" alt="luigi-ferraris-terna-affari-finanza" style="border: 0px;"></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche i manager ritornano sul luogo del delitto. L&rsquo;ultima volta che se ne era occupato, Terna non esisteva ancora: era la divisione dell&rsquo;alta tensione di Enel, la teoria di tralicci che porta l&rsquo;elettricit&agrave; lungo tutta la penisola. Se ne era interessato perch&eacute;, come direttore finanziario dell&rsquo;ex monopolista, ha prima lavorato al suo spin off e poi alla quotazione in Borsa, fino al distacco definitivo, lasciandola sotto il controllo della Cassa Depositi Prestiti. Ma all&rsquo;epoca, con il mercato libero dell&rsquo;energia intento a muovere i primi passi, <strong>Luigi Ferraris</strong> non avrebbe mai immaginato di tornarci da amministratore delegato. E per di pi&ugrave; al termine di uno scontro politico che ha visto contrapposte la fazione che fa capo al riconfermato segretario del pd Matteo Renzi, da una parte, e gli uomini del ministro dell&rsquo;Economia Pier Carlo Padoan, dall&rsquo;altra. Alla fine,l&rsquo;ex premier ha dovuto accettare che i suoi candidati (si &egrave; parlato dell&rsquo;ex numero uno di Acea Roberto Irace nonch&eacute; dell&rsquo;amministratore delegato di A2a, Luca Camerano) si facessero da parte. E dare via libera a questo cinquantacinquenne genovese di origine ma ormai romano di adozione, avendo costruito la sua carriera a partire dal 1996 nelle aziende controllate dallo Stato.</p>
<p>L&rsquo;approdo a <strong>Terna</strong> &egrave; la sua grande occasione, visto che finora il suo &egrave; stato un nome noto soprattutto agli addetti ai lavori, dai gestori dei fondi internazionali ai banchieri d&rsquo;affari. Ma&nbsp;anche ai piani alti di via XX Settembre, con il ministro Padoan e i vertici di Cdp che lo hanno difeso e imposto come manager affidabile per la sostituzione di Matteo Del Fante, ex banchiere e fiorentino come il premier, passato dopo solo un mandato alla guida di Poste Italiane. Renzi ha cos&igrave; dovuto accontentarsi, si fa per dire, di aver giubilato Francesco Caio, dirigente di lungo corso in Italia (Indesit) e Inghilterra (Cable&amp;Wireless), reo di non aver voluto lavorare su alcuni dossier cari a Palazzo Chigi come l&rsquo;acquisizione di Pioneer, la societ&agrave; di gestione del risparmio di Unicredit finita ai francesi di Amundi, ma a un prezzo che Caio aveva definito eccessivo. Vicenda che Ferraris ha comunque potuto seguire da un osservatorio privilegiato, visto che nel 2015 ha lasciato Enel per assumere l&rsquo;incarico di direttore finanziario proprio alla Poste.</p>
<p>Di tutta questa pubblicit&agrave;, legata a giochi politici e valzer di poltrone, <strong>Ferraris</strong> avrebbe fatto a meno, avendo costruito tutta la sua carriera sul lavoro in azienda (raccontano che spesso si presenti in ufficio anche al sabato) e molto poco sui salotti romani. Ma ora non potr&agrave; pi&ugrave; sottrarsi: &laquo;In questi anni ha dimostrato nei ruoli che ha ricoperto di essere abile e scaltro. Ora deve dimostrare di avere il carisma per comandare e farsi rispettare&raquo;, &egrave; il parere di un banchiere d&rsquo;affari milanese che lo conosce bene.</p>
<p>Che sia capace di navigare anche nei momenti meno favorevoli lo ha dimostrato quando tre anni fa &egrave; andato in scena in Enel il ribaltone &ndash; imposto da Renzi in tutte le partecipate pubbliche &ndash; che ha portato Francesco Starace sulla poltrona di amministratore delegato di Enel. Un cambio avvenuto dopo i nove anni di Fulvio Conti, di cui Ferraris &egrave; stato uno dei pi&ugrave; stretti collaboratori. Entrato in Enel nel 1999 (dopo esperienze in Price WaterhouseCoopers, Piaggio e Finmeccanica), il manager genovese ha scalato tutte le posizioni. Prima come direttore finanziario delle societ&agrave; in cui vennero raggruppate le 15 centrali elettriche da vendere ai privati nell&rsquo;ambito del processo di liberalizzazione. Poi, dal 2002 al 2004 &egrave; stato responsabile pianificazione e controllo della divisione Infrastrutture e Reti, per poi passare con lo stesso ruolo nella capogruppo. Il salto di qualit&agrave; nel 2008, con la nomina a direttore finanziario di Enel, posizione dalla quale ha curato tutte le attivit&agrave; di capital market della societ&agrave;: dall&rsquo;aumento di capitale da 8 miliardi nel 2009, dopo la complessa acquisizione della spagnola Endesa, alla quotazione di Enel Green Power (per una valorizzazione da 2,4 miliardi), pi&ugrave; tutta la sfilza di emissioni obbligazionarie e la gestione del debito &ldquo;monstre&rdquo; da oltre 40 miliardi. A cui va aggiunta l&rsquo;avvio dell&rsquo;opera di razionalizzazione di tutte le controllate sudamericane di Endesa, un groviglio di partecipazioni incrociate e catene di controllo infinite, di cui Enel &egrave; venuta a capo soltanto pochi mesi fa. Proprio al Sudamerica lo destina Starace non appena arriva in Enel nel 2014. Il classico &ldquo;promoveatur ut amoveatur&rdquo;: l&rsquo;incarico &egrave; prestigioso (responsabile dell&rsquo;area America Latina e amministratore delegato della Cilena Enersis, il fiore all&rsquo;occhiello delle controllate d&rsquo;oltreoceano), ma intanto a Roma un altro prende il suo posto come direttore finanziario. Ecco perch&eacute;, alla prima occasione, quando Cdp cerca un direttore finanziario da mettere accanto a Caio diventato numero uno di Poste Italiane, Ferraris ha lascia il gruppo dopo sedici anni.</p>
<p>Ma &ldquo;l&rsquo;esilio&rdquo; in Sud America, tutto sommato, potrebbe rivelarsi utile. Nonostante qualche turbolenza (vedi il rallentamento dell&rsquo;economia in Brasile), il continente ha voglia di crescere e ha fame di energia. Soprattutto di infrastrutture: <strong>Terna ha gi&agrave; vinto due gare da 250 milioni di investimento in Brasile (porter&agrave; la luce anche nella capitale federale) e in Uruguay, ma conta di partecipare anche a molti altri progetti in corso, sfruttando anche la presenza di Enel in tutta l&rsquo;America Latina.</strong></p>
<p>Sebbene la gestione della rete nazionale sia la prima fonte di redditivit&agrave; dell&rsquo;azienda nonch&eacute; la priorit&agrave; industriale del gruppo, la crescita nelle attivit&agrave; &ldquo;non regolate&rdquo; sar&agrave; uno dei mantra della <strong>gestione Ferraris</strong>: da qui dovranno arrivare nei prossimi cinque anni 350 milioni di ebidta aggiuntivo, con una crescita del 40 per cento rispetto al precedente piano. In parte da investimenti nelle rinnovabili: come il recente accordo con le Fs per l&rsquo;installazione di centrali a pannelli solari lungo il percorso dell&rsquo;Alta Velocit&agrave; per alimentare il Frecciarossa. <strong>Ma Ferraris dovr&agrave; impegnarsi soprattutto nelle attivit&agrave; che potrebbero fare di Terna uno dei player fondamentali per la realizzazione di una rete europea dell&rsquo;energia. Perch&eacute; dopo l&rsquo;inaugurazione del nuovo collegamento tra Calabria e Sicilia e il prossimo della Gissi-Foggia, sono stati eliminati gli ultimi colli di bottiglia che pesavano non poco sui costi della bolletta nazionale. Collegata l&rsquo;Italia, ora bisogno collegare gli italiani al resto d&rsquo;Europa, ma anche all&rsquo;Africa. Nel piano di investimenti da 4 miliardi al 2021, &egrave; previsto &ndash; per esempio &ndash; il completamento del cavo che collegher&agrave; la costa adriatica con il Montenegro, con un interscambio fondamentale con tutti gli stati balcanici, che far&agrave; cos&igrave; il paio con quello gi&agrave; esistente con la Grecia. Allo stesso modo, dovranno proseguire sia le opere per le interconnessioni con la Francia e l&rsquo;Austria, ma anche le attivit&agrave; di lobby con gli altri operatori europei (e con l&rsquo;Unione Europea) per la definizione delle regole che consentano lo scambio di energia lungo tutto il continente.</strong></p>
<p>La geopolitica dell&rsquo;energia coinvolger&agrave; <strong>Ferraris</strong> su un piano ancora pi&ugrave; alto. Al momento &egrave; solo una suggestione, ma gli europei dovranno presto fare i conti con uno dei progetti pi&ugrave; ambizioni della Cina: creare una sorta di &ldquo;internet dell&rsquo;elettricit&agrave;&rdquo;, in contrapposizione alla rete informatica di marca statunitense. In pratica, si tratta di creare una infrastruttura globale dell&rsquo;energia, alimentata soprattutto da rinnovabili e sostenuta da reti in parte esistenti, ma in buona parte da costruire, e che possa mettere in collegamento l&rsquo;elettricit&agrave; prodotta in Australia con quella del Canada.</p>
<p>E i cinesi <strong>Ferraris</strong> ce li ha in casa: il 30 per cento di Cdp Reti, la scatola che controlla a sua volta il 30 per cento di Terna (ma anche di Snam) &egrave; in mano a State Grid of China, la pi&ugrave; grande utility del mondo che sar&agrave; uno dei protagonisti dell&rsquo;internet elettrico che ha in mente il governo di Pechino. Non per nulla, State Grid ha gi&agrave; comprato pezzi di rete in Grecia, Spagna e Portogallo. Non &egrave; un caso che sia partita dal sud Europa, perch&eacute; deve essere realizzato ancora il primo collegamento con l&rsquo;Africa. E, guarda caso, Terna ha appena chiesto un primo finanziamento all&rsquo;Unione Europea per la realizzazione di un cavo tra Sicilia e Tunisia, per un investimento complessivo di 600 milioni. Sar&agrave; anche fantageopolitica energetica ma Ferraris far&agrave; bene a prendere subito in mano il dossier.</p>
<p><strong>Fonte</strong>: <a rel="nofollow" href="https://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2017/05/08/news/luigi_ferraris_e_la_sfida_di_terna_porter_le_nostre_reti_al_centro_deuropa-164982348/" target="_blank">Repubblica.it Economia&amp;Finanza</a></p>
<h1>&nbsp;</h1><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2qnUlq8">https://bit.ly/2qnUlq8</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>

</channel>
</rss>