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	<title><![CDATA[MSNI: Link di Fabrizio Del Dongo]]></title>
	<link>https://msni.it/bookmarks/owner/DailyFocus?offset=10</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
	<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/57479/lombardia-digitale-prima-regione-italiana-per-lo-sviluppo-del-settore</guid>
	<pubDate>Tue, 05 Dec 2017 16:57:53 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Lombardia Digitale, prima regione italiana per lo sviluppo del settore]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Digitale, con un fatturato di 20 miliardi di euro la Lombardia &egrave; la prima regione italiana del settore.</em></p>
<h1><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2017/12/Lombardia-Speciale-Lombardia-Digitale.jpg" alt="lombardia-speciale-lombardia-digitale" style="border: 0px;"></h1>
<p><strong>La Lombardia &egrave; la pi&ugrave; importante regione italiana per lo&nbsp;sviluppo del settore digitale&nbsp;con un business di 20 miliardi di euro sui 50 a livello nazionale.</strong>&nbsp;In regione, sulla base dei dati della&nbsp;<strong>Camera di Commercio di Milano, Monza-Brianza e Lodi</strong>&nbsp;al secondo trimestre 2017, sono&nbsp;<strong>23mila le imprese che si occupano di tecnologie e servizi digitali tra e-commerce, telecomunicazioni, produzione software e portali web, su un totale in Italia di 110mila e danno lavoro a 121mila addetti su 400mila nel Paese.</strong></p>
<p>In regione&nbsp;<strong>il numero di imprese &egrave; cresciuto del 2,3 per cento nell&rsquo;ultimo anno e del 13,4 per cento negli ultimi cinque anni</strong>, in linea con l&rsquo;andamento nazionale rispettivamente del +2,2 e +14 per cento. La maggior parte delle imprese in regione si occupano di&nbsp;<strong>software e consulenza informatica</strong>&nbsp;(10.469) e assorbono oltre 84mila addetti, seguite dalle 8.191&nbsp;<strong>attivit&agrave; web, come portali e gestione dati</strong>, con circa 29mila addetti, dall&rsquo;<strong>e-commerce</strong>&nbsp;con 2.967 imprese e pi&ugrave; di 5mila addetti e dalle&nbsp;<strong>telecomunicazioni&nbsp;</strong>con 1.617 attivit&agrave; e 2.500 lavoratori.</p>
<p><strong>IL BOOM DELL&rsquo;E-COMMERCE</strong></p>
<p>Il segmento che in percentuale ha guidato la crescita, sia nel paese che in regione, &egrave;&nbsp;<strong>il commercio elettronico che dal 2012 a oggi ha registrato un boom del +70 per cento di attivit&agrave;, di cui +8 per cento nell&rsquo;ultimo anno</strong>. Positivo anche il trend per le societ&agrave; web che in Lombardia salgono del 2 per cento sul 2016 e del 9 per cento sul 2012.</p>
<p><strong>Milano, con 11.712 imprese, &egrave; la seconda provincia italiana</strong>, immediatamente dopo Roma (11.847) per operatori e prima, davanti alla capitale, per addetti: rispettivamente 89mila e 59mila. Al terzo e quarto posto Napoli e Torino. In regione la citt&agrave; meneghina &egrave; seguita da&nbsp;<strong>Brescia&nbsp;</strong>con circa 2.500 imprese e 7mila addetti,&nbsp;<strong>Monza&nbsp;</strong>con 2mila imprese e quasi 5mila addetti,&nbsp;<strong>Bergamo&nbsp;</strong>(2mila imprese e 5mila addetti) e&nbsp;Varese&nbsp;(oltre mille imprese e 4mila addetti).</p>
<p><strong>LA DIGITALIZZAZIONE, UN TASSELLO DELL&rsquo;INDUSTRIA 4.0</strong></p>
<p>La crescita del settore si lega anche alla sempre maggiore consapevolezza del mondo imprenditoriale dell&rsquo;importanza ricoperta dalle tecnologie digitali nel passaggio all&rsquo;industria 4.0.&nbsp;S<strong>econdo l&rsquo;Osservatorio &ldquo;Dal tramonto all&rsquo;alba 2017&Prime; di&nbsp;Confartigianato Lombardia</strong>&nbsp;sulle piccole e medie imprese, il 17,1 per cento degli imprenditori artigiani e delle Pmi ritengono prioritario costruire una relazione e fare rete con una societ&agrave; specializzata nel digitale per incrementare le competenze sulle nuove tecnologie. A luglio 2017 il 39,4 per cento delle relazioni con imprese digitali sono state instaurate da societ&agrave; di servizi non digitali per le imprese, il 27,5 per cento sono avvenute tra imprese operanti nel settore digitale, il 13,4 per cento con il manifatturiero e, a seguire, con i macro settori servizi alle persone (7,8%), costruzioni (4,7%), commercio e riparazione (4,6%), agricoltura (1,6%).</p>
<p><strong>Tra il 2017 e il 2018 il 46,7 per cento delle imprese artigiane ad aprile scorso ha dichiarato di voler indirizzare almeno uno degli investimenti del biennio nel digitale</strong>, in particolare in software e connettivit&agrave; (38,5%), macchinari e attrezzature ad alto contenuto digitale (32,2%), servizi per il sito e e-commerce (29,9%), macchinari e attrezzature a medio-basso contenuto digitale (27,6%), formazione per tecnologie digitali (19,5%).</p>
<p><strong>FONTE</strong>:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.lombardiaspeciale.regione.lombardia.it/wps/portal/LS/Home/Approfondimenti/Dettaglio-Approfondimento/2017/12-dicembre/Cresce-il-digitale-in-Lombardia-e-catapulta-le-imprese-nell-era-4-0" target="_blank" title="Cresce il digitale in Lombardia e catapulta le imprese nell&rsquo;era 4.0">Lombardia Speciale</a></p><p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/cresce-il-digitale-in-lombardia-e-catapulta-le-imprese-nellera-4-0/">https://www.dailyfocus.net/cresce-il-digitale-in-lombardia-e-catapulta-le-imprese-nellera-4-0/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/56830/global-power-a-sostenere-lenergia-esplosiva-del-volley-slle-ramonda-ipag</guid>
	<pubDate>Wed, 29 Nov 2017 17:21:15 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/56830/global-power-a-sostenere-lenergia-esplosiva-del-volley-slle-ramonda-ipag</link>
	<title><![CDATA[Global Power a sostenere l’energia esplosiva del Volley S.lle Ramonda IPAG]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Global Power sponsor del Ramonda IPAG Montecchio. Nell&rsquo;amichevole con l&rsquo;Imoco Conegliano l&rsquo;esordio di Global Power nella serie A2 di volley femminile.</em></p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2017/11/Volley-Global-Power.jpg" alt="volley-global-power" style="border: 0px;"></p>
<p>Volley, dopo il quarto posto al torneo di Montichiari, il Ramonda-Ipag Montecchio ha affrontato le cugine dell&rsquo;Imoco Conegliano per un&rsquo;amichevole di alto livello. E nel frattempo si &egrave; allargata la rosa dei partner del club castellano. &Egrave; entrata infatti a far parte del pool degli sponsor la&nbsp;<strong>Global Power</strong>&nbsp;spa, importante realt&agrave; del settore dell&rsquo;energia presente su tutto il territorio nazionale.</p>
<p>&ldquo;<em>L&rsquo;energia &egrave; il motore pi&ugrave; importante dello sport ed &egrave; un&rsquo;energia pulita come quella che piace a noi</em>&rdquo;, commenta Nicola Gasparoni, presidente della&nbsp;<strong>Global Power</strong>. &ldquo;<em>Siamo felici di sostenere con il nostro marchio il team castellano perch&eacute; l&rsquo;energia di queste ragazze &egrave; contagiosa, vincente e concreta</em>&rdquo;.</p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2017/11/Global-Power-Volley.jpg" alt="global-power-volley" style="border: 0px;"></p>
<p>Importante realt&agrave; del settore energia presente su tutto il territorio nazionale,&nbsp;<strong>Global Power</strong>&nbsp;&egrave; specializzata nella vendita di energia elettrica e gas a Privati e Enti. La forte impronta green dei suoi prodotti e servizi e l&rsquo;impegno a promuovere l&rsquo;energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili ha motivato&nbsp;<strong>Global Power</strong>&nbsp;a sostenere l&rsquo;energia esplosiva di S.lle Ramonda IPAG che, approdata con successo in categoria A2, sta vivendo una stagione avvincente.</p>
<p><strong>FONTE</strong>:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.ilgiornaledivicenza.it/home/sport/volley/ipag-ramonda-energia-con-la-corazzata-imoco-1.5979524?refresh_ce#scroll=100" target="_blank">IlGiornalediVicenza</a></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2n9UAHx">https://bit.ly/2n9UAHx</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/56194/globalpower-music-is-the-global-power-dischirotti</guid>
	<pubDate>Mon, 20 Nov 2017 13:50:06 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/56194/globalpower-music-is-the-global-power-dischirotti</link>
	<title><![CDATA[globalpower: Music is the Global Power. Dischirotti]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em><strong>Dischirotti. Music is the Global Power.</strong>&nbsp;Matteo Bresaola, founder del progetto e la propria intuizione alla mostra &ldquo;Music is the Global Power&rdquo; presso l&rsquo;AtelierS&igrave; di Bologna. Con il supporto di Global Power.</em></p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2017/11/Dischirotti-Global-Power.jpeg" alt="dischirotti-global-power" style="border: 0px;"></p>
<p>Music is the Global Power. Dischirotti. Musica, comunicazione social e grafica riuniti in un&rsquo;idea &ldquo;veronese&rdquo;. Quando grafica e musica si incontrano in una comunicazione social, si rischia di perdere di vista la dimensione fisica delle proprie passioni. La mostra di Dischirotti vuole invece utilizzare i canoni comunicativi dei social network per creare qualcosa di fisico, tangibile, del quale mantenere un ricordo.&nbsp;<strong>Il contesto social &egrave; richiamato a pi&ugrave; riprese, ma vuole essere vettore per un&rsquo;esperienza reale</strong>. Abbiamo portato Instagram, Spotify e Facebook in uno spazio fisico, dove potrete sperimentare l&rsquo;esperienza di Dischirotti.&nbsp;<strong>Cos&igrave; il veronese Matteo Bresaola, founder del progetto Dischirotti, descrive la mostra &ldquo;Music is the Global Power&rdquo;</strong>,&nbsp;(ospitata dall&rsquo;AtelierS&igrave; di Bologna fino al 4 novembre).</p>
<p>L&rsquo;esposizione, inaugurata in occasione della Bologna Design Week 2017, ha portato alla luce l&rsquo;esperienza virtuale di Dischirotti, nata su Instagram&nbsp;<strong>per condividere giorno per giorno le copertine dei dischi pi&ugrave; significative nella storia della musica e che trova ora nuova forma in uno spazio materiale.</strong></p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.dailyfocus.net/music-is-the-global-power-dischirotti-musica-comunicazione-social-e-grafica-riuniti-in-unidea-veronese/global-power-dischirotti/"><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2017/11/Global-Power-Dischirotti.jpeg" alt="global-power-dischirotti" style="border: 0px;"></a></p>
<p>Nicola Gasparoni, presidente della Global Power Spa che con oltre 850 GWh gestiti e 400 impianti di produzione da fonti rinnovabili (fotovoltaico ed idroelettrico) punta fin dalla sua nascita, nel 2004, su innovazione e sostenibilit&agrave;, ha spiegato cos&igrave; la scelta di supportare il progetto Dischirotti: &ldquo;<strong>Anche la musica &egrave; energia e Global Power ne riconosce e promuove il valore</strong>. Sosteniamo il progetto Dischirotti non solo perch&eacute; il claim della mostra, Music is the Global Power, ha evidenti affinit&agrave; con il naming del nostro brand, ma anche per la carica virtuosa e innovativa che il progetto esprime. Dischirotti &ndash; continua il presidente Gasparoni &ndash; usa i social per creare l&rsquo;opportunit&agrave; di una ricerca musicale alternativa; Global Power offre un nuovo approccio all&rsquo;energia: sostenibile e 100% green. Musica ed energia, dunque, si fondono in una vision comune e virtuosa&rdquo;.</p>
<p>La mostra ha proposto un modo innovativo di fruire insieme musica e arte sviluppandosi in quattro<br>sezioni diverse che hanno voluto coniugare in un unico spazio fisico grafica, musiche e il mondo virtuale dei social network:&nbsp;<strong>#dischifreschi</strong>,&nbsp;<strong>#thewall</strong>,&nbsp;<strong>#Ar&egrave;/Make</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>#dischirottee</strong>.</p>
<p><strong>FONTE</strong>:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.veronasera.it/cronaca/Dischirotti-progetto-veronese-musica-social-grafica-25-ottobre-2017.html" target="_blank">Verona Sera</a></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2zPh972">https://bit.ly/2zPh972</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/54343/le-infezioni-ospedaliere-in-italia-causano-pi-vittime-degli-incidenti-stradali</guid>
	<pubDate>Tue, 24 Oct 2017 16:49:56 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/54343/le-infezioni-ospedaliere-in-italia-causano-pi-vittime-degli-incidenti-stradali</link>
	<title><![CDATA[Le infezioni ospedaliere in Italia causano più vittime degli incidenti stradali]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Conseguenza di interventi chirurgici e terapeutici sempre pi&ugrave; complessi in pazienti metabolicamente e immunologicamente pi&ugrave; compromessi, le infezioni ospedaliere in Italia causano, ogni anno, pi&ugrave; vittime degli incidenti stradali, oltre a costituire un fenomeno di notevole impatto socio-economico. Grazie al monitoraggio della loro incidenza, all&rsquo;adozione di programmi di prevenzione nelle strutture sanitarie e all&rsquo;innovazione tecnologica in sala operatoria, come l&rsquo;utilizzo di suture con antibatterico, il 30% delle infezioni chirurgiche &egrave;, oggi, potenzialmente prevenibile ed evitabile. Fotografia e analisi dello scenario nazionale.</em></p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2017/10/Infezioni-ospedaliere-in-Italia.jpg" alt="infezioni-ospedaliere-in-italia" style="border: 0px;"></p>
<p>In tutto il mondo, le<a rel="nofollow" href="https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/cards/aumento-infezioni-ospedaliere/problema-aumento_principale.shtml" target="_blank">&nbsp;infezioni correlate all&rsquo;assistenza</a>&nbsp;(ICA)&nbsp;<strong>sono l&rsquo;evento avverso pi&ugrave; frequente in sanit&agrave;</strong>&nbsp;e costituiscono la complicanza pi&ugrave; frequente e grave nella cura di pazienti ospedalizzati. Una problematica rilevante seppure ancora misconosciuta, soprattutto a livello media, che solo in Italia causa, ogni anno, pi&ugrave; vittime degli incidenti stradali:&nbsp;<strong>4.500-7.000 decessi contro 3.419 vittime della strada</strong>&nbsp;(dati 2015).<br>Sotto il termine di ICA, o pi&ugrave; in generale di infezioni ospedaliere, rientra qualsiasi tipo di infezione che pu&ograve; occorrere durante il ricovero in ospedale, o anche dopo le dimissioni di un paziente, del quale, al momento dell&rsquo;ingresso nella struttura sanitaria, non c&rsquo;era n&eacute; manifestazione clinica, n&eacute; incubazione. In Italia, non esiste un sistema stabile di sorveglianza delle infezioni ospedaliere, ma sono stati condotti numerosi studi multicentrici di prevalenza, sulla base dei quali si stima che, ogni anno, circa<strong>&nbsp;il 5-8% dei pazienti ricoverati contragga un&rsquo;infezione ospedaliera</strong>, ovvero si verifichino&nbsp;<strong>450-700 mila casi</strong>&nbsp;dovuti soprattutto a infezioni urinarie, seguite da infezioni della ferita chirurgica, polmoniti e sepsi. Le ICA non costituiscono solo un problema sanitario, ma anche un&nbsp;<strong>fenomeno di notevole impatto socio economico</strong>: con un costo correlato ad una singola infezione ospedaliera di circa &euro; 9.000 &ndash; 10.500. Complessivamente, l&rsquo;impatto economico delle ICA sul Sistema Sanitario Nazionale &egrave; superiore a un miliardo di Euro l&rsquo;anno, con un prolungamento della degenza pari al 7,5-10% delle giornate di ricovero. In questo scenario,&nbsp;<strong>le SSI</strong>&nbsp;(Surgical Site Infections)&nbsp;<strong>sono tra le pi&ugrave; costose</strong>. Complessivamente,&nbsp;<strong>il 30% delle ICA</strong>&nbsp;(135 &ndash; 210 mila casi)&nbsp;<strong>&egrave; potenzialmente prevenibile ed evitabile</strong>.</p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2017/10/Prevenzione-infezioni-in-Europa.jpg" alt="prevenzione-infezioni-in-europa" style="border: 0px;"></p>
<p>In Italia la prevalenza delle infezioni chirurgiche &egrave; pi&ugrave; alta rispetto a molti altri Paesi europei (6.3% in acuto e 6.1 nelle RSA) tale da collocare il nostro paese prima del Regno Unito, della Germania e della Francia. Anche per questo &egrave; fondamentale stimare il peso economico delle infezioni ospedaliere in Italia. Analizzare i costi ad esse correlati, mediante database amministrativi, &egrave; stato lo scopo della ricerca &ldquo;<em>Burden economico delle infezioni ospedaliere in Italia</em>&rdquo;, realizzata dal<strong>&nbsp;Prof. Francesco Saverio Mennini, Research Director CEIS Economic Evaluation and HTA (EEHTA), Facolt&agrave; di Economia, Universit&agrave; di Roma Tor Vergata</strong>. Fonte dei dati sono state le Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO nazionali) e le Schede di Dimissione Ospedaliera Regionale. Le infezioni ospedaliere sono state individuate mediante i codici ICD9CM di diagnosi, selezionando cos&igrave; tutti i ricoveri acuti, in regime ordinario, che presentavano in diagnosi principale o secondaria uno dei codici ICD9CM individuati, con data di dimissione compresa tra il 1 gennaio 2006 ed il 31 dicembre 2014.&nbsp;<em>&laquo;La prospettiva del nostro studio &ndash; precisa Mennini &ndash; &egrave; stata quella di mettere in luce quanto pesano, in termini di impatto economico diretto e indiretto, le ICA in Italia, sia dal punto di vista della salute del paziente, sia della loro incidenza sul SSN. Partendo dal presupposto che, come prova lo studio, le infezioni ospedaliere compaiano in circa 3 casi ogni 1.000 ricoveri acuti in regime ordinario, la loro valorizzazione mediante valutazione delle giornate aggiuntive per singolo DRG ha comportato una stima media annua di &euro; 69,1 milioni. Mentre la valorizzazione delle ICA mediante DRG specifici (418 e 579) ha comportato una stima media annua di &euro; 21,8 milioni. Numeri che devono far riflettere soprattutto sul tema dell&rsquo;appropriatezza, cio&egrave; sull&rsquo;adozione di misure innovative, come trattamenti e device tecnologici, con l&rsquo;obiettivo di migliorare la qualit&agrave; dell&rsquo;assistenza nel limite delle risorse disponibili. La nostra indagine &egrave; proseguita andando ad includere i costi per le visite specialistiche ambulatoriali e per la spesa farmaceutica sempre relativa ai pazienti dimessi dopo una ICA, ma il nostro vero auspicio &egrave; quello di realizzare un Osservatorio permanente sulle infezioni ospedaliere, in collaborazione anche con il Ministero della Salute. Una struttura di controllo che possa monitorare annualmente il quadro nazionale delle ICA, mettendo in luce quanto il criterio dell&rsquo;appropriatezza, si pensi ad esempio in termini di ricoveri e di innovazione tecnologica, pu&ograve; fare per contenere il problema&raquo;.</em></p>
<p>Nel caso delle infezioni ospedaliere, i microrganismi che penetrano all&rsquo;interno del paziente vivono in una struttura che ha sub&igrave;to una modificazione dal punto di vista microbiologico. Ecologicamente, quegli stessi microrganismi che stanno nelle strutture sanitarie sono &lsquo;diversi&rsquo;, perch&eacute; hanno sub&igrave;to la pressione selettiva da parte delle terapie antibiotiche effettuate. In ospedale, soprattutto nei reparti critici, dove si fa largo uso di antibiotici, ci sono dei microrganismi &lsquo;resistenti&rsquo;, ovvero che resistono al farmaco d&rsquo;elezione che dovrebbe debellarli, tanto che oggi si stima che&nbsp;<strong>il 16% delle infezioni nosocomiali sia causata da batteri &lsquo;resistenti&rsquo;</strong>, il che rende pi&ugrave; complesso il trattamento e la guarigione.</p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2017/10/Prevenzione-infezioni-in-Europa_2.jpg" alt="prevenzione-infezioni-in-europa_2" style="border: 0px;"></p>
<p>In questo ambito, i pazienti chirurgici rappresentano una categoria molto significativa a livello globale, infatti,&nbsp;<strong>il 32% delle infezioni nosocomiali &egrave; un&rsquo;infezione chirurgica</strong>&nbsp;(SSI), conseguenza di interventi chirurgici e terapeutici pi&ugrave; complessi in pazienti metabolicamente e immunologicamente pi&ugrave; compromessi, come spiega&nbsp;<strong>Marco Montorsi, Responsabile di Unit&agrave; Operativa Chirurgia generale e digestiva Humanitas Research Hospital e Presidente della Societ&agrave; Italiana di Chirurgia:</strong>&nbsp;<em>&laquo;gli interventi di alta chirurgia a maggior rischio di infezioni sono quelli nei quali coesistono alcuni riconosciuti fattori di rischio sia legati al paziente (ad esempio elevato BMI, Diabete Mellito di tipo 1 non controllato, dialisi, terapia corticosteroidea/immunosoppressiva), che fattori di rischio legati alla procedura (durata dell&rsquo;intervento, ipotermia, intervento d&rsquo;urgenza, chirurgia viscerale specie colo rettale, chirurgia complessa, re-interventi , chirurgia su tessuti irradiati). In generale, sono gli interventi di chirurgia oncologica addominale complessa che prevedono resezioni intestinali a essere maggiormente a rischio di SSI&raquo;.</em></p>
<p><strong>I pazienti che contraggono una SSI sono 5 volte pi&ugrave; esposti al rischio di una nuova ospedalizzazione, 2 volte pi&ugrave; esposti al rischio di degenza in una unit&agrave; di terapia intensiva e 2 volte pi&ugrave; esposti al rischio di morte.</strong>&nbsp;L&rsquo;OMS sottolinea infatti come queste infezioni, causate dalle incisioni fatte durante gli interventi chirurgici, mettano a rischio la vita di milioni di pazienti ogni anno.</p>
<p>Le SSI sono, inoltre, le ICA pi&ugrave; frequenti e le pi&ugrave; onerose. Ogni SSI &egrave; stata associata approssimativamente a una<strong>&nbsp;degenza postoperatoria aggiuntiva di circa 7-11 giorni</strong>. Il 77% dei decessi nei pazienti con SSI sono attribuibili direttamente all&rsquo;episodio infettivo.&nbsp;<em>&laquo;Causate da microrganismi presenti nell&rsquo;ambiente, che solitamente non danno luogo a infezioni, le SSI insorgono pi&ugrave; frequentemente in pazienti ad alto rischio sottoposti a chirurgia addominale durante il ricovero o, in qualche caso, anche dopo la dimissione e possono avere diverso grado di gravit&agrave;, fino ad essere letali</em>&nbsp;&ndash; precisa&nbsp;<strong>Enrico Opocher, Direttore del reparto di Chirurgia Epato-Bilio-Pancreatica e Digestiva &ndash; Ospedale San Paolo di Milano &ndash;</strong><em>. Per questo &egrave; fondamentale, abbattere il rischio di contrarre un&rsquo;infezione adottando, fin dall&rsquo;ingresso in sala operatoria, una serie di correttivi che vanno ad intervenire sui fattori di rischio modificabili, come suggerito dalle raccomandazioni dell&rsquo;OMS nelle &lsquo;Global Guidelines for the Prevention of Surgical Site Infection&rsquo; elaborate nel 2016. Tra questi l&rsquo;antisepsi della cute tramite il lavaggio accurato delle mani, la corretta profilassi antibiotica, l&rsquo;utilizzo di soluzioni antisettiche a base di clorexidina per la preparazione del sito chirurgico e le suture rivestite con antibatterico (Triclosan). Seguendo, infatti, delle semplici misure di controllo &egrave; possibile abbattere di un terzo l&rsquo;insorgenza delle SSI&raquo;.</em></p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2017/10/Prenvenzione-infezioni-sito-chirurgico-Linee-guida-OMS.jpg" alt="prenvenzione-infezioni-sito-chirurgico-linee-guida-oms" style="border: 0px;"></p>
<p>Elaborate per migliorare la lotta contro le SSI e, globalmente, la sicurezza la qualit&agrave; e la sostenibilit&agrave; dei sistemi sanitari, le nuove &lsquo;<strong>Global Guidelines for the Prevention of Surgical Site Infection</strong>&rsquo; dell&rsquo;OMS sono state pubblicate su &ldquo;The Lancet Infectious Diseases&rdquo; il 3 novembre 2016 e includono un elenco di 29 raccomandazioni concrete, stilate da 20 dei maggiori esperti mondiali, frutto di 27 revisioni sistematiche, condotte tra il 2013 e il 2015, per fornire evidenze di supporto allo sviluppo di tali raccomandazioni. Le linee guida comprendono 13 raccomandazioni per il periodo che precede l&rsquo;intervento chirurgico, e 16 per la prevenzione delle infezioni durante e dopo l&rsquo;intervento. Una di queste raccomandazioni riguarda, nello specifico, l&rsquo;utilizzo di suture rivestite con triclosan al fine di ridurre il rischio di SSI indipendentemente dal tipo di intervento. Il Triclosan &egrave; un antibatterico efficace, ben tollerato e sicuro, che distrugge le membrane cellulari dei batteri (quindi &egrave; battericida sia su Gram + che -) ed &egrave; attivo anche su miceti, micobatteri e spore. Le suture con antibatterico, quindi, non solo non rappresentano pi&ugrave; un fattore che contribuisce all&rsquo;eventuale insorgenza di un&rsquo;infezione della ferita chirurgica, ma riescono, infatti, a diminuire di circa il 30% il numero di batteri a livello di incisione chirurgica dove la maggior parte delle infezioni postoperatorie hanno origine, riducendo significativamente anche l&rsquo;adesione dei batteri alla sutura. Con importanti conseguenze anche sulla spesa ospedaliera di gestione delle infezioni del sito chirurgico. Alle raccomandazioni dell&rsquo;OMS, si aggiungono altre evidenze scientifiche a supporto del valore delle suture con antibatterico (triclosan) rispetto a quelli comuni, anche&nbsp;<strong>&ldquo;The Centers for Disease Control and Prevention Updated Guideline&rdquo; e la valutazione EUNetHTA, la rete europea per la valutazione delle tecnologie sanitarie (Health Technologies Assessments &ndash; HTA)</strong>. In particolare, l&rsquo;aggiornamento della Centers for Disease Control and Prevention Guideline for the Prevention of Surgical Site Infection, pubblicato nel 2017, consiglia di utilizzare il filo da sutura rivestito di Triclosan, per la prevenzione delle infezioni del sito chirurgico (raccomandazione 2.C, Nonparenteral Antimicrobial Prophylaxis). Questa valutazione viene sostenuta anche da EUnetHTA, nelle conclusioni del documento &ldquo;Antibacterial-coated sutures versus non-antibacterial coated sutures for the prevention of abdominal, superficial and deep incisional, surgical site infection (SSI). L&rsquo;analisi di diversi studi ha infatti evidenziato una diminuzione di infezioni del sito chirurgico, con l&rsquo;utilizzo di filo da sutura rivestito con Triclosan.</p>
<p>Le infezioni correlate all&rsquo;assistenza costituiscono, dunque, un duplice problema per la sanit&agrave; pubblica, legato sia agli aspetti di umanizzazione delle cure, sia di risk management. Infatti, oltre agli effetti dannosi sulla salute dei pazienti, a compromettere la qualit&agrave; del servizio, le infezioni comportano l&rsquo;allungamento dei tempi di cura con la somministrazione di ulteriori terapie, aumentando i costi diretti ed indiretti dell&rsquo;assistenza ed evolvendo talvolta in sinistri con responsabilit&agrave; civile o penale.<em>&nbsp;&laquo;La gestione del rischio clinico in sanit&agrave;, di cui le infezioni chirurgiche (ICA) costituiscono un elemento importante, &egrave; l&rsquo;insieme delle azioni messe in atto per misurare i fenomeni, comprenderne le cause e migliorare la qualit&agrave; delle prestazioni sanitarie al fine di garantire la sicurezza dei pazienti&nbsp;</em>&ndash; spiega&nbsp;<strong>Enrico Burato, Direttore SC Qualit&agrave; Accreditamento Risk Management Ospedale Carlo Poma, Mantova e componente dal 2005 del Gruppo di lavoro di risk management in Regione Lombardia&ndash;</strong><em>. Si tratta di un compito complesso che richiede di attuare misure sia preventive che correttive ed una capacit&agrave; di creare rete tra tutti gli stakeholders interessati dal fenomeno. Compito del Risk Manager &egrave;, quindi, quello di individuare gli strumenti per valutare e governare i rischi, ricercandone i miglioramenti nel sistema di gestione complessivo, sviluppando strumenti efficienti e identificando le conseguenze sanitarie ed economiche derivanti dall&rsquo;esposizione al rischio stesso dei pazienti. Oggi in Regione Lombardia la prevenzione e il controllo delle infezioni correlate all&rsquo;assistenza sanitaria sono un obiettivo prioritario di sanit&agrave; pubblica e di miglioramento della qualit&agrave; delle prestazioni di ricovero e cura che deve essere perseguito con una logica di sistema e con la collaborazione di tutte le figure professionale interessate dal problema all&rsquo;interno di ogni singola struttura sanitaria&raquo;.</em></p>
<p>Un impegno multidisciplinare in cui si inserisce di diritto anche il farmacista ospedaliero, la cui funzione oggi sta cambiando radicalmente, come precisa&nbsp;<strong>Mario Giacomo Cavallazzi, Specialista in Farmacia Ospedaliera I.R.C.C.S. Istituto Ortopedico Galeazzi:</strong>&nbsp;<em>&laquo;si tratta di un professionista chiamato a coniugare la necessit&agrave; di migliorare l&rsquo;assistenza al paziente, il monitoraggio dell&rsquo;appropriatezza dell&rsquo;uso di farmaci e dispositivi medici e la capacit&agrave; di razionalizzare i costi. Il farmacista ospedaliero opera quindi in stretta collaborazione con il medico avendo come riferimento centrale la patologia, l&rsquo;assistenza, il percorso di cura e il benessere del paziente, garantendo un uso sicuro ed efficace del farmaco e l&rsquo;ottimizzazione dell&rsquo;appropriatezza e aderenza della terapia, attraverso un miglioramento del processo di valutazione, acquisizione, prescrizione e uso razionale dei farmaci e dei dispositivi medici. Partecipando attivamente anche al processo di acquisizione di farmaci e device innovativi all&rsquo;interno dell&rsquo;organizzazione sanitaria, il farmacista &egrave; il riferimento per la valutazione delle nuove cure attraverso l&rsquo;analisi farmacoeconomica degli interventi&raquo;.</em></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2z11PH0">https://bit.ly/2z11PH0</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/51630/luigi-ferraris-i-vertici-di-terna-sono-al-lavoro-sul-piano-di-sviluppo-2018</guid>
	<pubDate>Wed, 30 Aug 2017 17:24:06 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Luigi Ferraris: I vertici di Terna sono al lavoro sul piano di sviluppo 2018]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Energia. Terna, AD Luigi Ferraris. Vertici al lavoro sul documento che andr&agrave; presentato entro fine gennaio. Investimenti potenziati per aumentare la resilienza del sistema. Sul fronte estero la societ&agrave; ha messo a segno due passaggi cruciali per il cavo con la Francia. Per la linea con la Tunisia sar&agrave; richiesto un contributo alla UE.</em></p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2017/08/Luigi-Ferraris-Terna.jpg" alt="luigi-ferraris-terna" style="border: 0px;"><span></span></p>
<p>I vertici di Terna sono al lavoro sul piano di sviluppo 2018. La deadline &egrave; fissata per il 31 gennaio: entro quella data, la societ&agrave; guidata da Luigi Ferraris dovr&agrave; predisporre, come prevede il decreto 93 del 2011 che disciplina la programmazione degli interventi di sviluppo della rete elettrica nazionale, il nuovo piano decennale che andr&agrave; poi sottoposto al vaglio del Ministero dello Sviluppo Economico. L&rsquo;ultimo prevedeva investimenti per quasi 8 miliardi di euro e confermava, tra l&rsquo;altro, la necessit&agrave; di procedere lungo la strada dell&rsquo;integrazione delle fonti rinnovabili e del potenziamento delle capacit&agrave; d&rsquo;interconnessione. Due tasselli ribaditi anche nel piano decennale di sviluppo 2018 che, come ha sottolineato anche l&rsquo;AD di Terna,&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.terna.it/it-it/chi-siamo/inostrimanager/luigiferraris-amministratoredelegato.aspx" target="_blank"><strong>Luigi Ferraris</strong></a>, nell&rsquo;intervista al Sole 24 Ore (si veda l&rsquo;edizione dell&rsquo;8 agosto), sar&agrave; caratterizzato da un ampliamento dello sforzo finanziario messo in campo dalla spa dell&rsquo;alta tensione e da azioni ancora pi&ugrave; incisive per rafforzare le magliature e la resilienza del sistema infrastrutturale rispetto a condizioni climatiche sempre pi&ugrave; estreme e alla volatilit&agrave; delle fonti verdi. La cui crescita impetuosa ha provocato e provoca maggiori sollecitazioni alla rete oltre a determinare una riduzione progressiva della capacit&agrave; termoelettrica.</p>
<p>Per questo, nei programmi futuri della societ&agrave; ci saranno investimenti infrastrutturali di sviluppo, come il rinforzo delle dorsali del paese, indispensabili per il decongestionamento del sistema elettrico, ma saranno altres&igrave; previste una serie di misure finalizzate ad assicurare una maggiore integrazione delle connessioni tra il nord e il sud della penisola in modo da garantire un aumento del flusso di energia dalle aree in cui, attualmente, c&rsquo;&egrave; maggiore disponibilit&agrave; della risorsa (per esempio, dalla Puglia che &egrave; una delle regioni con il maggior tasso di presenza delle rinnovabili), verso le zone del paese in cui si registra il picco di consumi.</p>
<p>Terna stringe sulla rete nazionale, dunque, ma &egrave; pronta ad accelerare anche sulle interconnessioni con l&rsquo;estero che saranno, come detto, una delle tessere principali del piano di sviluppo 2018, a cominciare dal nuovo elettrodotto Piossasco-Grand&rsquo;Ile tra Italia e Francia. Con la firma del finanziamento da 130 milioni di euro da parte della Banca europea per gli investimenti (Bei) per la parte pubblica del progetto e l&rsquo;accordo con gli energivori per quella privata, la societ&agrave; ha messo a segno nelle scorse settimane due passaggi fondamentali per l&rsquo;opera che entrer&agrave; in servizio nel 2019 e che prevede nel complesso una capacit&agrave; di scambio sulla frontiera di 1200 megawatt: con i suoi 190 chilometri, equamente distribuiti sul territorio italiano e quello francese, sar&agrave; il pi&ugrave; lungo elettrodotto in corrente continua al mondo in cavo, completamente integrato con il sistema infrastrutturale di trasporto e risulter&agrave; di fatto invisibile. Il nuovo piano ribadir&agrave; quindi l&rsquo;ulteriore sviluppo delle interconnessioni: tra questi progetti, oltre alla Francia, ci sar&agrave; anche il cavo con il Montenegro, gi&agrave; inserito nel piano 2017, che sar&agrave; completato anch&rsquo;esso nel 2019 e che avr&agrave; una lunghezza di 455 chilometri (dei quali 433 sottomarini). Quanto alla nuova linea con la Tunisia, come aveva sottolineato lo stesso ceo nell&rsquo;intervista, sar&agrave; richiesto un contributo all&rsquo;Unione Europea che potrebbe materializzarsi a inizio 2018.</p>
<p><strong>FONTE</strong>:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.ilsole24ore.com/" target="_blank">IlSole24Ore</a></p><p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/luigi-ferraris-terna-stringe-sul-piano-di-sviluppo-2018-focus-su-rete-e-interconnessioni/">https://www.dailyfocus.net/luigi-ferraris-terna-stringe-sul-piano-di-sviluppo-2018-focus-su-rete-e-interconnessioni/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
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	<pubDate>Thu, 10 Aug 2017 22:45:58 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/50668/luigi-ferraris-terna-caldo-spinge-petrolio-e-centrali-consumi-a-giugno-76</link>
	<title><![CDATA[Luigi Ferraris Terna, caldo spinge petrolio e centrali, consumi a giugno +7,6%]]></title>
	<description><![CDATA[<p>I consumi elettrici di giugno, conferma Terna, sono stati pari a 27,2 miliardi di chilowattora, con un aumento del 7,6% rispetto al giugno 2016. Pi&ugrave; normale la crescita dei primi sei mesi del 2017, quando la richiesta di corrente risulta in crescita del +1,4%.</p>
<p>Il caldo, la domanda dell&rsquo;industria e i prezzi pi&ugrave; robusti hanno gonfiato in giugno i consumi di energia, e i consumi hanno spinto anche il dato della produzione di energia. Cos&igrave; l&rsquo;estate 2017 si &egrave; aperta assegnando al segmento dell&rsquo;energia il primato di crescita della produzione industriale, +9,8% rispetto al giugno 2016.</p>
<p>Il caldo infatti spinge i consumi elettrici quando si accendono i condizionatori e quando la catena del freddo (dai grandi centri refrigerati di logistica fino ai banchi dei latticini dei negozi) fa marciare a piena forza i compressori per seguire gli ordini dati dai termostati. Ma il caldo fa crescere anche i consumi di benzina e gasolio non solamente perch&eacute; gli italiani vengono indotti dal clima a cercare il refrigerio nelle gite fuoriporta ma anche perch&eacute; i climatizzatori delle auto, quando sono accesi, fanno consumare pi&ugrave; carburante in modo sensibile.</p>
<p>L&rsquo;Istat ha rilevato in giugno un aumento fortissimo di attivit&agrave; per le raffinerie (&ldquo;fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati&rdquo; +12,1%) e le per utility locali (&ldquo;fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria&rdquo; +10,8%). Pi&ugrave; lenta e fisiologica la crescita dell&rsquo;attivit&agrave; di estrazione di petrolio e metano dai giacimenti nazionali (&ldquo;attivit&agrave; estrattiva&rdquo; +2,7%).</p>
<p>I consumi elettrici di giugno, conferma Terna (la Spa dell&rsquo;alta tensione) sono stati pari a 27,2 miliardi di chilowattora, con un aumento fortissimo del 7,6% rispetto al giugno 2016. Pi&ugrave; normale la crescita dei primi sei mesi del 2017, quando la richiesta di corrente risulta in crescita del +1,4%.</p>
<p>Qualche dettaglio sulle centrali elettriche. In giugno produzione elettrica nazionale netta (24,6 miliardi di chilowattora) &egrave; stata composta per il 42% da fonti rinnovabili d&rsquo;energia, con una crescita del +8,7% per la produzione fotovoltaica (poche nubi hanno oscurato i pannelli) ma un crollo addirittura del -19,8% per la produzione idroelettrica (pochissima pioggia, soprattutto nel Triveneto) ed eolica (-18,7%).</p>
<p>Sui prodotti petroliferi, rileva l&rsquo;Unione Petrolifera, in giugno i consumi complessivi sono ammontati 5 milioni di tonnellate, con un incremento del 2,7% rispetto al giugno 2016. La domanda di benzina e gasolio &egrave; risultata pari a circa 2,7 milioni di tonnellate, di cui 0,7 milioni di benzina e 2 milioni di gasolio, con un incremento del 2% (53mila tonnellate in pi&ugrave;) rispetto allo stesso mese del 2016.</p>
<p>FONTE: Ilsole24ore.com</p><p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/il-caldo-spinge-petrolio-e-centrali-terna-consumi-elettrici-giugno-a-76-rispetto-a-2016/">https://www.dailyfocus.net/il-caldo-spinge-petrolio-e-centrali-terna-consumi-elettrici-giugno-a-76-rispetto-a-2016/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
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	<pubDate>Wed, 09 Aug 2017 16:50:47 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/50646/luigi-ferraris-una-squadra-coesa-con-approccio-integrato-e-sostenibile</link>
	<title><![CDATA[Luigi Ferraris: una squadra coesa con approccio integrato e sostenibile]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Se c&rsquo;&egrave; una sfida che sembra stargli a cuore pi&ugrave; delle altre &laquo;&egrave; far crescere Terna come una squadra&raquo;. Non a caso, dopo la nomina, il nuovo ceo&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.terna.it/it-it/chi-siamo/inostrimanager/luigiferraris-amministratoredelegato.aspx" target="_blank"><strong>Luigi Ferraris</strong></a>&nbsp;ha trascorso i primi due mesi sul territorio. &laquo;Abbiamo ingegneri molto capaci e operai in grado di intervenire sulla rete sotto tensione &ndash; spiega nella sua prima intervista da capo-azienda -. Li ho visti all&rsquo;opera ed esprimono al meglio il concetto di squadra. E, solo se saremo una squadra coesa, con un approccio integrato e sostenibile, riusciremo a rispondere efficacemente a un mondo in trasformazione&raquo;.</em></p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2017/08/Luigi-Ferraris.jpg" alt="luigi-ferraris" style="border: 0px;"></p>
<p><strong>Le rinnovabili crescono e si chiudono gli impianti termoelettrici, non sufficientemente compensati per&ograve; da nuova capacit&agrave; &ldquo;green&rdquo;. Che rischi ci sono?</strong></p>
<p>La domanda di energia elettrica coperta dalle fonti &ldquo;verdi&rdquo; &egrave; in costante aumento, viaggiamo su una media annua del 34% con picchi, a maggio, anche dell&rsquo;87 %. E l&rsquo;incremento della componente rinnovabile vuol dire un aumento dell&rsquo;erraticit&agrave; della risorsa che copre la domanda perch&eacute; le condizioni climatiche comportano maggiore volatilit&agrave; e maggiori sollecitazioni per la rete che Terna gestisce. Senza contare che, per via del progressivo spegnimento delle centrali, siamo passati da un eccesso di capacit&agrave; a un margine di riserva che va assottigliandosi. E, dunque, servono delle contromisure.</p>
<p><strong>Di che tipo?</strong></p>
<p>Una delle risposte possibili &egrave; l&rsquo;avvio del mercato delle capacit&agrave;, affiancato per&ograve; da una pianificazione stringente ed &egrave; qui che entra in campo Terna. L&rsquo;ultima nostra pianificazione decennale prevedeva gi&agrave; degli interventi per far fronte a questa situazione, ma credo ci sia spazio per azioni pi&ugrave; incisive e per maggiori investimenti nel mercato domestico. Dobbiamo rafforzare le magliature della rete, ma dobbiamo favorire altres&igrave; forme di stoccaggio dell&rsquo;energia. Tutto questo guardando sempre alla sostenibilit&agrave; come elemento chiave per coniugare investimenti e crescita del paese.</p>
<p><strong>Volete diventare i gestori delle batterie per il futuro?</strong></p>
<p>Non abbiamo quell&rsquo;ambizione, ma &egrave; chiaro che le batterie sono necessarie. E dobbiamo aumentare anche la capacit&agrave; d&rsquo;interconnessione con l&rsquo;estero. Gi&agrave; oggi siamo un hub dell&rsquo;energia del Mediterraneo: l&rsquo;Italia pu&ograve; contare su 25 linee elettriche, di cui quattro verso paesi affacciati sul Mediterraneo. Abbiamo poi le interconnessioni con Francia e Montenegro, che vedranno la luce a fine 2019, nonch&eacute; il progetto con la Tunisia &ndash; per il quale sar&agrave; richiesto un contributo alla Ue che potrebbe materializzarsi a inizio 2018 &ndash; e ulteriori rafforzamenti sono previsti verso Svizzera e Austria. Tutto ci&ograve; si trasciner&agrave; un piano di investimenti pi&ugrave; robusto.</p>
<p><strong>Quanto pi&ugrave; robusto?</strong></p>
<p>Credo si possa fare di pi&ugrave; e dobbiamo fare di pi&ugrave; per accompagnare questa transizione. Pensi solo alle situazioni climatiche degli ultimi mesi soprattutto al sud e al centro-sud dove abbiamo avuto, nella prima parte dell&rsquo;anno, precipitazioni violente, anche nevose, non previste. Dobbiamo dunque anticipare certi interventi il pi&ugrave; possibile per evitare alla popolazione i disagi provocati da condizioni climatiche estreme.</p>
<p><strong>Lei ha anche promesso una politica di dividendi &laquo;pi&ugrave; generosa&raquo; dell&rsquo;ultimo piano.</strong></p>
<p>Metodologicamente va individuato un parametro in grado di far partecipare i nostri azionisti alla crescita futura degli utili attraverso i dividendi. Poi il quantum lo dobbiamo definire, con l&rsquo;attuale politica (crescita media annua del 3% fino al 2021, ndr) che rappresenter&agrave; un floor e senza perdere di vista la sostenibilit&agrave; finanziaria.</p>
<p><strong>Veniamo alle acquisizioni. In Europa, sono parole sue, le opportunit&agrave; sono limitate. Nessuna occasione in vista?</strong></p>
<p>Ci sono delle aree in cui si potrebbero verificare delle razionalizzazioni di portafogli di qualche operatore regionale. In questo senso, guardo sempre al centro-Europa: se ci fossero opportunit&agrave; di dismissioni, le valuteremmo con attenzione sempre considerando un profilo di rischio basso e un limitato impiego del capitale.</p>
<p><strong>In Sudamerica avete messo piede in diversi paesi. Ci sono ulteriori possibilit&agrave;?</strong></p>
<p>Il Per&ugrave; lancer&agrave; un&rsquo;altra asta per una nuova linea nell&rsquo;ultimo trimestre e parteciperemo. In Cile, c&rsquo;&egrave; una pipeline di progetti che potremmo valutare con attenzione. L&rsquo;Uruguay vuole costruire altre linee, siamo stati i primi a entrare e abbiamo una posizione di vantaggio. In Brasile, il tema delle interconnessioni &egrave; all&rsquo;ordine del giorno.</p>
<p><strong>Intravvede chance in Africa oltre alla Tunisia?</strong></p>
<p>Se si normalizzer&agrave; la situazione in Nordafrica, Terna pu&ograve; giocare un ruolo di supporto alla creazione di un mercato dell&rsquo;energia, a partire dalla Libia. Che &egrave; l&rsquo;area pi&ugrave; critica, ma anche la pi&ugrave; strategica perch&eacute; &egrave; di fronte a noi. E quindi va guardata con grande attenzione.</p>
<p><strong>C&rsquo;&egrave; spazio per altre acquisizioni oltre a Europa e Sudamerica?</strong></p>
<p>Direi di s&igrave; e potrebbero riguardare, per esempio, societ&agrave; di servizi di eccellenza nell&rsquo;efficienza energetica, che andrebbero ad arricchire le competenze tecnologiche che abbiamo sviluppato.</p>
<p><strong>FONTE</strong>:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2017-08-08/ferraris-piano-piu-robusto-rafforzare-rete-063626.shtml?uuid=AET4SFAC&amp;fromSearch&amp;refresh_ce=1" target="_blank">Ilsole24ore.com</a></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2uCCn3O">https://bit.ly/2uCCn3O</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/50453/luigi-ferraris-terna-cresciamo-senza-aumentare-il-profilo-di-rischio</guid>
	<pubDate>Thu, 03 Aug 2017 10:00:50 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/50453/luigi-ferraris-terna-cresciamo-senza-aumentare-il-profilo-di-rischio</link>
	<title><![CDATA[Luigi Ferraris Terna: cresciamo senza aumentare il profilo di rischio]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Semestrale di Terna sopra le attese degli analisti, numeri in crescita per le principali grandezze del conto economico. Al giro di boa del 2017 la compagnia presenta un consistente aumento dell&rsquo;utile netto e dei principali indicatori dell&rsquo;efficienza operativa quali il Mol e il risultato operativo. Ne parliamo con l&rsquo;amministratore delegato di Terna,&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.terna.it/it-it/chi-siamo/inostrimanager/luigiferraris-amministratoredelegato.aspx" target="_blank">Luigi Ferraris</a>.</em></p>
<h2><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2017/08/Luigi-Ferraris-AD-Terna.jpg" alt="luigi-ferraris-ad-terna" style="border: 0px;"></h2>
<p>Luigi Ferraris, AD Terna: &ldquo;Abbiamo battuto le attese di mercato e abbiamo consegnato risultati in crescita, compreso l&rsquo;utile netto che &egrave; risultato in crescita dell&rsquo;8%. Cosa c&rsquo;&egrave; dietro questo miglioramento? C&rsquo;&egrave; sicuramente una miglioramento della performance operativa, lo scorso anno Terna ha acquisito degli asset dalle Ferrovie consolidando un perimetro pi&ugrave; ampio di reti di alta tensione e nel processo di integrazione ha conseguito anche dei risparmi mantenendo i ricavi fermi. Quindi questo ha portato un contributo sicuramente alla redditivit&agrave; operativa. Inoltre abbiamo beneficiato anche di un costo del debito pi&ugrave; basso rispetto all&rsquo;esercizio precedente. Complessivamente quindi abbiamo consegnato un 350 milioni di utile netto&rdquo;.</p>
<p>Nei radar anche un miglioramento della politica dei dividendi.<br>&ldquo;L&rsquo;aspettativa rispetto a un possibile aumento dei dividendi parte innanzitutto da una situazione patrimoniale-finanziaria solida con margini di maggiore utilizzo della risorsa finanziaria e quindi di possibilit&agrave; di investire in crescita e quindi rendere partecipi i nostri azionisti a questa crescita. Attualmente abbiamo una dividendo policy che &egrave; basata su un valore, non c&rsquo;&egrave; una percentuale applicata all&rsquo;utile netto ma c&rsquo;&egrave;&rsquo; un valore assoluto al quale &egrave; stato associato una ipotesi di crescita del 3% annuo. I numeri li dovremmo svelare a marzo dell&rsquo;anno prossimo quando presenteremo il piano industriale&rdquo;.</p>
<p>Sulla distribuzione geografica degli investimenti la compagnia guarda lontano e non esclude novit&agrave; nella seconda parte dell&rsquo;anno.</p>
<p>&ldquo;In Europa evidentemente ci sono meno di frequente opportunit&agrave; di crescita legate ad acquisizioni, in Sud America siamo gi&agrave; presenti con dei progetti che abbiamo vinto, diciamo, in un percorso competitivo e nella seconda met&agrave; dell&rsquo;anno potrebbero esserci altri progetti di questo genere e quindi legati a una cosiddetta crescita organica che potrebbero consentire a Terna di rafforzarsi in termini di presenza in Sud America. Ovviamente, l&rsquo;ho detto in conference call, lo ridico anche adesso, il tutto deve essere coniugato o per lo meno deve rispettare prima di tutto una stretta e rigida disciplina finanziaria nella valutazione dell&rsquo;investimento e secondo deve seguire un bassissimo assorbimento di capitale. In altri termini voglio dire che il profilo di Terna come operatore domestico e con un rischio molto contenuto non deve cambiare&rdquo;.</p>
<p>Nel carnet della spesa per investimenti c&rsquo;&egrave; anche il mercato italiano, il backbone della compagnia.<br>Riteniamo che ci siano delle opportunit&agrave; di maggiori investimenti organici nella nostra rete elettrica nel mercato italiano, quindi come dicevo prima in Italia, per assicurare una qualit&agrave; del servizio costante assecondare la crescita delle rinnovabili e anche fronteggiare queste variazioni climatiche che sono sempre pi&ugrave; esasperate&rdquo;.</p>
<p><strong>FONTE</strong>:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://stream24.ilsole24ore.com/video/impresa-e-territori/terna-ferraris-cresciamo-senza-aumentare-profilo-rischio/AEArFY5B?refresh_ce=1" target="_blank">ILSOLE24ORE</a></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2uf2SMK">https://bit.ly/2uf2SMK</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/50321/luigi-ferraris-conti-semestrali-sopra-le-attese-perterna</guid>
	<pubDate>Sat, 29 Jul 2017 22:19:10 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/50321/luigi-ferraris-conti-semestrali-sopra-le-attese-perterna</link>
	<title><![CDATA[Luigi Ferraris, conti semestrali sopra le attese per Terna]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>L&rsquo;AD di Terna&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.terna.it/it-it/chi-siamo/inostrimanager/luigiferraris-amministratoredelegato.aspx" target="_blank">Luigi Ferraris</a>, nel commentare i conti del primo semestre (utile +8,2%, ebitda +2,3% e ricavi +0,7%), migliori delle attese del consenso, ha confermato che la societ&agrave; intende accelerare il piano di investimenti soprattutto in Italia e che proseguir&agrave; la ricerca di opportunit&agrave; di crescita all&rsquo;estero.</em></p>
<h1><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2017/07/Luigi-Ferraris-Terna.png" alt="luigi-ferraris-terna" style="border: 0px;"></h1>
<p>Conti semestrali sopra le attese per&nbsp;Terna. I ricavi, pari a 1.046,9 milioni di euro, sono aumentati di 7 milioni di euro (+0,7%) rispetto al primo semestre del 2016, oltre le previsioni del consenso a 1.041 milioni. A fronte di costi operativi calati del 4,1% a 252,1 milioni di euro, l&rsquo;ebitda del periodo &egrave; aumentato del 2,3% a 794,8 milioni di euro. Il consenso si aspettava un dato a 788 milioni.</p>
<p>Anche gli ammortamenti e svalutazioni, pari a 260,8 milioni di euro, si sono ridotti di 6,4 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo del 2016, principalmente per i minori ammortamenti dovuti alla rivisitazione della vita utile delle linee elettriche, parzialmente compensati dall&rsquo;entrata in esercizio di nuovi impianti. Mentre l&rsquo;ebit &egrave; cresciuto del 4,7% a 534 milioni di euro.</p>
<p>Gli oneri finanziari netti sono risultati pari a 39,6 milioni di euro, in aumento di 3,4 milioni di euro rispetto al primo semestre 2016, viceversa le imposte sul reddito sono calate di 6,8 milioni (-4,5%) a 143,9 milioni di euro per effetto della riduzione dell&rsquo;aliquota Ires dal 27,5% al 24%. Pertanto, il tax rate &egrave; sceso al 29,1% dal 31,8% del primo semestre del 2016.</p>
<p>L&rsquo;utile netto di&nbsp;Terna&nbsp;&nbsp;&egrave; cos&igrave; cresciuto dell&rsquo;8,2% a 351,3 milioni di euro, oltre le attese del consenso a 344 milioni. A fronte, poi, di investimenti complessivi nei primi sei mesi dell&rsquo;anno, pari a 325,7 milioni di euro, in linea con la guidance 2017 del piano strategico (346,9 milioni nel primo semestre dell&rsquo;esercizio precedente), l&rsquo;indebitamento finanziario netto &egrave; diminuito pi&ugrave; del previsto a 7.941,7 milioni di euro (7.958,9 milioni di euro a fine 2016), grazie alla forte generazione di cassa operativa. Gli analisti si aspettavano un indebitamento finanziario netto a 7.971 milioni.</p>
<p>&ldquo;I risultati conseguiti nel semestre confermano la solidit&agrave; economico-finanziaria del gruppo e costituiscono solide basi per poter accelerare il nostro piano di investimenti soprattutto in Italia e valutare nel contempo un miglioramento dell&rsquo;attuale politica di dividendi&rdquo;, ha dichiarato l&rsquo;ad, Luigi Ferraris. &ldquo;Proseguiremo anche nella ricerca di opportunit&agrave; di crescita all&rsquo;estero, rispettando sempre una severa disciplina finanziaria e con un limitato assorbimento di capitale&rdquo;. La guidance della societ&agrave; prevede per fine anno un ebitda di 1,58 miliardi di euro, pressoch&eacute; in linea con l&rsquo;attuale stima del consenso Bloomberg.</p>
<p>Nel secondo semestre&nbsp;Terna continuer&agrave; nel perseguimento dei propri obiettivi strategici con il focus sullo sviluppo della rete per favorire l&rsquo;integrazione delle fonti rinnovabili e migliorare la sicurezza del sistema e, al tempo stesso, accelerare il rinnovo dei propri asset. Con specifico riferimento agli investimenti sulla rete di trasmissione nazionale, la societ&agrave; ha previsto un valore a fine anno di circa 0,9 miliardi di euro.</p>
<p>Tra le principali infrastrutture elettriche in corso di realizzazione figurano le interconnessioni con il Montenegro e la Francia, le cui entrate in esercizio sono previste nel 2019. Nella seconda parte dell&rsquo;anno &egrave; poi prevista l&rsquo;entrata in esercizio dell&rsquo;elettrodotto a 380 kV Udine Ovest-Redipuglia, in grado di garantire il potenziamento del sistema elettrico friulano, con un beneficio anche in termini di minore rischio di energia non fornita e una maggiore sicurezza negli scambi transfrontalieri con l&rsquo;Est Europa. Inoltre, il gruppo punta al completamento delle attivit&agrave; nell&rsquo;area metropolitana di Palermo.</p>
<p>Mentre, per quanto riguarda le attivit&agrave; non regolate e internazionali,&nbsp;Terna&nbsp;vuole posizionarsi sempre pi&ugrave; come un Energy Solution Provider e il focus &egrave; sulla creazione di valore attraverso le attivit&agrave; per terzi nell&rsquo;ambito dell&rsquo;ingegneria, della realizzazione e dei servizi di manutenzione prevalentemente per il settore elettrico e per il business delle telecomunicazioni.</p>
<p>Invece, per le attivit&agrave; all&rsquo;estero, nel corso del secondo semestre, &egrave; previsto l&rsquo;avvio dei lavori per la costruzione delle linee in Uruguay, Brasile e Per&ugrave; per una lunghezza complessiva superiore a 850 km e un capitale investito nel periodo 2017-2019 di circa 260 milioni di euro. Proseguiranno anche le attivit&agrave; di scouting per l&rsquo;individuazione di ulteriori opportunit&agrave; all&rsquo;estero che potranno essere sviluppate anche in partnership e che saranno selezionate attraverso processi di valutazione che garantiscano un basso profilo di rischio.</p>
<p>A Piazza Affari al momento il titolo&nbsp;Terna&nbsp;avanza dello 0,49% a quota 4,914 euro.</p>
<p><strong>FONTE</strong>:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.milanofinanza.it/news/terna-valuta-miglioramento-politica-di-dividendi-201707271457287309" target="_blank">Milanofinanza.it</a></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2h9IoU3">https://bit.ly/2h9IoU3</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Wed, 26 Jul 2017 19:08:11 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Telecom alla carica di Open Fiber per i bandi Infratel]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Telecom inizia la battaglia campale che vede alcuni operatori del settore della fibra ottica a banda ultra larga &ndash; capeggiati da Telecom &ndash; contro Open Fiber, societ&agrave; che fa capo appunto a Enel e Cassa Depositi e Prestiti.</em></p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2017/07/Open-Fiber-Infratel-Telecom-alla-carica.jpg"><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2017/07/Open-Fiber-Infratel-Telecom-alla-carica.jpg" alt="open-fiber-infratel-telecom-alla-carica" style="border: 0px;"></a><br><br>Nella battaglia campale che vede alcuni operatori del settore della fibra ottica a banda ultra larga &ndash; capeggiati da Telecom &ndash; contro la nuova societ&agrave; costituita da Enel e Cassa Depositi e Prestiti, per il bando di gara &ldquo;Banda Ultra larga &ndash; modello diretto per la concessione di costruzione e gestione di infrastrutture passive&rdquo; si potrebbero schierare dei nuovi attori . Sono il Consorzio creato da Retelit, Eolo ed EDS Infrastrutture, anche se al momento n&eacute; il Dott. Mondo, n&eacute; il cav. Buglisi hanno manifestato la loro volont&agrave; o meno di impugnare la gara per il lotto 2, inerente la regione Emilia Romagna, l&rsquo;ACEA di Roma e la toscana ASTRA.</p>
<p>Al centro del contendere c&rsquo;&egrave; la maxi gara per portare la fibra ottica super veloce nelle cosiddette aree &ldquo;bianche&rdquo;, dove i privati da soli non investirebbero. Tali aree sono state censite e raggruppate dal Ministero dello Sviluppo Economico in sei lotti. Aggiudicati per&ograve; tutti a un solo concorrente, la Open Fiber, societ&agrave; che fa capo appunto a Enel e Cassa Depositi e Prestiti. Dunque alla stessa mano pubblica.</p>
<p>A fare pi&ugrave; rumore &egrave; stata la reazione, anche verbalmente violenta, dell&rsquo;AD di Telecom, Cattaneo, primo e pi&ugrave; grande sconfitto di questa vicenda. Ma anche altri esclusi illustri che si potrebbero decidere a dare battaglia a Open Fiber. A essere contestata &egrave; la stessa conformazione dei bandi che, secondo gli esclusi, sarebbero stati costruiti per favorire un certo risultato&hellip;.</p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2ti6Rrq">https://bit.ly/2ti6Rrq</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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