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	<title><![CDATA[MSNI: Un contadino medievale lavorava effettivamente meno di noi]]></title>
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	<pubDate>Sun, 26 Apr 2015 18:26:26 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Un contadino medievale lavorava effettivamente meno di noi]]></title>
	<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Qualche tempo fa, era diventato virale <em>online</em> un articolo che s&rsquo;intitolava <em><a rel="nofollow" href="https://comune-info.net/2014/01/era-meglio-lavorare-nel-medioevo/" target="_blank">Era meglio lavorare nel Medioevo</a></em>&hellip; e sosteneva, in buona sostanza, che i servi della gleba medievali godessero di contratti pi&ugrave; favorevoli rispetto a quelli che vengono proposti ai nostri giorni.<br> No, scherzi a parte: l&rsquo;articolo che ho linkato altro non era che la traduzione italiana di <a rel="nofollow" href="https://groups.csail.mit.edu/mac/users/rauch/worktime/hours_workweek.html" target="_blank">questo contributo</a>, estratto da un saggio (neanche troppo recente) di Juliet Shore, intitolato The <em>Overworked American &ndash; The Unexpected Decline of Leisure</em>. Nel suo studio, la professoressa Shore &ndash; docente di sociologia al Boston College &ndash; evidenziava come l&rsquo;Americano medio di inizio anni &rsquo;90 lavorasse <em>molto di pi&ugrave;</em> rispetto al suo antenato dei secoli passati.</p>
<p style="text-align: justify;">L&rsquo;affermazione, comprensibilmente, aveva destato scalpore, anche perch&eacute; noi siamo abituati a pensare a un passato grigio e cupo fatto di poveri lavoratori sfruttati fino a sangue, che riescono ad affrancarsi da questa ingiusta tirannia solo grazie alle lotte sindacali di fine &lsquo;800. <em>Possibile</em> &ndash; si sono domandati in tanti, quando l&rsquo;articolo in Italiano ha cominciato a girare <em>online</em> &ndash; che un contadino medievale avesse pi&ugrave; tempo libero rispetto a quanto ne ha oggi un impiegato?</p>
<p style="text-align: justify;">Qualcuno &ndash; se non ricordo male, <a rel="nofollow" href="https://lafontanadelvillaggio2.wordpress.com/" target="_blank">don Fabio</a> &ndash; mi aveva addirittura interpellato in merito.<br> E, ehm, la risposta &egrave; s&igrave;: incredibile ma vero, i contadini medievali avevano <em>molto</em> pi&ugrave; tempo libero di noi.<br> <em>Tant&rsquo;&egrave;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Se state facendo tanto d&rsquo;occhi, non stupitevi: semplicemente, siete vittime di quel fenomeno noto in storiografia come &ldquo;deformazione prospettica&rdquo;. Noi sappiamo (perch&eacute; l&rsquo;abbiamo studiato a scuola, l&rsquo;abbiamo letto sui libri di Dickens, ce l&rsquo;hanno magari raccontato i nostri nonni) che, in passato, le condizioni lavorative erano mediamente molto pesanti: lunghi orari di servizio, levate antelucane, uscita dalle fabbriche quando ormai &egrave; gi&agrave; sera tardi.<br> Tutto verissimo, sia chiaro: per&ograve;, quello che accadeva un secolo fa non accadeva <em>necessariamente</em> anche duecento, trecento o mille anni prima.<br> Nello specifico, il Medio Evo <em>non conosceva</em> affatto i ritmi di lavoro forsennati che l&rsquo;Occidente ha vissuto con la rivoluzione industriale. Il che non vuole dire che i lavoratori medievali stessero <em>meglio</em>&hellip; <em>per&ograve;</em>, sicuramente, lavoravano molto meno.</p>
<p style="text-align: justify;">In primo luogo: non si lavorava <em>mai</em> dopo il calar del sole. Questo, per ragioni di prudenza (le notti medievali erano una roba molto pericolosa), ma anche per banali ragioni di ordine pratico: non c&rsquo;era nessun lampione a illuminare i campi da coltivare; e, per quanto riguardava i lavori che si svolgevano al chiuso, le candele costavano un sacco. E/o, comunque, esponevano il locale a pericolosissimi rischi d&rsquo;incendio. Molto pi&ugrave; economico mandar tutti a casa al calar del sole, e arrivederci a domattina.<br> Certo: questo voleva dire che, nei mesi estivi, si poteva lavorare <em>anche pi&ugrave;</em> delle nostre classiche otto ore &ndash; per contro, per&ograve;, d&rsquo;inverno si &ldquo;staccava&rdquo; molto prima, suppergi&ugrave; verso le quattro.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre: la grande differenza tra i nostri ritmi lavorativi e quelli del Medio Evo riguardava <em>non tanto</em> le ore di lavoro svolte ogni giorno, <em>quanto pi&ugrave;</em> i giorni di lavoro presenti sul calendario.<br> Punto primo: tutte le domeniche erano <em>tassativamente</em> e rigorosamente festive, <em>cascasse il mondo</em>.<br> Punto secondo: rigorosamente festive erano pure tutte le feste religiose.<br> Punto terzo: le feste religiose non erano solo quelle quattro o cinque festivit&agrave; che ancor oggi sono presenti sul nostro calendario. Nel Medio Evo, ci si asteneva dal lavoro anche in occasione di ricorrenze che invece oggigiorno non sono niente affatto festive: Mercoled&igrave; delle Ceneri, Rogazioni, Strage degli Innocenti, Corpus Domini, Esaltazione della Croce, San Nicola&hellip; E inoltre, ogni categoria professionale riposava in occasione della festa del suo santo patrono (come a dire che un dentista dovrebbe chiudere lo studio in occasione della festa di Sant&rsquo;Apollonia, e una collaboratrice domestica dovrebbe fare festa nel giorno di Santa Zita).<br> <em>Come se non bastasse</em>, il lavoratore medievale padroneggiava con dimestichezza il concetto di &ldquo;orario part time&rdquo;: alla vigilia delle feste religiose pi&ugrave; importanti (domenica inclusa), il lavoro si interrompeva <em>tassativamente</em> al suono dei Vespri, indipendentemente dalla posizione del sole all&rsquo;orizzonte.<br> Tenendo conto di tutto questo, gli storici calcolano circa un&rsquo;ottantina di giorni feriali (cinquantadue domeniche + altre feste religiose) in cui i lavoratori medievali non si schiodavano proprio da casa, a cui bisogna sommare <em>almeno</em> una settantina di altri giorni, in cui si lavorava <em>part time</em> fino all&rsquo;ora dei Vespri.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la situazione, evidentemente, poteva variare da zona a zona (e da secolo a secolo): ad esempio, dopo l&rsquo;esperienza traumatica della Morte Nera, l&rsquo;Europa comincia a sentire l&rsquo;esigenza di avere &ldquo;pi&ugrave; santi in Paradiso&rdquo;, cosicch&eacute; aumentano in modo abbastanza consistente i giorni feriali in onore di questo o quel santo patrono. Con l&rsquo;inizio dell&rsquo;et&agrave; moderna, il potere centrale cerca di rafforzarsi imponendo al popolo alcune festivit&agrave; di natura decisamente &ldquo;laica&rdquo;, tipo il compleanno del re o lo sposalizio dell&rsquo;erede al trono. Di festa in festa, &egrave; facile arrivare a certe cifre esorbitanti come, ad esempio, quelle riportate dal <em>Registrum Novum</em> dei vescovi di Lincoln, secondo cui, nel Medio Evo, nel territorio della diocesi inglese esistevano suppergi&ugrave; 133 giorni di festa da osservarsi (pi&ugrave; svariate vigilie in cui si lavorava solo met&agrave; giornata).<br> Dati a cui vanno ad aggiungersi eventuali periodi di immobilit&agrave; &ldquo;forzata&rdquo; per tutte quelle categorie professionali il cui lavoro seguiva ritmi stagionali molto precisi. Gli agricoltori, evidentemente, trascorrono i lunghi mesi invernali senza poter fare un granch&eacute;, ma non sono l&rsquo;unico caso: fino agli inizi del XIV secolo le navi mercantili restano all&rsquo;&agrave;ncora dall&rsquo;inizio dell&rsquo;Avvento fino a met&agrave; marzo &ndash; e anche pi&ugrave; a lungo, nei mari del Nord.</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="https://unapennaspuntata.files.wordpress.com/2015/01/lunedc3ac-aratro.jpg?w=535&amp;h=402" alt="contadino medioevo" width="500" style="border: 0px;"></p>
<p style="text-align: justify;">Certo: 133 giorni di ferie, pi&ugrave; svariati giorni di lavoro <em>part time</em>, pi&ugrave; tre mesi di inattivit&agrave; forzata, sono un po&rsquo; <em>tantini</em> per chiunque&hellip; e infatti, da un certo periodo in poi, i legislatori cominciano a ricevere pressioni al fine di allungare le giornate lavorative e/o diminuire i giorni di festa.<br> E sapete da chi arrivano queste pressioni?<br> <em>No</em>, non da parte degli impresari attaccati al soldo: in prima istanza arrivano <em>dai lavoratori</em>, che chiedono disperatamente di poter lavorare di pi&ugrave;, per poter godere di uno stipendio pi&ugrave; alto.</p>
<p style="text-align: justify;">&hellip;perch&eacute;, s&igrave;: questo era ovviamente il rovescio della medaglia. Sar&agrave; pur vero che nel Medio Evo si lavorava molto meno di oggi, ma &egrave; indubbiamente altrettanto vero che, nel Medio Evo, chiunque avesse provato a rivendicare il concetto di &ldquo;ferie pagate&rdquo; sarebbe stato inevitabilmente preso per idiota.<br> Si lavorava poco, certamente, ma si veniva pagati solo in base al lavoro effettivamente svolto: siamo liberi di incantarci di fronte alla quieta vita dei medievali che avevano quattro mesi di ferie all&rsquo;anno&hellip; <em>per&ograve;</em>, quei quattro mesi potevano anche essere terribilmente duri, per chi non era riuscito a mettere da parte sufficienti risparmi per sopravvivere.</p><p>URL del Link: <a href="https://unapennaspuntata.wordpress.com/2015/01/12/giorni-lavoro-medioevo/">https://unapennaspuntata.wordpress.com/2015/01/12/giorni-lavoro-medioevo/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Luana Mattia</dc:creator>
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