<?xml version='1.0'?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" >
<channel>
	<title><![CDATA[MSNI: Encanto Public Relations: Giornalisti italiani sempre più social]]></title>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44271/encanto-public-relations-giornalisti-italiani-sempre-pi-social</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
	<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44271/encanto-public-relations-giornalisti-italiani-sempre-pi-social</guid>
	<pubDate>Thu, 13 Oct 2016 18:59:55 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44271/encanto-public-relations-giornalisti-italiani-sempre-pi-social</link>
	<title><![CDATA[Encanto Public Relations: Giornalisti italiani sempre più social]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&ldquo;<em>Audit Italian Press&rdquo;, l&rsquo;indagine qualitativa dell&rsquo;Istituto Ix&egrave; con il supporto di Encanto Public Relations su un campione di 50 giornalisti italiani, la fotografia di come utilizzano i social network nel loro lavoro rispetto ai loro colleghi americani (ricerca Cision). La ricerca a dicembre sar&agrave; riproposta ai 18 mila iscritti di Giornalistisocial.it</em></p>
<p><img src="https://67.media.tumblr.com/608d354829de96b1c3ecc142747e48b5/tumblr_inline_oezpttRbHu1uwydy0_1280.jpg" alt="" width="600" height="401" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><em>&ldquo;Audit Italian Press&ldquo;,&nbsp;<strong>un&rsquo;indagine qualitativa</strong>&nbsp;dell&rsquo;Istituto Ix&egrave; con il supporto di Encanto Public Relations, la prima fotografia di come i&nbsp;<strong>giornalisti</strong>&nbsp;&nbsp;utilizzano i&nbsp;<strong>social network</strong>&nbsp;nel loro lavoro. &nbsp;L&rsquo;anteprima della<strong>ricerca</strong>, che a dicembre sar&agrave; riproposta ai 18 mila iscritti al portale Giornalistisocial.it, indaga 50 casi in Italia (che confrontiamo con un campione negli Stati Uniti e Canada raccolto da Cision), da cui emerge che i&nbsp;<strong>giornalisti</strong>&nbsp;intervistati utilizzano i&nbsp;<strong>social network</strong>&nbsp;in primis per promuovere il proprio lavoro (83% contro il 73% degli americani) e per costruire relazioni (54% contro il 73%). Solo in seconda battuta i<strong>social</strong>&nbsp;vengono utilizzati per monitorare l&rsquo;opinione pubblica (52% contro il 64%) e secondariamente per trovare storie (41% contro il 52%), verificare i fatti e approfondire (41%).</em></p>
<p><em>Le piattaforme pi&ugrave; utilizzate sono Facebook (87%), YouTube (70%) e Twitter (67%), mentre si prevede una crescita di rilievo soprattutto di Instagram e Snapchat. Per il rapporto di Cision, &egrave; Periscope a farla da padrone in particolare perch&eacute; consente di accedere a trasmissioni live quando altri mezzi non sono a disposizione.Il 50% dei&nbsp;<strong>giornalisti</strong>&nbsp;ritiene i&nbsp;<strong>socia</strong>l fonti di informazione affidabili con la maggior fiducia assegnata dagli utilizzatori di YouTube, Instagram (piattaforme largamente visual) e Twitter.Quasi univoca l&rsquo;asserzione di pubblicare notizie verificate e complete (91%) piuttosto che inseguire lo scoop per essere i primi. Anche gli americani condividono questa posizione anche se una percentuale minoritaria ma pi&ugrave; consistente che in Italia preferisce l&rsquo;urgenza all&rsquo;affidabilit&agrave;.Le immagini e i video utilizzati dai professionisti sono in larga parte ricavati da banche dati a pagamento o gratuite online; seguono le fonti interne alle testate e solo infine la produzione propria. Il 25% dei&nbsp;<strong>giornalisti</strong>&nbsp;dichiara di utilizzare il materiale postato sui&nbsp;<strong>social.<br></strong><br>Andrea Tortelli, giornalista professionista e fondatore di Giornalisti Social (<a rel="nofollow" href="https://t.umblr.com/redirect?z=http%3A%2F%2Fwww.giornalistisocial.it%2F&amp;t=Y2RlNzhhNmQ2ZDczNDRiZmZmZGU0YjYwODZmZDIwMTllNDQ4ZjZlMiw4aDJpdkhoRw%3D%3D&amp;b=t%3Aa7a0aVhYeOUir-rGVB7VKw&amp;m=1">www.giornalistisocial.it</a>), la pi&ugrave; grande comunit&agrave; italiana di giornalisti sui social media con oltre 26 mila iscritti, interpellato su questi dati &nbsp;spiega: &ldquo;La situazione della professione &egrave; decisamente complessa e - come emerge dall'indagine - le contraddizioni sulla percezione del fenomeno social non mancano: da una parte cresce la consapevolezza che i social sono strumenti di promozione e autopromozione sempre pi&ugrave; importanti, dall'altra in pochi hanno capito che la carta non pu&ograve; rappresentare il futuro, e che non rappresenta gi&agrave; pi&ugrave; il presente. In questo contesto, la parte pi&ugrave; conservativa &egrave; rappresentata, a mio avviso, da coloro che sono rimasti all&rsquo;interno dei giornali e vedono con diffidenza il nuovo scenario del digitale, del mobile e dei social, guardando alla professione con una visione pi&ugrave; tradizionale. Poi ci sono i colleghi che le garanzie del Contratto nazionale giornalistico le hanno perse o non le avranno mai, che interpretano il lavoro del giornalista in maniera pi&ugrave; aperta, ma a volte contraddittoria, nella consapevolezza che - come indica anche una ricerca del Censis - oggi i social sono la prima fonte di informazione per la gran parte degli italiani. Questo contrasto si evidenzia anche negli spazi on line che gestisco - come il gruppo Giornalisti italiani su Facebook, con i suoi 18mila iscritti - in cui il dibattito &egrave; talmente acceso da sfiorare la rissa verbale su alcuni temi".Inoltre nelle 2&nbsp;<strong>indagini</strong>&nbsp;viene evidenziata la tendenza dominante nell&rsquo;industria editoriale in merito alla compatibilit&agrave; dei format della testata con gli smartphone (54%), convinti della fruizione di notizie da parte del pubblico tramite apparecchi mobili. Segue la necessit&agrave; di offrire contenuti multimediali (41%), per raggiungere il target &nbsp;&ldquo;always on&rdquo; che ha bisogno di una molteplicit&agrave; di canali.<br><br>Sul futuro dell&rsquo;advertising, ne individuano il futuro nella forma &ldquo;native&rdquo; mentre gli americani sono nel 47% dei casi &nbsp;neutrali (e il 28% negativi).Il rapporto fra&nbsp;<strong>giornalisti</strong>&nbsp;e professionisti della comunicazione non ha subito modifiche per il 48% degli intervistati che continuano a fidarsi in egual misura, mentre per gli americani non &egrave; cambiato per il 66% degli intervistati.Il 25% dei&nbsp;<strong>giornalisti</strong>&nbsp;italiani dichiara di fidarsi dei professionisti meno che in passato e il 20% invece ha aumentato la fiducia.Per quel che riguarda i materiali, la preferenza &egrave; sempre per il tradizionale comunicato stampa, seguito da immagini/video/sondaggi, dati, studi che facilmente possano essere &ldquo;notiziati&rdquo;. Resta la posta elettronica il canale di comunicazione migliore perch&eacute; offre un testo gi&agrave; completo e composto a uso del giornalista.E&rsquo; pari al 43% la percentuale di&nbsp;<strong>giornalisti</strong>&nbsp;che dichiara di sentirsi, in alcune occasioni, obsoleto e poco al passo con i tempi. Curiosamente, il dato non sembra correlato all&rsquo;et&agrave;. Probabilmente la sicurezza professionale dei&nbsp;<strong>giornalisti</strong>&nbsp;di &ldquo;lungo corso&rdquo; consente loro di percepirsi adeguati anche e nonostante la rapidit&agrave; delle innovazioni tecnologiche che trasformano inevitabilmente la professione.<br><br>Il giornale cartaceo sembra avere ancora lunga vita per gran parte del campione: il 35% si dichiara sicuro che ci sar&agrave; ancora fra 10 anni, un ulteriore &nbsp;48% ritiene che sia probabile. Tuttavia, il 61% dei<strong>giornalisti&nbsp;</strong>italiani non consiglierebbe ad un giovane di intraprendere la carriera di giornalista.<br><br><strong>Per informazioni</strong>Encanto Public Relations &ndash; tel. 02 66983707Veronica Carminati &ndash;<a rel="nofollow" href="https://t.umblr.com/redirect?z=mailto%3Averonica.carminati%40encanto.biz&amp;t=ODIzNmNhZmU2NTlhZmUxYTViNjQwNDAyNzQ0NDhmNjA3NmYzMjA5NSw4aDJpdkhoRw%3D%3D&amp;b=t%3Aa7a0aVhYeOUir-rGVB7VKw&amp;m=1">veronica.carminati@encanto.biz</a>&nbsp;&ndash; cell. 334 3782823</em></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2dmL3pG">https://bit.ly/2dmL3pG</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Cristina Cobildi</dc:creator>
</item>

</channel>
</rss>