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	<title><![CDATA[MSNI: Dr.Wayne Steiner: Ernia Del Disco, cosa può fare la Chiropratica]]></title>
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	<pubDate>Mon, 20 Mar 2017 16:54:47 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Dr.Wayne Steiner: Ernia Del Disco, cosa può fare la Chiropratica]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Intervento di&nbsp;<strong>Dr.Wayne Steiner</strong>, presidente comitato per l&rsquo;etica dell&rsquo;<strong>Associazione Italiana Chiropratici</strong>.</p>
<div id="attachment_7306"><a rel="nofollow" href="https://presscom.it/wp-content/uploads/Dr.-Wayne-Steiner.jpg"><img src="https://presscom.it/wp-content/uploads/Dr.-Wayne-Steiner-300x169.jpg" alt="Dr. Wayne Steiner" width="300" height="169" style="border: 0px;"></a>
<p>DR. WAYNE STEINER</p>
</div>
<p><em>Sembrava il solito mal di schiena. Qualche giorno con un po&rsquo; di rigidit&agrave; e di indolenzimento, poi un movimento apparentemente banale ed eccoci, bloccati con un dolore lancinante lungo la gamba: l&rsquo;ernia al disco.</em></p>
<p>Cosa ci aspetta? Il solito rituale di anti-infiammatori, miorilassanti, analgesici. Poi le consuete visite, le terapie di recupero e, nel peggiore dei casi, il ricorso al la chirurgia.&nbsp;<strong>Non sempre per&ograve;, l&rsquo;opzione chirurgica risulta la pi&ugrave; adeguata</strong>. A volte, anzi, potrebbe risultare pi&ugrave; dannoso che utile.&nbsp;<strong>La stragrande maggioranza delle ernie discali non richiede l&rsquo;intervento chirurgico.</strong>&nbsp;Attualmente, meno del 25% delle ernie arrivano a essere operate, e se parliamo di ernia discale cervicale la percentuale scende ulteriormente. Tanti tendono a considerare l&rsquo;ernia al disco come un evento a s&eacute; stante, quando invece &egrave; in realt&agrave; la manifestazione finale di una lunga serie di squilibri e disfunzioni sommatisi nel tempo. La vera causa dell&rsquo;ernia non &egrave; da ricercare in quello starnuto o in quel pezzo di carta caduta che abbiamo raccolto da seduti, n&eacute; &egrave; da ricercare in quella enorme valigia che abbiamo maldestramente sollevato. Quegli eventi rappresentano solo l&rsquo;ultimo anello di una lunga catena, la goccia che fa traboccare il vaso, il prodotto finale di tanti fattori che provocano micro e macro traumi a livello del disco.</p>
<div id="attachment_7307"><a rel="nofollow" href="https://presscom.it/wp-content/uploads/esempio-palloncino.png"><img src="https://presscom.it/wp-content/uploads/esempio-palloncino-101x300.png" alt="L'esempio del palloncino" width="101" height="300" style="border: 0px;"></a>
<p>L&rsquo;ESEMPIO DEL PALLONCINO</p>
</div>
<p>Quando esistono squilibri posturali i dischi sono costretti a deformarsi per mantenere il baricentro fisico del corpo. &Egrave; una cosa, questa, del tutto naturale che per&ograve;, se prolungata nel tempo, diviene logorante e patologica.&nbsp;<strong>Paragoniamo il disco a un palloncino pieno d&rsquo;acqua.</strong>&nbsp;Se lo comprimiamo uniformemente dall&rsquo;alto, il palloncino si deformer&agrave; omogeneamente verso la periferia. Se lo si comprime maggiormente su un lato, sporger&agrave; nella direzione di meno resistenza ovvero verso il lato opposto. Fin l&igrave; tutto bene, quello &egrave; il suo mestiere. Il problema sorge quando queste deformazioni sono costanti e continue. Cosa pu&ograve; creare questi squilibri? Innanzitutto, un dislivello pelvico dovuto a dismetria agli arti inferiori; una gamba pi&ugrave; corta dell&rsquo;altra, realmente oppure apparentemente per un piede in pronazione (piede piatto) o una rotazione dell&rsquo;emibacino per sublussazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cosa pu&ograve; fare la chiropratica</strong></p>
<p><strong>La chiropratica si distingue dalle molteplici altre discipline per l&rsquo;approccio riduttivo nella ricerca della vera causa del problema, sia strutturale che abitudinale. Senza trovare ed eliminare questa, ogni tentativo per risolvere la patologia risulterebbe di efficacia temporanea o potrebbe, peggio ancora, rivelarsi nullo</strong>. Le indagini di anamnesi servono per capire dove intervenire in primis. Il lavoro svolto dal paziente e il modo in cui egli lo svolge, l&rsquo;attivit&agrave; fisica o l&rsquo;assenza della stessa, le abitudini nel tempo libero, la posizione in cui dorme, le scarpe che indossa e persino gli interventi odontoiatrici cui si &egrave; sottoposto sono tutte informazioni utili nell&rsquo;ottica di stabilire un programma terapeutico individuale.</p>
<p>Per il sistema neuromuscoloscheletrico, cos&igrave; come per qualsiasi altro sistema, la parola chiave &egrave; equilibrio. Quando il sistema opera in uno stato di equilibrio la probabilit&agrave; di patologia si riduce al minimo. Le varie tecniche chiropratiche, con il loro specifico approccio, hanno in comune questo obiettivo: la stabilit&agrave; dell&rsquo;organismo. Ogni interferenza va affrontata ed eliminata. Di quali strumenti si serve il chiropratico per stabilire il programma terapeutico? Oltre ai fattori menzionati sopra, il dottore chiropratico utilizza la Risonanza Magnetica Nucleare (R.M.N.), la Tomografia Computerizzata (T.C.), le radiografie, l&rsquo;Elettromiografia-Elettroneurografia (E.M.G.-E.N.G.), lo scoliosometro, il podoscopio, le osservazioni deambulatorie, opportuni test muscolari, i test neurologici e ortopedici.</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://presscom.it/wp-content/uploads/disco-con-ernia.png"><img src="https://presscom.it/wp-content/uploads/disco-con-ernia-291x300.png" alt="disco-con-ernia" width="291" height="300" style="border: 0px;"></a></p>
<p><strong>La stragrande maggioranza delle ernie discali &egrave; asintomatica</strong>, non crea segni e sintomi classici percettibili; in poche parole, non provoca alcun dolore. Di solito &egrave; proprio il dolore che invita il paziente a indagare e cercare aiuto. Spesso queste ernie vengono scoperte per puro caso.</p>
<p><strong>Ma quando si deve intervenire chirurgicamente?&nbsp;</strong>I criteri che riteniamo pi&ugrave; adeguati sono i seguenti:</p>
<p>&bull; Conferma con E.M.G.-E.N.G. di una lesione neurologica con segni di denervazione in atto. (Segnala una perdita progressiva della capacit&agrave; del nervo di trasmettere impulsi; il nervo sta morendo);</p>
<p>&bull; Atrofia avanzata del muscolo o dei muscoli coinvolti (grande perdita di massa e funzionalit&agrave; muscolare);</p>
<p>&bull; Dolore intenso e invalidante per pi&ugrave; di tre mesi con o senza segni di neuropatia.</p>
<p>La decisione di intervenire chirurgicamente non deve essere dunque presa con leggerezza. I risultati possono essere deludenti.<strong>&nbsp;Il 35% dei pazienti che visitiamo per ernia al disco sono gi&agrave; stati operati.</strong>&nbsp;Si rivolgono al chiropratico in seguito alle famigerate recidive. Sono i casi, quelli, in cui&nbsp;<strong>non &egrave; stata identificata n&eacute; eliminata la vera causa, lo squilibrio primario</strong>. &Egrave; stato eliminato solo l&rsquo;effetto finale, l&rsquo;ernia discale appunto.&nbsp;<strong>Il chiropratico ha una visione del paziente e della patologia a 360&deg;</strong>. Ci&ograve; significa che il paziente viene valutato nel suo insieme, con l&rsquo;obiettivo di identificare l&rsquo;origine della patologia e non di limitarsi alla cura dei sintomi.<br>Il dottore chiropratico pu&ograve; correggere difetti di posture e funzionalit&agrave; biomeccanica, andando cos&igrave; a favorire la capacit&agrave; innata del corpo umano a guarirsi, ma i cambiamenti comportamentali devono venire necessariamente dal paziente.<br><br><br></p>
<p><strong>Fonte</strong>:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://presscom.it/ernia-del-disco-ce-solo-la-chirurgia-laiuto-della-chiropratica/">PressCom</a></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2mWUjFR">https://bit.ly/2mWUjFR</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gianni Moreschi</dc:creator>
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