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	<title><![CDATA[MSNI: Stefano Maria Toma Direttore Responsabile del Codice dell'Informazione]]></title>
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	<pubDate>Thu, 31 Mar 2016 10:23:11 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Stefano Maria Toma Direttore Responsabile del Codice dell'Informazione]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Il giornalista Stefano Maria Toma ricopre molti ruoli autorevoli all&rsquo;interno dell&rsquo;Ordine dei Giornalisti a livello regionale. <br>Tra gli incarichi pi&ugrave; significativi Stefano Maria Toma &egrave; stato Direttore Responsabile del &ldquo;Codice dell'Informazione&rdquo;, la cui edizione del 2002 fu consegnata al Presidente Ciampi.</p>
<p>Il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha ricevuto, al Quirinale, una delegazione di giornalisti guidata da Lorenzo Del Boca, presidente dell'Ordine nazionale e da Ermanno Corsi e Francesco Bufi, rispettivamente presidente e segretario dell'Ordine dei giornalisti campani. Nel corso dell'incontro, nella sua qualit&agrave; di direttore responsabile, il giornalista Stefano Maria Toma ha consegnato al presidente Ciampi l'edizione 2002 del Codice dell'Informazione, suddiviso in due volumi, Italia e Campania, e di cui, dato il successo, si sta provvedendo alla ristampa. Facevano parte della delegazione, anche, la responsabile editoriale dell'opera Paola Azzolini e il fondatore del Codice, Piero Antonio Toma.</p>
<p>Il Presidente ha manifestato il proprio compiacimento per un'opera giunta quest'anno alla decima edizione e che si va sempre pi&ugrave; dimostrando un prezioso strumento di consultazione tanto per gli operatori della comunicazione quanto per le istituzioni e per i rappresentanti della societ&agrave; civile. Particolare apprezzamento Ciampi ha riservato a quella parte del Codice sulla normativa che sovrintende al regime dell'informazione, dall'articolo 21 della Costituzione alle leggi dello Stato e dell'autogoverno dei giornalisti, fino alle sentenze della magistratura italiana ed europea.</p>
<p>Uscito la prima volta nel 1993 a Napoli, in occasione del congresso straordinario dei giornalisti italiani per il trentennale della legge istitutiva dell'Ordine professionale, il Codice ha saputo, in questi anni, trasformarsi da "breviario" per addetti ai lavori a compendio di informazioni che lo collegano all'intera societ&agrave; campana e nazionale.</p>
<p>Due volumi, mille pagine, 300 mila nomi, duecento fra leggi, norme e sentenze, diecimila siti e indirizzi on line, un elegante e coloratissimo cofanetto, ecco il Codice in pillole. Tre le novit&agrave; di quest'anno: un cd allegato con tutto il materiale dei due volumi e con la possibilit&agrave; in tempo reale di effettuare ogni tipo di ricerca, dal nome alla data, la creazione di un sito di consultazione (www.codiceinformazione.it) e l'annuncio che dal prossimo anno la duplice "formula", locale pi&ugrave; nazionale, verr&agrave; esportata in altre regioni italiane. "Il nostro obiettivo - ha riferito il direttore Toma al presidente Ciampi - &egrave; di aumentare lo staff redazionale e di costituire un network on line in grado di gestire una banca dati per ciascuna delle regioni italiane e dell'intero Paese sull'intero mondo dell'informazione e delle singole realt&agrave; sociali, istituzionali ed economiche".</p>
<p>Al compiacimento del Presidente della Repubblica per il Codice dell'Informazione, ha risposto Del Boca ringraziando Ciampi e esponendogli brevemente il progetto di revisione dell'Ordine che, presto, verr&agrave; sottoposto al vaglio del ministero delle Comunicazioni e quindi del Parlamento.</p>
<p>Fonte: Ordine dei Giornalisti</p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1qehRop">https://bit.ly/1qehRop</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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