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	<title><![CDATA[MSNI: Tutti i Link]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/42044/il-futuro-un-mondo-senza-pensioni-ecco-come-sar</guid>
	<pubDate>Thu, 10 Mar 2016 18:13:22 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/42044/il-futuro-un-mondo-senza-pensioni-ecco-come-sar</link>
	<title><![CDATA[IL futuro: un mondo senza pensioni: ecco come sarà]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Con il progresso, l&rsquo;innovazione e le nuove tecnologie l&rsquo;umanit&agrave; dovrebbe ambire a lavorare meno ma con maggiore produttivit&agrave; ed efficienza. Il risultato pi&ugrave; probabile, invece, &egrave; che per via dell&rsquo;invecchiamento della popolazione e delle scelte avventate di governi come quello di David Cameron nel Regno Unito, non andremo in pensione prima degli 81 anni.</p>
<p>I percorsi professionali come gli conosciamo ora non saranno pi&ugrave; gli stessi. L&rsquo;alternativa all&rsquo;accumulo di risparmi per riuscire ad avere un assegno pensionistico decente &egrave; solo una: quella di &ldquo;rimandare l&rsquo;appuntamento con la pensione, possibilmente in maniera indefinita&rdquo;.</p>
<p>&Egrave; il messaggio a dir poco allarmante lanciato da un report sul sistema previdenziale britannico pubblicato la settimana scorsa da un gruppo indipendente e commissionato dal Partito Labourista al fine di rivelare le anomalie e falle della riforma delle pensioni decisa dal partito conservatore al governo.</p>
<p>La riforma concede ai lavoratori la libert&agrave; di gestire i contributi pensionistici a piacimento, come una sorta di trattamento di fine rapporto potenziato. Al compimento del 55esimo anno di et&agrave; si potranno recuperare tutti i contributi versati per la pensione. Il problema di un sistema flessibile di questo tipo &egrave; che dando liquidit&agrave; direttamente in mano ai cittadini cos&igrave; presto, sono pi&ugrave; i rischi di perdere quei soldi in investimenti o acquisti sbagliati, piuttosto che i potenziali benefici recati all&rsquo;economia. Tanti cittadini non hanno le conoscenze e capacit&agrave; per gestire correttamente i risparmi di una vita e indirizzare al meglio &ndash; in maniera efficiente e diversificata &ndash; gli investimenti.</p>
<p>Molte persone nel mondo, anche per via della crisi del mercato occupazionale e instabilit&agrave; degli impieghi e collaborazioni effettuate, non stanno mettendo da parte soldi a sufficienza per poter arrivare alla fine del mese con un assegno pensionistico che li &egrave; dovuto dallo Stato. Rischiano, insomma, di dover lavorare fino agli ultimi giorni della loro vita. La media dell&rsquo;et&agrave; pensionabile nel Regno Unito per i giovani della nuova generazione sar&agrave; di 81 anni secondo il report.</p>
<p>Michael Skapinker ha provato a immaginare sul Financial Times cinque scenari possibili in una societ&agrave; che in futuro non riuscir&agrave; pi&ugrave; a garantire una pensione decente a tutti prima dei 65 anni:</p>
<p>i datori di lavoro decidono che non &egrave; un loro problema, ma dei dipendenti, che dovranno pertanto cercare un modo di risparmiare per conto proprio, investendo in fondi privati parte dei loro salari. &Egrave; probabilmente lo scenario peggiore, pi&ugrave; rischioso e meno sostenibile: con l&rsquo;invecchiamento della popolazione pi&ugrave; si andr&agrave; avanti e meno saranno i giovani dipendenti in grado di prendere i posti dei freschi pensionati.<br>Aziende e lavoratori capiscono che la gente non pu&ograve; pi&ugrave; lavorare fino ai 60-65 anni e quindi che le loro carriere professionali dureranno di pi&ugrave;. La scalata nella gerarchia sar&agrave; pi&ugrave; lenta e graduale e lo stesso sar&agrave; per il cambiamento generazionale. L&rsquo;ultima promozione potrebbe arrivare a cavallo tra i 50 e i 60 anni. Questo complicherebbe per&ograve; l&rsquo;inserimento nel mondo del lavoro dei pi&ugrave; giovani.<br>Un&rsquo;et&agrave; pensionistica pi&ugrave; avanzata introdurr&agrave; un&rsquo;era d&rsquo;oro per le donne. Nel Regno Unito il divario salariale tra uomini e donne con meno di 30 anni &egrave; stato quasi azzerato. Si amplia quando le donne hanno figli e rimarr&agrave; alto finch&eacute; gli uomini continuano a dominare nei ruoli meglio pagati, come quello di manager e dirigente d&rsquo;impresa.<br>Le societ&agrave; seguono l&rsquo;esempio di Carlos Slim. Nel 2014 il magnate messicano delle telecomunicazioni ha detto che anzich&eacute; andare in pensione, i dipendenti pi&ugrave; anziani avrebbero dovuto gradualmente ridurre il numero di ore lavorate, passando a tre giorni lavorativi a settimana.<br>Le aziende insistono nel mandare in pensione i dipendenti pi&ugrave; anziani, che finiranno per dover cercare e trovarsi da soli un ruolo nella societ&agrave;. Anzich&eacute; opporsi, i pensionati si inventeranno un lavoretto in proprio, offrendo servizi a chiunque sia disposto a pagarli per le loro esperienze e capacit&agrave;.</p><p>URL del Link: <a href="https://www.wallstreetitalia.com/vivremo-in-un-mondo-senza-pensioni-ecco-come-sara/">https://www.wallstreetitalia.com/vivremo-in-un-mondo-senza-pensioni-ecco-come-sara/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/42034/stefano-maria-toma-commenta-il-caso-reggia-di-caserta-su-il-mattino</guid>
	<pubDate>Thu, 10 Mar 2016 12:05:55 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/42034/stefano-maria-toma-commenta-il-caso-reggia-di-caserta-su-il-mattino</link>
	<title><![CDATA[Stefano Maria Toma commenta il caso Reggia di Caserta su Il Mattino]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em><strong>Stefano Maria Toma</strong>&nbsp;commenta il caso Reggia di Caserta: quando i sindacati dimenticato i doveri e al loro posto ci ficcano il parassitismo</em></p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2016/03/Il-Giornalista-Stefano-Maria-Toma-300x251.jpg" alt="Il Giornalista Stefano Maria Toma" width="300" height="251" style="border: 0px;"></p>
<p><strong>Il giornalista Stefano Maria Toma</strong>&nbsp;si rivolge al Direttore de Il Mattino:</p>
<p>Gentile Direttore sono&nbsp;<strong>Stefano Maria Toma</strong>.&nbsp;Come lettore de Il Mattino,&nbsp;e come napoletano, sono&nbsp;particorlamente&nbsp;orgoglioso di come &egrave; scoppiata la questione della Reggia di&nbsp;Caserta con i sindacati a denunciare&nbsp;il nuovo direttore bolognese perch&eacute; lavora troppo &ldquo;attentando&nbsp;cos&igrave;&nbsp;alla&nbsp;sicurezza della struttura&rdquo;. Non so se piangere o ridere. Al primo moto corrisponde la mia&nbsp;personale&nbsp;gratitudine per quei sindacalisti che, da Di Vittorio a Lama, hanno di fatto creato una&nbsp;cosciente&nbsp;e moderna classe di lavoratori dipendenti.</p>
<p>Eravamo tutti consapevoli che il &ldquo;padrone delle ferriere&rdquo; doveva smetterla di fare giochi e giochini per difendere i propri dadi. E d&rsquo;altronde i sindacati, oltre a tutelare la linea del contratto, instillavano via&nbsp;via nei&nbsp;lavoratori&nbsp;il senso dei propri diritti e dei propri doveri. Il&nbsp;che non &egrave; poco.&nbsp;Ma negli ultimi tempi quei sindacati sembrano una razza in via di estinzione.&nbsp;Spesso, e ci&ograve; accade soprattutto nel settore pubblico, hanno dimenticato i doveri e al loro posto ci hanno ficcato il parassitismo. Per fortuna, al buon giornalismo di casa nostra, &egrave; seguita una voce all&rsquo;unisono di condanna sia del governo sia della leader del maggior sindacato. Non tutto &egrave; perduto.</p>
<p><strong>Fonte</strong>:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.ilmattino.it/dillo_al_mattino/il_caso_reggia_di_caserta_quando_sindacati_dimenticato_doveri_al_loro_posto_ci_ficcano_parassitismo-1595365.html" target="_blank" title="Il caso Reggia di Caserta: quando i sindacati dimenticato i doveri e al loro posto ci ficcano il parassitismo">IlMattino.it</a></p>
<div>&nbsp;</div><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1WbeHvG">https://bit.ly/1WbeHvG</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/42018/cartelle-di-equitalia-nulle-se-contengono-solo-il-codice-tributo</guid>
	<pubDate>Wed, 09 Mar 2016 20:27:01 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/42018/cartelle-di-equitalia-nulle-se-contengono-solo-il-codice-tributo</link>
	<title><![CDATA[Cartelle di Equitalia nulle se contengono solo il codice tributo]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&Egrave; nulla la cartella di pagamento notificata da Equitalia se, nell&rsquo;estratto degli importi che il contribuente deve versare, sono indicati solo degli anonimi e incomprensibili codici tributo, senza invece la specifica elencazione delle singole causali del pagamento.</p>
<p><strong>&Egrave; la corretta conclusione cui &egrave; pervenuta una recente sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Lecce.</strong>&nbsp; &nbsp;</p>
<p>Il <strong>codice tributo</strong> non garantisce al contribuente la possibilit&agrave; di comprendere la motivazione della richiesta di pagamento notificata con la cartella di Equitalia, trattandosi di una serie di codici e di numeri non facilmente comprensibili dall&rsquo;uomo medio.</p>
<p>In pratica, si tratta di riferimenti che non lasciano intendere il reale contenuto del ruolo ossia le ragioni della richiesta avanzata dall&rsquo;Agente della riscossione e, quindi, impediscono anche l&rsquo;esercizio del diritto alla difesa.</p>
<p>A meno di valersi di un professionista, come fa, infatti, il contribuente, a comprendere, sulla base di un semplice codice alfanumerico, se il tributo/sanzione per il quale gli viene chiesto il pagamento &egrave; dovuto o meno?<br><span style="font-size: 12.8px;"><strong>Come pu&ograve; verificare se, per la stessa causale, ha gi&agrave; effettuato in passato il versamento</strong>? <br>E come, peraltro, potrebbe comprendere se il <strong>diritto di credito &egrave; caduto in prescrizione,</strong> atteso che detto termine varia a seconda del tipo della pretesa impositiva avanzata da Equitalia? &nbsp;</span></p>
<p><span style="font-size: 12.8px;"> Il ruolo necessita di una chiara semplice e specifica motivazione a chiarimento di tutte le richieste degli importi richiesti, di quelli eventualmente gi&agrave; pagati, delle differenze a credito dell&rsquo;amministrazione finanziaria, ecc. &nbsp; </span></p>
<p><span style="font-size: 12.8px;">Insomma, la cartella di pagamento deve essere esaustiva e specificare, in modo chiaro e comprensibile per chiunque &ndash; non solo per i tecnici &ndash; le ragioni del pagamento intimato al contribuente. </span></p>
<p><span style="font-size: 12.8px;"><strong>Diversamente essa &egrave; nulla e pu&ograve; essere impugnata innanzi al giudice competente</strong>. &nbsp; </span></p>
<p><span style="font-size: 12.8px;">In ogni cartella di pagamento &egrave; <strong>prevista &ndash; ed &egrave; obbligatoria &ndash; una pagina ove viene riportato il dettaglio delle singole causali di pagamento avanzate da Equitalia</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.8px;"> &Egrave; in essa che si richiede la massima trasparenza nei confronti del contribuente: trasparenza che si concretizza non solo nell&rsquo;esatta indicazione delle ragioni del pagamento, ma anche dei singoli importi, dell&rsquo;ammontare degli interessi e dell&rsquo;aliquota applicata per ogni singola annualit&agrave;.</span></p><p>URL del Link: <a href="https://www.laleggepertutti.it/114125_cartella-di-pagamento-nulla-se-contiene-solo-i-codici-tributo">https://www.laleggepertutti.it/114125_cartella-di-pagamento-nulla-se-contiene-solo-i-codici-tributo</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/42002/i-governi-una-banda-di-ladri-e-rapinatori</guid>
	<pubDate>Wed, 09 Mar 2016 09:02:42 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/42002/i-governi-una-banda-di-ladri-e-rapinatori</link>
	<title><![CDATA[I governi, una banda di ladri e rapinatori]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>di LYSANDER SPOONER*</em></p>
<p><strong>Dato che la legge di natura, la giustizia di natura, &egrave; un principio naturalmente applicabile</strong> e idoneo a un&rsquo;equa risoluzione di ogni possibile controversia che pu&ograve; sorgere tra gli uomini; che &egrave; inoltre il solo modello grazie al quale ogni controversia di qualsiasi genere, tra individuo e individuo, pu&ograve; essere risolta con equit&agrave;; che &egrave; un principio che ogni uomo vuole venga tutelato per trarne vantaggio, sia egli disposto o meno a riconoscerlo per gli altri; che &egrave; anche un principio immutabile, sempre e dovunque lo stesso, in ogni epoca e in ogni nazione; che &egrave; evidentemente necessario in ogni tempo e in ogni luogo, del tutto imparziale ed equo nei confronti di ciascuno, cos&igrave; indispensabile ovunque alla pace del genere umano , cos&igrave; vitale per la salvezza e il benessere di ogni individuo; che &egrave;, inoltre, appreso con cos&igrave; tanta facilit&agrave;, da tutti conosciuto e facilmente difeso da quelle associazioni volontarie che gli uomini onesti possono con prontezza e legittimit&agrave; creare a tale scopo &ndash; dato quindi che &egrave; un principio siffatto, sorgono queste domande: <strong>Perch&eacute; esso non predomina ovunque, o quasi ovunque?</strong> Perch&eacute;, secoli fa, non &egrave; stato instaurato in tutto il mondo quale unica e sola legge a cui ogni uomo o tutti gli uomini debbano essere giustamente obbligati a sottostare? Com&rsquo;&egrave; possibile che un essere umano abbia mai concepito che qualcosa di cos&igrave; evidentemente superfluo, falso, assurdo e crudele come la legislazione debba necessariamente esistere, possa essere di qualche aiuto al genere umano, o abbia un qualche posto nelle faccende degli uomini? La risposta &egrave; che, nel corso di tutte le epoche, ovunque gli uomini hanno progredito oltre lo stato selvaggio e hanno imparato ad accrescere i propri mezzi di sostentamento grazie alla coltivazione del suolo, un numero pi&ugrave; o meno grande di essi si sono uniti e organizzati per rapinare, saccheggiare e assoggettare tutti coloro che avevano accumulato ricchezza di cui ci si potesse impossessare, o che avevano dimostrato, con il proprio lavoro, di poter venir costretti a contribuire al sostentamento o al piacere di coloro che li avrebbero assoggettati.</p>
<p><strong>Queste bande di saccheggiatori</strong>, poche dapprima, hanno poi aumentato il proprio potere unendosi le une alle altre, inventando armi da guerra, imponendosi la disciplina e perfezionando le proprie organizzazioni in gruppi militari, e dividendosi tra loro il bottino (inclusi i prigionieri), in modo da rispettare le proporzioni stabilite in precedenza o secondo quanto stabilito dai loro capi (sempre desiderosi di accrescere il numero dei propri seguaci).</p>
<p><strong>Il successo di queste bande di rapinatori era cos&igrave; facile,</strong> dato che coloro che essi saccheggiavano e assoggettavano erano relativamente indifesi, essendo sparsi per tutto il paese, completamente impegnati a ricavare, con utensili primitivi e duro lavoro, sostentamento dalla terra, senza armi per combattere tranne bastoni e pietre, senza alcuna disciplina o organizzazione militare, n&eacute; mezzo alcuno per concentrare le loro forze o agire in accordo quando venivano attaccati all&rsquo;improvviso.</p>
<p>In tali circostanze, la sola alternativa che veniva loro<strong> lasciata per salvare la stessa vita</strong>, o la vita delle proprie famiglie, era quella di cedere non solo le messi che avevano raccolto e le terre che avevano coltivato, ma anche se stessi e persino le famiglie, come schiavi. Da quel momento in poi il loro destino era, in quanto schiavi, di coltivare per altri le terre che avevano in precedenza coltivato per s&eacute;.</p>
<p>Essendo continuamente costretti a lavorare, la ricchezza lentamente aumentava, ma finiva tutta nelle mani dei loro oppressori. Questi oppressori, vivendo esclusivamente di saccheggio e del lavoro degli schiavi, impiegando tutte le proprie energie per conquistare un bottino sempre maggiore e per assoggettare altre persone indifese, a<strong>umentando di numero, perfezionando le proprie organizzazioni e moltiplicando le armi</strong>, ampliano le loro conquiste fino a che, per mantenere quello che hanno gi&agrave; ottenuto, diventa loro necessario agire sistematicamente e cooperare gli uni con gli altri per mantenere gli schiavi in servit&ugrave;. Ma tutto questo lo possono fare solamente instaurando ci&ograve; che essi chiamano un governo, e creando ci&ograve; che essi chiamano leggi. Tutti i grandi governi del mondo &ndash; quelli che esistono oggi come quelli scomparsi &ndash; sono stati di questo tipo. Sono stati mere bande di rapinatori, che si sono associati al fine di saccheggiare, conquistare e assoggettare i propri simili.</p>
<p><strong>E le loro leggi, come le hanno chiamate, sono state solamente gli accordi a cui hanno ritenuto necessario prendere parte</strong> per difendere le proprie organizzazioni e agire insieme nel saccheggio e nell&rsquo;asservimento del prossimo, e per assicurare a ciascuno la parte di bottino pattuita. Tutte queste leggi non sono in realt&agrave; pi&ugrave; vincolanti di quanto lo siano gli accordi che i briganti, i banditi e i pirati ritengono necessario stabilire tra loro per una migliore realizzazione dei propri crimini e una pi&ugrave; pacifica divisione del bottino.</p>
<p>Pertanto, tutta la legislazione del mondo ha fondamentalmente avuto origine dal desiderio di una classe di persone di saccheggiare e assoggettare i propri simili, e di possederli come fossero una propriet&agrave;. Con l&rsquo;andare del tempo la classe dei ladri e degli schiavisti &ndash; che si era impossessata di tutta le terra e <strong>possedeva tutti i mezzi per produrre ricchezza</strong> &ndash; giunse a scoprire che il modo pi&ugrave; semplice di amministrare gli schiavi, e renderli redditizi, non era che ciascun proprietario avesse un determinato numero di schiavi, come aveva fatto in precedenza o come se possedesse altrettanti capi di bestiame, bens&igrave; quello di concedere loro quel poco di libert&agrave; sufficiente per far s&igrave; che si addossassero le responsabilit&agrave; del loro sostentamento, e tuttavia obbligarli a vendere il proprio lavoro alla classe dei proprietari terrieri &ndash; i loro precedenti padroni &ndash; al prezzo che questi ultimi avrebbero deciso di concedere loro.</p>
<p><strong><a rel="nofollow" href="https://i1.wp.com/www.miglioverde.eu/wp-content/uploads/2013/04/Schiavi.jpg"><img src="https://i1.wp.com/www.miglioverde.eu/wp-content/uploads/2013/04/Schiavi.jpg?resize=267%2C200" alt="Schiavi" style="border: 0px;"></a></strong></p>
<p><strong><a rel="nofollow" href="https://i1.wp.com/www.miglioverde.eu/wp-content/uploads/2013/04/Schiavi.jpg"></a>Logicamente questi schiavi liberati,</strong> come qualcuno li ha erroneamente definiti, non possedendo terre o altre propriet&agrave; n&eacute; mezzi per procurarsi un sostentamento indipendente, non avevano altra scelta &ndash; per non morire di fame &ndash; che quella di vendere il proprio lavoro ai proprietari terrieri, ottenendo in cambio solo quanto era necessario per vivere, e a volte neanche quello.</p>
<p>Questi schiavi liberati, come venivano chiamati, ora erano appena meno schiavi di quanto lo fossero in precedenza. I loro mezzi di sostentamento erano forse addirittura pi&ugrave; precari di quando ciascuno aveva un padrone interessato a mantenerlo in vita. <strong>Essi erano soggetti, a seconda del capriccio o dell&rsquo;interesse del proprietario terriero,</strong> ad essere cacciati dalla casa, privati del lavoro e anche della possibilit&agrave; di guadagnarsi da vivere grazie ad esso.</p>
<p>Erano dunque moltissimi, spinti alla necessit&agrave; di mendicare, rubare o morire di fame, e divennero, logicamente, pericolosi per i possedimenti e la quiete dei loro pi&ugrave; recenti padroni. <strong>La conseguenza fu che i nuovi padroni ritennero necessario, per la sicurezza propria e dei propri averi</strong>, organizzarsi meglio come governo, e creare leggi per tenere in servit&ugrave; questi individui pericolosi; leggi, cio&egrave;, che determinassero i prezzi a cui fossero obbligati a lavorare, e che stabilissero inoltre terribili punizioni, anche la morte, per i furti e le trasgressioni che quelli venivano spinti a commettere come unico mezzo per non morire di fame.</p>
<p>Queste leggi hanno continuato ad essere in vigore per centinaia e, in alcuni paesi, per migliaia di anni, e oggigiorno sono in vigore, con maggiore o minore severit&agrave;, in quasi tutti i paesi del mondo. Lo scopo e l&rsquo;effetto di queste leggi sono stati quelli di conservare nelle mani della classe dei saccheggiatori e degli <strong>schiavisti il monopolio</strong> di tutte le terre e, nei limiti del possibile, di tutti gli altri mezzi per produrre ricchezza, e di mantenere in tal modo la maggioranza dei lavoratori in uno stato di povert&agrave; e di dipendenza tale da obbligarli a vendere il proprio lavoro ai propri oppressori per la paga minima che permettesse loro di sopravvivere.</p>
<p>Il risultato di tutto ci&ograve; &egrave; che la poca ricchezza che esiste al mondo &egrave; tutta nelle mani di pochi, vale a dire nelle mani della classe schiavista che crea le leggi, i cui membri sono tanto schiavisti nello spirito oggi come in passato, ma che raggiungono i propri scopi grazie alle leggi che creano per tenere i <strong>lavoratori asserviti</strong> e dipendenti, invece di possedere ciascuno i propri schiavi come beni mobili.</p>
<p>Quindi l&rsquo;intera questione della legislazione, che ha raggiunto proporzioni gigantesche, ebbe la sua origine nelle cospirazioni che sono sempre esistite, tra la minoranza, allo scopo di tenere la maggioranza in servit&ugrave; e di estorcerne il lavoro e tutti i profitti del lavoro. <strong>E i veri motivi e lo spirito che stanno alla base di tutta la legislazione</strong> &ndash; nonostante le finzioni o i travestimenti dietro i quali cercano di nascondersi &ndash; sono oggi gli stessi di sempre. L&rsquo;intero scopo di questa legislazione &egrave; semplicemente far s&igrave; che una classe di uomini sia tenuta in sottomissione e schiavit&ugrave; da un&rsquo;altra.</p>
<p><strong>Cos&rsquo;&egrave; allora la legislazione?</strong> E&rsquo; una presa di possesso, da parte di un uomo o di un gruppo di uomini, del controllo assoluto e irresponsabile su tutti gli altri uomini che essi possono sottomettere al proprio potere.</p>
<p><strong>E&rsquo; la presa di possesso di un uomo o di un gruppo di uomini del diritto di assoggettare tutti gli altri al proprio volere e al proprio servizio.</strong> E&rsquo; la presa di possesso di un uomo o di un gruppo di uomini del diritto di abolire completamente tutti i diritti di natura, tutta la naturale lib</p><p>URL del Link: <a href="https://www.miglioverde.eu/governi-overo-bande-di-saccheggiatori-e-rapinatori/">https://www.miglioverde.eu/governi-overo-bande-di-saccheggiatori-e-rapinatori/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/41959/vincenzo-rapuano-natural-relax-parteciper-alla-fiera-di-grottaferrata</guid>
	<pubDate>Mon, 07 Mar 2016 16:41:05 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/41959/vincenzo-rapuano-natural-relax-parteciper-alla-fiera-di-grottaferrata</link>
	<title><![CDATA[Vincenzo Rapuano: Natural Relax parteciperà alla fiera di Grottaferrata]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Leader nel settore dei materassi, con anni di esperienza in ambito medico-sanitario, NATURAL RELAX sar&agrave; presente alla Fiera Nazionale di Grottaferrata, che quest&rsquo;anno si terr&agrave; dal 19 al 27 marzo 2016.</em></p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2016/03/natural-relax-materassi-fiera-grottaferrata-480.jpg?w=710" alt="Natural Relax Materassi Fiera Grottaferrata 480" style="border: 0px;"></p>
<p>Anche quest&rsquo;anno&nbsp;<strong>NATURAL RELAX</strong>&nbsp;di&nbsp;<strong>Vincenzo e Lino Rapuano</strong>&nbsp;parteciper&agrave; alla&nbsp;<strong>Fiera di Grottaferrata</strong>giunta ormai alla sua 416a edizione. Questa storica manifestazione si &egrave; dimostrata nel corso del tempo la perfetta vetrina di una vasta proposta merceologica, tra cui l&rsquo;artigianato, l&rsquo;enogastronomia, la casa e il verde, nonch&eacute; un luogo in cui mangiare, bere, fare arte e discutere.</p>
<p><strong>NATURAL RELAX</strong>&nbsp;&egrave; il centro specializzato in materassi pi&ugrave; grande del Lazio con anni di esperienza in ambito medico-sanitario. Con oltre 800 mq di showroom infatti, il negozio&nbsp;<strong>NATURAL RELAX</strong>&nbsp;domina Piazzale Pietro Nenni ad Ariccia ed &egrave; da sempre leader e punto di riferimento nel settore.</p>
<p>In vista di questo grande evento chiediamo al Sig. Vincenzo Rapuano, Responsabile della NATURAL RELAX, aspettative e motivi della loro presenza alla&nbsp;<strong>Fiera di Grottaferrata</strong>.</p>
<p><strong>Da quanti anni siete presenti alla Fiera Nazionale di Grottaferrata?</strong><br>Partecipiamo da 22 anni.</p>
<p><strong>Perch&eacute; credete sia importante esserci?</strong><br>Oltre a essere la fiera pi&ugrave; antica d&rsquo;Italia, questa &egrave; un ottima occasione per far toccare con mano la qualit&agrave; dei nostri prodotti a visitatori che si sono dimostrati nel corso del tempo sensibili all&rsquo;argomento &ldquo;dormire bene&rdquo;.</p>
<p><strong>Come ha visto nel corso degli anni evolversi le esigenze e di conseguenza il mercato dei materassi?</strong><br>Il materasso &egrave; ritornato ad essere un oggetto sul quale investire e che vale la pena scegliere con cura. Uno stile di vita frenetico richiede che il tempo dedicato al riposo sia veramente profittevole, grazie a materiali che siano non solo in grado di assicurarci confort, ma anche personalizzati in base alle esigenze del singolo.</p>
<p><strong>Che tipo di prodotti porterete in fiera?</strong><br>Nel nostro stand ci saranno esposti gli ultimi ritrovati dei materiali che compongono i materassi a densit&agrave; variabile. Materassi a molle e in lattice nei nuovi materiali ecologici con componenti di origine naturale, soia certificati Manifattura Falomo.<br>Emulsionati ad acqua e nei materiali termoelastici automodellanti Fresh, cio&egrave; in grado di mantenere la temperatura corporea costante tra i 28&deg; e i 30&deg;.<br>Ci saranno nuovi tipi di cuscini posturali ad accoglimento progressivo. Cuscini sanitari ad abbattimento di cariche elettromagnetiche con polarizzazione a nord magnetico.<br>Saranno presentate reti automatiche per letti contenitore.<br>Ed infine informiamo che sar&agrave; possibile effettuare un test gratuito della postura a riposo attraverso i rilevatori Ergo-Check e offriremo consulenza fisioterapica.</p>
<p><strong>Possiamo dire che l&rsquo;acquisto del materasso giusto &egrave; un investimento?</strong><br>Investimento economico nel tempo, qualit&agrave; del sonno, ma soprattutto &egrave; un investimento per la propria salute. L&rsquo;80% dei problemi di schiena sono dovuti ad una scelta sbagliata del materasso. La nostra schiena &egrave; un dono unico che dobbiamo salvaguardare e il modo migliore per farlo &egrave; non sottovalutare il fatto che il materasso sul quale dormiamo sia adatto alle nostre esigenze.</p>
<p><strong>Quale crede sia il futuro del mercato dei materassi?</strong><br>Pensare oltre a quello che &egrave; il singolo materasso, ma contemplarlo con rete articolata e ergonomica, che permette di assumere anche una postura temporanea che concorre a svolgere effetti benefici come riflusso gastrico esofageo, pesantezza alle gambe (vane varicose) e scarico del peso della colonna.</p>
<p><strong>Vogliamo concludere chiedendole, perch&eacute; dovremmo venirvi a trovare in fiera?</strong><br>Per chi acquista in fiera, oltre a 30 giorni di tempo per cambiare il proprio acquisto, verr&agrave; fatto in omaggio un trattamento di sanificazione con ozono nella camera da letto, per abbattere gli allergeni, virus, batteri e muffe. Si tratta di un sistema molto efficace. Completamente naturale e senza contro indicazioni. Pensi che &egrave; usato per bonificare camere operatorie, studi di analisi cliniche e ambienti alimentari.<br>Il materasso &egrave; uno degli oggetti che abbiamo dentro casa con pi&ugrave; cariche batteriche a livello biologico e allergico. Al momento della sostituzione del materasso, questo trattamento evita per un lungo periodo di tempo che venga attaccato da agenti inquinanti a livello biologico.</p>
<p>In attesa di partecipare alla 416a edizione della Fiera pi&ugrave; grande di Italia, ringraziamo il Sig. Rapuano e vi aspettiamo per questa che sar&agrave; una splendida occasione di incontro e di dialogo.</p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1paGmT9">https://bit.ly/1paGmT9</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Claudio Ancillotti</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/41927/se-sei-immigrato-pi-facile-trovare-lavoro</guid>
	<pubDate>Sat, 05 Mar 2016 17:51:28 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/41927/se-sei-immigrato-pi-facile-trovare-lavoro</link>
	<title><![CDATA[Se sei immigrato è più facile trovare lavoro]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span><strong>In Italia &egrave; pi&ugrave; facile lavorare da immigrati&nbsp;</strong></span></p>
<p>Da una ricerca del&nbsp;<span>Centro Studi ImpresaLavoro</span>&nbsp;sulla base dei dati Eurostat 2014, gli ultimi disponibili,&nbsp;<span>nel nostro Paese <strong>lavorano di pi&ugrave; gli immigrati che gli italiani</strong></span>.</p>
<p><img src="https://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2014/03/ghana-640.jpg" alt="gli immigrati hanno pi&ugrave; possibilit&agrave; di lavoro degli italiani" width="550" style="border: 0px;"></p>
<p>I dati attestano infatti che gli italiani che svolgono un lavoro sono il 55,4% di quanti potrebbero farlo, mentre gli extracomunitari residenti in Italia che hanno un&rsquo;occupazione sono il 56,7%. In cifre assolute, va da s&eacute;, i lavoratori italiani sono pi&ugrave; dei lavoratori extracomunitari, perch&eacute; i primi sono pi&ugrave; numerosi dei secondi, ma i due dati restano significativi. Anche in comparazione con quanto accade negli altri Paesi dell&rsquo;Unione europea. Di norma, infatti, all&rsquo;interno della Ue quanti sono nati nel (o comunque cittadini del) Paese dove lavorano non sono pi&ugrave; numerosi dei lavoratori extra-Ue in cifra assoluta (essendo ovunque i nativi pi&ugrave; numerosi degli immigrati), ma sono pi&ugrave; numerosi anche in cifra percentuale, cio&egrave; in proporzione al numero totale degli appartenenti ai rispettivi gruppi (nativi ed esterni).</p>
<p><span>La media nei 28 Paesi della Ue di persone che lavorano nel Paese di cui sono cittadini</span>&nbsp;&egrave; del 65,2%, cio&egrave; 9,8 punti pi&ugrave; dell&rsquo; <strong>Italia</strong>, mentre quella di lavoratori extracomunitari &egrave; del 53,2%, cio&egrave; 3,5 punti meno dell&rsquo;Italia (se si restringe il campo ai Paesi che hanno adottato l&rsquo;euro, la media di lavoratori extracomunitari scende al 52,1%). <strong>Spagna</strong> (56,6%), <strong>Francia</strong> (64,6%), <strong>Regno Unito</strong> (72,2%) e Germania (75,1%) hanno tutte percentuali di lavoratori nazionali maggiori dell&rsquo;Italia, che in classifica precede comunque <strong>Grecia</strong> (49,3%) e <strong>Croazia</strong> (54,6%).</p>
<p><span>Il divario percentuale tra lavoratori nazionali e lavoratori extracomunitari</span>&nbsp;a favore di questi ultimi si registra peraltro anche in <strong>Repubblica Ceca</strong> (6,5 punti di differenza), <strong>Lituania</strong> (7,3 punti), <strong>Ungheria</strong> (8,2 punti) e <strong>Cipro</strong> (14,5 punti), tutti Paesi nei quali tale divario &egrave; pi&ugrave; pronunciato che nello Stivale. Nel resto dell&rsquo;Unione europea, la Spagna registra un tasso di occupazione dei propri cittadini superiore a quello di immigrati extra-Ue dell&rsquo;8,5%, il Regno Unito del 12,3%; la Francia del 19,6% e la Germania si del 20,4% (i dati non tengono ancora conto della politica delle porte aperte agli immigrati che la cancelliera Angela Merkel ha attuato a partire dall&rsquo;anno scorso)</p>
<p>Massimo Blasoni, imprenditore e presidente del Centro Studi ImpresaLavoro, spiega il dato relativo all&rsquo;Italia come&nbsp;<span>&ldquo;un&rsquo;anomalia che, almeno in parte, dipende dalla disponibilit&agrave; di questi lavoratori ad accettare occupazioni che ormai gli italiani si rifiutano di prendere in considerazione&rdquo;</span>&nbsp;ma non manca di sottolineare che &ldquo;il nostro mercato del lavoro sconta un disallineamento strutturale tra offerta formativa e fabbisogni occupazionali delle aziende. E i nostri giovani sono costretti a percorsi di studio che li portano ad entrare tardi e male nel mercato del lavoro, rimanendo inoccupati per lunghi periodi di tempo&rdquo;.</p>
<p><span>A trovare lavoro sono gli extracomunitari uomini</span>&nbsp;mentre il tasso di disoccupazione tra le donne extracomunitarie in Italia &egrave; elevato: pari al 45,6% per le egiziane, al 38,5% per le pakistane, al 35,4% per le tunisine, al 34,6% per le marocchine, e al 31,7% per le albanesi.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p><p>URL del Link: <a href="https://www.today.it/blog/asso-di-denari/tasso-occupazione-immigrati-italia.html">https://www.today.it/blog/asso-di-denari/tasso-occupazione-immigrati-italia.html</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/41912/stefano-maria-toma-propone-una-cordata-per-costruire-il-museo-della-canzone</guid>
	<pubDate>Fri, 04 Mar 2016 16:57:04 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/41912/stefano-maria-toma-propone-una-cordata-per-costruire-il-museo-della-canzone</link>
	<title><![CDATA[Stefano Maria Toma propone una cordata per costruire il Museo della Canzone]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Stefano Maria Toma si rivolge al Direttore di &ldquo;Dillo al Mattino&rdquo;, per spingere la realizzazione di un Museo della Canzone napoletana. <br>Perch&eacute; qualcuno, che sappia di progettazione, di leggi e di organizzazione e che naturalmente ami Napoli e la sua grande tradizione musicale, non si fa avanti per organizzare la raccolta di fondi? <br>Io mi candido a essere fra i primi sottoscrittori.</p>
<p>Il giornalista Stefano Maria Toma si rivolge al Direttore del Mattino:</p>
<p>Gentile direttore, sono Stefano Maria Toma. Si parla di tante cose a Napoli, specialmente di quelle che non funzionano, o che funzionano male o che non ci sono affatto. E tra queste ultime si avverte da tempo immemorabile la mancanza del Museo della Canzone napoletana.</p>
<p>Appunto, se ne seguita a invocarlo ma senza alcuna possibilit&agrave; (almeno finora) di aprirlo da qualche parte. Ora vorrei segnalare a lei e al cortese lettore che da pochi anni ha preso una qualche piega il cosiddetto azionariato popolare. Mi riferisco a una colletta pubblica a favore di un ben comune. Il primo esempio che mi viene alla mente &egrave; quello della statua del Nilo,&nbsp;nella piazzetta omonima e in pieno centro storico, &nbsp; restaurata grazie al &nbsp;contributo &nbsp;degli abitanti della zona e dei turisti che l&rsquo;affollano.</p>
<p>Il secondo esempio &egrave; pi&ugrave; recente e riguarda il Vomero e la libreria Iocisto sorta appena un anno fa, dopo la mor&igrave;a di librerie (Fnac, Guida Merliani, Loffredo), che ha reso il quartiere del tutto orfano di librerie. Ebbene ora Iocisto va a gonfie vele La mia proposta &egrave; conseguente con questi due esempi. Perch&eacute; qualcuno, che sappia di progettazione, di leggi e di organizzazione e che naturalmente ami Napoli e la sua grande tradizione musicale, non si fa avanti per organizzare la raccolta di fondi? Io mi candido a essere fra i primi sottoscrittori. <br>Cordialmente</p>
<p>Fonte: IlMattino.it</p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1Y49gjv">https://bit.ly/1Y49gjv</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/41876/canone-rai-limporto-richiesto-non-sar-quello-da-versare-in-bolletta</guid>
	<pubDate>Thu, 03 Mar 2016 14:47:53 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/41876/canone-rai-limporto-richiesto-non-sar-quello-da-versare-in-bolletta</link>
	<title><![CDATA[Canone Rai: l'importo richiesto non sarà quello da versare in bolletta]]></title>
	<description><![CDATA[<p>A luglio arriver&agrave; il canone Rai nella bolletta della luce come previsto dalla Legge di Stabilit&agrave; del governo Renzi e per le famiglie si tratta dell&rsquo;ennesima gatta da pelare. Secondo le stime delle associazioni dei consumatori, come riporta il quotidiano Libero, sono 5 milioni su un totale di 24, quasi una su cinque, le famiglie che rischiano di vedersi addebitare il canone in maniera illegittima se i Comuni non forniranno in tempo i dati corretti delle famiglie anagrafiche.</p>
<p>&Egrave; il direttore gestione tributi dell&rsquo;Agenzia delle entrate, Paolo Savini che lancia l&rsquo;allarme sostenendo che il pagamento del canone in bolletta &ldquo;assume cruciale importanza la corretta individuazione della famigli anagrafica&rdquo;. In sostanza sono i Comuni che devono trasmettere i dati riguardanti le famiglie anagrafiche e il tempo stringe e le preoccupazioni dei consumatori aumentano anche perch&eacute; sembra che le societ&agrave; elettriche hanno 6 mesi di tempo per rimborsare i contribuenti in caso di pagamento indebito, un tempo troppo lungo.</p>
<p><img src="https://movimentobaseitalia.altervista.org/wp-content/uploads/2015/10/canone-rai-in-bolletta-enel.jpg" alt="canone rai in bolletta" width="550" style="border: 0px;"></p>
<p>Da qui l&rsquo;appello dell&rsquo; Unione Nazionale Consumatori tramite il suo presidente Massimiliano Dona.</p>
<blockquote>
<p>&ldquo;Se &egrave; vera l&rsquo;ipotesi di bozza di decreto emersa in queste ore, &egrave; ancor pi&ugrave; inaccettabile che le&nbsp;<strong>societ&agrave; elettriche</strong>&nbsp;abbiano 6 mesi di tempo per restituire il maltolto al consumatore per i pagamenti non dovuti del Canone. Chiediamo che i rimborsi avvengano nella prima bolletta utile dopo l&rsquo;invio della richiesta da parte del cliente e della dovuta autocertificazione (&hellip;)&rdquo;.</p>
</blockquote>
<p>Anche le compagnie elettriche sono sul piede di guerra, preoccupate per i costi che dovranno sopportare come spiega il presidente di Assoelettrica,<strong>Chicco Testa.</strong></p>
<blockquote>
<p>&ldquo;Quello dei rimborsi alle compagnie elettriche che gestiranno il&nbsp;<strong>canone Rai</strong>&nbsp;in bolletta &egrave; un tema ancora aperto e bisogner&agrave; trovare una forma perch&eacute;, indubbiamente, noi i costi ce li abbiamo. Pi&ugrave; o meno saranno qualche decina di milioni di euro per tutto il comparto. Dobbiamo fare un investimento per trasformare i nostri sistemi informativi ma, soprattutto, bisogna pensare alla gestione amministrativa&rdquo;.</p>
</blockquote>
<p>Inoltre un&rsquo;altra polemica &egrave; dietro l&rsquo;angolo. Sembra che siano circa venti le isole italiane in cui il canone Rai non arriver&agrave; con la&nbsp;<strong>bolletta elettrica</strong>&nbsp;come nel resto del Paese e questo perch&egrave; tail isole hanno reti elettriche piccole e autonome. Nello specifico si tratta di Ustica, isole Tremiti, Levanzo, Favignana, Lipari, Lampedusa, Linosa, Merettimo, Giglio, Capri, Pantelleria, Stromboli, Panarea, Vulcano, Salina, Alicudi, Filicudi, Capraia e Ventotene. Si attende cos&igrave; che l&rsquo;Agenzia delle Entrate con uno specifico provvedimento decida le modalit&agrave; di pagamento del canone tv.</p>
<p>Ma forse una piccola buona notizia per tutti all&rsquo;orizzonte sembra ci sia: chi non paga il&nbsp;<strong>canone Tv</strong>&nbsp;non si vedr&agrave; staccata la corrente elettrica. Nella bozza di decreto allo studio del governo si legge:</p>
<blockquote>
<p>&ldquo;In caso di pagamento parziale della&nbsp;<strong>fattura elettrica</strong>&nbsp;senza indicazione da parte dell&rsquo;utente dell&rsquo;imputazione delle somme pagate, l&rsquo;imputazione avviene prioritariamente alla fornitura elettrica&rdquo;.</p>
</blockquote>
<p>Ovviamente Equitalia sar&agrave; sempre dietro l&rsquo;angolo. Significa che se il contribuente paga solo una parte della&nbsp;<strong>bolletta della luce,</strong>&nbsp;indicando che la maggior parte dei soldi serva a saldare la fattura sull&rsquo;utenza elettrica, la compagnia non staccher&agrave; la luce, ma dovr&agrave; avvertire comunque Equitalia.</p><p>URL del Link: <a href="https://www.wallstreetitalia.com/canone-rai-in-bolletta-importo-richiesto-non-sara-quello-da-versare/">https://www.wallstreetitalia.com/canone-rai-in-bolletta-importo-richiesto-non-sara-quello-da-versare/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/41866/vinitaly-wine-club-hfarm-entra-in-societ-con-designwine</guid>
	<pubDate>Wed, 02 Mar 2016 17:35:31 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/41866/vinitaly-wine-club-hfarm-entra-in-societ-con-designwine</link>
	<title><![CDATA[Vinitaly Wine Club, H-FARM entra in società con DesignWine]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Barbara Blasevich, consigliere di amministrazione di DesignWine, la societ&agrave; partecipata da Veronafiere che coordina Vinitaly Wine Club e l&rsquo;app mobile Vino, esprime profonda soddisfazione per l&rsquo;ingresso di H-FARM &ndash; con una partecipazione del 36,5% &ndash; nella societ&agrave;.</em></p>
<p><em><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2016/03/Barbara-Blasevich-DesignWine.jpg" alt="Barbara Blasevich DesignWine" style="border: 0px;"><br></em></p>
<p><em>&ldquo;Grande soddisfazione per un accordo che va nella giusta direzione di cogliere le enormi opportunit&agrave; che il digitale rappresenta per il settore vinicolo&rdquo;</em>&nbsp;con queste parole&nbsp;<strong>Barbara Blasevich</strong>, membro del CdA di&nbsp;<strong>DesignWine</strong>&nbsp;esprime il suo apprezzamento per la decisione di<strong>H-FARM</strong>&nbsp;di entrare con una partecipazione del 36,5% nella societ&agrave; che coordina&nbsp;<strong>Vinitaly Wine Club</strong>&nbsp;e l&rsquo;applicazione mobile Vino.</p>
<p>H-FARM &egrave; una piattaforma di innovazione recentemente quotata ad AIM Borsa Italiana in grado di supportare la creazione di nuovi modelli d&rsquo;impresa e la trasformazione ed educazione delle aziende italiane in un&rsquo;ottica digitale.</p>
<p>L&rsquo;obiettivo di questo nuovo ingresso &egrave; legato alla volont&agrave; di H-FARM e di Veronafiere di sviluppare ulteriormente il progetto e-commerce VINITALY WINE CLUB, orientato alla promozione ed alla vendita online del vino italiano in Italia ed all&rsquo;estero. Grazie ad un&rsquo;importante esperienza maturata negli anni, l&rsquo;e-commerce Vinitaly Wine Club si &egrave; affermato nel settore del vino italiano online, valorizzando l&rsquo;importanza dell&rsquo;innovazione, dell&rsquo;alta qualit&agrave; dei prodotti e di un accurato servizio d&rsquo;assistenza e gestione, elementi fondamentali per la vendita online.</p>
<p>H-FARM crede fortemente nelle opportunit&agrave; di questo settore, in grado di esprimere potenziali interessanti ma soprattutto ha trovato in Veronafiere un partner d&rsquo;eccezione che &egrave; riconosciuto a livello mondiale per la sua importanza e conoscenza anche in questo mercato.</p>
<p>Nel Consiglio di amministrazione di Design Wine siedono &ndash; accanto a Barbara Blasevich &ndash; Alessandro Olivieri (Presidente), Timothy O&rsquo;Connell, Stevie Kim e Gianni Bruno. Sindaco unico della societ&agrave; &egrave; Luciano Giarola.</p>
<p><strong>Barbara Blasevic</strong>h&nbsp;<em>&egrave; fondatrice, presidente e amministratore delegato di Euroconsulting, societ&agrave; di consulenza specializzata nell&rsquo;assistenza tecnica e nella gestione dei rapporti tra Enti pubblici, Amministrazioni locali, aziende operanti nell&rsquo;ambito agricolo ed agroindustriale e le istituzioni comunitarie.</em><br><em>Dal 2011 &egrave; consigliere di amministrazione e membro del Comitato Esecutivo di Cattolica Assicurazioni e siede nel CdA di Vinitaly Wine Club e di Fata Assicurazioni, rispettivamente dal 2013 e da giugno 2014. Lo scorso ottobre &egrave; stata riconfermata consigliere di amministrazione dell&rsquo;ente Veronafiere per il triennio 2015-2018.</em></p>
<p><strong>FONTE</strong>:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.euroconsulting.be/home/" target="_blank">Euroconsulting</a></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1L5tac0">https://bit.ly/1L5tac0</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/41864/facebook-il-male-ce-lo-dice-mr-robot</guid>
	<pubDate>Wed, 02 Mar 2016 10:41:45 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/41864/facebook-il-male-ce-lo-dice-mr-robot</link>
	<title><![CDATA[Facebook è il male? ce lo dice Mr. Robot]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>Sam Esmail, creatore e regista della serie tv vincitrice del Golden Globe spara a zero sul social di Zuckerberg.</strong></p>
<p>Mr. Robot fa propria la rabbia che tutti proviamo contro le corporation dopo il crollo finanziario del 2008. &Egrave; la personificazione dello spirito anarchico e rivoluzionario che quell&rsquo;evento ha scatenato in tutto il mondo&rdquo;. Non usa mezzi termini Sam Esmail, 37enne regista e autore nato in New Jersey, ma egiziano di origine, per definire la sua serie tv gi&agrave; di culto, vincitrice del Golden Globe e in onda dal 3 marzo su Premium Stories.</p>
<p><img src="https://renaissancespeakers.org/wp-content/uploads/2011/02/Facebook-good-evil.gif" alt="facebook &egrave; il male ?" width="200" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Il protagonista &egrave; Elliot (Rami Malek) un ingegnere informatico affetto da paranoia e depressione, che ha problemi di relazione e di nascosto agisce come cyber-vigilante, punendo criminali e disonesti grazie alla sua attivit&agrave; di hacker. Un giorno viene avvicinato dal misterioso Mr. Robot (Christian Slater) che gli chiede di unirsi al suo team per cancellare il debito mondiale attaccando la mega-societ&agrave; E Corp che controlla tutto e tutti (il cui logo &egrave; ispirato a quello della Enron).</p>
<hr>
<p><strong>Cosa la intriga della cultura hacker?</strong><br><span>Gli hacker sono i supereroi di oggi, &egrave; come se avessero superpoteri per cambiare le sorti del mondo e questo rende il loro mondo cos&igrave; interessante. Naturalmente ci sono quelli che agiscono per il proprio tornaconto e quelli che lottano per cause nobili, anche se Elliot &egrave; una via di mezzo, &egrave; narcisista ma allo stesso tempo vuole aiutare la gente. Il fatto &egrave; che se hanno tanto potere &egrave; perch&eacute; noi gliel&rsquo;abbiamo permesso, mettendo le nostre intere vite online. E se si &egrave; in grado di sfruttare questo sistema si pu&ograve; ricattare una persona, una societ&agrave; e persino una nazione.</span><br><br><strong>In un monologo Elliot parla male di Facebook. Perch&eacute;?</strong><br><span>Facebook &egrave; una societ&agrave; molto pericolosa, &egrave; una corporation che controlla e possiede tutte le interazioni che abbiamo con la nostra famiglia, i nostri amici. Le persone pubblicano le foto dei propri figli, i fatti propri, e tutto questo si pu&ograve; fare gratis, perch&eacute; la moneta con cui si paga &egrave; la propria personalit&agrave;, le interazioni pi&ugrave; intime con le persone che conosci. &Egrave; veramente un rischio esporsi cos&igrave; tanto con una societ&agrave; che usa tutto ci&ograve; a proprio vantaggio, fa esperimenti sociali con le persone senza avvisarle, le sfrutta per fare soldi.</span><br><br><strong>Anche lei &egrave; su Facebook per&ograve;.</strong><br><span>S&igrave;, ma non pubblico nulla di personale. E questo &egrave; qualcosa che si pu&ograve; controllare: non &egrave; un obbligo regalare a Facebook cos&igrave; tanto di noi stessi.</span><br><br><strong>Nello stesso passaggio Elliot dice frasi forti anche su Steve Jobs,</strong> ammirato da tutto il mondo, ma diventato multimiliardario grazie allo sfruttamento dei lavoratori minorenni della Foxconn.<strong> Non ha avuto problemi ad affidare queste affermazioni al suo personaggio?</strong><br><span>Finora mi &egrave; andata bene, nessuno mi ha fatto causa e tocco ferro.</span><br><br><strong>La E Corp assomiglia tanto a Google. Che ne pensa di loro?</strong><br><span>Google &egrave; differente rispetto a Facebook, perch&eacute; una gran parte dei loro strumenti sono di carattere pubblicitario. Certo, li usano contro di te, e ti profilano e quindi ci sono dei problemi di privacy che riguardano il loro modo di agire. Anche se sono pi&ugrave; trasparenti circa i dati che raccolgono sulle persone.</span>&nbsp;</p><p>URL del Link: <a href="https://espresso.repubblica.it/visioni/societa/2016/02/23/news/facebook-e-il-male-parola-di-mr-robot-1.251487">https://espresso.repubblica.it/visioni/societa/2016/02/23/news/facebook-e-il-male-parola-di-mr-robot-1.251487</a></p>]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>

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