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	<title><![CDATA[MSNI: Terapia del dolore, l’esperienza di Marco Filippini a difesa del malato]]></title>
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	<pubDate>Thu, 28 Mar 2013 18:14:42 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Terapia del dolore, l’esperienza di Marco Filippini a difesa del malato]]></title>
	<description><![CDATA[Dolore cronico e ruolo della neuromodulazione. Sul sito marcofilippini.it, nato per contribuire con informazioni, lavori clinici aggiornati, interviste a leader di opinione e le ricerche più recenti, al raggiungimento degli standard medi europei in fatto di terapia del dolore, l’esperienza di Marco Filippini a difesa del malato. Da OK salute di Marzo 2013.

La neuromodulazione promette di eliminare il dolore cronico e viene eseguita in alcuni centri in tutta Italia. Il neurochirurgo innesta alcuni elettrodi sulla dura madre (generalmente da 2 a 35 ), il rivestimento esterno del midollo spinale, collegandoli fra loro con un filo di titanio.

Questi elettrodi ricevono da un pacemaker inserito sotto la pelle (in genere, nella regione glutea o addominale) una serie di deboli correnti, che attivano particolari fibre nervose (chiamate non nocicettive), in grado di coprire, fino a cancellarli, gli impulsi del dolore condotti da altre fibre nervose (nocicettive).

Tramite una sorta di telecomando, il paziente può attivare il pacemaker e variare l’intensità e la frequenza degli impulsi.

Dopo nove anni circa, bisogna sostituire le batterie del dispositivo con un nuovo piccolo intervento.

Questo trattamento va riservato ai pazienti con dolore cronico h 24 e indomabile con i farmaci.

OK salute Marzo 2013

FONTE: marcofilippini.it<p>URL del Link: <a href="https://iqandpartnersblog.wordpress.com/2013/03/28/marco-filippini-dolore-cronico-ruolo-della-neuromodulazione/">https://iqandpartnersblog.wordpress.com/2013/03/28/marco-filippini-dolore-cronico-ruolo-della-neuromodulazione/</a></p>]]></description>
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