<?xml version='1.0'?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" >
<channel>
	<title><![CDATA[MSNI: Studio Nemawashi: Congresso SIFO primi dati sui nuovi anticoagulanti orali (NAO)]]></title>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44644/studio-nemawashi-congresso-sifo-primi-dati-sui-nuovi-anticoagulanti-orali-nao</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
	<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44644/studio-nemawashi-congresso-sifo-primi-dati-sui-nuovi-anticoagulanti-orali-nao</guid>
	<pubDate>Sun, 04 Dec 2016 17:03:03 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44644/studio-nemawashi-congresso-sifo-primi-dati-sui-nuovi-anticoagulanti-orali-nao</link>
	<title><![CDATA[Studio Nemawashi: Congresso SIFO primi dati sui nuovi anticoagulanti orali (NAO)]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>Congresso SIFO &ndash; Gli anticoagulanti orali rappresentano ancora un&rsquo;opzione terapeutica sottoutilizzata nei pazienti affetti da FA. Primi dati studio Nemawashi</strong></p>
<p><em>In Italia i nuovi anticoagulanti orali rappresentano ancora un&rsquo;opzione terapeutica sottoutilizzata nei pazienti affetti da FA, seppure il loro maggior costo sarebbe compensato dal risparmio ottenuto grazie a meno ospedalizzazioni (&euro;534,60 annui per pazienti eleggibili ma non trattati vs &euro;865,3 per pazienti eleggibili e trattati con NAO). I primi dati dello studio osservazionale Nemawashi effettuato con il contributo di Daiichi Sankyo presentati durante il Congresso SIFO 2016</em></p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2016/12/primi-dati-studio-nemawashi.jpg?w=710" alt="primi-dati-studio-nemawashi" style="border: 0px;"></p>
<p><em>Roma, 3 dicembre 2016</em>&nbsp;&ndash; Nonostante siano clinicamente efficaci, maneggevoli e abbiano un buon profilo di sicurezza, i nuovi anticoagulanti orali (NAO) per il trattamento dei pazienti affetti da fibrillazione atriale, sono ancora un&rsquo;alternativa terapeutica sottoutilizzata in Italia, eppure una maggior appropriatezza prescrittiva avrebbe gi&agrave; potuto portare a un risparmio consistente per il nostro Sistema Sanitario Nazionale, grazie ad una conseguente diminuzione del numero di ricoveri dovuti a malattie cardio-cerebrovascolari. E&rsquo; quanto emerge dai primi dati del progetto Nemawashi, uno studio osservazionale sulla fibrillazione atriale sviluppato e condotto da CliCon S.r.l., su richiesta dell&rsquo;azienda farmaceutica Daiichi Sankyo e che sar&agrave; presentato domani al Congresso della Societ&agrave; Italiana di Farmacia Ospedaliera (SIFO) in corso a Milano.</p>
<p>A fronte della loro comprovata efficacia nella prevenzione del rischio trombo-embolico nei pazienti con fibrillazione atriale, la terapia con gli antagonisti della vitamina K (AVK) presenta importanti limitazioni riconducibili alle loro caratteristiche farmacocinetiche e farmacodinamiche che ne rendono difficoltoso l&rsquo;impiego nella pratica clinica. Nel corso dell&rsquo;ultimo decennio la ricerca ha portato allo sviluppo di una nuova classe di farmaci anticoagulanti orali, tra i quali gli inibitori del Fattore Xa (rivaroxaban, apixaban ed edoxaban) e gli inibitori diretti della trombina (dabigatran). I criteri di utilizzo dei nuovi anticoagulanti orali sono stati definiti dall&rsquo;Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) e successivamente recepiti dall&rsquo; Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), la quale ha vincolato l&rsquo;erogabilità dei NAO da parte del SSN alla prescrizione di centri ospedalieri autorizzati individuati dalle Regioni, e alla compilazione di un piano terapeutico redatto online solo da specialisti.</p>
<p>Grazie alla collaborazione di un gruppo di 5 Aziende Sanitarie Locali distribuite sul territorio nazionale, lo studio Nemawashi ha iniziato la valutazione della gestione terapeutica dei pazienti affetti da fibrillazione atriale e l&rsquo;appropriatezza d&rsquo;uso della terapia anticoagulante per il SSN, misurando il grado di trasferimento delle raccomandazioni terapeutiche all&rsquo;uso dei NAO in un setting di normale pratica clinica &ldquo;real-world data&rdquo;, nonch&eacute; l&rsquo;eleggibilit&agrave; al rimborso in Italia per quei pazienti a cui sono state prescritte le nuove terapie.</p>
<p><strong>Definizione ed outcome dello studio</strong></p>
<p>Nel nostro Paese &egrave; stata concessa la rimborsabilit&agrave; per l&rsquo;uso dei NAO a partire dal 2013, dunque lo studio osservazionale inizia da un&rsquo;analisi retrospettiva di coorte effettuata su pazienti di et&agrave; uguale o maggiore di 18 anni con almeno una prescrizione di NAO o di AVK nel periodo dall&rsquo;1 gennaio 2014 al 31 dicembre 2014, valutando i dati inerenti a demografia e fattori di rischio cardioembolico ed emorragico di tutti i pazienti inclusi; sono state analizzate, inoltre, tutte le prescrizioni farmaceutiche e le ospedalizzazioni verificatesi durante il periodo di caratterizzazione.<br>Il percorso clinico-valutativo relativo all&rsquo;identificazione dei pazienti con FANV che possono beneficiare del trattamento con NAO comporta attualmente la valutazione del tipo di fibrillazione atriale e della relativa indicazione o controindicazione all&rsquo;uso dei NAO, il calcolo della clearance della creatinina (mediante formula di Crockroft-Gault), la valutazione del rischio tromboembolico ed emorragico del singolo paziente in base alle scale di rischio (CHA2-DS2-VASc e HAS-BLED risk score), la valutazione e gestione della terapia in caso di passaggio da AVK a NAO ed infine i criteri di scelta del dosaggio. E&rsquo; sufficiente che il paziente sia eleggibile o per score CHA2DS2VASc&ge; 1 e contemporaneamente HAS-BLED&gt;3 oppure per INR (International Normalized Ratio, Rapporto Internazionale Normalizzato) instabile negli ultimi sei mesi con tempo trascorso in range (TTR) &lt;70%, oppure per difficolt&agrave; oggettive nella gestione del monitoraggio della terapia anticoagulante orale classica.</p>
<p><strong>NAO: un&rsquo;alternativa terapeutica sottoutilizzata</strong></p>
<p>Sulla base dei criteri di inclusione utilizzati, il numero di pazienti di et&agrave; uguale o maggiore di 18 anni affetti da fibrillazione atriale in trattamento con anticoagulanti orali &egrave; risultato pari a 4.362. Di questi, 3.594 (82,4% dei pazienti selezionati) erano in trattamento con AVK (warfarin). L&rsquo;esposizione al trattamento farmacologico con NAO &egrave; stata riscontrata in 768 pazienti (il 17,6% dei pazienti inclusi). I pazienti trattati con NAO mostravano un rischio emorragico pi&ugrave; elevato (HAS-BLED &gt;1 nel 39% vs. 29%) rispetto ai pazienti trattati con warfarin. Il 18,4% dei pazienti raccomandati e non trattati con NAO presentava un CHA2DS2-VASc &ge; 1 ed un HAS-BLED &gt;3, mentre il 46.4% un TTR &lt;70%.</p>
<p>Quasi la met&agrave; dei pazienti analizzati (47%) &egrave; stata identificata come non eleggibile alla prescrizione rimborsabile dei NAO, un terzo (33%) presentava uno dei due criteri considerati, il restante 20 % rispondeva a entrambi i criteri per la rimborsabilit&agrave;. Incrociando poi queste percentuali con le prescrizioni effettive &egrave; emerso uno scostamento tra le raccomandazioni terapeutiche e la pratica clinica, visto che solo al 16,7% dei pazienti raccomandati era stato effettivamente prescritto un NAO, mentre il 40,2% non aveva n&eacute; indicazione (come da criteri di rimborsabilit&agrave;) n&eacute; prescrizione.<br>Il sottoutilizzo delle nuove terapie anticoagulanti appare evidente dal numero di pazienti potenzialmente eleggibili al rimborso, che per&ograve; non hanno ricevuto la prescrizione: il 42,2% non &egrave; stato avviato al trattamento con NAO (inappropriatezza per difetto, underuse), per contro, rispetto ai pazienti avviati al trattamento con NAO, il 5,3% non presenta la raccomandazione terapeutica all&rsquo;uso di tali farmaci (inappropriatezza per eccesso, overuse) (Tabella 1).</p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2016/12/distribuzione-pazienti-con-i-nao.jpg?w=710" alt="distribuzione-pazienti-con-i-nao" style="border: 0px;"></p>
<p><em>Tabella 1. Distribuzione dei pazienti inclusi nello studio ed indicazione alla terapia con i NAO</em></p>
<p><strong>Una maggiore appropriatezza prescrittiva per il risparmio del SSN</strong></p>
<p>L&rsquo;analisi inerente al consumo di risorse sanitarie e ai costi sostenuti dal SSN in un periodo di tempo compreso tra l&rsquo;1 gennaio 2010 ed il 31 dicembre 2013, dimostra che una maggiore appropriatezza prescrittiva, intesa come riduzione del gap tra raccomandazioni terapeutiche e pratica clinica, consentirebbe sin dal primo anno di terapia, una riduzione degli eventi di ictus, embolia sistemica ed infarto del miocardio con un ingente risparmio di risorse a carico del SSN, mentre, in realt&agrave;, si registra un incremento della spesa farmaceutica. Nonostante i costi pi&ugrave; elevati della terapia NAO rispetto agli AVK, dai dati ottenuti si evince che il costo medio per anno dei pazienti raccomandati e non trattati con NAO [&euro;1.278,3] &egrave; sovrapponibile a quello dei pazienti raccomandati e trattati con NAO [&euro;1.267,4]. Infatti, il maggior costo della terapia con NAO [&euro;682.2 vs. &euro;357.6] risulta completamente compensato dal risparmio associato ai minori costi per le ospedalizzazioni per malattia cardio-cerebrovascolare [&euro;534.6 vs &euro;865.3] (Figura 1).</p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2016/12/distribuzione-pazienti-nao-e-costo-medio-malattia.jpg?w=710" alt="distribuzione-pazienti-nao-e-costo-medio-malattia" style="border: 0px;"></p>
<p><em>Figura 1. Distribuzione dei pazienti in trattamento con anticoagulanti orali raccomandati e trattati/non trattati con i nuovi anticoagulanti orali (NAO) e costo medio di malattia.</em></p>
<p><em>&ldquo;La conclusione di questa prima fase del progetto ha portato a due risultati interessanti, riguardanti rispettivamente l&rsquo;appropriatezza prescrittiva e la conseguente spesa sanitaria. I dati dimostrano che nonostante ci sia un trend in netto miglioramento, permane un ritardo della pratica clinica italiana nell&rsquo;utilizzo di queste nuove terapie, sia rispetto alle raccomandazioni delle linee guida internazionali in materia, sia rispetto alle note di rimborsabilit&agrave; dell&rsquo;AIFA&nbsp;</em>&ndash; ha spiegato Luca Degli Esposti, Presidente CliCon s.r.l. e coautore dello studio &ndash;<em>&nbsp;&ldquo;Eppure secondo la nostra analisi, il superamento di questo gap prescrittivo porterebbe un beneficio sia in termini di morbilit&agrave; del paziente che di costi assistenziali, che verrebbero minimizzati nel tempo. Perch&eacute; se &egrave; vero che questi nuovi farmaci, comunque risultati efficaci e sicuri, hanno un prezzo superiore a quello dei farmaci utilizzati in precedenza, &egrave; anche dimostrato che producono meno ricoveri per malattia cardio-cerebrovascolare ed eventi trombotici o emorragici nei pazienti a i quali viene raccomandata. Quindi se allarghiamo la prospettiva di valutazione dal costo farmaco al costo complessivo della gestione del paziente, gi&agrave; nel primo anno di terapia, possiamo notare che il maggior costo sostenuto per la terapia verrebbe completamente recuperato e compensato in termini di costi generali&rdquo;.</em></p>
<p>Lo studio &ldquo;real-life&rdquo; Nemawashi evidenzia, quindi, che all&rsquo;epoca della rilevazione, c&rsquo;era un sottoutilizzo del trattamento con i NAO nei pazienti affetti da fibrillazione atriale; probabilmente dovuta al fatto che questi farmaci erano ancora agli albori del loro uso clinico. L&rsquo;auspicio &egrave; che si possa presto ridurre l&rsquo;inappropriatezza prescrittiva, e quindi una maggiore elezione al trattamento con NAO dei pazienti senza adeguato controllo dell&rsquo;INR in corso di terapia con anticoagulanti orali classici o con un&rsquo;alterazione del rischio trombotico o emorragico, perch&eacute; ci&ograve; comporterebbe un miglioramento dello stato di salute del paziente (in termini di diminuzione del numero di ricoveri per cause cardiovascolari) e ad una minimizzazione del consumo di risorse sanitarie secondo la prospettiva del SSN.</p>
<p>La seconda fase del progetto si concentrer&agrave;, quindi, sul costante monitoraggio dell&rsquo;appropriatezza prescrittiva delle terapie anticoagulanti orali, per verificare l&rsquo;auspicata riduzione del gap tra le raccomandazioni di trattamento della FA e la pratica clinica. Per raggiungere questo obiettivo lo studio amplier&agrave; il campione considerando un numero maggiore di ASL italiane; estender&agrave; il periodo di caratterizzazione per evidenziare l&rsquo;evoluzione dell&rsquo;appropriatezza prescrittiva, e infine includer&agrave; i dati relativi a edoxaban, il nuovo anticoagulante orale sviluppato da Daiichi Sankyo e prescrivibile in Italia in fascia rimborsabile da settembre 2016.</p>
<p><strong>Fonte</strong>:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.daiichi-sankyo.it/index.php?id=8077&amp;tx_news_pi1%5Bnews%5D=532&amp;tx_news_pi1%5Bcontroller%5D=News&amp;tx_news_pi1%5Baction%5D=detail&amp;cHash=c02261f9e5cf33f133d5fa8a1edaf5c7" target="_blank">Daiichi Sankyo</a></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2g0HMNZ">https://bit.ly/2g0HMNZ</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
</item>

</channel>
</rss>