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	<title><![CDATA[MSNI: Smaltimento Pannelli Fotovoltaici, Rapporto Cobat 2014]]></title>
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	<pubDate>Mon, 15 Jun 2015 17:18:50 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Smaltimento Pannelli Fotovoltaici, Rapporto Cobat 2014]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Il&nbsp;<strong>Rapporto del Consorzio Cobat</strong>&nbsp;per il 2014 permette di fare il punto sulla situazione in Italia nella gestione di rifiuti di particolare necessit&agrave; di raccolta e trattamento e di cogliere anche i trend di cicli produttivi e di sviluppo per talune tecnologie.</p>
<p>Il Consorzio &egrave; attualmente il&nbsp;<strong>Sistema di raccolta e riciclo di pile e accumulatori</strong>&nbsp;pi&ugrave; rappresentativo in Italia, sia per esperienza che per quote di mercato, in quanto rappresenta quasi il 55% dell&rsquo;immesso al consumo nel settore degli accumulatori industriali e per veicoli e quasi il 30% nel settore delle pile e degli accumulatori portatili.</p>
<p>Come si legge nel documento, presentato il 21 maggio a Roma, il 2014 &egrave; stato per Cobat di grande importanza per la&nbsp;<strong>gestione dei RAEE</strong>, i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche.</p>
<p>Al Consorzio, infatti, hanno aderito&nbsp;<strong>Produttori di AEE</strong>&nbsp;di importanza internazionale, determinando un aumento considerevole della propria quota di immesso sul mercato. I Centri di Raccolta su cui ha operato Cobat sono passati da 44 nel 2013 a 777 nel 2014, con un conseguente notevole aumento della raccolta dai 105.983 kg del 2013 ai 7.519.568 kg del 2014: una crescita da un anno all&rsquo;altro di oltre 70 volte.</p>
<h3><strong>I PANNELLI FOTOVOLTAICI FUORI USO: DAI 22 MILA KG DEL 2013 AI 70 MILA NEL 2014</strong></h3>
<p>Con un focus molto interessante sulla gestione dei&nbsp;<strong>pannelli fotovoltaici</strong>&nbsp;il cui ciclo di vita si &egrave; esaurito o i cui moduli erano fallati in produzione, si apprende che i numeri essi sono triplicati tra i 22.500 kg del 2013 e i 70.000 kg del 2014.</p>
<p>Tale incremento &ndash; suggerisce lo stesso Consorzio &ndash; deve far riflettere sull&rsquo;imminenza di dover ormai&nbsp;<strong>fronteggiare l&rsquo;obsolescenza dei moduli a fine vita</strong>&nbsp;derivanti da installazioni di venti anni fa e destinati inevitabilmente a crescere in futuro.</p>
<p>Dimostrando una particolare sensibilit&agrave; per la gestione di questa tipologia di apparecchiature, nel 2011 Cobat aveva gi&agrave; strutturato la&nbsp;<strong>prima filiera italiana per la raccolta e il riciclo dei moduli fotovoltaici giunti a fine vita</strong>, anticipando la&nbsp;<strong>Direttiva Europea 2012/19/UE sui RAEE</strong>, recepita in Italia con il&nbsp;<em>D.Lgs. 49/2014</em>, con cui i moduli fotovoltaici vengono formalmente annoverati tra le apparecchiature elettriche ed elettroniche.</p>
<p>L&rsquo;attivazione della prima filiera di gestione dei moduli fotovoltaici a fine vita &egrave; avvenuta in previsione della successiva emanazione del&nbsp;<strong>IV&deg; e V&deg; Conto Energia</strong>, ai sensi dei quali, per l&rsquo;ottenimento degli incentivi, i Produttori e Importatori dei moduli dovevano aderire a un Sistema di raccolta e trattamento formalmente riconosciuto dal&nbsp;<strong>Gestore dei Servizi Energetici (GSE)</strong>. Dopo aver ricevuto dal GSE l&rsquo;idoneit&agrave; allo svolgimento del servizio, Cobat &egrave; andato posizionandosi come primo Sistema nazionale in termini di quote di mercato.</p>
<h3><strong>RICERCA E SVILUPPO NEL TRATTAMENTO E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI</strong></h3>
<p>Rimanendo sempre sulla&nbsp;<strong>tecnologia fotovoltaica</strong>, in ambito Ricerca e Sviluppo Cobat ha portato a termine con l&rsquo;<strong>ENEA</strong>&nbsp;uno studio sperimentale sui rischi legati al rilascio di elementi metallici pericolosi derivanti dal mancato avvio al riciclo dei pannelli fotovoltaici esausti. La ricerca dimostra come i pannelli in silicio cristallino abbiano un impatto ambientale dimezzato rispetto a quelli a film sottile degli anni &lsquo;80-&rsquo;90, il cui potenziale inquinante risulta addirittura crescente nel tempo.</p>
<p>Inoltre lo scorso anno il Consorzio ha avviato uno studio di fattibilit&agrave; con l&rsquo;<strong>Istituto di Chimica dei Composti Organometallici (ICCOM)</strong>&nbsp;del&nbsp;<strong>CNR-Consiglio Nazionale delle Ricerche</strong>&nbsp;per sperimentare una tecnologia affidabile per il trattamento degli accumulatori al litio esausti e il recupero dei loro componenti metallici, sempre pi&ugrave; presenti nei nostri pc, tablet, smartphone ma anche nelle vetture ibride ed elettriche.</p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1JowJaK">https://bit.ly/1JowJaK</a></p>]]></description>
	<dc:creator>PowerZine</dc:creator>
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