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	<title><![CDATA[MSNI: Link di media4health]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<pubDate>Wed, 09 Jan 2019 16:53:51 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Riduzione colesterolo LDL: accordo Daiichi Sankyo Europe e Esperion Therapeutics]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Daiichi Sankyo Europe commercializzer&agrave; le formulazioni orali di acido bempedoico e della associazione acido bempedoico/ezetimibe in Europa e Svizzera.</em></p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2019/01/daiichi-sankyo-europe-accordo-per-la-commercializzazione-in-europa-di-acido-bempedoicoezetimibe.jpg?w=1000" alt="" style="border: 0px; "></p>
<p><span>Roma, 8 gennaio 2019</span>&nbsp;&ndash; Daiichi Sankyo Europe ha stretto un accordo di licenza esclusiva con Esperion Therapeutics (NASDAQ: ESPR) per la commercializzazione delle compresse di acido bempedoico e della associazione fissa acido bempedoico/ezetimibe, nell&rsquo;area economica europea e in Svizzera. Daiichi Sankyo Europe si occuper&agrave; della commercializzazione in questi territori, mentre Esperion sar&agrave; responsabile della produzione e dello sviluppo di questo inibitore orale dell&rsquo;adenosina trifosfato (ATP) citrato liasi (ACL) in monosomministrazione giornaliera che riduce il colesterolo e la sintesi degli acidi grassi nel fegato. L&rsquo;accordo rafforzer&agrave; il portfolio cardiovascolare di Daiichi Sankyo in Europa e sfrutter&agrave; le sinergie create nella commercializzazione dell&rsquo;anticoagulante orale in monosomministrazione giornaliera LIXIANA&reg; (edoxaban) e dell&rsquo;antiaggregante in monosomministrazione giornaliera Efient&reg; (prasugrel).</p>
<p>Vi &egrave; una significativa necessit&agrave; di ulteriori opzioni di trattamento per l&rsquo;elevato numero di pazienti in Europa con ipercolesterolemia che non raggiungono il livello ottimale di colesterolo LDL. Anche nei pazienti ad altissimo rischio, solo il 32% raggiunge il livello target di C-LDL, e ci&ograve; &egrave; particolarmente vero per i pazienti che sperimentano reazioni avverse ai farmaci a base di statine e sono cos&igrave; costretti ad assumerne solo alla massima dose tollerata o addirittura a non prenderne affatto. L&rsquo;acido bempedoico &egrave; un profarmaco che richiede l&rsquo;attivazione da parte della acil-CoA sintetasi-1, enzima assente nel tessuto muscolare, e quindi non presenta il rischio potenziale di reazioni avverse a carico dei muscoli associato alla terapia con statine. L&rsquo;acido bempedoico pu&ograve; essere usato in associazione con altri farmaci ipolipemizzanti e offrir&agrave; un&rsquo;opzione orale, in monosomministrazione giornaliera, per i pazienti che non raggiungono il target di C-LDL.</p>
<p>Il robusto programma di sviluppo che ha valutato l&rsquo;efficacia e la sicurezza dell&rsquo;acido bempedoico &egrave; stato completato nell&rsquo;ottobre 2018. Gli studi di fase 2 e di fase 3 sono stati condotti su quasi 4.800 pazienti; circa 3.100 sono stati trattati con acido bempedoico e hanno ottenuto una riduzione di C-LDL fino al 30% se utilizzato in monoterapia e fino al 48% se in associazione con ezetimibe. I risultati dimostrano che l&rsquo;acido bempedoico &egrave; ben tollerato e ne confermano l&rsquo;efficacia su un lungo periodo di tempo. La frequenza di eventi avversi osservati durante il trattamento, di eventi avversi a carico dei muscoli e di interruzioni della terapia, &egrave; risultata sovrapponibile nel gruppo trattato con acido bempedoico e in quello trattato con placebo.</p>
<p><em>&ldquo;Siamo molto lieti di annunciare questo accordo di licenza commerciale per l&rsquo;acido bempedoico, un trattamento innovativo che affronter&agrave; un importante bisogno insoddisfatto per i pazienti che non raggiungono il livello ottimale di colesterolo LDL ed hanno opzioni terapeutiche limitate&rdquo;</em>&nbsp;dichiara&nbsp;<span>Rodney Smith</span>, ricercatore e capo del Medical Affairs di Daiichi Sankyo Europe.&nbsp;<em>&ldquo;Il team di Esperion ha condotto un programma di sviluppo robusto e di alta qualit&agrave; su 4.000 pazienti dimostrando che l&rsquo;acido bempedoico &egrave; un&rsquo;opzione terapeutica efficace e ben tollerata. Ci&ograve; supporta la nostra grande fiducia in questo prodotto che completa e rafforza il nostro attuale portfolio cardiovascolare, costruito sul successo di LIXIANA&reg;&rdquo;</em>, aggiunge&nbsp;<span>Benoit Creveau</span>, capo del dipartimento del Marketing Cardiovascolare di Daiichi Sankyo Europe.</p>
<p>Secondo i termini dell&rsquo;accordo, Daiichi Sankyo Europe verser&agrave; a Esperion un anticipo di 150 milioni di dollari, a cui aggiunger&agrave; versamenti successivi, inclusi 150 milioni di dollari sulle prime vendite commerciali e royalties. Il totale di queste tranche potrebbe potenzialmente arrivare fino a 900 milioni di dollari.</p>
<p><em>&ldquo;Siamo molto felici di collaborare con Daiichi Sankyo Europe per rendere l&rsquo;acido bempedoico l&rsquo;opzione di trattamento ipolipemizzante preferita dopo le statine, sia per i pazienti che per i medici europei. Daiichi Sankyo Europe, con la sua organizzazione commerciale composta da 1000 dipendenti dedicati all&rsquo;area cardiovascolare, vanta una serie di successi nella vendita di farmaci, incluso quello del suo anticoagulante orale LIXIANA&reg;, che hanno come target gli stessi specialisti a cui &egrave; rivolto l&rsquo;acido bempedoico&rdquo;,</em>&nbsp;dichiara&nbsp;<span>Tim Mayleben</span>, presidente e CEO di Esperion.<em>&nbsp;&ldquo;Questo accordo rappresenta il primo passo nell&rsquo;evoluzione di Esperion, da pioniera ad azienda commerciale di successo&rdquo;.</em></p>
<p>Esperion ha completato il suo programma di sviluppo di Fase III di acido bempedoico in monosomministrazione ed associato ad ezetimibe nell&rsquo;ottobre 2018. La societ&agrave; prevede di presentare le domande di autorizzazione all&rsquo;immissione in commercio alla Food and Drug Administration (FDA) durante il primo trimestre del 2019 e all&rsquo;Agenzia europea per i medicinali (EMA) durante il secondo trimestre del 2019. Le decisioni sull&rsquo; approvazione da parte della FDA e dell&rsquo;EMA sono attese nella prima met&agrave; del 2020. CLEAR Outcomes, il trial globale sull&rsquo;acido bempedoico e gli eventi cardiovascolari, &egrave; attualmente in corso e i dati sulla riduzione del rischio cardiovascolare sono attesi nel 2022.</p>
<p>&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;-</p>
<p><span>Associazione Acido Bempedoico / Ezetimibe</span><br>L&rsquo;associazione di acido bempedoico e ezetimibe &egrave; una terapia non-statinica, disponibile per via orale (compresse), in monosomministrazione giornaliera, per ridurre i livelli di C-LDL, mediante i meccanismi di azione complementari di inibizione della sintesi del colesterolo (acido bempedoico) e inibizione dell&rsquo;assorbimento del colesterolo (ezetimibe). L&rsquo;inibizione dell&rsquo;adenosina trifosfato (ATP) citrato liasi (ACL) da parte dell&rsquo;acido bempedoico riduce la biosintesi del colesterolo e riduce il C-LDL agendo sul recettore LDL. L&rsquo;inibizione del gene NPC1L1 (Niemann-Pick C1-Like 1), grazie a ezetimibe, si traduce in un ridotto assorbimento del colesterolo dal tratto gastrointestinale che, di conseguenza, riduce l&rsquo;apporto di colesterolo al fegato, con effetti conseguenti sui recettori LDL. I dati di Fase III hanno dimostrato che questa associazione ben tollerata determina una riduzione del 35% del C-LDL quando utilizzato con statine alla massima dose tollerata, una riduzione del 43% del C-LDL quando usato in monoterapia, e una riduzione del 34% della proteina C-reattiva ad alta sensibilit&agrave; (hsCRP). La frequenza di eventi avversi osservati durante il trattamento, di eventi avversi a carico dei muscoli e di interruzioni del trattamento, &egrave; risultata sovrapponibile nel gruppo trattato con acido bempedoico e in quello trattato con placebo.</p>
<p><span>Acido Bempedoico</span><br>Con un meccanismo d&rsquo;azione mirato, l&rsquo;acido bempedoico &egrave; il primo farmaco appartenente alla classe degli inibitori dell&rsquo;(ATP) citrato liasi (ACL), orale, in monosomministrazione giornaliera, che riduce la biosintesi del colesterolo e degli acidi grassi e riduce il C-LDL agendo sul recettore LDL. Come le statine, l&rsquo;acido bempedoico riduce anche la proteina C-reattiva ad alta sensibilit&agrave; (hs-CRP), un marcatore chiave dell&rsquo;infiammazione associato alla malattia cardiovascolare.5 L&rsquo;acido bempedoico &egrave; un profarmaco che &egrave; attivato dalla acil-CoA sintetasi a catena molto lunga-1 (ACSVL1). Inoltre, &egrave; stato dimostrato che l&rsquo;assenza di ACSVL1 nel muscolo scheletrico permette all&rsquo;acido bempedoico di non provocare la miotossicit&agrave; associata alla terapia con le statine.Destinazione non trovata! Gli studi di fase II e di fase III condotti su quasi 4.800 pazienti, con circa 3.100 pazienti trattati con acido bempedoico, hanno messo in evidenza una ulteriore riduzione del colesterolo LDL del 20% quando utilizzato con statine alla massima dose tollerata, fino al 30% quando utilizzato in monoterapia, e una riduzione del 35% in associazione ad ezetimibe se usato con statine alla massima dose tollerata, e fino al 48% di C-LDL in associazione ad ezetimibe senza somministrazione concomitante di statine.5</p>
<p>L&rsquo;effetto dell&rsquo;acido bempedoico sulla morbilit&agrave; e mortalit&agrave; cardiovascolare non &egrave; stato ancora determinato. Esperion ha avviato uno studio globale sugli eventi cardiovascolari, al fine di valutare gli effetti dell&rsquo;acido bempedoico sulla frequenza di eventi cardiovascolari maggiori in pazienti con malattia cardiovascolare o ad alto rischio, che non tollerano neanche la pi&ugrave; bassa dose giornaliera di statine approvata, e dunque sono considerati &ldquo;statino-intolleranti&rdquo;. Il trial &ndash; noto come CLEAR Outcomes &ndash; &egrave; uno studio event-driven, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo che prevede l&rsquo;arruolamento di circa 12.600 pazienti con ipercolesterolemia ad elevato rischio di malattia cardiovascolare, in oltre 1.000 centri distribuiti in circa 30 Paesi.</p>
<p><span>Fonte</span>:&nbsp;<a href="https://bit.ly/2C51nqg" target="_blank">Daiichi Sankyo Europe</a></p><p>URL del Link: <a href="http://bit.ly/2RhHPJK">http://bit.ly/2RhHPJK</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/79159/congresso-sic-2018-primi-dati-di-real-life-utilizzo-di-edoxaban-dal-registro-etnaaf</guid>
	<pubDate>Wed, 19 Dec 2018 16:09:24 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/79159/congresso-sic-2018-primi-dati-di-real-life-utilizzo-di-edoxaban-dal-registro-etnaaf</link>
	<title><![CDATA[Congresso SIC 2018: Primi dati di real life utilizzo di edoxaban dal Registro ETNA-AF]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Presentati al congresso SIC i dati dei pazienti italiani arruolati nel registro post-autorizzativo ETNA-AF Europe per valutare l&rsquo;anticoagulante orale diretto Lixiana&reg;</em></p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2018/12/Presentati-al-congresso-SIC-i-primi-dati-di-real-life-utilizzo-di-edoxaban-dal-Registro-ETNA-AF.png?w=1000" alt="" style="border: 0px; "></p>
<p><em>Roma 17 dicembre 2018</em>&nbsp;&ndash; Al 79 &deg; Congresso della Societ&agrave; Italiana di Cardiologia di Roma, Daiichi Sankyo ha presentato i dati al basale relativi ai pazienti arruolati in Italia nell&rsquo;ETNA AF, un registro europeo prospettico, multicentrico, osservazionale, post-autorizzativo disegnato per valutare sicurezza, efficacia e aderenza di edoxaban (Lixiana&reg;) in monosomministrazione giornaliera in pazienti con fibrillazione atriale non valvolare (FANV) nella pratica clinica quotidiana.</p>
<p>Il programma globale ETNA-AF combina le informazioni provenienti da tre registri real life, condotti in Asia orientale, Giappone ed Europa, che sono stati disegnati per osservare la pratica clinica locale, che saranno poi integrati in un unico database. Nel nostro continente, il registro prende il nome di ETNA-AF Europe e prevede il follow- up di 4 anni di 13.980 pazienti arruolati in Austria, Belgio, Germania, Irlanda, Olanda, Portogallo, Spagna, Svizzera, Inghilterra e Italia.</p>
<p><em>&ldquo;Il registro real-life ETNA-AF Europe integrer&agrave; i dati dello studio di fase III ENGAGE-AF TIMI 48 sul quale si basa l&rsquo;autorizzazione dell&rsquo;EMA all&rsquo;uso di edoxaban per la prevenzione dell&rsquo;ictus nei pazienti con Fibrillazione Atriale, in un setting di pazienti non selezionati come nello studio registrativo&nbsp;</em>&ndash; ha spiegato il prof.&nbsp;<span>Raffaele De Caterina</span>, Professore Ordinario di Cardiologia, Universit&agrave; degli Studi di Pisa, che durante il simposio ha presentato le caratteristiche dei pazienti arruolati in Italia rispetto a quelli del resto d&rsquo;Europa<em>. Il valore di questo studio &egrave; dato anche dal suo disegno prospettico che prevede l&rsquo;aggiudicazione centrale degli eventi, e dalla durata del follow up di 4 anni&rdquo;.</em></p>
<p>In Italia, rispetto al resto di Europa, &egrave; stata arruolata una percentuale pi&ugrave; alta di pazienti anziani (et&agrave; media 75 anni in Italia vs 73 anni in Europa), di sesso femminile (rispettivamente 46,4% vs 42,1%), con un peso corporeo inferiore, nonch&eacute; con una maggiore incidenza di ipertensione (80,7% in Italia vs 75,4% in Europa), e di insufficienza renale (41,9% vs 21,5%); questo potrebbe aver contribuito ad un utilizzo maggiore della dose ridotta di edoxaban 30 mg (rispettivamente 31,5% vs 20,4%).</p>
<p><em>&ldquo;I centri italiani hanno svolto un ruolo rilevante in questo registro europeo, contribuendo con oltre 3500 pazienti arruolati e rappresentando il 26% del totale, secondo paese europeo dopo la Germania. Considerando il numero di pazienti anziani e con maggiori comorbidit&agrave; arruolati rispetto al resto d&rsquo;Europa&nbsp;</em>&ndash; ha spiegato&nbsp;<span>Fabio Romeo</span>, Medical Director Daiichi Sankyo Italia<em>. Sar&agrave; interessante valutare gli outcomes, che siamo confidenti possano confermare il favorevole profilo di efficacia e sicurezza gi&agrave; evidenziato da edoxaban nello studio registrativo ENGAGE AF&rdquo;.</em></p>
<p>L&rsquo;obiettivo primario dello studio&nbsp;<span>ETNA-AF-Europe</span>&nbsp;&egrave; quello di raccogliere dati real life sulla sicurezza di edoxaban riguardo gli eventi emorragici, inclusi emorragie intracraniche, eventi avversi correlati all&rsquo;uso del farmaco, e la mortalit&agrave; per qualunque causa. Gli obiettivi secondari dello studio, infine, includono la valutazione degli effetti di LIXIANA&reg; su eventi clinici rilevanti quali ictus, eventi embolici sistemici, eventi cardiovascolari maggiori e ospedalizzazione a seguito di problemi cardiovascolari.</p>
<p><span>La Fibrillazione Atriale</span><br>La FA &egrave; una condizione in cui il cuore batte in modo rapido e irregolare. Quando ci&ograve; accade, il sangue pu&ograve; accumularsi e addensarsi nelle camere del cuore causando un aumento del rischio di coaguli di sangue. Questi coaguli di sangue possono staccarsi e viaggiare attraverso il flusso ematico verso il cervello (o talvolta verso un&rsquo;altra parte del corpo), dove possono potenzialmente provocare un ictus.La fibrillazione atriale &egrave; il tipo pi&ugrave; comune di disordine del ritmo cardiaco ed &egrave; associata a una notevole morbilit&agrave; e mortalit&agrave;. Rispetto a quelli che non ne soffrono, le persone con questa aritmia hanno un rischio di ictus 3-5 volte pi&ugrave; alto. Un ictus su cinque &egrave; causato da FA.</p>
<p><span>Edoxaban</span><br>Edoxaban &egrave; un inibitore diretto del fattore Xa somministrato una volta al giorno. Il fattore Xa &egrave; uno dei componenti chiave responsabili della coagulazione del sangue, quindi inibirlo significa rendere il sangue pi&ugrave; fluido e meno incline alla coagulazione. Edoxaban &egrave; attualmente commercializzato in Giappone, Stati Uniti, Corea del Sud, Hong Kong, Taiwan, Thailandia, Canada, Germania, Regno Unito, Svizzera, Irlanda, Paesi Bassi, Italia, Spagna, Belgio, Austria, Portogallo e altri paesi europei.</p>
<p><span>Fonte</span>:&nbsp;<a href="https://bit.ly/2CjbEQX" target="_blank">Daiichi Sankyo</a></p><p>URL del Link: <a href="http://bit.ly/2ChwVKG">http://bit.ly/2ChwVKG</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/78989/congresso-ash-2018-presentate-le-analisi-conclusive-sullo-studio-quantum-r</guid>
	<pubDate>Wed, 05 Dec 2018 17:41:01 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/78989/congresso-ash-2018-presentate-le-analisi-conclusive-sullo-studio-quantum-r</link>
	<title><![CDATA[Congresso ASH 2018: presentate le analisi conclusive sullo studio Quantum R]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>&Egrave; stato confermato che il trattamento con quizartinib aumenta la sopravvivenza complessiva nei pazienti con LMA recidivante/refrattaria FLT3-ITD</em></p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2018/12/quizartinib-congresso-ash-2018-presentate-le-analisi-conclusive-sullo-studio-quantum-r.png?w=1000" alt="" style="border: 0px; "></p>
<p><em>San Diego (USA), 4 dicembre 2018</em>&nbsp;&ndash; Al 60&deg; Meeting annuale della Societ&agrave; americana di Ematologia (ASH) di San Diego, Daiichi Sankyo ha presentato le analisi finali sullo studio Quantum R, che ha valutato il quizartinib, il farmaco per via orale, in monoterapia che, rispetto alla chemioterapia di salvataggio, aumenta la sopravvivenza complessiva fino a 6 mesi dei pazienti affetti da leucemia mieloide acuta refrattaria o recidivante con mutazioni di FLT3-ITD.<br>Le analisi di sensibilit&agrave; pre-specificata della sopravvivenza globale e della sopravvivenza libera da eventi, cos&igrave; come le analisi di sottogruppi predefiniti dello studio QuANTUM-R sul quizartinib sono risultate coerenti con l&rsquo;analisi primaria della sopravvivenza globale. Anche l&rsquo;analisi degli endpoint chiave esplorativi, quali la remissione completa composita (CRc), la durata della CRc e il trapianto di cellule staminali ematopoietiche (HSCT), &egrave; risultata concordante e supporta il beneficio sulla sopravvivenza globale primaria dimostrato nello studio QuANTUM-R.</p>
<p><em>&ldquo;I risultati di queste analisi di sensibilit&agrave; e di sottogruppo dimostrano ulteriormente la coerenza e la solidit&agrave; dell&rsquo;effetto del trattamento osservato nello studio QuANTUM-R con quizartinib&rdquo;,&nbsp;</em>ha spiegato il dottor&nbsp;<span>Jorge E. Cortes</span>, ricercatore e vice presidente del Dipartimento di Leucemia della Divisione di Medicina oncologica presso l&rsquo;University of Texas MD Anderson Cancer Center.<em>&ldquo;Inoltre, queste nuove analisi supportano ulteriormente il valore del targeting della mutazione pilota FLT3-ITD con un potente inibitore FLT3 altamente selettivo, quale &egrave; il quizartinib, che contribuisce a ridurre il carico leucemico e potenzialmente consente ai pazienti di vivere pi&ugrave; a lungo rispetto alla terapia basata sulla chemioterapia di salvataggio&rdquo;.</em></p>
<p>Nello studio QuANTUM-R, la durata mediana del trattamento con quizartinib &egrave; stata di 4 cicli di 28 giorni ciascuno, contro 1 ciclo nel braccio della chemioterapia di salvataggio. L&rsquo;incidenza degli eventi avversi emergenti dal trattamento &egrave; risultata paragonabile tra i pazienti che ricevevano il quizartinib come singolo principio attivo e quelli che ricevevano la chemioterapia di salvataggio. Le reazioni avverse pi&ugrave; comuni (&gt; 30%, di qualsiasi grado) nei pazienti trattati con quizartinib comprendevano infezioni, sanguinamenti, nausea, astenia, febbre, neutropenia febbrile e vomito, mentre le reazioni avverse pi&ugrave; comuni di grado &ge; 3 (&gt; 20%) sono state infezioni e neutropenia febbrile. Le reazioni avverse pi&ugrave; comuni registrate tramite analisi di laboratorio (incidenza &gt;50%) sono state la riduzione della conta leucocitaria linfocitaria, dell&rsquo;emoglobina, neutropenia e piastrinopenia. Il profilo di sicurezza osservato nello studio QuANTUM-R appare concordante con quello osservato a dosi simili nel programma di sviluppo clinico del quizartinib.</p>
<p><em>&ldquo;Questi dati si basano sui risultati dello studio QuANTUM-R presentati all&rsquo;EHA 2018, e rafforzano la nostra convinzione che il quizartinib possa essere un&rsquo;importante nuova opzione di trattamento per i pazienti con LMA recidivante/refrattaria FLT3-ITD positiva&rdquo;,&nbsp;</em>ha dichiarato&nbsp;<span>Arnaud Lesegretain</span>, vice presidente di Ricerca e Sviluppo oncologico e direttore di AML Franchise di Daiichi Sankyo.<em>&nbsp;&ldquo;Le richieste di commercializzazione del quizartinib sono in revisione accelerata presso le autorit&agrave; regolatoie in U.S.A., Giappone edUE, collaboriamo strettamente con le autorit&agrave; regolatorie per poter fornire il prima possibile il quizartinib ai pazienti&rdquo;.</em></p>
<p><span>La leucemia mieloide acuta con mutazioni FLT3-ITD</span><br>La LMA &egrave; una neoplasia maligna aggressiva del sangue e del midollo osseo, che causa la crescita e l&rsquo;accumulo incontrollato di globuli bianchi maligni che non funzionano regolarmente e interferiscono con la produzione delle cellule normali del sangue.1<br>Negli U.S.A., quest&rsquo;anno, si stima che ci saranno oltre 19.000 nuove diagnosi di Leucemia Mieloide Acuta e oltre 10.000 decessi causati da essa.2 Il tasso di sopravvivenza a cinque anni dell&rsquo;LMA riportato dal 2005 al 2011 era all&rsquo;incirca del 26%, il pi&ugrave; basso di tutte le leucemie.1</p>
<p>Le mutazioni del gene FLT3 costituiscono una delle pi&ugrave; comuni anomalie genetiche della Leucemia Mieloide Acuta.3 La mutazione FLT3-ITD &egrave; la pi&ugrave; comune dell&rsquo;FLT3 e colpisce all&rsquo;incirca 1 paziente su 4 con LMA.,4,5,6,7<br>FLT3-ITD &egrave; una mutazione pilota della leucemia mieloide acuta che si manifesta con elevato carico leucemico, presenta una prognosi sfavorevole e un significativo impatto sulla gestione della malattia per i pazienti con LMA.5,8</p>
<p>I pazienti affetti da LMA con mutazioni FLT3-ITD hanno, infatti, una prognosi complessiva peggiore, che comprende un aumento dell&rsquo;incidenza di recidiva ed un rischio di morte maggiore a seguito della recidiva stessa, nonch&eacute; una maggiore probabilit&agrave; di recidiva dopo trapianto di cellule staminali ematopoietiche rispetto ai pazienti che non presentano questa mutazione.9,10</p>
<p><span>Lo studio QuANTUM-R</span><br>QuANTUM-R &egrave; uno studio registrativo, globale, di fase III, in aperto e randomizzato, che comprende 367 pazienti con LMA FLT3-ITD positiva, refrattari o in recidiva con durata di remissione di sei mesi o inferiore, dopo terapia anti-LMA di prima linea standard, con o senza trapianto di cellule staminali ematopoietiche (HSCT). I pazienti sono stati randomizzati in rapporto di 2:1 a ricevere il quizartinib per via orale come singolo principio attivo (60 mg, con dose iniziale di 30 mg ) o la chemioterapia di salvataggio. L&rsquo;obiettivo primario dello studio era quello di determinare se il singolo principio attivo quizartinib avrebbe prolungato la sopravvivenza globale rispetto alla chemioterapia di salvataggio. Lo studio ha soddisfatto il suo endpoint primario di miglioramento della sopravvivenza globale (HR = 0,76, P=0,0177, IC 95% 0,58-0,98); la sopravvivenza globale mediana &egrave; stata di 6,2 mesi (IC 95% 5,3-7,2) per i pazienti trattati con quizartinib e di 4,7 mesi (IC 95% 4,0-5,5) per i pazienti che avevano ricevuto la chemioterapia di salvataggio.</p>
<p>Sono state condotte tre analisi di sensibilit&agrave; pre-specificata della sopravvivenza globale nello studio QuANTUM-R, che hanno incluso l&rsquo;uso di un set per protocollo (pazienti randomizzati e trattati senza deviazioni importanti dal protocollo), escluso l&rsquo;effetto dell&rsquo;HSCT e di altri inibitori FLT3 usati successivamente e non correlati allo studio. Le analisi di sottogruppi predefiniti hanno incluso la valutazione del livello di variabilit&agrave; allelica, di precedenti HSCT, del punteggio di rischio di LMA e della risposta alla precedente terapia.</p>
<p><span>Informazioni su quizartinib</span><br>Il Quizartinib &egrave; il prodotto di punta del franchise sperimentale sulla Leucemia Mieloide Acuta di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise. E&rsquo; un inibitore selettivo orale dell&rsquo;FLT3, attualmente in fase III di sperimentazione sia per la LMA recidivante/refrattaria con mutazioni FLT3-ITD (studio&nbsp;<span>QuANTUM-R</span>) in USA e UE, sia per la LMA di nuova diagnosi con mutazioni FLT3-ITD (studio&nbsp;<span>QuANTUM-First</span>) in USA, UE e Giappone, ed &egrave; in fase II di sviluppo in Giappone per la LMA recidivante/refrattaria con mutazioni FLT3-ITD. Infine, in USA, UE e Giappone &egrave; anche in fase I di sviluppo in associazione con l&rsquo;inibitore sperimentale MDM2, il milademetan, per la LMA recidivante/remittente FLT3-ITD e per l&rsquo;LMA FLT3-ITD di nuova diagnosi per pazienti che non possono ricevere chemioterapia intensiva.</p>
<p>Dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense, il quizartinib ha ottenuto la Priority Review e la designazione di &ldquo;BreakThrough Therapy&rdquo; (Terapia fortemente innovativa) per il trattamento dei pazienti adulti affetti da LMA recidivante/refrattaria con mutazioni FLT3-ITD, e la designazione &ldquo;Fast Track&rdquo; (procedura accelerata) per il trattamento della LMA recidivante/refrattaria.<br>Dall&rsquo;Agenzia Europea dei Medicinali (EMA), il quizartinib ha ottenuto la valutazione accelerata per il trattamento dei pazienti adulti affetti da LMA recidivante/refrattaria con mutazioni FLT3-ITD.<br>Infine ha ricevuto la denominazione di farmaco orfano dalla stessa FDA e dalla Commissione Europea (CE) per il trattamento della LMA, e dal Ministero della Salute, del Lavoro e della Previdenza giapponese per il trattamento della LMA con mutazione FLT3. Il quizartinib &egrave; un agente in fase di sperimentazione non approvato per alcuna indicazione in alcun Paese. La sicurezza e l&rsquo;efficacia non sono state ancora determinate.</p>
<p><span>Daiichi Sankyo Cancer Enterprise</span><br>La vision di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise consiste nell&rsquo;applicazione di conoscenze e capacit&agrave; innovative guidate da un pensiero non convenzionale per sviluppare trattamenti significativi per i pazienti affetti da cancro. L&rsquo;azienda &egrave; impegnata a trasformare la scienza in valore per il paziente, e questo impegno &egrave; presente in tutte le sue attivit&agrave;.<br>L&rsquo;obiettivo &egrave; quello di mettere a disposizione dei pazienti sette nuove molecole nei prossimi otto anni, dal 2018 al 2025, avvalendosi dei risultati dei suoi tre pilastri: il Franchise di Farmaci Anticorpo-Coniugati, quello dedicato alla Leucemia Mieloide Acuta e quello di ricerca focalizzato sullo sviluppo delle nuove molecole (Fase I).<br>I Centri di ricerca della Daiichi Sankyo Cancer Enterprise includono due laboratori di bio/immuno-oncologia e &ldquo;small molecules&rdquo; in Giappone e Plexxikon Inc. a Berkeley (California), e il centro di R&amp;S sulla struttura delle &ldquo;small molecules&rdquo;. Tra i composti che si trovano nella fase cruciale di sviluppo figurano: DS-8201, un farmaco anticorpo-coniugato (ADC) per i carcinomi HER2-positivi della mammella, dello stomaco ed altri, il quizartinib, un inibitore orale selettivo di FLT3 per la leucemia mieloide acuta (LMA) con mutazioni di FLT3-ITD di nuova diagnosi e recidivante/refrattaria, e il pexidartinib, un inibitore orale di CSF-1R per il tumore tenosinoviale a cellule giganti (TGCT). Per maggiori informazioni, consultare&nbsp;<span><a href="http://www.dscancerenterprise.com/">http://www.DSCancerEnterprise.com</a></span>.</p>
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<p><span>Bibliografia</span></p>
<ol>
<li>Leukemia &amp; Lymphoma Society. Facts 2015-2016. 2016.</li>
<li>American Cancer Society. Key Statistics for AML. 2018.</li>
<li>Small D. Am Soc Hematol Educ Program. 2006;178-184.</li>
<li>Schneider F, et al. Ann Hematol. 2012;91:9-18.</li>
<li>Santos FPS, et al. Cancer. 2011;117(10):2145-2155.</li>
<li>Kainz B, et al. Hematol J. 2002;3:283-289.</li>
<li>Kottaridis PD, et al. Blood. 2001;98(6):1752-1759.</li>
<li>Zarrinkar P, et al. Blood. 2009;114(14):2984-2992.</li>
<li>Wagner K, et al. Haematol. 2011;96(5):681-686.</li>
<li>Brunet S, et al. J Clin Onc. 2012;30(7):735-741.</li>
</ol>
<p><span>Fonte</span>:&nbsp;<a href="https://www.daiichi-sankyo.it/media/notizie-in-europa/news-details/news/congresso-ash-2018-leucemia-mieloide-acuta-quizartinib-aumenta-la-sopravvivenza-complessiva-nei-pa/?tx_news_pi1%5Bcontroller%5D=News&amp;tx_news_pi1%5Baction%5D=detail&amp;cHash=e213ddf3bb5b92b29e2327289c81e02a" target="_blank">Daiichi Sankyo</a></p>
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<p><span>Contatti</span></p>
<p><span>Daiichi Sankyo</span><br>Elisa Porchetti<br>Tel.+39 0685255-202<br>elisa.porchetti@<span>daiichi-sankyo.it</span></p>
<p>Valeria Carbone Basile<br>Tel: +39 339 1704748<br>valeria.carbonebasile@<span>gmail.com</span></p><p>URL del Link: <a href="http://bit.ly/2FVTWH7">http://bit.ly/2FVTWH7</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
</item>
<item>
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	<pubDate>Wed, 21 Nov 2018 18:09:37 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Daiichi Sankyo Italia Correlazione Cancro-TEV: la ricerca MediPragma]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>La ricerca MediPragma commissionata da Daiichi Sankyo Italia dimostra che il TEV &egrave; per i pazienti oncologici la seconda causa di morte dopo la neoplasia</span></p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2018/11/cancro-e-trombosi-una-correlazione-rischiosa-ancra-poco-conosciuta.jpg?w=1000" alt="" style="border: 0px; "></p>
<p><em>Roma 20 novembre 2018</em>&nbsp;&ndash; Daiichi Sankyo Italia ha presentato oggi alla stampa il rapporto di MediPragma &ldquo;Cancro e tromboembolismo venoso: il peso della convivenza sui pazienti&rdquo;, una ricerca realizzata in Italia con interviste ai pazienti oncologici in terapia eparinica per il tromboembolismo venoso, al fine di comprendere, attraverso testimonianze dirette, l&rsquo;impatto di questa condizione di co-morbilit&agrave; sulla vita quotidiana di chi ne &egrave; afflitto e le strategie di coping attuate per gestirla. Una correlazione, quella tra cancro e TEV, che &egrave; seria, frequente e potenzialmente fatale, eppure spesso ignorata o sottovalutata dai pazienti stessi, che non sono sempre adeguatamente preparati dagli specialisti ad affrontarla. E&rsquo; questo uno degli aspetti principali emersi dalla ricerca, di cui hanno discusso eminenti cardiologi, ematologi, oncologi e rappresentanti di associazioni di pazienti.</p>
<p>Il cancro viene oggi considerato un fattore di rischio cardiovascolare perch&eacute; si associa ad una aumentata incidenza di eventi tromboembolici, infatti il TEV &egrave; una co-morbilit&agrave; particolarmente frequente e ricorrente nel paziente con cancro, con un&rsquo;incidenza di sei volte superiore rispetto alla popolazione generale, e ne costituisce la seconda causa di morte dopo la neoplasia stessa1. Il tromboembolismo venoso (o tromboembolia venosa) insorge con la formazione di un coagulo di sangue all&rsquo;interno di una vena profonda, di solito negli arti, o nella pelvi (Trombosi Venosa Profonda), e se un frammento del coagulo si stacca e viaggia fino ad ostruire le arterie polmonari determina una embolia polmonare. Studi su pazienti sopravvissuti al cancro hanno dimostrato che circa un terzo di essi muore per malattia cardiovascolare1.</p>
<p>Di tutti i casi di TEV il 20% si verifica proprio nel paziente oncologico, e ci&ograve; dipende da vari fattori quali il tipo di tumore, lo stadio e l&rsquo;estensione del cancro, l&rsquo;et&agrave;, l&rsquo;immobilizzazione, la chirurgia e alcuni trattamenti chemioterapici.1&nbsp;<em>&ldquo;La correlazione tra queste patologie &egrave; ormai al centro dell&rsquo;attivit&agrave; assistenziale e di ricerca dell&rsquo;ematologia italiana, soprattutto da quando le nuove terapie hanno cronicizzato la maggior parte delle neoplasie ematologiche prima incurabili, rendendo particolarmente importante il ruolo delle alterazioni coagulative &ndash; specialmente la trombosi venosa e l&rsquo;embolia polmonare- legate alle neoplasie stesse o alla loro terapia&rdquo;</em>, ha spiegato il Prof.&nbsp;<span>Sergio Siragusa</span>, Vice Presidente S.I.E Societ&agrave; Italiana Ematologia, commentando gli ultimi dati di letteratura scientifica.<br>Il rischio è maggiore nei primi mesi fino a due anni dopo la diagnosi, e il rischio di recidiva persiste anche successivamente.<br>Inoltre, i pazienti oncologici in trattamento per TEV hanno sopravvivenza minore, prognosi peggiore e costi sanitari pi&ugrave; elevati rispetto a coloro che non soffrono di eventi tromboembolici.2 Durante la chemioterapia il rischio di TEV è fino a 7 volte maggiore se paragonato ai pazienti senza cancro.</p>
<p><em>&ldquo;Per tutte queste ragioni, la conoscenza da parte dei medici e dei pazienti delle problematiche legate al TEV &egrave; fondamentale&nbsp;</em>&ndash; ha dichiarato il Prof.&nbsp;<span>Antonio Russo</span>, Ordinario di Oncologia Medica presso l&rsquo;Universit&agrave; degli studi di Palermo &ndash;<em>dal momento che queste sono molto correlate con il processo neoplastico poich&eacute; ne impattano il management e la prognosi&rdquo;.</em>&nbsp;Le linee guida ESMO sottolineano da diversi anni che il TEV ha importanti risvolti sia sulla prognosi dei pazienti oncologici sia sulla loro qualit&agrave; di vita eppure, nonostante sia una complicanza a volte devastante e potenzialmente fatale, gli stessi oncologi spesso sottostimano questo tipo di tossicit&agrave; e di riflesso molti pazienti non seguono cure adeguate3. A sottolineare la necessit&agrave; di informare e sensibilizzare innanzitutto pazienti e caregiver e in secondo luogo istituzioni e operatori sanitari sui rischi di questa patologia correlata al cancro &egrave; stato il Prof.&nbsp;<span>Francesco De Lorenzo</span>, Presidente della Coalizione europea dei pazienti oncologici (ECPC) e Presidente della Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO) il quale ha dichiarato che:&nbsp;<em>&ldquo;Il rischio di trombosi correlato al cancro &egrave; pressoch&eacute; ignorato non soltanto dai malati italiani, ma anche da quelli di numerosi Paesi europei e a dimostrarlo chiaramente sono i risultati di un sondaggio europeo condotto da ECPC sul livello di consapevolezza dei pazienti oncologici sui rischi della trombosi: il 72% dei pazienti intervistati ha rivelato di non essere consapevole di correre un maggiore rischio di TEV, e per il 28% di coloro che invece ne erano consapevoli, la conoscenza della patologia &egrave; avvenuta solo dopo averla sperimentata, ma il livello di comprensione delle implicazioni si &egrave; dimostrato comunque basso. Un altro dato rilevante riguarda le modalit&agrave; con cui ne sono venuti a conoscenza, solo il 13% dei pazienti ha ricevuto informazioni in merito da medici ospedalieri e il 6% dai medici di base, mentre gli altri hanno fatto ricerche personali o si sono confrontati con parenti e amici&rdquo;.</em></p>
<p><span>Cancro e tromboembolismo venoso: il peso della convivenza &ndash; La voce dei pazienti</span></p>
<p>Una scarsa consapevolezza che emerge con evidenza dalla ricerca italiana MediPragma, che rileva come il peso del tromboembolismo venoso e della terapia eparinica giunga come inaspettato e imponderato per i pazienti oncologici, costituendo una possibilit&agrave; che spesso diventa realt&agrave; e alla quale non erano stati preventivamente preparati dallo specialista di riferimento. Ne deriva una minimizzazione e banalizzazione della gravit&agrave; del TEV rispetto al cancro, sia da parte del medico che del paziente, che considerano la relativa terapia, rispetto alle preoccupazioni dettate dal cancro, come un fatto transitorio e ineludibile, nonostante emergano chiaramente le difficolt&agrave; di una somministrazione quotidiana di eparina: una terapia percepita come invasiva, definita anche come &ldquo;scolapasta&rdquo; per via delle numerose iniezioni che causano ematomi addominali e dolore alla somministrazione che spesso, tra l&rsquo;altro, richiede l&rsquo;aiuto di un caregiver. Il conflitto tra le strategie di coping e sottovalutazione e la realt&agrave; della gestione della terapia, intaccano ulteriormente la tenuta psicologica e la voglia di combattere del paziente che &egrave; gi&agrave; di per s&eacute; un paziente fragile che ha dovuto affrontare un percorso ad ostacoli: diagnosi di tumore, chemioterapia e/o radioterapia, diagnosi di TEV, inizio della terapia eparinica.<br>A ci&ograve; si aggiunge la perdita di autonomia del paziente che generalmente a seguito della trombosi e delle difficolt&agrave; di movimento, vede stravolta la sua routine quotidiana, non riesce pi&ugrave; ad uscire da solo e trova difficile svolgere in modo indipendente anche banali attivit&agrave; come salire le scale.<br>Le interviste delineano dunque un impatto devastante sulla vita dei pazienti e dei loro familiari e caregiver, che ha un prezzo altissimo a livello psicologico, economico e sociale. L&rsquo;insorgenza del TEV in pazienti con tumore pu&ograve; comportare, infatti, l&rsquo;allontanamento dal lavoro e l&rsquo;isolamento sociale, e un conseguente peso sui familiari, che da &ldquo;attori secondari&rdquo; con ruolo di sostegno psicologico e morale per il paziente che sfida il cancro, passano all&rsquo;improvviso ad essere co-protagonisti nella gestione della terapia della trombosi, con un supporto che diventa fisico/pratico (somministrazione e/o promemoria del farmaco, supporto alle attivit&agrave; quotidiane etc). L&rsquo;impossibilit&agrave; di essere autosufficienti e l&rsquo;allettamento seppur temporaneo a causa del TEV, faticano ad essere accettati dal paziente in quanto rappresentano inconsciamente una indiretta percezione di sconfitta nei confronti del tumore. Emerge dunque il bisogno insoddisfatto di coloro che sono afflitti da questa condizione, un maggiore supporto da parte dei medici non solo nella preparazione di ci&ograve; che devono affrontare ma una vicinanza rassicurante e costante che risolva loro i dubbi sulla gestione pratica della terapia, come quelli relativi a sede, modalit&agrave; e tempi di iniezioni dopo la comparsa degli ematomi.</p>
<p><em>&ldquo;Siamo particolarmente orgogliosi di presentare questa ricerca, soprattutto per la metodologia con cui &egrave; stata condotta, ovvero ascoltando direttamente la voce dei pazienti, che corrisponde a quello che &egrave; da sempre l&rsquo;impegno di Daiichi Sankyo. I pazienti non sono numeri o statistiche e noi continuiamo ad ascoltare i bisogni insoddisfatti di coloro che soffrono di patologie, co-morbilit&agrave; e condizioni per vari motivi trascurate, e a lavorare per offrire loro una risposta &ndash;</em>&nbsp;ha spiegato&nbsp;<span>Massimo Grandi</span>&nbsp;Amministratore Delegato di Daiichi Sankyo Italia &ndash;<em>&nbsp;E siamo felici di collaborare con le associazioni di pazienti come FAVO al raggiungimento di questo traguardo, che per&ograve; non deve restare un obiettivo dei singoli, che siano medici, aziende o associazioni, ma deve diventare uno scopo comune, con l&rsquo;attuazione di sinergie tra istituzioni, professionisti sanitari con varie specializzazione mediche, e soprattutto con il coinvolgimento dei pazienti che devono restare al centro del nostro agire&rdquo;.</em></p>
<p><span>Bibliografia</span></p>
<p>1.N.Maurea et al., Tromboembolismo venoso e fibrillazione atriale nel paziente oncologico, G Ital Cardiol 2018;19(9 Suppl 1):3S<br>2. D. Imberti et al.,Antithrombotic Therapy for Venous Thromboembolism in patients with cancer: expert guidance, Expert Opinion on Pharmacotherapy 2018, 19:11, 1177&ndash;1185<br>3. Le complicanze tromboemboliche nel paziente con cancro: le linee guida ESMO, CASCO- vol.1, n.2 &ndash; ottobre-dicembre 201</p>
<p><span>Fonte</span>:&nbsp;<a href="https://www.daiichi-sankyo.it/media/notizie-in-europa/news-details/news/correlazione-cancro-trombosi-frequente-potenzialmente-fatale-ma-spesso-sconosciuta-ai-pazienti/?tx_news_pi1%5Bcontroller%5D=News&amp;tx_news_pi1%5Baction%5D=detail&amp;cHash=147e0a94a0c4e3e72c9ecef2cad2c0a6" target="_blank">Daiichi Sankyo</a></p><p>URL del Link: <a href="http://bit.ly/2TB05vc">http://bit.ly/2TB05vc</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
</item>
<item>
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	<pubDate>Sat, 17 Nov 2018 17:09:57 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/78845/onda-e-daiichi-sankyo-per-la-sicurezza-e-la-salute-della-donna</link>
	<title><![CDATA[Onda e Daiichi Sankyo per la sicurezza e la salute della donna]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Medicina di genere e gestione dell&rsquo;aggressivit&agrave;, punti fondamentali per la sicurezza e la salute della donna</span></p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2018/11/onda-e-daiichi-sankyo-per-la-sicurezza-e-la-salute-della-donna.jpg?w=1000" alt="" style="border: 0px; "></p>
<p><em>Milano, 15 novembre 2018</em>&nbsp;&ndash; Si sta tenendo in queste ore a Milano &ldquo;Sicurezza e Malattie Cardiovascolari nella Donna&rdquo;, il convegno organizzato da&nbsp;<em>Onda &ndash; Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere</em>&nbsp;in collaborazione con Daiichi Sankyo Italia. Un&rsquo;iniziativa condotta dalla classe medica femminile per la classe medica femminile, con l&rsquo;obiettivo di esplorare molteplici aspetti del tema della sicurezza per le donne, declinata sia in ambito terapeutico, con interventi focalizzati sulla cardiologia di genere e sull&rsquo;alimentazione funzionale come strumento di prevenzione, sia in ambito professionale e lavorativo, con il workshop finale sulla gestione dell&rsquo;aggressione verbale e non verbale nella pratica clinica, completato da una dimostrazione pratica di tecniche di difesa personale.</p>
<p>Negli ultimi anni si va sempre pi&ugrave; diffondendo il concetto di medicina di genere, con focus su epidemiologia, prevenzione, diagnosi e terapia, considerato che numerosi aspetti della terapia farmacologica, dalla posologia agli effetti collaterali, risentono di una tipicit&agrave; di sesso. In area cardiovascolare, per esempio, per molte decadi la ricerca si &egrave; focalizzata prevalentemente sui maschi adulti, a discapito del sesso femminile, poich&eacute; soprattutto nella fase di sviluppo di un farmaco bisogna tener conto della vita riproduttiva e delle comorbilit&agrave; che rendono la donna un soggetto pi&ugrave; problematico nella sperimentazione. Oltre a quelle biologiche, per&ograve;, vi sono differenze di genere di tipo culturale, sociale e di &ldquo;ruolo&rdquo;, che vedono la donna essere pi&ugrave; facilmente caregiver e meno attenta alla propria salute cardiovascolare, rispetto alle aree ginecologica, tumorale, artrosica e infiammatoria.</p>
<p><em>&ldquo;La sotto-rappresentazione del genere femminile negli studi clinici limita le possibilit&agrave; di orientare correttamente le scelte decisionali atte a garantire pari opportunit&agrave; ed equa distribuzione delle cure cardiovascolari, influendo su diagnosi, efficacia, appropriatezza e dunque sicurezza delle terapie. Dal momento che la conoscenza delle specificit&agrave; di sesso e di genere &egrave; diventata fondamentale anche in questo ambito, Onda, continua a dare il suo contributo al consolidamento di un approccio genere specifico, attraverso l&rsquo;organizzazione di campagne di sensibilizzazione rivolte alla popolazione e di attivit&agrave; d formazione e aggiornamento per la classe medica come quella di oggi. &ndash;</em>&nbsp;Ha spiegato&nbsp;<span>Francesca Merzagora</span>, Presidente di Onda &ndash;<em>&nbsp;Questa &egrave; anche l&rsquo;occasione per formare la classe medica femminile sulle modalit&agrave; di gestione delle aggressioni verbali e fisiche, perch&eacute; il tema della sicurezza nella salute della donna va declinato a tutto tondo, e questo aspetto purtroppo &egrave; diventato di grande attualit&agrave;, visto l&rsquo;impressionante incremento di episodi spiacevoli e pericolosi in cui i sanitari si trovano ad essere coinvolti durante i loro turni di lavoro&rdquo;.</em></p>
<p><span>Donne e patologie cardiovascolari: Epidemiologia e fattori di rischio specifici</span></p>
<p>Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte tra le donne, con un numero assoluto di morti superiore rispetto al sesso maschile, tuttavia il tasso di mortalit&agrave; cardiovascolare &ldquo;prematura&rdquo; (prima dei 75 anni di et&agrave;) &egrave; di gran lunga superiore negli uomini, dunque la mortalit&agrave; cardiovascolare &egrave; maggiore nelle donne ma pi&ugrave; tardiva. &Egrave; stato ipotizzato, ma non dimostrato, che questo vantaggio biologico delle donne rispetto agli uomini sia almeno in parte dovuto a un effetto protettivo degli estrogeni sul sistema cardiocircolatorio, eppure le terapie ormonali in post-menopausa non hanno finora dimostrato efficacia nel ridurre la progressione n&eacute; dell&rsquo;aterosclerosi n&eacute; degli eventi vascolari.</p>
<p>Il vantaggio relativo di salute nel caso delle donne &egrave; per&ograve; attenuato da un tasso di mortalit&agrave; dovuta ad attacchi coronarici che supera quello maschile (32% vs. 27%). Vi sono importanti differenze nelle varie patologie cardiovascolari, ad esempio le manifestazioni della cardiopatia coronarica differiscono tra i sessi, &egrave; pi&ugrave; probabile che l&rsquo;infarto miocardico non sia riconosciuto nelle donne rispetto agli uomini (34% vs. 27%), e pi&ugrave; frequentemente nelle donne l&rsquo;angina pectoris non &egrave; complicata (80%), mentre negli uomini l&rsquo;angina tende a evolvere verso l&rsquo;infarto (66%), e la morte improvvisa &egrave; pi&ugrave; frequente negli uomini rispetto alle donne (50 % vs 39%).</p>
<p>Le differenze di genere rivestono per&ograve; grande importanza anche nell&rsquo;ambito dei fattori di rischio per malattie cardiovascolari. Si sta consolidando sempre pi&ugrave; la distinzione tra fattori di rischio tradizionali (fattori di rischio &laquo;di Framingham&raquo;), che riguardano in misura simile entrambi i sessi, e fattori specifici per il genere femminile, alcuni semplicemente &laquo;slatentizzati&raquo; dalla gravidanza, altri che sono conseguenza o appaiono in associazione a malattie predominanti nelle donne. L&rsquo;associazione tra fumo e malattie cardiovascolari sembra essere pi&ugrave; forte nelle donne, in modo particolare quando &egrave; associato all&rsquo;impiego di anticoncezionali estroprogestinici, alla familiarit&agrave; per infarto precoce e all&rsquo;anamnesi di emicrania. Tra i fattori di rischio peculiari per il genere femminile, invece, troviamo la radioterapia e la chemioterapia per neoplasia della mammella, infatti le radiazioni ionizzanti aumentano il rischio di infarto miocardico acuto e la chemio &egrave; cardiotossica. Inoltre la depressione nelle donne &egrave; associata ad outcome peggiori dopo cardiopatia acuta.</p>
<p>Bisogna incrementare dunque la percezione del rischio cardiovascolare per la donna e per chi la circonda, e prestare attenzione al trattamento farmacologico e non di questi fattori, poich&eacute; essi si fanno &ldquo;pi&ugrave; aggressivi&rdquo; nel sesso femminile, in particolare per ci&ograve; che riguarda il diabete mellito e la sindrome metabolica. La sindrome metabolica va prevenuta sin dalla giovane et&agrave; e con particolare forza dopo la menopausa, infatti con il progredire dell&rsquo;et&agrave;, ma ben oltre la sesta decade, le differenze tra i sessi vanno riducendosi e aumentano la probabilit&agrave; e il rischio nella donna.</p>
<p>Differenze di genere evidenti ci sono anche nell&rsquo;espressione clinica delle aritmie. La fibrillazione atriale &egrave; il maggior fattore di rischio modificabile di ictus, di malattia cardiovascolare e di mortalit&agrave; nel genere femminile. Sono noti i fattori di rischio specifici di stroke per il sesso femminile, strettamente correlati agli effetti degli ormoni sessuali e all&rsquo;assunzione degli estrogeni esogeni: gravidanza, anticoncezionali, menopausa, post-menopausa, ma le donne presentano inoltre anche un rischio di sanguinamento particolarmente elevato e l&rsquo;utilizzo dei nuovi farmaci anticoagulanti orali, che rispetto agli antagonisti della vitamina K sono associati a una ridotta incidenza di emorragie intracraniche, si &egrave; dimostrato particolarmente sicuro e di beneficio nel sesso femminile. Comprendere le differenze di genere nell&rsquo;anticoagulazione dei pazienti con fibrillazione atriale &egrave; importante per stabilire le misure preventive da adottare a lungo termine e guidare la scelta del trattamento anticoagulante pi&ugrave; efficace e sicuro, con un impatto fondamentale su diagnosi precoce e accesso alle terapie, cos&igrave; da migliorare l&rsquo;outcome clinico.</p>
<p><em>&ldquo;Siamo stati ben felici di accettare l&rsquo;invito di Onda a collaborare a questo evento che declina nel dettaglio un aspetto sul quale Daiichi Sankyo &egrave; da sempre attivamente impegnata in prima linea, ovvero la sicurezza in campo terapeutico. Siamo orgogliosi di dare il nostro piccolo contributo allo sviluppo della cardiologia di genere e alla sensibilizzazione su un tema cos&igrave; delicato e attuale come quello delle aggressioni in ambito sanitario. Ci auguriamo che iniziative come questa possano moltiplicarsi su tutto il territorio nazionale.&rdquo;&nbsp;</em>Ha dichiarato&nbsp;<span>Massimo Grandi</span>, Amministratore Delegato di Daiichi Sankyo Italia</p>
<p><span>Gestire l&rsquo;aggressivit&agrave; negli ambienti sanitari</span></p>
<p>Ma la sicurezza per la salute delle donne non &egrave; solo prevenzione e gestione in ambito terapeutico, ma anche una necessit&agrave; in campo professionale, e i recentissimi fatti di cronaca sulle aggressioni in ambulatori e guardie mediche lo dimostrano in modo lampante. Una recente indagine di Federsanit&agrave; &ndash;ANCI e Fnomceo, rivela che gli atti di violenza verbale o fisica si concentrano soprattutto nelle aree di emergenza, i servizi psichiatrici, i Ser.T, la continuit&agrave; assistenziale, i servizi di geriatria, e contestualmente le figure sanitarie pi&ugrave; colpite sono medici, infermieri e operatori socio-sanitari. Diventa dunque urgente preparare la classe medica, e in particolar modo quella femminile, alla gestione dell&rsquo;aggressivit&agrave; verbale e non verbale a cui si assiste sempre pi&ugrave; spesso nella pratica clinica, una violenza che si manifesta con varie sfaccettature e si scatena per vari motivi, che possono essere di ordine psicologico, familiare, sanitario o addirittura sociale. E&rsquo; impossibile, infatti, non rilevare la mutata percezione dell&rsquo;opinione pubblica rispetto a quanti esercitano la professione sanitaria, che registra il passaggio da una fiducia totale nei tempi e nelle capacit&agrave; del medico ad una pretesa di attenzione e di guarigione, anche quando queste non sono n&eacute; possibili n&eacute; immediate.</p>
<p><span>Fonte</span>:&nbsp;<a href="https://www.daiichi-sankyo.it/media/notizie-in-europa/news-details/news/medicina-di-genere-e-gestione-dellaggressivita-punti-fondamentali-per-la-sicurezza-e-la-salute-del/?tx_news_pi1%5Bcontroller%5D=News&amp;tx_news_pi1%5Baction%5D=detail&amp;cHash=f81a2f488c500fe73be7e3dbb12ec06e" target="_blank">Daiichi Sankyo</a></p><p>URL del Link: <a href="http://bit.ly/2K6Ly5V">http://bit.ly/2K6Ly5V</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/78844/policlinico-gemelli-spegniildolore-nasce-il-sito-wwwspegniildoloreit</guid>
	<pubDate>Fri, 16 Nov 2018 18:11:02 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/78844/policlinico-gemelli-spegniildolore-nasce-il-sito-wwwspegniildoloreit</link>
	<title><![CDATA[Policlinico Gemelli #spegniildolore nasce il sito www.spegniildolore.it]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>&Egrave; partita la campagna informativa sul trattamento del dolore cronico e sugli approcci terapeutici a disposizione dei pazienti con il nuovo sito&nbsp;<span>spegniildolore.it</span></span></p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2018/11/campagna-educativa-spegniildolore.png?w=1000" alt="" style="border: 0px; "></p>
<p><em>Roma, 12 novembre 2018</em>&nbsp;&ndash; &Egrave; gi&agrave; operativa la nuova campagna informativa dedicata a chi soffre di dolore cronico. Si definisce cronico un dolore che persiste oltre i tempi ragionevoli di guarigione: in Italia affligge il 26% degli adulti (circa 13 milioni di persone), e la met&agrave; di questi soffre di dolore cronico &ldquo;severo&rdquo; (circa 6,5 milioni di persone). Spesso il dolore cronico &egrave; sottovalutato e sottotrattato.</p>
<p>Attraverso il nuovo sito&nbsp;<span><a href="http://www.spegniildolore.it/">http://www.spegniildolore.it</a></span>&nbsp;e presso il&nbsp;<span>totem interattivo</span>presente al 4&deg; piano del&nbsp;<span>Policlinico Gemelli</span>&nbsp;fino a fine gennaio, il paziente interessato potr&agrave; approfondire la propria situazione e conoscere le possibilit&agrave; di trattamento a Lui pi&ugrave; indicate attraverso un percorso interattivo semplice, intuitivo e completo, che simula un colloquio con il medico. &ldquo;<em>Il nuovo totem rappresenta un&rsquo;occasione in pi&ugrave; di confronto e di indirizzo per i pazienti che soffrono di dolore cronico, un ambito nel quale siamo impegnati al fianco dei pazienti con soluzioni tecnologicamente innovative e personalizzate. Siamo convinti che campagne informative come questa possano aiutarci a migliorare la qualit&agrave; di vita delle persone</em>&rdquo; commenta il dott. Tufo, neurochirurgo del Policlinico Gemelli.</p>
<p>Spesso associato a malattie degenerative, neurologiche, od oncologiche, il dolore cronico viene tipicamente trattato con terapia farmacologica, che prevede l&rsquo;utilizzo di analgesici, ma pu&ograve; includere anche la somministrazione di altri farmaci come anti-infiammatori e anticonvulsivanti. &ldquo;<em>La terapia farmacologica, tuttavia, potrebbe essere non ben tollerata e in taluni casi comportare effetti collaterali rilevanti che ne impediscono la prosecuzione, compromettendo risultati efficaci nel lungo periodo</em>&rdquo; osserva la dottoressa Cioni, responsabile dell&rsquo;unit&agrave; operativa di Neurochirurgia Funzionale del Policlinico Gemelli. &ldquo;<em>Quando i trattamenti di prima linea risultano insufficienti o inefficaci, si pu&ograve; fare ricorso a trattamenti interventistici tra i quali la&nbsp;<span>neuromodulazione midollare</span>&nbsp;(SCS) o, in caso di dolori cronici cranio-facciali, come la nevralgia del trigemino,&nbsp;<span>trattamenti chirurgici innovativi</span>&nbsp;e&nbsp;<span>mininvasivi</span>&nbsp;di cui il Policlinico Gemelli di Roma &egrave; centro di eccellenza</em>&ldquo;.</p>
<p>La neuromodulazione midollare si basa sull&rsquo;invio al midollo spinale di leggeri impulsi elettrici che interrompono i segnali del dolore trasmessi al cervello. Tali impulsi vengono erogati da un elettrodo posizionato a ridosso della colonna vertebrale nello spazio epidurale, collegato a un piccolo dispositivo (neuropacemaker) impiantato sottocute.<br>&mdash;</p>
<p><span>Nota</span>: L&rsquo;iniziativa &ldquo;Spegni il dolore&rdquo; &egrave; patrocinata dal Policlinico Gemelli e realizzata grazie al supporto non condizionato di Medtronic.</p>
<p><span>Fonte</span>:&nbsp;<a href="https://www.spegniildolore.it/" target="_blank">Spegni il Dolore</a></p>
<p><span>Contact</span>:<br>Media For Health<br>Phone: +39 02 87 25 91 12<br>Email: info@m4h.it</p><p>URL del Link: <a href="http://bit.ly/2RVIs7A">http://bit.ly/2RVIs7A</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
</item>
<item>
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	<pubDate>Tue, 06 Nov 2018 17:07:19 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/78691/lma-recidivante-refrattaria-quizartinib-ema-concede-valutazione-accelerata</link>
	<title><![CDATA[LMA recidivante refrattaria: Quizartinib EMA concede valutazione accelerata]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>L&rsquo;EMA concede la valutazione accelerata per la commercializzazione di quizartinib per il trattamento della LMA recidivante/refrattaria con mutazioni di FLT3-ITD</span></p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2018/11/quizartinib-ema-concede-valutazione-accelerata.jpg?w=1000" alt="" style="border: 0px; "></p>
<p><em>Roma, 5 novembre 2018</em>&nbsp;&ndash; L&rsquo;Agenzia europea dei medicinali (EMA) ha validato la domanda di autorizzazione all&rsquo;immissione in commercio del quizartinib, il nuovo agente sperimentato in monoterapia per il trattamento degli adulti con leucemia mieloide acuta (LMA) FLT3-ITD positiva, una forma estremamente aggressiva di LMA che si associa ad una prognosi sfavorevole e per cui attualmente non esistono terapie specifiche, e concesso la sua valutazione accelerata. Ad annunciarlo oggi &egrave; l&rsquo;azienda farmaceutica Daiichi Sankyo.</p>
<p>La validazione della domanda di autorizzazione d&agrave; inizio al processo di valutazione scientifica da parte del Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell&rsquo;EMA. La valutazione accelerata, che pu&ograve; ridurre significativamente i tempi di valutazione, viene concessa a quei prodotti farmaceutici che secondo l&rsquo;Agenzia possono essere di maggiore impatto per la salute pubblica e per l&rsquo;innovazione terapeutica.</p>
<p><em>&ldquo;La valutazione accelerata per l&rsquo;autorizzazione alla commercializzazione di quizartinib sottolinea una fondamentale esigenza non ancora soddisfatta per i pazienti con questa forma molto aggressiva di leucemia mieloide acuta, per cui non esistono ancora opzioni di trattamento mirato approvate in Europa&rdquo;</em>&nbsp;ha dichiarato&nbsp;<span>Arnaud Lesegretain</span>, vice presidente del dipartimento di Ricerca e Sviluppo in oncologia e direttore del Franchise sull&rsquo;LMA di Daiichi Sankyo.&nbsp;<em>&ldquo;Il raggiungimento di entrambi questi traguardi &egrave; un significativo passo in avanti e saremo lieti di lavorare con l&rsquo;EMA per offrire questa importante potenziale nuova opzione di trattamento mirato anche in UE&rdquo;.</em></p>
<p>La domanda di autorizzazione all&rsquo;immissione in commercio nell&rsquo;UE si basa sui risultati dello studio registrativo di fase III QuANTUM-R sul quizartinib, il primo studio randomizzato di fase III ad aver dimostrato che un inibitore FLT3, sotto forma di singolo agente orale, &egrave; in grado di prolungare la sopravvivenza globale rispetto alla chemioterapia in pazienti con LMA recidivante/refrattaria con mutazioni di FLT3-ITD. I risultati principali di questo studio sono stati presentati durante la sessione plenaria del 23&deg; Congresso dell&rsquo;Associazione europea di ematologia (EHA) tenutosi lo scorso giugno a Stoccolma.</p>
<p>Quizartinib &egrave; attualmente sotto valutazione regolatoria da parte del Ministero della salute, del lavoro e della previdenza (MHLW) giapponese, per il trattamento dei pazienti adulti con LMA recidivante/refrattaria FLT3-ITD positiva. La presentazione della domanda di autorizzazione negli Stati Uniti &egrave; programmata per la seconda met&agrave; dell&rsquo;anno fiscale 2018.</p>
<p><span>La leucemia mieloide acuta con mutazioni FLT3-ITD</span><br>La LMA &egrave; una neoplasia maligna aggressiva del sangue e del midollo osseo, che causa la crescita e l&rsquo;accumulo incontrollato di globuli bianchi maligni che non funzionano regolarmente e interferiscono con la produzione delle cellule normali del sangue.1<br>Le mutazioni del gene FLT3 costituiscono una delle pi&ugrave; comuni anomalie genetiche della Leucemia Mieloide Acuta.2 La mutazione FLT3-ITD &egrave; la pi&ugrave; comune dell&rsquo;FLT3 e colpisce all&rsquo;incirca 1 paziente su 4 con LMA.3,4,5,6<br>FLT3-ITD &egrave; una mutazione pilota della leucemia mieloide acuta che si manifesta con elevato carico leucemico, una prognosi sfavorevole e un significativo impatto sulla gestione della malattia per i pazienti con LMA.4,7<br>I pazienti affetti da LMA con mutazioni FLT3-ITD hanno, infatti, una prognosi complessiva peggiore, che comprende un aumento dell&rsquo;incidenza di recidiva ed un rischio di morte maggiore a seguito della recidiva stessa, nonch&eacute; una maggiore probabilit&agrave; di recidiva dopo trapianto di cellule staminali ematopoietiche rispetto ai pazienti che non presentano questa mutazione.8,9</p>
<p><span>Informazioni su quizartinib</span><br>Il Quizartinib &egrave; il prodotto di punta del franchise sperimentale sulla Leucemia Mieloide Acuta di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise. E&rsquo; un inibitore selettivo orale dell&rsquo;FLT3, attualmente in fase III di sperimentazione sia per la LMA recidivante/refrattaria con mutazioni FLT3-ITD (studio&nbsp;<span>QuANTUM-R</span>) in USA e UE, sia per la LMA di nuova diagnosi con mutazioni FLT3-ITD (studio&nbsp;<span>QuANTUM-First</span>) in USA, UE e Giappone, ed &egrave; in fase II di sviluppo in Giappone per la LMA recidivante/refrattaria con mutazioni FLT3-ITD.</p>
<p>Il quizartinib ha ottenuto, dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense, la designazione di &ldquo;BreakThrough Therapy&rdquo; (Terapia fortemente innovativa) per il trattamento dei pazienti adulti affetti da LMA recidivante/refrattaria con mutazioni FLT3-ITD, e la designazione &ldquo;Fast Track&rdquo; (procedura accelerata) per il trattamento della LMA recidivante/refrattaria.<br>Quizartinib ha inoltre ricevuto la denominazione di farmaco orfano dalla stessa FDA e dalla Commissione Europea (CE) per il trattamento della LMA, e dal Ministero della Salute, del Lavoro e della Previdenza giapponese per il trattamento della LMA con mutazione FLT3. Il quizartinib &egrave; un agente in fase di sperimentazione non approvato per alcuna indicazione in alcun Paese. La sicurezza e l&rsquo;efficacia non sono state ancora determinate.</p>
<p>Nello studio QuANTUM-R, la durata mediana del trattamento con quizartinib &egrave; stata di 4 cicli di 28 giorni, contro 1 ciclo nel braccio della chemioterapia di salvataggio. L&rsquo;incidenza degli eventi avversi emergenti dal trattamento &egrave; risultata paragonabile nei pazienti che ricevevano quizartinib come singolo agente e in quelli che ricevevano la chemioterapia di salvataggio. Le reazioni avverse pi&ugrave; comuni (&gt; 30%, di qualsiasi grado) nei pazienti trattati con quizartinib comprendevano infezioni, sanguinamenti, nausea, astenia, iperpiressia, neutropenia febbrile, vomito, mentre le reazioni avverse pi&ugrave; comuni di grado &ge; 3 (&gt; 20%) sono state infezioni e neutropenia febbrile. Le reazioni avverse pi&ugrave; comuni registrate tramite analisi di laboratorio (incidenza &gt;50%) sono state la riduzione nella conta dei globuli bianchi, linfociti, neutrofili e piastrine e bassi livelli di emoglobina. Il profilo di sicurezza osservato nello studio QuANTUM-R appare coerente con quello osservato a dosi simili nel programma di sviluppo clinico di quizartinib.</p>
<p><span>Daiichi Sankyo Cancer Enterprise</span><br>La vision di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise consiste nell&rsquo;applicazione di conoscenze e capacit&agrave; innovative guidate da un pensiero non convenzionale per sviluppare trattamenti significativi per i pazienti affetti da cancro. L&rsquo;azienda &egrave; impegnata a trasformare la scienza in valore per il paziente, e questo impegno &egrave; presente in tutte le sue attivit&agrave;.<br>L&rsquo;obiettivo &egrave; quello di mettere a disposizione dei pazienti sette nuove molecole nei prossimi otto anni, dal 2018 al 2025, avvalendosi dei risultati dei suoi tre pilastri: il Franchise di Farmaci Anticorpo-Coniugati, quello dedicato alla Leucemia Mieloide Acuta e quello di ricerca focalizzato sullo sviluppo delle nuove molecole (Fase I).<br>I Centri di ricerca della Daiichi Sankyo Cancer Enterprise includono due laboratori di bio/immuno-oncologia e &ldquo;small molecules&rdquo; in Giappone e Plexxikon Inc. a Berkeley (California), e il centro di R&amp;S sulla struttura delle &ldquo;small molecules&rdquo;. Tra i composti che si trovano nella fase cruciale di sviluppo figurano: DS-8201, un farmaco anticorpo-coniugato (ADC) per i carcinomi HER2-positivi della mammella, dello stomaco ed altri, il quizartinib, un inibitore orale selettivo di FLT3 per la leucemia mieloide acuta (AML) con mutazioni di FLT3-ITD di nuova diagnosi e recidivante/refrattaria, e il pexidartinib, un inibitore orale di CSF-1R per il tumore tenosinoviale a cellule giganti (TGCT). Per maggiori informazioni, consultare&nbsp;<span><a href="http://www.dscancerenterprise.com/">http://www.DSCancerEnterprise.com</a></span>.</p>
<p><span>Fonte</span>:&nbsp;<a href="https://www.daiichi-sankyo.it/media/notizie-in-europa/news-details/news/leucemia-mieloide-acuta-recidivanterefrattaria-con-mutazioni-di-flt3-itd-lema-concede-la-valutazi/?tx_news_pi1%5Bcontroller%5D=News&amp;tx_news_pi1%5Baction%5D=detail&amp;cHash=cc7c08847302c31afad69218a63cdee1" target="_blank">Daiichi Sankyo</a></p>
<p>&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&ndash;</p>
<p><span>Contatti</span></p>
<p>Daiichi Sankyo<br>Elisa Porchetti<br>Tel.+39 0685255-202<br>elisa.porchetti@<span>daiichi-sankyo.it</span></p>
<p>Valeria Carbone Basile<br>Tel: +39 339 1704748<br>valeria.carbonebasile@<span>gmail.com</span></p><p>URL del Link: <a href="http://bit.ly/2JDminD">http://bit.ly/2JDminD</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/77713/congresso-esmo-2018-daiichi-sankyo-presenta-mycancertherapyeu</guid>
	<pubDate>Fri, 19 Oct 2018 20:08:03 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/77713/congresso-esmo-2018-daiichi-sankyo-presenta-mycancertherapyeu</link>
	<title><![CDATA[Congresso ESMO 2018: Daiichi Sankyo presenta Mycancertherapy.eu]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span><span>Mycancertherapy.eu</span>&nbsp;il nuovo portale video di Daiichi Sankyo che risponde ai dubbi dei pazienti oncologici con un linguaggio di facile comprensione</span></p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2018/10/mycancertherapy-eu-il-nuovo-portale-video-di-daiichi-sankyo.png?w=1000" alt="" style="border: 0px; "></p>
<p><em>Presentato all&rsquo;ESMO 2018&nbsp;<span>mycancertherapy.eu</span>&nbsp;di Daiichi Sankyo, il nuovo portale video che risponde alle domande pi&ugrave; frequenti dei pazienti oncologici, semplificando il gergo medico e utilizzando un linguaggio di facile comprensione. Il sito &egrave; gi&agrave; disponibile in 16 lingue parlate nell&rsquo;UE, compreso l&rsquo;italiano, e presto avr&agrave; anche l&rsquo;URL dedicato&nbsp;<span>lamiaterapiadelcancro.it</span>.</em></p>
<p><span>Monaco, 19 ottobre 2018</span>&nbsp;&ndash; Presentato al Congresso dell&rsquo;European Society of Medical Oncology (ESMO) 2018,&nbsp;<span>mycancertherapy.eu</span>, il nuovo portale video in 16 lingue, creato da Daiichi Sankyo per rispondere alle domande pi&ugrave; frequenti dei pazienti oncologici, semplificando il gergo medico.<br>Lo strumento di informazione online, che comprende video interventi di qualificati oncologi, nasce come risorsa per aiutare i pazienti a superare le barriere che si frappongono alla comprensione del loro percorso di terapia del cancro, ostacoli spesso dovuti al gergo medico, alla lingua straniera e al sentimento di sopraffazione che li coglie dopo la diagnosi. Attraverso brevi video gli esperti offrono le risposte alle domande pi&ugrave; frequenti dei pazienti sui principali aspetti del trattamento del cancro, compresi i tipi di trattamento disponibili, gli effetti collaterali, e l&rsquo;impatto sulla vita quotidiana, e lo fanno nella lingua madre dei pazienti stessi. Il sito Web &egrave; completato da un elenco di F.A.Q. su cosa aspettarsi, come prepararsi e cosa fare quando viene diagnosticato un cancro, e contiene un glossario che fornisce definizioni chiare per vari termini legati all&rsquo;oncologia. Il risultato &egrave; una piattaforma unica in Europa, ricca di informazioni veicolate sia nelle principali lingue europee (inglese, tedesco, olandese, francese, spagnolo e italiano) che nelle lingue minoritarie pi&ugrave; frequentemente parlate in questi Paesi (turco, polacco, rumeno, serbo-croato, russo, cinese, Hindi, urdu, arabo e berbero). Oggi &egrave; possibile consultare il portale&nbsp;<span>mycancertherapy.com</span>&nbsp;in traduzione italiana selezionando l&rsquo;opzione lingua, e presto avr&agrave; in Italia l&rsquo;URL dedicato&nbsp;<span>lamiaterapiadelcancro.it</span>.</p>
<p><span>Il cancro spiegato con un linguaggio facile e comprensibile</span><br><em>&ldquo;Abbiamo prestato particolare attenzione affinch&eacute; tutte le informazioni video e testuali fossero veicolate con un linguaggio facile da comprendere, proprio perch&eacute; molti pazienti hanno difficolt&agrave; a capire e ricordare i dettagli della chemioterapia ascoltati durante il loro primo consulto&nbsp;</em>&ndash; spiega il dott.&nbsp;<span>Ajoeb Baridi</span>, Consulente Medico di Daiichi Sankyo UK e responsabile dell&rsquo;intero progetto &ndash;<em>&nbsp;Ci&ograve; pu&ograve; essere dovuto alla mancanza di competenza linguistica rispetto al gergo medico o allo shock iniziale per la diagnosi.&rdquo;</em>&nbsp;Gli argomenti trattati includono anche risposte a domande relative agli effetti collaterali del trattamento o a come affrontare la malattia nei diversi aspetti della vita quotidiana.</p>
<p><span>Il sito Web verr&agrave; lanciato in otto Paesi</span><br>Il sito Web, gi&agrave; disponibile nelle diverse lingue selezionando l&rsquo;opzione desiderata in homepage, verr&agrave; presto lanciato anche con URL dedicati, negli otto Paesi i cui pazienti hanno accesso a tutte e 16 le lingue, una scelta che evidenza l&rsquo;impegno di Daiichi Sankyo nell&rsquo;oncologia, e l&rsquo;ambizione dell&rsquo;azienda a spingersi oltre un approccio meramente tecnico-scientifico, offrendo servizi che possano rappresentare davvero la differenza per la vita dei pazienti.</p>
<p>Italia:&nbsp;<a href="http://www.lamiaterapiadelcancro.it/">http://www.lamiaterapiadelcancro.it</a><br>Europa:&nbsp;<a href="http://www.mycancertherapy.eu/">http://www.mycancertherapy.eu</a><br>Regno Unito:&nbsp;<a href="http://www.mycancertherapy.co.uk/">http://www.mycancertherapy.co.uk</a><br>Paesi Bassi:&nbsp;<a href="http://www.mijnkankertherapie.nl/">http://www.mijnkankertherapie.nl</a><br>Germania:&nbsp;<a href="http://www.meinekrebstherapie.de/">http://www.meinekrebstherapie.de</a><br>Austria:&nbsp;<a href="http://www.meinekrebstherapie.at/">http://www.meinekrebstherapie.at</a><br>Svizzera:&nbsp;<a href="http://www.meinekrebstherapie.ch/">http://www.meinekrebstherapie.ch</a><br>Spagna:&nbsp;<a href="http://www.miterapiacontraelcancer.es/">http://www.miterapiacontraelcancer.es</a><br>Francia:&nbsp;<a href="http://www.matherapiecontrelecancer.com/">http://www.matherapiecontrelecancer.com</a></p>
<p><span>Daiichi Sankyo e l&rsquo;impegno nell&rsquo;oncologia</span><br>La vision di Daiichi Sankyo consiste nell&rsquo;applicazione di conoscenze e capacit&agrave; innovative guidate da un pensiero non convenzionale per sviluppare trattamenti significativi per i pazienti affetti da cancro. L&rsquo;azienda &egrave; impegnata a trasformare la scienza in valore per il paziente, e questo impegno &egrave; presente in tutte le sue attivit&agrave;.<br>L&rsquo; obiettivo &egrave; quello di mettere a disposizione dei pazienti sette nuove molecole nei prossimi otto anni, dal 2018 al 2025, avvalendosi dei risultati dei suoi tre pilastri: il Franchise di Farmaci Anticorpo-Coniugati, quello dedicato alla Leucemia Mieloide Acuta e quello di ricerca focalizzato sullo sviluppo delle nuove molecole (Fase I).<br>I Centri di ricerca della Daiichi Sankyo Cancer Enterprise includono due laboratori di bio/immuno-oncologia e &ldquo;small molecules&rdquo; in Giappone e Plexxikon Inc. a Berkeley (California), e il centro di R&amp;S sulla struttura delle &ldquo;small molecules&rdquo;. Tra i composti che si trovano nella fase cruciale di sviluppo figurano: DS-8201, un farmaco anticorpo-coniugato (ADC) per i carcinomi HER2-positivi della mammella, dello stomaco ed altri, il quizartinib, un inibitore orale selettivo di FLT3 per la leucemia mieloide acuta (AML) con mutazioni di FLT3-ITD di nuova diagnosi e recidivante/refrattaria, e il pexidartinib, un inibitore orale di CSF-1R per il tumore tenosinoviale a cellule giganti (TGCT). Per maggiori informazioni, consultare&nbsp;<span><a href="http://www.dscancerenterprise.com/">http://www.DSCancerEnterprise.com</a></span></p>
<p><span>Fonte</span>:&nbsp;<a href="https://www.daiichi-sankyo.it/media/notizie-in-europa/news-details/news/mycancertherapyeu-daiichi-sankyo-presenta-il-nuovo-sito-web-che-risponde-ai-dubbi-dei-pazienti-onc/?tx_news_pi1%5Bcontroller%5D=News&amp;tx_news_pi1%5Baction%5D=detail&amp;cHash=c31f7d50332526fe5977a93851ac11a7" target="_blank">Daiichi Sankyo</a></p>
<p>&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&ndash;</p>
<p><span>Contatti</span></p>
<p>Daiichi Sankyo<br>Elisa Porchetti<br>Tel.+39 0685255-202<br>elisa.porchetti@<span>daiichi-sankyo.it</span></p>
<p>Valeria Carbone Basile<br>Tel: +39 339 1704748<br>valeria.carbonebasile@<span>gmail.com</span></p>
<p><span>Daiichi Sankyo</span><br>Daiichi Sankyo &egrave; un Gruppo farmaceutico attivamente impegnato nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione di farmaci innovativi con la mission di colmare i diversi bisogni di cura ancora non soddisfatti dei pazienti, sia nei mercati industrializzati che in quelli emergenti. Con pi&ugrave; di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in pi&ugrave; di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 16,000 dipendenti in tutto il mondo, contano su una ricca eredit&agrave; di innovazione e una robusta linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo robusto portafoglio di farmaci per il trattamento dell&rsquo;ipertensione e dei disordini trombotici, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una &ldquo;Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica&ldquo;, le attivit&agrave; di ricerca e sviluppo di Daiichi Sankyo sono focalizzate alla creazione di nuove terapie per l&rsquo;oncologia e l&rsquo;immuno-oncologia, con un ulteriore focus su nuove frontiere quali la gestione del dolore, le malattie neurodegenerative e cardiometaboliche, e altre patologie rare.</p>
<p>Per maggiori informazioni visita il sito&nbsp;<a href="http://www.daiichi-sankyo.it/" target="_blank">http://www.daiichi-sankyo.it</a></p><p>URL del Link: <a href="http://bit.ly/2OCHsIf">http://bit.ly/2OCHsIf</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/77064/aprilia-screening-gratuiti-per-la-giornata-mondiale-del-cuore</guid>
	<pubDate>Fri, 05 Oct 2018 09:15:19 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/77064/aprilia-screening-gratuiti-per-la-giornata-mondiale-del-cuore</link>
	<title><![CDATA[Aprilia screening gratuiti per la Giornata Mondiale del Cuore]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Ad Aprilia il 6 ottobre si effettuano screening gratuiti della Fibrillazione Atriale e rischio ictus presso la Casa di Cura Citt&agrave; di Aprilia</span></p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2018/10/aprilia-3-ottobre-2018-giornata-mondiale-del-cuore.png?w=1000" alt="" style="border: 0px; "></p>
<p><em>Aprilia, 3 ottobre 2018 &ndash;</em>&nbsp;Anche Aprilia quest&rsquo;anno celebra la Giornata Mondiale del Cuore con l&rsquo;evento &ldquo;Ictus cardio-embolico: conoscerlo per prevenirlo&rdquo;, l&rsquo;iniziativa di sensibilizzazione che si svolger&agrave; il&nbsp;<span>6 ottobre dalle ore 9.00 presso la Casa di Cura Citt&agrave; di Aprilia</span>, e che consentir&agrave; a tutti i cittadini dai 40 anni in su di effettuare una visita cardiologica gratuita e ricevere maggiori informazioni su fattori di rischio, sintomi, conseguenze e prevenzione di ictus e fibrillazione atriale. L&rsquo;evento &egrave; organizzato dall&rsquo;Associazione Farmacisti Online con il contributo di Daiichi Sankyo Italia.</p>
<p><span>Fibrillazione Atriale e Ictus</span><br>La fibrillazione atriale (FA) &egrave; la forma pi&ugrave; diffusa di alterazione del ritmo cardiaco, &egrave; spesso asintomatica ma aumenta in maniera significativa il rischio di ictus cerebrale. Si stima che dei 200 mila casi di ictus diagnosticati in media ogni anno in Italia circa 36 mila siano imputabili alla Fibrillazione Atriale, e che nel corso della vita circa 1 persona su 3 affetta da FA vada incontro ad un ictus cerebrale, un evento grave che si pu&ograve; evitare scoprendo in tempo la presenza di questa aritmia, adeguandosi ad uno stile di vita sano e iniziando il trattamento con una terapia anticoagulante appropriata. Esistono forti evidenze scientifiche sul ruolo degli anticoagulanti orali nel ridurre di oltre il 70% il rischio di ictus nei soggetti colpiti da questa aritmia cardiaca eppure, secondo i pi&ugrave; recenti studi del Centro Controllo Malattie del Ministero della Salute, pi&ugrave; di 157.000 pazienti non seguono diligentemente le indicazioni del proprio medico e non aderiscono alla terapia in modo ottimale, con conseguenze gravi e invalidanti per la loro vita. E&rsquo; provato, infatti, che gli ictus che si verificano dopo un&rsquo;interruzione della terapia antitrombotica sono associati a maggiori mortalit&agrave; e morbilit&agrave; rispetto agli ictus che si verificano mentre un paziente &egrave; in trattamento antitrombotico.</p>
<p><em>&ldquo;Abbiamo deciso di promuovere questa iniziativa perch&eacute; nella nostra esperienza ci siamo resi conto che non c&rsquo;&egrave; ancora un&rsquo;adeguata percezione da parte degli utenti dei pericoli di queste patologie cardiache, e che spesso pure i pazienti gi&agrave; diagnosticati non comprendono appieno l&rsquo;importanza di essere costanti e attenti nel seguire le terapie prescritte. Con questo evento desideriamo offrire ai cittadini di Aprilia non solo la possibilit&agrave; di effettuare un controllo cardiologico gratuito con degli specialisti ma anche di informarsi direttamente su ci&ograve; che possono fare per prevenirle o gestirle&rdquo;,&nbsp;</em>ha spiegato Rocco Forte Presidente dell&rsquo;Associazione Farmacisti Online</p>
<p><span>Programma della giornata</span></p>
<p><span>Ore 9.00-11.00</span>&nbsp;Controllo cardiologico gratuito con visita ed elettrocardiogramma<br><span>Ore 11.30-12.30</span>&nbsp;Incontro informativo-educazionale sulla prevenzione delle patologie cardio-emboliche a cura del Team cardiologico diretto dal Dott Marco Giovagnoni<br>Presentazione della patologia e dei suoi fattori predisponenti, I medici rispondono alle domande dei cittadini<br><span>Ore 12.30-14.00</span>&nbsp;Consegna referti</p>
<p><span>Fonte</span>:&nbsp;<a href="https://www.daiichi-sankyo.it/media/notizie-in-europa/news-details/news/giornata-mondiale-del-cuore-ad-aprilia-giornata-di-screening-gratuiti-della-fibrillazione-atriale/?tx_news_pi1%5Bcontroller%5D=News&amp;tx_news_pi1%5Baction%5D=detail&amp;cHash=daaa03fdc6bc05a6d163ceb6a8f4d30a" target="_blank">Daiichi Sankyo</a></p><p>URL del Link: <a href="http://bit.ly/2RsPpOa">http://bit.ly/2RsPpOa</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
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	<pubDate>Sat, 29 Sep 2018 16:56:02 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Carcinoma polmonare non a piccole cellule, nuovi dati su [fam-] trastuzumab deruxtecan]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Presentati i dati aggiornati su[fam-] trastuzumab deruxtecan in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule con espressione o mutazione HER2</span></p>
<p><em>Il nuovo farmaco anticorpo-coniugato di Daiichi Sankyo in fase I di sperimentazione in pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) con mutazione HER2 o espressione di HER2 pesantemente pretrattato, ha dimostrato una risposta globale fino al 72,7% e controllo della malattia fino al 100%</em></p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2018/09/daiichi-sankyo-nuovi-dati-sul-farmaco-anticorpo-coniugato-fam-trastuzumab-deruxtecan.jpg?w=1000" alt="" style="border: 0px; "></p>
<p><span>Roma 26 settembre 2018</span>&nbsp;&ndash; Alla 19a conferenza mondiale IASLC sul carcinoma polmonare in corso a Toronto, sono stati presentati da Daiichi Sankyo i dati aggiornati di faseI su sicurezza ed efficacia per [fam-] trastuzumab deruxtecan (DS-8201), un farmaco anticorpo-coniugato (ADC) sperimentale anti-HER2, somministrato ad un sottogruppo di pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) con mutazione HER2 o espressione di HER2 pesantemente pretrattato. Il nuovo farmaco ha dimostrato una risposta globale del 72,7% in 11 pazienti con mutazione HER2 gi&agrave; pretrattati e del 58,8% in 17 pazienti con mutazione HER2 o espressione di HER2, nonch&eacute; un controllo della malattia rispettivamente del 100% e dell&rsquo;88,2%.</p>
<p>La sovraespressione di HER2 negli NSCLC, &egrave; associata a una prognosi sfavorevole e a una ridotta sopravvivenzaglobale.4,6 Le mutazioni HER2 sono state pi&ugrave; recentemente identificate come target molecolari distinti per NSCLC, ma, attualmente, nessuna terapia &egrave; approvata specificamente per il carcinoma polmonare non a piccole cellule con mutazione HER2 o sovraespressione di HER2.<br>L&rsquo;introduzione negli ultimi anni di terapie mirate e di inibitori del checkpoint immunologico ha migliorato il panorama di trattamento per i pazienti con NSCLC metastatico, che in passato avevano limitate opzioni oltre alla chemioterapia sistemica.4,5 Tuttavia, per quelli non eleggibili ai trattamenti disponibili, o il cui cancro continua a progredire, sono necessari nuovi approcci che aiutino a gestire la malattia.6</p>
<p><span>I risultati incoraggianti dell&rsquo;ADC di Daiichi Sankyo</span><br>In un&rsquo;analisi aggiornata di un sottogruppo di 11 pazienti affetti da NSCLC con mutazione HER2 riceventi una espansione di dose raccomandata di 6,4 mg/kg, [fam-] trastuzumab deruxtecan ha dimostrato una risposta globale confermata del 72,7% (8 pazienti su 11) e un controllo della malattia del 100% (11 pazienti su 11) (taso di risposta e di controllo per me vanno bene; si parla infatti di percentuali). La stima preliminare della durata mediana della risposta ha raggiunto gli 11,5 mesi (IC 95%: 0,03+, 11,5) e la sopravvivenza mediana libera da progressione ha raggiunto i 14,1 mesi (IC 95%: 4,0+, 14,1) per questo sottogruppo di pazienti.</p>
<p><em>&ldquo;Questi risultati preliminari osservati con [fam-]trastuzumab deruxtecan sono incoraggianti, specialmente considerata l&rsquo;attuale esigenza medica insoddisfatta per i pazienti affetti da NSCLC metastatico con alterazioni HER2 e con progressione durante diverse terapie precedenti.&rdquo;-</em>&nbsp;ha commentato uno degli sperimentatori dello studio,&nbsp;<span>Junji Tsurutani</span>, dell&rsquo;Advanced Cancer Translational Research Institute, dell&rsquo;Universit&agrave; di Showa di Tokyo &ndash;&nbsp;<em>Questi risultati dimostrano anche che la valutazione continua dei trattamenti anti-HER2 &egrave; giustificata nei pazienti con NSCLC.&rdquo;</em></p>
<p>In un&rsquo;analisi aggiornata del sottogruppo di 17 pazienti affetti da NSCLC con mutazione HER2 o espressione di HER2 (definita come IHC &ge;1+ o amplificata) pesantemente pretrattati, [fam-] trastuzumab deruxtecan ha dimostrato una risposta globale confermata del 58,8% (10 pazienti su 17) e un controllo della malattia dell&rsquo;88,2% (15 pazienti su 17). La stima preliminare della durata mediana della risposta ha raggiunto i 9,9 mesi (IC 95%: 0,0+, 11,5) e la sopravvivenza mediana libera da progressione ha raggiunto i 14,1 mesi (IC 95%: 0,9, 14,1).</p>
<p><em>&ldquo;&Egrave; attualmente in corso l&rsquo;arruolamento dei pazienti nel nostro studio di fase 2 su [fam-] trastuzumab deruxtecan in pazienti affetti da NSCLC avanzato con mutazione HER2 o sovraespressione di HER2.&rdquo;</em>&nbsp;ha annunciatp&nbsp;<span>Gilles Gallant</span>, Leader del Global Team DS-8201, del dipartimento di Ricerca e Sviluppo in Oncologia di Daiichi Sankyo<em>. &ldquo;Visto che non ci sono terapie specifiche approvate per il trattamento dei pazienti affetti da NSCLC con alterazioni HER2, &egrave; necessario uno studio continuo di [fam-] trastuzumab deruxtecan per comprendere meglio il potenziale ruolo di un farmaco anticorpo-coniugato anti-HER2 nel trattamento di questi pazienti.&rdquo;</em></p>
<p>Per questo stesso sottogruppo di pazienti affetti da NSCLC con mutazione HER2 o espressione di HER2 riceventi [fam]-trastuzumab deruxtecan, sono stati riportati anche gli aggiornamenti sui dati preliminari di sicurezza. Gli eventi avversi pi&ugrave; comuni (&gt;30%, qualsiasi grado) comprendevano nausea (50,0%), riduzione dell&rsquo;appetito (50,0%), alopecia (50,0%), affaticamento (44,4%) e vomito (38,9%). Gli eventi avversi di grado 3 comparsi in pi&ugrave; del 10% dei pazienti comprendevano la riduzione del numero dei neutrofili (11,1%). Come gi&agrave; riportato in precedenza, in questa coorte si &egrave; osservato 1 evento di grado 5 di polmonite, giudicata non correlata a [fam-] trastuzumab deruxtecan da un comitato di valutazione indipendente. Qualsiasi caso riportato di malattia polmonare interstiziale (ILD) o polmonite interstiziale nel programma di sviluppo clinico di [fam-] trastuzumab deruxtecan &egrave; valutato da un comitato di valutazione indipendente.</p>
<p><span>Studio di fase 1 su [Fam-] Trastuzumab Deruxtecan</span><br>Complessivamente 292 pazienti sono stati arruolati in questo studio di fase I in due parti, in aperto, che sta attualmente valutando [fam-] trastuzumab deruxtecan in pazienti con tumori solidi in stadio avanzato/non operabili o metastatici, refrattari o intolleranti al trattamento standard o per i quali non esiste alcun trattamento standard. L&rsquo;obiettivo primario della fase di aumento della dose di questo studio era quello di valutarne la sicurezza e la tollerabilit&agrave; e determinare la dose massima tollerata. I dati di questa parte dello studio sono stati pubblicati su Lancet Oncology.9</p>
<p>Nella parte di espansione della dose dello studio di fase I, [fam-] trastuzumab deruxtecan viene somministrato in 1 o 2 dosi (5,4 mg/kg e 6,4 mg/kg) in pazienti con carcinoma mammario e gastrico HER2-positivo in stadio avanzato o metastatico, carcinoma mammario a bassa espressione di HER2 e altri tumori solidi con espressione di HER2, compresi gli NSCLC. Per ulteriori informazioni sullo studio, consultare&nbsp;<span>ClinicalTrials.gov</span>.</p>
<p><span>I bisogni insoddisfatti nel carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC)</span><br>Il carcinoma polmonare &egrave; il cancro pi&ugrave; comune al mondo e la principale causa di morte per cancro.1 Nel 2012 sono stati riportati circa 1,8 milioni di nuovi casi di carcinoma polmonare in tutto il mondo e approssimativamente 1,6 milioni di morti.1 Il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) &egrave; responsabile di circa l&rsquo;80-85% di tutti i casi, e la sopravvivenza a cinque anni dell&rsquo;NSCLC metastatico &egrave; solo dell&rsquo;1%.3<br>La sovraespressione di HER2 &egrave; stata riportata in percentuali che vanno dal 4 al 35% degli NSCLC, a seconda delle serie e dei metodi pubblicati, ed &egrave; associata a una prognosi sfavorevole e ridotta sopravvivenza globale.4,6 Le mutazioni HER2 sono state pi&ugrave; recentemente identificate come target molecolari distinti per NSCLC e sono state riportate in una percentuale fino al 5% degli NSCLC.7,8 Attualmente, nessuna terapia &egrave; approvata specificamente per il carcinoma polmonare non a piccole cellule con mutazione HER2 o sovraespressione di HER2.</p>
<p><span>[Fam-] Trastuzumab Deruxtecan</span><br>[Fam-] trastuzumab deruxtecan (DS-8201&egrave; il prodotto leader del franchise sperimentale sugli ADC di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise. Gli ADC sono medicinali antineoplastici mirati che forniscono una chemioterapia citotossica (&ldquo;carico farmacologico&rdquo;) alle cellule neoplastiche mediante un legante attaccato a un anticorpo monoclonale che si lega a uno specifico bersaglio espresso sulle cellule neoplastiche. Realizzato con l&rsquo;impiego della tecnica ADC di Daiichi Sankyo, [fam-] trastuzumab deruxtecan &egrave; composto da un anticorpo HER2 umanizzato attaccato al carico farmacologico di un nuovo inibitore della topoisomerasi I, mediante un legante a base tetrapeptidica. Esso &egrave; disegnato per portare in modo mirato la chemioterapia all&rsquo;interno delle cellule neoplastiche, e ridurre cos&igrave; l&rsquo;esposizione sistemica al carico farmacologico citotossico rispetto ai meccanismi della comune chemioterapia.</p>
<p>Un ampio e completo programma di sviluppo con [fam-] trastuzumab deruxtecan &egrave; attualmente in corso in Nord America, Europa e Asia. [Fam-] trastuzumab deruxtecan si trova nella fase di sviluppo clinico registrativo di fase II per il carcinoma mammario metastatico HER2-positivo resistente o refrattario alla ado-trastuzumab emtansina (<span>DESTINY-Breast01</span>); sviluppo registrativo di fase II per il carcinoma gastrico in stadio avanzato HER2-positivo resistente o refrattario al trastuzumab (<span>DESTINY-Gastric01</span>); sviluppo di fase II per il carcinoma colorettale in stadio avanzato con espressione di HER2; sviluppo di fase II per l&rsquo;NSCLC metastatico non squamoso, con sovraespressione di HER2 o mutazione HER2; e sviluppo di fase I in associazione con nivolumab per il carcinoma mammario e vescicale metastatico con espressione di HER2.</p>
<p>[Fam-] trastuzumab deruxtecan ha ottenuto dalla statunitense Food and Drug Administration (FDA) la designazione di Breakthrough Therapy per il trattamento dei pazienti con carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico HER2-positivo, trattati con trastuzumab e pertuzumab e con progressione della malattia dopo ado-trastuzumab emtansina (T-DM1), e la designazione di Fast Track per il trattamento del carcinoma mammario HER2-positivo non operabile e/o metastatico nei pazienti con progressione dopo precedente trattamento con terapie anti-HER2, compresa la T-DM1. Il farmaco ha inoltre ottenuto, dal Ministero della Salute, del Lavoro e della Previdenza giapponese, la designazione di SAKIGAKE per il trattamento del carcinoma gastrico o della giunzione gastro-esofagea HER2-positivo in stadio avanzato.<br>[Fam-] trastuzumab deruxtecan &egrave; una molecola in fase di sperimentazione non ancora approvata per alcuna indicazione in alcun Paese. La sicurezza e l&rsquo;efficacia non sono state ancora determinate.</p>
<p><span>Daiichi Sankyo Cancer Enterprise</span><br>La vision di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise consiste nell&rsquo;applicazione di conoscenze e capacit&agrave; innovative guidate da un pensiero non convenzionale per sviluppare trattamenti significativi per i pazienti affetti da cancro. L&rsquo;azienda &egrave; impegnata a trasformare la scienza in valore per il paziente, e questo impegno &egrave; presente in tutte le sue attivit&agrave;.<br>L&rsquo; obiettivo &egrave; quello di mettere a disposizione dei pazienti sette nuove molecole nei prossimi otto anni, dal 2018 al 2025, avvalendosi dei risultati dei SUOI tre pilastri: il Franchise di Farmaci Anticorpo-Coniugati, quello dedicato alla Leucemia Mieloide Acuta e quello di ricerca focalizzato sullo sviluppo delle nuove molecole (Fase I).<br>I Centri di ricerca della Daiichi Sankyo Cancer Enterprise includono due laboratori di bio/immuno-oncologia e &ldquo;small molecules&rdquo; in Giappone e Plexxikon Inc. a Berkeley (California), e il centro di R&amp;S sulla struttura delle &ldquo;small molecules&rdquo;. Tra i composti che si trovano nella fase cruciale di sviluppo figurano: DS-8201, un farmaco anticorpo-coniugato (ADC) per i carcinomi HER2-positivi della mammella, dello stomaco ed altri, il quizartinib, un inibitore orale selettivo di FLT3 per la leucemia mieloide acuta (AML) con mutazioni di FLT3-ITD di nuova diagnosi e recidivante/refrattaria, e il pexidartinib, un inibitore orale di CSF-1R per il tumore tenosinoviale a cellule giganti (TGCT). Per maggiori informazioni, consultare<span>&nbsp;<a href="http://www.dscancerenterprise.com/">http://www.DSCancerEnterprise.com</a></span></p>
<p><span>Riferimenti bibliografici:</span><br>Ferlay J, et al. GLOBOCAN 2012. International Agency for Research on Cancer. 2014.<br>American Cancer Society. About Non-Small Cell Lung Cancer. Types of Non-Small Cell Lung Cancer. 2018.<br>American Cancer Society. Non-Small Cell Lung Cancer Survival Rates, by Stage. 2018.<br>Ricciardi, et al. Journal of Thoracic Oncology. 2014;9(12):1750-62.<br>The National Comprehensive Care Network (NCCN). NCCN Clinical Practice Guidelines in Non-Small Cell Lung Cancer Version 3. 2018.<br>Nakamura H et al. Cancer. 2005 May 1;103(9):1865-73.<br>Landi and Cappuzzo. Expert Review of Anticancer Therapy. 2013;13(10):1219-28<br>Pillai RN et al. Cancer. 2017 Nov 1;123(21):4099-4105.<br>Doi T, et al. Lancet Oncology. November 2017; 18: 1512-22.</p>
<p><span>Fonte</span>:&nbsp;<a href="https://www.daiichi-sankyo.it/media/notizie-in-europa/news-details/news/daiichi-sankyo-presenta-i-dati-aggiornati-sufam-trastuzumab-deruxtecan-in-pazienti-con-carcinoma/?tx_news_pi1%5Baction%5D=detail&amp;tx_news_pi1%5Bcontroller%5D=News&amp;cHash=ddad8e1fd9d4e355174a98ecc95aa2b1" target="_blank">Daiichi Sankyo</a></p>
<p>&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&ndash;</p>
<p><span>Contatti</span></p>
<p>Daiichi Sankyo<br>Elisa Porchetti<br>Tel.+39 0685255-202<br>elisa.porchetti@<span>daiichi-sankyo.it</span></p>
<p>Valeria Carbone Basile<br>Tel: +39 339 1704748<br>valeria.carbonebasile@<span>gmail.com</span></p><p>URL del Link: <a href="http://bit.ly/2DEaWk0">http://bit.ly/2DEaWk0</a></p>]]></description>
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