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	<title><![CDATA[MSNI: Monsignor Gianni Carrù: La memoria apostolorum nelle catacombe di San Sebastiano]]></title>
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	<pubDate>Thu, 03 Nov 2016 19:02:03 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Monsignor Gianni Carrù: La memoria apostolorum nelle catacombe di San Sebastiano]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Il Monsignor Giovanni Carr&ugrave; ci mostra, nel suo articolo sulla basilica di San Sebastiano, che il 29 giugno, sin dalla met&agrave; del III secolo, ma forse anche precedentemente, si celebrava il culto congiunto per i principi degli apostoli, in un&rsquo;unica sede, diversa dal Vaticano e dalla via Ostiense. Il terzo luogo della venerazione per Pietro e Paolo si sarebbe sviluppato nel cuore delle catacombe di San Sebastiano.</p>
<p>La &laquo;memoria apostolorum&raquo; nelle catacombe di San Sebastiano<br>di Giovanni Carr&ugrave;</p>
<p>Al terzo miglio della via Appia si conserva la suggestiva basilica di San Sebastiano, che nasconde uno dei nuclei catacombali pi&ugrave; antichi della Roma sotterranea cristiana. Qui si colloca anche il terzo luogo della venerazione per i principi degli apostoli. Se, infatti, il culto per Pietro e Paolo si era sviluppato assai precocemente sulle loro tombe situate rispettivamente nella necropoli vaticana e sulla via Ostiense, nel cuore delle catacombe di San Sebastiano si incastona un singolare e un po' misterioso luogo di culto, proprio laddove era un avvallamento dovuto a una cava di pozzolana in funzione gi&agrave; nel I secolo prima dell' era cristiana, che affidava al sito quella denominazione - ad catacumbas - che, a partire dal medioevo, servir&agrave; a definire tutti i cimiteri ipogei paleocristiani.</p>
<p>Nelle pareti della cava vennero sistemate alcune sepolture e, nell' anfratto, sorsero dei colombari, mentre, nel corso del II secolo dell'era cristiana, l'area sub&igrave; un forte interramento e nacque la<br>cosiddetta "piazzola", dove vennero costruiti tre mausolei pagani e le prime sepolture cristiane, come dimostrano alcune interessanti iscrizioni funerarie con incisi i pi&ugrave; antichi segni della religione cristiana, come l'ancora e il pesce.</p>
<p>Anche il sepolcreto della "piazzola", intorno alla met&agrave; del III secolo, sub&igrave; un interramento, su cui venne costruito un singolare cortile porticato, definito dagli archeologi triclia, dove si svolgevano i refrigeria (pasti funebri) in onore di Pietro e Paolo, tanto che il complesso assunse la suggestiva denominazione di memoria apostolorum, proprio in relazione a questo culto funerario, di tipo popolare, che si istituzionalizz&ograve; nel 258, data dei consoli Tusco e Basso, che appare nella Depositio martyrum, il prezioso documento agiografico che conflu&igrave; nel Cronografo del 354.<br>Stando alle testimonianze letterarie e ai rinvenimenti archeologici, dunque, il 29 giugno, sin dalla met&agrave; del III secolo, ma forse anche precedentemente, si celebrava il culto congiunto per i principi degli apostoli, in un'unica sede, diversa dal Vaticano e dalla via Ostiense. Sulle pareti della triclia, infatti, si leggono centinaia di graffiti, tracciati dai pellegrini giunti alla memoria apostolorum da tutto il mondo.</p>
<p>Al tempo di Costantino, in corrispondenza della memoria, fu costruita una basilica circiforme, ossia a forma di circo, per monumentalizzare questo particolare culto per Pietro e Paolo. A questi ultimi dedic&ograve; uno dei suoi epigrammi Papa Damaso (366-384), che ci &egrave; giunto attraverso le sillogi medievali e che riporta queste brevi note: &laquo;Tu che cerchi i nomi di Pietro e Paolo, devi sapere che i santi dimorarono qui un tempo. Questi apostoli ce li mand&ograve; l'Oriente, lo riconosciamo volentieri, ma, in seguito al martirio e seguendo l'esempio di Cristo, giunsero sino alle stelle, nelle regioni celesti e nel regno dei giusti. Roma li rivendic&ograve; come suoi cittadini. Questo voleva dire Damaso o nuove stelle&raquo;.</p>
<p>Questi versi trovarono un corrispettivo iconografico, venti anni orsono, quando, in una regione delle catacombe di San Sebastiano, si rinvenne e restaur&ograve; un affresco della fine del IV secolo raffigurante Pietro e Paolo che si abbracciano, proponendo un'iconografia cara alla classica concordia tra gli imperatori e, forse, ispirata alla letteratura apocrifa, dove si fa riferimento all' ultimo commovente saluto tra Pietro e Paolo prima del martirio, avvenuto a Roma, in seguito alla persecuzione neroniana.</p>
<p>Fonte: Il Cattolico.it</p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2eYurWA">https://bit.ly/2eYurWA</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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