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	<title><![CDATA[MSNI: Stefano Toma Blog: Campania, a proposito dell’acqua invisibile]]></title>
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	<pubDate>Wed, 08 Jun 2016 18:02:38 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Stefano Toma Blog: Campania, a proposito dell’acqua invisibile]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em><strong>Stefano Toma giornalista</strong>, iscritto all&rsquo;Ordine della Campania dal 2011, propone articoli sul suo blog e sulla rubrica &ldquo;Dillo al Mattino&rdquo; che riguardano Napoli e la Campania per sensibilizzare tutti i cittadini su temi pi&ugrave; strettamente culturali e attuali.</em></p>
<p><em>Scrive&nbsp;<strong>Toma</strong>&nbsp;sul&nbsp;<strong>blog</strong>: &rdquo;Voi lo saprete gi&agrave;, ma una delle caratteristiche di Napoli &egrave; la sua straordinaria e smisurata estensione sotterranea. Si dice infatti che sotto i nostri piedi si sviluppa un&rsquo;altra citt&agrave; pari se non pi&ugrave; grande di quella costruita nei millenni in superficie &hellip;&rdquo;</em></p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2016/06/Stefano-Maria-Toma-l%E2%80%99acqua-che-non-si-vede.jpg" alt="Stefano Maria Toma l&rsquo;acqua che non si vede" style="border: 0px;"></p>
<p>Due atomi di idrogeno e un atomo di ossigeno. L&rsquo;acqua che non si vede e, come recita il nostro titolo sono proprio importanti perch&eacute; non si vedono. Sembra un gioco di parole, invece non lo &egrave;.<br>E&rsquo; sufficiente pensare alle falde acquifere per renderci conto che esse fanno parte dell&rsquo;acqua che noi beviamo. Oppure, parlando sempre dell&rsquo;acqua che non si vede, ci riferiamo anche a quella che scorre nel sottosuolo. Ricordate la figura del rabdomante?, quella figura a mezza strada fra il mago e lo scienziato che se ne va in giro armato di bastone attraverso il quale riesce a &ldquo;sentire&rdquo; la presenza dell&rsquo;acqua a decine di metri di profondit&agrave;. E&rsquo; stata scoperta acqua fino a 100 metri di profondit&agrave;. Quell&rsquo;acqua il pi&ugrave; delle volte in passato, ma anche ora, serve a ricavarvi un pozzo dal quale si estrae acqua per irrigare i campi e per dar da magiare a bestie e a esseri umani. Ci sono rabdomanti che riescono a stabilire la dimensione della falda, la sua profondit&agrave; di scorrimento, a individuare la posizione dove scavare il pozzo, e, in caso di pi&ugrave; falde presenti sulla stessa superficie, quale sia la migliore; a individuare persino la presenza di acque termali e minerali.</p>
<p>Ci sono poi forme per noi impensabili in cui l&rsquo;acqua si trasforma. A parte i ghiacciai delle montagne, che poi sciogliendosi vanno a ingrossare i fiumi e le stesse falde acquifere; dalle quali gli acquedotti attingono l&rsquo;acqua che a noi serve per sopravvivere, a parte i ghiacciai dicevo, che da soli forniscono il 70 per cento del fabbisogno d&rsquo;acqua della Terra, basterebbe osservare le curiose forme in cui l&rsquo;acqua che non si vede si trasforma. Chiunque di voi si sia recato da semplice visitatore in una delle grotte, da Pertosa a 70 chilometri da Salerno fino a Postumia e a Castellana Grotte, avr&agrave; assistito ad alcuni bellissimi spettacoli della natura, lo stillicidio millenario dell&rsquo;acqua in queste spelonche che si &egrave; solidificata in stalattiti e stalagmiti, che scendono dall&rsquo;alto o salgono dal basso, che sono simili a sculture o a piccole guglie di cattedrali. Uno spettacolo quanto mai suggestivo.</p>
<p>Avrete poi sentito parlare dei corsi d&rsquo;acqua il cui percorso &egrave; tutto o parzialmente sotterraneo e che produce modificazioni nel nostro sottosuolo e alimenta sia le falde sia autentici percorsi che gli speleologi si incaricano di osservare e di scoprire e dove vivono una flora e una fauna misteriose perch&eacute; non hanno bisogno della luce.</p>
<p>Altra acqua che non si vede &egrave; quella destinata all&rsquo;agricoltura che richiede il 50 per cento di tutto il nostro fabbisogno e che d&rsquo;ora in avanti, col mutare delle colture, dal grano agli ortaggi e al mais, ne richieder&agrave; sempre di pi&ugrave; a discapito dei consumi umani. E infine l&rsquo;acqua degli scarichi e delle fognature che viene espulsa, dopo essere stata depurata, nei pozzi neri e a mare. I vari inquinamenti delle acque, anche di quelle che non si vedono, stanno attentando alla incolumit&agrave; di molte specie viventi.</p>
<p>Voi lo saprete gi&agrave;, ma una delle caratteristiche di Napoli &egrave; la sua straordinaria e smisurata estensione sotterranea. Si dice infatti che sotto i nostri piedi si sviluppa un&rsquo;altra citt&agrave; pari se non pi&ugrave; grande di quella costruita nei millenni in superficie. In queste cavit&agrave; si &egrave; consumata la vita di molte generazioni. Dai primi catecumeni della religione cattolica perseguitati, ai camminamenti segreti che servivano ai sovrani per le loro scappatelle notturne e fino al riparo dai bombardamenti per i napoletani durate la seconda guerra mondiale. Ci sono rifugi sotterranei che ora si vengono trasformati in garage per auto o in ricettacoli di immondizia. Ma ci sono anche grotte che pian piano gli scienziati riportano alla luce e dove si possono ammirare le varie stratificazioni della citt&agrave; attraverso i secoli, dalla Napoli greca a salire a quella romana alla bizantina e alla medioevale. Queste varie citt&agrave; sotterranee venendo lentamente alla luce ci fanno osservare anche la loro organizzazione idrica, dei loro acquedotti e del modo antichissimo di come l&rsquo;acqua serviva ai nostri progenitori non soltanto per essere bevuta o per lavare ma anche per riscaldare gli ambienti delle case di quei tempi.</p>
<p>E sempre a proposito dell&rsquo;acqua invisibile o che si vede poco c&rsquo;&egrave; anche quella che non arreca alcun beneficio. Anzi provoca danni a non finire. Mi riferisco all&rsquo;acqua che, infiltrandosi sotto le strade e nella rete arteriosa delle montagne e dei dirupi, provoca dissesti e disastri spesso con grave perdita di vite umane. Purtroppo in Italia il paesaggio idrogeologico &egrave; molto a rischio. Fra esondazioni, frane, smottamenti, alluvioni, cavit&agrave; sotterranee, alvei dei fiumi, fabbricati a rischio. sei milioni di italiani vivono su un territorio fragile di 30 milioni di metri quadrati. Non passa stagione che specialmente nel Sud, da Messina l&rsquo;anno scorso ad Atrani sulla costiera amalfitana il mese scorso, l&rsquo;acqua che non si vede fa franare montagne e costoni provocando distruzioni e morte. E purtroppo in fatto di rischio idrogeologico la Campania &egrave; al primo posto in Italia con un milione di persone a rischio. Come tutte le facce della natura, anche l&rsquo;acqua ha un volto buono e un altro meno.</p>
<p><strong>Fonte</strong>:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://stefanomariatoma.blogspot.it/2015/05/lacqua-che-non-si-vede-di-stefano-maria.html" target="_blank" title="L'ACQUA CHE NON SI VEDE di Stefano Maria Toma">Stefano Maria Toma</a></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/25KtN3X">https://bit.ly/25KtN3X</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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