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	<title><![CDATA[MSNI: Link di Fabrizio Del Dongo]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<pubDate>Sat, 16 May 2015 19:16:27 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Fera rinnovabili: A Zeri le bat boxes danno rifugio ai pipistrelli]]></title>
	<description><![CDATA[Eolico e biodiversità. FERA Srl - Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative, Società che opera dal 2001 nel settore delle energie rinnovabili, in particolare nell’eolico, solare a concentrazione e biogas, commenta l’installazione delle bat boxes nell’area vasta del parco eolico Vento di Zeri, a Zeri, in provincia di Massa Carrara. Cesare Fera, Presidente di FERA: “Una misura compensativa a favore della biodiversità che l’eolico protegge con la sua energia elettrica pulita e priva di emissioni inquinanti.”

Zeri, Massa Carrara. Anche a Zeri, con l’arrivo dell’estate, i pipistrelli vanno in cerca di rifugi in cui alloggiare durante il giorno. Provengono da lunghe migrazioni, iniziate in primavera, dopo il periodo di ibernazione invernale. E si avvicinano alle zone boschive e ai centri abitati in cerca di insetti e di anfratti in cui ripararsi. 
In Italia, sono state registrate ben 34 delle 45 specie di pipistrelli che popolano l’Europa. Arrivano nei mesi più caldi dell’anno. Vanno in cerca di zanzare, farfalle, ragni, che divorano in gran quantità, rivelandosi preziosi alleati nella lotta biologica contro gli insetti nocivi. E sono ottimi bioindicatori di qualità ambientale.

Per favorire l’insediamento dei pipistrelli nel territorio di Zeri, il progetto del parco eolico Vento di Zeri prevede l’installazione di diverse bat boxes (cassette nido). Sono stati individuati i punti in cui fissare le bat boxes, in ottemperanza a una prescrizione della Provincia nel più ampio quadro di salvaguardia dei pipistrelli dell'accordo internazionale Eurobats, al quale aderiscono 36 nazioni europee. Questi interventi a favore dell’insediamento stagionale si sono resi necessari a causa del progressivo decremento delle popolazioni dei pipistrelli su aree che in passato li ospitavano numerosi e alle quali garantivano la conservazione di delicati equilibri tra specie animali e vegetali. La diminuzione di pipistrelli è un segnale certo di inquinamento ambientale, ma anche della sempre minore disponibilità di possibili rifugi: alberi vecchi o morti che vengono rimossi, vecchi edifici ristrutturati nel tempo, habitat forestali modificati. L'attuazione dell'Accordo Eurobats in Italia è affidata alla Direzione generale per la protezione della natura e del mare del Ministero dell'Ambiente.

La biodiversità è un equilibrio che viene rapidamente alterato dall’inquinamento atmosferico –sottolinea Cesare Fera, Presidente di Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative. – L’energia eolica contribuisce a mantenere inalterato questo equilibrio, proprio perché rende disponibile l’elettricità senza immettere in atmosfera sostanze inquinanti. Quella richiesta dalla Provincia per il parco eolico di Zeri è, quindi, una misura compensativa che ci sembra perfettamente in linea con il progetto del parco eolico.” 

Il progetto del parco eolico Vento di Zeri ha previsto, oltre all’installazione delle bat boxes, campagne di monitoraggio dedicate ai flussi migratori e agli insediamenti di pipistrelli, ante e post operam, con l’obiettivo di individuare il miglior posizionamento delle turbine rispetto alle abitudini delle popolazioni monitorate. Il monitoraggio si avvale di specifici strumenti, i bat detector, che trasformano gli ultrasuoni in suoni udibili grazie a un meccanismo detto di “espansione nel tempo”. In questo modo è possibile analizzare l’attività di caccia dei pipistrelli e, in molti casi, pervenire all’identificazione delle specie.

Per l’installazione delle bat boxes, i criteri fondamentali individuati sono soprattutto tre: l’altezza, l’esposizione e la disponibilità stagionale. È infatti più facile che i pipistrelli dimorino nelle bat boxes se le si posizionano a 3-4 metri d’altezza, esposte verso ovest, sud/ovest e le si rendono disponibili tra la fine della primavera e l’inizio dell’autunno. All’interno di queste cassette, i pipistrelli troveranno, di anno in anno, le condizioni microclimatiche ottimali per il riposo diurno e la riproduzione. 

Fonte: Fera<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1KRIaos">https://bit.ly/1KRIaos</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Mon, 11 May 2015 11:15:20 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/36514/cesare-fera-a-regime-impianto-csp-in-provincia-di-oristano</link>
	<title><![CDATA[Cesare Fera a regime impianto CSP in provincia di Oristano]]></title>
	<description><![CDATA[Energie Rinnovabili. È entrato in funzione ed è ora a regime l’impianto solare termico a concentrazione con specchi Fresnel installato in provincia di Oristano per il caseificio Nuova Sarda Industria Casearia. L’impianto utilizza il collettore termico LUCETH e accede agli incentivi del Conto Energia Termico. Genera vapore ad alta pressione e temperatura per il processo produttivo del caseificio. Cesare Fera: “Un caseificio eccellente, una filiera completa che parte dall’allevamento e che punta alla sostenibilità per garantire la qualità dei suoi prodotti. Con LUCETH, meno inquinamento atmosferico e riduzione dei costi energetici”.

San Nicolò D’Arcidano, Oristano. Nuova Sarda Industria Casearia sceglie il sole e l’innovativa tecnologia CSP-F per produrre i suoi formaggi nel rispetto dell’antica tradizione pastorizia. Dall’allevamento delle pecore al prodotto finito, una filiera di qualità impostata sul controllo dell’impronta ecologica. Così, per soddisfare il fabbisogno di calore della trasformazione industriale, Nuova Sarda Industria Casearia ha installato un sistema integrato che utilizza l’energia pulita del sole. 

L’impianto è stato progettato e installato da CSP-F Spa, società del Gruppo Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative. Utilizza il collettore solare termico a concentrazione LUCETH, basato sulla riflessione dei raggi solari tramite specchi piani Fresnel.  I raggi solari vengono diretti su un tubo ricevitore che si surriscalda e al cui interno scorre un fluido – acqua, nel caso dell’impianto del caseificio – che si trasforma in vapore ad alta temperatura e pressione. 

Il vapore integra la fonte energetica tradizionale nella fornitura di calore del caseificio, riducendo il fabbisogno di gasolio – spiega Cesare Fera, presidente di Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative, società che dal 2001 opera nel settore delle energie rinnovabili (eolico, solare a concentrazione e biogas). - Risparmio in bolletta, meno inquinamento, ridotto impatto ambientale: la migliore strategia energetica per una produzione industriale sostenibile e di qualità. 

Per dimensioni (1.000 m2) e applicazione (integrazione del calore di processo), l’impianto accede agli incentivi del Conto Energia Termico. Ogni anno, erogherà 600 MWh termici ed eviterà l’emissione in atmosfera di 180 tonnellate di CO2, con un risparmio, per il caseificio, di oltre 50.000 litri di gasolio. 

Questa di San Nicolò D’Arcidano è la prima applicazione solare termica a concentrazione Fresnel per il settore agroalimentare – aggiunge Cesare Fera. – La Sardegna si aggiudica un primato italiano grazie all’iniziativa privata di Nuova Sarda Industria Casearia. 

CSP-F, la società del Gruppo FERA che ha progettato e realizzato l’impianto, sviluppa e commercializza i collettori solari con tecnologia Fresnel per la generazione di energia termica (LUCETH ) ed elettrica (LUCEFP). Leader in Italia per le applicazioni calore di processo e solar cooling, CSP-F ha inaugurato nel 2014 il primo impianto solare termico a concentrazione Fresnel per il raffrescamento. Si trova a Gorla Maggiore, in provincia di Varese, ed è stato montato sul tetto di un edificio pubblico. Il solar cooling di Gorla Maggiore è stato il primo solar cooling Fresnel in Italia ad ottenere gli incentivi del GSE. 

FONTE: Fera<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1H6povy">https://bit.ly/1H6povy</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/36494/canile-girasole-porpetto-30-razze-a-disposizione-per-scegliere-il-nuovo-amico-a-quattro-zampe</guid>
	<pubDate>Fri, 08 May 2015 16:16:38 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/36494/canile-girasole-porpetto-30-razze-a-disposizione-per-scegliere-il-nuovo-amico-a-quattro-zampe</link>
	<title><![CDATA[Canile Girasole Porpetto: 30 razze a disposizione per scegliere il nuovo amico a quattro zampe]]></title>
	<description><![CDATA[Porpetto, l’allevamento Il Girasole, attivo dal 1972, è un’azienda agricola che si sviluppa su circa 70.000 metri quadrati. Chiunque cerchi un amico a quattro zampe può trovare qui ciò che desidera, sono presenti circa 30 razze differenti. Qui è possibile acquistare anche il particolare Griffoncino, specie presente in appena 100 esemplari in Italia. Professionalità, competenza e, soprattutto, una grande attenzione per il benessere degli animali, sono alcune delle principali caratteristiche dell’allevamento di cani Il Girasole.

Professionalità, competenza e, soprattutto, una grande attenzione per il benessere degli animali. Sono alcune delle principali caratteristiche dell’allevamento di cani Il Girasole, attivo da oltre quarant’anni a Porpetto, in provincia di Udine.

L’azienda agricola si sviluppa su circa 70.000 metri quadrati, e chiunque cerchi un amico a quattro zampe può trovare qui ciò che desidera. Il Girasole, in particolare, è specializzato nei cani da compagnia, a partire dai “classici” Maltese o Chihuaua. Nell’allevamento friulano, poi, è possibile reperire anche una razza poco diffusa in Italia: si tratta del Griffoncino, animale di origine belga, presente su scala nazionale in circa 100 esemplari, una quindicina dei quali proprio a Porpetto. Insomma, chi vuole trovare un fedele compagno per la vita di ogni giorno “fuori dai soliti schemi”, al Girasole lo può fare. Adottare il cucciolo dei propri sogni, qui, è davvero facile: sono presenti circa 30 razze differenti, portare a casa un nuovo amico a quattro zampe secondo i propri desideri diventa quasi… automatico.

L’allevamento Il Girasole è attivo dal 1972, quando Costante Di Pascoli e la moglie Oriana decisero di avviare l’attività nel pieno centro di Porpetto. Riconosciuto Enci dall’anno successivo, l’allevamento si è spostato nel 1980 nell’attuale sede, situata in località Fontanis. Oggi, l’azienda agricola è retta dai figli di Costante e Oriana, Massimiliano e Alberto, si sviluppa su 60.000 metri quadrati e ci sono circa 700 riproduttori. Oltre al quartier generale principale, Il Girasole conta anche su alcuni punti vendita, localizzati a Sacile (Pordenone), Trieste e, dal 2013, anche a Magenta, in provincia di Milano.

L’allevamento, per sua consolidata filosofia, punta molto sul benessere degli animali presenti. I cani sono ospitati in appositi giardini da 100 quadrati, puliti con regolarità per il massimo comfort, mentre il 30 per cento dello spazio è coperto, una efficace misura contro le intemperie. Grande attenzione, poi, viene riservata anche all’alimentazione: l’azienda sceglie soltanto mangimi di qualità, prodotti in Italia, e garantisce ai suoi cani acqua di risorgiva a 14 gradi. Al Girasole, l’amore per i cani è sempre in prima linea.

FONTE: Il Girasole<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1KJsQKY">https://bit.ly/1KJsQKY</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/36493/anna-cinzia-bonfrisco-fiducia-al-sistema-bancario-oltre-basilea-3</guid>
	<pubDate>Fri, 08 May 2015 14:11:49 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/36493/anna-cinzia-bonfrisco-fiducia-al-sistema-bancario-oltre-basilea-3</link>
	<title><![CDATA[Anna Cinzia Bonfrisco: “Fiducia al sistema bancario, oltre Basilea 3”]]></title>
	<description><![CDATA[l quantitative easing recentemente varato dalla Bce costituisce una svolta importante nella politica economica continentale. La trasformazione in credito ai privati della liquidità immessa nel sistema dipende da tre aspetti: dalla capacità di recuperare produttività e competitività all’intero sistema, mediante profonde riforme di istituzioni e mercati; dall’abilità nel costruire specifici “utensili”, come i mini bond o le cambiali finanziarie e di consolidare il mercato degli strumenti finanziari; dal ridare fiducia al sistema bancario, che riveste un ruolo centrale nel circuito risparmio-investimento. Su Formiche l’articolo di Anna Cinzia Bonfrisco, Senatrice e presidente della commissione bicamerale per la Vigilanza su Cassa depositi e prestiti pubblicato. 

Da poco più di un mese, la Banca centrale europea ha dato il via al piano di acquisto di titoli del debito pubblico dei Paesi membri dell’euro per oltre mille miliardi di euro, almeno fino a settembre dell’anno prossimo; di questi, circa 130 sono previsti per l’Italia.

Così, l’Europa ha dato corpo agli auspici di ambienti politici ed economici di molti Paesi, convinti che solo con le maniere forti sia possibile affrontare la crisi che dal 2007 – a più riprese e con multiformi motivazioni, le più recenti delle quali di ordine geopolitico – ha costretto il continente a una persistente situazione di recessione. Soltanto evocato qualche tempo fa da Mario Draghi – cauto quanto efficace presidente dell’istituto di Francoforte – il quantitative easing recentemente varato dalla Bce (e mal sopportato dalla Germania) costituisce una svolta importante nella politica economica continentale, in una congiuntura sostanzialmente deflattiva come l’attuale.

Permette, infatti, di migliorare la competitività delle imprese e ridurre il rendimento dei titoli pubblici senza generare ulteriori deficit, un vantaggio importante per i Paesi indebitati come il nostro. Ma, specialmente, consente a banche e altri intermediari finanziari di disporre di maggiori risorse da destinare a famiglie e, soprattutto, a imprese, sotto forma di crediti e investimenti, questi ultimi scesi lo scorso anno a circa il 15% rispetto al 2007 nell’Ue e addirittura al 25% in Italia. A patto, però, che quest’ultima misura di politica monetaria espansionistica, adottata dalla Bce già dalla fine del 2007, non abbia le stesse conseguenze di altre misure aventi la stessa finalità, come ad esempio le operazioni di rifinanziamento a lungo termine delle banche (Targeted long term refinancing operations – Tltro) varate lo scorso anno, che hanno finito per alimentare il progressivo e drastico ridimensionamento della funzione di intermediazione creditizia cui assistiamo.

Un fenomeno che, purtroppo, in Italia continua a essere più rilevante che altrove, date soprattutto alcune peculiarità, come la struttura del nostro sistema produttivo, composta sostanzialmente da Piccole e medie imprese (Pmi) endemicamente sottocapitalizzate e indotte all’indebitamento bancario; oppure, il peggioramento del merito del credito della clientela e il correlato aumento delle non performing exposures, amplificata da una congiuntura sfavorevole. Rimanendo all’Italia, la trasformazione in credito ai privati della liquidità immessa nel sistema dipende da tre aspetti. Innanzitutto dalla capacità di recuperare produttività e competitività all’intero sistema, mediante profonde riforme di istituzioni e mercati finora, però, risultate marginali, lievi e inadeguate.

In secondo luogo, dall’abilità nel costruire specifici “utensili”, come i mini bond o le cambiali finanziarie e, più in generale, di consolidare il mercato degli strumenti finanziari, con un ruolo ancora insufficiente nel reperimento di risorse alternative al credito bancario, specialmente economia alle imprese. In terzo luogo, è necessario ridare fiducia al sistema bancario, che riveste comunque un ruolo centrale nel circuito risparmio-investimento. Il tentativo di risolvere tale questione per via regolamentare, non sembra risolto dal set di regole adottato a più riprese, il cosiddetto Basilea III.

Quelle regole che nel 2008 hanno cercato di rafforzare la capacità del sistema bancario di assorbire shock causati da tensioni non soltanto finanziarie, così da minimizzare il rischio di contagio all’economia reale che, invece, si è concretizzato; che nel 2009 hanno tentato di uniformare il funzionamento del settore e che nel 2011 hanno mirato a creare regole per gestire in maniera coordinata le crisi, comportando un significativo rafforzamento patrimoniale, migliorando la redditività del sistema e accrescendone la stabilità. Il tutto, come ricordava in una recente audizione il presidente della Consob, “a costo di una contrazione dei prestiti al settore produttivo, che ha amplificato l’intensità della crisi”. Un’eventualità tutt’altro che remota anche in relazione a nuove misure decise alla fine dello scorso anno dal Financial stability board per fronteggiare il pericoloso fenomeno del to big to fail (troppo grande per fallire), con l’istituzione, a partire dal 2017, di un ulteriore cuscinetto di capitale e di debito che sarà in grado di assorbire perdite significative in caso di crisi (Total loss absorbing capacity – Tlac).

Quindi, il quantitative easing manterrà le sue promesse? Si tratta di fare leva sul concetto di garanzia, strumento necessario a limitare i rischi. Rafforzando, ad esempio, il Fondo centrale di garanzia per le Pmi – più volte rifinanziato e potenziato nella sua operatività – di cui, peraltro, dovrà verificarsi l’integrazione con analoghi strumenti della Bei all’interno del Fondo europeo investimenti strategici, previsto dal Piano Juncker, affinché questi possano essere aggiuntivi rispetto allo strumento nazionale. Al Piano Juncker parteciperà la Cassa depositi e prestiti (Cdp), la società del Tesoro che proprio sulla garanzia fonda la sua attività a sostegno dell’intera economia.

Una società che, a partire dalla profonda riforma del 2003, ha assunto un ruolo complementare al sistema bancario, passando da storica struttura di finanziamento degli enti locali, a holding e intermediario che opera stabilmente a sostegno del sistema produttivo, non più come mero erogatore di risorse, ma promotore di iniziative di mercato. Potendo contare sulla provvista derivante dal risparmio pubblico, dal 2009 sono stati mobilitati circa 30 miliardi di euro per erogare, attraverso il circuito bancario, prestiti a medio e lungo termine, a fronte di investimenti, capitale circolante e programmi di internazionalizzazione, soprattutto delle Pmi e delle loro reti.

Non meno rilevante è il sostegno alle famiglie: basti pensare al più recente strumento per aiutare principalmente giovani coppie, famiglie con disabili e famiglie numerose ad acquistare o ristrutturare la prima casa. In sostanza, uno strumento che opera in maniera non convenzionale per l’operatore pubblico, anche in considerazione dei rilevanti vincoli di bilancio, ma che svolge un ruolo essenziale per una crescita stabile e duratura.

FONTE: Formiche<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/senatrice-anna-cinzia-bonfrisco-fiducia-al-sistema-bancario-oltre-basilea-3/">https://www.dailyfocus.net/senatrice-anna-cinzia-bonfrisco-fiducia-al-sistema-bancario-oltre-basilea-3/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/36468/miccich-mundus-vini-2015-medaglia-doro-al-terre-di-ginestra-nero-davola-2013</guid>
	<pubDate>Thu, 07 May 2015 11:15:53 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/36468/miccich-mundus-vini-2015-medaglia-doro-al-terre-di-ginestra-nero-davola-2013</link>
	<title><![CDATA[Miccichè Mundus Vini 2015 Medaglia d’Oro al Terre di Ginestra Nero d’Avola 2013]]></title>
	<description><![CDATA[Terre di Ginestra Nero d’Avola 2013 di Calatrasi Mediterranean Domains &amp; Estates della Famiglia Miccichè , tra le Medaglie d’Oro italiane dell’edizione primaverile 2015 di Mundus Vini. 

Il Gran Premio Internazionale del vino Mundus Vini è uno dei più prestigiosi premi del vino nel mondo durante il quale circa 180 noti esperti internazionali degustano oltre 6.000 vini provenienti da tutto il mondo.  E’ stato sorprendente il risultato ottenuto dai vini di Calatrasi Mediterranean Domains &amp; Estates nell’edizione 2014: 5 Medaglie d’Oro (Magnus Siculus, San Luca Chardonnay, San Luca Merlot-Cabernet, Cor Leon Viognier, TDG 651 Nero d’Avola- Syrah) e 3 Medaglie d’Argento (Cor Leon Petit Verdot, Cor Leon Nero d’Avola, Terre di Ginestra Nero d’Avola).

Nell’anteprima primaverile 2015 il Terre di Ginestra Nero d’Avola 2013 ottiene la Medaglia d’Oro.

Al concorso Mundus Vini 2015 l’Italia si è aggiudicata il secondo posto, dopo la Spagna con 337 medaglie.

Il concorso enologico internazionale Mundus Vini, giunto alla 16ª edizione, ha assegnato 1.715 medaglie in totale e 40 premi speciali; l'Italia ha conquistato 5 Gran medaglie d'oro, 133 medaglie d'oro, di cui una al Terre di Ginestra Nero d’Avola 2013 di Calatrasi Mediterranean Domains &amp; Estates, e 239 d'argento, oltre ad aver ricevuto 7 premi speciali.

Terza la Germania con 206 medaglie, ma con il maggior numero di Gran medaglie d'oro (12). Seguono Francia e Portogallo, rispettivamente con 183 e 158 medaglie. Ottimi risultati anche per i vini argentini e australiani, a cui sono stati assegnati diversi riconoscimenti.

Una giuria composta da 150 esperti degustatori provenienti da tutto il mondo ha degustato e giudicato oltre 4mila etichette in tre giorni, assegnando complessivamente 40 premi speciali e 1.715 medaglie, divise in 38 Gran medaglie d'oro, 731 medaglie d'oro e 946 d'argento.

Obiettivo del Concorso è promuovere la qualità e la commercializzazione dei vini partecipanti. Il Premio intende offrire a produttori, viticoltori, importatori e consumatori una piattaforma ideale che consenta di paragonare fra loro i vini partecipanti, di offrire un valido strumento di decisione e di orientamento per l'acquisto e di raggiungere il grande pubblico. Ciò che per il consumatore è un utile strumento di orientamento, rappresenta per il produttore la conferma del suo operato. Il produttore ha l'opportunità di misurare i propri standard nel confronto internazionale ed i premi ricevuti costituiscono un prestigioso strumento di marketing dei prodotti.

Il Mundus Vini è stato istituito nel 2001. Già nell'anno d'esordio il Concorso enologico ha visto la partecipazione di ben 2235 vini provenienti da tutte le importanti zone di produzione del mondo. 

FONTE: Italia a Tavola<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/calatrasi-mediterranean-domains-estates-della-famiglia-micciche-al-mundus-vini-2015-ottiene-la-medaglia-doro-con-il-terre-di-ginestra-nero-davola-2013/">https://www.dailyfocus.net/calatrasi-mediterranean-domains-estates-della-famiglia-micciche-al-mundus-vini-2015-ottiene-la-medaglia-doro-con-il-terre-di-ginestra-nero-davola-2013/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/36424/fera-energie-rinnovabili-le-fonti-alternative-lotta-ai-cambiamenti-climatici</guid>
	<pubDate>Thu, 30 Apr 2015 18:19:22 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/36424/fera-energie-rinnovabili-le-fonti-alternative-lotta-ai-cambiamenti-climatici</link>
	<title><![CDATA[Fera energie rinnovabili: “Le fonti alternative, lotta ai cambiamenti climatici”]]></title>
	<description><![CDATA[I dati del Bloomberg Energy Finance di quest’anno segnano per il 2013 il sorpasso  delle rinnovabili rispetto alle fossili per nuova capacità installata. Nel 2014 tornano i segnali positivi, +17%, nell’investimento in fonti alternative, con la Cina che segna il record di 83 milioni di dollari. Cesare Fera, presidente di Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative: “L’aumento del mix energetico delle fonti, con il progressivo diminuire dei costi associati alle energie alternative, rappresenta un beneficio per tutti”.

Nella corsa per il primato di produzione di elettricità c’è un vincitore certo: le rinnovabili. Resta solo da capire quando il traguardo sarà tagliato. È questo, in sintesi, lo scenario che emerge dal summit annuale di Bloomberg New Energy Finance (BNEF) tenutosi a New York dal 13 al 15 aprile e nel corso del quale sono stati presentati i numeri sulla nuova capacità elettrica mondiale. Il sorpasso tra le due fonti è di fatto già avvenuto nel 2013: 143 GW di capacità in più da fonti rinnovabili contro 141 GW da fonti fossili. Se si considera che nel 2014 i nuovi GW di capacità proveniente da fonti alternative sono stati 103 in più, allora potrebbe farsi molto realistica la previsione secondo la quale entro il 2030 questo dato risulterà più che quadruplicato con quote rilevanti provenienti da eolico e solare. Per il solare, anzi, stime IEA (International Energy Agency), prevedono che nel 2050 sarà la prima fonte di produzione di energia elettrica.

La leva che fa crescere le rinnovabili è il continuo decremento dei costi di installazione, dovuto a tecnologie sempre meno onerose. Le rinnovabili sono sempre più competitive, soprattutto se si considerano i costi necessari per le attività connesse al contenimento dei danni climatici. Secondo gli studi del BNEF, la crisi economica di questi anni ha di fatto aumentato lo scostamento tra costi annuali necessari per compensare l’impronta ambientale (emissioni di CO2 in primis) e quello che effettivamente viene speso dalle aziende e dai governi su questo fronte, con il risultato che sarà sempre più conveniente fare ricorso a energie pulite, piuttosto che limitare i danni delle fossili.

Il trend mondiale spinge per un crescente investimento nelle energie rinnovabili. Eolico e solare, nonostante i già enormi sviluppi, promettono ancora ampi margini crescita per il futuro legati anche a nuove tecnologie e allo storage. – commenta Cesare Fera, Presidente di Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative, Società che opera dal 2001 nel settore delle energie rinnovabili (eolico, solare a concentrazione e biogas). Ma già oggi, con il solare termico a concentrazione, è in atto un cambiamento decisivo nell’efficientamento energetico dell’industria, che può integrare il ciclo produttivo utilizzando vapore di processo ad alta temperatura e pressione senza emettere sostanze inquinanti in atmosfera – e con rilevanti risparmi sui costi energetici.”

I dati sono stati raccolti nel Global Trends in Renewable Energy Investments, il Rapporto annuale del Programma ambientale dell’ONU (UNEP). Buona parte della nuova capacità installata da fonti rinnovabili arriva proprio da Paesi che hanno scelto in questi anni di convertire i pesanti costi per frenare i danni climatici in investimenti in energie rinnovabili: la Repubblica Popolare Cinese ha raggiunto la cifra record di 83,3 miliardi dollari impegnati nell’aumento di impianti per fonti alternative. A seguire, ma con molto distacco, Stati Uniti (38,3 miliardi di dollari) e Giappone con 35,7 miliardi di dollari. Grazie a questi Stati trainanti, nel 2014 gli investimenti globali nell’energia pulita sono cresciuti del 17% rispetto all’anno precedente, dopo due anni di segno fermo o negativo.

“Lo studio delle Nazioni Unite ci mostra come uno slancio così forte nella costruzione e avvio di impianti di energia rinnovabile e l’aumento del mix energetico delle fonti, con il progressivo diminuire dei costi associati alle energie alternative, possa rappresentare un beneficio per tutta la società” - conclude Cesare Fera, riferendosi ai dati che emergono sulla CO2 evitata. Il Rapporto, infatti calcola che nel 2014 il sistema elettrico mondiale ha emesso 1,3 miliardi di tonnellate di CO2 in meno, con un contributo fondamentale delle fonti alternative, che hanno partecipato a soddisfare la domanda elettrica nel 2014 per il 9,1% del totale.
FONTE: Fera<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/rinnovabili-sorpasso-sulle-fossili-per-nuova-capacita-installata-cesare-fera-le-fonti-alternative-strumento-di-lotta-ai-cambiamenti-climatici/">https://www.dailyfocus.net/rinnovabili-sorpasso-sulle-fossili-per-nuova-capacita-installata-cesare-fera-le-fonti-alternative-strumento-di-lotta-ai-cambiamenti-climatici/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Thu, 30 Apr 2015 18:03:29 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/36423/dissenso-web-fleed-presenta-il-rapporto-no20</link>
	<title><![CDATA[Dissenso Web: Fleed presenta il Rapporto #NO2.0]]></title>
	<description><![CDATA[L’opposizione ai tempi dei social media. Ecco la prima vera fotografia ad alta risoluzione di chi è contro in Italia. Le società Fleed digital consulting e Public Affairs Advisor hanno presentato il rapporto “#NO2.0 come il dissenso comunica sul web” che analizza la presenza in rete dei fenomeni di opposizione a infrastrutture, grandi reti e investimenti industriali eventi (No Expo, No Triv, No Tav, etc..). L’analisi è stata effettuata in un arco temporale di 5 mesi (settembre 2014-gennaio 2015) su 40 milioni di account social media, 100mila fonti web e 40 movimenti di opposizione. 

ROMA. Chiamatelo "No 2.0" o, se preferite, opposizione ai tempi dei social media. Ecco la prima vera fotografia ad alta risoluzione di chi è contro in Italia. Poco importa poi se si tratta della Tav, l'Expo, le discariche, l'eolico, le trivellazioni in Adriatico, le grandi opere. L'analisi è stata condotta da Public Affairs Advisors e da Fleed Digital consulting ed è una lente di ingrandimento su quel che è accaduto nel Web nel corso degli ultimi sei mesi. Sono stati passati al setaccio oltre venticinquemila discussioni, novemila tweet, cinquemila post su Facebook. 

Intendiamoci, l'indagine non entra nel merito della legittimità dei singoli movimenti, ma si limita a tracciarne un profilo evidenziando origine, affinità, modus operandi. Un panorama fatto da quattro milioni di account, quelli dei quali è possibile vedere pubblicamente i contenuti, e oltre centomila fra forum, blog e siti. Non è un campione rappresentativo su base demografica e statistica, ma indicativo di quanto successo su Internet.

«La prima cosa che emerge è il tramonto dell'idea del "not in my back yard" (nimby), ovvero del "mi riguarda solo se avviene nel cortile di casa", spiega Alessandro Giovannini, direttore di Fleed. «Sono pochi coloro chi si oppongono perché chiamati in causa direttamente. Il no sul Web è spesso ideologico, trasversale e non più riconducibile a un solo movimento politico parlamentare o extra parlamentare». 

In testa alla classifica c'è No Tav, nato nel 1993: ha generato un volume di discussioni tre volte superiore rispetto a quello che si oppone all'Expo dal 2007 e alle trivellazioni in Adriatico, No Triv, apparso nel 2012. Molte le differenze, ma altrettante le similitudini e abituale il sostegno reciproco malgrado luoghi e date di nascita differenti. Come i No Tav del Piemonte e i No Muos siciliani che si oppongono all'installazione dei radar della Nato dal 2009. Il No Triv invece, sorto fra Basilicata, Abruzzo e Irpinia, ovvero dove ci sono progetti di estrazione o esplorazione dei giacimenti petroliferi o di gas, è un movimento locale poi diventato nazionale collaborando con le associazioni ambientaliste per contrastare il decreto Sblocca Italia. La battaglia ha fatto fare ai No Triv anche un salto di qualità con l'alleanza con gli spagnoli che contrastano le trivellazioni a largo delle Canarie. Tanto che sui social media ora i post vengono scritti in doppia lingua, spagnolo e italiano. 

I No Tav invece preferiscono la diffusione di video, grazie all'alleanza strutturale con Anonymous. Partono da YouTube e Vimeo e poi vengono amplificati via social network. Nato in Val di Susa, ora il movimento si occupa di grandi opere a trecentosessanta gradi. «La circolazione di informazioni è velocissima» racconta Giovanni Galgano, direttore di Public Affairs Advisors. «E in certi casi si tratta di notizie incomplete o false. Ma ciò nonostante, queste forme di dissenso dimostrano che le istituzioni perdono credibilità giorno dopo giorno. I cittadini si sentono da un lato abbandonati, dall'altro protagonisti». Con una novità importante: ormai il no nasce quasi esclusivamente online, lì si evolve e poi solo dopo arriva nelle piazze. Ed è il movimento "liquido", quello sulla Rete, a diventare a volte punto di riferimento della politica e non il contrario. «Questo è un aspetto interessante», concorda Stefano Epifani, docente di comunicazione digitale a La Sapienza di Roma e autore fra gli altri del saggio Manuale di comunicazione politica online. «Se escludiamo i movimenti più grandi, ogni dissenso può esser costruito ad arte da multinazionali, gruppi di pressione, organizzazioni di vario tipo. È il "crowdlobbying" e consiste nell'utilizzare la Rete come strumento di persuasione dal basso. Ci sono aziende che, mentre continuano a fare comunicazione istituzionale, mettono in piedi pagine su Facebook di dissenso funzionali alla propria proposta». Chiunque si occupi di lobbying sta studiando questi fenomeni. «Ma attenzione: non è detto che sia fatto per fini ideologicamente spregevoli», conclude Epifani. «Greenpeace, faccio un esempio a caso, potrebbe usare simili leve per promuovere le sue battaglie. E del resto, cosa ci sarebbe di male?» Nulla, verrebbe da dire, almeno finché è tutto alla luce del sole.

FONTE: Repubblica<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1zfLr06">https://bit.ly/1zfLr06</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Mon, 27 Apr 2015 17:20:13 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Gulli Novartis Vaccines tra le aziende vincitrici del ‘Family Friendly’]]></title>
	<description><![CDATA[Novartis Vaccines è tra le aziende vincitrici del Family Friendly, bando promosso dalla Provincia di Siena in collaborazione con la Camera di Commercio e il Comitato Imprenditoria Femminile. Novartis Vaccines è stata premiata per “i servizi e i benefit legati alla conciliazione fra lavoro, famiglia e genitorialità”. “Si tratta di un riconoscimento molto importante che valorizza l’impegno portato avanti da Novartis Vaccines nella progettazione e attuazione di strumenti, servizi e programmi volti a facilitare il raggiungimento di un più stabile e soddisfacente equilibrio fra lavoro e vita familiare” ha commentato Francesco Gulli, AD di Novartis Vaccines. 

Testo tratto dal sito Go News del 4 giugno 2014

Novartis Vaccines è tra le aziende vincitrici del Family Friendly, bando promosso dalla Provincia di Siena in collaborazione con la Camera di Commercio e il Comitato Imprenditoria Femminile. Il bando è rivolto a realtà e aziende locali che promuovono in maniera efficace pari opportunità e conciliazione della vita familiare e lavorativa a favore dei propri dipendenti. Novartis Vaccines è stata premiata per “i servizi e i benefit legati alla conciliazione fra lavoro, famiglia e genitorialità”. 

“Si tratta di un riconoscimento molto importante che valorizza l’impegno portato avanti da Novartis Vaccines nella progettazione e attuazione di strumenti, servizi e programmi volti a facilitare il raggiungimento di un più stabile e soddisfacente equilibrio fra lavoro e vita familiare al fine di permettere, soprattutto a collaboratrici e collaboratori con figli, di dedicarsi con maggiore serenità al loro lavoro e sviluppo professionale” ha commentato Francesco Gulli, AD di Novartis Vaccines. 

Queste iniziative rientrano in un programma più ampio, il Diversity &amp; Inclusion, avviato nel 2009 da Novartis Vaccines con l’obiettivo di implementare politiche e programmi dinamici e innovativi, capaci di valorizzare le diversità all’interno dell’azienda, partendo dall’assunto che un ambiente di lavoro ricco di varietà di genere, cultura, carattere e stili di vita sia il presupposto per la crescita dell’azienda e dei propri collaboratori. 

Al fine di facilitare il migliore bilanciamento fra lavoro e vita privata, sono stati così promossi servizi utili accessibili direttamente in azienda, nelle due sedi di Siena e Rosia: pagamento di bollettini postali, lavanderia, calzolaio e altro ancora. A tutto questo si affiancano progetti per sostenere le dipendenti nel delicato periodo del rientro al lavoro dopo la maternità, ad esempio attraverso percorsi condivisi fra responsabili e collaboratrici, coaching e altre facilitazioni come i parcheggi rosa all’interno dell’azienda, riservati a donne dal sesto mese di gravidanza in poi, e l’asilo nido aziendale per bambini dai 12 ai 36 mesi, figli di dipendenti. “Siamo molto soddisfatti dell’andamento di questo progetto” ha aggiunto Gulli “particolarmente apprezzato anche dai nostri collaboratori, che lo considerano di estrema utilità”.

Fonte: Go News<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/unazienda-a-formato-famiglia-francesco-gulli-novartis-vaccines-tra-le-aziende-vincitrici-del-family-friendly/">https://www.dailyfocus.net/unazienda-a-formato-famiglia-francesco-gulli-novartis-vaccines-tra-le-aziende-vincitrici-del-family-friendly/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Mon, 27 Apr 2015 16:01:29 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/36413/cloud-simona-giorgetti-poste-italiane-ottiene-certificazione-british-standards-institution</link>
	<title><![CDATA[Cloud, Simona Giorgetti: “Poste Italiane ottiene certificazione British Standards Institution”]]></title>
	<description><![CDATA[Servizi Cloud, l’ente di certificazione inglese British Standards Institution ha rilasciato a Poste Italiane le certificazioni ISO/IEC 27001 e CSA STAR dei servizi core erogati dal suo Computer Emergency Response Team, centro di gestione e coordinamento delle attivita’ di prevenzione, analisi e risposta alle minacce informatiche. Simona Giorgetti, in qualità di Direttore Comunicazione Esterna di Poste Italiane: “Un primato per Poste Italiane e per l’Italia che ricopre ora un ruolo di primissimo piano nello scenario dei servizi Cloud e si pone come modello di innovazione e di business”.

Cloud
Testo tratto da Italia Oggi del 28 gennaio 2014

L’ente di certificazione inglese, British Standards Institution (Bsi), ha rilasciato a Poste Italiane le certificazioni ISO/IEC 27001 e CSA STAR dei servizi core erogati dal suo Computer Emergency Response Team, centro di gestione e coordinamento delle attivita’ di prevenzione, analisi e risposta alle minacce informatiche. Si tratta di “un primato per Poste Italiane e per l’Italia che, con Regno Unito e Cina, ricopre ora un ruolo di primissimo piano nello scenario dei servizi Cloud e si pone come modello di innovazione e di business, considerando la sicurezza dei servizi digitali come la componente fondamentale del proprio sviluppo” – ha affermato Simona Giorgetti, Direttore Comunicazione Esterna di Poste Italiane.

“La certificazione CSA STAR – prosegue Simona Giorgetti – è l’unica che ad oggi garantisce e consente di dimostrare in maniera oggettiva un elevato livello di sicurezza dei servizi forniti in modalita’ Cloud. Questa certificazione costituisce un importante passo avanti nell’erogazione dei servizi secondo il paradigma del Cloud, incoraggiando i Service Provider a considerare le funzionalità di sicurezza e trasparenza un elemento essenziale e di differenziazione nel mercato”.

FONTE: Italia Oggi<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/cloud-simona-giorgetti-poste-italiane-ottiene-certificazione-british-standards-institution/">https://www.dailyfocus.net/cloud-simona-giorgetti-poste-italiane-ottiene-certificazione-british-standards-institution/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Mon, 27 Apr 2015 12:31:50 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/36412/francesco-gulli-novartis-politica-hse-ambiente-salute-e-sicurezza</link>
	<title><![CDATA[Francesco Gulli Novartis: Politica “HSE” ambiente, salute e sicurezza]]></title>
	<description><![CDATA[Corporate Social Responsability. Il rispetto dell’ambiente e la tutela della salute e dell’incolumità dei dipendenti sono i pilastri su cui poggia la Responsabilità Sociale del Gruppo Novartis, azienda firmataria del protocollo di Kyoto. Il concetto di crescita sostenibile coincide con quello di eco-compatibilità e di sicurezza delle attività svolte.  Francesco Gulli, AD Novartis Vaccines: “Questo significa dedicare una particolare attenzione sia alla protezione dell’ambiente sia alla gestione dei rischi, affinché siano garantite la salute e la sicurezza dei collaboratori del Gruppo, dei clienti, delle comunità e di chiunque sia coinvolto nelle attività dell’azienda”.

Testo tratto dal sito Novartis Vaccines
Il rispetto dell’ambiente e la tutela della salute e dell’incolumità dei dipendenti sono i pilastri su cui poggia la Responsabilità Sociale del Gruppo Novartis, azienda firmataria del protocollo di Kyoto.
Il concetto di crescita sostenibile coincide con quello di eco-compatibilità e di sicurezza delle attività svolte: questo significa dedicare una particolare attenzione sia alla protezione dell’ambiente sia alla gestione dei rischi, affinché siano garantite la salute e la sicurezza dei collaboratori del Gruppo, dei clienti, delle comunità e di chiunque sia coinvolto nelle attività dell’azienda.
Presso gli stabilimenti di Siena e di Rosia è stata formalmente adottata una Politica “HSE” (Health, Safety, Environment), che descrive gli impegni dell’azienda in materia di ambiente, salute e sicurezza e di cui potete trovare copia alla fine di questa pagina.

Francesco Gulli, AD Novartis Vaccines: “Negli ultimi anni, i principali sforzi sono stati concentrati nello sviluppo di un sistema integrato di gestione ambientale e di salute e sicurezza, in conformità ai requisiti degli standard internazionali ISO 14001 e OHSAS 18001 (certificazioni ottenute nel luglio 2008 e confermata anche nel maggio del 2013), con l’obiettivo di migliorare costantemente le prestazioni aziendali in questi campi”.

Risale al dicembre 2012 l’ultimo riconoscimento in ordine di tempo conseguito da Novartis Vaccines and Diagnostics, risultato tra i vincitori del prestigioso concorso “Siena Carbon Free 2015”, organizzato da Provincia di Siena e Apea con la collaborazione dell’Università di Siena. Ciò testimonia l’impegno di NV&amp;D in termini di sostenibilità ambientale, innovazione ed uso efficiente dell’energia. Ad essere premiato è stato il progetto di Risparmio Energetico realizzato dal Reparto di Ingegneria e Manutenzione presso lo stabilimento produttivo di Rosia a partire dal 2007.
Grazie a questa iniziativa, che ha visto l’installazione di gruppi frigoriferi ad alta efficienza per la produzione di acqua refrigerata, sistemi di recupero del calore sulle caldaie di produzione del vapore, recupero di acqua di scarto dagli impianti di produzione per utilizzo di usi industriali e l’installazione di sistemi di scarico condensa del vapore ad alta efficienza, lo stabilimento è riuscito a ridurre sensibilmente i consumi di acqua, gas ed energia elettrica. 

I risparmi ottenuti dal 2008 al 2013
Consumi di gas metano: -10.8 % per un consumo equivalente di circa 2000 abitanti
Consumi di energia elettrica: -4 % (1.5 MWh) per un consumo equivalente di circa 800 abitazioni
Consumi di acqua: -25% per un consumo equivalente di circa 1000 abitanti

Fonte: Novartis Vaccines<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/sostenibilita-innovazione-e-sicurezza-francesco-gulli-novartis-vaccines-attenzione-alla-protezione-dellambiente-e-alla-gestione-dei-rischi/">https://www.dailyfocus.net/sostenibilita-innovazione-e-sicurezza-francesco-gulli-novartis-vaccines-attenzione-alla-protezione-dellambiente-e-alla-gestione-dei-rischi/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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