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	<title><![CDATA[MSNI: Link di Politica ? vogliamo Rocco]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
	<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/42769/i-veri-costi-dellexpo-2015-che-renzi-non-ci-racconta</guid>
	<pubDate>Sat, 14 May 2016 11:13:08 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[I VERI costi dell'expo 2015 - che Renzi non ci racconta]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Expo 2015 &ndash; da quando &egrave; nata a quando ha chiuso i battenti &ndash; cio&eacute; dal 2009 al 2015, &egrave; costata esattamente 2.254,7 milioni di euro, ed &egrave; stata messa in liquidazione per 2.285,4 milioni. Ha chiuso con un patrimonio netto pari a 30,7 milioni. Considerando i 7,7 milioni per la gestione fino al 18 febbraio 2016, data della sua liquidazione, il patrimonio netto della societ&agrave; &egrave; stato di 23 milioni di euro.</p>
<p><img src="https://i.huffpost.com/gen/2726264/images/o-RENZI-EXPO-facebook.jpg" alt="renzi e l'expo, tutta la verit&agrave;" width="550" style="border: 0px;"></p>
<p>Secondo i <strong>documenti depositati</strong>, Expo &egrave; stata finanziata in questi termini: 1.258,7 milioni di contributi pubblici, 944 milioni di ricavi gestionali e 168,9 milioni di altri ricavi. Dalla vendita dei biglietti ha, inevce, ricavato solo 421,3 milioni, dalle sponsorizzazioni 353,7 mln, dall&rsquo;affitto degli spazi ai Paesi partecipanti 19,2 mln. Le concessioni di spazi e servizi di Padiglione Italia hanno generato ricavi per 29,2 milioni di euro, le royalties sul cibo e il merchandising a 27,8 milioni. Il risultato complessivo del progetto, dal 2009 al 2015 porta ad un patrimonio netto di 30,7 milioni di euro al 31 dicembre.</p>
<p>Considerando i 7,7 milioni per la gestione fino al 18 febbraio 2016, <strong>il patrimonio netto della societ&agrave; al momento della liquidazione &egrave; stato di 23 milioni di euro</strong>.<br>Per mandare Expo in pareggio coi soli ingressi da botteghino, si evince, Ogni visitatore avrebbe dovuto pagare un biglietto di poco pi&ugrave; di 100 euro.</p><p>URL del Link: <a href="https://www.imolaoggi.it/2016/05/13/expo-il-conto-finale-e-costata-22-miliardi-di-euro/">https://www.imolaoggi.it/2016/05/13/expo-il-conto-finale-e-costata-22-miliardi-di-euro/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/42493/vi-dicevano-che-senza-lo-stato-non-si-poteva-telefonare-</guid>
	<pubDate>Mon, 18 Apr 2016 08:46:24 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/42493/vi-dicevano-che-senza-lo-stato-non-si-poteva-telefonare-</link>
	<title><![CDATA[VI DICEVANO CHE SENZA LO STATO NON SI POTEVA TELEFONARE !]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Fino agli anni &rsquo;80 del 1900, nessuna persona di buon senso, a domanda specifica, avrebbe risposto che la presenza di un apparecchio telefonico in ogni casa sarebbe stata concepibile senza una societ&agrave; di telecomunicazioni dello Stato.</p>
<p>Forse i pi&ugrave; giovani non sanno che un <strong>utente SIP</strong> (<em>cio&egrave; tutti</em>) che avesse attaccato alla presa di casa un telefono non omologato (<em>e se era omologato costava un botto</em>), rischiava grosso.</p>
<p><img src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/b0/Sirio_(telefono).jpg" alt="telefono SIP" width="550" style="border: 0px;"></p>
<p>Chi comprava un telefono combinato con memoria o funzione viva voce, chi acquistava una segreteria telefonica attivabile a distanza di marca xxx, non presente a catalogo SIP, e quindi non omologata, doveva nascondere il prodotto all&rsquo;arrivo di un tecnico in caso di intervento sulla linea. Costui poteva (anche se non lo faceva) denunciare l&rsquo;utente e la SIP aveva il potere di staccargli la linea, perch&egrave; le linee erano PROPRIETA&rsquo; DI UN ENTE PUBBLICO e ci si dovevano connettere SOLO i dispositivi certificati.</p>
<p>Quindi nella mente del popolo era marchiata a fuoco l&rsquo;uguaglianza telefonia = stato. Meno male che non &egrave; pi&ugrave; cos&igrave;. O forse &egrave; ancora cos&igrave;? Suggerisco qualche eguaglianza ancora vividamente marchiata nella cultura di massa partendo da quelle che nessuno oggi accetterebbe pi&ugrave;.</p>
<p>TELEFONIA = STATO<br>VOLI AEREI DI LINEA = STATO<br>queste imposizioni non le accettiamo pi&ugrave;, ma</p>
<p>STRADE = STATO<br>CURE MEDICHE = STATO<br>EDILIZIA LOW COST = STATO<br>ISTRUZIONE = STATO<br>TELEVISIONE = STATO<br>TRASPORTI URBANI = STATO<br>etc. etc. etc.</p>
<p>La logica dimostra che, cos&igrave; come si pu&ograve; telefonare senza Stato a costi pi&ugrave; bassi e volare senza linea aeree di Stato a costi pi&ugrave; bassi, si pu&ograve; fare TUTTO quello che la gente pensa necessiti della mano pubblica a costi pi&ugrave; bassi e con maggiore efficienza.</p><p>URL del Link: <a href="https://www.movimentolibertario.com/2016/04/quando-vi-dicevano-che-senza-lo-stato-non-si-poteva-telefonare/">https://www.movimentolibertario.com/2016/04/quando-vi-dicevano-che-senza-lo-stato-non-si-poteva-telefonare/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/42446/tasse-e-lavoro-italia-terza-tra-i-paesi-pi-tartassati</guid>
	<pubDate>Wed, 13 Apr 2016 10:50:49 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/42446/tasse-e-lavoro-italia-terza-tra-i-paesi-pi-tartassati</link>
	<title><![CDATA[Tasse e Lavoro, Italia Terza tra i paesi più tartassati]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Tutti si lamentano di pagare <strong>troppe tasse</strong>, ma c&rsquo;e&rsquo; chi ha buoni motivi per farlo.</p>
<p>E&rsquo; il caso del <strong>Belgio</strong> che, stando all&rsquo;ultimo report dell&rsquo;OCSE, &ldquo;Taxing Wages 2016&Prime;, sarebbe il paese, tra le economie industrializzate, con il cuneo fiscale, cioe&rsquo; il prelievo complessivo sulla retribuzione lord, piu&rsquo; alto: nel 2015 sarebbe stato pari al 55,3% (-0,3 punti).</p>
<p><img src="https://www.intoscana.it/site/shared/intoscana/immagini/made-in-toscana/tasi-tasse.jpg" alt="troppe tasse in Italia" width="550" style="border: 0px;"></p>
<p><strong>L&rsquo;OCSE</strong> &ndash; che ha analizzato le tasse in circa 40 paesi &ndash; ha reso il confronto, prendendo lo stipendio medio annuo e quindi sottraendo le imposte sul reddito statali e locali, cos&igrave; come i contributi previdenziali dei dipendenti. L&rsquo;organizzazione internazionale ha inoltre usato come benchmark un lavoratore senza figli o persone a carico.</p>
<p><strong>Non e&rsquo; messa meglio l&rsquo;Italia</strong> che, con un cuneo fiscale al 49% (+0,76% rispetto al 2014), si trova al quarto posto della classifica Ocse a parimerito con l&rsquo;Ungheria e dietro solo a Germania (49,4%), Austria (49,5%) e Belgio (55,3%).</p>
<p>Si tratta di una percentuale, dunque, di una spanna superiore alla media Ocse (35,9%). L&rsquo;incremento segnato dall&rsquo;Italia e&rsquo; il secondo maggiore dell&rsquo;Ocse, alle spalle del Portogallo (+0,86 al 42,1%) ed e&rsquo; da imputare in toto alle imposte del reddito, mentre sono stabili i contributi previdenziali. Secondo le rilevazioni dell&rsquo;Organizzazione, il peso del cuneo fiscale &egrave; cresciuto di quasi un punto percentuale per i single, ma soprattutto per le famiglie.</p>
<p>L&rsquo;Organizzazione internazionale ricorda che per tutti i paesi il peso del cuneo fiscale per le famiglie &egrave; generalmente pi&ugrave; basso rispetto a quello dei single senza figli, in quanto molti paesi Ocse garantiscono particolari benefici fiscali alle famiglie con figli.</p>
<p>Per quanto riguarda in particolare le famiglie monoreddito con due figli, ai primi due posti della graduatoria Ocse si trovano la Francia con un cuneo fiscale del 40,5%, seguita dal Belgio (40,4%). <strong>Subito dietro l&rsquo;Italia, invece, quarto, quinto e sesto posto sono di Finlandia</strong> (39,3%) e <strong>Austria</strong> (39%) e <strong>Grecia</strong> (38,1%). Mentre i paesi in cui il peso della tassazione incide meno sul salario percepito, ovvero quelli al fondo della classifica con un cuneo fiscale inferiore al 10%, sono Svizzera (9,8%), Irlanda (9,5%) Cile (7%) e Nuova Zelanda (4,9%).</p><p>URL del Link: <a href="https://www.wallstreetitalia.com/tasse-sul-lavoro-i-paesi-piu-tartassati-italia-terza/">https://www.wallstreetitalia.com/tasse-sul-lavoro-i-paesi-piu-tartassati-italia-terza/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/42423/def-zero-spending-review-e-nuova-stangata-fiscale-che-fine-ha-fatto-il-tesoretto-</guid>
	<pubDate>Tue, 12 Apr 2016 08:23:15 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/42423/def-zero-spending-review-e-nuova-stangata-fiscale-che-fine-ha-fatto-il-tesoretto-</link>
	<title><![CDATA[Def, zero spending review e nuova stangata fiscale. Che fine ha fatto il tesoretto ?]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Non c&rsquo;&egrave; traccia di spending review nel Def (Documento di economia e finanza), presentato dal governo. E&rsquo; quanto ritengono gli analisti del Centro Studi di Unimpresa, che affermano senza troppi giri di parole che &ldquo;il tesoretto dello spread sar&agrave; dunque usato per finanziare gli sprechi&rdquo;. Nulla che induca a sperare in una situazione, migliore, insomma, come afferma anche il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi:</p>
<p>&ldquo;Con questo Def il governo di Matteo Renzi certifica quello che ormai sappiamo da tempo: non c&rsquo;&egrave; lotta agli sprechi nel bilancio pubblico, non vengono ridotte le tasse a famiglie e imprese. Insomma, il governo non cambia verso&rdquo;.</p>
<p>Cos&igrave; scrivono gli esperti:</p>
<p>&ldquo;nei prossimi quattro anni le uscite dalle casse dello Stato cresceranno sempre, con un aumento complessivo di oltre 22 miliardi&rdquo;. La spesa pubblica &ldquo;passer&agrave; dagli 826 miliardi del 2015 ai quasi 849 del 2019; &egrave; prevista un&rsquo;impennata per le uscite correnti di 34 miliardi e per le pensioni di 20 miliardi, mentre saranno ridotti gli investimenti pubblici di quasi 7 miliardi e ci sar&agrave; un risparmio sul fronte della spesa per interessi sul debito superiore a 4 miliardi&rdquo;.</p>
<p>Unimpresa prevede che la spesa pubblica:</p>
<p>&ldquo;che nel 2015 si &egrave; attestata a quota 826,2 miliardi, arriver&agrave; a 828,7 miliardi nel 2016, a 830,06 miliardi nel 2017, a 837,7 miliardi nel 2018 e a 848,9 miliardi nel 2019. In totale &egrave; previsto un incremento di 22,6 miliardi (+2,74%) rispetto all&rsquo;anno scorso. Sono destinate a salire le uscite correnti (ovvero la spesa per stipendi dei dipendenti pubblici oltre che per appalti relativi a servizi e forniture): si passer&agrave; dai 691,2 miliardi del 2015 ai 701,4 miliardi del 2016 ai 704,5 miliardi del 2017 ai 712,3 miliardi del 2018 ai 725,3 miliardi del 2019: in totale l&rsquo;aumento sar&agrave; di 34,09 miliardi, in salita del 4,93% sullo scorso anno&rdquo;.</p>
<p><img src="https://www.tzetze.it/img/renzi_tasse_home_tzetze.jpg" alt="tasse 2016" width="550" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Di fatto:</p>
<p>&ldquo;tra il 2016 e il 2019 la spesa per le pensioni salir&agrave; di 20,5 miliardi (+7,95%); la voce legata alla previdenza si &egrave; attestata a quota 258,8 miliardi nel 2015 e salir&agrave; a 261,6 miliardi nel 2016, a 264,9 miliardi nel 2017, a 272,2 miliardi nel 2018 e a 279,3 miliardi nel 2019&Prime;. Ancora, nei prossimi quattro anni, &ldquo;caleranno gli investimenti pubblici di 6,9 miliardi (-10,47%): la spesa in conto capitale, che nel 2015 si &egrave; fermata a 66,7 miliardi, si attester&agrave; a 60,3 miliardi nel 2016 e nel 2017, passer&agrave; a 61,3 miliardi nel 2018 e scender&agrave; a 59,7 miliardi nel 2019&Prime;.</p>
<p>Riguardo alla spesa che lo Stato deve affrontare per pagare gli interessi sul debito:</p>
<p>&ldquo;&egrave; previsto un risparmio, frutto del calo dello spread, di 4,4 miliardi complessivi (-6,48%): su Bot e BTP, nel 2015 sono stati pagati interessi per 68,4 miliardi, voce che caler&agrave; a 66,7 miliardi quest&rsquo;anno, a 65,1 miliardi nel 2017 e a 64 miliardi nel biennio successivo&rdquo;.</p>
<p>Pessima notizia per i cittadini italiani, dal momento che, riguardo alle entrate:</p>
<p>&ldquo;&egrave; prevista una <strong>stangata fiscale</strong> da oltre <strong>71 miliardi tra il 2016 e il 2019</strong>. Nei prossimi quattro anni le tasse aumenteranno sistematicamente e il gettito complessivo superer&agrave; quota 855 miliardi rispetto ai 784 del 2015&Prime;. Nel 2016 le entrate nel bilancio pubblico &ldquo;si attesteranno a 789,4 miliardi, mentre nel 2017 arriveranno a 805,4 miliardi; nel 2018 si toccher&agrave; quota 831,9 miliardi e nel 2019 a quota 855,7 miliardi&rdquo;.</p><p>URL del Link: <a href="https://www.wallstreetitalia.com/dal-governo-zero-spending-review-e-nuova-stangata-fiscale/">https://www.wallstreetitalia.com/dal-governo-zero-spending-review-e-nuova-stangata-fiscale/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/42002/i-governi-una-banda-di-ladri-e-rapinatori</guid>
	<pubDate>Wed, 09 Mar 2016 09:02:42 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/42002/i-governi-una-banda-di-ladri-e-rapinatori</link>
	<title><![CDATA[I governi, una banda di ladri e rapinatori]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>di LYSANDER SPOONER*</em></p>
<p><strong>Dato che la legge di natura, la giustizia di natura, &egrave; un principio naturalmente applicabile</strong> e idoneo a un&rsquo;equa risoluzione di ogni possibile controversia che pu&ograve; sorgere tra gli uomini; che &egrave; inoltre il solo modello grazie al quale ogni controversia di qualsiasi genere, tra individuo e individuo, pu&ograve; essere risolta con equit&agrave;; che &egrave; un principio che ogni uomo vuole venga tutelato per trarne vantaggio, sia egli disposto o meno a riconoscerlo per gli altri; che &egrave; anche un principio immutabile, sempre e dovunque lo stesso, in ogni epoca e in ogni nazione; che &egrave; evidentemente necessario in ogni tempo e in ogni luogo, del tutto imparziale ed equo nei confronti di ciascuno, cos&igrave; indispensabile ovunque alla pace del genere umano , cos&igrave; vitale per la salvezza e il benessere di ogni individuo; che &egrave;, inoltre, appreso con cos&igrave; tanta facilit&agrave;, da tutti conosciuto e facilmente difeso da quelle associazioni volontarie che gli uomini onesti possono con prontezza e legittimit&agrave; creare a tale scopo &ndash; dato quindi che &egrave; un principio siffatto, sorgono queste domande: <strong>Perch&eacute; esso non predomina ovunque, o quasi ovunque?</strong> Perch&eacute;, secoli fa, non &egrave; stato instaurato in tutto il mondo quale unica e sola legge a cui ogni uomo o tutti gli uomini debbano essere giustamente obbligati a sottostare? Com&rsquo;&egrave; possibile che un essere umano abbia mai concepito che qualcosa di cos&igrave; evidentemente superfluo, falso, assurdo e crudele come la legislazione debba necessariamente esistere, possa essere di qualche aiuto al genere umano, o abbia un qualche posto nelle faccende degli uomini? La risposta &egrave; che, nel corso di tutte le epoche, ovunque gli uomini hanno progredito oltre lo stato selvaggio e hanno imparato ad accrescere i propri mezzi di sostentamento grazie alla coltivazione del suolo, un numero pi&ugrave; o meno grande di essi si sono uniti e organizzati per rapinare, saccheggiare e assoggettare tutti coloro che avevano accumulato ricchezza di cui ci si potesse impossessare, o che avevano dimostrato, con il proprio lavoro, di poter venir costretti a contribuire al sostentamento o al piacere di coloro che li avrebbero assoggettati.</p>
<p><strong>Queste bande di saccheggiatori</strong>, poche dapprima, hanno poi aumentato il proprio potere unendosi le une alle altre, inventando armi da guerra, imponendosi la disciplina e perfezionando le proprie organizzazioni in gruppi militari, e dividendosi tra loro il bottino (inclusi i prigionieri), in modo da rispettare le proporzioni stabilite in precedenza o secondo quanto stabilito dai loro capi (sempre desiderosi di accrescere il numero dei propri seguaci).</p>
<p><strong>Il successo di queste bande di rapinatori era cos&igrave; facile,</strong> dato che coloro che essi saccheggiavano e assoggettavano erano relativamente indifesi, essendo sparsi per tutto il paese, completamente impegnati a ricavare, con utensili primitivi e duro lavoro, sostentamento dalla terra, senza armi per combattere tranne bastoni e pietre, senza alcuna disciplina o organizzazione militare, n&eacute; mezzo alcuno per concentrare le loro forze o agire in accordo quando venivano attaccati all&rsquo;improvviso.</p>
<p>In tali circostanze, la sola alternativa che veniva loro<strong> lasciata per salvare la stessa vita</strong>, o la vita delle proprie famiglie, era quella di cedere non solo le messi che avevano raccolto e le terre che avevano coltivato, ma anche se stessi e persino le famiglie, come schiavi. Da quel momento in poi il loro destino era, in quanto schiavi, di coltivare per altri le terre che avevano in precedenza coltivato per s&eacute;.</p>
<p>Essendo continuamente costretti a lavorare, la ricchezza lentamente aumentava, ma finiva tutta nelle mani dei loro oppressori. Questi oppressori, vivendo esclusivamente di saccheggio e del lavoro degli schiavi, impiegando tutte le proprie energie per conquistare un bottino sempre maggiore e per assoggettare altre persone indifese, a<strong>umentando di numero, perfezionando le proprie organizzazioni e moltiplicando le armi</strong>, ampliano le loro conquiste fino a che, per mantenere quello che hanno gi&agrave; ottenuto, diventa loro necessario agire sistematicamente e cooperare gli uni con gli altri per mantenere gli schiavi in servit&ugrave;. Ma tutto questo lo possono fare solamente instaurando ci&ograve; che essi chiamano un governo, e creando ci&ograve; che essi chiamano leggi. Tutti i grandi governi del mondo &ndash; quelli che esistono oggi come quelli scomparsi &ndash; sono stati di questo tipo. Sono stati mere bande di rapinatori, che si sono associati al fine di saccheggiare, conquistare e assoggettare i propri simili.</p>
<p><strong>E le loro leggi, come le hanno chiamate, sono state solamente gli accordi a cui hanno ritenuto necessario prendere parte</strong> per difendere le proprie organizzazioni e agire insieme nel saccheggio e nell&rsquo;asservimento del prossimo, e per assicurare a ciascuno la parte di bottino pattuita. Tutte queste leggi non sono in realt&agrave; pi&ugrave; vincolanti di quanto lo siano gli accordi che i briganti, i banditi e i pirati ritengono necessario stabilire tra loro per una migliore realizzazione dei propri crimini e una pi&ugrave; pacifica divisione del bottino.</p>
<p>Pertanto, tutta la legislazione del mondo ha fondamentalmente avuto origine dal desiderio di una classe di persone di saccheggiare e assoggettare i propri simili, e di possederli come fossero una propriet&agrave;. Con l&rsquo;andare del tempo la classe dei ladri e degli schiavisti &ndash; che si era impossessata di tutta le terra e <strong>possedeva tutti i mezzi per produrre ricchezza</strong> &ndash; giunse a scoprire che il modo pi&ugrave; semplice di amministrare gli schiavi, e renderli redditizi, non era che ciascun proprietario avesse un determinato numero di schiavi, come aveva fatto in precedenza o come se possedesse altrettanti capi di bestiame, bens&igrave; quello di concedere loro quel poco di libert&agrave; sufficiente per far s&igrave; che si addossassero le responsabilit&agrave; del loro sostentamento, e tuttavia obbligarli a vendere il proprio lavoro alla classe dei proprietari terrieri &ndash; i loro precedenti padroni &ndash; al prezzo che questi ultimi avrebbero deciso di concedere loro.</p>
<p><strong><a rel="nofollow" href="https://i1.wp.com/www.miglioverde.eu/wp-content/uploads/2013/04/Schiavi.jpg"><img src="https://i1.wp.com/www.miglioverde.eu/wp-content/uploads/2013/04/Schiavi.jpg?resize=267%2C200" alt="Schiavi" style="border: 0px;"></a></strong></p>
<p><strong><a rel="nofollow" href="https://i1.wp.com/www.miglioverde.eu/wp-content/uploads/2013/04/Schiavi.jpg"></a>Logicamente questi schiavi liberati,</strong> come qualcuno li ha erroneamente definiti, non possedendo terre o altre propriet&agrave; n&eacute; mezzi per procurarsi un sostentamento indipendente, non avevano altra scelta &ndash; per non morire di fame &ndash; che quella di vendere il proprio lavoro ai proprietari terrieri, ottenendo in cambio solo quanto era necessario per vivere, e a volte neanche quello.</p>
<p>Questi schiavi liberati, come venivano chiamati, ora erano appena meno schiavi di quanto lo fossero in precedenza. I loro mezzi di sostentamento erano forse addirittura pi&ugrave; precari di quando ciascuno aveva un padrone interessato a mantenerlo in vita. <strong>Essi erano soggetti, a seconda del capriccio o dell&rsquo;interesse del proprietario terriero,</strong> ad essere cacciati dalla casa, privati del lavoro e anche della possibilit&agrave; di guadagnarsi da vivere grazie ad esso.</p>
<p>Erano dunque moltissimi, spinti alla necessit&agrave; di mendicare, rubare o morire di fame, e divennero, logicamente, pericolosi per i possedimenti e la quiete dei loro pi&ugrave; recenti padroni. <strong>La conseguenza fu che i nuovi padroni ritennero necessario, per la sicurezza propria e dei propri averi</strong>, organizzarsi meglio come governo, e creare leggi per tenere in servit&ugrave; questi individui pericolosi; leggi, cio&egrave;, che determinassero i prezzi a cui fossero obbligati a lavorare, e che stabilissero inoltre terribili punizioni, anche la morte, per i furti e le trasgressioni che quelli venivano spinti a commettere come unico mezzo per non morire di fame.</p>
<p>Queste leggi hanno continuato ad essere in vigore per centinaia e, in alcuni paesi, per migliaia di anni, e oggigiorno sono in vigore, con maggiore o minore severit&agrave;, in quasi tutti i paesi del mondo. Lo scopo e l&rsquo;effetto di queste leggi sono stati quelli di conservare nelle mani della classe dei saccheggiatori e degli <strong>schiavisti il monopolio</strong> di tutte le terre e, nei limiti del possibile, di tutti gli altri mezzi per produrre ricchezza, e di mantenere in tal modo la maggioranza dei lavoratori in uno stato di povert&agrave; e di dipendenza tale da obbligarli a vendere il proprio lavoro ai propri oppressori per la paga minima che permettesse loro di sopravvivere.</p>
<p>Il risultato di tutto ci&ograve; &egrave; che la poca ricchezza che esiste al mondo &egrave; tutta nelle mani di pochi, vale a dire nelle mani della classe schiavista che crea le leggi, i cui membri sono tanto schiavisti nello spirito oggi come in passato, ma che raggiungono i propri scopi grazie alle leggi che creano per tenere i <strong>lavoratori asserviti</strong> e dipendenti, invece di possedere ciascuno i propri schiavi come beni mobili.</p>
<p>Quindi l&rsquo;intera questione della legislazione, che ha raggiunto proporzioni gigantesche, ebbe la sua origine nelle cospirazioni che sono sempre esistite, tra la minoranza, allo scopo di tenere la maggioranza in servit&ugrave; e di estorcerne il lavoro e tutti i profitti del lavoro. <strong>E i veri motivi e lo spirito che stanno alla base di tutta la legislazione</strong> &ndash; nonostante le finzioni o i travestimenti dietro i quali cercano di nascondersi &ndash; sono oggi gli stessi di sempre. L&rsquo;intero scopo di questa legislazione &egrave; semplicemente far s&igrave; che una classe di uomini sia tenuta in sottomissione e schiavit&ugrave; da un&rsquo;altra.</p>
<p><strong>Cos&rsquo;&egrave; allora la legislazione?</strong> E&rsquo; una presa di possesso, da parte di un uomo o di un gruppo di uomini, del controllo assoluto e irresponsabile su tutti gli altri uomini che essi possono sottomettere al proprio potere.</p>
<p><strong>E&rsquo; la presa di possesso di un uomo o di un gruppo di uomini del diritto di assoggettare tutti gli altri al proprio volere e al proprio servizio.</strong> E&rsquo; la presa di possesso di un uomo o di un gruppo di uomini del diritto di abolire completamente tutti i diritti di natura, tutta la naturale lib</p><p>URL del Link: <a href="https://www.miglioverde.eu/governi-overo-bande-di-saccheggiatori-e-rapinatori/">https://www.miglioverde.eu/governi-overo-bande-di-saccheggiatori-e-rapinatori/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/41876/canone-rai-limporto-richiesto-non-sar-quello-da-versare-in-bolletta</guid>
	<pubDate>Thu, 03 Mar 2016 14:47:53 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/41876/canone-rai-limporto-richiesto-non-sar-quello-da-versare-in-bolletta</link>
	<title><![CDATA[Canone Rai: l'importo richiesto non sarà quello da versare in bolletta]]></title>
	<description><![CDATA[<p>A luglio arriver&agrave; il canone Rai nella bolletta della luce come previsto dalla Legge di Stabilit&agrave; del governo Renzi e per le famiglie si tratta dell&rsquo;ennesima gatta da pelare. Secondo le stime delle associazioni dei consumatori, come riporta il quotidiano Libero, sono 5 milioni su un totale di 24, quasi una su cinque, le famiglie che rischiano di vedersi addebitare il canone in maniera illegittima se i Comuni non forniranno in tempo i dati corretti delle famiglie anagrafiche.</p>
<p>&Egrave; il direttore gestione tributi dell&rsquo;Agenzia delle entrate, Paolo Savini che lancia l&rsquo;allarme sostenendo che il pagamento del canone in bolletta &ldquo;assume cruciale importanza la corretta individuazione della famigli anagrafica&rdquo;. In sostanza sono i Comuni che devono trasmettere i dati riguardanti le famiglie anagrafiche e il tempo stringe e le preoccupazioni dei consumatori aumentano anche perch&eacute; sembra che le societ&agrave; elettriche hanno 6 mesi di tempo per rimborsare i contribuenti in caso di pagamento indebito, un tempo troppo lungo.</p>
<p><img src="https://movimentobaseitalia.altervista.org/wp-content/uploads/2015/10/canone-rai-in-bolletta-enel.jpg" alt="canone rai in bolletta" width="550" style="border: 0px;"></p>
<p>Da qui l&rsquo;appello dell&rsquo; Unione Nazionale Consumatori tramite il suo presidente Massimiliano Dona.</p>
<blockquote>
<p>&ldquo;Se &egrave; vera l&rsquo;ipotesi di bozza di decreto emersa in queste ore, &egrave; ancor pi&ugrave; inaccettabile che le&nbsp;<strong>societ&agrave; elettriche</strong>&nbsp;abbiano 6 mesi di tempo per restituire il maltolto al consumatore per i pagamenti non dovuti del Canone. Chiediamo che i rimborsi avvengano nella prima bolletta utile dopo l&rsquo;invio della richiesta da parte del cliente e della dovuta autocertificazione (&hellip;)&rdquo;.</p>
</blockquote>
<p>Anche le compagnie elettriche sono sul piede di guerra, preoccupate per i costi che dovranno sopportare come spiega il presidente di Assoelettrica,<strong>Chicco Testa.</strong></p>
<blockquote>
<p>&ldquo;Quello dei rimborsi alle compagnie elettriche che gestiranno il&nbsp;<strong>canone Rai</strong>&nbsp;in bolletta &egrave; un tema ancora aperto e bisogner&agrave; trovare una forma perch&eacute;, indubbiamente, noi i costi ce li abbiamo. Pi&ugrave; o meno saranno qualche decina di milioni di euro per tutto il comparto. Dobbiamo fare un investimento per trasformare i nostri sistemi informativi ma, soprattutto, bisogna pensare alla gestione amministrativa&rdquo;.</p>
</blockquote>
<p>Inoltre un&rsquo;altra polemica &egrave; dietro l&rsquo;angolo. Sembra che siano circa venti le isole italiane in cui il canone Rai non arriver&agrave; con la&nbsp;<strong>bolletta elettrica</strong>&nbsp;come nel resto del Paese e questo perch&egrave; tail isole hanno reti elettriche piccole e autonome. Nello specifico si tratta di Ustica, isole Tremiti, Levanzo, Favignana, Lipari, Lampedusa, Linosa, Merettimo, Giglio, Capri, Pantelleria, Stromboli, Panarea, Vulcano, Salina, Alicudi, Filicudi, Capraia e Ventotene. Si attende cos&igrave; che l&rsquo;Agenzia delle Entrate con uno specifico provvedimento decida le modalit&agrave; di pagamento del canone tv.</p>
<p>Ma forse una piccola buona notizia per tutti all&rsquo;orizzonte sembra ci sia: chi non paga il&nbsp;<strong>canone Tv</strong>&nbsp;non si vedr&agrave; staccata la corrente elettrica. Nella bozza di decreto allo studio del governo si legge:</p>
<blockquote>
<p>&ldquo;In caso di pagamento parziale della&nbsp;<strong>fattura elettrica</strong>&nbsp;senza indicazione da parte dell&rsquo;utente dell&rsquo;imputazione delle somme pagate, l&rsquo;imputazione avviene prioritariamente alla fornitura elettrica&rdquo;.</p>
</blockquote>
<p>Ovviamente Equitalia sar&agrave; sempre dietro l&rsquo;angolo. Significa che se il contribuente paga solo una parte della&nbsp;<strong>bolletta della luce,</strong>&nbsp;indicando che la maggior parte dei soldi serva a saldare la fattura sull&rsquo;utenza elettrica, la compagnia non staccher&agrave; la luce, ma dovr&agrave; avvertire comunque Equitalia.</p><p>URL del Link: <a href="https://www.wallstreetitalia.com/canone-rai-in-bolletta-importo-richiesto-non-sara-quello-da-versare/">https://www.wallstreetitalia.com/canone-rai-in-bolletta-importo-richiesto-non-sara-quello-da-versare/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
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	<pubDate>Wed, 24 Feb 2016 15:12:35 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/41805/le-spese-nascoste-dal-governo-renzi-un-miliardo-a-settimana</link>
	<title><![CDATA[Le spese nascoste dal governo RENZI: un miliardo a settimana]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="color: #666666; font-size: 13.808px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: start; float: none; background-color: #ffffff;">Null'altro che le solite due facce del governo Renzi, anche in tema di revisione della spesa pubblica.</span></p>
<p><span style="color: #666666; font-size: 13.808px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: start; float: none; background-color: #ffffff;"><span style="color: #666666; font-size: 13.808px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: start; float: none; background-color: #ffffff;">il consulente alla spending review e alter ego del premier, Yoram Gutgeld, ha scritto al Sole 24 Ore rivendicando i &laquo;risultati importanti di un impegno che il governo intende proseguire&raquo; sostenendo che in due anni sono stati conseguiti oltre 25 miliardi di riduzione di spesa coniugati a una riduzione delle tasse per 28 miliardi. In quello stesso momento, il Centro studi Unimpresa smentiva l'ottimismo di Gutgeld. Nel pomeriggio un'altra doccia fredda, questa volta proveniente dalla Funzione pubblica: nel 2014 le spese per consulenze esterne della Pa nel 2014 sono aumentate del 61,3% su base annua a 1,19 miliardi di euro.Ma andiamo con ordine. Secondo il Centro studi Unimpresa, infatti, non solo non &egrave; stata attuata una vera spending review, ma l'anno scorso &egrave; aumentato pure il carico fiscale. In particolare, la spesa pubblica &egrave; cresciuta di 52 miliardi di euro, mentre le tasse sono cresciute di quasi 26 miliardi: l'esatto contrario di quanto affermato trionfalisticamente da Gutgeld. Nel 2015 le uscite correnti del bilancio pubblico sono, infatti, passate dai 483,8 miliardi dell'anno precedente a 536,4 miliardi.</span></span></p>
<p><span style="color: #666666; font-size: 13.808px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: start; float: none; background-color: #ffffff;"><span style="color: #666666; font-size: 13.808px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: start; float: none; background-color: #ffffff;"><img src="https://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2015/01/renzi.png" alt="sprechi governo renzi" width="500" style="border: 0px;"></span></span></p>
<p><span style="color: #666666; font-size: 13.808px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: start; float: none; background-color: #ffffff;"><span style="color: #666666; font-size: 13.808px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: start; float: none; background-color: #ffffff;"> Le entrate tributarie, invece, sono salite da 407,5 miliardi a 433,4 miliardi. Ovviamente, il ritorno alla crescita registrato nel 2015 ha attenuato l'incidenza della pressione fiscale in relazione al Pil, ma quando si guardano i dati assoluti - al di l&agrave; degli effetti del ciclo macroeconomico - si osserva come il concetto di riduzione delle tasse sia un fatto puramente nominalistico. &laquo;Il governo ci prende in giro: sono chiacchiere quelle sulla spending review e sono chiacchiere pure quelle sulla sforbiciata al prelievo fiscale&raquo;, ha commentato il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi sintetizzando il renzismo in uno slogan (&laquo;Tante promesse, molti annunci e zero fatti concreti&raquo;).Non poca sorpresa hanno poi destato i dati diffusi dal ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia. Sono tornati, infatti, ad aumentare i compensi per gli incarichi conferiti da Regioni, ministeri, universit&agrave; e tutto il resto della Pa, sfiorando gli 1,2 miliardi. Insomma, si &egrave; tornati a pescare fuori dal perimetro della Pa, che gi&agrave; conta 3,2 milioni di dipendenti. I dati, che emergono dall'Anagrafe delle prestazioni restituiscono una fotografia poco edificante. Il numero di soggetti chiamati a consulenze e collaborazioni &egrave; aumentato del 15,7% su base annua nel 2014, ma ancora pi&ugrave; significativo &egrave; l'incremento di quanti hanno ottenuto un compenso (+48%). Il primato spetta al comparto delle Regioni, che nel 2014 ha registrato un aumento dei costi per la voce in questione del 113%, seguito da ricerca (+56%) e scuola (+55%). Non si sottrae all'incremento nemmeno il comparto &laquo;ministeri e agenzie fiscali&raquo; (+32%). Sommando tutto il capitolo incarichi, sia interni sia esterni, si ottiene un esborso di quasi 1,5 miliardi per quasi 600mila mandati, spalmati su oltre 300mila soggetti dei quali oltre la met&agrave; &egrave; esterna alla Pa. Altro che svolta buona: la cara vecchia consulenza ai &laquo;fedeli devoti&raquo; &egrave; pi&ugrave; viva che mai.</span></span></p><p>URL del Link: <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/ecco-spese-nascoste-governo-sprecone-miliardo-settimana-1227707.html">https://www.ilgiornale.it/news/politica/ecco-spese-nascoste-governo-sprecone-miliardo-settimana-1227707.html</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/41465/senza-le-tasse-la-benzina-costerebbe-44-centesimi-al-litro</guid>
	<pubDate>Sun, 24 Jan 2016 11:10:32 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/41465/senza-le-tasse-la-benzina-costerebbe-44-centesimi-al-litro</link>
	<title><![CDATA[Senza le tasse la benzina costerebbe 44 centesimi al litro]]></title>
	<description><![CDATA[<p>L'Italia &egrave; il paese dei primati, ma ce n'&egrave; uno che &egrave; tutto nostro e di cui gli italiani, ovvero gli automobilisti, farebbero volentieri a meno: quello della benzina pi&ugrave; cara d'Europa.</p>
<p>Un litro di SUPER dovrebbe costare poco pi&ugrave; di 44 centesimi, ma al contrario il&nbsp; 70% del suo prezzo va al fisco: lo afferma il <strong>Corriere della Sera</strong> in edicola sabato 23 gennaio.</p>
<p><img src="https://www.retenews24.it/wp-content/uploads/2015/04/prezzi-carburanti.jpg" alt="costo carburanti in salita, ma il petrolio crolla" width="500" style="border: 0px;"><br> <br> <strong>Proprio cos&igrave;: quarantaquattro centesimi (44!) al litro</strong>. <br>E' quanto dovrebbe costare oggi la benzina se non vi fossero apposte le accise, il tributo indiretto applicato dallo Stato. Venerd&igrave; il costo del petrolio &egrave; sceso a circa 30 euro al barile, in calo del 67,4% rispetto al 2012. Eppure il pieno ci costa solo il 28,1% in meno. E la benzina, in Italia, costa pi&ugrave; che in tutto il resto d'Europa.<br> <br> "Per assurdo anche se i Paesi produttori ci regalassero la materia prima, un litro di verde costerebbe comunque agli italiani 1,083 euro, un litro di gasolio 0,965 euro", denuncia Faib Confesercenti.</p><p>URL del Link: <a href="https://www.corriereadriatico.it/economia/benzina_tasse-1502387.html">https://www.corriereadriatico.it/economia/benzina_tasse-1502387.html</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/40448/aumenta-il-tetto-del-contante-fino-a-3000-euro</guid>
	<pubDate>Fri, 09 Oct 2015 07:38:41 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/40448/aumenta-il-tetto-del-contante-fino-a-3000-euro</link>
	<title><![CDATA[Aumenta il tetto del contante fino a 3000 euro]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Ricordate la sinistra dura e pura anti-evasione, quella che voleva abolire l'</span><strong>uso del contante</strong><span>per prevenire possibili abusi? </span></p>
<p><span>Ma s&igrave;, quella che dava dell'<strong>evasore</strong> a chiunque si opponesse all'innalzamento del tetto ai pagamenti in contante e che ricordava come all'estero si potesse pagare col bancomat anche un caff&egrave;.</span></p>
<p><span><img src="https://www.pmi.it/wp-content/uploads/2015/06/Pagamenti-contanti.jpg" alt="limite contanti a 3000 euro" width="500" style="border: 0px;"></span></p>
<p>Bene, ora il governo starebbe seriamente studiando la possibilit&agrave; di innalzare la soglia di utilizzo del contante da mille a&nbsp;<strong>tremila euro</strong>. Era stato&nbsp;<strong>Mario Monti</strong>, in piena austerity, ad abbassare quel tetto che fino al 2008 era fermo a 12.500 euro.</p>
<p>A rivelare il retroscena &egrave;&nbsp;<em>Repubblica</em>, che per&ograve; lo <strong>nasconde</strong> tra le pagine interne della sezione economica. Tra i pi&ugrave; inclini a far approvare il provvedimento, spiega il quotidiano di Ezio Mauro, ci sarebbero i componenti<strong>&nbsp;centristi&nbsp;</strong>della maggioranza, in forte pressing anche per l'imminente inizio del<strong>&nbsp;Giubileo</strong>.</p>
<p>Albergatori e ristoratori della Capitale avrebbero chiesto un innalzamento del tetto per facilitare i pagamenti dei turisti stranieri che affluiranno nella capitale per l'Anno Santo.</p>
<p>Va notato, conclue infine&nbsp;<em>Repubblica</em>, che in&nbsp;<strong>Europa&nbsp;</strong>ben undici nazioni, tra cui Germania e Paesi Bassi, non hanno alcuna limitazione all'uso del contante; in Francia e in Spagna, ad esempio, un limite c'&egrave;, ma molto pi&ugrave; alto. A Parigi la soglia &egrave; di tremila euro, a Madrid di duemila e cinquecento.</p>
<p><span><br></span></p><p>URL del Link: <a href="https://www.ilgiornale.it/news/economia/ora-tetto-contante-salir-fino-3000-euro-1180367.html">https://www.ilgiornale.it/news/economia/ora-tetto-contante-salir-fino-3000-euro-1180367.html</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/39401/processo-contro-il-golpe-finanziario-del-2011</guid>
	<pubDate>Mon, 27 Jul 2015 07:32:04 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/39401/processo-contro-il-golpe-finanziario-del-2011</link>
	<title><![CDATA[Processo contro il golpe finanziario del 2011]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Nel 2011 l&rsquo;Italia sub&igrave; un colpo di Stato.</p>
<p>Il governo capeggiato da Silvio Berlusconi, non convinto di percorrere la via dell&rsquo;austerit&agrave;, parl&ograve; di uscita del nostro Paese dall&rsquo;euro e la finanza immediatamente passo all&rsquo;attacco sostituendo Berlusconi con un proprio governo, quello di Mario Monti. Qui il punto non &egrave; difendere o meno Berlusconi, che dopo aver subito tutto questo, per bieca convenienza, si alle&ograve; con chi lo aveva deposto votando un atto eversivo come il pareggio in bilancio in Costituzione. Il pareggio in bilancio rappresenta infatti la resa dell&rsquo;Italia alla dominazione straniera, impedendo al Paese il libero esercizio della propria sovranit&agrave; economica con violazione evidente dei principi fondamentali della Costituzione (artt. 1-11).</p>
<p><img src="https://img5.ilmessaggero.it/MsgrNews/PANORAMA/20141028_standard_e_poor_s.jpg" alt="trani processo standard &amp; poors" width="500" style="border: 0; border: 0px;"></p>
<p><span>Che cosa accadde nel 2011 lo sappiamo bene. La banca centrale europea annunci&ograve; che non avrebbe pi&ugrave; comprato i nostri titoli di Stato sul mercato secondario. Le agenzie di rating iniziarono a declassare i nostri titoli di Stato e Deutsche Bank vendette i titoli italiani in suo possesso. L&rsquo;azione coordinata degli organismi finanziari provoc&ograve; l&rsquo;impennata artificiale dello spread. Tutto questo ovviamente non bastava a portare alla resa di Berlusconi che ben sapeva che uscendo dall&rsquo;euro e recuperando la sovranit&agrave; monetaria in un Paese di grande produttivit&agrave; e forza industriale come l&rsquo;Italia non avrebbe avuto alcun problema a disintegrare il dominio finanziario. Allora la finanza colp&igrave; le sue aziende e la paura di perdere la propria ricchezza lo port&ograve; alla resa ed all&rsquo;avvento di Mario Monti, ovvero colui che con le sue politiche ha distrutto il Paese rendendo scientemente molto pi&ugrave; difficile di allora un&rsquo;uscita dal cappio europeo. Monti ha infatti distrutto, con politiche mirate, i settori trainanti dell&rsquo;economia italiana a finch&eacute; la ribellione non potesse pi&ugrave; essere una scelta praticabile.</span></p>
<p>Il disegno fu semplice e chiaro, la crisi dello spread si concluse non per le azioni distruttive di Monti ma unicamente quando la banca centrale torn&ograve; ad annunciare che avrebbe comprato illimitatamente i titoli di Stato italiani sul mercato secondario. Ovviamente tale azione fu subordinata a politiche lacrime e sangue volte allo smantellamento della sovranit&agrave; italiana. Insomma nel 2011 subimmo un&rsquo;occupazione paragonabile a quelle di carattere militare.</p>
<p>Il Paese non reag&igrave; all&rsquo;aggressione e la classe politica si posizion&ograve; sulle tipiche posizioni collaborazioniste che vediamo in atto ancora oggi con Padoan al timone. Avete letto bene, ho scritto Padoan e non Renzi. Renzi infatti &egrave; l&rsquo;uomo immagine scelto dalle forze d&rsquo;occupazione, ma il Paese &egrave; governato dal ministro dell&rsquo;economia, uomo di stretta fiducia della finanza.</p>
<p>E veniamo a Michele Ruggiero, &egrave; questo il nome dell&rsquo;unico PM italiano che ha avuto le &ldquo;palle&rdquo; di reagire concretamente a questa situazione. Ovviamente visto che la competenza in merito agli atti eversivi commessi (delitti contro la personalit&agrave; dello Stato punibili ex artt. 241 e ss. c.p.) appartiene alla dormiente Procura di Roma, Ruggiero ha dovuto &ldquo;inventarsi&rdquo; qualcosa per dare una prima spallata agli invasori. E la sua intuizione giuridica ha portato al superamento dell&rsquo;udienza preliminare ed all&rsquo;apertura del dibattimento in un processo dove i fatti del 2011 verranno analizzati con attenzione. Si celebrer&agrave; un processo dove la sovranit&agrave; e l&rsquo;indipendenza del Paese saranno al centro del dibattito.</p>
<p><span>L&rsquo;intuizione del PM di Trani &egrave; brillante. Ruggiero infatti ha trovato il modo di attaccare la finanza portando alla sbarra otto tra analisti e manager delle agenzie di rating Fitch e Standard&amp;Poor&rsquo;s. Tali agenzie sono accusate di manipolazione del mercato (<em>ecco come il PM ha aggirato la competenza romana</em>) per aver fornito false informazioni sull&rsquo;affidabilit&agrave; dell&rsquo;Italia come creditore. Lo scopo che il PM ben conosce fu una destabilizzazione dell&rsquo;Italia sui mercati finanziari deprezzando i titoli di Stato. Tutto questo per imporre un colpo di Stato che mantenesse l&rsquo;Italia sotto il dominio finanziario.</span></p>
<p>Michele Ruggiero ha svelato all&rsquo;Italia, grazie ad un&rsquo;e-mail interna di S&amp;P dell&rsquo;agosto del 2011, che gi&agrave; tre mesi prima delle dimissioni di Berlusconi, prima ancora della lettera con cui BCE detto la politica di austerit&agrave; che l&rsquo;Italia avrebbe dovuto attuare per avere il suo supporto, l&rsquo;agenzia sapeva del cambio di governo in Italia. Nella lettera, come confermato da numerosi organi di informazione, si consigliava agli investitori di &ldquo;prendere tempo&rdquo; perch&eacute; in Italia c&rsquo;era la possibilit&agrave; che venisse imposto un governo tecnico perch&eacute; Berlusconi era sotto pressione da ogni parte. Ecco che l&rsquo;oggetto del processo riguarder&agrave; indirettamente proprio quei delitti contro la personalit&agrave; dello Stato che la Procura romana ignora. Insomma da Trani, in caso di condanna e conferma che nel 2011 l&rsquo;Italia sub&igrave; un colpo di Stato, potrebbe partire l&rsquo;offensiva nazionale all&rsquo;occupazione straniera che ci sta annientando giorno dopo giorno con l&rsquo;avvallo dei collaborazionisti al governo.</p>
<p>L&rsquo;economia da sola non salver&agrave; il Paese. Non pu&ograve; farlo. Il Paese si salver&agrave; solo se assieme alla ripresa di politiche economiche volte all&rsquo;interesse nazionale la Magistratura colpir&agrave;, Costituzione e codice penale alla mano, quel potere finanziario costituito che ci ha portato in questo incubo, recuperando da essi il maltolto con quegli strumenti giuridici che l&rsquo;azione penale consente. Dobbiamo riprenderci quel tessuto produttivo che ci &egrave; stato sottratto con azioni criminali.</p>
<p>Peraltro tornando a Padoan &egrave; tutt&rsquo;altro che irrilevante rammentare ai lettori che lo stesso ha deciso di non far costituire lo Stato contro le agenzie di rating nel processo in corso, non procedendo neppure alle richieste di risarcimento per quei danni erariali che la Procura aveva evidenziato (su tutti i 2,5 miliardi pagati da Monti senza fiatare a Morgan Stanley in forza del declassamento dell&rsquo;Italia da parte di S&amp;P. Soldi dovuti in virt&ugrave; di una clausola di un contratto derivato incredibilmente sottoscritto dal governo italiano. Clausola prontamente onorata dal servile Monti nonostante S&amp;P, che conta tra i suoi azionisti proprio Morgan Stanley, fosse gi&agrave; sotto inchiesta).</p>
<p>Insomma mentre qualche euro imbecille insiste nel dire che Monti ha salvato il Paese la realt&agrave; &egrave; che un PM ed un GUP hanno gi&agrave; dimostrato il contrario e questo nonostante l&rsquo;assordante silenzio mediatico e l&rsquo;ostruzionismo del governo che si schiera con i nemici del Paese. Ruggiero ha ironicamente definito sorprendente la scelta di Padoan di non costituirsi, comunque ci&ograve; che conta &egrave; che il processo va avanti.</p>
<p>Sosteniamo questa Procura coraggiosa che pu&ograve; fare il primo fondamentale passo che porter&agrave; anche alla futura condanna di almeno 3/4 della classe politica italiana che ha lavorato al fianco dei nostri nemici perseguendo lo smantellamento della sovranit&agrave; e dell&rsquo;indipendenza nazionale.</p>
<p>Ruggiero da speranza a tutto il Paese e noi non dobbiamo lasciarlo solo. Diffondiamo quanto sta accadendo rammentando anche che durante il processo saranno escussi come testi tra gli altri addirittura Monti, Padoan, Draghi e Prodi. Ovvero alcuni dei principali traditori della nostra Repubblica.</p>
<p>Seguiremo il processo passo dopo passo soprattutto perch&eacute; proprio da tali testimonianze si potr&agrave; dare ulteriore impulso alle denunce che porto da tempo avanti contro la cessione della sovranit&agrave; nazionale. Sar&agrave; istruttivo sentire Monti e Padoan che raccontano quanto da essi compiuto davanti ad un PM che li vorrebbe alla sbarra con il ben diverso ruolo di imputati.</p>
<p>Speriamo che anche a Roma qualche Magistrato sappia rendere onore al lavoro del Collega e trovi il coraggio di procedere</p>
<p><strong><em>Avvocato Marco Mori</em></strong></p><p>URL del Link: <a href="https://www.imolaoggi.it/2015/07/26/un-pm-coraggioso-apre-un-processo-contro-il-golpe-finanziario-non-lasciamolo-solo/">https://www.imolaoggi.it/2015/07/26/un-pm-coraggioso-apre-un-processo-contro-il-golpe-finanziario-non-lasciamolo-solo/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
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