<?xml version='1.0'?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" >
<channel>
	<title><![CDATA[MSNI: Tutti i Link]]></title>
	<link>https://msni.it/bookmarks/all?offset=800</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
	<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/36424/fera-energie-rinnovabili-le-fonti-alternative-lotta-ai-cambiamenti-climatici</guid>
	<pubDate>Thu, 30 Apr 2015 18:19:22 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/36424/fera-energie-rinnovabili-le-fonti-alternative-lotta-ai-cambiamenti-climatici</link>
	<title><![CDATA[Fera energie rinnovabili: “Le fonti alternative, lotta ai cambiamenti climatici”]]></title>
	<description><![CDATA[I dati del Bloomberg Energy Finance di quest’anno segnano per il 2013 il sorpasso  delle rinnovabili rispetto alle fossili per nuova capacità installata. Nel 2014 tornano i segnali positivi, +17%, nell’investimento in fonti alternative, con la Cina che segna il record di 83 milioni di dollari. Cesare Fera, presidente di Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative: “L’aumento del mix energetico delle fonti, con il progressivo diminuire dei costi associati alle energie alternative, rappresenta un beneficio per tutti”.

Nella corsa per il primato di produzione di elettricità c’è un vincitore certo: le rinnovabili. Resta solo da capire quando il traguardo sarà tagliato. È questo, in sintesi, lo scenario che emerge dal summit annuale di Bloomberg New Energy Finance (BNEF) tenutosi a New York dal 13 al 15 aprile e nel corso del quale sono stati presentati i numeri sulla nuova capacità elettrica mondiale. Il sorpasso tra le due fonti è di fatto già avvenuto nel 2013: 143 GW di capacità in più da fonti rinnovabili contro 141 GW da fonti fossili. Se si considera che nel 2014 i nuovi GW di capacità proveniente da fonti alternative sono stati 103 in più, allora potrebbe farsi molto realistica la previsione secondo la quale entro il 2030 questo dato risulterà più che quadruplicato con quote rilevanti provenienti da eolico e solare. Per il solare, anzi, stime IEA (International Energy Agency), prevedono che nel 2050 sarà la prima fonte di produzione di energia elettrica.

La leva che fa crescere le rinnovabili è il continuo decremento dei costi di installazione, dovuto a tecnologie sempre meno onerose. Le rinnovabili sono sempre più competitive, soprattutto se si considerano i costi necessari per le attività connesse al contenimento dei danni climatici. Secondo gli studi del BNEF, la crisi economica di questi anni ha di fatto aumentato lo scostamento tra costi annuali necessari per compensare l’impronta ambientale (emissioni di CO2 in primis) e quello che effettivamente viene speso dalle aziende e dai governi su questo fronte, con il risultato che sarà sempre più conveniente fare ricorso a energie pulite, piuttosto che limitare i danni delle fossili.

Il trend mondiale spinge per un crescente investimento nelle energie rinnovabili. Eolico e solare, nonostante i già enormi sviluppi, promettono ancora ampi margini crescita per il futuro legati anche a nuove tecnologie e allo storage. – commenta Cesare Fera, Presidente di Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative, Società che opera dal 2001 nel settore delle energie rinnovabili (eolico, solare a concentrazione e biogas). Ma già oggi, con il solare termico a concentrazione, è in atto un cambiamento decisivo nell’efficientamento energetico dell’industria, che può integrare il ciclo produttivo utilizzando vapore di processo ad alta temperatura e pressione senza emettere sostanze inquinanti in atmosfera – e con rilevanti risparmi sui costi energetici.”

I dati sono stati raccolti nel Global Trends in Renewable Energy Investments, il Rapporto annuale del Programma ambientale dell’ONU (UNEP). Buona parte della nuova capacità installata da fonti rinnovabili arriva proprio da Paesi che hanno scelto in questi anni di convertire i pesanti costi per frenare i danni climatici in investimenti in energie rinnovabili: la Repubblica Popolare Cinese ha raggiunto la cifra record di 83,3 miliardi dollari impegnati nell’aumento di impianti per fonti alternative. A seguire, ma con molto distacco, Stati Uniti (38,3 miliardi di dollari) e Giappone con 35,7 miliardi di dollari. Grazie a questi Stati trainanti, nel 2014 gli investimenti globali nell’energia pulita sono cresciuti del 17% rispetto all’anno precedente, dopo due anni di segno fermo o negativo.

“Lo studio delle Nazioni Unite ci mostra come uno slancio così forte nella costruzione e avvio di impianti di energia rinnovabile e l’aumento del mix energetico delle fonti, con il progressivo diminuire dei costi associati alle energie alternative, possa rappresentare un beneficio per tutta la società” - conclude Cesare Fera, riferendosi ai dati che emergono sulla CO2 evitata. Il Rapporto, infatti calcola che nel 2014 il sistema elettrico mondiale ha emesso 1,3 miliardi di tonnellate di CO2 in meno, con un contributo fondamentale delle fonti alternative, che hanno partecipato a soddisfare la domanda elettrica nel 2014 per il 9,1% del totale.
FONTE: Fera<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/rinnovabili-sorpasso-sulle-fossili-per-nuova-capacita-installata-cesare-fera-le-fonti-alternative-strumento-di-lotta-ai-cambiamenti-climatici/">https://www.dailyfocus.net/rinnovabili-sorpasso-sulle-fossili-per-nuova-capacita-installata-cesare-fera-le-fonti-alternative-strumento-di-lotta-ai-cambiamenti-climatici/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/36423/dissenso-web-fleed-presenta-il-rapporto-no20</guid>
	<pubDate>Thu, 30 Apr 2015 18:03:29 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/36423/dissenso-web-fleed-presenta-il-rapporto-no20</link>
	<title><![CDATA[Dissenso Web: Fleed presenta il Rapporto #NO2.0]]></title>
	<description><![CDATA[L’opposizione ai tempi dei social media. Ecco la prima vera fotografia ad alta risoluzione di chi è contro in Italia. Le società Fleed digital consulting e Public Affairs Advisor hanno presentato il rapporto “#NO2.0 come il dissenso comunica sul web” che analizza la presenza in rete dei fenomeni di opposizione a infrastrutture, grandi reti e investimenti industriali eventi (No Expo, No Triv, No Tav, etc..). L’analisi è stata effettuata in un arco temporale di 5 mesi (settembre 2014-gennaio 2015) su 40 milioni di account social media, 100mila fonti web e 40 movimenti di opposizione. 

ROMA. Chiamatelo "No 2.0" o, se preferite, opposizione ai tempi dei social media. Ecco la prima vera fotografia ad alta risoluzione di chi è contro in Italia. Poco importa poi se si tratta della Tav, l'Expo, le discariche, l'eolico, le trivellazioni in Adriatico, le grandi opere. L'analisi è stata condotta da Public Affairs Advisors e da Fleed Digital consulting ed è una lente di ingrandimento su quel che è accaduto nel Web nel corso degli ultimi sei mesi. Sono stati passati al setaccio oltre venticinquemila discussioni, novemila tweet, cinquemila post su Facebook. 

Intendiamoci, l'indagine non entra nel merito della legittimità dei singoli movimenti, ma si limita a tracciarne un profilo evidenziando origine, affinità, modus operandi. Un panorama fatto da quattro milioni di account, quelli dei quali è possibile vedere pubblicamente i contenuti, e oltre centomila fra forum, blog e siti. Non è un campione rappresentativo su base demografica e statistica, ma indicativo di quanto successo su Internet.

«La prima cosa che emerge è il tramonto dell'idea del "not in my back yard" (nimby), ovvero del "mi riguarda solo se avviene nel cortile di casa", spiega Alessandro Giovannini, direttore di Fleed. «Sono pochi coloro chi si oppongono perché chiamati in causa direttamente. Il no sul Web è spesso ideologico, trasversale e non più riconducibile a un solo movimento politico parlamentare o extra parlamentare». 

In testa alla classifica c'è No Tav, nato nel 1993: ha generato un volume di discussioni tre volte superiore rispetto a quello che si oppone all'Expo dal 2007 e alle trivellazioni in Adriatico, No Triv, apparso nel 2012. Molte le differenze, ma altrettante le similitudini e abituale il sostegno reciproco malgrado luoghi e date di nascita differenti. Come i No Tav del Piemonte e i No Muos siciliani che si oppongono all'installazione dei radar della Nato dal 2009. Il No Triv invece, sorto fra Basilicata, Abruzzo e Irpinia, ovvero dove ci sono progetti di estrazione o esplorazione dei giacimenti petroliferi o di gas, è un movimento locale poi diventato nazionale collaborando con le associazioni ambientaliste per contrastare il decreto Sblocca Italia. La battaglia ha fatto fare ai No Triv anche un salto di qualità con l'alleanza con gli spagnoli che contrastano le trivellazioni a largo delle Canarie. Tanto che sui social media ora i post vengono scritti in doppia lingua, spagnolo e italiano. 

I No Tav invece preferiscono la diffusione di video, grazie all'alleanza strutturale con Anonymous. Partono da YouTube e Vimeo e poi vengono amplificati via social network. Nato in Val di Susa, ora il movimento si occupa di grandi opere a trecentosessanta gradi. «La circolazione di informazioni è velocissima» racconta Giovanni Galgano, direttore di Public Affairs Advisors. «E in certi casi si tratta di notizie incomplete o false. Ma ciò nonostante, queste forme di dissenso dimostrano che le istituzioni perdono credibilità giorno dopo giorno. I cittadini si sentono da un lato abbandonati, dall'altro protagonisti». Con una novità importante: ormai il no nasce quasi esclusivamente online, lì si evolve e poi solo dopo arriva nelle piazze. Ed è il movimento "liquido", quello sulla Rete, a diventare a volte punto di riferimento della politica e non il contrario. «Questo è un aspetto interessante», concorda Stefano Epifani, docente di comunicazione digitale a La Sapienza di Roma e autore fra gli altri del saggio Manuale di comunicazione politica online. «Se escludiamo i movimenti più grandi, ogni dissenso può esser costruito ad arte da multinazionali, gruppi di pressione, organizzazioni di vario tipo. È il "crowdlobbying" e consiste nell'utilizzare la Rete come strumento di persuasione dal basso. Ci sono aziende che, mentre continuano a fare comunicazione istituzionale, mettono in piedi pagine su Facebook di dissenso funzionali alla propria proposta». Chiunque si occupi di lobbying sta studiando questi fenomeni. «Ma attenzione: non è detto che sia fatto per fini ideologicamente spregevoli», conclude Epifani. «Greenpeace, faccio un esempio a caso, potrebbe usare simili leve per promuovere le sue battaglie. E del resto, cosa ci sarebbe di male?» Nulla, verrebbe da dire, almeno finché è tutto alla luce del sole.

FONTE: Repubblica<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1zfLr06">https://bit.ly/1zfLr06</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/36420/da-rinnovabiliit-e-itaecnr-il-nuovo-test-per-auto-elettriche</guid>
	<pubDate>Wed, 29 Apr 2015 19:09:12 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/36420/da-rinnovabiliit-e-itaecnr-il-nuovo-test-per-auto-elettriche</link>
	<title><![CDATA[Da Rinnovabili.it e ITAE-CNR il nuovo test per auto elettriche]]></title>
	<description><![CDATA[Renault Zoe ha inaugurato il nuovo protocollo sperimentale creato da Rinnovabili.it e ITAE-CNR. Con la collaborazione di ACI Vallelunga, partner logistico, sono state valutate prestazioni, consumi e risparmi dell’auto elettrica

Come è possibile orientare le proprie scelte su un prodotto, l’auto elettrica, per molti versi ancora sconosciuto? Quali sono i reali consumi, i costi e le prestazioni dei modelli di e-mobility sul mercato italiano?

Alla domanda risponde il nuovo protocollo di test per le auto elettriche nato dalla collaborazione fra Rinnovabili.it, il quotidiano sulla sostenibilità ambientale, e l’Istituto di Tecnologie Avanzate per l'Energia del Centro nazione delle Ricerche (ITAE-CNR). Il progetto, che si avvale della collaborazione di ACI Vallelunga, si propone di testare i veicoli elettrici in condizioni di guida reale, fornendo un vero e proprio identikit delle e-car poste sotto esame.  Una sorta di carta d’identità che permetta agli utenti di orientarsi verso la nuova offerta ibrida e plug in, avendo a disposizione tutte le informazioni necessarie: dalle prestazioni ai consumi effettivi, dai costi alle possibilità di ricarica sul territorio. 

Parametri necessari per indirizzare i futuri acquisti in un segmento dell’automotive che sta progressivamente acquistando corpo. 
Nonostante siano ancora poche le auto elettriche circolanti sulle strade italiane (in tutto nel 2013 in Italia ne sono state acquistate solo 864 unità) secondo l’analisi di RSE (Ricerca sul Sistema Energetico) entro il 2030 ci si dovrà aspettare un boom di vendite con almeno 10 milioni di veicoli elettrici su strada, di cui la metà concentrati nelle grandi città. Se da un lato il previsto aumento della diffusione sarà merito del fisiologico calo dei costi, dall’altro un elemento decisivo sarà anche il superamento della diffidenza da parte del consumatore. Proprio in questo contesto si pone il nuovo protocollo di test di Rinnovabili.it e ITAE-Cnr, nato con l’obiettivo di colmare il gap di informazioni attraverso un’analisi scientifica e standardizzata di prestazioni e consumi e che sia, allo stesso tempo,  puntuale e di facile lettura. 

“Esiste da parte dei nostri lettori una forte domanda di informazione sulle reali caratteristiche dei veicoli elettrici  - commenta Mauro Spagnolo, direttore del quotidiano Rinnovabili.it -  E’ per questo che abbiamo, in collaborazione con l’autorevole Istituto ITAE-CNR, realizzato un protocollo di test appositamente concepito per diffondere, in modo certificato e indipendente, i dati su questi mezzi. Al progetto partecipa anche un terzo straordinario partner, ACI Vallelunga, che garantisce la logistica dei test”

Perché realizzare un nuovo test per auto elettriche? Alla domanda risponde Salvatore Freni Direttore di ITAE-CNR “Una valida e sostenibile strategia di sviluppo dei trasporti che possa da un lato rispondere alla crescente richiesta di movimentazione e dall’altro ridurre l’impatto in ambito urbanistico e territoriale non può non tenere conto delle nuove tecnologie disponibili e dei miglioramenti ottenuti nel campo dei sistemi di accumulo dell’elettricità. Il CNR-ITAE da lungo tempo opera  sui sistemi di propulsione elettrici e/o ibridi che risultano essere apparati ideali per le auto di nuove generazione”.

La prima prova è già stata eseguita con il test della Renault Zoe, la berlina a 5 posti e 100% elettrica, sul circuito del centro guida sicura ACI-SARA di Vallelunga. Il veicolo è stato “passato ai raggi X” per determinarne prestazioni, dinamica e punti forza e poter fornire una doppia valutazione, dal punto di vista ambientale e da quello economico. 

E sono in programma numerosi altri test di veicoli elettrici ed ibridi con l’intento di fornire, nel tempo, un panorama completo dell’offerta presente sul mercato italiano. Il terreno di prova sarà ovviamente sempre quello di Aci Valleunga
“Abbiamo creduto fin da subito - afferma Alfredo Scala, direttore generale di ACI Vallelunga - alla necessità di creare un nuovo e scientifico protocollo di test per i veicoli, soprattutto per quelli dotati delle nuove tecnologie di propulsione elettrica ed ibrida, che ancora più necessitano di essere oggetto di una comunicazione chiara ed efficace per il consumatore. Abbiamo accettato con entusiasmo la proposta di essere partner di organizzazioni così qualificate. Le strutture da noi gestite, quella di Vallelunga e quella che si sta per inaugurare a Milano, il Driving Village, sono ideali per effettuare test tecnici e prestazionali, riuscendo sempre a simulare condizioni stradali e di guida assolutamente in linea con quelle reali. La nostra attività di guida sicura è da anni orientata anche ad una guida attenta all’efficienza e all’impatto in generale, con ormai molte aziende che ci richiedono una formazione ECO &amp; Safe per il proprio personale. E poi siamo già da anni impegnati nella tutela ambientale: l’energia elettrica che consumiamo è integralmente prodotta dai nostri impianti fotovoltaici e l’acqua utilizzata per le prove sul bagnato viene riciclata e depurata”.

Dopo ogni test, Rinnovabili.it pubblicherà una scheda approfondita in cui verranno riportati gli esami effettuati e risultati conseguiti, le caratteristiche di ricarica e la localizzazione delle stazioni e delle colonnine di e-charger, unitamente alle offerte commerciali e alla Tabella dei risparmi. “Ci auguriamo – conclude Spagnolo - che questo nuovo servizio acceleri la diffusione della viabilità elettrica indispensabile per la qualità ambientale delle nostre città”. 

CONSULTA LA SCHEDA RIASSUNTIVA DELLA RENAULT ZOE ALL’INDIRIZZO: https://www.rinnovabili.it/mobilita/test-auto-elettriche-renault-zoe-prova-667/

GUARDA IL VIDEO DELLA PROVA: https://www.youtube.com/watch?v=USnJsxlk_K8

Rinnovabili.it - Il quotidiano web della sostenibilità, dell'efficienza energetica e dell'uso delle fonti rinnovabili. Ogni giorno fornisce un attento servizio informativo dalle più autorevoli fonti nazionali ed internazionali, oltre che commenti e inchieste di grandi firme del giornalismo e del mondo scientifico Italiano. Appena rinnovato nella veste grafica, nei contenuti e nella multimedialità, il quotidiano è suddiviso in 12 sezioni tematiche (Ambiente, Energia, GreenBuilding, SmartCity, Mobilità, Ecodesign, Re-Auto, Innovazione, Cultura, GreenEconomy, Econormativa ed Eventi) oltre a 16 Blog monografici, 3 newsletter settimanali, un periodico quindicinale ed uno mensile

Ufficio stampa Rinnovabili.it
ufficiostampa@rinnovabili.it
0686211947
www.rinnovabili.it<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1HSp2sJ">https://bit.ly/1HSp2sJ</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Mauro Spagnolo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/36414/gulli-novartis-vaccines-tra-le-aziende-vincitrici-del-family-friendly</guid>
	<pubDate>Mon, 27 Apr 2015 17:20:13 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/36414/gulli-novartis-vaccines-tra-le-aziende-vincitrici-del-family-friendly</link>
	<title><![CDATA[Gulli Novartis Vaccines tra le aziende vincitrici del ‘Family Friendly’]]></title>
	<description><![CDATA[Novartis Vaccines è tra le aziende vincitrici del Family Friendly, bando promosso dalla Provincia di Siena in collaborazione con la Camera di Commercio e il Comitato Imprenditoria Femminile. Novartis Vaccines è stata premiata per “i servizi e i benefit legati alla conciliazione fra lavoro, famiglia e genitorialità”. “Si tratta di un riconoscimento molto importante che valorizza l’impegno portato avanti da Novartis Vaccines nella progettazione e attuazione di strumenti, servizi e programmi volti a facilitare il raggiungimento di un più stabile e soddisfacente equilibrio fra lavoro e vita familiare” ha commentato Francesco Gulli, AD di Novartis Vaccines. 

Testo tratto dal sito Go News del 4 giugno 2014

Novartis Vaccines è tra le aziende vincitrici del Family Friendly, bando promosso dalla Provincia di Siena in collaborazione con la Camera di Commercio e il Comitato Imprenditoria Femminile. Il bando è rivolto a realtà e aziende locali che promuovono in maniera efficace pari opportunità e conciliazione della vita familiare e lavorativa a favore dei propri dipendenti. Novartis Vaccines è stata premiata per “i servizi e i benefit legati alla conciliazione fra lavoro, famiglia e genitorialità”. 

“Si tratta di un riconoscimento molto importante che valorizza l’impegno portato avanti da Novartis Vaccines nella progettazione e attuazione di strumenti, servizi e programmi volti a facilitare il raggiungimento di un più stabile e soddisfacente equilibrio fra lavoro e vita familiare al fine di permettere, soprattutto a collaboratrici e collaboratori con figli, di dedicarsi con maggiore serenità al loro lavoro e sviluppo professionale” ha commentato Francesco Gulli, AD di Novartis Vaccines. 

Queste iniziative rientrano in un programma più ampio, il Diversity &amp; Inclusion, avviato nel 2009 da Novartis Vaccines con l’obiettivo di implementare politiche e programmi dinamici e innovativi, capaci di valorizzare le diversità all’interno dell’azienda, partendo dall’assunto che un ambiente di lavoro ricco di varietà di genere, cultura, carattere e stili di vita sia il presupposto per la crescita dell’azienda e dei propri collaboratori. 

Al fine di facilitare il migliore bilanciamento fra lavoro e vita privata, sono stati così promossi servizi utili accessibili direttamente in azienda, nelle due sedi di Siena e Rosia: pagamento di bollettini postali, lavanderia, calzolaio e altro ancora. A tutto questo si affiancano progetti per sostenere le dipendenti nel delicato periodo del rientro al lavoro dopo la maternità, ad esempio attraverso percorsi condivisi fra responsabili e collaboratrici, coaching e altre facilitazioni come i parcheggi rosa all’interno dell’azienda, riservati a donne dal sesto mese di gravidanza in poi, e l’asilo nido aziendale per bambini dai 12 ai 36 mesi, figli di dipendenti. “Siamo molto soddisfatti dell’andamento di questo progetto” ha aggiunto Gulli “particolarmente apprezzato anche dai nostri collaboratori, che lo considerano di estrema utilità”.

Fonte: Go News<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/unazienda-a-formato-famiglia-francesco-gulli-novartis-vaccines-tra-le-aziende-vincitrici-del-family-friendly/">https://www.dailyfocus.net/unazienda-a-formato-famiglia-francesco-gulli-novartis-vaccines-tra-le-aziende-vincitrici-del-family-friendly/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/36413/cloud-simona-giorgetti-poste-italiane-ottiene-certificazione-british-standards-institution</guid>
	<pubDate>Mon, 27 Apr 2015 16:01:29 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/36413/cloud-simona-giorgetti-poste-italiane-ottiene-certificazione-british-standards-institution</link>
	<title><![CDATA[Cloud, Simona Giorgetti: “Poste Italiane ottiene certificazione British Standards Institution”]]></title>
	<description><![CDATA[Servizi Cloud, l’ente di certificazione inglese British Standards Institution ha rilasciato a Poste Italiane le certificazioni ISO/IEC 27001 e CSA STAR dei servizi core erogati dal suo Computer Emergency Response Team, centro di gestione e coordinamento delle attivita’ di prevenzione, analisi e risposta alle minacce informatiche. Simona Giorgetti, in qualità di Direttore Comunicazione Esterna di Poste Italiane: “Un primato per Poste Italiane e per l’Italia che ricopre ora un ruolo di primissimo piano nello scenario dei servizi Cloud e si pone come modello di innovazione e di business”.

Cloud
Testo tratto da Italia Oggi del 28 gennaio 2014

L’ente di certificazione inglese, British Standards Institution (Bsi), ha rilasciato a Poste Italiane le certificazioni ISO/IEC 27001 e CSA STAR dei servizi core erogati dal suo Computer Emergency Response Team, centro di gestione e coordinamento delle attivita’ di prevenzione, analisi e risposta alle minacce informatiche. Si tratta di “un primato per Poste Italiane e per l’Italia che, con Regno Unito e Cina, ricopre ora un ruolo di primissimo piano nello scenario dei servizi Cloud e si pone come modello di innovazione e di business, considerando la sicurezza dei servizi digitali come la componente fondamentale del proprio sviluppo” – ha affermato Simona Giorgetti, Direttore Comunicazione Esterna di Poste Italiane.

“La certificazione CSA STAR – prosegue Simona Giorgetti – è l’unica che ad oggi garantisce e consente di dimostrare in maniera oggettiva un elevato livello di sicurezza dei servizi forniti in modalita’ Cloud. Questa certificazione costituisce un importante passo avanti nell’erogazione dei servizi secondo il paradigma del Cloud, incoraggiando i Service Provider a considerare le funzionalità di sicurezza e trasparenza un elemento essenziale e di differenziazione nel mercato”.

FONTE: Italia Oggi<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/cloud-simona-giorgetti-poste-italiane-ottiene-certificazione-british-standards-institution/">https://www.dailyfocus.net/cloud-simona-giorgetti-poste-italiane-ottiene-certificazione-british-standards-institution/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/36412/francesco-gulli-novartis-politica-hse-ambiente-salute-e-sicurezza</guid>
	<pubDate>Mon, 27 Apr 2015 12:31:50 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/36412/francesco-gulli-novartis-politica-hse-ambiente-salute-e-sicurezza</link>
	<title><![CDATA[Francesco Gulli Novartis: Politica “HSE” ambiente, salute e sicurezza]]></title>
	<description><![CDATA[Corporate Social Responsability. Il rispetto dell’ambiente e la tutela della salute e dell’incolumità dei dipendenti sono i pilastri su cui poggia la Responsabilità Sociale del Gruppo Novartis, azienda firmataria del protocollo di Kyoto. Il concetto di crescita sostenibile coincide con quello di eco-compatibilità e di sicurezza delle attività svolte.  Francesco Gulli, AD Novartis Vaccines: “Questo significa dedicare una particolare attenzione sia alla protezione dell’ambiente sia alla gestione dei rischi, affinché siano garantite la salute e la sicurezza dei collaboratori del Gruppo, dei clienti, delle comunità e di chiunque sia coinvolto nelle attività dell’azienda”.

Testo tratto dal sito Novartis Vaccines
Il rispetto dell’ambiente e la tutela della salute e dell’incolumità dei dipendenti sono i pilastri su cui poggia la Responsabilità Sociale del Gruppo Novartis, azienda firmataria del protocollo di Kyoto.
Il concetto di crescita sostenibile coincide con quello di eco-compatibilità e di sicurezza delle attività svolte: questo significa dedicare una particolare attenzione sia alla protezione dell’ambiente sia alla gestione dei rischi, affinché siano garantite la salute e la sicurezza dei collaboratori del Gruppo, dei clienti, delle comunità e di chiunque sia coinvolto nelle attività dell’azienda.
Presso gli stabilimenti di Siena e di Rosia è stata formalmente adottata una Politica “HSE” (Health, Safety, Environment), che descrive gli impegni dell’azienda in materia di ambiente, salute e sicurezza e di cui potete trovare copia alla fine di questa pagina.

Francesco Gulli, AD Novartis Vaccines: “Negli ultimi anni, i principali sforzi sono stati concentrati nello sviluppo di un sistema integrato di gestione ambientale e di salute e sicurezza, in conformità ai requisiti degli standard internazionali ISO 14001 e OHSAS 18001 (certificazioni ottenute nel luglio 2008 e confermata anche nel maggio del 2013), con l’obiettivo di migliorare costantemente le prestazioni aziendali in questi campi”.

Risale al dicembre 2012 l’ultimo riconoscimento in ordine di tempo conseguito da Novartis Vaccines and Diagnostics, risultato tra i vincitori del prestigioso concorso “Siena Carbon Free 2015”, organizzato da Provincia di Siena e Apea con la collaborazione dell’Università di Siena. Ciò testimonia l’impegno di NV&amp;D in termini di sostenibilità ambientale, innovazione ed uso efficiente dell’energia. Ad essere premiato è stato il progetto di Risparmio Energetico realizzato dal Reparto di Ingegneria e Manutenzione presso lo stabilimento produttivo di Rosia a partire dal 2007.
Grazie a questa iniziativa, che ha visto l’installazione di gruppi frigoriferi ad alta efficienza per la produzione di acqua refrigerata, sistemi di recupero del calore sulle caldaie di produzione del vapore, recupero di acqua di scarto dagli impianti di produzione per utilizzo di usi industriali e l’installazione di sistemi di scarico condensa del vapore ad alta efficienza, lo stabilimento è riuscito a ridurre sensibilmente i consumi di acqua, gas ed energia elettrica. 

I risparmi ottenuti dal 2008 al 2013
Consumi di gas metano: -10.8 % per un consumo equivalente di circa 2000 abitanti
Consumi di energia elettrica: -4 % (1.5 MWh) per un consumo equivalente di circa 800 abitazioni
Consumi di acqua: -25% per un consumo equivalente di circa 1000 abitanti

Fonte: Novartis Vaccines<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/sostenibilita-innovazione-e-sicurezza-francesco-gulli-novartis-vaccines-attenzione-alla-protezione-dellambiente-e-alla-gestione-dei-rischi/">https://www.dailyfocus.net/sostenibilita-innovazione-e-sicurezza-francesco-gulli-novartis-vaccines-attenzione-alla-protezione-dellambiente-e-alla-gestione-dei-rischi/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/36399/un-contadino-medievale-lavorava-effettivamente-meno-di-noi</guid>
	<pubDate>Sun, 26 Apr 2015 18:26:26 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/36399/un-contadino-medievale-lavorava-effettivamente-meno-di-noi</link>
	<title><![CDATA[Un contadino medievale lavorava effettivamente meno di noi]]></title>
	<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Qualche tempo fa, era diventato virale <em>online</em> un articolo che s&rsquo;intitolava <em><a rel="nofollow" href="https://comune-info.net/2014/01/era-meglio-lavorare-nel-medioevo/" target="_blank">Era meglio lavorare nel Medioevo</a></em>&hellip; e sosteneva, in buona sostanza, che i servi della gleba medievali godessero di contratti pi&ugrave; favorevoli rispetto a quelli che vengono proposti ai nostri giorni.<br> No, scherzi a parte: l&rsquo;articolo che ho linkato altro non era che la traduzione italiana di <a rel="nofollow" href="https://groups.csail.mit.edu/mac/users/rauch/worktime/hours_workweek.html" target="_blank">questo contributo</a>, estratto da un saggio (neanche troppo recente) di Juliet Shore, intitolato The <em>Overworked American &ndash; The Unexpected Decline of Leisure</em>. Nel suo studio, la professoressa Shore &ndash; docente di sociologia al Boston College &ndash; evidenziava come l&rsquo;Americano medio di inizio anni &rsquo;90 lavorasse <em>molto di pi&ugrave;</em> rispetto al suo antenato dei secoli passati.</p>
<p style="text-align: justify;">L&rsquo;affermazione, comprensibilmente, aveva destato scalpore, anche perch&eacute; noi siamo abituati a pensare a un passato grigio e cupo fatto di poveri lavoratori sfruttati fino a sangue, che riescono ad affrancarsi da questa ingiusta tirannia solo grazie alle lotte sindacali di fine &lsquo;800. <em>Possibile</em> &ndash; si sono domandati in tanti, quando l&rsquo;articolo in Italiano ha cominciato a girare <em>online</em> &ndash; che un contadino medievale avesse pi&ugrave; tempo libero rispetto a quanto ne ha oggi un impiegato?</p>
<p style="text-align: justify;">Qualcuno &ndash; se non ricordo male, <a rel="nofollow" href="https://lafontanadelvillaggio2.wordpress.com/" target="_blank">don Fabio</a> &ndash; mi aveva addirittura interpellato in merito.<br> E, ehm, la risposta &egrave; s&igrave;: incredibile ma vero, i contadini medievali avevano <em>molto</em> pi&ugrave; tempo libero di noi.<br> <em>Tant&rsquo;&egrave;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Se state facendo tanto d&rsquo;occhi, non stupitevi: semplicemente, siete vittime di quel fenomeno noto in storiografia come &ldquo;deformazione prospettica&rdquo;. Noi sappiamo (perch&eacute; l&rsquo;abbiamo studiato a scuola, l&rsquo;abbiamo letto sui libri di Dickens, ce l&rsquo;hanno magari raccontato i nostri nonni) che, in passato, le condizioni lavorative erano mediamente molto pesanti: lunghi orari di servizio, levate antelucane, uscita dalle fabbriche quando ormai &egrave; gi&agrave; sera tardi.<br> Tutto verissimo, sia chiaro: per&ograve;, quello che accadeva un secolo fa non accadeva <em>necessariamente</em> anche duecento, trecento o mille anni prima.<br> Nello specifico, il Medio Evo <em>non conosceva</em> affatto i ritmi di lavoro forsennati che l&rsquo;Occidente ha vissuto con la rivoluzione industriale. Il che non vuole dire che i lavoratori medievali stessero <em>meglio</em>&hellip; <em>per&ograve;</em>, sicuramente, lavoravano molto meno.</p>
<p style="text-align: justify;">In primo luogo: non si lavorava <em>mai</em> dopo il calar del sole. Questo, per ragioni di prudenza (le notti medievali erano una roba molto pericolosa), ma anche per banali ragioni di ordine pratico: non c&rsquo;era nessun lampione a illuminare i campi da coltivare; e, per quanto riguardava i lavori che si svolgevano al chiuso, le candele costavano un sacco. E/o, comunque, esponevano il locale a pericolosissimi rischi d&rsquo;incendio. Molto pi&ugrave; economico mandar tutti a casa al calar del sole, e arrivederci a domattina.<br> Certo: questo voleva dire che, nei mesi estivi, si poteva lavorare <em>anche pi&ugrave;</em> delle nostre classiche otto ore &ndash; per contro, per&ograve;, d&rsquo;inverno si &ldquo;staccava&rdquo; molto prima, suppergi&ugrave; verso le quattro.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre: la grande differenza tra i nostri ritmi lavorativi e quelli del Medio Evo riguardava <em>non tanto</em> le ore di lavoro svolte ogni giorno, <em>quanto pi&ugrave;</em> i giorni di lavoro presenti sul calendario.<br> Punto primo: tutte le domeniche erano <em>tassativamente</em> e rigorosamente festive, <em>cascasse il mondo</em>.<br> Punto secondo: rigorosamente festive erano pure tutte le feste religiose.<br> Punto terzo: le feste religiose non erano solo quelle quattro o cinque festivit&agrave; che ancor oggi sono presenti sul nostro calendario. Nel Medio Evo, ci si asteneva dal lavoro anche in occasione di ricorrenze che invece oggigiorno non sono niente affatto festive: Mercoled&igrave; delle Ceneri, Rogazioni, Strage degli Innocenti, Corpus Domini, Esaltazione della Croce, San Nicola&hellip; E inoltre, ogni categoria professionale riposava in occasione della festa del suo santo patrono (come a dire che un dentista dovrebbe chiudere lo studio in occasione della festa di Sant&rsquo;Apollonia, e una collaboratrice domestica dovrebbe fare festa nel giorno di Santa Zita).<br> <em>Come se non bastasse</em>, il lavoratore medievale padroneggiava con dimestichezza il concetto di &ldquo;orario part time&rdquo;: alla vigilia delle feste religiose pi&ugrave; importanti (domenica inclusa), il lavoro si interrompeva <em>tassativamente</em> al suono dei Vespri, indipendentemente dalla posizione del sole all&rsquo;orizzonte.<br> Tenendo conto di tutto questo, gli storici calcolano circa un&rsquo;ottantina di giorni feriali (cinquantadue domeniche + altre feste religiose) in cui i lavoratori medievali non si schiodavano proprio da casa, a cui bisogna sommare <em>almeno</em> una settantina di altri giorni, in cui si lavorava <em>part time</em> fino all&rsquo;ora dei Vespri.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la situazione, evidentemente, poteva variare da zona a zona (e da secolo a secolo): ad esempio, dopo l&rsquo;esperienza traumatica della Morte Nera, l&rsquo;Europa comincia a sentire l&rsquo;esigenza di avere &ldquo;pi&ugrave; santi in Paradiso&rdquo;, cosicch&eacute; aumentano in modo abbastanza consistente i giorni feriali in onore di questo o quel santo patrono. Con l&rsquo;inizio dell&rsquo;et&agrave; moderna, il potere centrale cerca di rafforzarsi imponendo al popolo alcune festivit&agrave; di natura decisamente &ldquo;laica&rdquo;, tipo il compleanno del re o lo sposalizio dell&rsquo;erede al trono. Di festa in festa, &egrave; facile arrivare a certe cifre esorbitanti come, ad esempio, quelle riportate dal <em>Registrum Novum</em> dei vescovi di Lincoln, secondo cui, nel Medio Evo, nel territorio della diocesi inglese esistevano suppergi&ugrave; 133 giorni di festa da osservarsi (pi&ugrave; svariate vigilie in cui si lavorava solo met&agrave; giornata).<br> Dati a cui vanno ad aggiungersi eventuali periodi di immobilit&agrave; &ldquo;forzata&rdquo; per tutte quelle categorie professionali il cui lavoro seguiva ritmi stagionali molto precisi. Gli agricoltori, evidentemente, trascorrono i lunghi mesi invernali senza poter fare un granch&eacute;, ma non sono l&rsquo;unico caso: fino agli inizi del XIV secolo le navi mercantili restano all&rsquo;&agrave;ncora dall&rsquo;inizio dell&rsquo;Avvento fino a met&agrave; marzo &ndash; e anche pi&ugrave; a lungo, nei mari del Nord.</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="https://unapennaspuntata.files.wordpress.com/2015/01/lunedc3ac-aratro.jpg?w=535&amp;h=402" alt="contadino medioevo" width="500" style="border: 0px;"></p>
<p style="text-align: justify;">Certo: 133 giorni di ferie, pi&ugrave; svariati giorni di lavoro <em>part time</em>, pi&ugrave; tre mesi di inattivit&agrave; forzata, sono un po&rsquo; <em>tantini</em> per chiunque&hellip; e infatti, da un certo periodo in poi, i legislatori cominciano a ricevere pressioni al fine di allungare le giornate lavorative e/o diminuire i giorni di festa.<br> E sapete da chi arrivano queste pressioni?<br> <em>No</em>, non da parte degli impresari attaccati al soldo: in prima istanza arrivano <em>dai lavoratori</em>, che chiedono disperatamente di poter lavorare di pi&ugrave;, per poter godere di uno stipendio pi&ugrave; alto.</p>
<p style="text-align: justify;">&hellip;perch&eacute;, s&igrave;: questo era ovviamente il rovescio della medaglia. Sar&agrave; pur vero che nel Medio Evo si lavorava molto meno di oggi, ma &egrave; indubbiamente altrettanto vero che, nel Medio Evo, chiunque avesse provato a rivendicare il concetto di &ldquo;ferie pagate&rdquo; sarebbe stato inevitabilmente preso per idiota.<br> Si lavorava poco, certamente, ma si veniva pagati solo in base al lavoro effettivamente svolto: siamo liberi di incantarci di fronte alla quieta vita dei medievali che avevano quattro mesi di ferie all&rsquo;anno&hellip; <em>per&ograve;</em>, quei quattro mesi potevano anche essere terribilmente duri, per chi non era riuscito a mettere da parte sufficienti risparmi per sopravvivere.</p><p>URL del Link: <a href="https://unapennaspuntata.wordpress.com/2015/01/12/giorni-lavoro-medioevo/">https://unapennaspuntata.wordpress.com/2015/01/12/giorni-lavoro-medioevo/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Luana Mattia</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/36380/francesco-gulli-novartis-farmaci-adiuvanti-la-marcia-in-piu-dei-vaccini</guid>
	<pubDate>Fri, 24 Apr 2015 17:56:18 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/36380/francesco-gulli-novartis-farmaci-adiuvanti-la-marcia-in-piu-dei-vaccini</link>
	<title><![CDATA[Francesco Gulli Novartis: Farmaci, adiuvanti, la "marcia in piu'" dei vaccini]]></title>
	<description><![CDATA[Siena, Novartis Vaccines, i maggiori esperti mondiali in materia di vaccini e politiche sanitarie, hanno confermato l’importanza degli adiuvanti che potrebbe presto portare allo sviluppo di vaccini piu' efficaci per la prevenzione delle malattie infettive e per la cura delle infezioni croniche e dei tumori. Francesco Gulli, AD di Novartis Vaccines: “Gli adiuvanti sono importanti componenti dei vaccini moderni perche' utilizzati per potenziarne la risposta immunitaria, permettendo cosi' lo sviluppo di vaccini di nuova generazione”. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità con il contributo della ricerca entro il 2020 i vaccini eviteranno 25 milioni di decessi.<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1cZxiKB">https://bit.ly/1cZxiKB</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/36379/fera-eolico-santa-luce-pisa-cesare-fera-commenta-la-produzione-della-fattoria-eolica-di-santa-luce</guid>
	<pubDate>Fri, 24 Apr 2015 17:54:52 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/36379/fera-eolico-santa-luce-pisa-cesare-fera-commenta-la-produzione-della-fattoria-eolica-di-santa-luce</link>
	<title><![CDATA[FERA eolico: Santa Luce, Pisa. Cesare Fera, commenta la produzione della Fattoria Eolica di Santa Luce]]></title>
	<description><![CDATA[Santa Luce, Pisa. Cesare Fera, Presidente di Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative, commenta la produzione della Fattoria Eolica di Santa Luce, in chiusura delle opere di sistemazione di tutta la viabilità dell’impianto. Un esempio di buona progettazione, che conferma le attese grazie alla corretta misurazione del vento. FERA è una società che opera dal 2001 nel settore delle energie rinnovabili: eolico, solare a concentrazione e biogas.

Energia eolica. Con i suoi tredici aerogeneratori e una potenza complessiva di 23,4 MW, la Fattoria Eolica di Santa Luce è il più grande parco eolico della Toscana e di tutto il Nord Italia. Ha da poco compiuto due anni di vita ed è quindi possibile analizzare il trend produttivo dell’impianto confrontandolo con quanto i progettisti di Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative avevano prospettato in base all’analisi della ventosità del sito.

Realizzata in appena otto mesi di cantiere, la  Fattoria Eolica di Santa Luce  è stata la prima centrale eolica in Italia ad utilizzare le turbine VESTAS  V100, un modello particolarmente evoluto e performante.

Le previsioni dei progettisti sono state confermate dall’andamento di questi due primi anni di funzionamento dell’impianto – commenta Cesare Fera, Presidente di Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative, Società che dalla sua nascita nel 2001 investe nel nostro Paese proprio nel comparto delle rinnovabili, puntando in particolare su eolico, solare a concentrazione e biogas. – La Fattoria Eolica di Santa Luce è un altro esempio di buona pratica di cui il nostro Gruppo può andare fiero, frutto di un’efficace integrazione verticale delle competenze e di una expertise consolidata. 

L’impianto si trova nel territorio del Comune di Santa Luce e la sua superficie interessa aree del Demanio Regionale. Gli aerogeneratori sono installati entro un’ampia area boschiva, attraversata da strade e sentieri percorribili, lungo i quali si trovano allevamenti e suggestivi  agriturismi. Il procedimento per la concessione dell’area demaniale è stato costruito  ad hoc  coinvolgendo, su incarico del Comune, anche l’Università di Pisa. 

Nel 2010, il progetto della Fattoria Eolica ha contribuito all’assegnazione del Klimaenergy Award  al Comune di Santa Luce, premiato “per un piano energetico vario e  integrale”.

Nel 2013, a ridosso dell’inaugurazione dell’impianto, Legambiente ha incluso il Comune di Santa Luce nel suo rapporto “Comuni Rinnovabili” per il significativo contributo alla produzione energetica regionale da fonti rinnovabili. Produzione che i dati del biennio confermano in linea con le previsioni di progetto: la Fattoria Eolica genera ogni anno una quantità di energia elettrica corrispondente al fabbisogno di 22.000 nuclei domestici.

La Fattoria Eolica di Santa Luce – aggiunge Cesare Fera – ogni anno produce energia elettrica pulita che contribuisce a soddisfare il fabbisogno energetico nazionale con un importante abbattimento delle emissioni inquinanti. La stessa quantità di energia prodotta da fonti fossili, infatti, comporterebbe l’emissione in atmosfera di ben 30.000 tonnellate di anidride carbonica all’anno. I cittadini di Santa Luce hanno compreso i benefici dell’energia eolica per l’ambiente e hanno accolto la Fattoria Eolica con una partecipazione costante, stimolando da subito occasioni per valorizzare l’impianto come un bene del territorio, in sintonia con le specifiche eccellenze produttive, cioè l’allevamento e l’agricoltura.

I bambini delle scuole elementari sono gli autori del logo della Fattoria Eolica, che rappresenta il legame inscindibile tra le energie rinnovabili e la salvaguardia dell’ambiente, la produzione agricola del territorio e la disponibilità del vento come fonte rinnovabile amica della natura. Nel logo trovano posto le pale delle turbine, rappresentate in movimento, e la campagna di Santa Luce, con i suoi boschi di cerri, i fiori, le spighe di grano, i grappoli d’uva.

FONTE: Fera<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/la-fattoria-eolica-di-santa-luce-compie-due-anni-cesare-fera-il-piu-grande-parco-eolico-della-toscana-e-del-nord-italia-produce-quanto-avevamo-previsto/">https://www.dailyfocus.net/la-fattoria-eolica-di-santa-luce-compie-due-anni-cesare-fera-il-piu-grande-parco-eolico-della-toscana-e-del-nord-italia-produce-quanto-avevamo-previsto/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/36374/simona-giorgetti-poste-italiane-nuove-soluzioni-per-legovernment</guid>
	<pubDate>Thu, 23 Apr 2015 17:34:48 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/36374/simona-giorgetti-poste-italiane-nuove-soluzioni-per-legovernment</link>
	<title><![CDATA[Simona Giorgetti Poste Italiane nuove soluzioni per l’eGovernment]]></title>
	<description><![CDATA[Forum PA, Poste Italiane presenta la propria gamma di servizi e soluzioni pensate per l’e-government. Le piattaforme tecnologiche integrate, la rete multicanale, fisica e virtuale, e l’esperienza consolidata di Certification Authority ne fanno il partner ideale delle amministrazioni centrali e degli enti locali nell’ideazione e realizzazione di nuove soluzioni per l’eGovernment. Simona Giorgetti, Direttore Comunicazione Esterna di Poste italiane: “Poste Italiane e’ in grado di offrire servizi prioritari per il Paese con l’obiettivo di rendere piu’ snelle le procedure amministrative e contenere i costi”.

Testo tratto da Prima Online del 24 maggio 2014

Poste Italiane partecipa al Forum Pa e presenta la propria gamma di servizi e soluzioni pensate per agevolare il dialogo con i cittadini, rendere piu’ semplici e veloci i processi amministrativi e promuovere lo sviluppo del Paese grazie alla capacita’ di fare sistema. Durante i tre giorni della manifestazione, che si tiene al Palazzo dei Congressi di Roma, Poste Italiane illustrera’ i servizi e i prodotti per la Pa alla quale si offre come hub di servizi in grado di agevolare il rapporto con i cittadini, grazie alla multicanalita’ di contatto e alla capacita’ di progettare e realizzare servizi innovativi per comunicare, spedire, certificare e digitalizzare e per gestire i flussi finanziari, i tributi locali e le attivita’ di informazione e promozione. Le piattaforme tecnologiche integrate, la rete multicanale, fisica e virtuale, e l’esperienza consolidata di Certification Authority fanno di Poste Italiane il partner ideale delle amministrazioni centrali e degli enti locali nell’ideazione e realizzazione di nuove soluzioni per l’eGovernment. Simona Giorgetti, Direttore Comunicazione Esterna di Poste italiane: “Poste Italiane e’ in grado di offrire servizi prioritari per il Paese come, per esempio, servizi finanziari, telecomunicazioni, gestione documentale, comunicazioni digitali, firma ed identita’ digitale con l’obiettivo di rendere piu’ snelle le procedure amministrative e contenere i costi”.

In 5.735 uffici postali d’Italia sono attivi gli Sportello Amico, un particolare tipo di sportello postale studiato per i cittadini al fine di agevolare il dialogo con la Pubblica Amministrazione; attualmente presso questa tipologia di sportelli e’ possibile pagare i ticket sanitari, ritirare i referti diagnostici, pagare alcuni tributi e i contributi Inps, chiedere il rilascio di certificati anagrafici. I servizi per la sanita’ sono disponibili anche online attraverso il portale Postesalute.it che consente di pagare le prestazioni sanitarie, di ricevere via email i referti diagnostici e clinici e di disporre di un vero e proprio archivio digitale con tutti i dati relativi alla personale storia clinica. Tra le soluzioni per comunicare e spedire, Poste Italiane offre i servizi di posta online che permettono di inviare da Internet lettere, raccomandate e telegrammi, e soluzioni per il direct marketing. Poste Italiane presenta inoltre innovative soluzioni, che si avvalgono di una rete qualificata di operatori dotati di palmare, per portare direttamente a casa dei cittadini i servizi della Pa, effettuando la consegna, il ritiro e la sottoscrizione dei documenti e certificati. Grazie alla multicanalita’ di accesso le Pubbliche Amministrazioni possono affidare a Poste Italiane l’intero ciclo di vita delle pratiche, dalla presentazione, al controllo fino alla dematerializzazione.

Inoltre, grazie alla possibilita’ di rilevare le informazioni territoriali coni palmari dotati di Gps, Poste Italiane puo’ supportare le amministrazioni locali nelle attivita’ di revisione della numerazione civica e di contrasto all’abusivismo, ottimizzando i processi di gestione del suolo pubblico. Presente al Forum anche PosteMobile, l’operatore di telefonia del Gruppo, con le novita’ dell’offerta per le reti aziendali, da quest’anno inserita anche nel portale Mepa (Mercato Elettronico Pubblica Amministrazione), e con una gamma di servizi evoluti appositamente realizzati per la PA come soluzioni per il controllo dei titoli di viaggio tramite tecnologia Nfc (Near Field Communication), rivolte alle aziende trasporti, e per l’ottimizzazione e la gestione dei tempi di attesa della clientela presso gli uffici pubblici.


FONTE: Prima Online<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/forum-pa-simona-giorgetti-poste-italiane-presenta-soluzioni-innovative-per-le-government/">https://www.dailyfocus.net/forum-pa-simona-giorgetti-poste-italiane-presenta-soluzioni-innovative-per-le-government/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>

</channel>
</rss>