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	<title><![CDATA[MSNI: Link di Fabrizio Del Dongo]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<pubDate>Thu, 02 Apr 2015 21:29:49 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Simona Giorgetti / Guggenheim: Il futurismo italiano vola a New York]]></title>
	<description><![CDATA[Arte, 360 opere, 80 artisti, il futurismo italiano al Guggenheim di New York. Le tempere a encausto di Benedetta Cappa Marinetti, moglie di Filippo Tommaso Marinetti, esposte per la prima volta fuori dalla collocazione originale, il Palazzo delle Poste di Palermo. Si tratta di una vera e propria "ricostruzione futurista dell'universo" che investe tutte le arti, dalla nascita del movimento con la pubblicazione del Manifesto di Marinetti al suo tramonto che coincide con la fine della seconda guerra Mondiale. Simona Giorgetti, in qualità di Direttore Comunicazione Esterna di Poste italiane: “Questo il contributo culturale di Poste Italiane al tributo artistico del Guggenheim per il movimento futurista”. 

Testo tratto da Ansa.it del 17 gennaio 2014

La "Sintesi delle Comunicazioni" trasvola l'Atlantico: le straordinarie tempere a encausto di Benedetta Cappa Marinetti, aeropittrice e la moglie di Filippo Tommaso Marinetti, esposte per la prima volta fuori dalla collocazione originale, il Palazzo delle Poste di Palermo, in cima alla rampa dinamica del Guggenheim di New York dove sarà allestita una grande esposizione sul futurismo italiano. 
La grande rassegna - 360 opere di oltre 80 artisti molte dei quali non avevano mai attraversato l'oceano - sara' la mostra dell'anno per il Museo sulla Quinta Strada. Si trattera' di una vera e propria "ricostruzione futurista dell'universo" che investe tutte le arti, nonché la vita e la società dei primi decenni del Novecento, dalla nascita del movimento con la pubblicazione del Manifesto di Marinetti al suo tramonto che coincide con la fine della seconda guerra Mondiale.

“E’ il contributo culturale di Poste Italiane al tributo artistico dedicato dal Guggenheim al movimento futurista” ha commentato il Direttore Comunicazione Esterna di Poste italiane, Simona Giorgetti, che ha coordinato il progetto.

Vivien Green, la curatrice, studia da anni le avanguardie europee e qualche anno fa presentò sempre al Guggenheim l'enigmatica "Materia" di Umberto Boccioni. Non solo dipinti e sculture, saranno dunque nella mostra, ma anche le testimonianze artistiche di un'avanguardia i cui protagonisti si esercitarono nei campi più disparati: architettura, teatro, poesia, arte tipografica, editoria, arredamenti, moda, costumistica di scena, serate e perfino la cucina e i giocattoli. "Marinetti - spiega la Greene - e' stato Warhol prima di Warhol".

In realtà il collezionismo museale e privato americano scopri' il futurismo con largo anticipo, tanto che "La citta' che sale", "Forme uniche della continuita' nello spazio" e altre opere di Boccioni sono al MoMA da anni. Finora pero' non era mai stata allestita una rassegna come quella che sta organizzando il Guggenheim. La mostra spazia dal 1909 al 1944. Le opere arriveranno da musei europei e collezioni private, e sono stati assemblati con l'aiuto di un comitato consultivo internazionale. Rappresentati tutti i protagonisti tra cui Giacomo Balla, Benedetta (Benedetta Cappa Marinetti), Boccioni, Carlo Carra', Enrico Prampolini, Ferdinando Depero, poeti e scrittori come Francesco Cangiullo e Rosa Rosa', l'architettura di Antonio Sant'Elia, la musica di Luigi Russo, le ceramiche di Tullio d'Albisola. Nomi notissimi con altri meno noti le cui creazioni saranno installate sulla rampa del Guggenheim in ordine cronologico dal basso verso l'alto per concludersi con la Sintesi delle Comunicazioni (1933-34) mostrata per la prima volta fuori dalla collocazione originale.

FONTE: Ansa<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/poste-italiane-simona-giorgetti-il-futurismo-italiano-al-guggenheim-di-new-york/">https://www.dailyfocus.net/poste-italiane-simona-giorgetti-il-futurismo-italiano-al-guggenheim-di-new-york/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Tue, 31 Mar 2015 19:00:14 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Miccichè Calatrasi, dalla Tunisia al Marocco il vino che nasce dal deserto]]></title>
	<description><![CDATA[Dalla Tunisia al Marocco, il vino che nasce dal deserto. Sono pochi i produttori del Mediterraneo del nord che si spostano al sud, sulle punte settentrionali dell’Africa, tra Tunisia e Marocco, come il siciliano Maurizio Miccichè, che ha deciso di ripercorrere il cammino dei suoi avi: da Palermo a Tunisi. Così è nata Domaine Neferis, tenuta tra Tunisi e Hammamet, costituita da una cantina, un impianto di imbottigliamento e 200 ettari di vigneti coltivati a Carignano, Grenache Noir, Syrah e Chardonnay. «Marocco e Tunisia — spiega Miccichè — sono zone importanti per la produzione di vino. Noi vogliamo valorizzare questa tradizione». 

C’è una parte del mondo dove il mondo gira alla rovescia. O quasi. Perché il pianeta vino qualche volta sovverte le regole e mette in scena un teatro dell’emigrazione al contrario. E così non sono pochi i produttori del Mediterraneo del nord che si spostano al sud, ovvero sulle punte settentrionali dell’Africa, tra Tunisia e Marocco. Dove crescono le uve più succose e la dolcezza dei vini ha dato vita a una lunga tradizione poetica («Ella mi mescé il vino inebriante col solo suo sguardo», scriveva il poeta Muhammad al-Mu’tamid, morto ad Agmat, in Marocco, intorno all’anno Mille). Come il siciliano Maurizio Miccichè, che ha deciso di ripercorrere il cammino dei suoi avi: da San Cipirello, vicino Palermo, fino a Tunisi. 

«Qui, ai primi del secolo scorso — racconta Miccichè, 52 anni — si erano trasferiti migliaia di italiani. E rappresentavano la middle class per l’epoca. Tra questi c’erano anche i miei parenti e così nel novero delle mie storie familiari sentivo parlare di quella terra florida, bella, ricca. Perfetta per i vigneti». Miccichè ha una storia affascinante: studi dai Barnabiti a Firenze, laurea in Medicina, la passione per il vino. Poi un lungo periodo in California, a studiare metodi e segreti della Napa Valley, la tenuta Calatrasi, a Palermo, e poi l’idea, più o meno dieci anni fa: perché non recuperare quelle lontane radici tunisine? Nacque così Domaine Neferis, tenuta tra Tunisi e Hammamet, costituita da una cantina, un impianto di imbottigliamento e 200 ettari di vigneti coltivati a Carignano, Grenache Noir, Syrah e Chardonnay. 

«Un vino — racconta il medico imprenditore — che nasce dal deserto, anzi, dalle notti del deserto, perché in quella zona, a ridosso del Sahara, durante la notte ci sono delle notevoli escursioni termiche, si passa da quaranta a venti gradi in poche ore. Succede allora che l’istinto di sopravvivenza della vite porta a concentrare le sostanze nutritive nelle parti giuste, dal fusto alle foglie, dando così un sapore unico alla bevanda». I lavoratori della tenuta sono persone del posto e la scelta di una enologa araba, Samia Ben Alì, è curiosa: la religione musulmana proibisce l’alcol. Ma la Tunisia è ormai un paese moderno e dopo la recente rivoluzione della cosiddetta Primavera Araba le cose sono cambiate ulteriormente. «Marocco e Tunisia — spiega Miccichè — sono zone importanti per la produzione di vino. Noi vogliamo valorizzare questa tradizione. Non si tratta di delocalizzare, ma di dar vita a posti ricchi di memoria, sapori, profumi». E difatti il Selian, il vino berbero che esce dalle cantine di Miccichè (nonché l’antico nome del deserto del Sahara) ha un forte retrogusto che sa di macchia mediterranea. 

Se i produttori vinicoli italiani non sono molti in quelle zone, il consumo di uva da tavola è importante e c’è chi ha continuato a fornire alle popolazioni nordafricane le barbatelle (viti di piccole dimensioni) anche immediatamente a ridosso delle recenti rivoluzioni. Come la ditta Rauscedo, di Pordenone, primi al mondo nella produzione di barbatelle ad uva da vino e da tavola. «Abbiamo cercato di rifornire sempre i nostri clienti – dice il presidente, Eugenio Sirtori – anche nei momenti difficili». Perché il viaggio del vino è imprevedibile, come chiosa Miccichè: «Lasciamoci sorprendere».

FONTE: Corriere<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1NzbMao">https://bit.ly/1NzbMao</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Tue, 31 Mar 2015 18:52:08 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/36022/fera-eolico-eurostat-e-nostro-contributo-alla-transizione-energetica</link>
	<title><![CDATA[FERA eolico: Eurostat e nostro contributo alla transizione energetica]]></title>
	<description><![CDATA[Raggiunti gli obbiettivi energetici europei al 2020. FERA Srl - Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative, Società che opera dal 2001 nel settore delle energie rinnovabili, in particolare nell’eolico, solare a concentrazione e biogas, commenta i dati di Eurostat sulla produzione di energia da fonti rinnovabili in Europa. Cesare Fera, Presidente di FERA: “Il dato nazionale ci incoraggia e ci motiva a fare ancora di più affinché l’Italia contribuisca con crescente evidenza nel quadro europeo alla ormai avviata fase di transizione verso l’approvvigionamento da fonti non inquinanti.”

L’Italia conquista un buon posizionamento nella classifica europea sul contributo dell’energia pulita al consumo nazionale di elettricità. È quanto rivelano i dati di Eurostat, l’Ufficio statistico dell'Unione Europea, relativi alla penetrazione delle fonti rinnovabili in Europa al 2013. 

Nel fare il punto sulla Strategia Europa 2020, adottata dal Consiglio Europeo nel 2010, Eurostat dedica ampio spazio ai temi energetico-climatici illustrando la situazione in merito al raggiungimento di uno degli obbiettivi stabiliti, ovvero produrre a livello continentale il 20% di energia da fonti pulite entro il 2020. Nel 2013 l’UE è salita al 15%. Un ottimo risultato se si pensa che solo nel 2004, primo anno in cui sono iniziate le rilevazioni, la produzione da rinnovabili superava di poco l’8%.
 
Il risultato europeo include il dato dell’Italia, che è certamente significativo: con cinque anni di anticipo abbiamo, infatti, quasi raggiunto il nostro target vincolante nazionale del 17%. Svettano in classifica, in quanto Stati con le quote più alte di rinnovabili sui consumi finali, la Svezia (52,1%), la Lettonia (37,1%), la Finlandia (36,8%) e l’Austria (32,6%). Ultimi posti per Lussemburgo (3,6%), Malta (3,8%), Olanda (4,5%) e Regno Unito (5,1%).

“Il dato nazionale ci incoraggia e ci motiva a fare ancora di più affinché l’Italia contribuisca con crescente evidenza nel quadro europeo alla ormai avviata fase di transizione verso l’approvvigionamento da fonti non inquinanti.” – commenta Cesare Fera, Presidente di Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative, Società che dalla sua nascita nel 2001 investe nel nostro Paese proprio nel comparto delle rinnovabili, puntando in particolare su eolico, solare a concentrazione e biogas. “I dati raccolti dai nostri impianti eolici confermano, anche nel 2014, le previsioni di ottima produttività basate su un modello progettuale che si conferma corretto. E, sul mercato domestico, insistiamo sulle nuove opportunità di efficientamento energetico industriale legate al solare termico a concentrazione che rende disponibile vapore di processo ad alta temperatura e pressione. Ovvero, processi industriali più puliti e risparmio in bolletta.”

Sempre dal rapporto di Eurostat emerge, infatti, come nel 2012 le emissioni di gas serra siano parallelamente diminuite del 17,9% rispetto al 1990. Un risultato che fa ben sperare e certamente frutto di diversi fattori: crisi economica, efficientamento dei consumi e anche, per l’appunto, ricorso alle energie rinnovabili. 

“Il raggiungimento dell’obiettivo europeo” sottolinea Cesare Fera “comporta ricadute positive sia per l’ambiente, sia per l’economia nazionale. Con le energie rinnovabili, i costi in bolletta sono destinati a ridursi e, di pari passo con politiche di sviluppo che favoriscano investimenti nel settore, si delineano per l’Italia opportunità concrete di occupazione sul lungo periodo.”

Un discorso a parte merita la mobilità elettrica, ambito in cui, invece, il nostro Paese è ancora lontano dall’avere entro il 2020 il 10% di mezzi di trasporto nazionali alimentati ad elettricità. Nella classifica UE-28, l’Italia registra un modesto 5%, ma per la verità, fatta eccezione per la Svezia che ha già ampiamento superato il target (16,7%), nessuno Stato sembra aver implementato politiche davvero efficaci per un trasporto sostenibile.

FONTE: Fera<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/fera-litalia-centra-in-anticipo-gli-obbiettivi-ue-2020-sulle-energie-rinnovabili-cesare-fera-il-nostro-contributo-alla-transizione-energetica/">https://www.dailyfocus.net/fera-litalia-centra-in-anticipo-gli-obbiettivi-ue-2020-sulle-energie-rinnovabili-cesare-fera-il-nostro-contributo-alla-transizione-energetica/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Thu, 26 Mar 2015 19:11:46 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Cinzia Bonfrisco, appello al presidente Mattarella su Decreto banche popolari]]></title>
	<description><![CDATA[Decreto sulle banche popolari, la Senatrice Cinzia Bonfrisco attacca Pietro Grasso per aver firmato il decreto sulle banche popolari. “Mi appello al presidente Mattarella - ha dichiarato la Senatrice Bonfrisco parlando in aula a palazzo Madama - affinché si faccia garante della Costituzione di cui questa maggioranza e governo stanno facendo scempio".

Cinzia Bonfrisco attacca Pietro Grasso per aver firmato, nel periodo di supplenza come presidente della Repubblica pro-tempore, il decreto sulle banche popolari. 

"Il presidente Grasso - ha dichiarato la senatrice di Forza Italia - porta la grande responsabilità di aver firmato un decreto totalmente incostituzionale, di cui la Consulta, si incaricherà di svergognare governo e maggioranza, dichiarandolo incostituzionale. Non solo ma è stato anche impedito al Senato di esaminare il decreto, permettendo che rimanesse alla Camera per 50 giorni su 60, sapendo che le modifiche erano molto più difficili e qui invece più probabili". 

"Ci voleva un re travicello - ha aggiunto Bonfrisco etichettando con questo termine il comportamento del presidente del Senato - che nei pochi giorni disponibili firmasse questo decreto, giacché né Napolitano, tantomeno Mattarella, avrebbero mai potuto sottoscrivere un provvedimento che renderà più poveri gli italiani. 

Mi appello proprio al presidente Mattarella - ha concluso Bonfrisco parlando in aula a palazzo Madama - affinché si faccia garante della Costituzione di cui questa maggioranza e governo stanno facendo scempio".

FONTE: Adnkronos<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1bxCdBF">https://bit.ly/1bxCdBF</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Thu, 26 Mar 2015 16:10:26 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Politecnico torino,Gocce di Verità: Storie di chi fugge e di chi resta.]]></title>
	<description><![CDATA[Quante volte sentiamo dire che la ricerca scientifica in Italia è ferma al palo? Eppure un gruppo di ricercatori del Politecnico di Torino si è classificato secondo all’ESA’s S2UN Challenge, presentando uno speciale sistema in grado di contenere gli sversamenti di petrolio nell’ambiente. L’intervista completa sul blog goccediverita.it.

I giovani ricercatori del team PIER, utilizzando il brevetto ESA (A deployable tensegrity structure, especially for space application), hanno riconsiderato l’applicazione di una struttura dispiegabile rigida, che non utilizza giunti meccanici (impiegata attualmente in campo aereospaziale come antenna), in maniera tale da utilizzarla come anello di contenimento da caricare a bordo delle navi per limitare l’espansione in mare di un eventuale sversamento di petrolio. 
Gocce di verità ha intervistato il team PIER per sapere come la pensano su diversi argomenti di attualità.

   1.Si dice sempre che per fare ricerca bisogna andare all'estero: voi avete dimostrato che si possono raggiungere risultati di eccellenza anche restando in Italia. Qual è il vostro segreto e perché avete deciso di restare?
Beppe: L’Italia è ancora un Paese dove si può fare molto, soprattutto per i giovani, ed è bello tornare per mettere a disposizione ciò che si è imparato fuori.  L’Università italiana è una struttura in crisi, speriamo che questo Governo e i successori si prendano carico di questa situazione.
Francesco: Andare all'estero è fondamentale anche solo per conoscere nuovi modelli di pensiero radicati in culture diverse dalla nostra, e per capire i limiti del nostro modo di pensare. Detto questo ho avuto l'opportunità di lavorare all'interno della mia università conoscendo persone preparate che lavorano intensamente, anche per migliorare la situazione della ricerca italiana. 
Pier: Il sistema universitario italiano, per quanto affetto da problemi e mancanze, è ancora in grado di formare menti creative e tecnicamente preparate. Rimanere significa creare valore in Italia e dare il proprio contributo (piccolo) per cambiare le cose.
Matte: “L’italiano medio” ha bisogno di conoscere il mondo che lo circonda per migliorare se stesso e il Paese Italia in cui vive. 

   2.Secondo voi l'innovazione tecnologica e scientifica può far progredire il settore energetico in termini di sicurezza e impatto ambientale?
Beppe: Sicuramente sì. La nostra applicazione è un esempio di una buona pratica che può essere messa in campo per tutelare l’ambiente marino soprattutto in quelle situazioni nelle quali è quasi impossibile evitare modesti riversamenti di inquinanti in mare.
Francesco: In un mondo sempre più affamato di energia è spesso difficile trovare soluzioni attuali che riescano a dare una risposta concreta a questa domanda, da un punto di vista economico e ambientale. 
Matte: La spinta di innovazione in particolare nel settore energetico in relazione con l’impatto ambientale, lo sfruttamento adeguato delle risorse presenti sul territorio e la relativa sicurezza possono essere i motori di spinta dell’economia italiana. 
 	
   3.Voi siete riusciti ad applicare con successo tecnologie che appartengono all’ambito aerospaziale al settore degli idrocarburi. Secondo voi, in Italia il modello da voi brevettato avrà successo o la conformazione idrogeologica dei nostri fondali esclude pericoli di eventuali incidenti, come il disastro del Messico?
Beppe: Ci teniamo innanzitutto a precisare che stiamo al momento ancora valutando l’opportunità di brevettare parte dei risultati ottenuti tramite il nostro progetto.
Matte: Il disastro del Messico ha generato con un solo evento un inquinamento marittimo senza precedenti. Che l’evento inquinante sia volontario o no, il nostro dispositivo potrebbe essere applicato ogni qual volta si voglia arginare un agente inquinante che mette a rischio l’ecosistema naturale circostante.

   4.L’Abruzzo, come tante altre Regioni d’Italia, protesta per richieste di  trivellazione in Adriatico. Perché l’Abruzzo, in particolare, e l’Italia, in generale, soffre così tanto della Sindrome Nimby (Not in my backyard, ndr)? Cosa si deve rispondere a chi sostiene che l'estrazione di petrolio e gas sia un danno e non un'opportunità per il nostro Paese?
Pier: Gli investimenti e il progresso tecnologico nel settore delle energie rinnovabili sono stati molto importanti negli ultimi decenni, ma la nostra società fa ancora largo affidamento sui combustibili fossili. L’età dell’oro nero è una fase della storia dell’uomo destinata sicuramente a concludersi, ma non sarà la nostra generazione a vederne la fine.

Beppe: Viviamo in un Paese dove si sente così tanto parlare di corruzione, credo che tale paura non possa giustificare il blocco di attività economiche che potrebbero portare dei benefici al Paese. È chiaro che bisognerebbe aumentare al massimo la vigilanza nei confronti di chi andrà poi ad effettuare le opere in concreto.
Matte: La sindrome Nimby è ben diffusa sotto ogni forma in tutta Italia. Son dell’idea che sono necessari i compromessi. A fronte di un beneficio che può scaturire dalla trivellazione del fondale marittimo non ci può essere un danno irreparabile e soprattutto continuativo all’ecosistema. Operazioni di questo tipo sono state già eseguite in giro per il Mondo con impatti ambientali ridottissimi. 
Francesco: Penso che in questo periodo ci sia una maggiore necessità di energia, soprattutto per le attività industriali e che, purtroppo, le energie rinnovabili non siano ancora mature per la sostituzione dei combustibili fossili. 

FONTE: www.goccediverita.it<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/gocce-di-verita-storie-di-chi-fugge-e-di-chi-resta/">https://www.dailyfocus.net/gocce-di-verita-storie-di-chi-fugge-e-di-chi-resta/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Mon, 23 Mar 2015 12:05:23 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/35918/gsf-rinnovabili-il-fotovoltaico-italiano-partecipa-al-raggiungimento-degli-obbiettivi-europei-sulle-rinnovabili</link>
	<title><![CDATA[GSF rinnovabili: Il fotovoltaico italiano partecipa al raggiungimento degli obbiettivi europei sulle rinnovabili]]></title>
	<description><![CDATA[Global Solar Fund, secondo operatore fotovoltaico in Italia che gestisce 180 parchi fotovoltaici nel nostro Paese (prevalentemente ubicati in Puglia) commenta gli interessanti risultati su scala europea e nazionale per la strategia di sviluppo sulle energie rinnovabili. L’amministratore di GSF Giuseppe Tammaro: “Risultati importanti sulla produzione da rinnovabili, il legislatore non ne blocchi lo sviluppo”.

Risale a pochi giorni fa la diffusione dei dati Eurostat, l’Ufficio statistico dell'Unione europea, relativi alla penetrazione delle energie rinnovabili in Europa. Il rapporto evidenzia che il consumo di energia proveniente da fonti rinnovabili nel 2013 è salito al 15% nell'Ue, nel 2004, primo anno in cui sono iniziate le rilevazioni. A quell’epoca era dell’8.3%. L’Italia è tra i paesi che hanno già praticamente raggiunto (meno dello 0,5% di gap) il loro target nazionale del 20% entro il 2020 di produzione di energia da fonti rinnovabili. Anche Paesi come Bulgaria ed Estonia si trovano in equilibrio, mentre la Svezia è “regina” incontrastata della produzione “verde”.

“Un dato che ci incoraggia e di cui ci sentiamo orgogliosamente parte per aver dato il nostro contribuito a raggiungerlo” – afferma Giuseppe Tammaro, amministratore di Global Solar Fund (GSF) secondo operatore italiano del fotovoltaico, con circa 180 impianti e 140 MW installati in Italia. “Il confronto colpisce ancora di più se si pensa che Paesi che pure hanno molto investito nelle rinnovabili, come la Gran Bretagna, Olanda, Francia e Irlanda, sono molto distanti dal target”.

Purtroppo i dati sin qui riportati si scontrano con quelli elaborati dalla società di consulenza Ernst &amp; Young che nel suo annuale "Renewable Energy Country Attractiveness Indices" (Recai) ha fotografato la posizione dell’Italia nell’indice di “attrattività-Paese” per quanto riguarda l’investimento in rinnovabili: occupiamo il 16° quando solo fino a un paio di anni fa ci trovavamo al 5°, preceduti dalle quattro conferme annuali: in ordine decrescente, Cina, Usa, Germania e Giappone.
Così Giuseppe Tammaro commenta il dato: “Questa notevole retrocessione trova riscontro anche nella realtà che conosciamo: molti investimenti in rinnovabili e in particolare nel fotovoltaico si sono fermati, non dando continuità a quella tendenza che ci ha fatto raggiungere gli obbiettivi energetico-ambientali europei. Come anche rilevato nello studio, l’arresto degli investimenti è perlopiù dovuto alle norme Taglia-Incentivi del Governo, che hanno purtroppo creato incertezza e instabilità nel mercato, facendo fare un passo indietro a molti operatori”.

FONTE: Global Solar Fund<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1BPyZBQ">https://bit.ly/1BPyZBQ</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/35842/cesare-fera-la-partnership-per-energy-for-malawi-fera-per-laccesso-allenergia-elettrica-nei-paesi-in-via-di-sviluppo</guid>
	<pubDate>Thu, 19 Mar 2015 18:38:20 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/35842/cesare-fera-la-partnership-per-energy-for-malawi-fera-per-laccesso-allenergia-elettrica-nei-paesi-in-via-di-sviluppo</link>
	<title><![CDATA[Cesare Fera: “La partnership per Energy for Malawi, FERA per l’accesso all’energia elettrica nei paesi in via di sviluppo”]]></title>
	<description><![CDATA[Sostenibilità, Cesare Fera, Presidente di Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative, annuncia l’entrata in funzione dell’impianto ibrido minieolico-solare installato a Likoma, nell’ambito del progetto Energy for Malawi. Il progetto, promosso da COOPI – Cooperazione Internazionale, ha lo scopo di estendere l’accesso all’elettricità delle comunità di alcune zone del Malawi, tramite l’installazione di impianti per lo sfruttamento delle energie rinnovabili. FERA è una società che opera dal 2001 nel settore delle energie rinnovabili: eolico, solare a concentrazione e biomasse.

FERA Srl - Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative, è partner del progetto Energy for Malawi, promosso da COOPI – Cooperazione internazionale per estendere l’accesso di 14.900 persone, agricoltori e piccoli imprenditori delle regioni rurali più povere del Sud del Malawi, a fonti di energia moderne, accessibili e sostenibili.
Il progetto è stato avviato nel 2011 e sarà completato nel corso del 2015. Tra gli obiettivi, il rallentamento della deforestazione, il miglioramento della qualità della vita delle comunità coinvolte, il supporto a piccole attività commerciali locali.

FERA partecipa al progetto in una duplice veste. Come partner finanziario, per integrare i fondi elargiti a COOPI dall’Unione Europea (corrispondenti all’80% del valore totale del progetto). Come partner di progettazione per la realizzazione di un impianto ibrido minieolico-fotovoltaico e di pozzi solari con pannelli fotovoltaici. 
L’impianto ibrido minieolico-fotovoltaico è stato realizzato nell’isola di Likoma, ed è attualmente operativo al 100%. Fornisce energia elettrica 24 ore al giorno, con una produzione annuale stimata di 20.000 kWh. L’energia viene utilizzata da una cooperativa turistica che comprende un internet cafe, un barber shop e un piccolo ristorante. Hanno accesso all’energia prodotta dall’impianto anche due comunità locali (fino a 300 kWh/anno per ciascuna comunità, per un totale di 808 famiglie) e cinque piccole attività commerciali. L’impianto alimenta inoltre una pompa d’acqua e la cooperativa turistica riesce a stoccare acqua in un tank, acquistato sempre nell’ambito del progetto COOPI, e a venderla alla comunità in caso di tagli o malfunzionamenti del sistema idrico pubblico.

“Il progetto Energy for Malawi è un’opportunità di condivisione di know-how per la valorizzazione delle fonti rinnovabili in territori con elevate potenzialità energetiche”. – commenta Cesare Fera, Presidente di Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative – “L’ampia disponibilità di risorse energetiche rinnovabili del Malawi, coniugata con sistemi tecnologici stand alone, può essere una risposta concreta non soltanto al bisogno di approvvigionamento, ma anche alla trasformazione e modernizzazione di uno stile di vita che impatta negativamente sia in termini di deforestazione, sia in termini di inquinamento”.

COOPI e ciascuno dei partner (FERA, TERNA Spa, Nexive Spa e SEA Spa), valutano i risultati intermedi del progetto e i benefici di lungo periodo sulle comunità locali. Energy for Malawi, da un lato mira ad ampliare l’accesso all’energia elettrica attraverso lo sfruttamento di risorse rinnovabili, dall’altro interviene sulla riduzione degli impatti ambientali connessi alla deforestazione e alla combustione della legna, principale risorsa energetica delle comunità agricole locali. Queste ultime sono state coinvolte in nuove attività produttive e commerciali funzionali alla stabilizzazione di pratiche meno impattanti sull’ambiente: produzione e distribuzione di stufe migliorate, sistemi di irrigazione sostenibili, impianti di energia elettrica per uso domestico e commerciale, attività di riforestazione. Con l’introduzione di nuovi vivai, è stata estesa la coltivazione di Jatropha Curcas, arbusto che ha bisogno di poca acqua, contribuisce a fermare la desertificazione e dal quale le comunità locali ricavano un olio utilizzato come carburante per il riscaldamento e l’illuminazione. La Jatropha Curcas, inoltre, è una biomassa vegetale dall’elevato potere energetico e di facile utilizzo, materia prima ideale per la produzione di biocarburanti.

Il progetto Energy fo Malawi, che è in linea con l’iniziativa delle Nazioni Unite Sustainable Energy for all, sarà ospitato ed illustrato ad EXPO 2015 in uno dei padiglioni dell’area tematica “Feeding the planet, Energy for life”.

FONTE: Fera<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/cesare-fera-la-partnership-per-energy-for-malawi-fera-per-laccesso-allenergia-elettrica-nei-paesi-in-via-di-sviluppo/">https://www.dailyfocus.net/cesare-fera-la-partnership-per-energy-for-malawi-fera-per-laccesso-allenergia-elettrica-nei-paesi-in-via-di-sviluppo/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Fri, 13 Mar 2015 18:00:56 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Francesco Gulli Novartis vince il premio “Siena Carbon Free 2015”]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Sostenibilit&agrave;, &egrave; stato conferito a Novartis Vaccines il premio &ldquo;Siena Carbon Free 2015&rdquo;, per il programma di riduzione dei consumi delle principali utilities del sito produttivo di Rosia. &ldquo;Da tempo la nostra azienda ha imboccato la strada della sostenibilit&agrave; con l&rsquo;obiettivo di ridurre, progressivamente, l&rsquo;impatto ecologico delle attivit&agrave; produttive&rdquo; &ndash; ha affermato&nbsp;<strong>Francesco Gulli</strong>, AD di&nbsp;<strong>Novartis Vaccines</strong>&nbsp;&ndash; &ldquo;In questo senso il premio rappresenta un bel riconoscimento dei nostri sforzi per diventare pi&ugrave; green, ma anche del forte radicamento dell&rsquo;azienda nella realt&agrave; locale&rdquo;.</em></p>
<p><em><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2015/03/Gulli-Novartis-Vaccini-Siena-Carbon-Free.jpg" alt="Gulli Novartis Vaccini Siena Carbon Free" style="border: 0px;"><br></em></p>
<p><em>Testo tratto da Ok Siena del 7 dicembre 2012</em></p>
<p>&ldquo;Il costante impegno verso la sostenibilit&agrave; paga: per l&rsquo;ambiente ma anche per l&rsquo;azienda stessa&rdquo;, lo sa bene&nbsp;<strong>Ludovico Mancini</strong>, Energy Manager per Novartis Vaccines and Diagnostics (Novartis V&amp;D), che con Cristiano Cortonesi, responsabile Ingegneria e Manutenzione, ha ritirato il premio &ldquo;<strong>Siena Carbon Free 2015</strong>&rdquo; conferito all&rsquo;azienda per il programma di riduzione dei consumi delle principali utilities del sito produttivo di Rosia.</p>
<p>Il riconoscimento &egrave; stato consegnato ai vincitori del concorso &ldquo;<strong>Siena Carbon Free</strong>&rdquo; nell&rsquo;ambito di un convegno sui temi dello sviluppo sostenibile tenutosi alla Certosa di Pontignano, promosso da Provincia di Siena e Apea con la collaborazione dell<strong>&rsquo;Universit&agrave; degli Studi di Siena</strong>&nbsp;e sponsorizzato dalla Fondazione Mps. Tra i migliori progetti anche quello presentato da Novartis V&amp;D, che si &egrave; aggiudicata il primo premio nella categoria medie e grandi imprese.</p>
<p>&ldquo;Sono benefici concreti e tangibili, quelli raggiunti dal progetto di Risparmio Energetico, messo a punto presso il nostro sito a partire dal 2007&rdquo;, ha affermato&nbsp;<strong>Francesco Gulli</strong>, amministratore delegato di&nbsp;<strong>Novartis V&amp;D Italy</strong>, &ldquo;Nel 2011 abbiamo risparmiato una quantit&agrave; di energia elettrica pari a quella necessaria per soddisfare le necessit&agrave; di un paese di 2.000 abitanti per un anno intero. Analogamente, i risparmi di gas metano corrispondono alle necessit&agrave; di 210 persone.&rdquo;</p>
<p>Questi risultati sono stati possibili grazie all&rsquo;ottimizzazione dei processi produttivi mediante l&rsquo;utilizzo di nuove tecnologie: sono, infatti, stati installati gruppi frigoriferi ad alta efficienza per la produzione di acqua refrigerata, sistemi di recupero del calore sulle caldaie di&nbsp;<strong>produzione del vapore</strong>, recupero di acqua di scarto dagli impianti di produzione per utilizzo di usi industriali e l&rsquo;installazione di sistemi di scarico condensa del vapore ad alta efficienza.</p>
<p>&ldquo;Da tempo&nbsp;<strong>la nostra azienda</strong>&nbsp;ha imboccato la strada della sostenibilit&agrave; con l&rsquo;obiettivo di ridurre, progressivamente, l&rsquo;impatto ecologico delle attivit&agrave; produttive&rdquo;, continua&nbsp;<strong>Francesco Gulli</strong>. &ldquo;In questo senso il premio rappresenta un bel riconoscimento dei nostri sforzi per diventare pi&ugrave; green, ma anche del forte radicamento dell&rsquo;azienda nella realt&agrave; locale&rdquo;.</p>
<p><strong>Fonte</strong>:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.oksiena.it/novartis-vaccines-tra-i-vincitori-del-concorso-siena-carbon-free-2015-23171.html" target="_blank" title="NOVARTIS VACCINES TRA I VINCITORI DEL CONCORSO &quot;SIENA CARBON FREE 2015&quot;">Ok Siena</a></p><p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/sostenibilita-francesco-gulli-novartis-vaccines-tra-i-vincitori-del-concorso-siena-carbon-free-2015/">https://www.dailyfocus.net/sostenibilita-francesco-gulli-novartis-vaccines-tra-i-vincitori-del-concorso-siena-carbon-free-2015/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Thu, 12 Mar 2015 12:12:19 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/35622/cesare-fera-eolico-buone-pratiche-e-biodiversit</link>
	<title><![CDATA[Cesare Fera Eolico, buone pratiche e biodiversità]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Rinnovabili, FERA Srl - Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative - Societ&agrave; presieduta da Cesare Fera, d&agrave; diffusione al contributo dei suoi esperti ambientali ai lavori dell&rsquo;Osservatorio Nazionale Eolico e Fauna. L&rsquo;Osservatorio, istituito dall&rsquo;Associazione Nazionale Energia del Vento, Legambiente e dall&rsquo;Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, si propone di ampliare le conoscenze scientifiche sul tema del rapporto tra produzione di energia elettrica da fonte eolica e popolazioni ornitiche e di chirotterofauna, al fine di tutelare l&rsquo;ambiente e promuovere uno sviluppo di impianti eolici sul territorio italiano che sia attento alla conservazione della biodiversit&agrave;. L&rsquo;indagine &egrave; stata condotta in un&rsquo;area pilota, l&rsquo;area vasta che circonda il parco eolico Valbormida, realizzato da FERA in Liguria. Renewable Energy, autorevole rivista edita da Elsevier, ha pubblicato Analysis of wind farm effects on the surrounding environment: Assessing population trends of breeding passerines, uno studio condotto in collaborazione con l&rsquo;Osservatorio Nazionale Eolico e Fauna dagli esperti ambientali di FERA - Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative, Societ&agrave; presieduta da Cesare Fera e che opera dal 2001 nel settore delle energie rinnovabili. Obiettivo dello studio, l&rsquo;analisi degli effetti dell&rsquo;eolico sui Passeriformi nidificanti, ottimi indicatori ecologici in quanto comprendono un numero elevato di specie, tutte di facile contattabilit&agrave; e presenti in gran parte degli ambienti. L&rsquo;indagine sui Passeriformi nidificanti, uccelli che, grazie all&rsquo;elevata mobilit&agrave;, rispondono in modo rapido a cambiamenti ambientali significativi, restituisce quindi una fotografia realistica dello stato di salute del territorio. L&rsquo;analisi &egrave; stata condotta in un&rsquo;area pilota, l&rsquo;area vasta che circonda il parco eolico Valbormida, realizzato da FERA in Liguria a Cairo Montenotte (Savona). Il protocollo dei monitoraggi ha adottato il metodo dei punti di ascolto e ha previsto sessioni di monitoraggio estese sui quattro anni precedenti e i quattro successivi alla realizzazione del parco eolico, comprendendo il periodo di cantiere. Per ottenere dati certi circa la sostenibilit&agrave; in termini di biodiversit&agrave;, &egrave; stato utilizzato il software TRIM (Trends &amp; Indices for Monitoring data): sono stati confrontati su basi statistiche l&rsquo;andamento delle popolazioni dei Passeriformi che nidificano in corrispondenza dell&rsquo;impianto eolico con l&rsquo;andamento nazionale delle medesime specie, nel medesimo periodo di otto anni. Lo studio ha dimostrato che solo la fase di costruzione dell&rsquo;impianto &egrave; in grado di determinare cambiamenti nello stile di vita di alcune specie passeriformi nidificanti. Una volta concluso il cantiere, gli uccelli riprendono a nidificare stabilmente nell&rsquo;area dell&rsquo;impianto eolico e nell&rsquo;area vasta che lo circonda, senza alcuna alterazione in termini di popolosit&agrave; rispetto agli anni che hanno preceduto l&rsquo;avvio del cantiere. &ldquo;FERA ha applicato il medesimo protocollo di monitoraggio su tutti i parchi eolici costruiti in Liguria.&rdquo; &ndash; sottolinea Cesare Fera, Presidente di Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative &ndash; &ldquo;Lo studio della biodiversit&agrave; e l&rsquo;armonizzazione dell&rsquo;impianto con tutti gli aspetti naturalistici del sito di installazione sono parte fondamentale della nostra progettazione. Non solo perch&eacute; richiesto dalle procedure autorizzative, ma soprattutto per il nostro impegno per la sostenibilit&agrave;, in coerenza con la missione dell&rsquo;azienda&rdquo;. Lo studio dell&rsquo;area vasta di Valbormida conferma quanto rilevato anche negli altri siti eolici di FERA, analizzando sia i Passeriformi, sia altre specie nidificanti. Per esempio, nel sito del parco eolico Cinque Stelle (Stella, Savona) una volta chiuso il cantiere &egrave; ricomparso il Biancone, rapace assente da anni, che ha ripreso a nidificare nell&rsquo;area vasta con successo riproduttivo. Per ulteriori approfondimenti sullo studio: Dott.ssa Giulia Canavero, Responsabile Ufficio Ambiente, g.canavero@ferasrl.it . FONTE: Fera</p><p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/cesare-fera-eolico-buone-pratiche-e-biodiversita/">https://www.dailyfocus.net/cesare-fera-eolico-buone-pratiche-e-biodiversita/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Wed, 11 Mar 2015 18:01:57 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/35620/francesco-gulli-novartis-streptococco-b-neonati-gi-vaccinati</link>
	<title><![CDATA[Francesco Gulli Novartis: Streptococco B, neonati già vaccinati!]]></title>
	<description><![CDATA[Vaccini, Francesco Gulli, AD di Novartis Vaccines: «In Novartis difendiamo il valore non solo sanitario ma anche sociale delle vaccinazioni. Collaboriamo con l’Organizzazione mondiale della sanità e con l’Unicef, di cui siamo uno dei maggiori fornitori, in particolare per i vaccini contro il batterio Haemophilus influenzae di tipo B e il virus della poliomielite. Lavoriamo all’obiettivo di eradicare questa malattia. Inoltre siamo nella Global alliance for vaccine and immunization, un consorzio di istituti di ricerca, governi e industrie, che mira ad assicurare a tutti i bambini una copertura vaccinale adeguata».

 Gulli Novartis Vaccini

Testo tratto da Il Sole 24 Ore del 5 novembre 2013

La sola parola fa correre un brivido lungo la schiena di ogni donna che sta per partorire: streptococco B. Il più virulento, arcaico, infido batterio sul pianeta Terra, che può causare infezioni gravi nel neonato, come meningite, polmonite e setticemia. Se una donna risulta positiva all’esame, le vengono somministrati antibiotici prima e durante il parto. Poi, si spera che anticorpi e medicine siano passati al piccolo. Seguono ore, giorni di apprensione. Perché un bimbo su duemila che nasce da mamma infetta, purtroppo, non ce la fa, come dicono le statistiche.

E quante morti in utero provoca questo batterio (tecnicamente, streptococco beta emolitico di gruppo B)? Se passa attraverso la placenta, può portare al triste fenomeno della morte in utero, silenziosa e inspiegabile, portatrice di dolore e a volte di infondati sensi di colpa nelle donne.

E che dire del virus respiratorio sinciziale, prima causa di ricovero dei neonati? È la causa principale delle bronchioliti, malattia grave nei prematuri e fonte di preoccupazione anche per gli altri neonati. Più diffuse di quanto si pensi. Una malattia a tradimento, che può colpire il piccolo subito dopo la nascita, spesso frantumando le speranze della mamma di proseguire l’allattamento al seno. Il virus può causare anche polmoniti e asma e viene ritenuto responsabili di molti casi di morte in culla (Sids, Sudden infant death syndrome).

Ora, però, si accende la speranza di debellare sul nascere queste diffuse e a volte gravi patologie nei neonati. E la soluzione viene studiata in Italia, a Siena, tra le colline coltivate a Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot, nell’epicentro del Chianti classico.

È qui che lo scienziato più celebre al mondo nel campo dei vaccini, Rino Rappuoli, lavora («Perché questa è la mia terra», dice): al Novartis Vaccines and diagnostics research center, uno dei fiori all’occhiello della ricerca internazionale, con oltre 300 ricercatori che operano nei laboratori di Siena altri 180 in tutti i continenti.

Il vaccino contro lo streptococco B del team di Rappuoli è in fase II di sperimentazione. Presto saranno disponibili i primi dati relativi alla sicurezza e all’efficacia in volontari adulti. «L’obiettivo sarà vaccinare la gestante, per trasmettere il vaccino al bimbo in grembo – dice Rappuoli –. Possiamo farcela a realizzare questo obiettivo: sono ottimista». Neonati già vaccinati, con un passaporto per la vita: un sogno possibile, quindi.

Il vaccino contro il virus respiratorio sinciziale, invece, sta andando adesso in fase I, per valutarne la sicurezza e la tollerabilità. «Il virus respiratorio sinciziale (Rsv) è l’ultima malattia seria dei bambini non ancora contrastata da vaccini – aggiunge Rappuoli –. Causa forti costi di trattamento in ospedale. Va debellato». Anche in questo caso, l’obiettivo sarà vaccinare in utero. Si stima che nei soli Stati Uniti il virus causi il ricovero di circa 100mila bambini all’anno, con un costo di trattamento di circa 300 milioni di dollari. Anche in età adulta l’Rsv guida la classifica delle cause di ricovero per affezione respiratoria acuta.

Novartis Vaccines è abituata a lavorare su più fronti. È ora in arrivo a dicembre anche in Italia il nuovissimo vaccino contro la meningite da meningococco B, esclusiva Novartis, made in Italy. Creato a Siena da Rappuoli e il suo team. Il meningococco B causa sei casi su 10 di meningite. Ora lo si potrà combattere ad armi pari. Altri vaccini sono in arrivo. Oltre al grande classico: quello contro l’influenza.

«In Novartis difendiamo il valore non solo sanitario ma anche sociale delle vaccinazioni – spiega Francesco Gulli, AD Novartis Vaccines –. Collaboriamo con l’Organizzazione mondiale della sanità e con l’Unicef, di cui siamo uno dei maggiori fornitori, in particolare per i vaccini contro il batterio Haemophilus influenzae di tipo B e il virus della poliomielite. Lavoriamo all’obiettivo di eradicare questa malattia. Inoltre siamo nella Global alliance for vaccine and immunization, un consorzio di istituti di ricerca, governi e industrie, che mira ad assicurare a tutti i bambini una copertura vaccinale adeguata».

I vaccini possono salvare la vita. Ci pensino le mamme che sul web trovano informazioni spesso allarmistiche e su basi scientifiche esili. Il sogno di un pianeta con malattie prevenibili e curabili passa anche attraverso i vaccini.

Fonte: Il Sole 24 Ore<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/sanita-novartis-vaccines-francesco-gulli-i-bambini-nasceranno-vaccinati/">https://www.dailyfocus.net/sanita-novartis-vaccines-francesco-gulli-i-bambini-nasceranno-vaccinati/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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