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	<title><![CDATA[MSNI: Link di Fabrizio Del Dongo]]></title>
	<link>https://msni.it/bookmarks/owner/DailyFocus?offset=70</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<pubDate>Thu, 03 Nov 2016 19:02:03 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Monsignor Gianni Carrù: La memoria apostolorum nelle catacombe di San Sebastiano]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Il Monsignor Giovanni Carr&ugrave; ci mostra, nel suo articolo sulla basilica di San Sebastiano, che il 29 giugno, sin dalla met&agrave; del III secolo, ma forse anche precedentemente, si celebrava il culto congiunto per i principi degli apostoli, in un&rsquo;unica sede, diversa dal Vaticano e dalla via Ostiense. Il terzo luogo della venerazione per Pietro e Paolo si sarebbe sviluppato nel cuore delle catacombe di San Sebastiano.</p>
<p>La &laquo;memoria apostolorum&raquo; nelle catacombe di San Sebastiano<br>di Giovanni Carr&ugrave;</p>
<p>Al terzo miglio della via Appia si conserva la suggestiva basilica di San Sebastiano, che nasconde uno dei nuclei catacombali pi&ugrave; antichi della Roma sotterranea cristiana. Qui si colloca anche il terzo luogo della venerazione per i principi degli apostoli. Se, infatti, il culto per Pietro e Paolo si era sviluppato assai precocemente sulle loro tombe situate rispettivamente nella necropoli vaticana e sulla via Ostiense, nel cuore delle catacombe di San Sebastiano si incastona un singolare e un po' misterioso luogo di culto, proprio laddove era un avvallamento dovuto a una cava di pozzolana in funzione gi&agrave; nel I secolo prima dell' era cristiana, che affidava al sito quella denominazione - ad catacumbas - che, a partire dal medioevo, servir&agrave; a definire tutti i cimiteri ipogei paleocristiani.</p>
<p>Nelle pareti della cava vennero sistemate alcune sepolture e, nell' anfratto, sorsero dei colombari, mentre, nel corso del II secolo dell'era cristiana, l'area sub&igrave; un forte interramento e nacque la<br>cosiddetta "piazzola", dove vennero costruiti tre mausolei pagani e le prime sepolture cristiane, come dimostrano alcune interessanti iscrizioni funerarie con incisi i pi&ugrave; antichi segni della religione cristiana, come l'ancora e il pesce.</p>
<p>Anche il sepolcreto della "piazzola", intorno alla met&agrave; del III secolo, sub&igrave; un interramento, su cui venne costruito un singolare cortile porticato, definito dagli archeologi triclia, dove si svolgevano i refrigeria (pasti funebri) in onore di Pietro e Paolo, tanto che il complesso assunse la suggestiva denominazione di memoria apostolorum, proprio in relazione a questo culto funerario, di tipo popolare, che si istituzionalizz&ograve; nel 258, data dei consoli Tusco e Basso, che appare nella Depositio martyrum, il prezioso documento agiografico che conflu&igrave; nel Cronografo del 354.<br>Stando alle testimonianze letterarie e ai rinvenimenti archeologici, dunque, il 29 giugno, sin dalla met&agrave; del III secolo, ma forse anche precedentemente, si celebrava il culto congiunto per i principi degli apostoli, in un'unica sede, diversa dal Vaticano e dalla via Ostiense. Sulle pareti della triclia, infatti, si leggono centinaia di graffiti, tracciati dai pellegrini giunti alla memoria apostolorum da tutto il mondo.</p>
<p>Al tempo di Costantino, in corrispondenza della memoria, fu costruita una basilica circiforme, ossia a forma di circo, per monumentalizzare questo particolare culto per Pietro e Paolo. A questi ultimi dedic&ograve; uno dei suoi epigrammi Papa Damaso (366-384), che ci &egrave; giunto attraverso le sillogi medievali e che riporta queste brevi note: &laquo;Tu che cerchi i nomi di Pietro e Paolo, devi sapere che i santi dimorarono qui un tempo. Questi apostoli ce li mand&ograve; l'Oriente, lo riconosciamo volentieri, ma, in seguito al martirio e seguendo l'esempio di Cristo, giunsero sino alle stelle, nelle regioni celesti e nel regno dei giusti. Roma li rivendic&ograve; come suoi cittadini. Questo voleva dire Damaso o nuove stelle&raquo;.</p>
<p>Questi versi trovarono un corrispettivo iconografico, venti anni orsono, quando, in una regione delle catacombe di San Sebastiano, si rinvenne e restaur&ograve; un affresco della fine del IV secolo raffigurante Pietro e Paolo che si abbracciano, proponendo un'iconografia cara alla classica concordia tra gli imperatori e, forse, ispirata alla letteratura apocrifa, dove si fa riferimento all' ultimo commovente saluto tra Pietro e Paolo prima del martirio, avvenuto a Roma, in seguito alla persecuzione neroniana.</p>
<p>Fonte: Il Cattolico.it</p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2eYurWA">https://bit.ly/2eYurWA</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44443/giuseppe-lasco-terna-accordo-per-sviluppo-sostenibile-rete-elettrica-sicilia</guid>
	<pubDate>Thu, 03 Nov 2016 17:18:02 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44443/giuseppe-lasco-terna-accordo-per-sviluppo-sostenibile-rete-elettrica-sicilia</link>
	<title><![CDATA[Giuseppe Lasco Terna accordo per sviluppo sostenibile rete elettrica Sicilia]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>L&rsquo;accordo tra Terna e la Regione Siciliana.</em><br><em>Stretta collaborazione nella pianificazione e realizzazione, nel pieno rispetto del territorio, di una rete elettrica efficiente in Sicilia e in particolare in provincia di Messina e nella Valle del Mela. Questi gli obiettivi del protocollo d&rsquo;intesa che prevede nuovi investimenti per lo sviluppo della rete elettrica siciliana per 1 miliardo di euro firmato nei giorni scorsi a Palermo dal Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta e dall&rsquo;Amministratore Delegato di Terna Matteo Del Fante, alla presenza del Direttore Corporate Affairs di Terna, Giuseppe Lasco, dell&rsquo;Assessore Regionale Territorio e Ambente, Maurizio Croce, del Segretario Generale della Regione Sicilia, Patrizia Monterosso, e di Pietro Sciortino, Capo Gabinetto dell&rsquo;Assessorato Beni Culturali e dell&rsquo;Identit&agrave; siciliana guidato da Carlo Vermiglio.</em></p>
<p><strong>Terna, AD Matteo Del Fante</strong>, la societ&agrave; che gestisce la rete elettrica di trasmissione nazionale, prevede nuovi investimenti sulla rete siciliana per un importo di 1 miliardo di euro. Un piano che pone particolare attenzione all&rsquo;area della Valle del Mela dove, successivamente alla realizzazione di un nuovo collegamento elettrico, sar&agrave; possibile demolire numerosi chilometri di vecchie linee aeree.</p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2016/11/FOTO-FIRMA-PROTOCOLLO-Sicilia-Del-Fante-Lasco.jpg" alt="FOTO-FIRMA-PROTOCOLLO Sicilia Del Fante Lasco" style="border: 0px;"></p>
<p><strong>Le nuove infrastrutture elettriche</strong>&nbsp;&ndash; I tre elettrodotti a 380 kV di tensione, &ldquo;Chiaramonte-Gulfi-Ciminna&rdquo;, &ldquo;Paterno-Priolo&rdquo; e &ldquo;Assoro-Sorgente2-Villafranca&rdquo;, la stazione elettrica 380/150 kV &ldquo;Sorgente 2&rdquo;, il riassetto delle rete elettrica di Palermo, in particolare dell&rsquo;area di Casuzze e Tommaso Natale, e della Provincia di Messina, sono i principali interventi individuati dal Protocollo per i quali Terna e la Regione Sicilia si impegnano a una stretta collaborazione nella fase autorizzativa e realizzativa al fine di coniugare efficienza e sostenibilit&agrave;. In particolare, verranno valutate contestualmente le problematiche legate alla sicurezza, affidabilit&agrave; e continuit&agrave; del servizio elettrico nel perseguimento degli obiettivi ambientali ed energetici indicati dal Piano Energetico Ambientale Regione Sicilia. Particolare rilievo sar&agrave;, poi, dato alla condivisione della localizzazione degli interventi elettrici di razionalizzazione e sviluppo previsti nel Piano di Terna attraverso criteri congiuntamente definiti e approvati dalla Giunta di Governo Regionale. Al fine di coordinare il processo di concertazione, condividere le scelte localizzative degli interventi e rendere l&rsquo;iter autorizzativo degli interventi pi&ugrave; snello ed efficiente verr&agrave;, inoltre, istituito un Tavolo Tecnico Regionale che coinvolger&agrave; Terna, le Amministrazioni Centrali della Regione Sicilia, le Provincie Regionali, gli Enti Locali e il Partenariato.</p>
<p><strong>Attenzione all&rsquo;ambiente</strong>&nbsp;&ndash; Il protocollo dedica un&rsquo;attenzione particolare alla provincia di Messina e alla Valle del Mela, caratterizzata da una forte presenza di infrastrutture elettriche nei comuni di Barcellona Pozzo di Gotto, San Filippo del Mela, Pace del Mela, San Pier Niceto e Condr&ograve;. A valle della recente entrata in esercizio dell&rsquo;elettrodotto &ldquo;Sorgente-Rizziconi&rdquo; e del futuro collegamento tra le stazioni elettriche &ldquo;Sorgente 2&rdquo; e &ldquo;Villafranca&rdquo;, infatti, sar&agrave; possibile la demolizione di numerosi km di vecchie linee elettriche nell&rsquo;area.</p>
<p><strong>L&rsquo;impegno di Terna per lo sviluppo sostenibile</strong>&nbsp;&ndash; L&rsquo;impegno per l&rsquo;ambiente e per uno sviluppo sempre pi&ugrave; sostenibile nasce dalla consapevolezza che il mandato di una grande azienda infrastrutturale come Terna, che realizza opere e servizi elettrici di interesse pubblico, non pu&ograve; prescindere da una sensibilit&agrave; sempre maggiore nei confronti del patrimonio ambientale e paesaggistico del Paese. La politica ambientale di Terna si &egrave; tradotta nella sigla dei Protocolli d&rsquo;Intesa con le principali associazioni ambientaliste (tra cui Wwf Italia, Lipu, Legambiente) per migliorare i criteri ambientali nelle attivit&agrave; di pianificazione e sviluppo della rete, con particolare riguardo alla minimizzazione degli impatti sulla biodiversit&agrave;.</p>
<p>Per esempio, per la &ldquo;<a rel="nofollow" href="https://www.strettoweb.com/2016/05/elettrodotto-sorgente-rizziconi-il-ponte-sullo-stretto-energetico-ecco-perche-e-unopera-straordinaria-foto/416282/" target="_blank">Sorgente-Rizziconi</a>&rdquo;, in fase progettuale Terna ha tenuto in forte considerazione un insieme di indicatori sociali, ambientali e territoriali, per valutare i potenziali effetti della linea elettrica nel territorio e per determinare i &ldquo;fattori di condizionamento&rdquo; morfologico, umano, ambientale e culturale rispetto alla predisposizione del tracciato. L&rsquo;analisi del contesto iniziale &egrave; stata utilizzata per individuare l&rsquo;alternativa migliore per il collegamento tra la Sicilia e la Calabria. La realizzazione di nuove infrastrutture, inoltre, ha permesso a Terna di demolire, dal 2010 a oggi, 600 km di vecchie linee, liberando pi&ugrave; di 2.200 ettari di terreno. Accanto agli effetti positivi in termini di sicurezza del servizio e di costo finale dell&rsquo;energia elettrica, lo sviluppo della rete determina una riduzione delle emissioni da parte del sistema elettrico: con la realizzazione degli interventi previsti nel Piano di sviluppo di Terna si stima una riduzione delle emissioni del settore pari, a regime, a circa 15 milioni di tonnellate annue di CO2.</p>
<p><strong>Fonte</strong>:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.qds.it/23520-terna-e-regione-siciliana-insieme-per-lo-sviluppo-sostenibile-in-sicilia.htm" target="_blank">Quotidiano di Sicilia</a></p>
<div>&nbsp;</div><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2f12FWS">https://bit.ly/2f12FWS</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44405/monsignor-gianni-carr-tarcisio-martire-giovinetto-delleucarestia</guid>
	<pubDate>Mon, 31 Oct 2016 18:41:13 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44405/monsignor-gianni-carr-tarcisio-martire-giovinetto-delleucarestia</link>
	<title><![CDATA[Monsignor Gianni Carrù, Tarcisio, martire giovinetto dell'eucarestia]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Nel cuore del comprensorio callistiano della Via Appia &egrave; sorto un vero e proprio centro di culto per Tarcisio, martire giovinetto dell&rsquo;eucarestia, ricordato dalla liturgia proprio il 15 agosto, nel giorno dell&rsquo;Assunta. Approfondisce l&rsquo;argomento Monsignor Giovanni Carr&ugrave; nel suo articolo.</em></p>
<h1><a rel="nofollow" href="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2016/10/Monsignor-Gianni-Carr%C3%B9-culto-patrono-chierichetti.jpg"><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2016/10/Monsignor-Gianni-Carr%C3%B9-culto-patrono-chierichetti.jpg" alt="Monsignor Gianni Carr&ugrave; culto patrono chierichetti" style="border: 0px;"></a></h1>
<p><em>Il culto del patrono dei chierichetti nel comprensorio callistiano</em><br>Tarcisio il martire ragazzino<br>di Giovanni Carr&ugrave;</p>
<p>Il comprensorio callistiano, che si sviluppa tra il secondo e terzo miglio della via Appia Antica, &egrave; costellato di memorie martiriali riferibili ai primi secoli del cristianesimo, in particolar modo alle persecuzioni di Decio (250-251), Valeriano (257-258) e Diocleziano (303-304). Molti martiri erano venerati nell&rsquo; Area i callistiana, il pi&ugrave; antico nucleo del cimitero voluto da Papa Zefirino (198-217) e affidato a Callisto (218-222), che conserva la cripta dei Papi del III secolo, tra i quali va ricordato Sisto II, trucidato con i diaconi Felicissmo, Agapito, Magno e Vincenzo il 6 agosto del 258.</p>
<p>Ma altri martiri erano venerati nel grande complesso cimiteriale, come Cecilia, Calocero, Petronio e Tarcisio. Quest&rsquo; ultimo, noto per uno struggente epitaffio di Papa Damaso (366-384) che ne ricorda le gesta coraggiose, appare come un fanciullo, colto dai persecutori mentre recava l&rsquo;eucarestia. Secondo il Papa agiografo, gli aggressori si scagliarono contro di lui come cani rabbiosi. Non &egrave; facile riconoscere il luogo esatto della sepoltura del martire-fanciullo, anche se gli archeologi del passato pensarono che il sepolcro fosse situato, insieme a quello di Papa Zefirino, nella tricora orientale, un mausoleo romano che ancora si conserva presso la biglietteria delle catacombe e dove, pochi anni orsono, furono deposti i resti di Giovanni Battista de Rossi, il grande archeologo romano che, negli anni centrali dell&rsquo; Ottocento, scav&ograve; e studi&ograve; molte catacombe romane, dedicandosi, in maniera particolare, alle catacombe cristiane.</p>
<p>Una rinnovata attenzione per Tarcisio ha interessato, in questi ultimi anni, il comprensorio della via Appia. Il 24 maggio scorso il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, ha consacrato con una suggestiva celebrazione liturgica una nuova chiesa al martire dell&rsquo;eucarestia, nel giorno della solennit&agrave; di santa Maria Ausiliatrice. La nuova chiesa si colloca coerentemente nel complesso, gi&agrave; intitolato a san Tarcisio, l&rsquo;Istituto che accoglie gli studenti salesiani che svolgono i loro studi nelle universit&agrave; pontificie della capitale. L&rsquo;istituto &egrave; stato costruito nel secolo scorso proprio dinnanzi le catacombe dei santi Marco, Marcelliano e Damaso, non lontano dalla catacomba anonima della via Ardeatina, proprio laddove, da oltre un ventennio, si sta scavando la maestosa basilica circiforme di Papa Marco. La nuova basilica presenta i caratteri architettonici delle chiese paleocristiane, con un&rsquo;abside larga e avvolgente che rispetta l&rsquo;area presbiteriale. Proprio nel luogo deputato al sacro rito dell&rsquo;eucarestia, a cui &egrave; legato il nome di Tarcisio, che &egrave; diventato il patrono dei ministranti.</p>
<p>A questo riguardo, ricordiamo l&rsquo; udienza generale tenuta da Benedetto XVI nell&rsquo; agosto del 2010, quando il vescovo ausiliare di Basilea, monsignor Martin G&auml;chter, presidente del Coetus Internationalis Ministrantium, ha donato una statua monumentale di san Tarcisio al Papa, Statua poi collocata presso l&rsquo; Istituto e la chiesa appena inaugurata alle catacombe di san Callisto, un luogo &ndash; come ricordava il Papa &ndash; divenuto un punto di riferimento per i ministranti e per coloro che desiderano seguire Ges&ugrave; pi&ugrave; da vicino attraverso la vita sacerdotale. Nel cuore del comprensorio callistiano, dunque, &egrave; sorto un vero e proprio centro di culto per il martire giovinetto dell&rsquo;eucarestia, ricordato dalla liturgia proprio il 15 agosto, nel giorno dell&rsquo;Assunta. Questa convergenza ha posto sempre un po&rsquo; in ombra la memoria del patrono dei ministranti, di cui abbiamo poche notizie, ma che assurge a simbolo della fedelt&agrave; rispetto ai suoi impegni di accolito, di cristiano, di credente convinto, sino alla prova estrema.</p>
<p><strong>Fonte</strong>:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.dailyfocus.net/monsignor-gianni-carru-davanti-a-un-giudice-tormentato-la-scena-drammatica-della-scelta-di-pilato-nellarte-paleocristiana/">Daily Focus</a></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2eZ7uz8">https://bit.ly/2eZ7uz8</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44373/monsignor-gianni-carr-corpo-mistico-al-tempo-delle-catacombe</guid>
	<pubDate>Tue, 25 Oct 2016 19:40:27 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44373/monsignor-gianni-carr-corpo-mistico-al-tempo-delle-catacombe</link>
	<title><![CDATA[Monsignor Gianni Carrù, corpo mistico al tempo delle catacombe]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Attorno ai sepolcri martiriali, recuperati durante il Pontificato di Papa Damaso (366-384), si sviluppa immediatamente una forma esponenziale di venerazione, che produce come effetto immediato la creazione di aree cimiteriali estremamente concentrate, definite retrosanctos.</em></p>
<p><em>Monsignor Giovanni Carr&ugrave;, Segretario della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, tratta in questo articolo come questi sepolcri, e tutte le pratiche intorno ad essi, siano stati importanti per i cristiani delle origini, che desideravano essere sepolti il pi&ugrave; vicino possibile alla tomba del martire, e come siano stati il fondamento del concetto della &ldquo;comunione dei santi&rdquo;, che caratterizzer&agrave; il pi&ugrave; maturo pensiero cristiano.</em></p>
<h1><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2016/10/Giovanni-Carr%C3%B92.jpg" alt="Giovanni Carr&ugrave;" width="300" height="400" style="border: 0px;"></h1>
<p><em>La concezione del corpo mistico al tempo delle catacombe</em><br>Fianco a fianco alla ricerca della pace<br>di Giovanni Carr&ugrave;</p>
<p>Il concetto di santit&agrave; nella civilt&agrave; paleocristiana prevede un processo lento e capillare, che si muove dall&rsquo; et&agrave; apostolica, ma che trova la sua definizione soltanto nel corso del IV secolo, specialmente dal tempo della tolleranza religiosa, inaugurata da Costantino e, in particolare, durante il pontificato di Papa Damaso (366-384) che &ndash; dopo aver recuperato un cospicuo numero di sepolcri martiriali nel suburbio romano &ndash; li dota di organismi architettonici suggestivi, ma estremamente sobri, per quanto riguarda la monumentalit&agrave;, e di solenni epigrammi, che evocano le gesta dei campioni della fede, in maniera enfatica e retorica.</p>
<p>Attorno a queste tombe si sviluppa immediatamente una forma esponenziale di venerazione, che produce come effetto immediato la creazione di aree cimiteriali estremamente concentrate, definite retrosanctos. Tali sepolcreti dimostrano come i cristiani delle origini desiderino essere sepolti il pi&ugrave; vicino possibile alla tomba del martire, con la convinzione che, al momento della resurrezione, sarebbe stata mantenuta, nel mondo paradisiaco, questa particolare vicinanza.</p>
<p>Il fenomeno provoc&ograve; veri e propri sconvolgimenti nelle aree circostanti le tombe martiriali, con la creazione, in qualche caso, di basiliche cimiteriali, sia nella zona ipogea delle catacombe, sia nell&rsquo; area sopratterra. Queste basiliche ad corpus divengono santuari molto ambiti dai pellegrini che, specialmente nei secoli dell&rsquo;alto medioevo, diedero luogo a una &ldquo;venerazione continuata&rdquo; dei sacri sepolcri.<br>Una documentazione letteraria molto preziosa di questo instancabile pellegrinaggio &egrave; rappresentata dagli Itinerari medievali, come la Notitia ecclesiarum e il De locis, due testi riferibili al VII secolo che, in forma molto sintetica, elencano i santuari martiriali romani pi&ugrave; importanti, che il devoto, giunto a Roma, dopo viaggi estenuanti, doveva visitare. Il tipo di venerazione comportava gesti rapidi, ma significativi, nel senso che i pellegrini inserivano nelle transenne che proteggevano le tombe dei martiri piccoli pezzi di stoffa (brandea e palliola) per &ldquo;santificarli&rdquo; e per avere, quale memoria del pellegrinaggio, una sorta di ricordo di quel viaggio in cui si &egrave; praticato il sacro gesto dell&rsquo; ex contactu.</p>
<p>Un altro segnale molto prezioso per gli archeologi e per gli storici che vogliono ricostruire la storia del pellegrinaggio, &egrave; rappresentato dall&rsquo; uso di lasciare lungo gli itinera ad sanctos e attorno alle tombe dei martiri semplici e sintetici graffiti che ricordano il passaggio dei devoti. Queste scritte, talora autografe, altre volte realizzate presumibilmente dai preposti al santuario, ricordano esclusivamente i nomina dei pellegrini o anche il refrigerium, ossia il pasto organizzato in onore del martire, secondo un uso che abbraccia anche le commemorazioni del dies natalis, ovvero del giorno della morte dei defunti ordinari.</p>
<p>Tutte queste pratiche avvicinano i fedeli al martire secondo un rapporto sempre pi&ugrave; confidenziale e regolano un processo di intercessione, ma anche di &ldquo;amicizia&rdquo; con i santi, la quale anticipa quel largo concetto della &ldquo;comunione dei santi&rdquo;, che caratterizzer&agrave; il pi&ugrave; maturo pensiero cristiano.</p>
<p>La vicinanza con i martiri e con i santi, d&rsquo; altra parte, si riflette anche nell&rsquo; arte delle catacombe e, in particolar modo, nella pittura cimiteriale. Alcuni affreschi, infatti, mostrano i defunti &ldquo;fianco a fianco&rdquo; del Cristo, dei principi degli apostoli e dei martiri. Molto significativa risulta, a questo proposito, una pittura da riferire agli esordi del VI secolo, rinvenuta nella catacomba napoletana di San Gennaro, che mostra le defunte Cominia e Nicatiola, atteggiate come oranti, a fianco di san Gennaro, il quale presiede questo piccolo consesso, ambientato nell&rsquo; aldil&agrave;, illuminato dai ceri, quasi per sconfiggere le tenebre delle catacombe.</p>
<p>Anche l&rsquo;epigrafia ci parla, in qualche caso, della beatitudine vissuta in compagnia dei santi. E anzi, nella piccola catacomba di Santa Cristiana a Bolsena, per una ventina di volte incidono sulle lastre funerarie la suggestiva formula pax tibi cum sanctis, un augurio che riflette una condizione paradisiaca vissuta dai defunti della citt&agrave; laziale di Volsinii in compagnia di tutti i santi. I cristiani Maecius, Secunda, Alexandra, Valeria, Aurelia, Marthana, Marcia, Sapricia, Decimila, Mettia Navigia, Aelius, Lampadia, Cristina, sono ricordati nei tituli funerari attraverso pochi dati anagrafici, ma tutti sono accomunati dall&rsquo; augurio commovente dei familiari che, per loro, invocano, in maniera quasi ossessionante, pax tibi cum sanctis.</p>
<p>La formula rivela una convinzione religiosa semplice ma profonda di una comunit&agrave; impegnata in un &ldquo;percorso di fede&rdquo;, che accompagna il cristiano lungo il cammino che dal battesimo lo conduce verso la resurrezione finale, in perfetta coerenza con le coordinate suggerite dal Papa nel Motu proprio che promuove l&rsquo;Anno della fede.</p>
<p><strong>Fonte</strong>:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.dailyfocus.net/monsignor-gianni-carru-i-tre-magi-erano-quattro-o-forse-anche-di-piu/" target="_blank">Daily Focus</a></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2eNqL6I">https://bit.ly/2eNqL6I</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44368/matteo-del-fante-terna-progetto-sicurezza-in-rete-con-la-guardia-di-finanza</guid>
	<pubDate>Tue, 25 Oct 2016 12:34:34 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Matteo Del Fante Terna, progetto Sicurezza in rete con la Guardia di Finanza]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Trasparenza nella gestione degli appalti e nelle procedure di affidamento di lavori, lotta a corruzione, lavoro nero e irregolarit&agrave; contributiva, nuove regole ambientali per un sempre pi&ugrave; stringente controllo di legalit&agrave; nell&rsquo;ambito del trattamento dei rifiuti e di tutti i materiali di produzione, condivisione di informazioni gi&agrave; dalla fase di avvio dei procedimenti di gara e vigilanza sulla corretta utilizzazione delle materie prime, formazione dei dipendenti. Questi sono i principi cardine di &ldquo;Sicurezza in rete&rdquo;, il progetto che verr&agrave; realizzato grazie al Protocollo d&rsquo;Intesa che Matteo Del Fante, Amministratore Delegato di Terna, e Giorgio Toschi, Comandante Generale della Guardia di Finanza, hanno firmato oggi, alla presenza della Presidente di Terna Catia Bastioli e del Direttore della Divisione Corporate Affairs di Terna Giuseppe Lasco, con l&rsquo;obiettivo di rafforzare ulteriormente la prevenzione del rischio di infiltrazione criminale nel tessuto economico e tutelare la legalit&agrave; nella realizzazione delle infrastrutture elettriche.</p>
<p>Il Comandante Generale della Guardia di Finanza Giorgio Toschi afferma che &ldquo;l&rsquo;intesa consolida la proficua collaborazione che gi&agrave; esiste tra la Guardia di Finanza e il gestore della rete elettrica, in una prospettiva di massima tutela delle dinamiche di libera concorrenza nel mercato&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Questa sinergia con la Guardia di Finanza &ndash; ha dichiarato l&rsquo;Amministratore Delegato di Terna, Matteo Del Fante - rappresenta un ulteriore passo in avanti verso la totale trasparenza e la lotta alla corruzione. Siamo estremamente orgogliosi di proseguire ed ampliare la collaborazione con il Corpo, per garantire la qualit&agrave; e la trasparenza del nostro lavoro e dare ancora una volta un contributo concreto allo sviluppo del Paese&rdquo;.</p>
<p>Terna dispone di una task force di 15 professionisti dedicati a questo progetto, di una nuova piattaforma informatica e di innovativi software in grado di correlare e processare la grande mole di informazioni e dati raccolti attraverso le 10 diverse banche dati, che verranno poi condivisi con la Guardia di Finanza. Grazie a questo accordo, infatti, Terna metter&agrave; a disposizione della Guardia di Finanza e segnaler&agrave; tutte le informazioni rilevanti per la prevenzione e la repressione di irregolarit&agrave;, frodi e di ogni altro illecito di natura economico-finanziaria. Inoltre, la collaborazione prevede l&rsquo;impegno comune per contrastare il lavoro nero e l&rsquo;irregolarit&agrave; contributiva, oltre al controllo e monitoraggio sulla corretta destinazione e utilizzazione di materie prime e di semilavorati, con grande attenzione alla tutela dell&rsquo;ambiente e della salute e sicurezza dei lavoratori: un approccio integrato unico nel suo genere, con l&rsquo;obiettivo di rafforzare una visione organica del lavoro d&rsquo;impresa su legalit&agrave;, trasparenza e ambiente. <br> <br>L&rsquo;obiettivo della massima trasparenza nella gestione degli appalti e nel monitoraggio delle aziende che partecipano alle gare viene perseguito anche in collaborazione con il Nucleo Speciale Anticorruzione della Guardia di Finanza, a cui Terna fornisce mensilmente un report riservato con il dettaglio su tutte le attivit&agrave; realizzative in corso in tutte le regioni d&rsquo;Italia.</p>
<p>I termini dell&rsquo;accordo prevedono anche la possibilit&agrave; di avviare dei percorsi di formazione da parte della Guardia di Finanza, anche attraverso la promozione e organizzazione di incontri, seminari e corsi, per consolidare le conoscenze e le competenze dei dipendenti di Terna in tutti gli ambiti di questa collaborazione.</p>
<p>L&rsquo;Azienda, inoltre, ha realizzato il portale &ldquo;GdF Cantieri Terna: Appalti e Subappalti&rdquo;, uno strumento a uso esclusivo della Guardia di Finanza che consente ai reparti del Corpo di avere a disposizione un flusso informativo di primaria importanza per l&rsquo;acquisizione di informazioni sulle attivit&agrave; investigative condotte sul territorio.</p>
<p>L&rsquo;intesa, che rinnova e allarga gli ambiti di attivit&agrave; previsti dagli accordi siglati gi&agrave; nel 2009 tra le Fiamme Gialle e la societ&agrave; che gestisce la rete elettrica nazionale, ha dato positivi risultati in questi anni, contribuendo al rafforzamento del sistema di sicurezza adottato da Terna. <br> <br> Dal 2005 Terna ha investito oltre 10 miliardi di euro per l&rsquo;ammodernamento della rete elettrica di trasmissione nazionale, altri 6,6 miliardi sono previsti nel Piano di Sviluppo, e attualmente impiega 353 imprese e 4.000 lavoratori ogni giorno nei cantieri di tutta Italia. Un ingente impegno economico che l&rsquo;Azienda ha deciso di affrontare con un modello di sicurezza integrato, che si basa sulla condivisione del rischio con i partner istituzionali e con le forze di polizia. Elemento nevralgico di questo sistema &egrave; il Security Operations Center, un innovativo sistema di sicurezza integrato per la gestione e analisi di oltre 70 milioni di dati al giorno, che garantisce il monitoraggio degli elementi fisici e logici degli asset Terna.</p>
<p>Con il supporto della Guardia di Finanza verr&agrave; garantita la massima visibilit&agrave; nella gestione delle gare d&rsquo;appalto grazie a un monitoraggio scrupoloso sulle gare indette e le aziende partecipanti, con un controllo attento sui nominativi di chi accede ai quasi 200 cantieri Terna oggi aperti in tutta Italia; un efficace sistema di controllo &lsquo;sul campo&rsquo; atto a scoraggiare il crimine.</p>
<p>&ldquo;In Terna abbiamo una grande sensibilit&agrave; per la cultura della legalit&agrave; e della trasparenza, entrambi principi che riteniamo fondamentali per lo sviluppo del nostro Paese &ndash; ha dichiarato Giuseppe Lasco, Direttore della Divisione Corporate Affairs di Terna. Lo conferma anche il fatto che nel 2015 siamo stati i primi in Italia a realizzare un progetto come &ldquo;Cantieri Aperti &amp; Trasparenti&rdquo; e ad un solo anno di distanza lo abbiamo ulteriormente migliorato, rendendo disponibili a tutti ancora pi&ugrave; informazioni in una logica di sicurezza integrata&rdquo;.</p>
<p>Gi&agrave; nel 2015 Terna ha messo a disposizione di tutti i cittadini ogni dettaglio delle opere in realizzazione grazie al lancio di &ldquo;Cantieri Aperti &amp; Trasparenti&rdquo;, il primo spazio web in Italia ad essere completamente dedicato ai cantieri in cui sono costantemente aggiornati dati su contratti, modalit&agrave; di aggiudicazione, appalti e subappalti.</p>
<p>La creazione di un sistema di sicurezza integrata e gli accordi stipulati in questi anni con istituzioni e forze dell&rsquo;ordine hanno portato Terna ad ottenere importanti riconoscimenti, tra i quali si evidenziano il primato tra le societ&agrave; del settore elettrico nella prevenzione della corruzione e prima in assoluto, nella classifica della societ&agrave; di rating di sostenibilit&agrave; Vigeo e il livello massimo nel rating di legalit&agrave; dell&rsquo;Agcm anche nel 2016. Inoltre, l&rsquo;Azienda si &egrave; classificata tra le prime tre aziende nella ricerca Trac2013, che valuta le maggiori aziende italiane sui temi di trasparenza e anticorruzione, e lo scorso luglio ha vinto il &ldquo;Premio per la Sicurezza&rdquo; promosso da Confindustria e Inail per l&rsquo;eccellenza del processo di gestione e per l&rsquo;impegno concreto e i risultati conseguiti in materia di salute e sicurezza. L&rsquo;ulteriore conferma di questi risultati &egrave; giunta anche nelle valutazioni del Dow Jones Sustainability &ndash; l&rsquo;autorevole indice borsistico che seleziona le imprese migliori al mondo per sostenibilit&agrave; &ndash; l&rsquo;approccio anticorruzione di Terna ha ottenuto 97 punti su 100, 25 in pi&ugrave; della media del settore Electric Utilities.</p>
<p>Link: La Stampa</p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2exRCc6">https://bit.ly/2exRCc6</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
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	<pubDate>Tue, 25 Oct 2016 11:10:32 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44367/fleed-digital-consulting-rapporto-no20-download-da-powerzineit</link>
	<title><![CDATA[Fleed Digital Consulting: Rapporto #No2.0 Download da Powerzine.it]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Da una parte un fronte del no sempre pi&ugrave; compatto, &ldquo;istituzionalizzato&rdquo; e capace di sfruttare al meglio il web e i social media. Dall&rsquo;altra un &ldquo;vuoto comunicativo&rdquo; da parte di chi promuove le opere da realizzare.</p>
<p>Il quadro che emerge dalla seconda edizione del rapporto &ldquo;#NO2.0 &ndash; Come il dissenso comunica sul Web: Rapporto sui fenomeni di opposizione a infrastrutture, grandi reti e investimenti industriali visti dalla Rete&ldquo;, presentato il 20 ottobre a Roma e realizzato da Fleed Digital Consulting (agenzia di comunicazione corporate, specializzata nel monitoraggio e nell'analisi della rete) e Public Affairs Advisors (societ&agrave; di consulenza strategica specializzata nelle relazioni istituzionali, nello stakeholder engagement e nei progetti di accettabilit&agrave;), appare sempre pi&ugrave; diffuso e guidato.</p>
<p>Lo studio, che ha analizzato oltre 100 mila fonti Web in lingua italiana da maggio 2015 ad aprile 2016, &egrave; integralmente scaricabile da oggi assieme ai materiali del convengo al seguente link<br>Al convegno del 20 ottobre ha preso parte Paolo Boccardelli, Professore di Economia e gestione delle imprese e Strategia d'impresa presso la LUISS Roma e Direttore della LUISS Business School, che ha presentato la relazione su &ldquo;Gli effetti economici del No&rdquo;, mentre hanno animato la tavola rotonda Giovanni Buttitta, Direttore Relazioni Esterne e CSR Terna, Massimo Bruno, Responsabile Affari Istituzionali Enel, Luigi De Vecchis, Vicepresidente Huawei Italia, Fulvio Lino Di Blasio, DIrector EY Financial e Monica Tommasi, Presidente Amici della Terra.</p>
<p>LE PRINCIPALI EVIDENZE <br>&bull; No Triv (contro la ricerca di idrocarburi nel nostro Paese) &egrave; il movimento di protesta pi&ugrave; attivo, con 206.081 discussioni e oltre 55mila tweet con hashtag #notriv<br>&bull; 91,2% dei contenuti sui movimenti di opposizione proviene dai social network<br>&bull; Dei primi dieci account di Twitter per numero di Tweet prodotti sui temi mappati, ben sette sono riferibili al Movimento 5 Stelle<br>&bull; La Puglia &egrave; la regione dove si &egrave; registrato il maggior numero di discussioni: oltre 66mila, soprattutto in ambito No Triv<br>&bull; Tra i temi che hanno generato maggiori volumi: il referendum abrogativo sulla durata delle concessioni per l&rsquo;estrazione di idrocarburi in mare sostenuto dal movimento No Triv; le proteste in Val di Susa e l&rsquo;assoluzione di Erri de Luca (entrambe legate alla protesta No Tav); la crisi del comparto olivicolo seguita alla diffusione del batterio Xylella e le contromisure &ndash; spesso controverse &ndash; adottate per arginarne la diffusione<br>&bull; Tra gli hashtag pi&ugrave; citati: #notriv, con oltre 55mila citazioni; #notav, con quasi 52mila citazioni; #stoptrivelle, con oltre 40mila citazioni.</p>
<p>PANEL DELL&rsquo;ANALISI E NUMERI1 <br>&bull; 12 mesi l&rsquo;arco di rilevazione: 1 maggio 2015 - 30 aprile 2016<br>&bull; Oltre 100.000 fonti Web monitorate<br>&bull; 35 movimenti di opposizione territoriale mappati<br>&bull; Totale discussioni web rilevate: 412.657 (con una media di 34.000 al mese)2 <br>&bull; 370mila i tweet rilevati nell&rsquo;arco di tempo preso in esame</p>
<p><br>1 La recente modifica apportata da Facebook alla propria interfaccia di programmazione (indicata con l&rsquo;acronimo API: Application Programming Interface) ha limitato fortemente la possibilit&agrave; di lettura da parte degli strumenti automatici di monitoraggio dei contenuti social pubblicati dagli utenti su questo canale. Non &egrave; stato quindi possibile parametrare quantitativamente i dati relativi a Facebook con quelli della precedente edizione del Rapporto.<br>2 I numeri si riferiscono alle discussioni web che citano almeno una delle keyword oggetto di monitoraggio.</p>
<p>Fonte: Powerzine.it</p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2enoF0n">https://bit.ly/2enoF0n</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
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	<pubDate>Mon, 24 Oct 2016 16:22:58 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44363/sebastiano-buglisi-finisce-nel-nulla-linchiesta-sul-presunto-fotovoltaico-selvaggio</link>
	<title><![CDATA[Sebastiano Buglisi: Finisce nel nulla l’inchiesta sul presunto fotovoltaico selvaggio]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Determinata l&rsquo;assoluzione definitiva della EDS Infrastrutture S.p.A.&nbsp;e del presidente, Cav. Sebastiano Buglisi, che fin dall&rsquo;inizio aveva&nbsp;dichiarato di non aver eseguito i lavori&nbsp;per i quali era indagato.</p>
<p>Molto fumo niente arrosto. Anzi neanche un pezzettino di carne. Finisce nel nulla l'inchiesta sul presunto fotovoltaico selvaggio. Con sentenza di primo grado del 27 settembre sono stati assolti tutti gli imputati accusati di abuso edilizio per la realizzazione dei parchi da 1 MW a San Donaci. Crolla l&rsquo;ipotesi dell&rsquo;accusa di frazionamento artificioso e dopo anni si chiude un&rsquo;annosa&nbsp;vicenda giudiziaria che ipotizzava diversi filoni di inchiesta, tra i quali&nbsp;anche&nbsp;le false dichiarazioni&nbsp;e&nbsp;l&rsquo;indebita percezione di incentivi. Accuse&nbsp;per&nbsp;le&nbsp;quali gli imputati&nbsp;erano gi&agrave; stati prosciolti&nbsp;dal Tribunale di Brindisi il 21 settembre 2015.</p>
<p>Tale vicenda ha comportato pi&ugrave; sequestri preventivi di impianti da parte della Procura di Brindisi e un risalto mediatico a livello nazionale senza precedenti.<br>Tra i coinvolti c&rsquo;era&nbsp;il fondo di investimenti Global Solar Fund, partecipato dal colosso mondiale&nbsp;Suntech&nbsp;e secondo operatore&nbsp;italiano nel fotovoltaico,&nbsp;che dopo cinque anni&nbsp;rientra nel pieno possesso di&nbsp;9 impianti&nbsp;che erano stati assoggettati&nbsp;a sequestro preventivo.&nbsp;GSF&nbsp;ha sempre sostenuto di aver effettuato i propri investimenti nella massima regolarit&agrave; urbanistica e nel rispetto delle norme.</p>
<p>Determinata anche&nbsp;l&rsquo;assoluzione definitiva della EDS Infrastrutture S.p.A.&nbsp;e del presidente, Cav. Sebastiano Buglisi, che pure fin dall&rsquo;inizio aveva&nbsp;dichiarato di non aver eseguito i lavori&nbsp;per i quali era indagato. Ovviamente visto il lasso di tempo trascorso &ndash; l&rsquo;inchiesta inizia nel 2011 &ndash; l&rsquo;unica colpevole resta la libert&agrave; di iniziativa economica. Infatti &egrave; da tenere presente che sulla base di una legge regionale, modificata pi&ugrave; volte, moltissimi investitori del settore si sono trovati, loro malgrado, coinvolti in spiacevoli procedimenti penali che finalmente cominciano a concludersi.</p>
<p>FONTE: DailyFocus</p>
<p>&nbsp;</p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2dwo1hG">https://bit.ly/2dwo1hG</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
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	<pubDate>Sat, 22 Oct 2016 19:24:20 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44353/consorzio-cev-zoccatelli-lenergia-si-autoproduce-a-campofranco</link>
	<title><![CDATA[Consorzio CEV Zoccatelli, L’energia si autoproduce a Campofranco]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Il Comune di Campofranco realizza il primo impianto di autoproduzione d&rsquo;energia aderendo al progetto &ldquo;1000 Tetti Fotovoltaici Su 1000 Scuole&rdquo; del Consorzio CEV, diretto da Gaetano Zoccatelli.</p>
<p>&ldquo;Il Progetto &ndash; afferma Il Sindaco Salvatore D&rsquo;Anna &ndash; ci ha permesso d&rsquo;installare un impianto fotovoltaico sul tetto della scuola Media Luigi Pirandello praticamente senza alcuna spesa per l&rsquo;ente. Infatti tutti i costi sono a carico del consorzio CEV, che ammortizzer&agrave; il proprio investimento attraverso il conto energia e quindi lascer&agrave; al nostro comune tutta l&rsquo;energia prodotta dall&rsquo;impianto. Questo sistema fotovoltaico &egrave; formato da 80 moduli e si estende su una superficie di circa 133 metri quadrati e svilupper&agrave; una potenza di 19,20 kwp. L&rsquo;impianto quindi produrr&agrave; complessivamente ogni anno circa 27.000 kwh di energia pulita, che corrispondono al 4,5% del fabbisogno totale dell&rsquo;ente, il che equivale a un risparmio sull&rsquo;acquisto di energia di 5.000 euro l&rsquo;anno per i prossimi venti-venticinque anni, e nello stesso tempo si eviter&agrave; d&rsquo;inquinare l&rsquo;ambiente non immettendo nell&rsquo;atmosfera l&rsquo;anidride carbonica che sarebbe necessaria per produrre la stessa energia da fonti tradizionali.&rdquo;</p>
<p>Si tratta dunque di un progetto di grande valore etico, che ha come obiettivo la salvaguardia dell&rsquo;ambiente attraverso un uso responsabile dell&rsquo;energia. Per questo motivo all&rsquo;interno dell&rsquo;istituto sar&agrave; possibile trovare materiale informativo e visionare un video che riporta la quantit&agrave; di energia prodotta dal sole e la quantit&agrave; di gas dannosi non immessi in atmosfera. Un modo per promuovere nella comunit&agrave; la produzione d&rsquo;energia da fonti rinnovabili.</p>
<p>&ldquo;Uno degli obiettivi dell&rsquo;amministrazione D&rsquo;Anna &ndash; dichiara l&rsquo;assessore ai lavori pubblici Michele Morreale &ndash; &egrave; la realizzazione d&rsquo;impianti che sfruttino l&rsquo;energia alternativa (solare, eolico, etc) sugli edifici pubblici e sui terreni di propriet&agrave; del comune al fine di ridurre i costi relativi all&rsquo;approvvigionamento di energia elettrica. Con grande soddisfazione possiamo dire che l&rsquo;impianto realizzato sulla scuola Luigi Pirandello &egrave; stato a costo zero per i cittadini e permetter&agrave; un risparmio sull&rsquo;acquisto dell&rsquo;energia elettrica.</p>
<p>Per il presente impianto, connesso da Enel il 14 febbraio scorso, &egrave; stata fatta una corsa contro il tempo perch&eacute; una connessione dopo il 31 marzo 2013 avrebbe comportato una riduzione di risparmio per il comune, passando dal quarto conto energia al quinto. Per questo l&rsquo;amministrazione comunale vuole ringraziare tutti i soggetti coinvolti: i dipendenti comunali, il consorzio per l&rsquo;energia CEV e la prof. Carolina Taibi in rappresentanza della scuola.&rdquo;</p>
<p>Il Comune di Campofranco ha aderito al consorzio CEV, diretto da Gaetano Zoccatelli, il 24 ottobre del 2011. Un passo verso la riqualificazione delle proprie strutture e la formazione del proprio personale sui temi dell&rsquo;energia. Infatti tre funzionari comunali hanno avuto l&rsquo;opportunit&agrave; di partecipare al corso di formazione &ldquo;referente per l&rsquo;energia&rdquo;, organizzato in collaborazione con l&rsquo;enea, conseguendo l&rsquo;attestazione di acquisizione delle competenze di settore.</p>
<p>Per Ulteriori Approfondimenti https://Www.Consorziocev.It/Cev_energie_rinnovabili.Php.</p>
<p>FONTE: Magaze.it</p>
<p>&nbsp;</p><p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/lenergia-si-autoproduce-a-campofranco-grazie-al-consorzio-cev-diretto-da-gaetano-zoccatelli/">https://www.dailyfocus.net/lenergia-si-autoproduce-a-campofranco-grazie-al-consorzio-cev-diretto-da-gaetano-zoccatelli/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
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	<pubDate>Sat, 22 Oct 2016 15:20:44 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44352/fleed-digital-consulting-nuove-opere-infrastrutture-rifiuti-energia-no20</link>
	<title><![CDATA[Fleed Digital Consulting: Nuove opere, infrastrutture, rifiuti, energia #NO2.0]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Presenza web e impatto dei movimenti di opposizione a infrastrutture, grandi reti e investimenti industriali: i risultati del secondo Rapporto &ldquo;#NO2.0, come il dissenso comunica sul Web&rdquo; diffusi oggi a Roma.</em></p>
<h1><a rel="nofollow" href="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2016/10/NO2.0-grafico-volumi-per-canale.jpg"><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2016/10/NO2.0-grafico-volumi-per-canale.jpg" alt="#NO2.0 grafico-volumi-per-canale" style="border: 0px;"></a></h1>
<p>Presentata presso la sala Capranichetta dell&rsquo;Hotel Nazionale, a Roma, la seconda edizione di #NO2.0 &ndash; Come il dissenso comunica sul Web: Rapporto sui fenomeni di opposizione a infrastrutture, grandi reti e investimenti industriali visti dalla Rete. Il Rapporto, realizzato da Fleed Digital Consulting (agenzia di comunicazione corporate, specializzata nel monitoraggio e nell&rsquo;analisi della rete) e Public Affairs Advisors (societ&agrave; di consulenza strategica specializzata nelle relazioni istituzionali, nello stakeholder engagement e nei progetti di accettabilit&agrave;), si basa sull&rsquo;analisi di oltre 100mila fonti Web in lingua italiana in relazione a un perimetro cronologico di un anno (da maggio 2015 ad aprile 2016) e lascia emergere molteplici spunti di riflessione, dalle dinamiche della comunicazione a quelle pi&ugrave; generali di politica industriale e del territorio.</p>
<p>La prima direttrice di ricerca si &egrave; basata, in fase di analisi, sulle numerosissime terminologie che, a vario titolo, identificano sulla Rete i fenomeni di opposizione oggetto d&rsquo;indagine: dal NO TAV, al NO TRIV, al NO Grandi Opere, al NO Terzo Valico e No Inceneritore, in un dedalo fittissimo di gruppi territoriali e nazionali che si accreditano nella societ&agrave; e nel panorama mediatico con modalit&agrave; differenti ma contraddistinte dall&rsquo;essere &ldquo;dal basso&rdquo;.</p>
<p>La seconda direttrice di ricerca si &egrave; concentrata sulla semantica e sul linguaggio &ldquo;veloce&rdquo; e talvolta colloquiale, propri delle interazioni Web: dai tweet di Twitter ai commenti nei forum, concentrandosi su parole-chiave aperte come &ldquo;Devastazione territorio&rdquo;, &ldquo;Opposizione territoriale&rdquo;, &ldquo;Comitato contro&rdquo; ecc.</p>
<p>I risultati dell&rsquo;analisi consegnano i seguenti elementi distintivi:</p>
<p>Un dissenso in crescita, soprattutto in Rete. La crescita delle proteste di cittadini e di organizzazioni contro progetti di nuove opere, infrastrutture, investimenti industriali &egrave; costante e presenta un significativo aumento rispetto alla rilevazione dello scorso anno, a conferma di una tendenza dal forte impatto locale, regionale e nazionale.</p>
<p>Un NO che unisce. Seppure nella diversit&agrave; d&rsquo;intenti e modalit&agrave;, ci&ograve; che risulta comune ai molti e diversi movimenti di opposizione &egrave; la sinergia in termini di partecipazione, supporto e condivisione di informazioni: il &laquo;NO&raquo; assume la connotazione di concetto universale che unisce indipendentemente dalle differenti istanze di partenza.</p>
<p>La protesta &ldquo;istituzionalizzata&rdquo;. Dei primi dieci account Twitter &ndash; per numero di Tweet prodotti sui temi mappati- ben sette sono riferibili al Movimento 5 Stelle. L&rsquo;evoluzione del M5S da movimento di protesta esterno alle istituzioni a movimento politico interno alle istituzioni ha fatto s&igrave; che la protesta abbia assunto una vera e propria rappresentanza formale e che quindi, di fatto, si sia &ldquo;istituzionalizzata&rdquo;.</p>
<p>Mancanza di comunicazione. Il denominatore comune dei movimenti di protesta &egrave; la loro capacit&agrave; di sapersi compattare a fronte di un vuoto comunicativo da parte di chi &egrave; a capo dell&rsquo;opera da realizzare, che sia un&rsquo;Istituzione, una persona fisica o un&rsquo;azienda. L&rsquo;assenza di una reale condivisione del progetto e delle opportunit&agrave; che potrebbe presentare per il territorio, determina la nascita di gran parte delle proteste analizzate. Quando i soggetti proponenti opere che impattano sul territorio non attivano in maniera preventiva azioni di stakeholder engagement e di informazione capillare sul territorio, la nascita di fenomeni di contestazione appare come una conseguenza inevitabile.</p>
<p>Un percepito negativo e trasversale. I temi del dissenso, trasversalmente comuni a molti dei movimenti presi in esame sono: l&rsquo;inutilit&agrave; delle nuove infrastrutture, il forte impatto ambientale e la conseguente scarsa sostenibilit&agrave;, i costi eccessivi rispetto ai presunti benefici, la gestione di appalti e investimenti.</p>
<p>I Social Network. Oltre il 90% dei contenuti di opposizione rilevati sulla Rete proviene dai social network, con un picco registrato da Twitter, utilizzato per lo pi&ugrave; come megafono di mobilitazione istantanea, oltre che di espressione immediata del proprio dissenso. Con oltre 370mila tweet (91,2% del totale dei contenuti rilevati), Twitter si attesta come la fonte pi&ugrave; attiva sul web per quanto riguarda i movimenti di opposizione.</p>
<p>La localizzazione geografica dei contenuti per i panel nazionali studiati in maniera pi&ugrave; approfondita dal Rapporto (NO Tav, NO Triv, NO TTIP, problema Xylella per gli ulivi in Puglia, Grandi Opere/Infrastrutture/Rifiuti), &egrave; soprattutto &ndash; ma non unicamente &ndash; legata ai territori di riferimento, come ad esempio la Puglia per il tema NO Triv ma si espande anche altrove, soprattutto per fenomeni pi&ugrave; trasversali come il TAV.</p>
<h1><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2016/10/NO2.0-l-italia-del-NO-2016.jpg" alt="#NO2.0 l-italia-del-NO-2016" style="border: 0px;"></h1>
<p>Tra gli account Twitter pi&ugrave; retwittati spiccano, in valore assoluto notav_info, account &ldquo;ufficiale&rdquo; della protesta NO TAV, con oltre 11mila retweet derivati da circa 700 tweet originali; StopTTIP_Italia, account &ldquo;ufficiale&rdquo; della protesta contro il Trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico, con quasi 7mila retweet derivati da circa 700 tweet originali.</p>
<p>Vera personalit&agrave; politica di riferimento di Twitter &egrave; Alessandro Di Battista, che con il proprio profilo ale_dibattista (quasi 6mila retweet) si pone come megafono della protesta. Interessanti anche i dati di Greenpeace_ITA (8.474 retweet, molti dei quali incentrati sulle tematiche No Triv) che testimoniano come anche uno storico movimento di protesta noto per le proprie azioni eclatanti, abbia in qualche modo compreso l&rsquo;importanza della capillarit&agrave; permessa da Twitter e aggiornato in ottica social la propria comunicazione.</p>
<p>&ldquo;Il merito di questo Rapporto consiste nel consegnare una fotografia nitida e particolareggiata di ci&ograve; che sta accadendo all&rsquo;interno della nostra societ&agrave;, globalizzata e al tempo stesso individualista, sempre pi&ugrave; liquida e senza reali punti di riferimento &ndash; afferma Giovanni Galgano, Direttore di Public Affairs Advisors &ndash; Comunicazione scarsa e poco efficiente, a livello istituzionale, spesso aziendale, mancanza di condivisione: queste sembrano essere le coordinate che disegnano un perimetro di protesta sempre pi&ugrave; difficile da monitorare. Un dissenso trasversale a origini, fasce sociali, luoghi, temi che trova la sua identit&agrave; proprio nell&rsquo;identificazione del nemico comune: il &ldquo;NO&rdquo; al progetto, alla grande opera, con le istituzioni e il sapere ufficiale che sembrano perdere di credibilit&agrave;, giorno dopo giorno, quasi inermi di fronte alla protesta che vede nel web il suo megafono: una piazza virtuale dove i cittadini si sentono protagonisti in prima persona di scelte che in altri tempi avrebbero delegato ai soggetti competenti.&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Il nostro Rapporto, che non intende mettere in discussione il merito delle proteste e la giustezza o meno delle opposizioni manifestatesi&ndash; ha concluso Galgano &ndash; vuole essere anche un invito a riflettere sulla necessit&agrave; di istituzionalizzare percorsi partecipativi per la localizzazione di nuove infrastrutture o opere, come pur si inizia a fare, evitando con cura di allungare ulteriormente i tempi delle scelte&rdquo;.<br>&ldquo;La dimensione pubblica del dibattito che nasce e viene condiviso sul web potrebbe essere un&rsquo;opportunit&agrave;, se utilizzata in maniera proattiva &ndash; ha dichiarato Alessandro Giovannini, Managing Director di Fleed Digital Consulting &ndash; Uno spazio di condivisione importante per le molte istanze moderate e apolitiche che ad oggi non trovano visibilit&agrave;. Non bisogna, infatti, dimenticare che molto spesso il ritardo con cui le aziende si relazionano con gli stakeholder coinvolti nella realizzazione di opere che impattano sul territorio pu&ograve; rivelarsi come un boomerang consentendo a chi intende opporsi al progetto proposto, a torto o a ragione, di essere assoluto protagonista del dibattito pubblico&rdquo;.</p>
<p><strong>Fonte</strong>:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.powerzine.it/no2-0-come-il-dissenso-comunica-su-web-seconda-edizione-20-ottobre-2016/" target="_blank" title="#NO2.0 &ndash; Come il dissenso comunica su Web &ndash; II Edizione, 20 Ottobre 2016">Powerzine.it</a></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2ewgprM">https://bit.ly/2ewgprM</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44342/monsignor-gianni-carr-i-tre-magi-negli-affreschi-nelle-catacombe-di-domitilla</guid>
	<pubDate>Fri, 21 Oct 2016 18:36:40 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44342/monsignor-gianni-carr-i-tre-magi-negli-affreschi-nelle-catacombe-di-domitilla</link>
	<title><![CDATA[Monsignor Gianni Carrù, I tre Magi negli affreschi nelle catacombe di Domitilla]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Monsignor Giovanni Carr&ugrave;, Segretario della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra dal giugno 2009, descrive l&rsquo;affresco che rappresenta l'adorazione dei Magi, all&rsquo;interno delle catacombe di Domitilla sulla via Ardeatina. La scena dell&rsquo;affresco rileva la presenza di 4 Magi (e forse anche di pi&ugrave;).</p>
<p>Le catacombe di Domitilla sulla via Ardeatina hanno origini veramente antiche, se, come riferiscono le fonti e denunciano le realt&agrave; archeologiche, mostrano una cronologia che prende avvio nel II secolo. Il nome pare rimandare a una Domitilla che doveva appartenere alla famiglia di Domiziano, forse la sorella o la nipote dell'imperatore, esiliata nell' isola di Ponza o in quella di Ventotene per aver aderito al cristianesimo. Il complesso catacombale conserva ancora un ipogeo dei Flavi di origine pagana, poi cristianizzato attraverso affreschi desunti dal repertorio biblico. La parte pi&ugrave; interessante della catacomba &egrave; presso la scala dell'attuale ingresso, ai piedi della quale si apre una delle basiliche ipogee pi&ugrave; antiche e pi&ugrave; estese della Roma sotterranea cristiana. Molte tombe sono decorate ad affresco e mostrano le immagini salienti della storia della salvezza. Merita di essere ricordato l'affresco che rappresenta l'adorazione dei Magi, secondo uno schema originale. Al centro del bianco campo rettangolare, infatti, si riconosce Maria seduta in cattedra vestita di un'ampia tunica chiara con clavi purpurei, mentre sostiene sulle ginocchia il Bambino. La Madre solleva la mano destra, come per accogliere quattro personaggi, disposti in coppie simmetriche ai suoi lati, tra serti floreali. Le quattro figure incedono verso la Madre e il Bambino portando vassoi colmi di doni, e vestono abiti all' orientale, con tuniche corte, mantelli, brache e berretto frigio. Il numero dei Magi, cos&igrave; come compare in questo affresco riferibile alla prima met&agrave; del secolo IV, non deve meravigliare, in quanto Matteo, riferendo l'episodio dell'adorazione ricorda soltanto che &laquo;alcuni Magi giunsero da Oriente&raquo; (2, 1) senza specificarne il numero. Il fatto che nell' iconografia tradizionale e nella letteratura pi&ugrave; tarda prevalga un numero ternario dipende presumibilmente dai doni che recarono al Bambino. Se, infatti, gi&agrave; in et&agrave; antica, le rappresentazioni iconografiche raffigurano tre Magi, come nella celebre cappella greca di Priscilla del III secolo, non mancano casi in cui gli offerenti variano in numero di due, quattro e persino sei. L' episodio dell'adorazione dei Magi assume un significato simbolico, specialmente per la particolarit&agrave; e la rarit&agrave; dei doni. L' oro, rappresentato nelle prime figurazioni in forma di corona, vuole alludere alla regalit&agrave; del Cristo, e il simbolico tributo dei popoli vinti al sovrano vincitore, che ripropone il gesto solenne dell'Aurum coronarium attribuito all' imperatore romano. Anche l'incenso, che si eleva verso il Cristo vuole sottolineare la sottomissione dei potenti della terra nei confronti del divino, replicando una prassi pagana che contemplava la supplica presso gli altari del sacrificio. La mirra, infine, allude all' umanit&agrave; del Cristo, in quanto unguento prezioso per imbalsamare i corpi dei defunti. &Egrave; sintomatico che la rappresentazione dell'adorazione dei Magi entri tanto precocemente nel repertorio figurativo paleocristiano: l'arte dei primi secoli accoglie immediatamente la componente simbolica che attribuisce ai Magi la funzione dei sapienti e dei potenti che si prostrano dinanzi al Re Bambino. Attorno alle figure dei Magi si &egrave; creata, nel medioevo, e, segnatamente, nel XII secolo un'affabulazione leggendaria che attribuisce i nomi di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre ai tre re, anche se un graffito rinvenuto nel complesso monastico egiziano di Kellia, riferibile al VII-VIII secolo, pare gi&agrave; menzionare i nomi Gaspar, Belchior e Bathesalsa.</p>
<p>(didascalia: L' omaggio dei magi a Maria nel cimitero di Domitilla)</p>
<p>Fonte : paparatzinger6blograffaella.blogspot.it</p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2epTnoL">https://bit.ly/2epTnoL</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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