<?xml version='1.0'?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" >
<channel>
	<title><![CDATA[MSNI: Link di Fabrizio Del Dongo]]></title>
	<link>https://msni.it/bookmarks/owner/DailyFocus?offset=200</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
	<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/38862/calatrasi-mediterranean-domains-storia-cultura-e-tradizione-dentro-un-bicchiere</guid>
	<pubDate>Thu, 25 Jun 2015 18:56:35 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/38862/calatrasi-mediterranean-domains-storia-cultura-e-tradizione-dentro-un-bicchiere</link>
	<title><![CDATA[Calatrasi Mediterranean Domains storia, cultura e tradizione dentro un bicchiere]]></title>
	<description><![CDATA[Antonio Micchichè della Società vitivinicola Calatrasi “Mediterranean Domains &amp; Estates” racconta a Vinitalia.tv la storia delle Cantine Calatrasi, sintesi tra la storia di una comunità, di una famiglia e di singoli individui.

Palermo, Monreale, Segesta, come riuscire a portare la storia, la cultura e la tradizione dentro un bicchiere e a far in modo che proprio il bicchiere di vino possa comunicarla.

Una volta una giornalista americana mi ha chiesto qual era il rapporto tra vino e territorio. Io ho detto che il vino era l’occhio e il territorio era l’anima. 

Perché io ho fatto vino? Venendo da una famiglia di agricoltori e avendo fatto il medico per 5 anni, ho fatto vino perché il vino è la sintesi tra la storia di una comunità, di una famiglia, di singoli individui ed è la sintesi della memoria storica, della gente e del territorio in cui la gente vive.

Perché il ristoratore ha la necessità oggi di interfacciarsi con voi che producete vino e di fare in modo che a pranzo o a cena ci sia un bicchiere del territorio. Cosa riesce a dare in termini di valore aggiunto e perché qualche volta non lo fa.

Diventa sempre più difficile in Sicilia trovare un atteggiamento ostile a questo tipo di procedura perché se penso a 25, 30, 35 anni fa, i vini siciliani in Sicilia erano una minoranza in termini di consumo rispetto ai vini nostri. Oggi penso che al 95-99% ci sia un consumo locale. 

E’ la solita difficoltà di dialogo che avviene in contesti molto individualistici come quelli nostri, ma che - non è una speranza ma è una realtà - va sempre più affievolendosi, anche perché tutti siamo ben coscienti che al di là dell’identità non esiste niente.

Nelle scelte di Calatrasi appare centrale il concetto di Mediterraneo. Ad un certo punto dopo aver valorizzato la Sicilia, vi guardate intorno e andate in Puglia e poi la Tunisia. Perché il Mediterraneo è una parola chiave nella vostra vision?

Perché è la nostra identità. E poi perché il Mediterraneo è parte della memoria storica della nostra famiglia; nel caso specifico in Tunisia come siciliani noi abbiamo avuto un’ondata di emigrazione verso la Tunisia negli Anni ’20. 

Sia da parte di mia madre sia da parte di mio padre vi fu una parte della famiglia che emigrò in Tunisia, alcuni a fare gli agricoltori altri a fare i sarti. Nell’ambito di tutto questo il progetto tunisino è un ripescaggio della memoria che ha tutta l’essenza dell’esoticità perché, capite che fare un progetto in Africa è molto affascinate, e farlo in un Paese come la Tunisia, a maggior ragione oggi leader delle primavere arabe, è ancora più affascinate di prima.

Per quanto riguarda la Puglia credo ci sia un’altra motivazione sostanziale. Sempre riprendendo il concetto del Sun Belt della Cintura del Sole, la Puglia rappresenta l’azionista di maggioranza relativa del Sun Belt, che con il suo 15-16% di produzione determina con la Sicilia il 25% della produzione italiana. Allora chi guarda all’interno e al di fuori dell’Italia non può non considerare l’azionista di maggioranza relativa, che è la Sicilia e il Regno delle due Sicilie. E nell’ambito del Regno delle due Sicilie, specificamente la Puglia abbiamo inteso investire nella penisola salentina nel gioiello più bello che è il primitivo.


FONTE: Vinitalia TV<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/cantine-calatrasi-mediterranean-domains-estates-limportanza-del-mediterraneo-dalla-sicilia-alla-puglia-alla-tunisia/">https://www.dailyfocus.net/cantine-calatrasi-mediterranean-domains-estates-limportanza-del-mediterraneo-dalla-sicilia-alla-puglia-alla-tunisia/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/37748/neltempodiunpieno-raccontaci-che-automobilista-sei</guid>
	<pubDate>Wed, 17 Jun 2015 18:57:19 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/37748/neltempodiunpieno-raccontaci-che-automobilista-sei</link>
	<title><![CDATA[neltempodiunpieno: raccontaci che automobilista sei]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Cosa pi&ugrave; accadere&nbsp;<strong>nel tempo di un pieno</strong>?</em><br><em>Vai su&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.neltempodiunpieno.it/" target="_blank">www.neltempodiunpieno.it</a>&nbsp;e raccontaci che automobilista sei</em><br><em>In quei 2 minuti cos&igrave; importanti per gli italiani, nei quali si fa benzina, pu&ograve; succedere davvero di tutto. Dal cliente che, nel tempo di un pieno, e forse anche un po&rsquo; di pi&ugrave;, noncurante di macchina e coda, si fionda al bar della stazione per cornetto e cappuccino, affidando la propria autovettura al gestore; a quella moglie che, tutta presa da altre questioni, delega al marito ogni offerta fatta dal gestore.</em><br><em>Sono tanti gli aneddoti sul mondo degli automobilisti, ma ancora di pi&ugrave; sono gli autotipi: autopossessivo, autotatuato, auto&rsquo;solemio, etc</em><br><em>E nessuno pu&ograve; raccontarci di questo mondo meglio di chi ogni giorno sotto pensilina accoglie, conosce e osserva centinaia di automobilisti.</em></p>
<p><em><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2015/06/neltempodiunpieno.jpg" alt="#neltempodiunpieno" style="border: 0px; border: 0px;"><br></em></p>
<p>Nasce cos&igrave;&nbsp;<strong>Nel tempo di un pieno</strong>: il primo programma radiofonico condotto dai gestori delle Eni Station e dedicato agli automobilisti contemporanei. In pillole radio di 2 minuti i gestori ne racconteranno manie, storie e abitudini sempre nuove, in cui ognuno pu&ograve; riconoscersi.</p>
<p>Il programma &egrave; itinerante, andando a inserirsi all&rsquo;interno delle pi&ugrave; importanti emittenti italiane, da giugno a novembre. E ci offrir&agrave; una panoramica il pi&ugrave; possibile ampia sugli automobilisti italiani, cambiando di mese in mese gestori ed Eni Station, con storie sempre nuove.</p>
<p>Si parte a giugno con Paolo Cardilli e Salvatore Tomasello, gestori dell&rsquo;Eni Station di Ponte Galeria a Roma che, in questa nuova veste tra l&rsquo;antropologo e lo psicoterapeuta, si collegano in diretta per 3 settimane dal luned&igrave; al venerd&igrave; con &ldquo;Il Ruggito del Coniglio&rdquo;, la trasmissione di Antonello Dose e Marco Presta su Radio2.</p>
<p>Sul sito dell&rsquo;iniziativa&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.neltempodiunpieno.it/" target="_blank">https://www.neltempodiunpieno.it/</a>&nbsp;&egrave; possibile ascoltare i podcast delle puntate, interagire con&nbsp;<strong>#neltempodiunpieno</strong>&nbsp;e giocare con l&rsquo;automentario, il test che ti far&agrave; scoprire che tipo di automobilista sei.</p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2015/06/Nel-tempo-di-un-pieno.jpg" alt="Nel tempo di un pieno" style="border: 0px; border: 0px;"><span></span></p>
<p><strong>L&rsquo;autocappucinoecornetto &ndash; un caso di AUTOcoscienza</strong><br>Questa &egrave; quella tipologia di cliente che spesso si presenta per fare un rifornimento e ti lascia la macchina in sosta sulla colonnina di rifornimento e poi si allontana per abbuffarsi al bar per il tempo di un pieno. Si presenta lanciandoti le chiavi della sua automobile per fiondarsi a scegliere il cornetto, incurante della macchina e della coda che si former&agrave; a causa della sua ricca colazione.</p>
<p>Paolo, gestore di una stazione di Servizio Eni Station racconta questo aneddoto e aggiunge :&rdquo;&hellip; ho cercato una volta di dissuadere il cliente dall&rsquo;andare a consumare cornetto e cappuccino nel tempo di un pieno. Gli ho detto che era inutile che andasse a fare colazione perch&eacute; i cornetti erano terminati. Sapete cosa mi ha risposto?&rdquo;<br>Ascolta il podcast qui https://www.neltempodiunpieno.it/protagonisti/</p>
<p>E tu che tipo di automobilista sei? Diccelo&nbsp;<strong>#neltempodiunpieno</strong>https://www.neltempodiunpieno.it/<br>Se vuoi ascoltare le puntate e scoprire&nbsp;Che automobilista sei?&nbsp;puoi collegarti al sito dell&rsquo;iniziativa&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.neltempodiunpieno.it/" target="_blank">neltempodiunpieno.it</a>&nbsp;oppure puoi interagire usando&nbsp;#neltempodiunpieno.</p>
<p><strong>NEL TEMPO DI UN PIENO</strong><br>&ldquo;Nel Tempo di un Pieno&rdquo; &egrave; una rubrica radiofonica sugli automobilisti contemporanei che transiter&agrave; su diverse emittenti radiofoniche nazionali e si andr&agrave; a inserire all&rsquo;interno di un programma noto con pi&ugrave; spazi durante il giorno.</p>
<p>Il contenitore del progetto prender&agrave; forma sui vari mezzi, richiamando quello che accade nella realt&agrave; per raccontare nel dettaglio prodotti, servizi e promozioni che il brand andr&agrave; a offrire. Sul sito dell&rsquo;iniziativa https://www.neltempodiunpieno.it/ si potranno ascoltare le puntate, interagire con #neltempodiunpieno e fare un test sul proprio modo di essere automobilista.</p>
<p><strong>Fonte:</strong>&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.neltempodiunpieno.it/" target="_blank">Nel Tempo di un Pieno</a></p><p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/nel-tempo-di-un-pieno-il-primo-programma-radiofonico-dedicato-agli-automobilisti-contemporanei/">https://www.dailyfocus.net/nel-tempo-di-un-pieno-il-primo-programma-radiofonico-dedicato-agli-automobilisti-contemporanei/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/37061/chirurgia-mano-dupuytren-se-ne-parla-a-a-milano-al-xx-fessh-congress</guid>
	<pubDate>Tue, 16 Jun 2015 17:07:34 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/37061/chirurgia-mano-dupuytren-se-ne-parla-a-a-milano-al-xx-fessh-congress</link>
	<title><![CDATA[Chirurgia mano Dupuytren, se ne parla a a Milano al XX Fessh Congress]]></title>
	<description><![CDATA[Oltre 1300 chirurghi e fisioterapisti provenienti da tutta Europa riuniti al centro congressi MiCo per discutere delle principali novità scientifiche per il trattamento delle patologie della mano, tra cui il Morbo di Dupuytren

Milano, 15 giugno 2015 –  Si terrà a Milano dal 17  al 20 giugno  la ventesima edizione del FESSH Congress, il congresso Internazionale organizzato dalla Federation of European Societies for Surgery of the Hand, la Federazione delle Società Europee di Chirurgia della Mano.

Oltre 1.000 chirurghi della mano e 300 fisioterapisti, provenienti da tutta Europa, si riuniranno presso il centro congressi MiCo nel capoluogo lombardo per quattro giorni. Il congresso, che torna dopo oltre trent’anni in Italia e nello specifico nella capitale di Expo 2015, prevede una serie di lectio magistralis e oltre trentacinque workshop dedicati alle nuove tecnologie, all’innovazione nei trattamenti delle patologie della mano, sino alle ultime novità nel campo della riabilitazione. Ampio spazio verrà dedicato alle malformazioni congenite e alle nuove prospettive per affrontarle. Infine, si approfondiranno i passi avanti fatti nella terapia del Morbo di Dupuytren grazie alla collagenasi, la nuova terapia farmacologica che può sostituire l’intervento chirurgico. 

«Il congresso ha una base comune decisa dalla FESSH che viene riproposta ad ogni edizione - spiega Giorgio Pajardi, Direttore dell’Unità Operativa di chirurgia della mano del Gruppo MultiMedica e Presidente del Congresso -. Tuttavia, quest’anno abbiamo cercato di focalizzarci sull’innovazione e sull’aggiornamento professionale. Il filo conduttore sta nella volontà comune di cercare nuove strade che portino alla sostituzione completa o parziale degli interventi. Questa è la direzione che sta prendendo anche la ricerca scientifica. Io, per esempio, non mi sento un chirurgo, curo la mano e quando necessario la opero. Il fatto che le novità più salienti degli ultimi mesi e anni, come la collagenasi per il Morbo di Dupuytren, siano servite a ridurre gli interventi non è un caso. Ci stiamo muovendo verso una medicina della mano o comunque verso una riduzione dell’invasività chirurgica».

E proprio al Morbo di Dupuytren, giovedì 18 giugno sarà dedicato un simposio dal titolo Getting under the skin of Dupuytren’s contracture  (Arrivare sotto la pelle della contrattura di Dupuytren) a cui parteciperanno, oltre al Professor Giorgio Pajardi, alcuni dei maggiori esperti europei in materia. 
Questa malattia, che colpisce soprattutto gli uomini dai quaranta ai sessant’anni, progressivamente invalidante,  provoca una flessione progressiva di una o più dita, cui segue l’inevitabile limitazione dell’estensione della mano. Fino all’avvento della collagenasi veniva trattata esclusivamente con l’intervento chirurgico; ora, invece, quest’ultima agisce grazie alla sua capacità di scissione e disgregazione delle fibre di collagene che rappresentano la componente principale del tessuto patologico che blocca il movimento. Il trattamento consiste in un’iniezione con un ago molto sottile, seguita, dopo 24 ore, da una manipolazione dell’arto esercitata dal medico. 

«In Italia questo trattamento è già molto diffuso  - continua il Presidente del congresso - e rappresenta ormai lo standard a livello mondiale. Tuttavia, in alcuni Paesi europei come Francia e Germania non è ancora distribuito e questo per problemi di sostenibilità economica che nulla hanno a che vedere con la valenza scientifica del farmaco. Uno dei motivi per cui è importante il suo impiego è che la malattia di Dupuytren, essendo su predisposizione congenita, può ripresentarsi. Ripetere il trattamento con il farmaco non crea alcun problema al paziente, mentre una seconda operazione può portare alla comparsa di cicatrici».

Infine, al XX FESSH Congress gli esperti si concentreranno sui passi avanti fatti nel campo della supermicrochirurgia e sulle patologie del polso. Conclude Pajardi: «Sul polso è importante sensibilizzare i chirurghi e i fisioterapisti dei pronto soccorso a non sottovalutare eventuali lesioni legamentose. La diagnosi precoce, infatti, e il conseguente trattamento repentino, sono fondamentali per evitare di incorrere in gravi complicazioni».  

Per maggiori dettagli sul XX FESSH Congress: www.fessh2015.org 

Per ulteriori informazioni:
 
Maria Luisa Paleari – ml.paleari@vrelations.it – 331 6718518
Alessio Pappagallo  – a.pappagallo@vrelations.it – 02-20424943 – 339 5897483<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/a-milano-il-xx-fessh-congress-il-simposio-internazionale-dedicato-alla-chirurgia-della-mano/">https://www.dailyfocus.net/a-milano-il-xx-fessh-congress-il-simposio-internazionale-dedicato-alla-chirurgia-della-mano/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/37031/pensione-cani-udine-padroni-in-ferie-e-cani-in-vacanza-allallevamento-il-girasole-di-porpetto</guid>
	<pubDate>Mon, 15 Jun 2015 16:41:30 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/37031/pensione-cani-udine-padroni-in-ferie-e-cani-in-vacanza-allallevamento-il-girasole-di-porpetto</link>
	<title><![CDATA[Pensione cani Udine, padroni in ferie e cani in vacanza all’Allevamento Il Girasole di Porpetto]]></title>
	<description><![CDATA[Pensione estiva cani. In vacanza senza il nostro amico a quattro zampe oggi è possibile! All’allevamento Il Girasole (Porpetto, Udine), a disposizione un servizio di pensione per cani dedicato a chi non li può portare con sé in ferie

 Pensione cani Udine

Il caldo, il sole e la spiaggia si avvicinano. Con l’arrivo dell’estate, per le famiglie è tempo di programmare le vacanze e non sempre è possibile portare il proprio cane nelle località balneari o montane. Come fare, quindi, per garantire ferie serene a noi e al fedele amico a quattro zampe che ci accompagna nella quotidianità?

All’allevamento Il Girasole di Porpetto (Udine) si può trovare la risposta giusta. L’azienda agricola, che si sviluppa su circa 70.000 metri quadrati, mette a disposizione anche il servizio di “Pensione per cani”, tramite appositi spazi pronti per garantire il massimo comfort a ciascun ospite.

Pensione estiva cani_480
All’interno della struttura, situata in località Fontanis, è possibile lasciare in mani sicure, durante le vacanze, il nostro animale. Il suo benessere viene assicurato dal fatto che, nelle aree verdi allestite, ogni cane ha un proprio giardino dove scorrazzare, dotato di acqua corrente sempre fresca garantita dal pozzo artesiano; tutte le zone vengono pulite quotidianamente per assicurare la massima igiene. In caso di maltempo, invece, ci sono delle parti coperte a protezione degli amici a quattro zampe. Per chi desidera usufruire del servizio di “Pensione”, ci sono a disposizione oltre 60 alloggi.

Grande attenzione non viene dedicata soltanto all’ospitalità, però: il qualificato staff de Il Girasole riserva particolare cura anche all’alimentazione del nostro fedele compagno di vita. I mangimi, per esempio, sono fatti tutti in Italia, scelti tra le marche “premium” del segmento.

Prepariamo i bagagli e programmiamo la partenza con la massima tranquillità: il nostro cane, all’allevamento Il Girasole, è in mani sicure e tutto il personale è pronto a seguire al meglio il nostro compagno di ogni giorno.

L’allevamento Il Girasole è attivo dal 1972, quando Costante Di Pascoli e la moglie Oriana decisero di avviare l’attività nel pieno centro di Porpetto. Riconosciuto Enci dall’anno successivo, l’allevamento si è spostato nel 1980 nell’attuale sede, situata in località Fontanis. Oggi, l’azienda agricola è retta dai figli di Costante e Oriana, Massimiliano e Alberto, si sviluppa su 70.000 metri quadrati e sono presenti circa 700 riproduttori. Oltre al quartier generale principale, Il Girasole dispone anche di alcuni punti vendita localizzati a Sacile (Pordenone), Trieste e, dal 2013, anche a Magenta, in provincia di Milano.<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/pensione-cani-udine-padroni-in-ferie-e-cani-in-vacanza-allallevamento-il-girasole-di-porpetto/">https://www.dailyfocus.net/pensione-cani-udine-padroni-in-ferie-e-cani-in-vacanza-allallevamento-il-girasole-di-porpetto/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/37028/fera-rinnovabili-giornata-mondiale-del-vento-confronto-sul-taglio-incentivi</guid>
	<pubDate>Mon, 15 Jun 2015 11:11:32 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/37028/fera-rinnovabili-giornata-mondiale-del-vento-confronto-sul-taglio-incentivi</link>
	<title><![CDATA[Fera Rinnovabili: Giornata Mondiale del Vento, confronto sul taglio incentivi]]></title>
	<description><![CDATA[Alla Giornata Mondiale del Vento organizzata da ANEV il mondo dell’eolico si incontra per confrontarsi sullo sviluppo del settore. Modifiche auspicate sulla bozza di Decreto sugli incentivi alle energie rinnovabili. Cesare Fera: Studi dimostrano che con le energie rinnovabili i costi in bolletta sono destinati a ridursi e, di pari passo con politiche di sviluppo che favoriscano investimenti nel settore, si delineano per l’Italia opportunità concrete di occupazione sul lungo periodo”.

Roma, 11 giugno 2015. Anche quest’anno, grande partecipazione di pubblico e interventi autorevoli per la Giornata Mondiale del Vento organizzata da ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento) e svoltasi l’11 giugno a Roma presso l’auditorium del GSE. Operatori, istituzioni, associazioni e studiosi si sono dati appuntamento per confrontarsi sulle sfide e sulle opportunità di sviluppo dell’ eolico.

Si è discusso di come l’eolico rappresenti sotto molti punti di vista una risorsa per l’Italia, sia per la salvaguardia ambientale (7,7 milioni di tonnellate di CO2 evitate solo nel 2014), sia per le ricadute economiche e occupazionali (il comparto conta 27.000 addetti), in base agli ultimi dati forniti da Althesys. Ma anche per i benefici a imprese e famiglie: secondo lo studio “Costi e benefici dell’eolico” redatto da eLeMeNs la realizzazione di nuove aste e registri per l’eolico potrebbe infatti comportare nei prossimi 6 anni il ridursi della componente A3 della bolletta elettrica di 2 miliardi di euro. 

Si è anche molto discusso del taglio agli incentivi alle rinnovabili previsto dalla bozza di Decreto Ministeriale per la disciplina dei nuovi incentivi alle rinnovabili non fotovoltaiche che aggiorna la versione del 2012. Secondo il comparto, il taglio agli incentivi per l’eolico non favorirebbe infatti lo sviluppo del settore e ridurrebbe in misura consistente le prospettive di crescita e sviluppo. Con i contingenti di incentivazione previsti (350 megawatt all'anno), l’Italia potrebbe non raggiungere gli obiettivi al 2020 e quelli in fase di definizione al 2030. Per centrare gli impegni servirebbero, secondo ANEV, almeno 800 MW all'anno.

Anche Cesare Fera, Presidente di FERA Srl, società che opera dal 2001 nel settore delle energie rinnovabili (eolico, solare a concentrazione e biogas) si associa al fronte compatto degli operatori dell’eolico e delle associazioni ambientaliste che auspicano un ripensamento sulla bozza del Decreto e decisioni politiche illuminate.  Proprio in questa fase – commenta - è importante dare sostegno alle energie pulite come l’eolico. Il Pacchetto Energia-Clima europeo al 2030, i recenti accordi del G7 per mantenere l'aumento della temperatura globale entro il limite di 2 gradi rispetto ai livelli preindustriali, la Conferenza sul Clima di Parigi di dicembre sono obiettivi che richiedono un impegno continuativo anche per l’Italia. 

Peraltro, come riportano i più recenti dati Eurostat sullo stato di avanzamento per il raggiungimento degli obbiettivi energetico-climatici al 2020, l’Italia con quasi cinque anni di anticipo ha già quasi soddisfatto il target vincolante nazionale del 17% di generazione elettrica prodotta da fonti rinnovabili. 

Il contributo dell’energia del vento è indiscutibile – aggiunge Cesare Fera. Basti pensare che con i soli parchi eolici costruiti dal 2007 dal nostro Gruppo, abbiamo fino a oggi evitato l’emissione di 290 mila tonnellate di anidride carbonica e un consumo di combustibili fossili pari a oltre 50 milioni di euro. Prolungando il calcolo ai 20 anni di vita di ciascun parco, il nostro contributo sarà di un milione e mezzo di tonnellate di CO2 evitate e di 280 milioni di euro risparmiati sulla bilancia commerciale nazionale. È evidente, quindi, che centrare e oltrepassare la soglia del 17% comporterebbe numerose ricadute positive per il nostro Paese, misurabili nel sistema economico in termini di riduzione del costo dell’energia elettrica, risparmi sulle importazioni di petrolio, incremento occupazionale e minori costi per danni ambientali.

Cresce intanto nel mondo l’attenzione per le sfide climatiche globali e il prezioso potenziale offerto dalle energie rinnovabili. E la stessa agenzia IRENA - International Renewable Energy Agency a segnalare come dal 2005 vi sia stato un aumento di quasi il 400 per cento nel numero di Stati che hanno inserito target nazionali nella produzione di energia da fonte pulita. 

Fonte: Fera<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/giornata-mondiale-del-vento-confronto-sul-taglio-incentivi-cesare-fera-un-nuovo-ruolo-per-lenergia-del-vento-beneficio-netto-in-termini-di-costi-e-salvaguardia-ambientale/">https://www.dailyfocus.net/giornata-mondiale-del-vento-confronto-sul-taglio-incentivi-cesare-fera-un-nuovo-ruolo-per-lenergia-del-vento-beneficio-netto-in-termini-di-costi-e-salvaguardia-ambientale/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/36839/calatrasi-mediterranean-domains-vinitaliatv-intervista-micchich</guid>
	<pubDate>Sat, 06 Jun 2015 15:42:29 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/36839/calatrasi-mediterranean-domains-vinitaliatv-intervista-micchich</link>
	<title><![CDATA[Calatrasi Mediterranean Domains: Vinitalia.tv intervista Micchichè]]></title>
	<description><![CDATA[Dalla fine dell’ ’800 la famiglia Miccichè coltiva l’amore per il territorio non solo da un punto di vista vitivinicolo ma anche da un punto di vista amministrativo e politico. Questa attenzione lungimirante getta le basi per la costruzione di una delle cantine più radicate nel territorio siciliano: Le Cantine Calatrasi “Mediterranean Domains”.

 Vinitalia.tv intervista Antonio Micchichè Calatrasi Mediterranean Domains

Le origini e l’ingresso della famiglia Miccichè nel mondo del vino.

La famiglia entra nel mondo del vino nel 1780 attraverso un accordo di enfiteusi con il locale possidente della zona, che era allora il Principe di Campo Reale. Proviene dalla costa sud della Sicilia, cioè da Favara. Migra nella Valle dello Jato. Bonifica queste terre e le pianta a vigneto. Le pianure che allora erano acquitrini, vengono ancora mantenute a cotone, coltivate quindi a cotone. Questo contratto di enfiteusi si evolve per circa 100 anni fino al riscatto delle terre nel 1880. La produzione del vino fino al secolo dopo, fino al 1980 avviene nella mia famiglia come vino sfuso. Nel 1980 si inizia l’imbottigliamento dei nostri vini, delle nostre tenute e delle tenute dei nostri associati.

L’azienda oltre a questo ha anche una tradizione di cooperazione e di progetto di comunità in quanto già nel 1920 la famiglia fu promotrice di una cooperativa. Erano le prime cooperative legate al mondo cattolico, che nacquero nella nostra zona e che poi furono chiuse per asfisia finanziaria dal fascismo e rinacquero nel più bel periodo della nostra nazione che fu il periodo della ricostruzione dopo la guerra. Questa ricostruzione portò con sé anche la ricostruzione del mondo agricolo delle strutture e delle infrastrutture agricole tra cui le cantine. Mio padre giovane medico di campagna, fu a capo del rinato movimento cooperativo nella zona, e l’evoluzione della storia ci ha portato alla ricostruzione della cantina privata e poi finalmente nel 2008 alla fusione delle due strutture societarie in un’unica struttura societaria pur permanendo l’identità della struttura cooperativa e dell’azienda privata come azionisti della holding.

Ha parlato di vino sfuso, questo è stato il destino per tanti anni di tanti produttori in Sicilia e non solo. Poi ad un certo punto qualcosa cambia per tanti imprenditori che diventano protagonisti in un modo nuovo, cosa cambia in Sicilia?

Innanzitutto il Sud del Mondo esplode nell’ambito del mercato mondiale del vino. Perché esplode? Perché i profili gustativi dei vini del Sud del Mondo: Australia in testa, Cile, Argentina, diventano 25 anni fa popolari, compresa la California, che non è il Sud del mondo ma s’inquadra sempre nell’ambito delle regioni calde del mondo. Ebbene, questo profilo gustativo diventa il profilo gustativo di successo e nell’ambito delle zone italiane della cosiddetta sun belt italiana (la cintura del sole), la Sicilia è la regina della cintura del sole, pertanto con il suo potenziale vitivinicolo di altissimo livello qualitativo e quantitativo.

Qualitativo perché la Sicilia ha una tradizione millenaria e ha una serie di terroir straordinarie e variabili per zona, per cui diventa un pianeta vitivinicolo.

Quantitativo perché la Sicilia con centodiecimila ettari attuali è il secondo distretto mondiale del vino dopo Bordeaux, in particolare mi riferisco al triangolo Palermo, Trapani, Agrigento.

Presa coscienza di questo fatto la Sicilia si tuffa da protagonista nel mercato europeo e pertanto determina l’asserzione della propria identità.

FONTE: Vinitalia TV<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/vinitalia-tv-intervista-ad-antonio-micchiche-della-societa-vitivinicola-calatrasi-mediterranean-domains-la-storia-di-una-famiglia-e-di-una-regione/">https://www.dailyfocus.net/vinitalia-tv-intervista-ad-antonio-micchiche-della-societa-vitivinicola-calatrasi-mediterranean-domains-la-storia-di-una-famiglia-e-di-una-regione/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/36768/cesare-fera-ora-investimenti-in-tecnologia-e-reti-per-abbattere-gli-ostacoli</guid>
	<pubDate>Mon, 01 Jun 2015 15:11:29 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/36768/cesare-fera-ora-investimenti-in-tecnologia-e-reti-per-abbattere-gli-ostacoli</link>
	<title><![CDATA[Cesare Fera: Ora investimenti in tecnologia e reti per abbattere gli ostacoli]]></title>
	<description><![CDATA[Rivoluzione rinnovabili. FERA Srl – Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative, Società che opera dal 2001 nel settore delle energie rinnovabili, in particolare nell’eolico, solare a concentrazione e biogas, commenta i dati incoraggianti del rapporto Comuni rinnovabili 2015 di Legambiente. Italia primo Paese al mondo per incidenza del solare rispetto ai consumi elettrici (ad aprile 2015 oltre l’11%). 700 i Comuni dell’eolico, settore che registra un contenuto incremento della potenza installata e che subisce le conseguenze della normativa sulle Aste al ribasso per l’assegnazione degli incentivi.

 FERA_Fattoria-Eolica-di-Santa-Luce

È stato presentato il 13 maggio a Roma il rapporto Comuni rinnovabili 2015 di Legambiente, realizzato in collaborazione con il GSE. Si tratta dell’annuale mappatura dell’energia verde giunta alla sua quinta edizione che racconta una realtà in cui le diverse tipologie di energia pulita – eolico e solare in primis – hanno acquisito negli anni sempre maggiore forza. In soli dieci anni, infatti, l’energia elettrica prodotta dal sole e dal vento ha rivoluzionato il sistema energetico italiano, rappresentando oltre il 38% dei consumi energetici nazionali.

I numeri parlano di una produzione da fonti rinnovabili passata in tre anni da 84,8 a 118 TWh, e di una distribuzione degli impianti da fonti rinnovabili di circa 800mila unità. Il contributo della produzione di questi impianti si è tradotto in una decisa riduzione del prezzo dell’energia elettrica in termini di PUN.

“Il report Comuni Rinnovabili 2015 fotografa un’Italia sempre più orientata a utilizzare l’energia delle fonti rinnovabili – ha dichiarato Cesare Fera, presidente di Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative – Il trend della transizione verso le fonti rinnovabili sembra ormai definitivamente avviato. Ma ha bisogno del supporto dell’innovazione tecnologica, ovvero di continui miglioramenti in efficienza produttiva e competitività di costi ”.

FERA_Cinque-Stelle_Stella-_eolico
l’Italia è il primo Paese al mondo per incidenza del solare rispetto ai consumi elettrici (ad aprile 2015 oltre l’11%). Il che smentisce la previsione che queste fonti avrebbero avuto un ruolo marginale nel sistema energetico italiano e che un loro eccessivo sviluppo avrebbe creato rilevanti problemi di gestione della rete. I Comuni sui cui territori sono presenti impianti eolici sono invece 700. La potenza installata è in crescita, pari a 8.736 MW. Ma il settore risente delle misure fortemente restrittive imposte dalla recente normativa sulle Aste al ribasso. Questi impianti, secondo i dati di Terna, hanno permesso di produrre 14,9 TWh di energia, pari al fabbisogno elettrico di oltre 5,5 milioni di famiglie.

Il report di Legambiente riporta anche qualche dato critico. Nel corso del 2014 sono aumentate le installazioni per tutte le fonti ma i ritmi di crescita sono purtroppo molto inferiori rispetto al passato. Le ragioni di questa situazione sarebbero due, la prima riguarda l’assenza di procedure chiare per l’approvazione dei progetti. La seconda, sarebbe la totale incertezza in cui si trova tutto il settore delle rinnovabili in seguito agli interventi normativi che negli ultimi anni hanno introdotto tagli agli incentivi, barriere e tasse, senza al contempo dare alcuna prospettiva chiara per il futuro.

Tra le buone pratiche, Legambiente segnala il Comune di Gorla Maggiore, in provincia di Varese, per l’impianto di solar cooling installato da CSP-F Spa, società del Gruppo Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative che sviluppa e commercializza collettori solari termodinamici a concentrazione per la produzione di energia termica ed elettrica.

Legambiente ha scelto il Comune di Gorla Maggiore – commenta Cesare Fera – perché ha esteso negli anni l’utilizzo delle energie rinnovabili e di soluzioni tecnologiche aperte all’innovazione per dare risposte sostenibili ai fabbisogni della cittadinanza. Il sistema di solar cooling progettato da CSP-F per il Centro Diurno Integrato del Comune risponde a questa logica e fornisce, proprio nel picco di produttività della stagione estiva, l’aria condizionata necessaria all’edificio riducendo l’impatto ambientale del raffrescamento.

Inaugurato nel maggio 2014, quello di Gorla Maggiore è stato il primo solar cooling in Italia a utilizzare la tecnologia Fresnel e il primo, con questa tecnologia, a ricevere gli incentivi riconosciuti ed erogati dal GSE:

Fonte: Fera<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/rivoluzione-rinnovabili-oltre-il-38-dei-consumi-energetici-nazionali-cesare-fera-ora-investimenti-in-tecnologia-e-reti-per-abbattere-gli-ostacoli/">https://www.dailyfocus.net/rivoluzione-rinnovabili-oltre-il-38-dei-consumi-energetici-nazionali-cesare-fera-ora-investimenti-in-tecnologia-e-reti-per-abbattere-gli-ostacoli/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/36698/cesare-fera-inaugurazione-primo-solare-termodinamico-fresnel-per-lagroalimentare</guid>
	<pubDate>Sun, 24 May 2015 21:57:23 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/36698/cesare-fera-inaugurazione-primo-solare-termodinamico-fresnel-per-lagroalimentare</link>
	<title><![CDATA[Cesare Fera: Inaugurazione primo solare termodinamico Fresnel per l’agroalimentare]]></title>
	<description><![CDATA[Energie Rinnovabili, solare termodinamico Fresnel. Il 28 maggio 2015, cerimonia inaugurale per l’impianto solare termodinamico Fresnel progettato e installato da CSP-F Spa a San Nicolò D’Arcidano, in provincia di Oristano. È Nuova Sarda Industria Casearia il primo caseificio italiano che sceglie l’applicazione termica del solare a concentrazione per ridurre il fabbisogno di gasolio e produrre nel rispetto dell’ambiente. Cesare Fera: “Un caseificio eccellente che vuole produrre in modo sostenibile, controllando i costi energetici e l’impatto ambientale. Grazie a Nuova Sarda Industria Casearia, la Sardegna si aggiudica un primato tecnologico italiano”.

CSP-F_calore_processo_collettore_solare_concentrazione_Fresnel_
San Nicolò D’Arcidano, Oristano. Il prossimo 28 maggio, alle 11.15, verrà inaugurato l’impianto solare a concentrazione per la produzione di calore di processo industriale progettato da CSP-F Spa, società del Gruppo Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative, attivo dal 2001 nel settore delle energie rinnovabili (eolico, solare a concentrazione e biogas). L’evento sarà ospitato da Nuova Sarda Industria Casearia, il caseificio che ha scelto il sole e l’innovativa tecnologia di CSP-F per produrre i suoi formaggi nel rispetto dell’antica tradizione pastorizia.

CSP-F_calore_processo_Fresnel_collettore_solare_concentrazione
Dall’allevamento delle pecore al prodotto finito, una filiera di qualità che mette in primo piano la sostenibilità e il consumo di energia da fonti rinnovabili – commenta Cesare Fera, Presidente del Gruppo Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative e Vice Presidente di ANEST (Associazione Nazionale Energia Solare Termodinamica). Con questo impianto, Nuova Sarda Industria Casearia, per prima in Italia, apre il settore agroalimentare a una tecnologia solare innovativa, a basso costo e affidabile, che riduce il fabbisogno di gasolio riducendo i costi energetici e l’impatto ambientale.

Sarà Rosetta Fanari, Amministratrice di Nuova Sarda Industria Casearia, a dare il saluto di benvenuto, insieme al Sindaco di San Nicolò D’Arcidano, Emanuele Cera. All’evento partecipano gli Assessori di Regione Autonoma della Sardegna Elisabetta Falchi (Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale) e Maria Grazia Piras (Industria). Saranno inoltre presenti Cesare Fera, in qualità di Vice Presidente di ANEST, Associazione Nazionale Energie Solare Termodinamica, e Vincenzo Tiana, Presidente di Legambiente Sardegna.

L’impianto utilizza i collettori solari termici a concentrazione di CSP-F Spa, società che sviluppa sistemi e soluzioni solari per il calore dei processi industriali, il raffrescamento (solar cooling) e la generazione di energia elettrica. I collettori di CSP-F si basano sulla riflessione dei raggi solari tramite specchi piani Fresnel. I raggi solari vengono diretti su un tubo ricevitore che si surriscalda e al cui interno scorre l’acqua, che si trasforma in vapore ad alta temperatura e pressione.

CSP-F_calore-processo_Fresnel_collettore_solare_concentrazione
Il vapore integra la fonte energetica tradizionale nella fornitura di calore del caseificio e riduce il fabbisogno di gasolio. Risparmio in bolletta, meno inquinamento, ridotto impatto ambientale: la migliore strategia energetica per una produzione industriale sostenibile e di qualità.

Ogni anno, con la produzione di vapore dell’impianto solare termodinamico, il caseificio di Rosetta Fanari risparmierà oltre 50.000 litri di gasolio ed eviterà il rilascio in atmosfera di 180 tonnellate di CO2.

PROGRAMMA DELL’EVENTO
11.15 Saluto di benvenuto
Rosetta Fanari, Amministratore di Nuova Sarda Industria Casearia Srl
Emanuele Cera, Sindaco di San Nicolò D’Arcidano

11.30 Il ciclo perfetto della produzione sostenibile
Introduce: Marco Vettori, Direttore Operativo di CSP-F Spa
Ne parlano:
Elisabetta Falchi, Regione Autonoma della Sardegna, Assessore dell’Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale
Cesare Fera, Vice Presidente di ANEST, Associazione Nazionale Energia Solare Termodinamica
Maria Grazia Piras, Regione Autonoma della Sardegna, Assessore dell’Industria
Vincenzo Tiana, Presidente di Legambiente Sardegna
12.45 Taglio del nastro e visita all’impianto
13.15 Rinfresco

Per partecipare all’inaugurazione, o per ulteriori informazioni sull’evento: Lia Maranto.
Tel. 02 62690471; e-mail: info@cspfsolar.it.

Fonte: Fera<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/rinnovabili-primo-solare-termodinamico-fresnel-per-agroalimentare-cesare-fera-con-tecnologia-csp-solare-per-processi-industriali-piu-sostenibili/">https://www.dailyfocus.net/rinnovabili-primo-solare-termodinamico-fresnel-per-agroalimentare-cesare-fera-con-tecnologia-csp-solare-per-processi-industriali-piu-sostenibili/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/36695/alessandro-de-losa-yes-incontro-tra-imprenditoria-giovanile-ed-istituzioni</guid>
	<pubDate>Sun, 24 May 2015 15:25:40 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/36695/alessandro-de-losa-yes-incontro-tra-imprenditoria-giovanile-ed-istituzioni</link>
	<title><![CDATA[Alessandro De Losa: YES incontro tra imprenditoria giovanile ed Istituzioni]]></title>
	<description><![CDATA[Grazie alla partnership tra Babylon Cloud e Confassociazioni Giovani, lo Yes, da sempre opportunità di incontro tra imprenditoria giovanile e attori economici e istituzionali, “si arricchisce di capacità progettuali importanti – afferma Roberto Miscioscia, presidente di Confassociazioni Giovani – che hanno un loro peso specifico nel panorama italiano e internazionale”.

 Babylon Cloud YES

“Grazie all’accordo stretto con Babylon Cloud come partner IT e alla presenza dell’amministratore unico, Alessandro De Losa, come key speaker sul tavolo Start UP e Nuove Professioni lo YES, l’appuntamento organizzato da Confassociazioni Giovani previsto a Roma dal 29 al 31 maggio 2015, acquista un rilievo sempre più importante”.
Lo dichiara, in una nota, Roberto Miscioscia, presidente di Confassociazioni Giovani.
“Grazie a questa partnership – conclude Miscioscia – lo Yes si arricchisce di capacità progettuali importanti che hanno un loro peso specifico nel panorama italiano e internazionale”.

“Come fondatore di Babylon Cloud, ho accolto con piacere la proposta di Confassociazioni Giovani e sono felice di poter mettere la nostra infrastruttura a disposizione dello YES”.
Queste le dichiarazioni di Alessandro De Losa, Amministratore unico di Babylon Cloud, la prima azienda italiana ad occuparsi di cloud.
“Questo evento nasce da subito con tutti i migliori auspici per diventare un appuntamento chiave del panorama italiano dell’innovazione e dell’imprenditoria e credo che sia importante per Babylon Cloud farne parte. Sono convinto – conclude De Losa – che lo YES sia una preziosa opportunità di incontro tra l’imprenditoria giovanile, in particolare start-up innovative come Babylon Cloud, e attori economici e istituzionali che spesso non è facile mettere allo stesso tavolo”.

FONTE: Babylon Cloud<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/siglato-accordo-tra-babylon-cloud-e-confassociazioni-giovani-per-partecipazione-allo-yes/">https://www.dailyfocus.net/siglato-accordo-tra-babylon-cloud-e-confassociazioni-giovani-per-partecipazione-allo-yes/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/36632/maurizio-miccich-incontra-samia-la-prima-enologa-donna-in-tunisia</guid>
	<pubDate>Tue, 19 May 2015 12:52:27 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/36632/maurizio-miccich-incontra-samia-la-prima-enologa-donna-in-tunisia</link>
	<title><![CDATA[Maurizio Miccichè incontra Samia, la prima enologa donna in Tunisia]]></title>
	<description><![CDATA[Il produttore di vino delle Cantine Calatrasi, Maurizio Miccichè, in un viaggio che ripercorre il cammino dei suoi avi, giunge tra Tunisi e Hammamet e qui costituisce Domaine Neferis, la tenuta in cui l’enologo di riferimento è una donna, l’unica in Tunisia a svolgere questo lavoro. 

“Stavo frequentando l’Università di Tunisi per conseguire il Diploma in scienze agro-alimentari e dovevo preparare la mia tesi. Tutti si erano buttati su olio e conserve e io volevo fare qualcosa di originale e mi sono detta: perché non il vino? Tutti mi hanno detto ‘sei pazza’ ma io non ho dato peso alle chiacchiere ed eccomi qui. La tesi prevedeva uno stage tematico. Mi sono occupata di microbiologia del vino e contaminazioni nell’imbottigliamento dopo l’uso dei filtri di sterilizzazione. Un argomento estremamente noioso. Dopo lo stage all’Union Centrale des Coopératives des Viticoles (la più grande del paese, pubblica) ho capito che il vino era la mia strada ma volevo stare in cantina e non in laboratorio”.

Così resta otto mesi a casa rifiutando varie offerte di lavoro, finché arriva l’incontro fortunato con Mohamed Ben Cheikh, oggi socio (al 34% come persona fisica) di Maurizio Micciché, l’azienda siciliana di San Cipirrello (a 30 minuti da Palermo) proprietaria al 66% dell’azienda SMVDA Domaine Neferis per la quale lavora. “Ho incontrato Micciché – lo ricordo come fosse oggi – il 30 marzo del 2001 alle cinque del pomeriggio a Tunisi, nel suo ufficio. Siamo rimasti a parlare per quasi tre ore e credo che il mio entusiasmo e il fatto che parlassi italiano e amassi così tanto l’Italia lo abbiano conquistato. Mi ha chiesto solo di migliorare l’inglese perché allora in azienda c’era una wine maker australiana dalla quale ho imparato molto. Ed eccomi qua”.

 Una storia singolare perché racconta l’investimento di un tipico made in Italy in un paese musulmano dove il vino non è scontato anche se forse la Tunisia è il miglior produttore almeno del Maghreb fin dall’epoca romana e proprio grazie ai Romani, sebbene poi la regolamentazione sia di tipo francese. La scelta per la propria azienda di una figura di riferimento quale l’enologo, donna, è per altro una nota di originalità che narra l’incontro tra due mondi.

In verità i vino in un paese musulmano è molto più importante di quanto si possa credere, anche per la tradizione, almeno nel Mediterraneo, soprattutto in Tunisia, dove a più riprese si è sviluppata la coltivazione della vite (romani, francesi e poi la nazionalizzazione delle terre che ha abbassato il livello qualitativo). Con la rivoluzione cambia anche il consumo di alcol e per certi aspetti diventa cruciale soprattutto nella vendemmia 2013, agitata da rivendicazioni sulla libertà di stampa, battaglie sindacali e nuovo femminismo. Mentre crolla il turismo il vino con le sue alte accise per lo stato diventa una voce importante sulla quale scommettere, venduto a prezzo più alto nel paese che all’estero; è un’attrazione essenziale per invogliare il turismo, prova che il rigurgito religioso non mette in discussione lo stile di vita almeno degli stranieri. Il consumo cresce e anche in qualità e sono i tunisini a scommettere su un nuovo modo di bere; purtroppo cresce anche l’uso smodato. Sono le contraddizioni di un mondo in rivolta. 

La storia di Samia, unica enologa tunisina, musulmana, sebbene non praticante, ci ha raccontato la Tunisia in fermento. E’ la Sommelier di una delle più importanti case vinicole, al 65% italiana, che ha il prodotto top per costo nel paese. Lei, volitiva e determinata, grazie al vino, una passione che nasce per caso, diventa il ‘capo di una squadra al maschile’, conquista successo e autonomia come donna, ma è anche testimone di un’identità tunisina da ritrovare, quella della storia che la sua famiglia le trasmette: apertura, multiculturalità, dove c’è posto per la vite insieme all’ulivo e al montone. Oggi qualcosa potrebbe cambiare, in peggio: lei stessa ha ricevuto degli avvertimenti minacciosi e l’invito a essere low profile, proprio mentre la birra tunisina entra nei supermercati francesi e viene venduta on line in Europa. Sono gli aspetti di una società in fermento piena di contrasti; basti pensare che i raccoglitori d’uva di Samia sono tutte donne, velate sì, ma orgogliose del proprio lavoro. (…)


FONTE: Corriere di Puglia<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/calatrasi-mediterranenan-domains-maurizio-micciche-incontra-samia-la-prima-enologa-donna-in-tunisia/">https://www.dailyfocus.net/calatrasi-mediterranenan-domains-maurizio-micciche-incontra-samia-la-prima-enologa-donna-in-tunisia/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>

</channel>
</rss>