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	<title><![CDATA[MSNI: Link di media4health]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<pubDate>Thu, 05 Sep 2019 15:59:58 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Edoxaban LIXIANA®: ESC 2019, presentati i risultati positivi di ENTRUST-AF PCI]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>ESC2019: Daiichi Sankyo presenta i dati positivi di ENTRUST-AF PCI, lo studio che valuta efficacia e sicurezza di edoxaban in pazienti con FA e sottoposti a un PCI</em></p>
<p><em><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2019/09/esc2019-daiichi-sankyo-presenta-i-dati-positivi-di-entrust-af-pci.jpg?w=1000" alt="" style="border: 0px; "><br></em></p>
<p>Lo studio ENTRUST-AF PCI ha raggiunto l&rsquo;endpoint primario di sicurezza di non inferiorit&agrave; relativamente al sanguinamento tra la doppia terapia a base di edoxaban e la triplice terapia antitrombotica con AVK in pazienti con FA dopo l&rsquo;impianto di uno stent. I risultati pubblicati su The Lancet e presentati da Daiichi Sankyo al Congresso ESC 2019</p>
<p><em>Parigi, 4 settembre 2019</em>&nbsp;&ndash; Daiichi Sankyo ha annunciato oggi i risultati di ENTRUST-AF PCI, il primo ampio studio randomizzato per valutare l&rsquo;efficacia e la sicurezza di edoxaban (LIXIANA&reg;) in monosomministrazione giornaliera in associazione ad un inibitore P2Y12, rispetto a un regime terapeutico a base di antagonisti della vitamina K in associazione ad un inibitore P2Y12 e ad acido acetilsalicilico in pazienti affetti da fibrillazione atriale sottoposti con successo a un intervento coronarico percutaneo (PCI) con inserimento di stent. Il trial ha dimostrato la non-inferiorit&agrave; della duplice terapia con edoxaban rispetto al regime di triplice terapia con AVK, per l&rsquo;endpoint composito di sanguinamenti maggiori o sanguinamenti non-maggiori clinicamente rilevanti in un periodo di 12 mesi. 1,2 I risultati sono stati pubblicati su The Lancet e presentati oggi nella Hot Line Session dell&rsquo;ESC 2019 che si sta tenendo a Parigi.</p>
<p>Si stima che tra il 20% e il 40% circa dei pazienti con FA presenti anche malattia coronarica (CAD), e una parte considerevole di tali pazienti richieda rivascolarizzazione mediante intervento coronarico percutaneo (PCI) e impianto di stent.3 Le attuali linee guida di trattamento per questi pazienti raccomandano una triplice terapia con AVK che include un inibitore P2Y12 e aspirina; tuttavia, la triplice terapia &egrave; stata associata ad un alto rischio di sanguinamento.4 ENTRUST-AF PCI &egrave; uno studio internazionale prospettico di Fase IIIb, randomizzato a gruppi paralleli, in aperto con valutazione in cieco dell&rsquo;endpoint, che ha confrontato un regime antitrombotico di 12 mesi con edoxaban 60mg in monosomministrazione giornaliera in associazione ad un inibitore P2Y12, rispetto ad un antagonista della vitamina K, in associazione ad un inibitore P2Y12 e 100mg di aspirina per una durata, adattata al rischio, da 1 a 12 mesi, in pazienti affetti da fibrillazione atriale e sottoposti con successo ad impianto di stent per sindrome coronarica acuta (ACS) o coronaropatia (CAD) stabile. L&rsquo;obiettivo primario di sicurezza era il composito di sanguinamento maggiore e sanguinamento non-maggiore clinicamente rilevante, cos&igrave; come definiti dall&rsquo;ISTH (International Society of Thrombosis and Haemostasis).</p>
<p><em>&ldquo;Per i pazienti con fibrillazione atriale sottoposti a intervento coronarico percutaneo, una strategia di trattamento antitrombotica che prevenga sia il sanguinamento che i potenziali eventi coronarici &egrave; fondamentale&nbsp;</em>&ndash; ha spiegato&nbsp;<span>Andreas Goette</span>, MD, primario del Dipartimento di cardiologia e terapia intensiva del St. Vincenz-Hospital di Paderborn, Germania, e principale sperimentatore dello studio &ndash;<em>&nbsp;Questi risultati dello studio ENTRUST-AF PCI supportano l&rsquo;uso di una doppia terapia antitrombotica con edoxaban pi&ugrave; un inibitore P2Y12 come opzione alternativa e con un profilo di sicurezza equivalente alla tripla terapia basata su AVK, che include un inibitore P2Y12 e aspirina adattata al rischio, per una durata da 1 a 12 mesi&rdquo;.</em></p>
<p>Lo studio ENTRUST-AF PCI ha arruolato 1.506 pazienti con FA sottoposti con successo a impianto di stent per ACS (51,6%) o CAD stabile (48,4%). I pazienti sono stati randomizzati per ricevere edoxaban una volta al giorno (60 mg o 30 mg per criteri di riduzione della dose) pi&ugrave; un inibitore P2Y12 per 12 mesi o un AVK in associazione ad un inibitore P2Y12 pi&ugrave; 100 mg di aspirina. Il sanguinamento maggiore o non-maggiore clinicamente rilevante, endpoint primario dello studio, si &egrave; verificato in 128 (17,0%; annualizzato: 20,7%) pazienti nel gruppo edoxaban e 152 (20,1%; annualizzato: 25,6%) pazienti nel gruppo AVK (HR: 0,83, IC 95%: 0,654-1,047), dimostrando la non-inferiorit&agrave; della doppia terapia a base di edoxaban per i 12 mesi post-PCI (p = 0,001, margine di non-inferiorit&agrave; pre-specificato = 1,2). Si &egrave; riscontrata una tendenza verso un minor sanguinamento con edoxaban, tuttavia i risultati non hanno mostrato superiorit&agrave; statistica (p = 0,115).1 Percentuali simili per il principale risultato di efficacia per il composito di morte cardiovascolare, ictus, eventi embolici sistemici, infarto miocardico spontaneo e trombosi stent-definita, sono state osservate tra il regime di doppia terapia a base di edoxaban e il regime di tripla terapia basato su AVK.</p>
<p><em>&ldquo;Questi risultati rafforzano il valore di edoxaban nel trattamento della FA nei pazienti post-PCI,&nbsp;</em>&ndash; ha dichiarato&nbsp;<span>Hans Lanz</span>, MD, Vicepresidente del Global Medical Affairs Specialty &amp; Value Products di Daiichi Sankyo &ndash;&nbsp;<em>ENTRUST-AF PCI fa parte di EDOSURE, il nostro programma di ricerca clinica edoxaban progettato per affrontare un ampio range di condizioni cardiovascolari e tipi di pazienti, compresi gli anziani. Siamo incoraggiati da questi risultati che rappresentano un grande progresso per una miglior gestione dei pazienti post-PCI. &ldquo;</em></p>
<p>Nello studio ENTRUST-AF PCI, gli eventi emorragici sono stati coerenti con tutte le definizioni di sanguinamento comunemente applicate (ISTH, TIMI, BARC). L&rsquo;emorragia intracranica si &egrave; verificata in 4 pazienti (0,58% all&rsquo;anno) trattati con edoxaban e 9 pazienti (1,32% all&rsquo;anno) trattati con AVK. Un sanguinamento fatale si &egrave; verificato in 1 paziente in trattamento con edoxaban e in 7 pazienti in trattamento con AVK.</p>
<p>ENTRUST-AF PCI &egrave; uno degli oltre 10 studi randomizzati e controllati, registri e studi clinici non randomizzati che compongono EDOSURE, il programma di ricerca clinica Edoxaban. Si prevede che oltre 100.000 pazienti in tutto il mondo parteciperanno agli studi EDOSURE, con l&rsquo;obiettivo di generare nuovi dati clinici e real-world sull&rsquo;uso di edoxaban nelle popolazioni affette da fibrillazione atriale e tromboembolia venosa, con l&rsquo;obiettivo di formire a medici e pazienti una maggiore fiducia nel trattamento.</p>
<p><span>ENTRUST-AF PCI</span></p>
<p>(EdoxabaN TReatment VersUS Vitamin K Antagonist in PaTients With Atrial Fibrillation Undergoing Percutaneous Coronary Intervention) &egrave; uno studio prospettico di Fase IIIb, randomizzato a gruppi paralleli, in aperto con valutazione in cieco dell&rsquo;endpoint. Questo studio &egrave; stato disegnato per valutare la sicurezza e rafforzare le informazioni preliminari sull&rsquo;efficacia di un regime antitrombotico a base di edoxaban rispetto al regime antitrombotico a base di antagonisti della vitamina K, in pazienti affetti da fibrillazione atriale e sottoposti con successo a intervento coronarico percutaneo (PCI) con impianto di stent. L&rsquo;obiettivo primario di ENTRUST-AF PCI era quello di confrontare il trattamento antitrombotico a base di edoxaban e quello a base di AVK, per un periodo di 12 mesi, per quanto riguarda l&lsquo;incidenza di sanguinamenti maggiori o sanguinamenti non-maggiori clinicamente rilevanti (cos&igrave; come definiti dalle linee guida ISTH). Per questo studio sono stati arruolati 1.506 pazienti da 186 cliniche distribuite in Europa e Asia. I partecipanti sono stati randomizzati, secondo un rapporto 1:1, a ricevere per 12 mesi un trattamento a base di edoxaban in associazione ad un inibitore P2Y12, oppure un trattamento standard con antagonisti della vitamina K in associazione ad un inibitore P2Y12 e aspirina per 1-12 mesi.1</p>
<p><span>La Fibrillazione Atriale</span></p>
<p>La FA &egrave; una condizione in cui il cuore batte in modo rapido e irregolare. Quando ci&ograve; accade, il sangue pu&ograve; accumularsi e addensarsi nelle camere del cuore causando un aumento del rischio di coaguli di sangue. Questi coaguli di sangue possono staccarsi e viaggiare attraverso il flusso ematico verso il cervello (o talvolta verso un&rsquo;altra parte del corpo), dove possono potenzialmente provocare un ictus.5</p>
<p>La fibrillazione atriale &egrave; il tipo pi&ugrave; comune di disturbo del ritmo cardiaco ed &egrave; associata a una notevole morbilit&agrave; e mortalit&agrave;.6 Pi&ugrave; di sei milioni di Europei hanno una diagnosi di FA, e si stima che questa cifra &egrave; destinata almeno a raddoppiare nei prossimi 50 anni.7,8 Rispetto a quelli che non ne soffrono, le persone con questa aritmia hanno un rischio di ictus 3-5 volte pi&ugrave; alto..1 Un ictus su cinque &egrave; causato da FA.7</p>
<p><span>Edoxaban</span></p>
<p>Edoxaban &egrave; un inibitore diretto del fattore Xa (pronunciato &ldquo;Decimo&rdquo;) somministrato una volta al giorno. Il fattore Xa &egrave; uno dei componenti chiave responsabili della coagulazione del sangue, quindi inibirlo significa rendere il sangue pi&ugrave; fluido e meno incline alla coagulazione. Edoxaban &egrave; attualmente commercializzato da Daiichi Sankyo e i suoi partner in pi&ugrave; di 30 Paesi nel mondo.</p>
<p><span>Fonte</span>:&nbsp;<a href="https://bit.ly/2kqvIe5" target="_blank">Daiichi Sankyo Italia</a></p>
<p><span>Daiichi Sankyo</span><br>Daiichi Sankyo &egrave; un Gruppo attivamente impegnato nello sviluppo e nella diffusione di terapie farmaologiche innovative con la mission di migliorare gli standard di cura a livello globale e di colmare i diversi bisogni dei pazienti ancora non soddisfatti, grazie ad una ricerca scientifica e una tecnologia di prima classe. Con pi&ugrave; di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in pi&ugrave; di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 15.000 dipendenti in tutto il mondo, possono contare su una ricca eredit&agrave; di innovazione e una valida linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo solido portafoglio di farmaci per il trattamento delle malattie cardiovascolari, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una &ldquo;Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica&rdquo;, Daiichi Sankyo &egrave; impegnata nella ricerca di nuove terapie oncologiche e in altre aree terapeutiche incentrate su malattie rare e disordini immunitari.<br>Per maggiori informazioni visita il sito&nbsp;<a href="http://www.daiichi-sankyo.it/">http://www.daiichi-sankyo.it</a></p>
<p><span>Contatti</span><br><span>Daiichi Sankyo</span><br>Elisa Porchetti<br>Tel.+39 0685255-202<br>elisa.porchetti@daiichi-sankyo.it</p>
<p>Valeria Carbone Basile<br>Tel: +39 339 1704748<br>valeria.carbonebasile@gmail.com</p><p>URL del Link: <a href="http://bit.ly/2lxExDb">http://bit.ly/2lxExDb</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/79683/registro-etna-af-lixiana-efficace-e-sicuro-nei-pazienti-anziani-con-fanv</guid>
	<pubDate>Wed, 04 Sep 2019 17:11:39 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/79683/registro-etna-af-lixiana-efficace-e-sicuro-nei-pazienti-anziani-con-fanv</link>
	<title><![CDATA[Registro ETNA AF LIXIANA® efficace e sicuro nei pazienti anziani con FANV]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>ESC 2019: dati real world del Registro ETNA- AF dimostrano efficacia e sicurezza di Edoxaban per il trattamento della fibrillazione atriale non valvolare anche nei pazienti anziani e molto anziani</em></p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2019/09/registro-etna-af-lixianac2ae-efficace-e-sicuro-nei-pazienti-anziani-con-fanv.jpg?w=1000" alt="" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p>Edoxaban (LIXIANA&reg;) &egrave; efficace e sicuro per il trattamento della fibrillazione atriale non valvolare anche nei pazienti anziani e molto anziani, con o senza una storia pregressa di emorragia intracranica (ICH), con comorbilit&agrave; e ad alto rischio cardiovascolare. Inoltre, i dati specifici europei dimostrano che i risultati di efficacia e sicurezza dello studio di Fase III ENGAGE AF-TIMI-48 sono stati confermati nella pratica clinica di routine in tutta Europa.2 I risultati &ldquo;real world&rdquo; del Registro ETNA- AF presentati da Daiichi Sankyo al Congresso ESC 2019.</p>
<p><span>Parigi, 2 settembre 2019 &ndash;</span>&nbsp;Edoxaban (LIXIANA&reg;) &egrave; efficace e sicuro per il trattamento della fibrillazione atriale non valvolare anche nei pazienti anziani e molto anziani, con o senza una storia pregressa di emorragia intracranica (ICH), con comorbilit&agrave; e ad alto rischio cardiovascolare. A dimostrarlo &egrave; la bassa incidenza di sanguinamenti maggiori (inclusi ictus emorragico ed emorragia intracranica), che emerge dai primi dati real-world a un anno di follow-up su 24.962 pazienti anziani con FANV, non preselezionati, arruolati nel Registro ETNA-AF (Edoxaban Treatment in routiNe clinic prActice). Inoltre, i dati specifici europei dimostrano che i risultati di efficacia e sicurezza dello studio di Fase III ENGAGE AF-TIMI-48 sono stati confermati nella pratica clinica di routine in tutta Europa.2 I risultati sono stati presentati da Daiichi Sankyo al Congresso Europeo di Cardiologia, in corso a Parigi.</p>
<p>Attualmente il programma globale ETNA-AF &egrave; il pi&ugrave; grande e completo archivio di dati provenienti dalla pratica clinica quotidiana sull&rsquo;utilizzo, l&rsquo;efficacia e la sicurezza di un singolo anticoagulante orale non antagonista della vitamina K (DOAC) in pazienti con fibrillazione atriale non valvolare (FANV). I risultati del Registro ETNA-AF, ad un anno di follow-up, hanno dimostrato che:</p>
<ul>
<li>L&rsquo;incidenza di sanguinamenti maggiori, inclusi emorragia intracranica (ICH) ed ictus ischemico, cos&igrave; come definiti dall&rsquo;International Society on Thrombosis and Haemostasis (ISTH), &egrave; stata generalmente bassa in tutti i gruppi di pazienti, compresi quelli anziani. Nell&rsquo;anno, i sanguinamenti maggiori si sono verificati nello 0,6% di pazienti di et&agrave;</li>
<li>La mortalit&agrave; cardiovascolare e la mortalit&agrave; per tutte le cause aumentano con l&rsquo;et&agrave;, cos&igrave; come ci si aspetterebbe; la mortalit&agrave; cardiovascolare &egrave; stata osservata in proporzione minore rispetto alla mortalit&agrave; per tutte le cause, in tutti i gruppi di et&agrave;. Non c&rsquo;&egrave; stato, inoltre, un incremento dell&rsquo;incidenza di emorragia intracranica con l&rsquo;aumento dell&rsquo;et&agrave;. La mortalit&agrave; per tutte le cause/ mortalit&agrave; cardiovascolare si &egrave; verificata in 35 (1, 1%) /18 (0,5%) pazienti di et&agrave; &ldquo;Questi risultati sono importanti perch&eacute; la prevalenza di fibrillazione atriale non valvolare e il rischio di ictus, e quindi la necessit&agrave; di anticoagulanti orali, aumentano con l&rsquo;et&agrave;&rdquo;,&nbsp;ha spiegato&nbsp;<span>Raffaele De Caterina</span>, professore di Cardiologia, Istituto di Cardiologia dell&rsquo;Universit&agrave; di Pisa.&nbsp;<em>&ldquo;Inoltre, i pazienti anziani hanno maggiori probabilit&agrave; di avere altre comorbilit&agrave; e di assumere vari farmaci che possono interferire con il trattamento. I dati provenienti da questi pazienti non selezionati supportano la crescente evidenza del positivo profilo di sicurezza di edoxaban e del suo utilizzo come trattamento efficace per pazienti affetti da fibrillazione atriale, anche nei pazienti anziani e molto anziani&rdquo;.</em></li>
</ul>
<p>Inoltre, un&rsquo;ulteriore analisi ad 1 anno di follow-up della differenza negli outcomes tra i soggetti trattati con edoxaban affetti da FA con un&rsquo;anamnesi di emorragia intracranica (cio&egrave; quelli a maggior rischio di ictus, morte e emorragia ricorrente) e quelli senza questa anamnesi ha dimostrato che:</p>
<ul>
<li>L&rsquo;incidenza dei sanguinamenti maggiori (definizione ISTH), incluse le emorragie intracraniche e i sanguinamenti non maggiori clinicamente rilevanti, &egrave; stata generalmente bassa in entrambi i gruppi.</li>
<li>Le emorragie intracraniche si sono verificate in 3 (1,2%) pazienti con e 56 (0,3%) pazienti senza questa anamnesi. Ogni anno l&rsquo;incidenza di ictus ischemici &egrave; stata maggiore in pazienti con anamnesi di ICH (6 [2,4%]) rispetto a quelli senza questi precedenti (165 [0,8%]).</li>
</ul>
<p>Questi nuovi dati suggeriscono che edoxaban &egrave; un&rsquo;opzione efficace di trattamento anche per i pazienti con o senza precedenti di emorragia intracranica, avvalorando la necessit&agrave; di un&rsquo;efficace prevenzione dell&rsquo;ictus nei pazienti affetti da fibrillazione atriale non valvolare con un&rsquo;anamnesi di emorragia intracranica.</p>
<p><em>&ldquo;La ricchezza di nuovi dati che abbiamo condiviso al Congresso ESC di quest&rsquo;anno proviene dal pi&ugrave; grande e completo archivio di dati del mondo reale sull&rsquo;utilizzo di edoxaban. Questi nuovi risultati alimenteranno il programma di ricerca clinica in corso su edoxaban, contribuendo ad espandere la solida base di evidenze sull&rsquo;efficacia e la sicurezza di questa importante terapia per i pazienti con FA&rdquo;,</em>&nbsp;ha commentato&nbsp;<span>Wolfgang Zierhut</span>, MD, direttore esecutivo del Medical Affairs e capo della sezione Thrombosis and Cardiovascular di Daiichi Sankyo Europa</p>
<p><span>L&rsquo;analisi sui pazienti europei</span><br>Facendo eco ai dati del registro globale, ulteriori analisi ad un anno di follow-up su 12.574 pazienti con FA e comorbidit&agrave;, provenienti da dieci paesi europei, hanno dimostrato una bassa incidenza di eventi clinici, sia di sanguinamento che di ictus. Episodi di sanguinamento maggiore si sono verificati nell&rsquo;1,05% (n=125), emorragia intracranica nello 0,23% (n=28) e qualsiasi ictus o eventi embolici sistemici si sono verificati nello 0,82% (n=98) dei casi.Destinazione non trovata! La mortalit&agrave; per tutte le cause &egrave; stata osservata nel 3,55% dei pazienti, e pu&ograve; essere classificata come bassa in un contesto ad alto rischio.</p>
<p>Quest&rsquo;analisi confronta i dati al primo anno di follow up su 12.574 pazienti (et&agrave; media di 73,6 anni) con gli outcomes della coorte europea dallo studio clinico di Fase III ENGAGE AF-TIMI 48,Destinazione non trovata! che ha valutato la sicurezza e l&rsquo;efficacia di edoxaban rispetto al warfarin, per la prevenzione di ictus o ictus ed eventi embolici sistemici nei pazienti con FA.4 Nell&rsquo;ETNA-AF, edoxaban &egrave; stato utilizzato in un&rsquo;ampia gamma di pazienti anziani con FANV. Inoltre, la riduzione della dose al basale tra ETNA-AF e ENGAGE AF-TIMI 48 era simile e nel complesso c&rsquo;era una buona aderenza (84%) alle condizioni di riduzione posologica approvate in Europa.5</p>
<p><em>&ldquo;Il punteggio HAS-BLED pi&ugrave; elevato nell&rsquo;ETNA-AF rispetto all&rsquo;ENGAGE AF-TIMI 48 suggerisce che, in contesti clinici reali, i medici sono pi&ugrave; a loro agio nell&rsquo;usare edoxaban in pazienti con rischio di sanguinamento pi&ugrave; elevato&nbsp;</em><span>&ndash; ha commentato il Prof.&nbsp;<span>Raffaele De Caterina</span>&nbsp;&ndash;</span><em>&nbsp;Questa nuova analisi rafforza il profilo di sicurezza e di efficacia di edoxaban nei pazienti anziani con fibrillazione atriale non valvolare ad alto rischio cardiovascolare, ma suggerisce anche che i risultati di efficacia dello studio ENGAGE AF-TIMI 48 sono ampiamente confermati nella pratica generale.&rdquo;</em></p>
<p>&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;-</p>
<p><span>ETNA-AF</span><br>ETNA-AF (Edoxaban Treatment in routiNe clinical prActice in patients with nonvalvular Atrial Fibrillation) &egrave; un programma globale che combina dati da distinti studi non interventistici condotti in Europa, Asia orientale e Giappone in un unico database. Un totale di pi&ugrave; di 28.000 pazienti saranno inclusi nei Registri ETNA &ndash;AF e seguiti per 2 anni (in Europa per 4 anni). L&rsquo;obiettivo primario di ETNA &ndash;AF &egrave; quello di raccogliere informazioni sull&rsquo;uso di edoxaban nella pratica clinica quotidiana, inclusi i profili di efficacia e sicurezza in pazienti con FANV non selezionati. 6,7,8,9,10</p>
<p><span>La Fibrillazione Atriale</span><br>La FA &egrave; una condizione in cui il cuore batte in modo rapido e irregolare. Quando ci&ograve; accade, il sangue pu&ograve; accumularsi e addensarsi nelle camere del cuore causando un aumento del rischio di coaguli di sangue. Questi coaguli di sangue possono staccarsi e viaggiare attraverso il flusso ematico verso il cervello (o talvolta verso un&rsquo;altra parte del corpo), dove possono potenzialmente provocare un ictus. 11</p>
<p>La fibrillazione atriale &egrave; il tipo pi&ugrave; comune di disturbo del ritmo cardiaco ed &egrave; associata a una notevole morbilit&agrave; e mortalit&agrave;.12 Pi&ugrave; di sei milioni di Europei hanno una diagnosi di FA, e si stima che questa cifra &egrave; destinata almeno a raddoppiare nei prossimi 50 anni.13,14Rispetto a quelli che non ne soffrono, le persone con questa aritmia hanno un rischio di ictus 3-5 volte pi&ugrave; alto..15 Un ictus su cinque &egrave; causato da FA.</p>
<p><span>Edoxaban</span><br>Edoxaban &egrave; un inibitore diretto del fattore Xa (pronunciato &ldquo;Decimo&rdquo;) somministrato una volta al giorno. Il fattore Xa &egrave; uno dei componenti chiave responsabili della coagulazione del sangue, quindi inibirlo significa rendere il sangue pi&ugrave; fluido e meno incline alla coagulazione. Edoxaban &egrave; attualmente commercializzato da Daiichi Sankyo e i suoi partner in pi&ugrave; di 30 Paesi e regioni del mondo.</p>
<p><span>Fonte</span>:&nbsp;<a href="https://bit.ly/2ltmONc" target="_blank">Daiichi Sankyo Italia</a></p>
<p><span>Daiichi Sankyo</span><br>Daiichi Sankyo &egrave; un Gruppo attivamente impegnato nello sviluppo e nella diffusione di terapie farmaologiche innovative con la mission di migliorare gli standard di cura a livello globale e di colmare i diversi bisogni dei pazienti ancora non soddisfatti, grazie ad una ricerca scientifica e una tecnologia di prima classe. Con pi&ugrave; di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in pi&ugrave; di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 15.000 dipendenti in tutto il mondo, possono contare su una ricca eredit&agrave; di innovazione e una valida linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo solido portafoglio di farmaci per il trattamento delle malattie cardiovascolari, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una &ldquo;Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica&rdquo;, Daiichi Sankyo &egrave; impegnata nella ricerca di nuove terapie oncologiche e in altre aree terapeutiche incentrate su malattie rare e disordini immunitari.<br>Per maggiori informazioni visita il sito&nbsp;<a href="http://www.daiichi-sankyo.it/">http://www.daiichi-sankyo.it</a></p>
<p><span>Contatti</span><br><span>Daiichi Sankyo</span><br>Elisa Porchetti<br>Tel.+39 0685255-202<br>elisa.porchetti@daiichi-sankyo.it</p>
<p>Valeria Carbone Basile<br>Tel: +39 339 1704748<br>valeria.carbonebasile@gmail.com</p><p>URL del Link: <a href="http://bit.ly/2jV07ko">http://bit.ly/2jV07ko</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/79682/risultati-positivi-associazione-fissa-di-acido-bempedoicoezetimibe</guid>
	<pubDate>Sun, 01 Sep 2019 15:38:37 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/79682/risultati-positivi-associazione-fissa-di-acido-bempedoicoezetimibe</link>
	<title><![CDATA[Risultati positivi associazione fissa di acido bempedoico/ezetimibe]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Daiichi Sankyo ha annunciato i primi risultati positivi dello studio di fase 2 sulla associazione fissa di acido bempedoico / ezetimibe</em></p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2019/08/risultati-positivi-associazione-fissa-di-acido-bempedoico-ezetimibe.jpg?w=1000" alt="" style="border: 0px; "></p>
<p>L&rsquo;Acido Bempedoico &egrave; un inibitore dell&rsquo;adenosina trifosfato (ATP) citrato liasi (ACL), che riduce la sintesi del colesterolo nel fegato, in monosomministrazione giornaliera per via orale. In uno studio di fase II su pazienti con ipercolesterolemia e concomitante diabete di tipo 2, l&rsquo;associazione fissa di acido bempedoico/ezetimibe ha determinato una riduzione del 40% del colesterolo LDL (placebo-corretto), e una riduzione dell&rsquo;hsCRP del 25% senza compromissione dei parametri glicemici.</p>
<p><span>Monaco, 29 agosto 2019</span>&nbsp;&ndash; Daiichi Sankyo Europa ha annunciato oggi i primi risultati positivi dello studio di fase 2 sulla associazione fissa di acido bempedoico / ezetimibe (noto anche come Studio 058) per il trattamento di pazienti con ipercolesterolemia e concomitante diabete di tipo 2.<br>L&rsquo;acido bempedoico in monoterapia ed in associazione con ezetimibe sono attualmente in corso di valutazione da parte dell&rsquo;Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense per l&rsquo;autorizzazione all&rsquo;immissione in commercio.</p>
<p>Lo studio 058 ha valutato l&rsquo;efficacia e la sicurezza dell&rsquo;associazione fissa di acido bempedoico / ezetimibe rispetto al solo ezetimibe e al placebo, in pazienti affetti sia da ipercolesterolemia che da diabete di tipo 2. I partecipanti ricevevano anche terapia per il diabete.<br>Questo studio, della durata di 12 settimane, ha raggiunto i suoi endpoint primari e gli endpoint secondari chiave, dimostrando che nei pazienti che hanno ricevuto il trattamento con acido bempedoico / ezetimibe:</p>
<ul>
<li>il colesterolo a bassa densit&agrave; (C-LDL) si riduceva del 40% rispetto al placebo</li>
<li>la proteina C-reattiva ad alta sensibilit&agrave; (hsCRP), un importante marker di infiammazione associato a malattie cardiovascolari, si riduceva del 25% (p &lt;0,001)</li>
<li>i valori di emoglobina A1c (HbA1c) rispetto al placebo non si riducevano</li>
<li>il numero di eventi avversi totali era paragonabile a quanto osservato nel gruppo placebo</li>
<li>gli eventi avversi muscolo-correlati, gli eventi avversi gravi, i casi di interruzione della terapia conseguente a eventi avversi, e il valore dei test di funzionalit&agrave; epatica non erano aumentati rispetto a quanto osservato nel gruppo placebo</li>
<li>il livello di C- LDL &lt;70 mg/dl era raggiunto nel 39% dei pazienti ed era ridotto di pi&ugrave; del 50% nel 41% dei pazienti</li>
<li>ulteriori parametri lipidici quali l&rsquo;apoliproteina B e il colesterolo non ad alta densit&agrave; (non HDL-C) erano consistentemente ridotti
<p><em>&ldquo;La riduzione del colesterolo LDL e le riduzioni di hsCRP osservate con acido bempedoico/ezetimibe senza compromissione dei parametri glicemici, sono molto importanti per i medici come me che gestiscono frequentemente pazienti affetti sia da ipercolesterolemia che da diabete di tipo 2. Inoltre, le sostanziali riduzioni dell&rsquo;apolipoproteina B e del colesterolo non-HDL osservate in questo studio, possono essere particolarmente importanti per i pazienti con ipercolesterolemia e concomitante diabete di tipo 2 &ndash;</em>&nbsp;ha affermato il dott.&nbsp;<span>Harold Bays</span>, direttore medico e presidente del Centro di ricerca metabolica e aterosclerotica di Louisville &ndash;<em>&nbsp;I pazienti traggono vantaggio dall&rsquo;avere pi&ugrave; opzioni terapeutiche, in particolare quelle che migliorano pi&ugrave; fattori di rischio per le malattie cardiovascolari&rdquo;.</em></p>
</li>
</ul>
<p>Lo studio 058 non ha evidenziato differenze cliniche tra acido bempedoico / ezetimibe e placebo ed ezetimibe relativamente alla frequenza di:</p>
<ul>
<li><span>Eventi avversi (43%, 37% e 30%, rispettivamente)</span></li>
<li><span>Eventi avversi seri (0%, 2% e 2%, rispettivamente)</span></li>
<li><span>Interruzione del trattamento dovuta a eventi avversi (0%, 0% e 2%, rispettivamente)</span></li>
</ul>
<p>Non &egrave; stato osservato alcun aumento dei valori dei test di funzionalit&agrave; epatica (alanina aminotransferasi (ALT)/alanina aminotransferasi (AST)) maggiore di tre volte il limite superiore della norma, ripetuto e confermato).</p>
<p><em>&ldquo;Questo studio evidenzia il potenziale di questa associazione in monosomministrazione giornaliera nel trattamento di persone con condizioni metaboliche sempre pi&ugrave; comuni, che spesso lottano per raggiungere i target suggeriti dalle linee guida cliniche per ottenere la massima protezione dagli eventi cardiovascolari.</em>&nbsp;&ndash; ha affermato&nbsp;<span>Wolfgang Zierhut</span>, MD, responsabile del dipartimento Antithrombotic and Cardiovascular Medical Affairs di Daiichi Sankyo Europa &ndash;&nbsp;<em>Le persone affette da diabete di tipo 2 presentano un rischio cardiovascolare elevato, e poich&eacute; l&rsquo;incidenza del diabete di tipo 2 in Europa continua ad aumentare, abbiamo bisogno di nuove opzioni che aiutino le persone a ridurre i livelli di colesterolo senza compromettere il loro quadro glicemico.&rdquo;</em></p>
<p><span>Disegno del Trial di Fase II (1002FDC-058)</span><br>Questo studio di Fase II multicentrico, in doppio cieco, a gruppi paralleli, ha randomizzato 242 pazienti affetti da ipercolesterolemia e diabete di tipo 2 in trattamento farmacologico stabile per il diabete e sottoposti a wash-out per quanto riguarda la terapia ipolipemizzante. I pazienti sono stati randomizzati 1:1:1 per ricevere associazione fissa di acido bempedoico 180mg /ezetimibe 10mg, ezetimibe 10mg oppure placebo. Gli obiettivi co-primari comprendevano la valutazione della riduzione del C-LDL con la somministrazione della associazione fissa rispetto al solo ezetimibe e al placebo. Tra i 179 pazienti inclusi in questa analisi, l&rsquo;acido bempedoico/ezetimibe ha ridotto del 40% il C-LDL (corretto rispetto al placebo). Gli obiettivi secondari comprendevano la valutazione dell&rsquo;effetto sulla CRP ad alta sensibilit&agrave; (hsCRP), sull&rsquo;emoglobina A1c (HbA1c), sul non-HDL-C, sul colesterolo totale e sull&rsquo;apolipoproteina B (apoB) dopo 12 settimane di trattamento, e infine la caratterizzazione del profilo di sicurezza e la tollerabilit&agrave; della associazione fissa acido bempedoico/ezetimibe rispetto al solo ezetimibe e al placebo.</p>
<p><span>Acido Bempedoico</span><br>L&rsquo;acido bempedoico &egrave; un inibitore orale, in monosomministrazione giornaliera, dell&rsquo;ATP citrato liasi (ACL) che, con un meccanismo d&rsquo;azione mirato, riduce la biosintesi del colesterolo nel fegato, riducendo i livelli di C-LDL in circolo 1,2. &Egrave; destinato a pazienti affetti da ipercolesterolemia e/o ad alto rischio di malattia cardiovascolare aterosclerotica (ASCVD) che necessitano di una ulteriore riduzione di C-LDL, nonostante abbiano ricevuto statine alla massima dose tollerata.<br>L&rsquo;acido bempedoico ha una modalit&agrave; d&rsquo;azione unica e innovativa, che &egrave; complementare ad altre terapie ipolipemizzanti come le statine. 2 Grazie alla sua specifica modalit&agrave; d&rsquo;azione sul fegato, l&rsquo;acido bempedoico ha un ridotto potenziale nell&rsquo;indurre effetti collaterali muscolo-correlati rispetto alle statine, e determina un&rsquo;ulteriore riduzione del C-LDL rispetto alla monoterapia con statine nei trial clinici.2</p>
<p>Daiichi Sankyo Europa ha ottenuto da Esperion la licenza esclusiva per la commercializzazione di questi prodotti nell&rsquo;area economica europea e in Svizzera. L&rsquo;acido bempedoico in monoterapia (180mg) e la associazione fissa di acido bempedoico/ezetimibe (180 mg/10 mg) in compresse, sono attualmente in corso di valutazione da parte dell&rsquo;Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense per la riduzione del colesterolo LDL nei pazienti che non hanno raggiunto i loro livelli ottimali di C-LDL. Le decisioni in merito all&rsquo;approvazione sono attese per la prima met&agrave; del 2020.</p>
<p><span>Associazione Acido Bempedoico / Ezetimibe in compresse</span><br><a href="https://www.daiichi-sankyo.eu/media/bempedoic">https://www.daiichi-sankyo.eu/media/bempedoic</a></p>
<p><span>Fonte</span>:&nbsp;<a href="https://bit.ly/2NHEHnl" target="_blank">Daiichi Sankyo Italia</a></p>
<p><span>Daiichi Sankyo</span><br>Daiichi Sankyo &egrave; un Gruppo attivamente impegnato nello sviluppo e nella diffusione&nbsp;di terapie farmaologiche innovative con la mission di migliorare gli standard di cura a livello globale e di colmare i diversi bisogni dei pazienti ancora non soddisfatti, grazie ad una ricerca scientifica e una tecnologia di prima classe. Con pi&ugrave; di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in pi&ugrave; di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 15.000 dipendenti in tutto il mondo, possono contare su una ricca eredit&agrave; di innovazione e una valida linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo solido portafoglio di farmaci per il trattamento delle malattie cardiovascolari, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una &ldquo;Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica&rdquo;, Daiichi Sankyo &egrave; impegnata nella ricerca di nuove terapie oncologiche e in altre aree terapeutiche incentrate su malattie rare e disordini immunitari.<br>Per maggiori informazioni visita il sito&nbsp;<a href="http://www.daiichi-sankyo.it/">http://www.daiichi-sankyo.it</a></p>
<p><span>Contatti</span><br><span>Daiichi Sankyo</span><br>Elisa Porchetti<br>Tel.+39 0685255-202<br>elisa.porchetti@daiichi-sankyo.it</p>
<p>Valeria Carbone Basile<br>Tel: +39 339 1704748<br>valeria.carbonebasile@gmail.com</p><p>URL del Link: <a href="http://bit.ly/2Leq9J8">http://bit.ly/2Leq9J8</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
</item>
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	<pubDate>Thu, 01 Aug 2019 16:20:42 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/79680/daiichi-sankyo-europe-annuncia-i-risultati-dello-studio-053</link>
	<title><![CDATA[Daiichi Sankyo Europe annuncia i risultati dello Studio 053]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Pubblicati sull&rsquo;EJPC i risultati di Fase III: l&rsquo;associazione fissa acido bempedoico/ezetimibe riduce significativamente i valori di colesterolo del 38%</p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2019/07/daiichi-sankyo-europe-annuncia-i-risultati-dello-studio-053.jpg?w=1000&amp;h=667" alt="" width="1000" height="667" style="border: 0px; "></p>
<p><em>L&rsquo;Acido Bempedoico &egrave; un inibitore orale dell&rsquo;adenosina trifosfato (ATP) citrato liasi (ACL), che in monosomministrazione giornaliera in associazione fissa con Ezetimibe, riduce la sintesi del colesterolo e degli acidi grassi nel fegato. Nei pazienti in trattamento con statine alla massima dose tollerata, la terapia con questa associazione ha ridotto i valori di colesterolo del 38% e quelli della proteina C-reattiva ad alta sensibilit&agrave; (hsCRP) del 35%, dimostrando di essere ben tollerata e di avere un profilo di sicurezza favorevole. I risultati del trial di Fase III sono stati pubblicati sull&rsquo;European Journal of Preventive Cardiology.</em></p>
<p><span>Monaco, 30 luglio 2019</span>&nbsp;&ndash; Nei pazienti in terapia con statine alla massima dose tollerata, la associazione fissa acido bempedoico/ezetimibe riduce i valori di colesterolo del 38% e quelli della proteina C-reattiva ad alta sensibilit&agrave; (hsCRP), un importante marker dell&rsquo;infiammazione associato a malattia cardiovascolare, del 35%. Daiichi Sankyo Europe ha annunciato oggi che i risultati finali dello studio registrativo di Fase III sulla associazione fissa acido bempedoico/ezetimibe somministrata a 382 pazienti per 12 settimane (noto anche come Studio 053), sono stati pubblicati sull&rsquo;<em>European Journal of Preventive Cardiology</em>. L&rsquo;acido bempedoico in monoterapia ed in associazione con ezetimibe sono attualmente in corso di valutazione da parte dell&rsquo;Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense per l&rsquo;autorizzazione all&rsquo;immissione in commercio.</p>
<p>Lo studio chiave di Fase III, 053, ha valutato l&rsquo;efficacia, la sicurezza e la tollerabilit&agrave; dell&rsquo;acido bempedoico in associazione ad ezetimibe per il trattamento di pazienti con malattia cardiovascolare ad alto rischio (CVD) gi&agrave; in terapia con statine alla massima dose tollerata (compreso chi non assumeva statine per intolleranza). La pubblicazione sull&rsquo;European Journal of Preventive Cardiology mette in luce i risultati relativi all&rsquo;endpoint primario (riduzione del colesterolo LDL) e agli endpoint chiave secondari a 12 settimane, che dimostrano che l&rsquo;associazione ha significativamente ridotto i valori di colesterolo LDL del 38% rispetto al background ottenuto con le statine alla dose massima tollerata e ha significativamente ridotto del 35% la proteina C-reattiva ad alta sensibilit&agrave; (hsCRP), un importante marker dell&rsquo;infiammazione sottostante associata a malattia cardiovascolare. Tale associazione ha dimostrato, inoltre, un profilo di sicurezza favorevole ed una buona tollerabilit&agrave; quando aggiunta alla terapia con statine alla dose massima tollerata. Infine, l&rsquo;incidenza di eventi avversi, di eventi avversi a carico dei muscoli, di eventi avversi seri, cos&igrave; come dell&rsquo;interruzione del trattamento dovuta a un evento avverso, era simile nei gruppi con trattamento attivo. Tali evidenze supportano l&rsquo;associazione fissa di acido bempedoico/ezetimibe come potente e conveniente terapia complementare all&rsquo;attuale regime terapeutico ipolipemizzante.</p>
<p><em>&ldquo;I risultati di questo studio mostrano che l&rsquo;associazione di acido bempedoico e ezetimibe ha ulteriormente ridotto, in modo significativo, i valori di colesterolo LDL-C e di hsCRP quando aggiunta alla terapia con statine alla dose massima tollerata&nbsp;</em>&ndash; ha dichiarato&nbsp;<span>Christie M. Ballantyne&nbsp;</span>MD, professore di medicina presso il Baylor College of Medicine di Houston in Texas, e sperimentatore principale dello studio &ndash;&nbsp;<em>Per i pazienti che non raggiungono i loro livelli target nonostante le terapie attualmente accessibili, la riduzione di LDL-C e di hsCRP osservata dopo somministrazione dell&rsquo;associazione acido bempedoico/ezetimibe, fa di questa associazione un&rsquo;opzione terapeutica molto importante.&rdquo;</em></p>
<p>L&rsquo;efficacia delle statine per trattare l&rsquo;ipercolesterolemia &egrave; provata, tuttavia in Europa un elevato numero di soggetti che non raggiungono i livelli ottimali di LDL-C, perch&eacute; intolleranti alle statine o perch&eacute; in terapia con la massima dose tolleratai, rimane ad alto rischio di malattia cardiovascolare (CVD). Anche nella fascia di pazienti ad altissimo rischio, solo il 22-32% raggiunge il livello target di LDL-C.ii,iii</p>
<p><em>&ldquo;Siamo lieti di presentare i benefici di riduzione di LDL-C e hsCRP che l&rsquo;associazione fissa di acido bempedoico con ezetimibe ha comportato per i pazienti ad alto rischio di CVD in corso di terapia con statine alla massima dose tollerata o per i quali le statine non costituivano un&rsquo;opzione terapeutica possibile. Questi risultati si aggiungono al crescente numero di prove a supporto dell&rsquo;acido bempedoico e della sua associazione fissa con ezetimibe per somministrazione orale.&nbsp;</em>&ndash; Ha affermato&nbsp;<span>Wolfgang Zierhut</span>, MD, responsabile del dipartimento Antithrombotic and Cardiovascular Medical Affairs di Daiichi Sankyo Europe &ndash;<em>&nbsp;Con la sua specifica modalit&agrave; di azione sul fegato, l&rsquo;acido bempedoico evita gli effetti collaterali debilitanti a carico dei muscoli spesso associati alle statine, e potrebbe rappresentare un&rsquo;importante alternativa per i pazienti con ipercolesterolemia che non raggiungono i loro obiettivi con le opzioni di trattamento esistenti&rdquo;.</em></p>
<p><span>Acido Bempedoico</span><br>Con un meccanismo d&rsquo;azione mirato, l&rsquo;acido bempedoico &egrave; il primo farmaco appartenente alla classe degli inibitori dell&rsquo;ATP citrato liasi (ACL), orale, in monosomministrazione giornaliera, che riduce la biosintesi del colesterolo e degli acidi grassi e riduce il C-LDL agendo sul recettore LDL. Come le statine, l&rsquo;acido bempedoico riduce anche la proteina C-reattiva ad alta sensibilit&agrave; (hs-CRP), un marcatore chiave dell&rsquo;infiammazione associato alla malattia cardiovascolare.iv L&rsquo;acido bempedoico &egrave; un profarmaco che &egrave; attivato dalla acil-CoA sintetasi a catena molto lunga-1 (ACSVL1). Inoltre, &egrave; stato dimostrato che l&rsquo;assenza di ACSVL1 nel muscolo scheletrico permette all&rsquo;acido bempedoico di non provocare la miotossicit&agrave; associata alla terapia con le statine.v Gli studi di fase II e di fase III condotti su quasi 4.800 pazienti, con circa 3.100 pazienti trattati con acido bempedoico, hanno messo in evidenza una ulteriore riduzione del colesterolo LDL del 20% quando utilizzato con statine alla massima dose tollerata, fino al 30% quando utilizzato in monoterapia, e una riduzione del 35% in associazione ad ezetimibe se usato con statine alla massima dose tollerata, e fino al 48% di C-LDL in associazione ad ezetimibe senza somministrazione concomitante di statine.5 La frequenza di eventi avversi osservati durante il trattamento, di eventi avversi a carico dei muscoli e di interruzioni del trattamento, &egrave; risultata sovrapponibile nel gruppo trattato con acido bempedoico e in quello trattato con placebo.7</p>
<p>L&rsquo;effetto dell&rsquo;acido bempedoico sulla morbilit&agrave; e mortalit&agrave; cardiovascolare non &egrave; stato ancora determinato. L&rsquo;azienda ha avviato uno studio globale sugli eventi cardiovascolari, al fine di valutare gli effetti dell&rsquo;acido bempedoico sulla frequenza di eventi cardiovascolari maggiori in pazienti con malattia cardiovascolare o ad alto rischio, che non tollerano neanche la pi&ugrave; bassa dose giornaliera di statine approvata, e dunque sono considerati &ldquo;statino-intolleranti&rdquo;. Il trial &ndash; noto come CLEAR Outcomes &ndash; &egrave; uno studio event-driven, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo che prevede l&rsquo;arruolamento di circa 12.600 pazienti con ipercolesterolemia ad elevato rischio di malattia cardiovascolare, in oltre 1.000 centri distribuiti in circa 30 Paesi.vi</p>
<p><span>Associazione Acido Bempedoico / Ezetimibe in compresse</span><br>L&rsquo;associazione di acido bempedoico e ezetimibe &egrave; una terapia non-statinica, disponibile per via orale (compresse), in monosomministrazione giornaliera, per ridurre i livelli di C-LDL, mediante i meccanismi di azione complementari di inibizione della sintesi del colesterolo (acido bempedoico) e inibizione dell&rsquo;assorbimento del colesterolo (ezetimibe). L&rsquo;inibizione dell&rsquo;adenosina trifosfato (ATP) citrato liasi (ACL) da parte dell&rsquo;acido bempedoico riduce la biosintesi del colesterolo e riduce il C-LDL agendo sul recettore LDL.&nbsp;L&rsquo;inibizione del gene NPC1L1 (Niemann-Pick C1-Like 1), grazie a ezetimibe, si traduce in un ridotto assorbimento del colesterolo dal tratto gastrointestinale che, di conseguenza, riduce l&rsquo;apporto di colesterolo al fegato, con effetti conseguenti sui recettori LDL.I dati di Fase III hanno dimostrato che questa associazione ben tollerata determina una riduzione del 35% del C-LDL quando utilizzato con statine alla massima dose tollerata, una riduzione del 43% del C-LDL quando usato in monoterapia, e una riduzione del 34% della proteina C-reattiva ad alta sensibilit&agrave; (hsCRP). La frequenza di eventi avversi osservati durante il trattamento, di eventi avversi a carico dei muscoli e di interruzioni del trattamento, &egrave; risultata sovrapponibile nel gruppo trattato con acido bempedoico e in quello trattato con placebo vii</p>
<p><span>Disegno del Trial di Fase III (1002FDC-053) sulla associazione fissa Acido Bempedoico/Ezetimibe1</span><br>Lo studio multicentrico randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, della durata di 12 settimane, ha valutato l&rsquo;efficacia e la sicurezza di una associazione fissa di acido bempedoico (BA) ed ezetimibe (EZE) nella riduzione dei valori del colesterolo LDL nei pazienti ad alto rischio CVD che richiedono una riduzione aggiuntiva di LDL-C dopo le statine. Lo studio ha arruolato pazienti in terapia con statine alla massima dose tollerata (compreso chi non assumeva statine per intolleranza) affetti da malattia cardiovascolare aterosclerotica e/o ipercolesterolemia familiare eterozigote e LDL-C &ge;2.6 mmol / L, o con pi&ugrave; fattori di rischio cardiovascolare e LDL-C &ge;3.4 mmol / L. Un totale di 301 pazienti sono stati randomizzati (2:2:2:1) a BA 180 mg + EZE 10 mg (n = 86), EZE 10 mg (n = 86), BA 180 mg (n = 88), o placebo (n = 41). L&rsquo;obiettivo principale era quello di valutare l&rsquo;efficacia di una associazione fissa di BA + EZE nella riduzione dei valori di colesterolo LDL rispetto alle monoterapie con placebo, BA ed EZE. Gli obiettivi secondari comprendevano la valutazione dell&rsquo;effetto sulla CRP ad alta sensibilit&agrave; (hsCRP), sul non-HDL-C, sul colesterolo totale e sull&rsquo;apolipoproteina B, e infine la sicurezza e la tollerabilit&agrave;.</p>
<p><span>Daiichi Sankyo</span><br>Daiichi Sankyo &egrave; un Gruppo attivamente impegnato nello sviluppo e nella diffusione&nbsp;di terapie farmaologiche innovative con la mission di migliorare gli standard di cura a livello globale e di colmare i diversi bisogni dei pazienti ancora non soddisfatti, grazie ad una ricerca scientifica e una tecnologia di prima classe. Con pi&ugrave; di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in pi&ugrave; di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 15.000 dipendenti in tutto il mondo, possono contare su una ricca eredit&agrave; di innovazione e una valida linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo solido portafoglio di farmaci per il trattamento delle malattie cardiovascolari, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una &ldquo;Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica&rdquo;, Daiichi Sankyo &egrave; impegnata nella ricerca di nuove terapie oncologiche e in altre aree terapeutiche incentrate su malattie rare e disordini immunitari.<br>Per maggiori informazioni visita il sito&nbsp;<a href="http://www.daiichi-sankyo.it/">http://www.daiichi-sankyo.it</a></p>
<p><span>Contatti</span><br><span>Daiichi Sankyo</span><br>Elisa Porchetti<br>Tel.+39 0685255-202<br>elisa.porchetti@daiichi-sankyo.it</p>
<p>Valeria Carbone Basile<br>Tel: +39 339 1704748<br>valeria.carbonebasile@gmail.com</p><p>URL del Link: <a href="http://bit.ly/2K2RX3G">http://bit.ly/2K2RX3G</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
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	<pubDate>Fri, 24 May 2019 18:11:47 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/79667/cardiologi-musicisti-in-concerto-contro-la-morte-cardiaca-improvvisa</link>
	<title><![CDATA[Cardiologi musicisti in concerto contro la morte cardiaca improvvisa]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Il cuore della musica&rdquo;: al Teatro Ghione di Roma torna annuale concerto dei cardiologi musicisti organizzato dall&rsquo;associazione culturale 3 Cuori per la Musica con il supporto incondizionato di Daiichi Sankyo Italia</em></p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2019/05/3-cuori-per-la-musica-4edizione.jpg?w=1000" alt="" style="border: 0px; "></p>
<p>Domani 25 maggio, al Teatro Ghione di Roma, torna l&rsquo;annuale concerto con i cardiologi musicisti che si esibiranno per raccogliere i fondi necessari all&rsquo;acquisto di defibrillatori da destinare a strutture pubbliche e private per la lotta alla morte cardiaca improvvisa. &ldquo;Il Cuore della Musica&rdquo; &egrave; un&rsquo;iniziativa dell&rsquo;associazione culturale &ldquo;3 Cuori per la Musica&rdquo;, realizzata con altre Onlus e istituzioni romane e il supporto incondizionato di Daiichi Sankyo Italia. Questa edizione sar&agrave; impreziosita dalla presenza dei membri di Equipe 84, La storia e Amedeo Minghi.</p>
<p><em>Roma, 24 maggio 2019</em>&nbsp;&ndash; Dopo il crescente successo degli anni scorsi, giunge alla sua quarta edizione l&rsquo;iniziativa dell&rsquo;associazione culturale &ldquo;Tre Cuori per la Musica Onlus&rdquo;, il concerto benefico annuale tenuto da talentuosi cardiologi musicisti, che quest&rsquo;anno si esibiranno per &ldquo;Il Cuore della Musica&rdquo;, un progetto finalizzato a raccogliere i fondi necessari all&rsquo;acquisto di defibrillatori da destinare a strutture pubbliche e private come scuole, teatri e centri sportivi, per combattere la morte cardiaca improvvisa. L&rsquo;iniziativa &egrave; sostenuta da&nbsp;<span>Insieme per un cuore pi&ugrave; sano, Onlus&rdquo;, &ldquo;Natale 365, Onlus&rdquo; e l&rsquo;INRC (Istituto Nazionale per le Ricerche Cardiovascolari), con il supporto incondizionato di Daiichi Sankyo Italia, a fianco degli organizzatori sin dalla prima edizione.</span></p>
<p>Ad esibirsi sulle note di bossa nova, jazz e R&amp;B, domani&nbsp;<span>25 Maggio 2019</span>&nbsp;presso il&nbsp;<span>Teatro Ghione</span>, saranno gli<span>&nbsp;Early meets late</span>, la band capitanata dal cardiologo chitarrista&nbsp;<span>Marco Rebecchi</span>&nbsp;(Policlinico Casilino, Roma) e dal chirurgo vascolare e batterista&nbsp;<span>Massimiliano Millarelli</span>&nbsp;(Policlinico Casilino, Roma), con la cantante&nbsp;<span>Alina Mungo</span>, il tastierista&nbsp;<span>Lugi Molinaro</span>, il percussionista&nbsp;<span>Gianfranco Amodio</span>e il bassista&nbsp;<span>Marco Maracci</span>. Per la sezione&nbsp;<em>Nuove Proposte</em>&nbsp;si esibiranno&nbsp;<span>S&rsquo;back ed Atyf</span>, due artisti emergenti che fonderanno i sound rap al soul e funky,&nbsp;<span>mentre per la sezione&nbsp;<em>Academy</em>, salir&agrave; sul palco l&rsquo;Academy Children Orchestra</span>, formata da piccoli musicisti allievi della scuola romana diretta dalla maestra Yllka Mishto. Questa quarta edizione vedr&agrave; anche il sostegno e la partecipazione di artisti che hanno fatto la storia della musica italiana:<span>&nbsp;l&rsquo;Equipe 84, la Storia e Amedeo Minghi</span>.</p>
<p>Lo spettacolo, presentato da Tonino Bernardelli, si divider&agrave; in due parti di 45 minuti ciascuna, in cui le esibizioni musicali saranno intervallate da momenti di infotainment riguardanti i dettagli del nuovo progetto e i temi cari alle associazioni sostenitrici. A questo &ldquo;salotto scientifico ed istituzionale&rdquo; parteciperanno l&rsquo;Ambasciatrice&nbsp;<span>Jeanne Dambedzet</span>&nbsp;per l&rsquo;Ambasciata della Repubblica del Congo in Italia, il prof.&nbsp;<span>Leonardo Cal&ograve;</span>, primario di Cardiologia del Policlinico Casilino di Roma, il prof.&nbsp;<span>Francesco Fedele</span>, ordinario di Cardiologia presso il Policlinico Umberto I di Roma e presidente dell&rsquo;INRC, il Dottor&nbsp;<span>Stefano De Lillo</span>&nbsp;presidente di AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) e, infine, il dottor&nbsp;<span>Marco Rebecchi</span>&nbsp;presidente dell&rsquo;Associazione Tre Cuori per la Musica Onlus, che spiega :&nbsp;<em>&ldquo;Ancora una volta la musica sar&agrave; protagonista e veicolo della diffusione di preziose informazioni sulla diagnosi precoce di alcune malattie cardiache e sull&rsquo; importanza di un intervento tempestivo in determinate condizioni come l&rsquo;arresto cardiaco. Da due anni il nostro impegno si concentra sull&rsquo;ambizioso obiettivo di contribuire a dotare le strutture pubbliche e private di defibrillatori, strumenti fondamentali per combattere la morte cardiaca improvvisa&rdquo;.</em></p>
<p>L&rsquo;iniziativa, finalizzata alla cardioprotezione di strutture pubbliche e non, avr&agrave; come primo obiettivo della raccolta fondi l&rsquo;acquisto di due defibrillatori destinati all&rsquo;ambasciata della Repubblica del Congo In Italia e ad una scuola romana. Durante la serata verr&agrave; inoltre consegnato il primo defibrillatore, acquistato con il ricavato di eventi precedenti, al Teatro Ghione, che diventer&agrave; finalmente un teatro &ldquo;cardioprotetto&rdquo;.</p>
<p><em>&ldquo;Daiichi Sankyo &egrave; molto felice di continuare a supportare questa importante iniziativa benefica che ha visto crescere sin dalla sua prima edizione. La nostra mission &egrave; quella di essere a fianco dei pazienti, e per realizzarla, ogni volta che ne abbiamo occasione sosteniamo volentieri anche gli specialisti che si impegnano a prendersi cura di loro fuori dall&rsquo;ospedale, soprattutto attraverso la prevenzione e progetti lungimiranti come questo&rdquo;</em>&nbsp;commenta&nbsp;<span>Massimo Grandi</span>, Presidente e Amministratore Delegato di Daiichi Sankyo Italia.</p>
<p>Per contribuire alla&nbsp;<span>realizzazione dell&rsquo;iniziativa</span>&nbsp;&ldquo;Il Cuore della Musica&rdquo;,&nbsp;<span>&egrave; sufficiente una donazione minima di 15 euro da versare all&rsquo;associazione direttamente in teatro o tramite versamento su CC bancario &ndash; IBAN IT33 083 2703 2010 0000 0042 320, inviando una mail di conferma all&rsquo;indirizzo trecuoriperlamusica@gmail.com</span></p>
<p><span>Programma</span></p>
<p><span>Sabato 25 Maggio 2019, Teatro Ghione, via delle Fornaci 37</span></p>
<p><em>ore 20.00 Aperitivo di benvenuto offerto dalla Onlus &ldquo;Insieme per un cuore pi&ugrave; sano&rdquo;</em></p>
<p><em>ore 20.45 inizio della serata</em></p>
<p>&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&ndash;</p>
<p><span>Contatti</span></p>
<p><span>Daiichi Sankyo</span><br>Elisa Porchetti<br>Tel.+39 0685255-202<br>elisa.porchetti@daiichi-sankyo.it</p>
<p>Valeria Carbone Basile<br>Tel: +39 339 1704748<br>valeria.carbonebasile@gmail.com</p><p>URL del Link: <a href="https://20taskforceitaly.wordpress.com/2019/05/24/cardiologi-musicisti-in-concerto-contro-la-morte-cardiaca-improvvisa/">https://20taskforceitaly.wordpress.com/2019/05/24/cardiologi-musicisti-in-concerto-contro-la-morte-cardiaca-improvvisa/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
</item>
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	<pubDate>Mon, 08 Apr 2019 11:01:40 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Studio ENLIVEN: EMA convalida domanda Daiichi Sankyo per l’autorizzazione al commercio di pexidartinib]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Convalidata la domanda di autorizzazione alla commercializzazione di pexidartinib per il trattamento di pazienti adulti con tumore tenosinoviale a cellule giganti (TGCT) sintomatico di tumore tenosinoviale a cellule giganti</em></p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2019/04/daiichi-sankyo-ema-convalida-le28099autorizzazione-al-commercio-di-pexidartinib.jpg?w=1000" alt="" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p>Roma, 4 aprile 2019 &ndash; Daiichi Sankyo annuncia che l&rsquo;Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha convalidato la domanda di autorizzazione all&rsquo;immissione in commercio (MAA) di pexidartinib per il trattamento di pazienti adulti con tumore tenosinoviale a cellule giganti (TGCT) sintomatico, associato a grave morbilit&agrave; o limitazioni funzionali non suscettibile di miglioramento con la chirurgia. Il 31 gennaio 2019, la Societ&agrave; Americana di Oncologia Clinica (ASCO) ha riconosciuto quale &ldquo;Progresso dell&rsquo;anno&rdquo; l&rsquo;evoluzione nel trattamento dei tumori rari, e ha inserito pexidartinib tra le cinque pi&ugrave; significative innovazioni nel trattamento delle malattie rare, riconoscendolo come la prima promettente terapia sperimentale per il TGCT, chiamato anche sinovite villonodulare pigmentosa (PVNS) o tumore a cellule giganti della guaina tendinea (GCT-TS).</p>
<p>La convalida conferma che la domanda &egrave; completa e d&agrave; inizio al processo di valutazione scientifica da parte del Comitato europeo per i medicinali ad uso umano (CHMP). La domanda all&rsquo;EMA &egrave; basata sui risultati dello studio cardine di fase III ENLIVEN su pexidartinib, il primo studio controllato verso placebo di una terapia sperimentale sistemica in pazienti con TGCT, che ha raggiunto il suo endpoint primario di risposta globale. I risultati dello studio di fase III ENLIVEN sono stati presentati al Meeting annuale dell&rsquo;American Society of Clinical Oncology (ASCO) del 2018.<br><em>&ldquo;Siamo lieti del fatto che la valutazione della nostra domanda per l&rsquo;autorizzazione di pexidartinib in Europa sia ora in corso e non vediamo l&rsquo;ora di lavorare con l&rsquo;EMA per mettere a disposizione dei pazienti con TGCT accuratamente selezionati la prima terapia sistemica approvata &ldquo;,</em>&nbsp;ha affermato<span>&nbsp;Dale Shuster</span>, Ph.D, Direttore Esecutivo del Global Oncology R &amp; D di Daiichi Sankyo.</p>
<p>Il tumore tenosinoviale a cellule giganti &egrave; una rara forma di neoplasia, generalmente non metastatica, ma che pu&ograve; essere localmente aggressiva; colpisce le membrane sinoviali, le borse e le guaine tendinee, provocando gonfiore, dolore, rigidit&agrave; e ridotta mobilit&agrave; in corrispondenza dell&rsquo;articolazione interessata. La terapia primaria per il TGCT prevede un intervento chirurgico per l&rsquo;asportazione del tumore. Tuttavia, nei pazienti affetti da forme recidivanti, difficili da trattare o diffuse, in cui il tumore pu&ograve; avvolgere l&rsquo;osso, i tendini, i legamenti ed altre componenti dell&rsquo;articolazione, diventa pi&ugrave; complicato rimuoverlo o ridurlo mediante interventi di resezione chirurgica. Nei casi pi&ugrave; gravi, ulteriori interventi di resezione e artroplastica possono portare a danni significativi all&rsquo;articolazione, disabilit&agrave; funzionali invalidanti e ridotta qualit&agrave; di vita, fino a dover considerare un&rsquo;amputazione.</p>
<p><em>&ldquo;Siamo entusiasti del potenziale di pexidartinib, un&rsquo;altra terapia mirata scoperta da Plexxikon&nbsp;</em>&ndash; ha dichiarato&nbsp;<span>Gideon Bollag</span>, Ph.D., Amministratore delegato di Plexxikon Inc., centro di R&amp;S sulle &ldquo;small molecules&rdquo; di Daiichi Sankyo a Berkeley, in California &ndash;<em>&nbsp;Il nostro processo di scoperta dei farmaci utilizza dati sulla struttura molecolare ed una biblioteca specializzata per lo screening, con struttura simile ad un&rsquo;impalcatura per identificare e ottimizzare nuove molecole candidate&rdquo;.</em><br>La New Drug Application (NDA) per pexidartinib &egrave; attualmente in fase di Valutazione Prioritaria negli Stati Uniti, e la FDA dovrebbe prendere una decisione in merito all&rsquo;approvazione entro il 3 agosto 2019.</p>
<p><span>ENLIVEN</span>, &egrave; lo studio di Fase III, multicentrico, globale, randomizzato, in doppio cieco, che ha valutato pexidartinib in pazienti con TGCT sintomatico in stadio avanzato, nei quali l&rsquo;asportazione chirurgica del tumore avrebbe comportato un potenziale peggioramento della limitazione funzionale o una morbilit&agrave; severa. La prima parte dello studio, la fase in doppio cieco, ha arruolato 120 pazienti che sono stati randomizzati (1:1) a ricevere pexidartinib alla dose di 1000 mg al giorno, o placebo, per 2 settimane, seguita da 800 mg di pexidartinib al giorno per 22 settimane, allo scopo di valutare l&rsquo;efficacia e la sicurezza di pexidartinib rispetto al placebo. L&rsquo;endpoint primario dello studio era la percentuale di pazienti che otteneva una risposta completa o parziale dopo 24 settimane di trattamento (Settimana 25), valutata sulla base di una lettura centralizzata delle immagini della risonanza magnetica secondo i criteri RECIST 1.1. I principali endpoint secondari includevano l&rsquo;estensione dei movimenti, la risposta in termini di volume del tumore, la funzionalit&agrave; fisica secondo il sistema PROMIS, la rigidit&agrave; e le misure di riduzione del dolore.</p>
<p>Lo studio ENLIVEN ha raggiunto l&rsquo;endpoint primario di risposta globale. Nello studio ENLIVEN, la tossicit&agrave; epatica &egrave; stata pi&ugrave; frequente con pexidartinib che con placebo (AST o ALT &ge;3 x LSN: 33%, bilirubina totale &ge;2 x LSN: 5%, N=61). Sette pazienti hanno interrotto il trattamento con pexidartinib a causa di eventi avversi (EA) epatici, quattro dei quali erano EA gravi, non fatali, con aumento della bilirubina ed uno &egrave; durato ~7 mesi. Negli studi di sviluppo sull&rsquo;utilizzo di pexidartinib sono stati osservati due casi di tossicit&agrave; epatica severa (uno ha richiesto il trapianto epatico ed uno ha portato al decesso).<br>&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;-</p>
<p><span>Il tumore tenosinoviale a cellule giganti</span><br>Il tumore tenosinoviale a cellule giganti (TGCT), definito anche sinovite villonodulare pigmentosa (PVNS) o tumore a cellule giganti della guaina tendinea (GCT‑TS), &egrave; una rara forma di neoplasia, generalmente non metastatica, ma che pu&ograve; essere localmente aggressiva; colpisce le membrane sinoviali, le borse e le guaine tendinee, provocando gonfiore, dolore, rigidit&agrave; e ridotta mobilit&agrave; in corrispondenza dell&rsquo;articolazione interessata. Sulla base degli studi condotti in tre Paesi, l&rsquo;incidenza stimata di TGCT &egrave; da 11 a 50 casi per milione all&rsquo;anno. Il TGCT &egrave; classificato in due tipi: &ldquo;localizzato&rdquo;, che &egrave; il pi&ugrave; comune e corrisponde al 90% dei casi, e &ldquo;diffuso&rdquo;, riscontrabile nel restante 10% dei casi.<br>La terapia primaria per il TGCT prevede un intervento chirurgico per l&rsquo;asportazione del tumore. Tuttavia, nei pazienti affetti da forme recidivanti, difficili da trattare o diffuse, in cui il tumore pu&ograve; avvolgere l&rsquo;osso, i tendini, i legamenti ed altre componenti dell&rsquo;articolazione, diventa pi&ugrave; complicato rimuoverlo o ridurlo mediante interventi di resezione chirurgica.<br>Nei casi pi&ugrave; gravi, ulteriori interventi di resezione e artroplastica possono portare a danni significativi all&rsquo;articolazione, disabilit&agrave; funzionali invalidanti e ridotta qualit&agrave; di vita, fino a dover considerare un&rsquo;amputazione. I tassi di recidiva nel TGCT localizzato sono stimati fino al 15% a seguito di resezione completa. La frequenza di recidive per un TGCT diffuso pu&ograve; essere compresa tra 20 e 50%, a seguito di resezione completa.<br>Il tumore tenosinoviale a cellule giganti pu&ograve; colpire a tutte le et&agrave;, ma si riscontra pi&ugrave; spesso in soggetti sotto i 40 anni e, nella sua forma localizzata, &egrave; diagnosticato tipicamente in pazienti di et&agrave; compresa tra i 30 e i 50 anni.</p>
<p><span>Pexidartinib</span><br>Pexidartinib &egrave; una piccola molecola sperimentale, innovativa, ed &egrave; un potente inibitore orale del recettore del cosiddetto &lsquo;<span>fattore stimolante le colonie-1</span>&lsquo; (CSF-1), una proteina che svolge un ruolo chiave nel processo di proliferazione di cellule anomale nella membrana sinoviale che sono responsabili di TGCT. Pexidartinib inibisce anche c‑kit e FLT3‑ITD. &Egrave; stato scoperto da Plexxikon Inc., il centro di R&amp;S sulle piccole molecole di Daiichi Sankyo.</p>
<p>Pexidartinib ha ottenuto la Valutazione prioritaria per il trattamento di pazienti adulti con tumore tenosinoviale a cellule giganti sintomatico, associato a morbilit&agrave; severa o limitazioni funzionali e non suscettibile di miglioramenti con la chirurgia; la designazione di terapia fortemente innovativa (Breakthrough Therapy) per il trattamento di pazienti con sinovite villonodulare pigmentosa (PVNS) o tumore a cellule giganti della guaina tendinea (GCT‑TS), nei quali la resezione chirurgica potrebbe provocare un potenziale peggioramento della limitazione funzionale o una morbilit&agrave; severa, nonch&eacute; la designazione di farmaco orfano per PVNS/GCT‑TS da parte della Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti. Pexidartinib ha anche ricevuto la designazione di farmaco orfano per il trattamento di TGCT dalla Commissione Europea.</p>
<p>Pexidartinib &egrave; un medicinale in sperimentazione non ancora approvato per alcuna indicazione in alcun Paese. La sicurezza e l&rsquo;efficacia non sono ancora state stabilite.</p>
<p><span>Daiichi Sankyo Cancer Enterprise</span><br>La vision di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise consiste nell&rsquo;applicazione di conoscenze e capacit&agrave; innovative guidate da un pensiero non convenzionale per sviluppare trattamenti significativi per i pazienti affetti da cancro. L&rsquo;azienda &egrave; impegnata a trasformare la scienza in valore per il paziente, e questo impegno &egrave; presente in tutte le sue attivit&agrave;.<br>L&rsquo; obiettivo &egrave; quello di mettere a disposizione dei pazienti sette nuove molecole nei prossimi otto anni, dal 2018 al 2025, avvalendosi dei risultati dei suoi tre pilastri: il Franchise di Farmaci Anticorpo-Coniugati, quello dedicato alla Leucemia Mieloide Acuta e quello di ricerca focalizzato sullo sviluppo delle nuove molecole.<br>I Centri di ricerca della Daiichi Sankyo Cancer Enterprise includono due laboratori di bio/immuno-oncologia e &ldquo;small molecules&rdquo; in Giappone e Plexxikon Inc. a Berkeley (California), e il centro di R&amp;S sulla struttura delle &ldquo;small molecules&rdquo;. Tra i composti che si trovano nella fase cruciale di sviluppo figurano: [fam-] trastuzumab deruxtecan, un farmaco anticorpo-coniugato (ADC) per i carcinomi HER2-positivi della mammella, dello stomaco ed altri, il quizartinib, un inibitore orale selettivo di FLT3 per la leucemia mieloide acuta (AML) con mutazioni di FLT3-ITD di nuova diagnosi e recidivante/refrattaria, e il pexidartinib, un inibitore orale di CSF-1R per il tumore tenosinoviale a cellule giganti (TGCT). Per maggiori informazioni, consultare&nbsp;<a href="http://www.dscancerenterprise.com/">http://www.DSCancerEnterprise.com</a></p>
<p><span>Fonte</span>:&nbsp;<a href="https://bit.ly/2TX9Kv4" target="_blank">Daiichi Sankyo</a></p>
<p>&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&ndash;</p>
<p><span>Contatti</span></p>
<p><span>Daiichi Sankyo</span><br>Elisa Porchetti<br>Tel.+39 0685255-202<br>elisa.porchetti@<span>daiichi-sankyo.it</span></p>
<p>Valeria Carbone Basile<br>Tel: +39 339 1704748<br>valeria.carbonebasile@<span>gmail.com</span></p><p>URL del Link: <a href="http://bit.ly/2Vl4JxS">http://bit.ly/2Vl4JxS</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
</item>
<item>
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	<pubDate>Thu, 04 Apr 2019 15:09:37 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/79643/farmaco-anticorpoconiugato-adc-daiichi-sankyo-anticipa-richiesta-allfda</link>
	<title><![CDATA[Farmaco anticorpo-coniugato (ADC), Daiichi Sankyo anticipa richiesta all’FDA]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Daiichi Sankyo anticipa la richiesta all&rsquo;FDA per la concessione della Licenza Biologica per trastuzumab deruxtecan nel carcinoma mammario metastatico HER2 Post T-DM1</em></p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2019/04/daiichi-sankyo-richiesta-licenza-biologica-bla-per-fam-trastuzumab-deruxtecan.jpg?w=1000" alt="" style="border: 0px; "></p>
<p><em>Roma, 1 aprile 2019</em>&nbsp;&ndash; Daiichi Sankyo ha annunciato l&rsquo;intenzione di anticipare di un anno la presentazione all&rsquo;FDA della domanda di concessione della Licenza biologica (BLA) per [fam-] trastuzumab deruxtecan (DS-8201), un farmaco anticorpo-coniugato (ADC) in fase II di sviluppo per pazienti con carcinoma mammario metastatico HER2 positivo precedentemente trattati con ado-trastuzumab emtansine (T-DM1). La presentazione della BLA, inizialmente prevista per il 2020, &egrave; ora programmata per la prima met&agrave; dell&rsquo;anno fiscale 2019.</p>
<p><em>&ldquo;Siamo lieti di confermare l&rsquo;accelerazione del programma di sviluppo clinico [fam-] trastuzumab deruxtecan per questa potenziale indicazione in pazienti con carcinoma mammario metastatico HER2-positivo pretrattato con T-DM1</em>&nbsp;&ndash; ha dichiarato&nbsp;<span>Antoine Yver</span>, MD, MSc, Vice Presidente Esecutivo e Responsabile Globale, Ricerca e Sviluppo Oncologico, Daiichi Sankyo &ndash;<em>&nbsp;Allo stesso tempo siamo impegnati nella nostra strategia di sviluppo, con la contemporanea valutazione del potenziale di [fam-] trastuzumab deruxtecan in un pi&ugrave; ampio spettro di tumori HER2-positivi, compresi quelli che colpiscono stomaco, polmone e colon-retto&rdquo;.</em></p>
<p>[Fam-] trastuzumab deruxtecan ha ottenuto dalla statunitense Food and Drug Administration la designazione di Breakthrough Therapy per i pazienti con carcinoma mammario HER2-positivo localmente avanzato o metastatico, trattati con trastuzumab e pertuzumab e con progressione della malattia dopo ado-trastuzumab emtansine (T-DM1).</p>
<p>La presentazione iniziale della domanda per la concessione della Licenza Biologica di [fam-] trastuzumab deruxtecan si baser&agrave; sui risultati dello studio chiave di fase II&nbsp;<span>DESTINY-Breast01</span>, che saranno presentati in un&rsquo;imminente conferenza medica. La determinazione finale dei tempi esatti di presentazione sar&agrave; presa dopo un incontro pre-BLA con la FDA.</p>
<p><span>DESTINY-Breast01</span><br>DESTINY-Breast01 &egrave; uno studio registrativo di Fase II, in aperto, globale, multicentrico, in due parti, che valuta la sicurezza e l&rsquo;efficacia di [fam-] trastuzumab deruxtecan in pazienti con carcinoma mammario HER2 positivo non resecabile e/o metastatico precedentemente trattato con T- DM1. L&rsquo;endpoint primario dello studio &egrave; la risposta oggettiva. Gli obiettivi secondari comprendono la durata della risposta, il controllo della malattia, il beneficio clinico, la sopravvivenza libera da progressione e la sopravvivenza globale. La prima parte dello studio comprende la valutazione della farmacocinetica e, nella seconda parte dello studio, l&rsquo; individuazione della dose raccomandata di [fam-] trastuzumab deruxtecan. La seconda parte della sperimentazione ha arruolato pazienti resistenti o refrattari al T-DM1 (parte 2a) e pazienti che hanno interrotto il trattamento con T-DM1 per ragioni diverse dalla malattia resistente o refrattaria (parte 2b).<br>L&rsquo;arruolamento di DESTINY-Breast01 &egrave; stato completato nel settembre 2018, con circa 230 pazienti in pi&ugrave; di 100 centri in Nord America, Europa, Giappone e altri Paesi in Asia. Per ulteriori informazioni su questo studio, visita il sito&nbsp;<span><span>ClinicalTrials.gov</span>.</span></p>
<p><span>I bisogni insoddisfatti nel cancro al seno HER2 positivo</span><br>Il cancro della mammella &egrave; il tumore pi&ugrave; diffuso e la causa pi&ugrave; comune di mortalit&agrave; per cancro nelle donne in tutto il mondo; sono stati stimati 2,1 milioni di nuovi casi di carcinoma mammario nel sesso femminile diagnosticati nel 2018.1 Circa un cancro mammario su cinque (20%) &egrave; HER2-positivo (IHC3 + o IHC2 + / ISH +).2,3 L&rsquo;HER2 &egrave; una proteina di membrana presente sulla superficie di alcune cellule tumorali che ha la funzione di recettore che attiva una catena di reazioni chimiche all&rsquo;interno della cellula, ed &egrave; associata ad una malattia aggressiva con una prognosi peggiore.4,5 Per valutare la positivit&agrave; all&rsquo;HER2, le cellule tumorali vengono solitamente testate prima mediante immunoistochimica (IHC) e riportate come: 0, IHC 1+, IHC 2 + o IHC 3+. Un riscontro di IHC 3+ &egrave; considerato HER2-positivo e un riscontro di IHC 2+ &egrave; borderline e tipicamente &egrave; confermato da un test positivo di ibridazione fluorescente in situ (FISH).3,4<br>Diverse esigenze di trattamento rimangono oggi insoddisfatte nel carcinoma mammario metastatico HER2 positivo. Molti tumori alla mammella HER2-positivi raggiungono infine il punto in cui nessuna terapia anti- HER2 attualmente approvata riesce a controllare la malattia, e non esiste uno standard di cura stabilito dopo il trattamento con trastuzumab, pertuzumab e T-DM1.6</p>
<p><span>[Fam-] Trastuzumab Deruxtecan</span><br>[Fam-] trastuzumab deruxtecan (DS-8201) &egrave; il prodotto leader del franchise sperimentale sugli ADC di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise. Gli ADC sono medicinali antineoplastici mirati che forniscono una chemioterapia citotossica (&ldquo;carico farmacologico&rdquo;) alle cellule neoplastiche mediante un legante attaccato a un anticorpo monoclonale che si lega a uno specifico bersaglio espresso sulle cellule neoplastiche.</p>
<p>Un ampio e completo programma di sviluppo con [fam-] trastuzumab deruxtecan &egrave; attualmente in corso in Nord America, Europa e Asia, e include cinque studi. [Fam-] trastuzumab deruxtecan si trova in fase III di sviluppo registrativo per il carcinoma mammario metastatico a bassa espressione HER2 precedentemente trattato (confrontato con la terapia scelta dallo sperimentatore; DESTINY-Breast04); in fase III di sviluppo per il carcinoma mammario metastatico HER2 positivo (confrontato con ado-trastuzumab emtansine (T-DM1); DESTINY-Breast03); e in fase III di sviluppo per il carcinoma mammario metastatico HER2 positivo (confrontato con la terapia scelta dallo sperimentatore post T-DM1; DESTINY-Breast02). Il farmaco &egrave; anche in fase II di sviluppo clinico registrativo per il carcinoma mammario metastatico HER2-positivo resistente o refrattario alla ado-trastuzumab emtansine (DESTINY-Breast01); in fase II di sviluppo registrativo per il carcinoma gastrico in stadio avanzato HER2-positivo resistente o refrattario al trastuzumab (DESTINY-Gastric01); in fase II di sviluppo per il carcinoma colorettale in stadio avanzato con espressione di HER2; in fase II di sviluppo per l&rsquo;NSCLC non squamoso metastatico, con sovraespressione di HER2 o mutazione HER2; e fase I di sviluppo in associazione con nivolumab per il carcinoma mammario e vescicale metastatico con espressione di HER2.</p>
<p>[Fam-] trastuzumab deruxtecan ha ottenuto dalla statunitense Food and Drug Administration (FDA) la designazione di Breakthrough Therapy per il trattamento dei pazienti con carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico HER2-positivo, trattati con trastuzumab e pertuzumab e con progressione della malattia dopo ado-trastuzumab emtansine (T-DM1), e la designazione di Fast Track per il trattamento del carcinoma mammario HER2-positivo non operabile e/o metastatico nei pazienti con progressione dopo precedente trattamento con terapie anti-HER2, compresa la T-DM1. Il farmaco ha inoltre ottenuto, dal Ministero della Salute, del Lavoro e della Previdenza giapponese, la designazione di SAKIGAKE per il trattamento del carcinoma gastrico o della giunzione gastro-esofagea HER2-positivo in stadio avanzato.<br>[Fam-] trastuzumab deruxtecan &egrave; una molecola in fase di sperimentazione non ancora approvata per alcuna indicazione in alcun Paese. La sicurezza e l&rsquo;efficacia non sono state ancora determinate.</p>
<p><span>Daiichi Sankyo Cancer Enterprise</span><br>La vision di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise consiste nell&rsquo;applicazione di conoscenze e capacit&agrave; innovative guidate da un pensiero non convenzionale per sviluppare trattamenti significativi per i pazienti affetti da cancro. L&rsquo;azienda &egrave; impegnata a trasformare la scienza in valore per il paziente, e questo impegno &egrave; presente in tutte le sue attivit&agrave;.<br>L&rsquo; obiettivo &egrave; quello di mettere a disposizione dei pazienti sette nuove molecole nei prossimi otto anni, dal 2018 al 2025, avvalendosi dei risultati dei suoi tre pilastri: il Franchise di Farmaci Anticorpo-Coniugati, quello dedicato alla Leucemia Mieloide Acuta e quello di ricerca focalizzato sullo sviluppo delle nuove molecole.<br>I Centri di ricerca della Daiichi Sankyo Cancer Enterprise includono due laboratori di bio/immuno-oncologia e &ldquo;small molecules&rdquo; in Giappone e Plexxikon Inc. a Berkeley (California), e il centro di R&amp;S sulla struttura delle &ldquo;small molecules&rdquo;. Tra i composti che si trovano nella fase cruciale di sviluppo figurano: [fam-] trastuzumab deruxtecan, un farmaco anticorpo-coniugato (ADC) per i carcinomi HER2-positivi della mammella, dello stomaco ed altri, il quizartinib, un inibitore orale selettivo di FLT3 per la leucemia mieloide acuta (AML) con mutazioni di FLT3-ITD di nuova diagnosi e recidivante/refrattaria, e il pexidartinib, un inibitore orale di CSF-1R per il tumore tenosinoviale a cellule giganti (TGCT). Per maggiori informazioni, consultare&nbsp;<a href="http://www.dscancerenterprise.com/">http://www.DSCancerEnterprise.com</a></p>
<p><span>Fonte</span>:&nbsp;<a href="https://bit.ly/2WA6ZkU" target="_blank">Daiichi Sankyo</a></p>
<p>&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&ndash;</p>
<p><span>Contatti</span></p>
<p><span>Daiichi Sankyo</span><br>Elisa Porchetti<br>Tel.+39 0685255-202<br>elisa.porchetti@<span>daiichi-sankyo.it</span></p>
<p>Valeria Carbone Basile<br>Tel: +39 339 1704748<br>valeria.carbonebasile@<span>gmail.com</span></p><p>URL del Link: <a href="https://20taskforceitaly.wordpress.com/2019/04/03/daiichi-sankyo-anticipa-richiesta-allfda-per-trastuzumab-deruxtecan/">https://20taskforceitaly.wordpress.com/2019/04/03/daiichi-sankyo-anticipa-richiesta-allfda-per-trastuzumab-deruxtecan/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/79642/daiichi-sankyo-e-astrazeneca-accordo-su-trastuzumab-deruxtecan</guid>
	<pubDate>Tue, 02 Apr 2019 12:48:33 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/79642/daiichi-sankyo-e-astrazeneca-accordo-su-trastuzumab-deruxtecan</link>
	<title><![CDATA[Daiichi Sankyo e AstraZeneca: accordo su trastuzumab deruxtecan]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Daiichi Sankyo ha siglato un accordo con AstraZeneca per lo sviluppo e la commercializzazione globale del nuovo farmaco anticorpo-coniugato trastuzumab deruxtecan in monoterapia e in associazione per diversi tumori HER2 positivi</em></p>
<p><em><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2019/04/daiichi-sankyo-e-astrazeneca-accordo-su-trastuzumab-deruxtecan.jpg?w=1000" alt="" style="border: 0px; "><br></em></p>
<p><span>Roma, 1 aprile 2019</span>&nbsp;&ndash; Daiichi Sankyo Company ha stipulato con AstraZeneca un accordo di sviluppo e commercializzazione a livello globale per il suo maggiore farmaco anticorpo-coniugato (ADC) [fam-] trastuzumab deruxtecan (DS-8201), attualmente in una fase di sviluppo cruciale per pi&ugrave; tumori HER2-positivi, inclusi cancro mammario e gastrico, e in ulteriore sviluppo per il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) e nel cancro colorettale.<br>Daiichi Sankyo e AstraZeneca svilupperanno e venderanno congiuntamente [fam-] trastuzumab deruxtecan in monoterapia o in associazione, in tutto il mondo, tranne che in Giappone, dove Daiichi Sankyo manterr&agrave; i diritti esclusivi. Daiichi Sankyo sar&agrave; l&rsquo;unica responsabile per la produzione e la fornitura di [fam-] trastuzumab deruxtecan.</p>
<p>Come annunciato separatamente da Daiichi Sankyo, sar&agrave; anticipata alla prima met&agrave; dell&rsquo;anno fiscale 2019, la richiesta di approvazione all&rsquo;FDA per la concessione della Licenza Biologica (BLA) di [fam-] trastuzumab deruxtecan nel carcinoma mammario metastatico HER2-positivo precedentemente trattato con ado-trastuzumab emtansina (T-DM1).</p>
<p>Realizzato con l&rsquo;impiego della DXi, la tecnologia ADC proprietaria di Daiichi Sankyo, [fam-] trastuzumab deruxtecan &egrave; composto da un anticorpo anti HER2 umanizzato, a cui &egrave; legato, tramite un legante a base tetrapeptidica, un carico citotossico, cio&egrave; un nuovo inibitore della topoisomerasi I. &Egrave; progettato per portare in modo mirato, e somministrare, la chemioterapia all&rsquo;interno delle cellule tumorali, e ridurre cos&igrave;, rispetto ai meccanismi della comune terapia, l&rsquo;esposizione sistemica al carico citotossico.</p>
<p><em>&ldquo;[Fam-] trastuzumab deruxtecan &egrave; il fiore all&rsquo;occhiello della nostra pipeline oncologica creata dalla continua ricerca in campo scientifico e tecnologico, i pi&ugrave; importanti punti di forza della nostra azienda</em>&nbsp;&ndash; ha dichiarato<span>&nbsp;George Nakayama</span>, Presidente e CEO di Daiichi Sankyo &ndash;&nbsp;<em>&ldquo;Attraverso la collaborazione strategica con AstraZeneca, una societ&agrave; con vasta esperienza globale e competenza in oncologia, uniremo le nostre risorse per massimizzare il valore di [fam-] trastuzumab deruxtecan e accelerare la crescita della nostra attivit&agrave; globale in oncologia. Puntiamo a fornire nuove opzioni di trattamento in un&rsquo;ampia gamma di tumori il prima possibile, e potenziare cos&igrave; il nostro contributo ai pazienti oncologici e alle loro famiglie in tutto il mondo&rdquo;.</em></p>
<p><em>&ldquo;Riteniamo che [fam-] trastuzumab deruxtecan possa rappresentare una nuova opzione terapeutica per il trattamento dei carcinomi mammari e gastrici HER2-positivi&nbsp;</em>&ndash; ha affermato&nbsp;<span>Pascal Soriot</span>, CEO di AstraZeneca<em>&ndash; Inoltre, questo ADC ha il potenziale per ridefinire il trattamento di prima linea del carcinoma mammario a bassa espressione di HER2, e per trattare altri tumori con mutazione o sovraespressione di HER2, compresi i tumori del polmone e del colon-retto. Siamo orgogliosi di lavorare con Daiichi Sankyo, che collabora da lungo tempo con AstraZeneca in altre aree terapeutiche&rdquo;.</em></p>
<p><span>Termini finanziari dell&rsquo;accordo</span><br>Secondo i termini dell&rsquo;accordo, AstraZeneca pagher&agrave; a Daiichi Sankyo un anticipo di 1,35 miliardi di dollari. Ulteriori potenziali pagamenti fino a 5,55 miliardi comprendono 3,8 miliardi al raggiungimento di futuri traguardi regolatori, e fino a 1,75 miliardi per il raggiungimento degli obiettivi di vendita. L&rsquo;ammontare totale previsto dall&rsquo;accordo potrebbe arrivare fino a 6,90 miliardi di dollari.<br>Daiichi Sankyo e AstraZeneca condivideranno equamente i costi di sviluppo e commercializzazione del farmaco, cos&igrave; come i profitti in tutto il mondo, mentre i diritti esclusivi del farmaco in Giappone resteranno appannaggio di Daiichi Sankyo. Daiichi Sankyo commercializzer&agrave; il prodotto negli Stati Uniti, in alcuni Paesi europei e in altri mercati in cui Daiichi Sankyo ha filiali, mentre AstraZeneca curer&agrave; la commercializzazione in tutti gli altri mercati, tra cui Cina, Australia, Canada e Russia.<br>L&rsquo;impatto sui risultati consolidati di Daiichi Sankyo per l&rsquo;anno fiscale che termina il 31 marzo 2019 &egrave; irrilevante, in quanto il pagamento anticipato sar&agrave; contabilizzato tra le entrate del periodo in cui Daiichi Sankyo avr&agrave; obblighi contrattuali nell&rsquo;ambito della collaborazione. Si prevede che questa partnership con AstraZeneca contribuir&agrave; ad elevare la capitalizzazione di Daiichi Sankyo nel medio-lungo periodo.</p>
<p><span>[Fam-] Trastuzumab Deruxtecan</span><br>[Fam-] trastuzumab deruxtecan (DS-8201) &egrave; il prodotto leader del franchise sperimentale sugli ADC di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise. Gli ADC sono medicinali antineoplastici mirati che forniscono una chemioterapia citotossica (&ldquo;carico farmacologico&rdquo;) alle cellule neoplastiche mediante un legante attaccato a un anticorpo monoclonale che si lega a uno specifico bersaglio espresso sulle cellule neoplastiche.</p>
<p>Un ampio e completo programma di sviluppo con [fam-] trastuzumab deruxtecan &egrave; attualmente in corso in Nord America, Europa e Asia, e include cinque studi. [Fam-] trastuzumab deruxtecan si trova in fase III di sviluppo per il carcinoma mammario metastatico a bassa espressione HER2 precedentemente trattato (confrontato con la terapia scelta dallo sperimentatore; DESTINY-Breast04); in fase III di sviluppo per il carcinoma mammario metastatico HER2 positivo (confrontato con ado-trastuzumab emtansina (T-DM1); DESTINY-Breast03); e in fase III di sviluppo per il carcinoma mammario metastatico HER2 positivo (confrontato con la terapia scelta dallo sperimentatore post T-DM1; DESTINY-Breast02). Il farmaco: sta concludendo la fase II di sviluppo clinico per il carcinoma mammario metastatico HER2-positivo resistente o refrattario alla ado-trastuzumab emtansina (DESTINY-Breast01); &egrave; in studio in fase II di nel carcinoma gastrico in stadio avanzato HER2-positivo resistente o refrattario al trastuzumab (DESTINY-Gastric01), nel carcinoma colorettale in stadio avanzato con espressione di HER2 e nel NSCLC non squamoso metastatico, con sovraespressione di HER2 o mutazione HER2; infine &egrave; in sperimentazione di fase I in associazione con nivolumab per il carcinoma mammario e vescicale metastatico con espressione di HER2.</p>
<p>[Fam-] trastuzumab deruxtecan ha ottenuto dalla statunitense Food and Drug Administration (FDA) la designazione di Breakthrough Therapy per il trattamento dei pazienti con carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico HER2-positivo, trattati con trastuzumab e pertuzumab e con progressione della malattia dopo ado-trastuzumab emtansina (T-DM1), e la designazione di Fast Track per il trattamento del carcinoma mammario HER2-positivo non operabile e/o metastatico nei pazienti con progressione dopo precedente trattamento con terapie anti-HER2, compresa la T-DM1. Il farmaco ha inoltre ottenuto, dal Ministero della Salute, del Lavoro e della Previdenza giapponese, la designazione di SAKIGAKE per il trattamento del carcinoma gastrico o della giunzione gastro-esofagea HER2-positivo in stadio avanzato.<br>[Fam-] trastuzumab deruxtecan &egrave; una molecola in fase di sperimentazione non ancora approvata per alcuna indicazione in alcun Paese. La sicurezza e l&rsquo;efficacia non sono state ancora determinate.</p>
<p><span>Daiichi Sankyo Cancer Enterprise</span><br>La vision di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise consiste nell&rsquo;applicazione di conoscenze e capacit&agrave; innovative guidate da un pensiero non convenzionale per sviluppare trattamenti significativi per i pazienti affetti da cancro. L&rsquo;azienda &egrave; impegnata a trasformare la scienza in valore per il paziente, e questo impegno &egrave; presente in tutte le sue attivit&agrave;.<br>L&rsquo; obiettivo &egrave; quello di mettere a disposizione dei pazienti sette nuove molecole nei prossimi otto anni, dal 2018 al 2025, avvalendosi dei risultati dei suoi tre pilastri: il Franchise di Farmaci Anticorpo-Coniugati, quello dedicato alla Leucemia Mieloide Acuta e quello di ricerca focalizzato sullo sviluppo delle nuove molecole.<br>I Centri di ricerca della Daiichi Sankyo Cancer Enterprise includono due laboratori di bio/immuno-oncologia e &ldquo;small molecules&rdquo; in Giappone e Plexxikon Inc. a Berkeley (California), e il centro di R&amp;S sulla struttura delle &ldquo;small molecules&rdquo;. Tra i composti che si trovano nella fase cruciale di sviluppo figurano: [fam-] trastuzumab deruxtecan, un farmaco anticorpo-coniugato (ADC) per i carcinomi HER2-positivi della mammella, dello stomaco ed altri, il quizartinib, un inibitore orale selettivo di FLT3 per la leucemia mieloide acuta (AML) con mutazioni di FLT3-ITD di nuova diagnosi e recidivante/refrattaria, e il pexidartinib, un inibitore orale di CSF-1R per il tumore tenosinoviale a cellule giganti (TGCT). Per maggiori informazioni, consultare&nbsp;<a href="http://www.dscancerenterprise.com/">http://www.DSCancerEnterprise.com</a></p>
<p><span>Fonte</span>:&nbsp;<a href="https://bit.ly/2WDjXOJ" target="_blank">Daiichi Sankyo</a></p>
<p>&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&ndash;</p>
<p>Contatti</p>
<p><span>Daiichi Sankyo</span><br>Elisa Porchetti<br>Tel.+39 0685255-202<br>elisa.porchetti@<span>daiichi-sankyo.it</span></p>
<p>Valeria Carbone Basile<br>Tel: +39 339 1704748<br>valeria.carbonebasile@<span>gmail.com</span></p><p>URL del Link: <a href="http://bit.ly/2uBUdqe">http://bit.ly/2uBUdqe</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
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	<pubDate>Fri, 22 Mar 2019 15:26:10 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[EHRA 2019: presentati i risultati dello studio osservazionale EMIT –AF/VTE]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Bassa frequenza di eventi tromboembolici ed emorragici con l&rsquo;uso peri-procedurale di edoxaban in pazienti anziani con FA/TEV sottoposti a procedure diagnostiche e terapeutiche</em></p>
<p><em><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2019/03/congresso-ehra-2019-presentati-i-risultati-dello-studio-eliminatee28093af.png?w=1000" alt="" style="border: 0px; "><br></em></p>
<p><span>Lisbona, 20 marzo 2019</span>&nbsp;&ndash; La somministrazione peri-procedurale di edoxaban nella pratica clinica di routine, in pazienti anziani affetti da fibrillazione atriale (FA) o tromboembolia venosa (TEV) sottoposti a procedure diagnostiche o terapeutiche, &egrave; associata a una bassa incidenza di sanguinamento e ad una bassa incidenza di complicanze tromboemboliche/ischemiche anche nelle procedure ad alto rischio di sanguinamento come classificate dall&rsquo;EHRA. A dimostrarlo sono i dati di EMIT-AF/VTE, uno studio prospettico non interventistico che ha valutato l&rsquo;anticoagulante orale edoxaban (LIXIANA&reg;) in monosomministrazione giornaliera, nella gestione peri-procedurale di 1.155 pazienti arruolati in sette Paesi europei. I risultati sono stati presentati durante il congresso EHRA 2019 di Lisbona.</p>
<p>EMIT-AF/VTE &egrave; il primo ampio studio osservazionale, multicentrico, multinazionale non interventistico, prospettico, che ha valutato l&rsquo;uso di edoxaban nella gestione peri-procedurale e sugli eventi, applicando la classificazione del rischio emorragico peri-procedurale EHRA, introdotta nell&rsquo;aprile 2018, in una pratica clinica di routine.</p>
<p>I pazienti arruolati in EMIT-VTE/AF erano 62% maschi, anziani (et&agrave; media = 71,9 &plusmn; 10,4 anni, 45% &ge; 75 anni) ed erano affetti da comorbilit&agrave; multiple. Dei partecipanti, 294 (26%) erano sottoposti a interventi a rischio emorragico minore (classificazione EHRA), 581 (50%) a basso rischio, e 280 (24%) ad alto rischio. Inoltre, il 30% (345/1.155) dei pazienti ha continuato il trattamento con edoxaban senza interruzioni durante il periodo peri-procedurale, mentre il 73% (847/1.155) non ha avuto interruzioni post-procedurali.</p>
<p>L&rsquo;endpoint primario di sicurezza, sanguinamento maggiore (come definito dall&rsquo;ISTH) da cinque giorni prima a 30 giorni dopo una procedura, si &egrave; verificato nello 0,4% (5 di 1.155) dei pazienti. L&rsquo;incidenza di emorragie &egrave; stata bassa, anche nelle 280 procedure ad alto rischio (classificazione EHRA): con lo 0,7% (2 di 280) di sanguinamenti maggiori e l&rsquo;1,4% (4 di 280) di sanguinamenti non maggiori clinicamente rilevanti.</p>
<p>Commentando i dati,&nbsp;<span>Paolo Colonna</span>, Professore di Cardiologia presso l&rsquo;Ospedale Universitario e Policlinico di Bari, ha dichiarato:&nbsp;<em>&ldquo;Fino ad ora, i dati disponibili sulla gestione peri-procedurale dei pazienti a cui &egrave; stato prescritto un NOAC come l&rsquo;edoxaban e i risultati clinici associati, erano limitati. Le basse percentuali di sanguinamento e le complicanze tromboemboliche/ischemiche associate a edoxaban nello studio EMIT-AF/VTE forniscono informazioni sull&rsquo;uso di questo farmaco in pazienti non selezionati sottoposti a procedure diagnostiche o terapeutiche&rdquo;.</em></p>
<p>L&rsquo;obiettivo secondario dello studio era documentare l&rsquo;incidenza dell&rsquo;endpoint composito di sindrome coronarica acuta (SCA), ictus non emorragico, attacco ischemico transitorio (TIA), eventi embolici sistemici (EES), trombosi venosa profonda (TVP), embolia polmonare (EP) e morte per cause cardiovascolari.3 Gli eventi trombotici/ischemici si sono verificati nello 0,6% (7 su 1.155) dei pazienti.2</p>
<p><em>&ldquo;Lo studio EMIT-AF/VTE fa parte del programma di ricerca clinica su edoxaban (EDOSURE) che nel 2019 fornir&agrave; prove significative a sostegno dell&rsquo;uso di edoxaban nella pratica clinica, in particolare per i pazienti anziani. I risultati di questo studio supportano ulteriormente l&rsquo;impegno a lungo termine di Daiichi Sankyo Europe nelle cure cardiovascolari&rdquo;</em>, ha sottolineato&nbsp;<span>Wolfgang Zierhut</span>, Direttore Esecutivo del Dipartimento Medical Affairs e Responsabile dell&rsquo;Unit&agrave; Cardiovascolare e Trombosi di Daiichi Sankyo Europe.</p>
<p>EMIT-AF/VTE &egrave; uno dei numerosi studi inclusi in EDOSURE, il programma di ricerca clinica su edoxaban. Si stima che per l&rsquo;intero programma saranno pi&ugrave; di 100 mila i pazienti arruolati in tutto il mondo, con l&rsquo;obiettivo di generare nuovi dati clinici e real-world sull&rsquo;uso di questo farmaco nelle popolazioni affette da fibrillazione atriale e tromboembolia venosa, al fine di fornire a medici e pazienti la pi&ugrave; ampia garanzia sul trattamento. (Per maggiori info:&nbsp;<a href="https://www.daiichisankyo.com/rd/pipeline/products/ecrp/index.html">https://www.daiichisankyo.com/rd/pipeline/products/ecrp/index.html</a>)</p>
<p>&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;-</p>
<p><span>EMIT-AF/VTE</span><br>Lo studio osservazionale, condotto in sette Paesi europei, include dati da 1.155 prime procedure diagnostiche/terapeutiche in pazienti, non selezionati, con fibrillazione atriale e tromboembolia venosa trattati con edoxaban. EMIT-AF/VTE &egrave; uno studio multinazionale, multicentrico, prospettico osservazionale, non interventistico. L&rsquo;endpoint primario di sicurezza era l&rsquo;incidenza di sanguinamento maggiore da 5 giorni prima a 30 giorni dopo l&rsquo;intervento. Gli obiettivi secondari comprendevano gli endpoint di efficacia come combinazione di eventi cardiovascolari maggiori, e la raccolta di informazioni sui tipi di procedure diagnostiche o terapeutiche.</p>
<p><span>La Fibrillazione Atriale (FA)</span><br>La FA &egrave; una condizione in cui il cuore batte in modo rapido e irregolare. Quando ci&ograve; accade, il sangue pu&ograve; accumularsi e addensarsi nelle camere del cuore con un aumento del rischio di coaguli di sangue. Questi coaguli di sangue possono staccarsi e viaggiare attraverso il flusso ematico verso il cervello (o talvolta verso un&rsquo;altra parte del corpo), dove possono potenzialmente provocare un ictus<br>La fibrillazione atriale &egrave; il tipo pi&ugrave; comune di disturbo del ritmo cardiaco ed &egrave; associata a una notevole morbilit&agrave; e mortalit&agrave;. Pi&ugrave; di 6 milioni di Europei presentano una diagnosi di FA, e si stima che questa cifra raddoppier&agrave; nei prossimi 50 anni. Rispetto a quelli che non ne soffrono, le persone con questa aritmia hanno un rischio di ictus 3-5 volte pi&ugrave; alto. Un ictus su cinque &egrave; causato da FA.</p>
<p><span>La Tromboembolia Venosa (TEV)</span><br>Con il termine tromboembolia venosa (o tromboembolismo venoso) si indicano due patologie correlate, la trombosi venosa profonda (TVP) e l&rsquo;embolia polmonare (PE). La TVP &egrave; causata dalla formazione di un coagulo all&rsquo;interno di una vena profonda, di solito negli arti inferiori, nella pelvi o nelle cosce, ma pu&ograve; verificarsi anche in altre parti del corpo. L&rsquo;embolia polmonare (EP) si determina quando una parte del coagulo si distacca dall&rsquo;interno di una vena e viaggia fino ai polmoni, dove ostruisce le arterie polmonari determinando una condizione potenzialmente fatale.<br>La TEV &egrave; una delle maggiori cause di morbilit&agrave; e mortalit&agrave;. C&rsquo;&egrave; un alto tasso di recidiva dopo un primo evento di TEV, che si riduce con il trattamento anticoagulante. Senza questa terapia, circa la met&agrave; dei pazienti che presentano un evento iniziale di TEV, sperimenteranno una recidiva entro tre mesi.</p>
<p><span>Edoxaban</span><br>Edoxaban &egrave; un inibitore diretto del fattore Xa che si somministra una volta al giorno. Il fattore Xa &egrave; uno dei componenti chiave responsabili della coagulazione del sangue, quindi inibirlo significa rendere il sangue pi&ugrave; fluido e meno incline alla coagulazione. Edoxaban &egrave; attualmente commercializzato da Daiichi Sankyo e dai suoi Partners in 20 Nazioni.</p>
<p><span>Daiichi Sankyo</span><br>Daiichi Sankyo &egrave; un Gruppo farmaceutico attivamente impegnato nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione di farmaci innovativi con la mission di colmare i diversi bisogni di cura ancora non soddisfatti dei pazienti, sia nei mercati industrializzati che in quelli emergenti. Con pi&ugrave; di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in pi&ugrave; di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 15.000 dipendenti in tutto il mondo contano su una ricca eredit&agrave; di innovazione e una robusta linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo robusto portafoglio di farmaci per il trattamento dell&rsquo;ipertensione e dei disordini trombotici, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una &ldquo;Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica&ldquo;, le attivit&agrave; di ricerca e sviluppo di Daiichi Sankyo sono focalizzate alla creazione di nuove terapie per l&rsquo;oncologia e l&rsquo;immuno-oncologia, con un ulteriore focus su nuove frontiere quali la gestione del dolore, le malattie neurodegenerative e cardiometaboliche, e altre patologie rare.<br>Per maggiori informazioni visita il sito&nbsp;<a href="http://www.daiichi-sankyo.it/">http://www.daiichi-sankyo.it</a></p>
<p><span>Fonte</span>:&nbsp;<a href="https://bit.ly/2FoVEhQ" target="_blank">Daiichi Sankyo Europe</a></p>
<p>&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&ndash;</p>
<p>Contatti</p>
<p><span>Daiichi Sankyo</span><br>Elisa Porchetti<br>Tel.+39 0685255-202<br>elisa.porchetti@<span>daiichi-sankyo.it</span></p>
<p>Valeria Carbone Basile<br>Tel: +39 339 1704748<br>valeria.carbonebasile@<span>gmail.com</span></p><p>URL del Link: <a href="http://bit.ly/2Oe516X">http://bit.ly/2Oe516X</a></p>]]></description>
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</item>
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	<pubDate>Fri, 01 Mar 2019 12:40:47 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Colesterolo LDL: Convalida EMA per immissione in commercio dell’acido bempedoico]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Convalidata l&rsquo;immissione in commercio delle compresse di acido bempedoico e della associazione a dose fissa di acido bempedoico/ezetimibe per la riduzione del colesterolo LDL</em>.</p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2019/02/colesterolo-ldl-ema-convalida-richiesta-commercializzazione-acido-bempedoico.jpg?w=1000" alt="" style="border: 0px; "></p>
<p><span>Roma, 28 Febbraio 2019 &ndash;</span>&nbsp;L&rsquo;Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha convalidato la richiesta di autorizzazione all&rsquo;immissione in commercio delle compresse di acido bempedoico e della associazione a dose fissa di acido bempedoico/ezetimibe per la riduzione del colesterolo LDL (LDL-C). Ad annunciarlo oggi sono Esperion Therapeutics, che ha sviluppato il farmaco, e Daiichi Sankyo Europe, che lo commercializzer&agrave; in UE e Svizzera. La convalida conferma che l&rsquo;application &egrave; completa e d&agrave; inizio al processo di valutazione scientifica da parte del Comitato europeo per i medicinali ad uso umano (CHMP).</p>
<p>L&rsquo;acido bempedoico &egrave; il primo farmaco orale appartenente alla classe degli inibitori dell&rsquo;ATP citrato liasi (ACL), in monosomministrazione giornaliera, che riduce la biosintesi del LDL-C e porta a sovraregolazione dell&rsquo;espressione dei recettori LDL. In monoterapia o in associazione fissa con ezetimibe, potrebbe diventare un&rsquo;importante opzione di trattamento per i pazienti con ipercolesterolemia che non raggiungono il loro livello ottimale di C-LDL con le terapie esistenti o che presentano intolleranza alle statine.</p>
<p>La convalida dell&rsquo;EMA per l&rsquo;indicazione &ldquo;riduzione del colesterolo LDL&rdquo; &egrave; basata sull&rsquo;avanzamento positivo del programma globale di Fase III, che ha dimostrato che l&rsquo;acido bempedoico &egrave; stato ben tollerato ed efficace nell&rsquo;uso cronico, in quasi 4.800 pazienti.<br>I pazienti trattati con acido bempedoico hanno presentato un&rsquo;ulteriore riduzione del colesterolo LDL del 20% quando utilizzato con statine alla massima dose tollerata, fino al 30% quando utilizzato in monoterapia, una riduzione del 35% in associazione ad ezetimibe se usato con statine alla massima dose tollerata, e fino al 43% in associazione a ezetimibe senza somministrazione concomitante di statine. Nei trial di Fase III, la frequenza di eventi avversi osservati durante il trattamento, di eventi avversi a carico dei muscoli e di interruzioni del trattamento, &egrave; risultata sovrapponibile nel gruppo trattato con acido bempedoico e in quello trattato con placebo.</p>
<p>Esiste un significativo bisogno insoddisfatto per pazienti con ipercolesterolemia che non raggiungono i loro obiettivi di trattamento con le terapie esistenti. Ci&ograve; &egrave; particolarmente vero per i pazienti che assumono solamente statine alla massima dose tollerata oppure sono intolleranti alle statine e hanno bisogno di una ulteriore riduzione di LDL-C.L&rsquo;acido bempedoico pu&ograve; essere usato in associazione con altri farmaci ipolipemizzanti e offre un&rsquo;opzione orale giornaliera e conveniente per questa tipologia di pazienti, grazie alla sua modalit&agrave; d&rsquo;azione specifica per il fegato che pu&ograve; evitare le reazioni avverse associate alla terapia con statine.</p>
<p>L&rsquo;acido bempedoico espande l&rsquo;impegno di Daiichi Sankyo Europe nella terapia cardiovascolare e nello sviluppo di trattamenti innovativi, convenienti e a prezzi accessibili.&nbsp;<em>&ldquo;A differenza di alcune delle storiche aziende da sempre impegnate in campo cardiovascolare, che hanno poi deciso di concentrare i loro sforzi su altre aree terapeutiche, noi proseguiamo nell&rsquo;impegno in questo ambito. Con l&rsquo;acido bempedoico, il nostro trattamento di prima classe, continuiamo a costruire sulla dedizione che mettiamo nel cercare di soddisfare le esigenze critiche dei pazienti che in Europa hanno atualmente opzioni limitate e che non raggiungono il livello target di LDL-C&rdquo;</em>, ha spiegato&nbsp;<span>Benoit Creveau</span>, Responsabile Marketing Cardiovascolare di Daiichi Sankyo Europe.</p>
<p><em>&ldquo;Siamo molto lieti di collaborare con Daiichi Sankyo Europe per rendere l&rsquo;acido bempedoico l&rsquo;opzione di trattamento preferita, dopo le statine, per il trattamento dell&rsquo;ipercolesterolemia in Europa. Prevediamo che la portata e l&rsquo;esperienza cardiovascolare di Daiichi Sankyo Europe contribuiranno a fare dell&rsquo;acido bempedoico e della sua associazione con ezetimibe, due strumenti importanti nella lotta di medici e pazienti contro livelli elevati di LDL-C&rdquo;</em>, ha dichiarato&nbsp;<span>Tim Mayleben</span>, Presidente e CEO di Esperion.</p>
<p><em>&ldquo;I risultati del programma di sviluppo di Fase III di acido bempedoico e della associazione fissa di acido bempedoico/ezetimibe, forniscono prove convincenti che l&rsquo;acido bempedoico &egrave; un&rsquo;opzione terapeutica efficace e ben tollerata e speriamo di renderlo disponibile il prima possibile ai pazienti europei&rdquo;,</em>&nbsp;aggiunge&nbsp;<span>Rodney Smith</span>, ricercatore e Responsabile Medical Affairs di Daiichi Sankyo Europe.</p>
<p>Esperion ha completato il suo programma di sviluppo di Fase III dell&rsquo;acido bempedoico in monosomministrazione ed associato ad ezetimibe nell&rsquo;ottobre 2018. La robusta mole di dati ottenuti costituisce la base delle richieste di autorizzazione all&rsquo;immissione in commercio presentate alla Food and Drug Administration (FDA) e all&rsquo;Agenzia europea del Farmaco (EMA), le cui decisioni sono attese nella prima met&agrave; del 2020. CLEAR Outcomes, il trial globale sull&rsquo;acido bempedoico che valuta gli eventi cardiovascolari, &egrave; attualmente in corso e i dati sulla riduzione del rischio cardiovascolare sono previsti nel 2022.</p>
<p><span>Associazione Acido Bempedoico / Ezetimibe in compresse</span></p>
<p>L&rsquo;associazione di acido bempedoico e ezetimibe &egrave; una terapia non-statinica, disponibile per via orale (compresse), in monosomministrazione giornaliera, per ridurre i livelli di C-LDL, mediante i meccanismi di azione complementari di inibizione della sintesi del colesterolo (acido bempedoico) e inibizione dell&rsquo;assorbimento del colesterolo (ezetimibe). L&rsquo;inibizione dell&rsquo;adenosina trifosfato (ATP) citrato liasi (ACL) da parte dell&rsquo;acido bempedoico riduce la biosintesi del colesterolo e riduce l&rsquo;LDL-C agendo sul recettore LDL. L&rsquo;inibizione del gene NPC1L1 (Niemann-Pick C1-Like 1), grazie a ezetimibe, si traduce in un ridotto assorbimento del colesterolo dal tratto gastrointestinale che, di conseguenza, riduce l&rsquo;apporto di colesterolo al fegato, con effetti conseguenti sui recettori LDL. I dati di Fase III hanno dimostrato che questa associazione ben tollerata determina una riduzione del 35% del C-LDL quando utilizzato con statine alla massima dose tollerata, una riduzione del 43% del C-LDL quando usato in monoterapia, e una riduzione del 34% della proteina C-reattiva ad alta sensibilit&agrave; (hsCRP). La frequenza di eventi avversi osservati durante il trattamento, di eventi avversi a carico dei muscoli e di interruzioni del trattamento, &egrave; risultata sovrapponibile nel gruppo trattato con acido bempedoico e in quello trattato con placebo.</p>
<p><span>Acido Bempedoico</span></p>
<p>Con un meccanismo d&rsquo;azione mirato, l&rsquo;acido bempedoico &egrave; il primo farmaco orale appartenente alla classe degli inibitori dell&rsquo;(ATP) citrato liasi (ACL), in monosomministrazione giornaliera, che riduce la biosintesi del colesterolo e degli acidi grassi e riduce il C-LDL agendo sul recettore LDL. Come le statine, l&rsquo;acido bempedoico riduce anche la proteina C-reattiva ad alta sensibilit&agrave; (hs-CRP), un marcatore chiave dell&rsquo;infiammazione associato alla malattia cardiovascolare.Destinazione non trovata! L&rsquo;acido bempedoico &egrave; un profarmaco che &egrave; attivato dalla acil-CoA sintetasi a catena molto lunga-1 (ACSVL1). Inoltre, &egrave; stato dimostrato che l&rsquo;assenza di ACSVL1 nel muscolo scheletrico permette all&rsquo;acido bempedoico di limitare il potenziale di miotossicit&agrave; associato alla terapia con le statine.Destinazione non trovata!<br>Gli studi di fase II e di fase III condotti su quasi 4.800 pazienti, con circa 3.100 pazienti trattati con acidobempedoico, hanno messo in evidenza una ulteriore riduzione del colesterolo LDL del 20% quando utilizzato con statine alla massima dose tollerata, fino al 30% quando utilizzato in monoterapia, e una riduzione del 35% in associazione ad ezetimibe se usato con statine alla massima dose tollerata, e fino al 43% di C-LDL in associazione ad ezetimibe senza somministrazione concomitante di statine.Destinazione non trovata!</p>
<p>L&rsquo;effetto dell&rsquo;acido bempedoico sulla morbilit&agrave; e mortalit&agrave; cardiovascolare non &egrave; stato ancora determinato. Esperion ha avviato uno studio globale sugli eventi cardiovascolari, al fine di valutare gli effetti dell&rsquo;acido bempedoico sulla frequenza di eventi cardiovascolari maggiori in pazienti con malattia cardiovascolare o ad alto rischio, che non tollerano neanche la pi&ugrave; bassa dose giornaliera di statine approvata, e dunque sono considerati &ldquo;statino-intolleranti&rdquo;. Il trial &ndash; noto come CLEAR Outcomes &ndash; &egrave; uno studio event-driven, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo che prevede l&rsquo;arruolamento di circa 12.600 pazienti con ipercolesterolemia ad elevato rischio di malattia cardiovascolare, in oltre 1.000 centri distribuiti in circa 30 Paesi.</p>
<p><span>Daiichi Sankyo</span><br>Daiichi Sankyo &egrave; un Gruppo farmaceutico attivamente impegnato nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione di farmaci innovativi con la mission di colmare i diversi bisogni di cura ancora non soddisfatti dei pazienti, sia nei mercati industrializzati che in quelli emergenti. Con pi&ugrave; di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in pi&ugrave; di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 15.000 dipendenti in tutto il mondo, contano su una ricca eredit&agrave; di innovazione e una robusta linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo robusto portafoglio di farmaci per il trattamento dell&rsquo;ipertensione e dei disordini trombotici, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una &ldquo;Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica&ldquo;, le attivit&agrave; di ricerca e sviluppo di Daiichi Sankyo sono focalizzate alla creazione di nuove terapie per l&rsquo;oncologia e l&rsquo;immuno-oncologia, con un ulteriore focus su nuove frontiere quali la gestione del dolore, le malattie neurodegenerative e cardiometaboliche, e altre patologie rare.<br>Per maggiori informazioni visita il sito&nbsp;<a href="http://www.daiichi-sankyo.it/">http://www.daiichi-sankyo.it</a></p>
<p><span>Esperion</span></p>
<p>Esperion &egrave; la Lipid Management Company impegnata con passione nello sviluppo e nella commercializzazione di terapie orali in monosomministrazione giornaliera complementari e convenienti, per il trattamento di pazienti con ipercolesterolemia. Attraverso l&rsquo;eccellenza scientifica e clinica e una profonda conoscenza della biologia del colesterolo, il team Esperion, esperto nella gestione dei lipidi si impegna a sviluppare nuove terapie anti-colesterolo LDL che avranno un impatto sostanziale sulla riduzione delle malattie cardiovascolari globali: la principale causa di morte in tutto il mondo. L&rsquo;acido bempedoico e la associazione fissa di acido bempedoico/ezetimibe (candidata a diventare il principale prodotto dell&rsquo;azienda), sono terapie mirate che hanno dimostrato di ridurre significativamente i livelli elevati di LDL-C in pazienti con ipercolesterolemia, compresi i pazienti non adeguatamente trattati con le attuali terapie. Per ulteriori informazioni, visita il sito&nbsp;<a href="http://www.esperion.com/">http://www.esperion.com</a>&nbsp;e il profilo Twitter&nbsp;<span>twitter.com/EsperionInc</span>.</p>
<p><span>Fonte</span>:&nbsp;<a href="https://bit.ly/2IGU5zy" target="_blank">Daiichi Sankyo Europe</a></p>
<p>&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&ndash;</p>
<p><span>Contatti</span></p>
<p><span>Daiichi Sankyo</span><br>Elisa Porchetti<br>Tel.+39 0685255-202<br>elisa.porchetti@<span>daiichi-sankyo.it</span></p>
<p>Valeria Carbone Basile<br>Tel: +39 339 1704748<br>valeria.carbonebasile@<span>gmail.com</span></p><p>URL del Link: <a href="http://bit.ly/2XvbT3P">http://bit.ly/2XvbT3P</a></p>]]></description>
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