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	<title><![CDATA[MSNI: Tutti i Link]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/42410/smpress-interview-intervista-a-mauro-spagnolo-direttore-di-rinnovabiliit</guid>
	<pubDate>Sat, 09 Apr 2016 16:59:11 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Smpress Interview: Intervista a Mauro Spagnolo, direttore di Rinnovabili.it]]></title>
	<description><![CDATA[Siamo davvero pronti ad accogliere nelle nostre vite quotidiane i nuovi modelli di sostenibilità? L’economia circolare quanto impiegherà per sostituirsi a quella lineare? Il ruolo di sensibilizzazione dei cittadini può sopperire alla storica miopia della politica? Gli esiti della COP 21 hanno segnato seriamente un cambiamento di marcia o è stato l’ennesimo fuoco di paglia?
Sono solo alcune delle questioni di cui quotidianamente si occupa Mauro Spagnolo, Architetto e giornalista, nel raccogliere la sfida delle sfide: consentire un futuro sostenibile al nostro pianeta.<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1SUKtMA">https://bit.ly/1SUKtMA</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Mauro Spagnolo</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/42405/blasevich-vinitaly-2016-soddisfazione-per-presenza-mattarella-a-vinitaly-2016</guid>
	<pubDate>Sat, 09 Apr 2016 14:54:06 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/42405/blasevich-vinitaly-2016-soddisfazione-per-presenza-mattarella-a-vinitaly-2016</link>
	<title><![CDATA[Blasevich Vinitaly 2016 soddisfazione per presenza Mattarella a Vinitaly 2016]]></title>
	<description><![CDATA[Barbara Blasevich, consigliere di amministrazione di Veronafiere e DesignWine, esprime profonda soddisfazione per l’intervento di apertura del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Vinitaly 2016, domenica 10 aprile. Una presenza che “esprime – se ancora ce ne fosse bisogno – l’importanza del settore vitivinicolo per l’intero sistema Paese”.

“La presenza del presidente della Repubblica Mattarella all’inaugurazione dell’edizione 2016 di Vinitaly testimonia ancora una volta l’importanza del settore vitivinicolo e il suo contributo nel render grande il made in Italy nel mondo” con queste parole Barbara Blasevich, membro del CdA di Veronafiere e DesignWine, commenta l’inaugurazione della cinquantesima edizione di Vinitaly, che si apre domenica a Verona.

Oggi Vinitaly è un sistema a rete di cui fanno parte Vinitaly International, OperaWine, Vinitaly Wine Club, VIA - Vinitaly International Academy, wine2wine, Sol&amp;Agrifood, Enolitech e i premi collegati. 
Un insieme di relazioni e di attività che hanno portato il Governo italiano a riconoscere nel Vinitaly prima il player per organizzare ad Expo 2015 VINO - A Taste of ITALY, poi nell’individuarlo come piattaforma b2b per il settore attraverso l’inserimento nel Piano di promozione straordinaria del made in Italy che prevede attività congiunte su mercati esteri di interesse e l’incoming di buyer e operatori qualificati alla rassegna in Italia.

Un’attività che ha previsto investimenti diretti e indiretti per 8 milioni di euro solo per l’edizione 2016 tra incoming e miglioramento di strutture e servizi, a rafforzare una presenza estera già significativa con quasi 55mila operatori da 141 Nazioni (pari al 37% del totale dei visitatori).



Barbara Blasevich è fondatrice e presidente di Euroconsulting, società di consulenza specializzata nell’assistenza tecnica e nella gestione dei rapporti tra Enti pubblici, Amministrazioni locali, aziende operanti nell’ambito agricolo ed agroindustriale e le istituzioni comunitarie. 
Dal 2011 è consigliere di amministrazione e membro del Comitato Esecutivo di Cattolica Assicurazioni e siede nel CdA di Veronafiere, DesignWine e Fata Assicurazioni.

FONTE: Euroconsulting<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/vinitaly-2016-barbara-blasevich-presenza-mattarella-esprime-limportanza-del-settore-vitivinicolo-che-contribuisce-a-rendere-grande-litalia-nel-mondo/#">https://www.dailyfocus.net/vinitaly-2016-barbara-blasevich-presenza-mattarella-esprime-limportanza-del-settore-vitivinicolo-che-contribuisce-a-rendere-grande-litalia-nel-mondo/#</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/42402/stefano-toma-blog-nasce-salastampait-agenzia-stampa-multimediale</guid>
	<pubDate>Fri, 08 Apr 2016 18:40:56 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/42402/stefano-toma-blog-nasce-salastampait-agenzia-stampa-multimediale</link>
	<title><![CDATA[Stefano Toma Blog: nasce SalaStampa.it agenzia stampa multimediale]]></title>
	<description><![CDATA[Stefano Maria Toma come giornalista è attento ad alcune realtà del settore. Toma infatti sul suo blog dedica un post a SalaStampa.it, progetto utile per far fronte alla crisi del mondo dell'informazione e pensato per tutti i giornalisti freelance che hanno avviato un’attività editoriale in proprio. 

Nasce salastampaitaliana.it, la prima agenzia stampa multimediale a portata di freelance e delle piccole realtà editoriali operanti sul web con limitate risorse economiche e che non usufruiscono dei contributi pubblici all'editoria. Politica, attualità e sport sono i settori attualmente seguiti dalle telecamere di Salastampaitaliana.it, a breve si aggiungeranno cultura e spettacoli e le dirette streaming.<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/stefano-maria-toma-nasce-salastampaitaliana-it-agenzia-per-freelance/">https://www.dailyfocus.net/stefano-maria-toma-nasce-salastampaitaliana-it-agenzia-per-freelance/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/42397/andate-da-equitalia-prima-che-equitalia-arrivi-da-voi</guid>
	<pubDate>Fri, 08 Apr 2016 09:56:00 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/42397/andate-da-equitalia-prima-che-equitalia-arrivi-da-voi</link>
	<title><![CDATA[Andate da Equitalia, prima che Equitalia arrivi da Voi]]></title>
	<description><![CDATA[<h2>Le cinque regole per liberarsi dai debiti</h2>
<hr>
<div>L&rsquo; abc per liberarsi dal sovraindebitamento. A stilare la lista dei 5 consigli per chi si sente strozzato dai debiti con Equitalia e con le banche &egrave; l&rsquo;associazione Csi-Kronos.</div>
<div>&nbsp;</div>
<hr>
<div>&nbsp;
<p>Csi-Kronos &egrave; nata dall&rsquo;idea di un gruppo di professionisti (avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro) che unendosi in tutta Italia hanno generato il Progetto Prodeitalia a servizio di pensionati, piccoli imprenditori, liberi professionisti e casalinghe in difficolt&agrave; con il pagamento di debiti. &laquo;I motivi che portano al sovraindebitamento possono essere diversi &ndash; spiegano dall&rsquo;associazione &ndash; ma per uscirne la strada da percorrere &egrave; solo una e passa attraverso la conoscenza precisa di tutte le situazioni debitorie pendenti presenti e passate&raquo;.</p>
<p><img src="https://www.responsabilecivile.it/wp-content/uploads/2016/01/sede-equitalia-risarcimento-responsabile-civile-878x483.jpg" alt="equitalia soluzioni al debito" width="550" style="border: 0px;"></p>
<p>L&rsquo;Associazione Csi-Kronos (impegnata a far conoscere la legge 3/2012 che regola il sovraindebitamento e introduce nell&rsquo;ordinamento giuridico italiano la procedura di esdebitazione) ha redatto un vademecum, 5 regole &laquo;che possono rappresentare un buon inizio per arrivare alla soluzione del problema&raquo;.</p>
<p>1) Imparare a chiedere aiuto prima in famiglia o a un amico fidato e poi a professionisti competenti in grado di consigliare la strada pi&ugrave; utile da percorrere.</p>
<p>2) Basta con le raccomandate non ritirate, le buste delle lettere non aperte, le ingiunzioni di pagamento nascoste nei cassetti.<br>3) Essere consapevoli di quello che si deve e a chi lo si deve, per esempio, andando da Equitalia e chiedendo il saldo della propria situazione debitoria.</p>
<p>4) Quando ci si decide a chiedere aiuto non avere paura di descrivere tutte le pendenze esistenti.</p>
<p>5) Non pensare mai che la propria situazione sia unica e irrisolvibile. Purtroppo in Italia sono in molti a vivere lo stesso identico calvario ed &egrave; per questo che nell&rsquo;ordinamento giuridico sono state inserite leggi che possono essere di supporto.</p>
<p>&laquo;Andate da Equitalia, non aspettate che sia lei a rincorrervi&raquo;, dice l&rsquo;avvocato Lario Paccosi, uno dei legali del Progetto Prodeitalia. Un&rsquo;esortazione che potrebbe suonare come una provocazione ma non lo &egrave;. &laquo;Il primo campanello d&rsquo;allarme del sovraindebitamento - riprende l&rsquo;avvocato Paccosi - &egrave; proprio la fuga dalla verit&agrave;. Chi ha paura di quella condizione di sovraindebitamento che non sa pi&ugrave; gestire tende a non voler conoscere, a nascondere e a mentire anche a se stesso, aggravando il pi&ugrave; delle volte la propria situazione&raquo;.</p>
<p>&laquo;Per quanto grave possa essere la situazione non &egrave; mai irrecuperabile &ndash; sottolinea Cristiano Guidi, un altro dei legali del Progetto Prodeitalia &ndash; Conoscendola si pu&ograve; evitare che peggiori e programmarne la soluzione. Se ci si rivolge ad Equitalia non si rischia nulla, anzi si pu&ograve; solo conoscere meglio la propria condizione debitoria. Non &egrave; evitando quello sportello che ci si pu&ograve; liberare dai debiti. La legge offre strumenti utili, a cominciare dalla procedura di esdebitazione che pochi conoscono ma che pu&ograve; rivelarsi un valido aiuto per risolvere l&rsquo;indebitamento&raquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<p>&nbsp;</p><p>URL del Link: <a href="https://www.ecodibergamo.it/stories/Economia/vai-da-equitalia-prima-che-lei-arrivi-da-tele-cinque-regole-per-liberarsi-dai_1176028_11/">https://www.ecodibergamo.it/stories/Economia/vai-da-equitalia-prima-che-lei-arrivi-da-tele-cinque-regole-per-liberarsi-dai_1176028_11/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/42380/fare-pensare-fare-12-aprile-inaugurazione-alla-triennale-del-design-a-milano</guid>
	<pubDate>Thu, 07 Apr 2016 19:16:58 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/42380/fare-pensare-fare-12-aprile-inaugurazione-alla-triennale-del-design-a-milano</link>
	<title><![CDATA[Fare è Pensare è Fare 12 Aprile inaugurazione alla Triennale del Design a Milano]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Alla Triennale di Milano, per 5 mesi una mostra dedicata all&rsquo;artigianato coreano come ricerca di un nuovo valore per il &ldquo;fare manuale&rdquo; nell&rsquo;epoca in cui molta della produzione &egrave; affidata ai robot. Inaugurazione ufficiale il 12 aprile con la performance del musicista di handpan Jin Sung-eun</em></p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2016/04/mostra-artigianale-corea-triennale.jpg?w=710&amp;h=354" alt="Mostra Artigianale-corea-triennale" width="710" height="354" style="border: 0px;"></p>
<p>&ldquo;<strong>Fare &egrave; Pensare &egrave; Fare</strong>&rdquo; (Making is thinking is Making) &egrave; il titolo della mostra organizzata in occasione della<strong>XXI Esposizione Internazionale della Triennale del Design</strong>&nbsp;a Milano da&nbsp;<strong>KCDF</strong>&nbsp;(Korea Craft &amp; Design Foundation), emanazione del Ministero della Cultura, Sport e Turismo della&nbsp;<strong>Repubblica di Corea</strong>. Per il quarto anno consecutivo la prestigiosa Fondazione coreana si ripresenta a partire dal 2 aprile con uno spazio espositivo di quasi 500 mq alla&nbsp;<strong>Triennale di Milano</strong>. I designer che espongono sono 28 in un incredibile itinerario espositivo che inviter&agrave; anche i visitatori a comporre un&rsquo;opera di &ldquo;intelligenza collettiva&rdquo; da esporre. L&rsquo;esposizione &egrave; stata curata Hong Bora, direttrice della Galleria Factory di Seoul e curatrice di mostre internazionali come nel 2015 &ldquo;Wirkkala Revisited&rdquo; al Design Museum di&nbsp;Helsinki.</p>
<p>Aperta il 02 aprile,&nbsp;<em>la mostra sar&agrave; inaugurata il 12 aprile</em>&nbsp;con la performance dell&rsquo;artista coreano Jin Sung-eun, tra i migliori percussionisti al mondo di handpan, strumento musicale suonato a mano forgiato in acciaio che genera meravigliose atmosfere. L&rsquo;esibizione introdurr&agrave; i visitatori ad un concetto moderno e raffinato di arte. (Ore 18.00 &ndash; Ingresso libero &ndash; 1&deg; piano della Triennale).</p>
<p>In un&rsquo;era in cui molti aspetti della produzione fanno affidamento su computer e tecnologie moderne, la mostra indaga quali siano i significati e i valori trasmessi dall&rsquo;artigianato e quale sia il suo futuro.</p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2016/04/motion-series_kyungmin-lee.jpg?w=710" alt="Motion Series_Kyungmin Lee" style="border: 0px;"></p>
<p>Una ricerca che parte da una citazione tratta dal libro &ldquo;L&rsquo;Uomo Artigiano&rdquo; (&ldquo;The Craftsman&rdquo;) del sociologo Richard Sennett, ovvero &ldquo;Making is thinking&rdquo; (letteralmente &ldquo;fare &egrave; pensare&rdquo;) che d&agrave; anche il titolo alla mostra.</p>
<p>Grazie ad interviste a numerosi artigiani, designer, artisti, teorici e programmatori, sono state raccolte informazioni sul rapporto che intercorre tra il &ldquo;fare&rdquo; e il pensiero (&ldquo;making &amp; thinking&rdquo;). Attraverso questo stimolante processo di &ldquo;intelligenza collettiva&rdquo;, l&rsquo;esibizione si pone lo scopo di scoprire un nuovo universo dell&rsquo;artigianato e di visualizzarlo all&rsquo;interno dello spazio.</p>
<p><strong>Press Office</strong><br>Encanto public relations &ndash; tel. 02 66983707<br>Veronica Carminati &ndash; veronica.carminati@<span>encanto.biz</span>&nbsp;cell. 334 3782823<br>Lidia Mirrione &ndash; lidia.mirrione@<span>encanto.biz</span>&nbsp;&ndash; +39 3485430217</p>
<div>&nbsp;</div><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1SPpRFD">https://bit.ly/1SPpRFD</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Claudio Ancillotti</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/42373/equitalia-ora-pu-fare-il-pignoramento-presso-terzi</guid>
	<pubDate>Wed, 06 Apr 2016 17:25:42 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/42373/equitalia-ora-pu-fare-il-pignoramento-presso-terzi</link>
	<title><![CDATA[Equitalia ora può fare il pignoramento presso terzi]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Equitalia pu&ograve; rivolgersi ai clienti dei debitori morosi per ottenere i pagamenti: procedure del pignoramento presso terzi, scadenze, limiti e il caso di stipendio e pensione.</em></p>
<p><em><img src="https://info.tuttovisure.it/wp-content/uploads/2014/10/Pignoramenti-e-fermi-amministrativi-Equitalia-680x365.jpg" alt="equitalia e pignoramenti" width="550" style="border: 0px;"></em></p>
<p>Una procedura che pu&ograve; essere messa in atto da Equitalia nei confronti dei debitori morosi esiste il pignoramento presso terzi, che consiste nel chiedere a un altro debitore le somme dovute all&rsquo;agente della riscossione. In pratica, Equitalia emette un atto di pignoramento verso la terza parte, e contemporaneamente una comunicazione al proprio debitore moroso. Questa procedura ha per&ograve; dei limiti precisi.</p>
<p>Innanzitutto, si tratta di una procedura di riscossione coattiva, avviata in seguito al mancato pagamento cartelle:</p>
<p><strong>dopo 60 giorni</strong> dalla notifica della cartella e non oltre un anno;<br><strong>entro 90 giorni</strong> dalla notifica dell&rsquo;Agenzia delle Entrate;<br><strong>entro 5 giorni</strong> dalla notifica dell&rsquo;avviso di mora.</p>
<p>In ogni caso, il pignoramento presso terzi deve essere effettuato entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello dell&rsquo;accertamento definitivo. Se la procedura viene avviata dopo un anno dalla notifica della cartella, deve essere preceduta da intimazione di pagamento nei confronti del debitore: in mancanza di questa comunicazione, la procedura di pignoramento presso terzi &egrave; illegittima.</p>
<p>La terza parte che riceve l&rsquo;avviso da Equitalia ha 60 giorni di tempo per effettuare il pagamento delle somme. Se si tratta di un credito non ancora maturato, si paga alla scadenza. Equitalia pu&ograve; rivolgersi, per esempio, a un datore di lavoro, al titolare di un contratto di affitto o anche procedere a un pignoramento presso il conto corrente. Pu&ograve; cercare le informazioni presso le banche dati dell&rsquo;anagrafe tributaria. Non pu&ograve;, invece, consultare gli elenchi dei clienti e fornitori.</p>
<p>Nel caso di pignoramento sul conto corrente, non si possono toccare l&rsquo;ultimo stipendio o rateo pensione. Su stipendi e pensioni, ci sono una serie di limiti:</p>
<p><strong>fino a 2mila 500 euro:</strong> la quota pignorabile &egrave; un decimo;<br><strong>tra 2mila 500 e 5mila euro:</strong> la quota pignorabile &egrave; un settimo;<br><strong>sopra i 5mila euro:</strong> la quota pignorabile &egrave; un quinto.</p><p>URL del Link: <a href="https://www.pmi.it/impresa/contabilita-e-fisco/news/117661/pignoramenti-equitalia-clienti-dei-morosi.html">https://www.pmi.it/impresa/contabilita-e-fisco/news/117661/pignoramenti-equitalia-clienti-dei-morosi.html</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/42327/stefano-toma-blog-che-significa-nel-2015-fare-informazione-nel-mezzogiorno</guid>
	<pubDate>Mon, 04 Apr 2016 11:47:46 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/42327/stefano-toma-blog-che-significa-nel-2015-fare-informazione-nel-mezzogiorno</link>
	<title><![CDATA[Stefano Toma Blog: Che significa nel 2015 fare informazione nel Mezzogiorno]]></title>
	<description><![CDATA[Stefano Maria Toma giornalista, iscritto all’Ordine della Campania dal 2011, commenta sul suo blog quanto il panorama delle nuove tecnologie stia mutando la professione giornalistica; dalle deontologie, ai paletti contrattuali, fino alla rielaborazione di patti e di associazioni, di sovrastrutture e di strutture.

Stefano Maria Toma afferma: “Meglio fare il giornalista che lavorare. Bei tempi, quelli che consegnavano all’immaginario ironico e scherzoso una professione sospesa fra l’eterno giramondo, la incongrua professionalità e la scarsa propensione alle regole e agli orari, per non dire a una stanzialità allora (e forse anche oggi) fiera nemica della cultura ciabattona e pantofolaia”. 

E continua il giornalista: “Per la verità non vi corrispondeva più di tanto, nemmeno allora, ai tempi in cui la “diversità” del giornalista trasudava dannunzianesimo e pagine a quattro mani fra Tom Antongini e Liala. I primi ad averla inventata quella battuta e a gloriarsene erano proprio loro, i giornalisti in vena ieri ma ancor più oggi di “visibilità” e di “immagine”.

Ora stiamo col 2016 e con i giovani   che nel Mezzogiorno - e così entriamo in argomento - intendono abbracciare questo mestiere. Innanzi tutto, un avvertimento: è un mestiere perché qualcuno (cioè l’editore) provvede a passare il relativo stipendio. E’una professione in quanto nel suo farsi sottintende una autonomia di pensiero, di libertà e di onestà (lasciamo nell’utopia l’obiettività che non è di questo mondo). Di fatto l’unica attività di lavoro sospesa fra l’essere dipendenti e il non esserlo affatto, almeno ideologicamente, nel dispiegare un’attività di pubblico interesse. Il cui duplice diritto (del cittadino a essere informato e del giornalista a informare) è sancito dalla nostra Costituzione. In meno di mezzo secolo su questo lavoro si sono abbattute due rivoluzioni. La prima è collegata a come si compila e si stampa un giornale. Dalla stampa “a caldo” con la linotype si è passati al “freddo” del computer, del “desk top publishing”, letteralmente editoria da scrivania. La seconda rivoluzione ha a che fare con quella definizione che si chiama “on line”, in linea di tempo e spazio. Ci riferiamo al mondo “virtuale” che “naviga” sempre più nel reale, attraverso la televisione digitale, interattiva e soprattutto attraverso Internet. Insomma si fanno e si disfano giornali cui la carta è completamente sconosciuta. Gli articoli, le foto, le vignette, gli schemi nascono e muoiono nel computer e dal computer vengono “consumati” da un nuovo popolo di lettori (o di fruitori?) sempre più vasto e senza alcun confine di spazio e di tempo. Anche questo nuovissimo modo di fare informazione potrebbe essere annoverato nella “new economy”, cioè nella nuova logica di lavorare e di procurare profitto sfuggendo ai settori classici come l’industria, l’artigianato e l’agricoltura, fino a pochi anni addietro, i tre filoni tradizionali su cui fluivano fiumi di iniziative, di investimenti, di occupazione, di catene di montaggio e di prodotti fisicamente individuabili, reali.

Ora se vogliamo metterci nei panni di un giovane, diplomato, meglio se laureato e con un paio di lingue da usare correntemente e con una buona dimestichezza con computer e affini, deciso di dare ascolto alla gente comunicando con essa, ci troveremo subito davanti a uno scenario seguente. Giornali, quotidiani e periodici, che la gente si ostina a non leggere, o a leggere poco, soprattutto nel Mezzogiorno, solo due su dieci, in Europa addirittura la metà. Difficile per l’aspirante giornalista trovarvi posto fra l’alto livello della disoccupazione di diplomati e laureati e l’offerta che si restringe a imbuto per asfissia di mercato. Ancora più difficile farsi retribuire per il lavoro svolto dentro e fuori della redazione.

Ammesso che la cosa vada per il meglio (il padre sarà un notabile o un politico o egli stesso un giornalista importante o lo zio un illustre prelato e giù di questo passo lungo le antiche condotte del nepotismo locale), il nostro giovane potrà assunto in uno dei buoni quotidiani della regione. Oppure in qualche salda emittente radiotelevisiva. Qui, sempre che la fortuna o i magnifici lombi continuino a essergli provvidi, il giovane trascorrerà 18 mesi di noviziato per apprendere dal vivo il mestiere, essendone anche retribuito. Allo scadere dell’anno e mezzo dovrà superare l’esame di idoneità professionale a Roma, scritti e orali.

Fino ad alcuni anni or sono la redazione centrale e i suoi uffici periferici (collegati con le centrali-fonte come questura, carabinieri, ospedali, ecc.) erano l’unico salvacondotto per imparare il mestiere. Mestiere che ha sempre rifiutato le teorizzazioni astratte e le “alterità” territoriali, tipo scuole o banchi. Poi anche il binomio inchiostro e piombo ha dovuto soccombere.
Ora il giovane che ne sia in grado (per titoli ma anche per denaro da investirvi e per la frequentazione) può, in alternativa alla redazione, prepararsi agli esami professionali frequentando una delle nove scuole sparse per l’Italia riconosciute dall’Ordine dei Giornalisti. Se il nostro giovane seguita a trovarsi dalla parte giusta della vita, verrà promosso giornalista professionista. (Ah, dimenticavo di dire; che se non si vuole prendere i voti - e solo quelli - della clausura giornalistica, il giovane potrà stare con un piede in due staffe, come si dice. Continuare a svolgere un altro mestiere, che so, medico, informatico, laureato breve, pubblicitario, e darsi anche all’informazione scritta o parlata, magari negli argomenti di propria competenza professionale.) 

Ma che cosa rimane a questo giovane se tutte le condizioni fin qui descritte non gli si addicono? Assai poco, o nulla. Cambiare idea. E’il suggerimento più saggio e il più lungimirante. Oppure prescrivergli un suicidio shackerizzato con tanta abdicazione, volontà e lavoro gratuito. Con questi tre...boomerang in pugno, il nostro eroe potrà sfidare anche le avversità più coriacee.
Oppure…oppure può - ed è questo il secondo suggerimento “on line” - guardarsi in giro e grazie a Internet e forse a qualche compagno d’avventura, “costruire” un giornale telematico, diffonderlo in giro, compilare e inviare, che bello!, senza i soldi (molti) per stampare e distribuire e con la realtà del tutto gratuita di poter arrivare dovunque, senza dover pagare balzelli di denaro, di tempo e di spazio. Sfiorando e oltrepassando questa soglia, è chiaro che l’informazione si attribuisce molte altre spettanze, compresa quella dell’imprenditore-editore. E compreso un definitivo e attualissimo addio al posto fisso.

Il futuro è alle nostre spalle. E’un motto di spirito, certo, ma in questo caso, trova alcuni fondamenti nella realtà. Ai primi dell’800 i giornali potevano essere fatti da una sola persona, compilazione e stampa compresi. Erano i tempi in cui la facevano da padroni con la testa nei caratteri da stampa eroici e remoti precursori di un futuro aziendalistico delle moderne case editrici e dei grandi network televisivi. Con il villaggio globale ridotto ad una piazza di paese, e di cui Internet è insieme vestale, sponsor e ...prostituta, il futuro non costa nulla, se non qualche idea.
Ed allora sotto. Per una volta almeno il Mezzogiorno potrebbe avere alleate quelle doti innate di fantasia e di creatività, che, a lungo neglette nell’universo tecnologizzato e “ragionierizzato”, stanno per riaffidargli una nuova cittadinanza.

Certo, però, che non tutto sarà Internet o grande informazione scritta. Emittenti televisive, radiofoniche e quotidiani seguiteranno a svolgere il proprio compito. Può darsi che ci sia una certa moria. E che di giornali ne sopravvivano pochi, magari i più importanti. Tanto che, come sostiene Indro Montanelli, il più ispirato guru di questo mestiere, domani essi saranno una “merce rara, come i libri, i congiuntivi e le posate d’argento”.

Può darsi però - ed è questa la nostra tesi - che ci sia, dopo la grande stampa, tv e Internet, un quarto spazio per i giovani meridionali “unti” dal bernoccolo del giornalismo. E’ proprio la logica del villaggio, ma questa volta tornato all’origine semantica di piazza di paese o di quartiere a dimensione d’uomo, dove si racconta quel che  interessa  agli abitanti, e solo questo, notizie di servizio, dunque, cioè di quelle che a saperle migliorano la qualità della vita, o informazioni che riguardano tutti da vicino, o campagne di critica e di pungolo perché autorità e istituzioni facciano meglio il proprio dovere a favore della comunità.  E così di seguito. D’altronde, negli ultimi vent’anni il fenomeno delle televisioni private si è potuto espandere e consolidare proprio grazie alla logica della notizia “locale” che interessa noi e il vicino di casa.  Il messaggio è ben chiaro. Ed è la notizia che fa il “media” e non viceversa, come è ormai degenerato su quelli generalistici e universalistici. Piccolo è bello, anche nel giornale e nelle tv”.
Conclude il giornalista Toma: “E dove si comprende che tutto si mette a soqquadro, tutto torna in discussione, ogni cosa ha bisogno di una sua ricollocazione. Non compaiono punti di riferimento definitivi, immutabili. La stessa professione giornalistica si avvia ad una profonda mutazione. Se ne altereranno i contorni con la procura ad altre deontologie, cadranno i paletti contrattuali. Questo è lo scenario che i giornalisti italiani stanno vivendo nella primavera 2016. Nuove tecnologie implicano di riscrivere patti e associazioni, sovrastrutture e strutture, fino forse a nuove deontologie. Questa è la sfida che vede impegnati vecchi e nuovi giornalisti. Con la differenza che di questi ultimi le novità sono genitori e non prole”.

Fonte: Stefano Maria Toma<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1VXdJ8l">https://bit.ly/1VXdJ8l</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Sat, 02 Apr 2016 10:50:57 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Avvocato Gianluca Borelli lo sport in SuisseGas come investimento di qualità]]></title>
	<description><![CDATA[<p>L&rsquo;Avv. Gianluca Borelli di Suisse Gas ritiene che gli sponsor, e in particolare quelli legati allo sport, rappresentino anche un modo per fidelizzare con il cliente perch&eacute; permettono l&rsquo;elaborazione di offerte personalizzate. Dal calcio in particolare si sono generate le sponsorship pi&ugrave; importanti, tra cui quella con Il Milan del 2013.</p>
<p>Il Gruppo energetico &egrave; stato a fianco della societ&agrave; rossonera per le stagioni 2012/13 e 2013/14</p>
<p>&ldquo;E&rsquo; un grande onore&rdquo; dichiara&nbsp;Gianluca Borelli, Direttore Commerciale di SuisseGas &ldquo;entrare nella grande famiglia del Milan, il club pi&ugrave; titolato al mondo, in qualit&agrave; di energy partner. La scelta di investire in questa partnership, inoltre, rientra nella politica di sostegno a manifestazioni sportive, sociali e culturali che il Gruppo, sin dalla sua nascita, ha voluto fortemente perseguire perch&eacute; pienamente coerenti con lo spirito della nostra azienda, che &egrave; lo spirito della sfida e dell&rsquo;entusiasmo.&rdquo;</p>
<p>L&rsquo;accordo di partnership &egrave; stato firmato a Milano nella storica sede rossonera di via Turati, alla presenza di&nbsp;Adriano Galliani, Vice Presidente Vicario e Amministratore Delegato del Milan, di&nbsp;Gian Luca Borelli, Direttore Commerciale di SuisseGas e di&nbsp;Marco Bogarelli, Presidente di Infront Italy Srl.</p>
<p>L&rsquo;intesa prevedeva l&rsquo;esposizione del marchio SuisseGas sui supporti di visibilit&agrave;: led a bordo campo, totem, rotor, backdrop e pannelli fissi, installati nel centro sportivo di Milanello, durante gli allenamenti e presso lo Stadio G. Meazza di S. Siro durante le partite giocate in casa.</p>
<p>SuisseGas ha potuto inoltre disporre di un &ldquo;pacchetto&rdquo; di posti di tribuna da offrire ai propri ospiti per assistere alle partite di Campionato, Coppa Italia e Uefa Champions League, e ha potuto anche godere della possibilit&agrave; di far visitare ai propri ospiti i Centri Sportivi della Societ&agrave;, di organizzare &ldquo;walk about&rdquo;, e infine di utilizzare il logo e l&rsquo;immagine delle squadre per attivit&agrave; di &ldquo;below the line&rdquo;.</p>
<p><br>Fonte SuisseGas</p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1TmZ4mf">https://bit.ly/1TmZ4mf</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Thu, 31 Mar 2016 17:08:18 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Le calze autoreggenti Paris Hilton sono l’emblema della seduzione per le donne]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Le calze autoreggenti sono l&rsquo;emblema della seduzione per le donne, ma sono anche un capo comodo e versatile. Con le autoreggenti Paris Hilton puoi coniugare stile, comodit&agrave; e sensualit&agrave; in qualunque momento della giornata.</p>
<p>Sexy, ironiche, maliziose, affascinanti: quale di questi aggettivi ti sembra pi&ugrave; azzeccato per definire le calze autoreggenti? Nell&rsquo;immaginario comune degli italiani le calze autoreggenti sono simbolo universale di seduzione: ricordate la famosa scena di Sophia Loren nel film &lsquo;Ieri, oggi e domani&rsquo;?</p>
<p>Le calze autoreggenti sono per le donne la pi&ugrave; fine arma di seduzione segreta: nessuno le vede, ma tu sai di averle. Per questo Calzitaly ha realizzato una serie di autoreggenti dedicate a Paris Hilton: nella linea di calze e collant donna ispirata dalla bellezza della star americana non potevano mancare!</p>
<p>Nella linea di calze sexy, collant e leggings Paris Hilton, prodotta in esclusiva mondiale dall&rsquo;italianissima Calzitaly, troviamo tre fantastici modelli di calze autoreggenti: in primis la classica calza autoreggente 20 denari in lycra, con balza in pizzo a fiori effetto velluto nera tono su tono. Poi abbiamo altre due versioni di calze autoreggenti nere, che per&ograve; hanno la balza in pizzo rosso. Le calze autoreggenti Paris Hilton sono rigorosamente nere: il colore dell&rsquo;eleganza, il colore passpartout per tutte le occasioni d&rsquo;uso. Sono perfette per questo periodo dell&rsquo;anno in cui le temperature iniziano a scaldarsi e si ha pi&ugrave; voglia di mostrare le gambe.</p>
<p>Le calze autoreggenti Paris Hilton sono un capo di calzetteria femminile pensato per tutte. Sfatiamo il mito che vede le autoreggenti come un tipo di collant donna adatto solo a delle modelle che sfilano: le autoreggenti sono per tutte! Il trucco &egrave; saperle abbinare: per le ragazze pi&ugrave; curvy, per esempio, s&igrave; alle autoreggenti sotto gonne a vita alta anni &rsquo;50 che sottolineano il punto vita e nascondono i difettucci. Le autoreggenti sono il collant donna giusto da indossare sotto un tubino o un abito particolarmente attillato, perch&eacute; invisibili e discrete.</p>
<p>Scegliere le calze autoreggenti &egrave; un&rsquo;arte, indossarle &egrave; un piacere! Uno dei grandi pregi delle calze autoreggenti Paris Hilton &egrave; la comodit&agrave;, sai perch&eacute;? Perch&eacute; l&rsquo;elastico che le sostiene &egrave; morbido e resistente, e ti evita quegli antiestetici segni sulla pancia e il fastidio del collant che scende di continuo. Inoltre si indossano con facilit&agrave; ed i suoi filati pregiati e resistenti garantiscono una lunga durata del capo nel tempo.</p>
<p>Realizzate con le pi&ugrave; moderne tecnologie, le calze autoreggenti Paris Hilton non necessitano n&eacute; di guepiere n&eacute; di reggicalze, anche se possono comunque essere tranquillamente abbinate con questi due accessori. Riscopri il fascino intramontabile delle calze autoreggenti con la linea Paris Hilton: ad un prezzo veramente conveniente puoi avere un capo di assoluta qualit&agrave;, originale e trendy, perch&eacute; ispirato allo stile della celebre star americana. Oltre alle autoreggenti, scopri anche le altre calze e collant firmate Paris Hilton: coprenti, velate, con strass, con pizzo&hellip; ce n&rsquo;&egrave; per tutti i gusti e tutti gli stili.</p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1V4Jsnt">https://bit.ly/1V4Jsnt</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Massimo Tegon</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/42305/stefano-maria-toma-direttore-responsabile-del-codice-dellinformazione</guid>
	<pubDate>Thu, 31 Mar 2016 10:23:11 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/42305/stefano-maria-toma-direttore-responsabile-del-codice-dellinformazione</link>
	<title><![CDATA[Stefano Maria Toma Direttore Responsabile del Codice dell'Informazione]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Il giornalista Stefano Maria Toma ricopre molti ruoli autorevoli all&rsquo;interno dell&rsquo;Ordine dei Giornalisti a livello regionale. <br>Tra gli incarichi pi&ugrave; significativi Stefano Maria Toma &egrave; stato Direttore Responsabile del &ldquo;Codice dell'Informazione&rdquo;, la cui edizione del 2002 fu consegnata al Presidente Ciampi.</p>
<p>Il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha ricevuto, al Quirinale, una delegazione di giornalisti guidata da Lorenzo Del Boca, presidente dell'Ordine nazionale e da Ermanno Corsi e Francesco Bufi, rispettivamente presidente e segretario dell'Ordine dei giornalisti campani. Nel corso dell'incontro, nella sua qualit&agrave; di direttore responsabile, il giornalista Stefano Maria Toma ha consegnato al presidente Ciampi l'edizione 2002 del Codice dell'Informazione, suddiviso in due volumi, Italia e Campania, e di cui, dato il successo, si sta provvedendo alla ristampa. Facevano parte della delegazione, anche, la responsabile editoriale dell'opera Paola Azzolini e il fondatore del Codice, Piero Antonio Toma.</p>
<p>Il Presidente ha manifestato il proprio compiacimento per un'opera giunta quest'anno alla decima edizione e che si va sempre pi&ugrave; dimostrando un prezioso strumento di consultazione tanto per gli operatori della comunicazione quanto per le istituzioni e per i rappresentanti della societ&agrave; civile. Particolare apprezzamento Ciampi ha riservato a quella parte del Codice sulla normativa che sovrintende al regime dell'informazione, dall'articolo 21 della Costituzione alle leggi dello Stato e dell'autogoverno dei giornalisti, fino alle sentenze della magistratura italiana ed europea.</p>
<p>Uscito la prima volta nel 1993 a Napoli, in occasione del congresso straordinario dei giornalisti italiani per il trentennale della legge istitutiva dell'Ordine professionale, il Codice ha saputo, in questi anni, trasformarsi da "breviario" per addetti ai lavori a compendio di informazioni che lo collegano all'intera societ&agrave; campana e nazionale.</p>
<p>Due volumi, mille pagine, 300 mila nomi, duecento fra leggi, norme e sentenze, diecimila siti e indirizzi on line, un elegante e coloratissimo cofanetto, ecco il Codice in pillole. Tre le novit&agrave; di quest'anno: un cd allegato con tutto il materiale dei due volumi e con la possibilit&agrave; in tempo reale di effettuare ogni tipo di ricerca, dal nome alla data, la creazione di un sito di consultazione (www.codiceinformazione.it) e l'annuncio che dal prossimo anno la duplice "formula", locale pi&ugrave; nazionale, verr&agrave; esportata in altre regioni italiane. "Il nostro obiettivo - ha riferito il direttore Toma al presidente Ciampi - &egrave; di aumentare lo staff redazionale e di costituire un network on line in grado di gestire una banca dati per ciascuna delle regioni italiane e dell'intero Paese sull'intero mondo dell'informazione e delle singole realt&agrave; sociali, istituzionali ed economiche".</p>
<p>Al compiacimento del Presidente della Repubblica per il Codice dell'Informazione, ha risposto Del Boca ringraziando Ciampi e esponendogli brevemente il progetto di revisione dell'Ordine che, presto, verr&agrave; sottoposto al vaglio del ministero delle Comunicazioni e quindi del Parlamento.</p>
<p>Fonte: Ordine dei Giornalisti</p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1qehRop">https://bit.ly/1qehRop</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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