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	<title><![CDATA[MSNI: Giovanni Carrù: “E nel buio delle catacombe apparve l'Eucaristia”]]></title>
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	<pubDate>Thu, 17 Nov 2016 18:05:12 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Giovanni Carrù: “E nel buio delle catacombe apparve l'Eucaristia”]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>L&rsquo; arte cristiana recepisce con molta cautela un immaginario propriamente eucaristico. I molti banchetti dipinti, sin dal III secolo, nelle catacombe, sembrano alludere piuttosto ai pasti funebri, i cosiddetti refrigeria, che alla fractio panis. Tuttavia il Monsignor Carr&ugrave;, Segretario della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra dal giugno 2009, descrive alcune iconografie nel buio delle catacombe che descrivono proprio scene di banchetto.</em></p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2016/11/Monsignor-Giovanni-Carr%C3%B9.jpg" alt="Monsignor Giovanni Carr&ugrave;" style="border: 0px;"><span></span></p>
<p>E nel buio delle catacombe apparve l&rsquo; Eucaristia<br>di Giovanni Carr&ugrave;</p>
<p>Nei primi secoli del cristianesimo, il rito del battesimo e la liturgia eucaristica si intrecciano in un&rsquo;unica espressione cultuale che, per il fedele, significa &laquo;nascere a nuova vita&raquo; e in essa continuare a vivere nutrendosi del corpo e del sangue di Cristo. Quest&rsquo; ultima prassi coinvolge i concetti di &laquo;eucaristia&raquo; e di &laquo;agape&raquo;, spesso usati come sinonimi di una medesima espressione liturgica, che comporta la riunione da parte dei cristiani per &laquo;partecipare a una mensa eucaristica&raquo;, come si legge in un suggestivo passaggio della Lettera a Diogneto (5, 7).</p>
<p>In quei primi momenti l&rsquo;eucarestia ha un significato polivalente, indicando sia il pasto, sia il ringraziamento, sia la presenza del Signore nel mistero, anche se, ben presto, il termine pass&ograve; a designare, in particolare, la Chiesa cristiana, la benedizione e il gesto sacramentale. Il padre della Chiesa Giustino, nella prima Apologia (capitoli 65 e 66), descrisse accuratamente la dinamica della riunione eucaristica: &laquo;viene portato un pane ed una coppa di acqua e del vino temperato; il presidente, dopo averli ricevuti, innalza lode e gloria al Padre, nel nome del Figlio e dello Spirito Santo e compie un rendimento di grazie, per essere stato degno di questi doni da parte sua; dopo che ha terminato la preghiera e l&rsquo; eucarestia, tutto il popolo presente esclama e dice: Amen&raquo;.</p>
<p>L&rsquo; arte cristiana recepisce con molta cautela un immaginario propriamente eucaristico. I molti banchetti dipinti, sin dal III secolo, nelle catacombe sembrano alludere piuttosto ai pasti funebri, i cosiddetti refrigeria, che alla fractio panis. Eppure, il grande iconografo tedesco Joseph Wilpert, studiando la cappella greca delle catacombe di Priscilla, si sofferm&ograve; sulla simbolica scena di banchetto dipinta nell&rsquo;arcone di fondo della cappella, negli anni centrali del III secolo. Attorno alla mensa semilunata, sono sistemati i commensali, tra i quali anche una donna mentre, all&rsquo; estremit&agrave; sinistra, un anziano sembra spezzare il pane. L&rsquo; atmosfera, come si diceva, &egrave; sospesa e sembra sollevarsi dal semplice banchetto funebre.</p>
<p>Non &egrave; dunque escluso che la suggestiva rappresentazione voglia alludere ad una delle pi&ugrave; antiche celebrazioni eucaristiche.</p>
<p>Ancora pi&ugrave; enigmatica e interessante appare una pittura che decora uno dei cubicoli dei sacramenti nella pi&ugrave; antica area del complesso callistiano. Sulla parete di fondo si riconoscono una scena di banchetto e una singolare situazione figurativa con un personaggio maschile che impone solennemente le mani su un tavolo su cui sono, presumibilmente, dei pani. A fianco, una donna solleva le braccia nel largo gesto dell&rsquo;orante. Il complesso figurativo &ndash; riferibile agli anni Trenta del III secolo &ndash; vuole tradurre evidentemente in figura il sacrificio eucaristico.</p>
<p>Ancora all&rsquo; eucarestia dovrebbe alludere un affresco che decora un cubicolo doppio nell&rsquo; antica area di Lucina, sempre nel comprensorio callistiano. La pittura, che risale alla prima met&agrave; del III secolo, riduce la rappresentazione complessa del banchetto, estrapolandone solo un grande pesce su cui posa un cesto di pani e un bicchiere di vino rosso, che si intravede al di l&agrave; dell&rsquo;intreccio vimineo.</p>
<p>Queste rare testimonianze iconografiche, che tanto hanno fatto discutere gli studiosi del passato, rappresentano gli unici esempi di un&rsquo; arte che diviene simbolo pregnante e suggestivo dell&rsquo; eucarestia, aprendo la strada a elaborazioni artistiche pi&ugrave; complesse, che appariranno solo nel IV secolo, quando le pitture delle catacombe, ma anche i rilievi dei sarcofagi accoglieranno l&rsquo; episodio neotestamentario della moltiplicazione dei pani che, come &egrave; intuitivo, allude direttamente alla &laquo;refezione delle turbe&raquo; e, da ultimo, alla distribuzione del cibo eucaristico.</p>
<p><strong>Fonte:</strong>&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.dailyfocus.net/category/cultura/" target="_blank">Daily focus</a></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2fueN5g">https://bit.ly/2fueN5g</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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