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	<title><![CDATA[MSNI: Link di Politica ? vogliamo Rocco]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/28039/confessioni-di-un-finanziere-incasso-tangenti-per-lo-stato</guid>
	<pubDate>Sat, 26 Apr 2014 17:38:12 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Confessioni di un finanziere  "Incasso tangenti per lo Stato"]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Memorie di un <a href="https://connectu.it/blog/view/27232/10-regole-su-come-accogliere-la-guardia-di-finanza-nel-proprio-negozio">finanziere della polizia tributaria</a>.</p>
<p><img src="https://www.liberoquotidiano.it/resizer/480/-1/true/UpkPfA5XLjgDM9F7RwLmOQNNC0XhtIE5cqgb/T60KFY=--.jpg" width="480" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p>Si potrebbe intitolare cos&igrave; il sorprendente documento esclusivo che state per leggere. Si tratta della trascrizione, fedele alla lettera, del disarmante sfogo di un disincantato, onesto e preparato maresciallo della Guardia di Finanza, impegnato da diversi lustri nei temutissimi controlli alle imprese. L&rsquo;uomo, di cui evitiamo di indicare dati anagrafici e curriculum per non renderlo riconoscibile, ha apparecchiato per Libero uno zibaldone di pensieri, suddiviso in capitoletti, sul suo lavoro di tutti i giorni. Che per lui &egrave; diventato un tran tran asfissiante, capace di condurlo quasi al rigetto. Il risultato &egrave; questa spietata radiografia che stupisce e, in un certo senso, preoccupa di un mestiere che tanto trambusto porta nelle vite degli italiani. Infatti in questo sfogo il militare dipinge le ispezioni delle Fiamme gialle come un ineluttabile meccanismo stritola-imprenditori il cui obiettivo non sarebbe una vera e sana lotta alle frodi fiscali, ma una fantasiosa e famelica caccia al tesoro indispensabile a lanciare le carriere di molti professionisti dell&rsquo;Antievasione. &laquo;Nel nostro lavoro ci sono forzature evidenti, a volte imbarazzanti&raquo;, ammette con Libero il maresciallo. Che qui di seguito svela retroscena e segreti dei controlli che intralciano ogni giorno il lavoro di centinaia di imprenditori. Una lettura che potrebbe agitare qualcuno e far alzare il sopracciglio ad altri. Ma a tutti deve essere chiaro che non di fiction si tratta e che domani il nostro maresciallo e la sua pattuglia potrebbero bussare alla vostra porta. Preparatevi a leggere il testo di questo finanziere raccolto in esclusiva da Libero.</p>
<p><strong>Ossessione numeri</strong>&nbsp;-&nbsp;Dietro alle verifiche ci sono enormi interessi economici: il dato del recupero dell&rsquo;imposta serve a molti. Sia ai politici che ai finanzieri. Nella Guardia di Finanza il raggiungimento degli obiettivi legittima l&rsquo;ottenimento dei premi incentivanti e gli stipendi stellari dei generali, che sono decine: uno per provincia, pi&ugrave; uno per regione. Nel nostro Corpo esistono vere e proprie task-force che si occupano di fare previsioni di recupero d&rsquo;imposta e a fine anno queste devono essere raggiunte, come se l&rsquo;evasione fiscale si basasse su dei budget. Gli operatori sul territorio sono meno di chi elabora questa realt&agrave; virtuale, su 64 mila finanzieri siamo circa 4 mila a fare i controlli.</p>
<p><strong>Indietro non si torna</strong>&nbsp;- A fine anno i generali chiedono il dato dell&rsquo;imposta evasa constatata e lo confrontano con quello dell&rsquo;anno prima. Il risultato non pu&ograve; essere inferiore a quello di 12 mesi prima. Se il dato scende bisogna dar conto al reparto centrale di Roma del perch&eacute; si siano recuperati meno soldi e il comandante del reparto periferico rischia di vedersi bloccare la carriera. Per questo le nostre verifiche proseguono anche di fronte a evidenti illogicit&agrave;.&nbsp;I nostri ufficiali parlano solo di numeri e quando hanno sentore di un risultato, magari per una previsione affrettata di un ispettore, corrono dai loro superiori anticipando che da quella verifica potr&agrave; venir fuori un certo risultato: a quel punto non si pu&ograve; pi&ugrave; tornare indietro. Il verbale diventa subito una statistica, una voce acquisita e ufficiale di reddito non dichiarato. Quando si prospetta un ventaglio di possibilit&agrave; per risolvere una contestazione si concentrano le energie sempre su quella che porta il risultato pi&ugrave; alto. Che sarebbe poco grave se fosse la strada giusta. Ma spesso non lo &egrave;. Per la Finanza quello che conta &egrave; il dio numero. Il nostro unico problema &egrave; come tirarlo fuori.</p>
<p>Per riuscirci c&rsquo;&egrave; un nuovo strumento infernale, la cosiddetta &ldquo;mediana&rdquo;, che va di gran moda tra gli ufficiali. La si pronuncia con rispetto e deferenza, anche perch&eacute; da essa dipende la carriera di chi la evoca. Si tratta di uno studio fatto a tavolino, che stabilisce il valore medio della verifica necessario a raggiungere gli obiettivi, il tetto al di sotto del quale non si pu&ograve; andare. Se capiamo che in un&rsquo;azienda il verbale sar&agrave; di entit&agrave; inferiore alla mediana, derubrichiamo la verifica a controllo in modo che non entri nelle statistiche ufficiali.</p>
<p>Alla Guardia di Finanza abbiamo uffici informatici che elaborano dati in continuazione. Ma si tratta di numeri &ldquo;drogati&rdquo;, come lo sono quelli dei sequestri. Nei magazzini dei cinesi ho visto colleghi registrare alla voce &ldquo;giocattoli&rdquo; ogni singolo pallino delle pistole per bambini. Spesso questi servizi si fanno in occasione delle feste natalizie, cos&igrave; passa l&rsquo;informazione che sul territorio c&rsquo;&egrave; sicurezza.<br>Con questi numeri i generali si riempiono la bocca il 21 giugno, giorno della festa del Corpo. Lo speaker spara cifre in presenza di tutte le autorit&agrave;, dei presidenti dei tribunali, dei politici, ecc. ecc. Quel giorno &egrave; un tripudio di dati pronunciato con voce stentorea: recuperata tot Iva, scovati tot milioni di redditi non dichiarati, arrestati x emittenti fatture false. Una festa!</p>
<p><strong>Normativa astrusa</strong>&nbsp;- La normativa tributaria italiana &egrave; talmente ingarbugliata che si presta alla nostra logica del risultato a ogni costo. Per noi &egrave; piuttosto semplice fare un rilievo visto che siamo aiutati da questa legislazione astrusa e abnorme, spesso contradditoria e conflittuale. Nel nostro Paese &egrave; quasi impossibile essere in regola e per chi lo sembra ci prendiamo pi&ugrave; tempo per spulciare ogni carta. Infatti se una norma pu&ograve; apparire favorevole all'imprenditore, c&rsquo;&egrave; sicuramente un&rsquo;altra interpretabile in maniera opposta. E in questo ci aiuta l&rsquo;oceanica produzione di sentenze, frutto di un eccessivo contenzioso. Un contratto, un&rsquo;operazione possono essere interpretati in mille modi e alla fine trovi sempre una sentenza della Cassazione che ti permette di poter fondare un rilievo su basi giuridiche certe. Questo &egrave; il Paese delle sentenze.</p>
<p>Analizzando un bilancio, un&rsquo;imperfezione si trova sempre. Magari per colpa dello stesso controllore che prima dice all&rsquo;imprenditore di comportarsi in un modo e poi in un altro, inducendolo in errore. Per esempio, su nostro suggerimento, un&rsquo;azienda non contabilizza pi&ugrave; certe spese come pubblicit&agrave; (deducibili), ma come spese di rappresentanza (deducibili solo in parte). Quindi arriva l&rsquo;Agenzia delle Entrate e spiega che quelle non sono n&eacute; l'una n&eacute; l&rsquo;altra. A volte succede che qualcuno abbia gi&agrave; subito un controllo, abbia aderito a un condono e, zac, arriviamo noi e contestiamo lo stesso aspetto, ma in modo diverso. Dopo i primi anni nel Corpo non ho pi&ugrave; sentito di controlli chiusi con un nulla di fatto e in cui si torna a casa senza aver contestato qualcosa. Alla fine chi lavora impazzisce.</p>
<p><strong>Chi sbaglia non paga</strong>&nbsp;-&nbsp;Come &egrave; possibile tutto questo? Semplice: perch&eacute; chi sbaglia non paga, ma anche perch&eacute; chi sbaglia non sapr&agrave; mai di averlo fatto. Il motivo &egrave; semplice: noi non comunichiamo con l&rsquo;Agenzia delle Entrate e non sappiamo mai che fine facciano i nostri verbali. Per questo se ho commesso un errore non lo verr&ograve; mai a sapere: il nostro &egrave; solo un verbale di constatazione, a renderlo esecutivo &egrave; l&rsquo;Agenzia delle Entrate che lo trasforma in verbale di accertamento. Per&ograve; raramente i nostri colleghi civili bocciano il nostro lavoro, anzi questo non succede nel 99,9 per cento delle situazioni. Si fidano di noi e, anche se sono molto pi&ugrave; preparati, nella maggior parte dei casi prendono il nostro verbale e lo notificano, tale e quale, al contribuente. Quello che sappiamo per certo &egrave; che i nostri verbali, giusti o sbagliati che siano, diventano numeri e quindi non ci interessa che vengano annullati, tanto non ne verremo mai a conoscenza n&eacute; saremo chiamati a risponderne. Per noi resta un grosso risultato. E visto che nessuno paga per i propri errori, il povero imprenditore continuer&agrave; a trovarsi ignaro in un castello kafkiano fatto di norme e risultati da ottenere.</p>
<p><strong>Imprese sacrificali</strong>&nbsp;- Gli imprenditori con noi sono sempre gentili, ci accolgono con il caff&egrave;, sopportano di averci tra i piedi per settimane, ma si capisce che vorrebbero dirci: scusateci, <a href="https://connectu.it/blog/view/27232/10-regole-su-come-accogliere-la-guardia-di-finanza-nel-proprio-negozio">ma avremmo pure da lavorare</a>. A noi per&ograve; questo non interessa: dobbiamo contestargli un verbale a qualsiasi costo e quando bussiamo alla loro porta sappiamo che non hanno praticamente speranza di salvezza.&nbsp;Per contrastare e contestare questa trappola infernale l&rsquo;imprenditore &egrave; costretto a pagare consulenti costosissimi, ma noi rimaniamo sempre sulle nostre posizioni. A volte capita che per provare a difendersi il presunto evasore chiami in soccorso come consulenti ex finanzieri, ma spesso questo non gli evita la sanzione. Anzi.</p>
<p>Negli ultimi anni ho notato una certa arrendevolezza da parte degli imprenditori: dopo un po&rsquo; si stancano. Capiscono, e ce lo dicono, che tanto dovranno fare ricorso perch&eacute; noi non cambieremo idea. Per tutti questi motivi molti di loro costituiscono a inizio anno un <a href="https://connectu.it/blog/view/27232/10-regole-su-come-accogliere-la-guardia-di-finanza-nel-proprio-negozio">fondo in previsione della visita della Finanza</a>. Sono coscienti che qualcosa dovranno comunque pagare.</p>
<p>Chi fa veramente le grandi porcate, chi apre e chiude partite Iva, emette false fatture o costituisce societ&agrave; di comodo magari alle Cayman &egrave; molto pi&ugrave; veloce di noi e per questo non lo incastriamo, mentre azzanniamo quelli che operano sul territorio e che sono regolarmente censiti nelle banche dati. Alla fine lo Stato colpisce sempre i soliti noti. Non &egrave; una nostra volont&agrave;, ma dipende dal fatto che non abbiamo risorse per fare la vera lotta all&rsquo;evasione e in ogni caso dobbiamo fornire dei numeri al ministero per poter legittimare la nostra esistenza come istituzione. Anche in Europa.</p>
<p><strong>Tangente di Stato</strong>&nbsp;- L&rsquo;imprenditore, se accetta la proposta di adesione al verbale entro 60 giorni, paga solo un terzo di quanto gli viene contestato e spesso salda anche se non lo ritiene giusto, per togliersi il dente ed evitare ricorsi costosi (a volte pi&ugrave; dei verbali) e sine die. In pratica accetta di pagare una tangente allo Stato.&nbsp;Agli imprenditori i ricorsi costano molto e se la commissione provinciale, il primo grado della giustizia tributaria, d&agrave; ragione allo Stato, l&rsquo;imprenditore prima di ricorrere alla commissione regionale, il secondo grado, deve pagare met&agrave; del dovuto. Per questo chi lavora spesso preferisce chiudere la partita all&rsquo;inizio, pagando un terzo.</p>
<p><strong>Giustizia da farsa</strong>&nbsp;-&nbsp;Il contradditorio tra Guardia di Finanza e imprenditori durante le verifiche &egrave; una farsa, perch&eacute; ognuno rimane sulla propria posizione, ma va fatto per legge.&nbsp;Nel contradditorio gli imprenditori non hanno scampo: quel numero, quell&rsquo;ipotesi di evasione, ormai &egrave; stato venduto e non pu&ograve; pi&ugrave; essere ridimensionato. &Egrave; entrato nel sistema e nelle nostre statistiche. A noi non interessa se magari dopo anni quel verbale verr&agrave; annullato e non avr&agrave; prodotto alcun introito per lo Stato.</p>
<p>Le cose non vanno meglio con la giustizia tributaria, gestita da commissioni composte da avvocati, commercialisti, ufficiali della Finanza in pensione che fanno i giudici tributari gratuitamente giusto per fare qualcosa o per sentirsi importanti. &Egrave; incredibile, ma in Italia il sistema economico-finanziario viene affidato a un servizio di &ldquo;volontariato&rdquo;.</p>
<p>La verit&agrave; &egrave; che un tale esercito di volontari senza gratificazioni economiche non se la sente di cassare completamente il lavoro di finanzieri e Agenzia delle Entrate e l&rsquo;imprenditore qualcosa deve sempre pagare. Difficilmente questi giudici per hobby danno torto allo Stato.<br>L&rsquo;assurdit&agrave; &egrave; che vengono pagati 30-40 euro per motivare sentenze complesse che hanno come oggetto verbali da milioni di euro, scritti da marescialli aizzati dal sistema.</p>
<p><strong>Formazione assente</strong>&nbsp;- Il nostro vero problema &egrave; la mancanza di specializzazione di un Corpo che cerca di riscattarsi nel modo sbagliato, provando a portare a casa grandi risultati, sebbene &ldquo;storti&rdquo;. A volte l&rsquo;ignoranza aiuta a far montare un rilievo che non sta n&eacute; in cielo n&eacute; in terra. Sulla nostra formazione non ho niente da dire, perch&eacute; non esiste. Eppure dobbiamo confrontarci con specialisti agguerriti, leggere documenti in lingue straniere, e la gran parte di noi non sa una parola in inglese. Non ci forniscono nemmeno i codici tributari aggiornati, mentre spendono milioni per farci esercitare ai poligoni, visto che siamo inspiegabilmente ancora una polizia militare, come solo in Equador e Portogallo.&nbsp;Un commercialista lavora 12 ore al giorno e si forma continuamente. Dall&rsquo;altra parte della barricata c&rsquo;&egrave; gente come noi che non vede l&rsquo;ora di scappare via dall&rsquo;ufficio, dove spesso non ha neppure a disposizione una scrivania o la deve condividere con altri colleghi. In questo modo il lavoro diventa l&rsquo;ultimo dei pensieri. I pi&ugrave; bravi vanno in pensione appena possono, per riciclarsi come professionisti al soldo delle aziende.&nbsp;Ci vuole una fortissima motivazione per studiare una materia terribile come il diritto tributario. Avvocati e commercialisti trovano gli stimoli nelle parcelle, da noi un maresciallo con vent&rsquo;anni di servizio guadagna 1.700 euro. Gli incentivi li dobbiamo trovare dentro di noi, magari pensando di sfruttare il sistema per trovare un altro lavoro. &Egrave; illogico che un mestiere cos&igrave; delicato, dove si contestano milioni di euro d&rsquo;evasione, sia affidato a gente sottopagata e impreparata. L&rsquo;unico modo di tenersi aggiornati &egrave; quello di studiare a proprie spese, pagandosi master e corsi. Purtroppo la formazione &egrave; costosissima e spesso ci rinunciamo. &Egrave; chiaro che un sistema del genere presti il fianco al rischio della corruzione.</p>
<p>In pi&ugrave; bisogna considerare che per noi le verifiche sono particolarmente rischiose. In base alla mia esperienza non le facciamo con la giusta professionalit&agrave;, possiamo commettere errori in buona fede, essere invischiati in fatti che neanche capiamo. Per esempio alcuni di noi sono stati accusati di aver ammorbidito un verbale per un tornaconto, in realt&agrave; lo avevano fatto per ignoranza e per questo ora quasi nessuno vuole pi&ugrave; fare questo tipo di lavoro.</p>
<p><strong>Risorse all'osso</strong>&nbsp;- I nostri capi hanno budget di spesa sempre pi&ugrave; ristretti. Nonostante ci&ograve; ogni ufficiale deve portare a casa i risultati con i soldi e le pattuglie che ha. Risultati almeno uguali a quelli dell&rsquo;anno precedente. A causa di questa mancanza di mezzi siamo costretti a portare via dalle aziende penne, risme di carta, spillatrici. E secondo me gli imprenditori se ne accorgono, ma non dicono nulla per compassione.<br>Onestamente gli ufficiali non sono responsabili di questa penuria di risorse, visto che i fondi destinati alla lotta all&rsquo;evasione vengono decisi dai politici. Ma la frustrazione dei nostri superiori viene compensata da ottimi stipendi personali che lievitano grazie ai risultati conseguiti. Cosa che ovviamente non succede a noi.</p>
<p>Nel nostro lavoro, la mattina, ammesso che trovi una macchina libera, devi prima fare car-sharing e accompagnare diversi colleghi ai reparti, quindi ti restano due o tre ore per fare visita a un&rsquo;azienda. Quando rientriamo da una verifica il nostro principale problema &egrave; segnare sul registro quanti chilometri abbiamo fatto e quanta benzina abbiamo consumato. Arriveremo al paradosso di fare le verifiche in ufficio a contribuenti trovati su Google.</p>
<p><strong>Lontani dalla realt&agrave;</strong>&nbsp;- I nostri vertici sono lontani dalla realt&agrave;, sono convinti che noi facciamo &ldquo;lotta all'evasione&rdquo;. C&rsquo;&egrave; una distanza siderale tra chi sta in trincea, come me, e chi vive nei salotti. Un maresciallo pu&ograve; parlare solo con il tenente e non con i gradi superiori. Il nostro messaggio viene filtrato e arriva al vertice completamente distorto. Nel nostro sistema militare non conta quello che pensi del tuo lavoro, ma il grado che hai sulle spalle. L&rsquo;ufficiale non va a riferire al superiore se l&rsquo;ispettore gli ha detto che un controllo potrebbe non portare a niente. Al contrario insinua nei vertici la speranza che un risultato arriver&agrave;. E cos&igrave; chi va in giro per aziende deve ingegnarsi per trovare il cavillo che porti al risultato, solo per sentirsi dire bravo o per una pacca sulla spalla. L&rsquo;animo umano si accontenta di poco. In questa catena di comando in cui tutti devono fare carriera non sono ammessi dubbi od obiezioni, l&rsquo;informazione reale resta a valle, al generale arriva quella virtuale, il famoso &ldquo;numero&rdquo;. In nome del quale vengono immolati molti evasori virtuali.</p><p>URL del Link: <a href="https://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11601263/Confessioni-di-un-finanziere--.html">https://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11601263/Confessioni-di-un-finanziere--.html</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/21857/in-quale-partito-ti-riconosci</guid>
	<pubDate>Thu, 21 Feb 2013 08:04:42 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/21857/in-quale-partito-ti-riconosci</link>
	<title><![CDATA[In quale partito ti riconosci?]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Pochi giorni alle elezioni e noi poveri elettori dobbiamo districarci tra tanti simboli. Dai mediocri ai rompicoglioni, dai soliti idioti ai codardi, ai perdigiorno da bar, ai viziati&hellip;&nbsp;qual &egrave; il partito che ci assomiglia di pi&ugrave;? La democrazia richiede un minimo di partecipazione e quel minimo &egrave; dare il nostro voto. Quindi esercitiamolo mandando in parlamento qualcuno che se non far&agrave; i nostri interessi almeno ci assomigli.</span></p>
<p><span><br></span></p>
<p><span><img src="https://static.blogo.it/tvblog/4/49f/Elezioni-2013_sky-Tg24-586x329.jpg" width="500" alt="image" style="border: 0px;"></span></p><p>URL del Link: <a href="https://www.lundici.it/2013/02/in-quale-partito-ti-riconosci/">https://www.lundici.it/2013/02/in-quale-partito-ti-riconosci/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/20953/lfmi-ammette-lislanda-aveva-ragione-avevamo-torto-noi</guid>
	<pubDate>Mon, 07 Jan 2013 15:41:43 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/20953/lfmi-ammette-lislanda-aveva-ragione-avevamo-torto-noi</link>
	<title><![CDATA[L’FMI ammette: l’Islanda aveva ragione, avevamo torto noi]]></title>
	<description><![CDATA[<p>i media ammettono che questa macchina governativa-bancaria-propagandistica della Troika ha avuto torto per tutto il tempo. Sono stati costretti a riconoscere che <strong>l&rsquo;approccio dell&rsquo;Islanda</strong> al pronto intervento economico <strong>&egrave; stato quello corretto sin dall&rsquo;inizio.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quale &egrave; stato l&rsquo;approccio dell&rsquo;Islanda?</p>
<p><strong>Fare l&rsquo;esatto contrario di tutto ci&ograve; che i banchieri che gestivano le nostre economie ci dicevano di fare</strong>. I banchieri (<em>naturalmente</em>) ci dicevano che dovevamo salvare le Grandi Banche criminali a spese dei contribuenti (<em>erano Troppo Grandi Per Fallire</em>). L&rsquo;Islanda non ha dato nulla ai banchieri criminali.</p>
<p><span><img src="https://www.panorama.it/images/economia/r/13820939-2/Crisi-a-lezione-dall-Islanda-Stupido-salvare-le-banche-in-difficolta_h_partb.jpg" width="400" alt="image" style="border: 0px;"><br><br></span></p>
<p>I banchieri ci dicevano che nessuna sofferenza (del Popolo Bue) sarebbe stata troppo grande pur di garantire che i Parassiti delle Obbligazioni fossero rimborsati al cento per cento di ogni dollaro. L&rsquo;Islanda ha detto ai Parassiti delle Obbligazioni che avrebbero ricevuto quel che sarebbe rimasto dopo che il governo si fosse preso cura del popolo.</p>
<p>I banchieri ci dicevano che i nostri governi non potevano pi&ugrave; permettersi la stessa istruzione, lo stesso sistema pensionistico e di assistenza sanitaria che i nostri genitori avevano dato per scontato. L&rsquo;Islanda ha detto ai banchieri che quello che il paese non poteva pi&ugrave; permettersi era di continuare a vedersi succhiare il sangue dai peggiori criminali finanziari della storia della nostra specie. Ora, dopo tre anni abbondanti di questa assoluta dicotomia nelle scelte politiche, &egrave; emerso un quadro chiaro (<em>nonostante gli sforzi migliori della macchina della propaganda per celare la verit&agrave;</em>).</p>
<p>Nel loro stile tipico, nel momento in cui i media dell&rsquo;industria sono costretti ad ammettere di averci gravemente disinformati per molti degli ultimi anni, vengono immediatamente schierati i revisionisti per riscrivere la storia, come dimostrato da questo estratto da Bloomsberg Businessweek: &hellip; l&rsquo;approccio dell&rsquo;isola al proprio salvataggio ha portato a una ripresa &ldquo;<em>sorprendentemente</em>&rdquo; forte, ha affermato il capo della missione del Fondo Monetario Internazionale nel paese.</p>
<p>In realt&agrave;, dal momento in cui &egrave; stato orchestrato il Crollo del 2008 e i nostri governi moralmente in bancarotta hanno cominciato ad attuare i piani dei banchieri, io ho scritto che l&rsquo;unica strategia razionale era di mettere il Popolo prima dei Parassiti. Anche se non mi aspettavo che i decisori della politica nazionale traessero la loro ispirazione dai miei scritti, quando stilavo le ricette economiche per le nostre economie non ho basato le mie idee sulla compassione o semplicemente sul &ldquo;f<strong>are la cosa giusta</strong>&rdquo;.</p>
<p><span><br><br></span></p><p>URL del Link: <a href="https://www.informarexresistere.fr/2013/01/01/lfmi-ammette-lislanda-aveva-ragione-avevamo-torto-noi/#axzz2HIR3TlkV">https://www.informarexresistere.fr/2013/01/01/lfmi-ammette-lislanda-aveva-ragione-avevamo-torto-noi/#axzz2HIR3TlkV</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/20411/il-duce-meglio-di-monty-durante-la-crisi</guid>
	<pubDate>Tue, 11 Dec 2012 10:41:53 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/20411/il-duce-meglio-di-monty-durante-la-crisi</link>
	<title><![CDATA[il Duce meglio di Monty, durante la crisi]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span><span>"A differenza di Monti, Mussolini seppe affiancare ai sacrifici una imponente serie di opere sociali." lo dice <strong>Bruno Vespa</strong></span></span></p>
<p><a rel="nofollow" href="https://levipere.com/wp-content/uploads/2012/12/un-intenso-ritratto-del-duce1.jpg"><img src="https://levipere.com/wp-content/uploads/2012/12/un-intenso-ritratto-del-duce1.jpg" alt="" title="un intenso ritratto del duce" width="180" height="244" style="border: 0px;"></a><a rel="nofollow" href="https://levipere.com/wp-content/uploads/2012/12/il-palazzo-e-la-piazza-2.jpg" target="_blank"><img src="https://levipere.com/wp-content/uploads/2012/12/il-palazzo-e-la-piazza-2.jpg" alt="" title="il palazzo e la piazza (2)" width="173" height="245" style="border: 0px;"></a><a rel="nofollow" href="https://levipere.com/wp-content/uploads/2012/12/il-palazzo-e-la-piazza-3.jpg" target="_blank"><img src="https://levipere.com/wp-content/uploads/2012/12/il-palazzo-e-la-piazza-3.jpg" alt="" title="il palazzo e la piazza (3)" width="179" height="245" style="border: 0px;"></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Proprio in quegli anni furono avviati dopolavori, che permettevano ai lavoratori di avere accesso a spettacoli e divertimenti a prezzo ridotto e le colonie estive, grazie alle quali andavano al mare i&nbsp;<strong>bambini poveri</strong>&nbsp;che non avevano mai visto il mare in tutta la loro vita. Oltre a queste opere sociali, Mussolini realizz&ograve; importanti opere pubbliche: fece costruire strade e ferrovie, fece fare le&nbsp;<strong>bonifiche&nbsp;</strong>delle paludi pontine, che furono lodate e imitate negli Stati Uniti. <em>Certo non mi fraintenda, non voglio elogiare il regime di Mussolini</em>. Eman&ograve; le <strong>leggi razziali</strong> e la sua fu una dittatura, <strong>ma fece anche delle opere che migliorarono le condizioni di vita degli italiani</strong>&rsquo;.</p><p>URL del Link: <a href="https://levipere.com/2012/12/11/vespa-il-duce-meglio-di-monty-durante-la-crisi/">https://levipere.com/2012/12/11/vespa-il-duce-meglio-di-monty-durante-la-crisi/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/19775/la-fornero-dice-solo-la-verit</guid>
	<pubDate>Mon, 29 Oct 2012 08:48:53 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/19775/la-fornero-dice-solo-la-verit</link>
	<title><![CDATA[La Fornero dice solo la verità]]></title>
	<description><![CDATA[<img src="https://www.skuola.net/news_foto/2012/fornero-choosy.jpg" alt="image" width="437" style="border: 0px; border: 0px;">
<p><span>Ciao sono valerio ho 31 anni e bestemmio quotidianamente. Io non so cosa vuol dire choosy, lavoro da sempre e per questo penso di essere un coglione. Sono laureato in matematica e faccio robbe di informatica da sempre, quello che posso dire ai ragazzi pi&ugrave; giovani di me &egrave; che questo paese va evacuato come se fosse Zombieland.</span></p><p>URL del Link: <a href="https://www.tomaski.it/2012/10/25/la-fornero-dice-solo-la-verita/">https://www.tomaski.it/2012/10/25/la-fornero-dice-solo-la-verita/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/17236/per-salvare-la-spagna-indebitano-litalia</guid>
	<pubDate>Wed, 20 Jun 2012 10:58:37 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/17236/per-salvare-la-spagna-indebitano-litalia</link>
	<title><![CDATA[Per salvare la Spagna, indebitano l'Italia!]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Cento miliardi di euro sono stati accordati al sistema bancario spagnolo, e il 20% di quei soldi deve venire dall'Italia. L'accordo prevede che gli italiani debbano prestare soldi alle banche spagnole al 3 per cento, ma per trovare quei soldi, devono indebitarsi sui mercati al 7 per cento. E' veramente geniale, non trovate? Veramente brillante!</span></p><p>URL del Link: <a href="https://www.byoblu.com/post/2012/06/13/Per-salvare-la-Spagna-indebitano-lItalia!.aspx">https://www.byoblu.com/post/2012/06/13/Per-salvare-la-Spagna-indebitano-lItalia!.aspx</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
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