<?xml version='1.0'?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" >
<channel>
	<title><![CDATA[MSNI: Avvocato Sergio Lupinacci, COP21 la responsabilità della generazione presente]]></title>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/41144/avvocato-sergio-lupinacci-cop21-la-responsabilit-della-generazione-presente</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
	<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/41144/avvocato-sergio-lupinacci-cop21-la-responsabilit-della-generazione-presente</guid>
	<pubDate>Wed, 23 Dec 2015 14:51:36 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/41144/avvocato-sergio-lupinacci-cop21-la-responsabilit-della-generazione-presente</link>
	<title><![CDATA[Avvocato Sergio Lupinacci, COP21 la responsabilità della generazione presente]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&ldquo;Credo che avere la terra e non rovinarla sia la pi&ugrave; bella forma d&rsquo;arte che si possa desiderare&rdquo;&nbsp;(Andy Warhol) Sergio Lupinacci * Parliamo &ndash; soprattutto in questi giorni di&nbsp;COP 21&nbsp;&ndash; di&nbsp;sviluppo sostenibile. Chiariamo subito che l&rsquo;attributo della&nbsp;sostenibilit&agrave;, imposto allo sviluppo, prescrive la difesa di un&rsquo;integrit&agrave; dell&rsquo;ambiente, funzionale al benessere delle collettivit&agrave; attuali e delle discendenze future. Ed in qualche modo si afferma pertanto la&nbsp;responsabilit&agrave; della generazione presente&nbsp;nel mettere in atto azioni, condotte e scelte che garantiscano la tutela del diritto al cibo,ad esempio, anche per le generazioni future. Ma andiamo con ordine seguendo il percorso di un&rsquo;analisi condotta recentemente dai ricercatori&nbsp;del Milan Center for Food Law and Policy&nbsp;di&nbsp;Livia Pomodoro&nbsp;(www.milanfoodlaw.org) . L&rsquo;Avvocato Sergio Lupinacci ritiene che &egrave; stata la Conferenza di&nbsp;Stoccolma del 1972&nbsp;a segnare un vero e proprio cambio di passo nella questione ambientale, affrontandone per la prima volta il problema in forma integrata e globale. E Lupinacci continua affermando che dieci anni dopo, l&rsquo;Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito la&nbsp;World Commission on Environment and Development, composta dai rappresentanti di 21 Paesi che, con il rapporto&nbsp;Brundtland (1987), danno dell&rsquo;aggettivo sostenibile, abbinato al termine sviluppo, una definizione divenuta canonica: &rdquo;(&hellip;)&nbsp;capace di soddisfare le necessit&agrave; del presente senza compromettere le opportunit&agrave; delle generazioni future&rdquo;. Nel giugno del 1992, poi, l&rsquo;Assemblea Generale delle Nazioni Unite tiene, a&nbsp;Rio de Janeiro, la Conferenza delle Nazioni Unite sull&rsquo;ambiente e lo sviluppo che si concluder&agrave; con la sottoscrizione del programma d&rsquo;azione &ldquo;Agenda 21&rdquo;. Gli anni &rsquo;90 segnano il protagonismo dell&rsquo;Europa. Nel 1992 il principio dello sviluppo sostenibile &egrave; recepito nel Trattato di Maastricht&nbsp;e in accoppiata con la tutela ambientale compare anche nella Costituzione Europea. Il suo&nbsp;Preambolo, infatti, esordisce proclamando la volont&agrave; di operare &ldquo;nel rispetto dei diritti di ciascuno e nella consapevolezza delle loro responsabilit&agrave; nei confronti delle generazioni future e della Terra&rdquo;. Il diritto italiano ha codificato questo principio in numerose fonti primarie e secondarie, cos&igrave; come in leggi di ratifica di numerose convenzioni internazionali. Di pi&ugrave;: altre Convenzioni ratificate dal nostro Paese annunciano la finalit&agrave; di salvaguardia degli interessi delle generazioni future. E dunque la comparsa dell&rsquo;ottica intergenerazionale, impressa alle istanze di salvaguardia ambientale, chiarisce come l&rsquo;ordinamento estenda il proprio interesse all&rsquo;ambiente dell&rsquo;uomo in quanto specie. E il principio di&nbsp;sviluppo sostenibile&nbsp;esprime la coscienza di questa antitesi che &ndash; se si tratta di uso delle risorse naturali &ndash; oppone ora&nbsp;benefici su scala generazionale&nbsp;ad interessi localizzati, nel tempo e nello spazio. E chiama in causa un ulteriore principio: quello dell&rsquo;equità intergenerazionale, secondo cui il pianeta deve essere consegnato alle generazioni future in condizioni non peggiori rispetto a quelle in cui noi lo abbiamo ereditato.&nbsp; UNA NUOVA ETICA DELL&rsquo;AMBIENTE &Egrave; POSSIBILE? Noi che abbiamo assunto il ruolo di&nbsp;custodi di un patrimonio&nbsp;per poterlo trasferire, dare in eredit&agrave; alle generazioni future.&nbsp;Una responsabilit&agrave;, un dovere che si traduce&nbsp;nel diritto delle generazioni future di poter usufruire dello stesso tipo di risorse e servizi ecologici di cui noi abbiamo beneficiato. E che finisce per incidere sullo sviluppo del diritto internazionale dell&rsquo;ambiente: la considerazione degli interessi delle generazioni future non implica soltanto l&rsquo;affermazione di nuovi criteri nella gestione delle risorse ambientali. Essa impone l&rsquo;affermazione di&nbsp;una nuova etica, da tempo invocata sia in diversi strumenti delle Nazioni Unite, come la&nbsp;Millennium Declaration del 2000&nbsp;o il&nbsp;Piano di Attuazione&nbsp;del vertice di&nbsp;Johannesburg&nbsp;sullo sviluppo sostenibile del 2002, sia in dottrina. Assistiamo dunque ad un lento e faticoso passaggio di questo principio dalla fase del confronto scientifico a quella della produzione normativa, indice e spia di come il diritto divenga sempre pi&ugrave; strumento di&nbsp;regolazione sociale. LA TUTELA DELLE GENERAZIONI FUTURE Si fanno dunque sempre pi&ugrave; numerosi i richiami alle generazioni future. La&nbsp;Convenzione per la protezione del patrimonio mondiale, culturale e naturale&nbsp;approvata dall&rsquo;UNESCO nel 1972, all&rsquo;art. 4 stabilisce: &ldquo;ognuno degli Stati facenti parte della presente Convenzione riconosce che l&rsquo;obbligo di identificare, proteggere, reintegrare e trasmettere alle generazioni future il patrimonio culturale e naturale sito nel proprio territorio deve essere una incombenza primaria&rdquo;. Si tratta di un documento giuridicamente non vincolante, ma di enorme rilevanza politica ed etica. Mentre nel diritto internazionale dell&rsquo;ambiente i richiami alle generazioni future sono costanti e&nbsp;molte Costituzioni entrate in vigore negli ultimi decenni&nbsp;fanno espresso riferimento alle generazioni future, quasi sempre in relazione alla tutela dell&rsquo;ambiente e alle eredit&agrave; storica e culturale. Tra queste le Costituzioni di:Guyana, Brasile, Namibia, Cuba, Argentina, Georgia, Sudafrica, Polonia, Albania, Sudan, Mozambico. Ed anche l&rsquo;art. 20a della&nbsp;Costituzione tedesca, introdotto nel 1994, recita: &ldquo;Lo Stato, tenendo conto della sua responsabilit&agrave; verso le generazioni future, protegge le basi naturali della vita umana e gli animali&rdquo;. Ma &egrave; stata&nbsp;l&rsquo;America Latina&nbsp;la prima ad intraprendere il percorso verso una nuova comprensione ambientale, con una novit&agrave; rispetto alle tradizionali concezioni giuridiche:&nbsp;il riconoscimento di veri e propri diritti in capo alla Natura. Le&nbsp;periferie del mondo&nbsp;si riscoprono, dunque, avanguardia per il riconoscimento dei diritti della natura e del diritto alla sopravvivenza della vita. Questo&nbsp;diritto declinato per eccellenza al futuro&nbsp;fa irrompere&nbsp;l&rsquo;etica della responsabilit&agrave;&nbsp;nel mondo complesso della regolazione. A Parigi &egrave; stato infine presentato l&rsquo;Italian Youth Declaration on Intergenerational Equity,&nbsp;un documento dei nostri ragazzi, parte dell&rsquo;Intergenerational Equity working group, contenente proposte per rendere operativo il principio. *&nbsp;avvocato penalista (www.studioalc.it) FONTE: The Chronicle</p><p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/cop21-da-parigi-un-regalo-ai-nostri-figli-di-sergio-lupinacci-avvocato-penalista/">https://www.dailyfocus.net/cop21-da-parigi-un-regalo-ai-nostri-figli-di-sergio-lupinacci-avvocato-penalista/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>

</channel>
</rss>