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	<title><![CDATA[MSNI: Link di Fabrizio Del Dongo]]></title>
	<link>https://msni.it/bookmarks/owner/DailyFocus?offset=190</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<pubDate>Mon, 28 Sep 2015 18:30:01 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Tarcisio Bertone identità cattolica e il dialogo con le culture]]></title>
	<description><![CDATA[Le considerazioni del cardinale Tarcisio Bertone, raccolte nel libro “La fede e il bene comune. Offerta cristiana alla società contemporanea”, sul ruolo delle università cattoliche, sull’identità cattolica e il dialogo con le culture.

Brano tratto dal volume “La fede e il bene comune”, di Tarcisio Bertone

L’attenzione che la Chiesa riserva all’Università cattolica è testimoniata dal fatto che essa ha promosso lungo i secoli diverse Università, tra le quali vanno annoverate alcune fra le più celebri e le più antiche. Ulteriore segno di questa sua cura è la nascita, nell’ambito della Curia Romana, della Congregazione per l’Educazione Cattolica, le cui lontane origini risalgono alle speciali Commissioni istituite dallo Stato Pontificio per vigilare sulle Università di Roma già nel 1431 con Papa Eugenio IV.

Fu però solo a partire dal 1870 che tale Dicastero romano iniziò ad esercitare la sua autorità anche sulle Università e gli Istituti cattolici fuori dell’Urbe; e fu nel 1915 che assunse la responsabilità di vigilare sui Seminari. Le successive riforme della Curia Romana, -la prima risalente a Paolo VI nel 1968 e la seconda voluta da Giovanni Paolo II venti anni dopo, con la pubblicazione della Costituzione Apostolica Pastor Bonus,- hanno confermato e meglio definito le competenze della Congregazione per l’Educazione Cattolica sui Seminari, sulle Università e Facoltà e sulle scuole cattoliche.

Suo scopo è pertanto operare: 1) affinché vi sia un numero sufficiente di istituzioni, convenientemente distribuite nelle diverse parti del mondo; 2) far sì che esse conservino fedelmente la propria identità e la propria missione.

Da una recente pubblicazione della stessa Congregazione, dal titolo Universitates et alia Instituta Studiorum Superiorum Ecclesiae Catholicae, risulta che nel 2005 le istituzioni universitarie cattoliche nel mondo erano 1861. (…)

Un altro punto particolarmente significativo è il rapporto con le culture, di cui le istituzioni cattoliche devono farsi carico al fine di favorire un continuo e proficuo dialogo tra il Vangelo e la società moderna. In tale comune ricerca vanno difesi e promossi i fondamentali valori della vita umana, della persona, della sua libertà e inviolabile dignità, il senso di responsabilità e l’apertura dell’essere umano al trascendente con l’intangibile diritto alla libertà religiosa. L’Università cattolica, infine, non può non prestare viva attenzione alla dottrina sociale della Chiesa, per incentivare la diffusione di un umanesimo integrale e solidale. In questo modo, la “Lux Vera”, la luce del Vangelo di Cristo, che è luce di carità e di intelligenza, può fecondare i saperi umani e, nella legittima autonomia di metodi e linguaggi, senza perdere di vista la necessaria unità del sapere, animare anche la costruzione di una convivenza sociale più giusta e pacifica.

FONTE: LEV<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1KzjIcX">https://bit.ly/1KzjIcX</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/40146/leevia-midollo-osseo-ehi-tu-hai-midollo</guid>
	<pubDate>Wed, 23 Sep 2015 12:59:18 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/40146/leevia-midollo-osseo-ehi-tu-hai-midollo</link>
	<title><![CDATA[Leevia midollo osseo: “Ehi, tu! Hai midollo?”]]></title>
	<description><![CDATA[<p>ADMO - Associazione Donatori Midollo Osseo - ha scelto Leevia, la nuova piattaforma online che amplifica la diffusione delle campagne di social media marketing grazie al potere delle foto, per sostenere la quinta edizione della giornata di sensibilizzazione alla donazione di midollo osseo</p>
<p>&ldquo;<strong>Ehi, tu! Hai midollo?</strong>&rdquo;, che si terr&agrave; il 26 settembre 2015 in 91 piazze italiane (consulta qui l&rsquo;elenco).</p>
<p>Attraverso la Campagna online &ldquo;<strong>Quando doni ti senti #pi&ugrave; vivo anche tu</strong>!&rdquo; pubblicata su Leevia, tutti possono sostenere, condividere e promuovere &ldquo;Ehi, tu! Hai midollo?&rdquo; Come partecipare? E&rsquo; facile. Vai su Leevia.com nella sezione dedicata alla campagna ADMO, &ldquo;<strong>Quando doni ti senti #pi&ugrave;vivo anche tu</strong>!&rdquo; e carica la foto che rappresenta ci&ograve; che ti fa sentire pi&ugrave; vivo, con l&rsquo;hastag #pi&ugrave;vivo.</p>
<p>Se accedi tramite il tuo account di Instagram, pubblica la tua foto con #pi&ugrave;vivo su Instagram e coinvolgi i tuoi seguaci in questa importante iniziativa promossa da ADMO. Se partecipi con Facebook o Twitter, carica la tua foto sull&rsquo;icona della macchina fotografica all&rsquo;interno della campagna &ldquo;Quando doni ti senti #pi&ugrave;vivo anche tu!&rdquo; su Leevia, accedi con Facebook o Twitter e sensibilizza i tuoi fan o i tuoi follower affinch&eacute; partecipino a &ldquo;Ehi, tu! Hai midollo?&rdquo; Sabato 26 settembre si svolger&agrave; la quinta edizione di "Ehi, Tu! Hai midollo?", la giornata di sensibilizzazione alla donazione del midollo osseo, che vedr&agrave; i volontari ADMO presenti in 91 piazze italiane per diffondere il messaggio dell&rsquo;importanza della donazione di midollo osseo e per reclutare nuovi potenziali donatori.</p>
<p>Grazie alla presenza di emoteche mobili nelle piazze, con a bordo i medici dei centri trasfusionali, a tutti i giovani di buona volont&agrave; dai 18 ai 35 anni sar&agrave; possibile effettuare un semplice prelievo di sangue (o di saliva, in altri casi) per essere tipizzati e, quindi, inseriti nel Registro nazionale dei donatori di midollo osseo. Ogni anno, incrementando il numero dei potenziali donatori di midollo osseo iscritti al Registro Italiano, questo evento regala la speranza e la possibilit&agrave; di farcela a tutti coloro in attesa di un trapianto di midollo osseo per guarire. A sostenere l&rsquo;iniziativa ADMO ci sono molte altre Associazioni, il Centro Nazionale Trapianti e il Registro Nazionale Donatori Midollo Osseo (IBMDR).</p>
<p>E poi ancora alcuni dei numerosi testimonial ADMO donatori di midollo osseo: le campionesse di tuffi Tania Cagnotto e Francesca Dallap&egrave;, la cantante Alessandra Amoroso e il gruppo, powered by X-factor, The Bastard Sons of Dioniso. Leevia che si riafferma sul mercato offrendo differenti prodotti per lo sviluppo di campagne di social media marketing e sfruttando la forza dirompente delle foto, ha gi&agrave; raggiunto oltre 1.000.000 di persone grazie al potere delle foto, ed &egrave; live con importantissime campagne, tra cui proprio quella di ADMO per la promozione della giornata del 26 settembre di sensibilizzazione per la donazione del midollo osseo. Partecipa anche tu! Fonte: Leevia</p><p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/admo-con-leevia-per-sostenere-la-donazione-di-midollo-osseo/">https://www.dailyfocus.net/admo-con-leevia-per-sostenere-la-donazione-di-midollo-osseo/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/40131/tarcisio-bertone-intervista-rilasciata-a-il-gazzettino</guid>
	<pubDate>Tue, 22 Sep 2015 18:19:37 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/40131/tarcisio-bertone-intervista-rilasciata-a-il-gazzettino</link>
	<title><![CDATA[Tarcisio Bertone intervista rilasciata a Il Gazzettino]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Tarcisio Bertone affronta temi d&rsquo;attualit&agrave; internazionale ed etici, come la difesa della famiglia. &ldquo;Dare una dimensione etica alla politica internazionale non &egrave; una responsabilit&agrave; da delegare solo ai potenti della Terra: ognuno di noi dovrebbe lasciarsi coinvolgere personalmente secondo le proprie possibilit&agrave;&rdquo;, afferma fra l&rsquo;altro il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato emerito, che ha guidato la diplomazia vaticana dal 2006 al 2013.</em></p>
<p><em><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2015/09/Cardinale-Tarcisio-Bertone-migranti-Italia-non-va-lasciata-sola.jpg" alt="Cardinale Tarcisio Bertone migranti Italia non va lasciata sola" style="border: 0px;"><br></em></p>
<p><em>Brani dell&rsquo;intervista rilasciata dal cardinale Tarcisio Bertone a Il Gazzettino e apparsa su Il Gazzettino il 27 settembre 2014</em></p>
<p><em>I conflitti pi&ugrave; recenti dimostrano il prevalere della crudelt&agrave; e dell&rsquo;intolleranza religiosa. Quale antidoto a questo male?</em></p>
<p>Anzitutto vorrei citare le forti dichiarazioni di Papa Francesco in occasione del suo viaggio in Albania: Nessuno pensi di farsi scudo di Dio mentre progetta e compie atti di violenza e sopraffazione! Nessuno prenda a pretesto la religione per le proprie azioni contrarie alla dignit&agrave; dell&rsquo;uomo e ai suoi diritti fondamentali, in primo luogo quello alla vita e alla libert&agrave; religiosa di tutti!. Qui si pone il problema e l&rsquo;impegno, oltre agli interventi legislativi o amministrativi di governo, della formazione delle coscienze, e quindi delle agenzie educative e formative. Penso alla famiglia, alla scuola, alla Chiesa e, parallelamente, anche alle religioni con le loro rispettive strutture di cultura, educazione, comunicazione. Si tratta di propiziare, di favorire, una convivenza pacifica e una collaborazione fra gli appartenenti alle diverse religioni ed etnie, in un clima vissuto di rispetto e fiducia reciproca, fondati sulla conoscenza pi&ugrave; approfondita delle proprie radici dove le differenze diventino occasione di dialogo aperto e di riflessione comune e non fattore di scontro e di violenza. E&rsquo; un ideale, ma vanno apprezzate e promosse le iniziative formative in questa direzione degli uomini di buona volont&agrave; di tutte le religioni.</p>
<p><em>L&rsquo;Italia affronta un&rsquo;emergenza umanitaria legata all&rsquo;arrivo di migliaia di profughi e migranti. Come vede il ruolo dell&rsquo;Unione europea in questo?</em></p>
<p>Se pensiamo alla storia dei vari paesi europei essa si pu&ograve; definire una storia di emigrazione nel mondo, perci&ograve; l&rsquo;egoismo attuale dell&rsquo;Europa e la politica dello scarto &ndash; come dice Papa Francesco &ndash; &egrave; antistorica e inaccettabile. L&rsquo;Italia come avamposto del Mediterraneo non pu&ograve; essere lasciata sola. Si sono fatti progressi recentemente nelle trattative che hanno portato all&rsquo;impegno di alcuni paesi, ma la chiusura di paesi ricchi &egrave; deludente. Sarebbe pi&ugrave; logico e previdente aiutare le popolazioni in loco per uno sviluppo progressivo e integrale. In ogni caso &egrave; auspicabile che l&rsquo;Unione europea come tale assuma una politica di solidariet&agrave;, per aiutare le masse di gente disperata affinch&eacute; il rifiuto non esasperi ulteriormente la situazione e non resti come un&rsquo;onta vergognosa nella storia dell&rsquo;Europa.</p>
<p><em>I mendicanti sono sempre pi&ugrave; numerosi nelle nostre citt&agrave;, cos&igrave; come &egrave; in aumento l&rsquo;allarme per la microcriminalit&agrave; straniera. Come si pu&ograve; rispondere alle preoccupazioni della gente?</em></p>
<p>Si nota, in generale, un aumento delle povert&agrave; e, come dimostrano le statistiche e i centri di ascolto e di carit&agrave; a livello capillare, cresce la percentuale della indigenza e persino della miseria anche nelle famiglie italiane. Vorrei osservare che la microcriminalit&agrave; non &egrave; solo straniera ma avvertiamo l&rsquo;aumento preoccupante della microcriminalit&agrave; giovanile. La mancanza di lavoro in generale, e la disoccupazione giovanile, oltre a impoverire le famiglie, forniscono manovalanza alla criminalit&agrave; organizzata, nella quale senza dubbio sono intercettati anche i migranti. Oltre al problema della sicurezza sul territorio, da assumere con maggiore impegno, occorre adottare il &ldquo;sistema preventivo&rdquo; alla maniera di Don Bosco, trovando i modi per educare alla convivenza e alla legalit&agrave;. Non voglio mancare di fare un elogio alla generosit&agrave; di tanti italiani credenti e non credenti che si prodigano a favore dei migranti e dei rifugiati.</p>
<p>FONTE:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://ilgazzettino.it/" target="_blank">Il gazzettino.it</a></p><p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/cardinale-tarcisio-bertone-migranti-litalia-non-va-lasciata-sola/">https://www.dailyfocus.net/cardinale-tarcisio-bertone-migranti-litalia-non-va-lasciata-sola/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Wed, 16 Sep 2015 20:54:01 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/40081/tarcisio-bertone-la-diplomazia-pontificia-presentazione-del-volume-a-catania</link>
	<title><![CDATA[Tarcisio Bertone: "La diplomazia pontificia", presentazione del volume a Catania]]></title>
	<description><![CDATA[La diplomazia pastorale che ha al centro le persone. Un esempio è la mediazione della Santa Sede tra Usa e Cuba. Presentazione presso l'aula magna del rettorato dell'università di Catania del volume del card. Tarcisio Bertone "La diplomazia pontificia in un mondo globalizzato".

Brani dell’intervista rilasciata dal cardinale Tarcisio Bertone a La Sicilia e apparsi su La Sicilia il 16 gennaio 2015

Più che una diplomazia tout court, una diplomazia pastorale. In grado, sì, di lavorare a delle mediazioni, di portare avanti un lavoro diplomatico classico. Ma soprattutto in grado di occuparsi della comunità, di prendersi cura delle persone. Il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano merito, spiega così il senso della diplomazia pontificia. Lo ha fatto in un libro, "La diplomazia pontificia", curato con il professore Vincenzo Buonomo con prefazione di Papa Francesco (Libreria editrice Vaticana), che è stato presentato a Catania nell'aula magna del rettorato dell'università di Catania. E un esempio straordinario di successo della diplomazia pontificia è il lavoro fatto a Cuba, prima e dopo la revoluciòn che ha portato al potere il "mangiapreti" Fidel. L'ultima volta a Cuba del cardinale Bertone è stata dal 4 al 12 dicembre scorsi. Nemmeno due giorni dopo, Stati Uniti e Cuba annunciavano il ripristino delle relazioni diplomatiche. E sia il presidente Usa, Barack Obama, che quello cubano Raul Castro plaudivano all’aiuto dato loro dalla Santa Sede, impersonata da Papa Francesco.

Spiega il cardinale Benone: “In generale secondo la storia dei rapporti tra gli Stati, la diplomazia si potrebbe definire l'arte di curare le relazioni tra i rappresentanti delle nazioni e delle organizzazioni internazionali per costruire una pacifica convivenza, evitare i conflitti e, nel caso, di risolverli attraverso incontri e trattative opportunamente istituzionalizzate”. Ma “la diplomazia pontificia ha una connotazione peculiare. Anzitutto perché la Santa Sede è al centro della Chiesa Universale per la missione attribuita dal Divino Fondatore al Vescovo di Roma, successore di Pietro; ma è anche collegata geo-politicamente con la comunità delle nazioni di cui è un soggetto preminente, soprattutto per l'indiscussa autorità morale del suo vertice”.

E dunque, spiega il segretario di Stato emerito, “la diplomazia pontificia non si interessa prevalentemente di problemi economico-politici, anche se non li ignora, ma svolge una attività al servizio della dignità di ogni persona umana, per la promozione della pace e dello sviluppo integraledei popoli, e per una maturazione etica dell'umanità”. (…)

Racconta il cardinale: “Se pensiamo alla storia della Chiesa, ai numerosi e straordinari arbitrati e mediazioni a cui è stata chiamata e all’autorità anche istituzionalmente riconosciuta che ha acquisito, non si può accettare una simile proposta minimale. La Santa Sede e la Chiesa Cattolica devono conservare il loro posto e la loro funzione consolidata nella Comunità internazionale e nello stesso tempo mantenere la caratteristica umanitaria e pastorale che, soprattutto dal secolo XX in poi, l'hanno contrassegnata”.

Nel libro del cardinal Bertone figura anche una mediazione della Santa Sede per risolvere un antico conflitto tra Stati Uniti e Cuba, al tempo della guerra ispano-americana. Segno che l'impegno della Santa Sede nella regione è iniziato molto tempo fa. Recentemente, la Santa Sede ha avuto un ruolo preminente nella storica decisione di riaprire le relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e Cuba, dopo anni di "bloqueo", di embargo. Una decisione arrivata proprio nel momento in cui il cardinale Bertone, un protagonista delle ultime vicende, era tornato da un viaggio a Cuba.

Racconta Bertone: “Nonostante le apparenze di immobilismo e di congelamento dello status quo, il processo di apertura era in azione lento ma inesorabile. Non si tratta ovviamente di improvvisazioni ma di un lungo lavoro di preparazione a vari livelli e con vari contributi, che ha subìto una accelerazione per la convergenza di due volontà, propiziata dall'accorta e ben accetta mediazione dell'" americano" Papa Francesco. In questo senso la famosa dichiarazione "Todos somos americanos" risuona con un accento particolarmente simpatico”.

Il cardinale Bertone è stato cinque volte a Cuba, potendo così “verificare e in qualche modo accompagnare i processi di consolidamento e di sviluppo della società nel quadro dell'organizzazione civile e religiosa dell'isola caraibica”. (…)

FONTE: La Sicilia.it<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/la-diplomazia-pontifica-in-un-mondo-globalizzato-presentazione-del-volume-del-cardinale-tarcisio-bertone-a-catania/">https://www.dailyfocus.net/la-diplomazia-pontifica-in-un-mondo-globalizzato-presentazione-del-volume-del-cardinale-tarcisio-bertone-a-catania/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Mon, 14 Sep 2015 15:54:48 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/40033/cardinal-bertone-viaggio-a-cuba-e-lincontro-col-presidente-castro</link>
	<title><![CDATA[Cardinal Bertone, viaggio a Cuba e l’incontro col presidente Castro]]></title>
	<description><![CDATA[Intervista al cardinale Tarcisio Bertone dopo il suo viaggio a Cuba e l’incontro col presidente Castro. “Lascio nelle mani della conferenza episcopale le istanze da portare avanti nel dialogo bilaterale e nell'impegno comune per lo sviluppo e per il bene del popolo di Cuba, un popolo che Dio ama e che la Chiesa ama”.

Brani dell’intervista rilasciata dal cardinale Tarcisio Bertone a L’Osservatore Romano e alla Radio Vaticana e apparsa su L’Osservatore Romano il 1° marzo 2008

I suoi discorsi sono stati molto dettagliati nel descrivere la crescita pastorale della Chiesa cubana. Che cosa ha constatato che sia avvenuto a Cuba e nella sua Chiesa nei dieci anni seguiti alla visita di Giovanni Paolo II?

Sono convinto che la Chiesa si esprima attraverso tutte le realtà che sono comuni a una società viva. Si esprime attraverso le celebrazioni liturgiche vere e proprie, si esprime attraverso gruppi di formazione, si esprime attraverso l'azione socio-assistenziale, si esprime anche attraverso l'organizzazione di attività, iniziative, convegni, pellegrinaggi. 

L'arcivescovo di Santiago di Cuba mi riferiva che ogni anno circa mezzo milione di persone vanno in pellegrinaggio al santuario della Madonna della Caridad del Cobre. Ho visto la crescita di questi segni di una Chiesa viva. Poi ci sono i mezzi di comunicazione sociale; c'è un bollettino "Vida cristiana" distribuito in circa sessantamila copie. È una piccola cosa, ma ci sono altre riviste, corsi di formazione, centri di spiritualità, che nel fine settimana sono pieni di gruppi. 

Vedo i segni positivi di una Chiesa "normale" come in tanti altri Paesi, certo con talune limitazioni per ora. Sono segni che documentano uno sviluppo positivo di Chiesa. Le risorse sono pochissime, lo Stato aiuta il restauro di antiche chiese, di antichi centri, con grande difficoltà, perché le risorse economiche e organizzative della Chiesa sono quelle di una Chiesa povera, in un Paese che è povero. Provvidenzialmente la Chiesa riceve aiuti dall'esterno,  da  altre  Chiese  che  sono  gemellate con le diocesi e i piccoli centri a Cuba. 

C'è anche il problema dell'ingresso a Cuba di nuovi religiosi e religiose, e di sacerdoti in aiuto alla Chiesa. Ma anche questa fase della concessione dei permessi va evolvendosi; l'ho sperimentato io stesso come arcivescovo di Genova quando ho favorito l'andata a Cuba di due sacerdoti liguri e di tre suore brignoline di Roma. 

Ho potuto constatare anche un certo aumento di vocazioni sacerdotali e vocazioni religiose. Ho visto novizie, aspiranti di congregazioni religiose femminili, nuovi sacerdoti, due di essi sono nuovi salesiani cubani. Questi sono segni belli.
 
Ora che Cuba è lontana, il suo bilancio della visita pastorale risponde agli auspici della vigilia? 

Direi che ha superato le attese, considerando la situazione come viene presentata dai media o da come è vista dall'esterno anche in certi ambiti ecclesiali. Avevo per questo non dico un certo timore, ma mi proponevo certe mete, pur con fiducia nella grazia di Dio che opera incessantemente, ma anche con qualche incertezza sui risultati. Ripeto:  i risultati sono stati molto superiori alle attese in ciò che ho visto della vitalità della Chiesa cubana in tutte le sue componenti e nelle sue iniziative. 

Fra l'altro ho incontrato una religiosa salesiana che nel mese di ottobre compierà cento anni, dei quali settantotto passati a Cuba. Per questo Paese si può dire che ha dato la vita, e questo dono non può essere inefficace, perché il Signore sa trarre frutti dai semi piantati anche quando noi dormiamo! Se Dio trae figli di Dio anche dalle pietre, tanto più dai sacrifici di coloro che si sono consacrati per il bene di questo popolo. 

Ho detto sia al presidente, sia alle autorità cubane che lascio nelle mani della conferenza episcopale le istanze da portare avanti nel dialogo bilaterale e nell'impegno comune per lo sviluppo e per il bene del popolo di Cuba, un popolo che Dio ama e che la Chiesa ama.

©L'Osservatore Romano 1 marzo 2008

FONTE: L’Osservatore Romano<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1ESsOSS">https://bit.ly/1ESsOSS</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/40016/tarciso-bertone-cuba-nuovo-dialogo-tra-chiesa-e-stato</guid>
	<pubDate>Tue, 08 Sep 2015 19:35:05 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/40016/tarciso-bertone-cuba-nuovo-dialogo-tra-chiesa-e-stato</link>
	<title><![CDATA[Tarciso Bertone, Cuba nuovo dialogo tra Chiesa e Stato]]></title>
	<description><![CDATA[Bilancio del cardinale Bertone dopo la visita nell'isola. “Ho detto sia al presidente, sia alle autorità cubane che lascio nelle mani della conferenza episcopale le istanze da portare avanti nel dialogo bilaterale e nell'impegno comune per lo sviluppo e per il bene del popolo di Cuba, un popolo che Dio ama e che la Chiesa ama”.

Brani dell’intervista rilasciata dal cardinale Tarcisio Bertone a L’Osservatore Romano e alla Radio Vaticana e apparsa su L’Osservatore Romano il 1° marzo 2008

Eminenza, Lei è stata la prima personalità esterna a incontrare Raúl Castro, dopo la sua elezione alla presidenza a seguito della rinuncia di Fidel. Quale è la convinzione che si è fatta dal colloquio con il nuovo presidente cubano?

È vero che di fronte all'opinione pubblica mondiale sono apparso come il primo rappresentante del mondo diciamo socio-politico e religioso a incontrare il nuovo presidente del Consiglio di Stato e nuovo presidente della Repubblica dopo la sua elezione.

L'incontro era fissato fin dal mio arrivo a Cuba. Raúl Castro ha ricevuto insieme con me la delegazione della Chiesa cattolica con una folta delegazione governativa. (…)

Il colloquio è stato dapprima aperto a uno scambio di impressioni su Cuba e sulla vitalità della Chiesa cattolica. Poi ho incontrato privatamente il presidente per un faccia a faccia di 55 minuti. Era stata una mia richiesta precisa e il neo presidente ha risposto positivamente. Abbiamo così potuto esaminare insieme problemi sia interni, attinenti la società cubana e i rapporti bilaterali, sia internazionali.

Può riferire qualche dettaglio del suo colloquio con il Presidente Raúl?

Abbiamo affrontato anzitutto la questione della permanenza dei valori nella società cubana. Anche il presidente Raúl è preoccupato della caduta dei valori nella società, soprattutto nel mondo giovanile. Egli deve guidare il Paese verso una nuova tappa della sua storia sociale, politica e religiosa.

La preoccupazione per i valori e per la formazione dei giovani è pertanto una preoccupazione condivisa. Ci si chiede come vincere la disaffezione dei giovani nei confronti dei valori, come ascoltare le istanze e rispondere alle aspirazioni del popolo cubano. Su questo punto abbiamo convenuto che la Chiesa può dare un grande contributo nella formazione dei giovani ai valori. Il governo intende puntare sulla formazione dei giovani ai valori fondamentali attraverso i rinomati centri educativi superiori e universitari di cui Cuba dispone, e la Chiesa può contribuire molto efficacemente a perseguire un tale obiettivo educativo. (…)

Perché parlando di Chiesa in Cuba, lei non ha mai usato l'espressione di Chiesa perseguitata o con libertà vigilata come invece ritengono molti critici del Governo cubano?

Perché la Chiesa in Cuba non è una Chiesa perseguitata. Incontra alcune difficoltà, esempio, come è stato detto, per la costruzione di nuove chiese o per l'insegnamento. Abbiamo parlato con il presidente Raúl anche dell'insegnamento della religione cattolica nelle scuole statali. È chiaro che questa è una meta che non può essere realizzata adesso.

Non si può fare un paragone tra la Chiesa che è a Cuba e la Chiesa che è in Italia, però la Chiesa in Cuba non è una Chiesa perseguitata nel senso storico delle persecuzioni, anche se le autorità, di fatto, seguono con particolare vigilanza alcuni Pastori della Chiesa. Ciò nonostante, in qualche modo c'è la possibilità di esprimere anche pubblicamente la propria fede.

Non si può ignorare, naturalmente, il problema dei rapporti con i dissidenti politici, ma, tornando alla situazione della Chiesa, c'è stata una certa apertura anche per le manifestazioni pubbliche, come ad esempio per le processioni o le celebrazioni all'aperto. I mezzi di comunicazione hanno dato discreto spazio alla mia visita. In momenti particolari, il cardinale, il vescovo di Santa Clara e il vescovo di Guantánamo hanno parlato anche alla televisione. Per pochi minuti naturalmente, però sono i piccoli passi che dimostrano una concreta apertura.

I ragazzi, i giovani, anche quelli della scuola latino-americana di medicina hanno manifestato pubblicamente la loro identità cattolica, la loro appartenenza alla Chiesa e l'impegno di portare valori cristiani nella società cubana. Nella mia visita nella scuola latino-americana di medicina, l'aula magna era gremita di giovani; alcuni hanno innalzato un cartello "somo de Cristo" e nessuno l'ha fatto rimuovere.

Pur con dei limiti - naturalmente non possiamo fare dei paragoni - dobbiamo accettare i piccoli passi o, come diceva un famoso personaggio, la politica dei piccoli passi, che in questi dieci anni è stata fatta e che continua ancora adesso. Io credo che ci siano prospettive di ulteriore apertura e di ulteriore sviluppo.

©L'Osservatore Romano 1 marzo 2008

FONTE: L’Osservatore Romano<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1ERER2B">https://bit.ly/1ERER2B</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/39998/cardinal-bertone-al-salone-di-torino-la-fede-e-il-bene-comune</guid>
	<pubDate>Mon, 07 Sep 2015 12:35:19 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/39998/cardinal-bertone-al-salone-di-torino-la-fede-e-il-bene-comune</link>
	<title><![CDATA[Cardinal Bertone al Salone di Torino: "La fede e il bene comune"]]></title>
	<description><![CDATA[“Solo se condivideremo le prospettive e le domande del nostro tempo potremo comprendere la Parola di Dio come rivolta a noi nel presente. (…) La Chiesa è parte del mondo e perciò essa può svolgere adeguatamente il suo servizio solo prendendosi cura complessivamente del mondo”. Sono alcuni passaggi della speciale lettera che il Papa emerito Benedetto XVI ha scritto al cardinale Tarcisio Bertone, già segretario di Stato, e che fa da introduzione al suo nuovo volume "La fede e il bene comune. Offerta cristiana alla società contemporanea", pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana.

Testo integrale dell’articolo apparso su it.radiovaticana.va del 15 maggio 2015.

Curato da Fabio Pisani, esso presenta una raccolta di discorsi pronunciati dal porporato in occasioni diverse: prolusioni all’università per l’apertura dell’anno accademico, interventi tenuti in occasione di conferenze e di lectio magistralis.

Il volume è stato presentato a Torino, al Salone internazionale del Libro dal cardinale Bertone insieme a Riccardo Ghidella, presidente regionale dell’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti Piemonte, Vincenzo Buonomo, ordinario di diritto internazionale e direttore del Corso di laurea in Giurisprudenza della Pontificia Università Lateranense, moderati dal giornalista Carlo Di Cicco, già vicedirettore de L’Osservatore Romano. Presente il curatore dell’opera, Fabio Pisani.

“Nella varietà delle tematiche affrontate – ha osservato il curatore nell’introduzione –, si notano alcuni tratti comuni che legano i numerosi interventi. Sicuramente emerge in più occasioni la figura del card. Bertone salesiano, impegnato ad offrire insegnamenti utili, pronto ad indicare modi di essere e di vivere e a definire lo spirito che deve animare le azioni dell’uomo. Per questo l’attenzione è molto spesso rivolta all’aspetto normativo più che al problema. Del resto è sempre presente un richiamo ripetuto, più o meno esplicito, all’impegno responsabile da parte di tutti ed in particolare da parte degli uomini di fede e delle istituzioni ecclesiastiche per il raggiungimento del bene comune e la promozione della dignità umana. Nelle parole dell’autore, una strada sembra essere sempre possibile, non per incauto ottimismo, ma per la convinzione che esiste la soluzione; non viene mai meno nei toni la speranza, la Spe salvi”.

Il volume è articolato in due parti, riconducibili a due tematiche principali: la prima affronta soprattutto le questioni sociali, economiche e politiche dei nostri giorni; nella seconda prevalgono temi di taglio più dottrinale. Sette le sezioni in cui è suddiviso: La lettera enciclica “Caritas in veritate” di Benedetto XVI; Responsabilità e impegno in ambito civile; Responsabilità e impegno in ambito politico; Fede, ragione e scienza; Il ruolo delle università cattoliche; Riflessioni sulla Chiesa; La cultura della vita. Conclude il libro un’appendice con tre discorsi scelti dal cardinale Bertone: due sulla famiglia e l’intervento tenuto alla presentazione del volume che raccoglie le prolusioni del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, a sottolineare “l’armonia e la concorde azione pastorale della Chiesa universale e della Chiesa italiana per il bene comune delle persone e della società”, scrive in una premessa all’appendice lo stesso cardinale Bertone. Questa pubblicazione fa seguito a La Diplomazia Pontificia in un mondo globalizzato (LEV 2013), nella quale erano raccolti interventi del cardinale incentrati principalmente sul ruolo della diplomazia vaticana.

FONTE: it.radiovaticana.va<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/la-fede-e-il-bene-comune-il-nuovo-libro-del-card-bertone-al-salone-di-torino/">https://www.dailyfocus.net/la-fede-e-il-bene-comune-il-nuovo-libro-del-card-bertone-al-salone-di-torino/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Thu, 03 Sep 2015 13:08:03 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Tarcisio Bertone accoglienza e solidarietà alla Festa di San Nicola a Bari]]></title>
	<description><![CDATA[Festa di San Nicola a Bari, accoglienza e solidarietà sono i valori che esprimono la solidità di una comunità civile. Lo ha detto il cardinale Tarcisio Bertone nell’omelia della messa celebrata nella Basilica di Bari occasione del 923 anno della traslazione del corpo di san Nicola.

Testo tratto dall’articolo apparso su Sanfrancescopatronoditalia.it

Chiamato a presiedere le solenni manifestazioni celebrative, il cardinale ha ricordato il grande valore della testimonianza offerta dal santo patrono e ha invitato la popolazione a seguirne le orme e a mantenere ben viva e sempre più autentica la devozione nei confronti del santo. È infatti anche nella fedeltà alle proprie tradizioni religiose, ha detto in proposito, che una popolazione si riconosce tale. Anzi “quando se ne distacca diventa un insieme di persone slegate”.

Dopo aver riproposto la storia di san Nicola, il porporato ne ha attualizzato “il duplice messaggio, riconducibile a due parole: verità e carità. La verità innanzitutto, che significa ascolto attento della Parola di Dio e slancio coraggioso nel difendere e diffondere gli insegnamenti del Vangelo. E poi la carità, che spinge ad amare Dio e, per amore suo, ad amare il prossimo”. Dunque l'invito ai baresi a custodire gelosamente i valori ereditati dal patrono e ad aprirsi “a quella fantasia della carità che consente di andare incontro a quanti sono afflitti da antiche e nuove povertà”. Un invito, ha spiegato, rivolto soprattutto alle comunità parrocchiali e alle associazioni cattoliche che lavorano sul territorio. 

Quindi il cardinale Bertone ha sottolineato l’aspetto ecumenico della devozione verso san Nicola, “un punto di particolare incontro – l’ha definita – tra Oriente e Occidente” poiché suscita numerose occasioni di preghiera e di riflessione tra ortodossi e cattolici. “Formulo l'auspicio – ha aggiunto in proposito – che questa Città, specialmente con l’apprezzata opera dei suoi Istituti e Centri di studio e di spiritualità, continui nella ricerca di sempre più intensi contatti ecumenici con le Chiese cristiane d’Oriente, in particolare con i fratelli russi che numerosi si recano in pellegrinaggio in questa basilica”. (Osservatore Romano)

FONTE: Sanfrancescopatronoditalia.it<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1UjuOun">https://bit.ly/1UjuOun</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Wed, 26 Aug 2015 17:11:52 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Cardinal Bertone Al Salone del libro con "La fede e il bene comune"]]></title>
	<description><![CDATA[Il volume è articolato in due parti, riconducibili a due tematiche principali: la prima affronta soprattutto le questioni sociali, economiche e politiche dei nostri giorni; nella seconda prevalgono temi di taglio più dottrinale.

Testo integrale dell’articolo apparso su Vatican.insider.lastampa.it del 15 maggio 2015.
Al Salone l’ultimo libro del cardinal Bertone. Si intitola «La fede e il bene comune. Offerta cristiana alla società contemporanea», è pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana ed è stato presentato venerdì 15 maggio, alle ore 17.

“Solo se condivideremo le prospettive e le domande del nostro tempo potremo comprendere la Parola di Dio come rivolta a noi nel presente. (…) La Chiesa è parte del mondo e perciò essa può svolgere adeguatamente il suo servizio solo prendendosi cura complessivamente del mondo”. Sono alcuni passaggi della speciale lettera che il Papa emerito Benedetto XVI ha scritto al cardinale Tarcisio Bertone, già segretario di Stato, e che fa da introduzione al suo nuovo volume La fede e il bene comune. Offerta cristiana alla società contemporanea, pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana. Curato da Fabio Pisani, esso presenta una raccolta di discorsi pronunciati dal porporato in occasioni diverse: prolusioni all’università per l’apertura dell’anno accademico, interventi tenuti in occasione di conferenze e di lectio magistralis.

Il volume è stato presentato a Torino, al Salone internazionale del Libro (ore 17, Spazio Incontri), dal cardinale Bertone insieme a Riccardo Ghidella, presidente regionale dell’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti Piemonte, Vincenzo Buonomo, ordinario di diritto internazionale e direttore del Corso di laurea in Giurisprudenza della Pontificia Università Lateranense, moderati dal giornalista Carlo Di Cicco, già vicedirettore de L’Osservatore Romano. Sarà presente il curatore dell’opera, Fabio Pisani.

“Nella varietà delle tematiche affrontate – ha osservato il curatore nell’introduzione –, si notano alcuni tratti comuni che legano i numerosi interventi. Sicuramente emerge in più occasioni la figura del Card. Bertone Salesiano, impegnato ad offrire insegnamenti utili, pronto ad indicare modi di essere e di vivere e a definire lo spirito che deve animare le azioni dell’uomo. Per questo l’attenzione è molto spesso rivolta all’aspetto normativo più che al problema. Del resto è sempre presente un richiamo ripetuto, più o meno esplicito, all’impegno responsabile da parte di tutti ed in particolare da parte degli uomini di fede e delle istituzioni ecclesiastiche per il raggiungimento del bene comune e la promozione della dignità umana. Nelle parole dell’autore, una strada sembra essere sempre possibile, non per incauto ottimismo, ma per la convinzione che esiste la soluzione; non viene mai meno nei toni la speranza, la spe salvi”.

Il volume è articolato in due parti, riconducibili a due tematiche principali: la prima affronta soprattutto le questioni sociali, economiche e politiche dei nostri giorni; nella seconda prevalgono temi di taglio più dottrinale. Sette le sezioni in cui è suddiviso: La lettera enciclica “Caritas in veritate” di Benedetto XVI; Responsabilità e impegno in ambito civile; Responsabilità e impegno in ambito politico; Fede, ragione e scienza; Il ruolo delle università cattoliche; Riflessioni sulla Chiesa; La cultura della vita. Conclude il libro un’appendice con tre discorsi scelti dal cardinale Bertone: due sulla famiglia e l’intervento tenuto alla presentazione del volume che raccoglie le prolusioni del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, a sottolineare “l’armonia e la concorde azione pastorale della Chiesa universale e della Chiesa italiana per il bene comune delle persone e della società”, scrive in una premessa all’appendice lo stesso cardinale Bertone.

Questa pubblicazione fa seguito a La Diplomazia Pontificia in un mondo globalizzato (LEV 2013), nella quale erano raccolti interventi del cardinale incentrati principalmente sul ruolo della diplomazia vaticana.

FONTE: Vatican.insider.lastampa.it<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/tarcisio-bertone-al-salone-del-libro-con-la-fede-e-il-bene-comune/">https://www.dailyfocus.net/tarcisio-bertone-al-salone-del-libro-con-la-fede-e-il-bene-comune/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Sat, 18 Jul 2015 12:14:22 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Preziosi Giovanni Paolo dal LIbro Immortale Mostra dedicata alla vita del Papa]]></title>
	<description><![CDATA[A distanza di dieci anni dalla morte del Papa polacco, il racconto della sua vita offre ancora una moltitudine di particolari storici inediti: dall’attentato del 1981 al caso Pinochet. Li ha raccontati Antonio Preziosi alla presentazione a Roma del libro “Immortale. Da Lolek a San Giovanni Paolo II, la grande storia di un uomo venuto da lontano”, libro dal quale la mostra allestita a Torino trae ispirazione. 

Al risveglio dall’anestesia dopo l’intervento chirurgico, Wojtyla commentò «mi hanno fatto come a Bachelet...», intendendo probabilmente di esser stato vittima di un attentato come il suo amico professore o che la matrice dell’attentato fosse un gruppo terroristico. Questo e molti altri i dettagli storici inediti raccolti da Antonio Preziosi nel libro “Immortale. Da Lolek a San Giovanni Paolo II, la grande storia di un uomo venuto da lontano, presentato pochi giorni fa nella Sala delle Bandiere della Rappresentanza italiana del Parlamento Europeo a Roma. 

Sono intervenuti alla presentazione del libro la cui prefazione è stata curata dal cardinale Stanislao Dziwisz, Monsignor Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio della Nuova evangelizzazione e allora cappellano di Montecitorio, e il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni. Monsignor Fisichella ha raccontato che Giovanni Paolo II scrisse una lettera da consegnare tramite un politico italiano all'allora presidente della Convenzione europea Valery Giscard d'Estaing, per chiedere il riferimento alle radici giudaico-cristiane nella Costituzione europea. Ma lo stesso Giscard D'Estaing rifiutò la consegna della lettera rispondendo che "se la poteva tenere in tasca". "Disse che 'altri' non avevano voluto accettare quel riferimento ma da mie fonti - ha sottolineato il monsignore - so che lui stesso non volle".

Entrando come primo Papa nella storia nella Sinagoga di Roma nel 1986 "ha avuto -racconta invece Di Segni- l'intuizione geniale di trasformare una teologia in gesti concreti. L'intuizione è stata quella di dimostrare con un gesto clamoroso che certe barriere andavano abbattute, è stato un gesto che ha dimostrato che nei posti ci si va, non solo si studia e se ne parla. Questa è stata una grande rivoluzione".

Ma le rivoluzioni messe in atto da Papa Giovanni Paolo II sono state tante, le racconta Antonio Preziosi grazie a un certosino lavoro di acquisizione di notizie e documentazione sulla incredibile vita del Papa polacco, tra fatti, luoghi e testimoni storici. Il frutto di queste ricerche ha dato luogo a un libro -molto più vicino a un romanzo che a una biografia- e a una mostra, inaugurata il 27 maggio all'Archivio di Stato a Torino dall'Arcivescovo mons. Nosiglia con il sindaco Fassino, con Antonio Preziosi e il curatore Fabio di Gioia. 

Fonte: Repubblica<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1I8a1nx">https://bit.ly/1I8a1nx</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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