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	<title><![CDATA[MSNI: Tutti i Link]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/43048/no-a-kebab-e-sushi-nei-centri-storici</guid>
	<pubDate>Sat, 11 Jun 2016 11:58:49 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/43048/no-a-kebab-e-sushi-nei-centri-storici</link>
	<title><![CDATA[No a kebab e sushi nei centri storici]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Sono migliaia gli agricoltori della Coldiretti che con i trattori sono arrivati nella Capitale per <strong>difendere l&rsquo;identit&agrave; alimentare nazionale</strong> che rischia di sparire dalle strade e dalla piazze delle citt&agrave; italiane dove ha rappresentato per secoli un valore aggiunto inestimabile dal punto di vista storico, culturale e turistico. Dal kebab al sushi, dalla frutta esotica a quella fuori stagione ma anche le caldarroste congelate durante tutto l&rsquo;anno si trovano ovunque mentre, denunciano gli agricoltori, per il baccal&agrave; fritto da passeggio a Roma, l&rsquo;intruglio della Versilia o il panino e milza a Palermo i turisti sono costretti a cercare su internet o nelle guide.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="https://www.mircocarloni.it/wp-content/uploads/2013/05/made-in-italia-timbro-recante-prodotto-italiano-o-di-produrre.jpg" alt="made in italy" width="550" style="border: 0px;"><br><br>Fuori dal PalaTiziano in Piazza Apollodoro a Roma, sono arrivati curiosi Apecar che distribuiscono dal &ldquo;Cuoppo&rdquo; all&rsquo; Agripanino di Chianina dall&rsquo;Umbria ma nei diversi chioschi regionali ci sono anche le vere olive ascolane doc dalle Marche, pane e panelle ed arancini dalla Sicilia, gli arrosticini dall&rsquo;Abruzzo, i primi peperoni cruschi da snack lucani, il gelato contadino e molte altre curiosit&agrave; locali. Non manca l&rsquo;innovazione nella tradizione con la preparazione di originali &ldquo;pozioni naturali&rdquo;, dalla top ten della centrifuga che abbronza fino agli agriaperitivi afrodisiaci e agli esplosivi cocktail contadini.<br><br>Sono pronte per essere distribuite le &ldquo;<strong>agribag</strong>&rdquo;, pratici contenitori innovativi per il consumo itinerante che consentono di non buttare via niente e tagliare gli sprechi. &ldquo;#<strong>iomangioitaliano</strong>&rdquo;, &ldquo;<strong>basta inganni, scegli l&rsquo;Italia</strong>&rdquo;, &ldquo;<strong>stop ai falsi cibi</strong>&rdquo; sono alcuni delle richieste che si leggono sui cartelli e sugli striscioni. E&rsquo; gi&agrave; arrivato, riferisce la Coldiretti in una nota, il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo e si attendono il Ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, il Comandante Generale dell&rsquo;Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette, il Capo del Corpo Forestale dello Stato Cesare Patrone, il presidente della Giunta regionale del Lazio Nicola Zingaretti e il presidente di Federconsumatori Rosario Trefiletti.</p><p>URL del Link: <a href="https://www.adnkronos.com/soldi/economia/2016/06/11/kebab-sushi-nei-centri-storici-marcia-con-trattori-roma-difesa-del-made-italy_P5xAHKVLcA3eISTBoEDAGN.html">https://www.adnkronos.com/soldi/economia/2016/06/11/kebab-sushi-nei-centri-storici-marcia-con-trattori-roma-difesa-del-made-italy_P5xAHKVLcA3eISTBoEDAGN.html</a></p>]]></description>
	<dc:creator>laibach</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/43043/renato-mazzoncini-da-tutto-il-mondo-per-le-ferrovie-del-futuro</guid>
	<pubDate>Fri, 10 Jun 2016 18:39:33 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/43043/renato-mazzoncini-da-tutto-il-mondo-per-le-ferrovie-del-futuro</link>
	<title><![CDATA[Renato Mazzoncini, da tutto il mondo per le ferrovie del futuro]]></title>
	<description><![CDATA[World Congress on Railway Research 2016: “Migliorare l’esperienza di viaggio – ha dichiarato Renato Mazzoncini, ad del Gruppo FS Italiane – è uno dei nostri obiettivi. Ecco perché la ricerca è così importante per le Ferrovie dello Stato Italiane”.

Sono questi alcuni tra i temi di cui si sta occupando il World Congress on Railway Research 2016, l’evento organizzato da FS Italiane e Trenitalia che ha portato a Milano, circa 1.000 partecipanti, tra ricercatori, ingegneri e tecnici provenienti da tutto il mondo.

Il tema di questa edizione è infatti “Research and Innovation from today towards 2050”: oltre al treno del futuro si cercherà di immaginare gli scenari di mobilità resi possibili dalle nuove tecnologie. Il congresso si occuperà anche del presente: nella sessioni “Today’s Research” saranno presentati i progetti di prossima applicazione, che potranno contribuire a migliorare da subito la mobilità ferroviaria.
“Migliorare l’esperienza di viaggio – ha dichiarato Renato Mazzoncini, ad del Gruppo FS Italiane – è uno dei nostri obiettivi. Ecco perché la ricerca è così importante per le Ferrovie dello Stato Italiane.
Siamo fieri di ospitare un evento della portata del WCRR, perché genera conoscenza, favorisce la condivisione e traccia le prospettive future.

L’innovazione può essere la chiave anche per sfruttare al meglio le nuove possibilità offerte dal Quarto Pacchetto Ferroviario: siamo determinati a portare il nostro know-how e la nostra esperienza in tutta Europa, grazie alla creazione del mercato ferroviario unico europeo”.

“Riunire in un unico luogo esperti e ricercatori ferroviari provenienti da tutto il mondo – ha dichiarato Gioia Ghezzi, presidente del Gruppo FS Italiane – è per noi motivo di orgoglio e soprattutto un’opportunità per mettere a sistema idee, esperienze, conoscenze per dare vita al treno del futuro e a un nuovo concetto di mobilità. Il nostro obiettivo è fornire servizi al viaggiatore ancor prima che prenda il treno: solo così possiamo sfruttare positivamente le sinergie con le altre modalità di trasporto e offrire un plus ai passeggeri. Questo nuovo paradigma può rafforzare la leadership del treno come migliore mezzo di trasporto, per efficienza, per sostenibilità ambientale, per comodità, per convenienza”.

Dopo le plenarie di questi giorni, il 2 giugno i partecipanti potranno ammirare l’innovazione ferroviaria direttamente sul campo, in cinque siti: il Posto Centrale di RFI a Milano Greco Pirelli, il centro di dinamica sperimentale di Italcertifer a Firenze Osmannoro, l’impianto ferroviario di Trenord a Milano Fiorenza, il sito Lucchini RS di Rovere e l’Alstom di Sesto San Giovanni (quest’ultimo il 1° giugno).

Fonte: Affari Italiani<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/da-tutto-il-mondo-per-le-ferrovie-del-futuro-al-wcrr-2016/">https://www.dailyfocus.net/da-tutto-il-mondo-per-le-ferrovie-del-futuro-al-wcrr-2016/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/43042/parcheggio-milano-malpensa-parkingo-art-project-con-andrea-ravo-mattoni</guid>
	<pubDate>Fri, 10 Jun 2016 16:49:04 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/43042/parcheggio-milano-malpensa-parkingo-art-project-con-andrea-ravo-mattoni</link>
	<title><![CDATA[Parcheggio Milano Malpensa: ParkinGO Art Project con Andrea Ravo Mattoni]]></title>
	<description><![CDATA[<p>ParkinGO Art Project &egrave; il progetto lanciato dal network di parcheggi italiano per sostenere l&rsquo;arte e la creativit&agrave;. Prima opera: &ldquo;Riposo durante la fuga in Egitto&rdquo; riprodotta da Andrea Ravo Mattoni al parcheggio dell&rsquo;aeroporto di Malpensa.</p>
<p>L&rsquo;arte e i parcheggi sono due mondi troppo lontani? Non secondo ParkinGO che, dopo aver contribuito a promuovere nel 2015 la mostra &ldquo;Missoni, l&rsquo;arte, il colore&rdquo;, lancia &ldquo;ParkinGO Art Project&rdquo;, un&rsquo;iniziativa volta alla promozione di arte e creativit&agrave; in Italia e che mira a rendere l&rsquo;arte stessa pi&ugrave; vicina alla gente. Come per esempio i clienti del parcheggio all&rsquo;aeroporto di Malpensa.</p>
<p>&Egrave; proprio il parcheggio ParkinGO di Malpensa la sede della prima opera del progetto &ldquo;ParkinGO Art Project&rdquo;. Per l&rsquo;occasione &egrave; stato scelto l&rsquo;artista varesotto Andrea Ravo Mattoni, volto gi&agrave; noto in citt&agrave; grazie alla riproduzione di un dipinto di Caravaggio in un sottopasso di Varese. Un&rsquo;iniziativa piaciuta tantissimo ai cittadini, nonch&eacute; all&rsquo;amministratore delegato di ParkinGO che ha scelto proprio lui per il dipinto &ldquo;Riposo durante la fuga in Egitto&rdquo;, opera di Caravaggio risalente agli ultimi anni del 1500.</p>
<p>Un concetto di arte non convenzionale, cos&igrave; come non convenzionale &egrave; lo stile di ParkinGO che da oltre 20 anni si distingue nel mondo dei parcheggi in aeroporto. In tutte le sedi ParkinGO, sia in Italia che all&rsquo;estero, i clienti ritrovano la stessa professionalit&agrave;, qualit&agrave; dei servizi e comodit&agrave;: ParkinGO continua ad elevare gli standard e ad uniformarli in tutti i suoi parcheggi all&rsquo;aeroporto. Da Malpensa a Brindisi, i clienti ritroveranno la stessa cortesia e la stessa funzionalit&agrave;.</p>
<p>&ldquo;ParkinGO Art Project&rdquo; conferma l&rsquo;unicit&agrave; di ParkinGO, un&rsquo;azienda che ha nel suo DNA lo stile e la personalit&agrave; che contraddistinguono tutte le sue strutture. Pensiamo per esempio al parcheggio all&rsquo;aeroporto di Linate, inaugurato poche settimane fa, il cui rinnovo &egrave; stato curato da uno studio di architettura per garantire ai propri clienti un luogo piacevole e bello, oltre che funzionale.</p>
<p>Questa &egrave; la filosofia ParkinGO: un impegno costante nel rendere i parcheggi in aeroporto non solo comodi, ma anche belli. Uno spazio dove &egrave; bello stare, non solo passare. Il progetto &ldquo;ParkinGO Art Project&rdquo; e l&rsquo;idea di rendere speciale il parcheggio all&rsquo;aeroporto di Malpensa con un&rsquo;opera di Caravaggio si inseriscono proprio nel solco di questo tracciato.</p>
<p>Tutti coloro che transiteranno presso il parcheggio all&rsquo;aeroporto di Malpensa potranno ammirare il dipinto di Andrea Ravo Mattoni. Appuntamento dunque al parcheggio ParkinGO di Malpensa per godere di quest&rsquo;opera che vi lascer&agrave; a bocca aperta.</p>
<p>L&rsquo;hashtag ufficiale dell&rsquo;iniziativa &egrave; #ParkinGOArtProject.</p>
<p>Fonte: marketinginformatico.it</p>
<p>Ufficio Stampa ParkinGO<br>Silvio Cavallo<br>s.cavallo@parkingo.com</p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1Oc6pog">https://bit.ly/1Oc6pog</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Massimo Tegon</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/43029/stefano-toma-blog-campania-a-proposito-dellacqua-invisibile</guid>
	<pubDate>Wed, 08 Jun 2016 18:02:38 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/43029/stefano-toma-blog-campania-a-proposito-dellacqua-invisibile</link>
	<title><![CDATA[Stefano Toma Blog: Campania, a proposito dell’acqua invisibile]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em><strong>Stefano Toma giornalista</strong>, iscritto all&rsquo;Ordine della Campania dal 2011, propone articoli sul suo blog e sulla rubrica &ldquo;Dillo al Mattino&rdquo; che riguardano Napoli e la Campania per sensibilizzare tutti i cittadini su temi pi&ugrave; strettamente culturali e attuali.</em></p>
<p><em>Scrive&nbsp;<strong>Toma</strong>&nbsp;sul&nbsp;<strong>blog</strong>: &rdquo;Voi lo saprete gi&agrave;, ma una delle caratteristiche di Napoli &egrave; la sua straordinaria e smisurata estensione sotterranea. Si dice infatti che sotto i nostri piedi si sviluppa un&rsquo;altra citt&agrave; pari se non pi&ugrave; grande di quella costruita nei millenni in superficie &hellip;&rdquo;</em></p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2016/06/Stefano-Maria-Toma-l%E2%80%99acqua-che-non-si-vede.jpg" alt="Stefano Maria Toma l&rsquo;acqua che non si vede" style="border: 0px;"></p>
<p>Due atomi di idrogeno e un atomo di ossigeno. L&rsquo;acqua che non si vede e, come recita il nostro titolo sono proprio importanti perch&eacute; non si vedono. Sembra un gioco di parole, invece non lo &egrave;.<br>E&rsquo; sufficiente pensare alle falde acquifere per renderci conto che esse fanno parte dell&rsquo;acqua che noi beviamo. Oppure, parlando sempre dell&rsquo;acqua che non si vede, ci riferiamo anche a quella che scorre nel sottosuolo. Ricordate la figura del rabdomante?, quella figura a mezza strada fra il mago e lo scienziato che se ne va in giro armato di bastone attraverso il quale riesce a &ldquo;sentire&rdquo; la presenza dell&rsquo;acqua a decine di metri di profondit&agrave;. E&rsquo; stata scoperta acqua fino a 100 metri di profondit&agrave;. Quell&rsquo;acqua il pi&ugrave; delle volte in passato, ma anche ora, serve a ricavarvi un pozzo dal quale si estrae acqua per irrigare i campi e per dar da magiare a bestie e a esseri umani. Ci sono rabdomanti che riescono a stabilire la dimensione della falda, la sua profondit&agrave; di scorrimento, a individuare la posizione dove scavare il pozzo, e, in caso di pi&ugrave; falde presenti sulla stessa superficie, quale sia la migliore; a individuare persino la presenza di acque termali e minerali.</p>
<p>Ci sono poi forme per noi impensabili in cui l&rsquo;acqua si trasforma. A parte i ghiacciai delle montagne, che poi sciogliendosi vanno a ingrossare i fiumi e le stesse falde acquifere; dalle quali gli acquedotti attingono l&rsquo;acqua che a noi serve per sopravvivere, a parte i ghiacciai dicevo, che da soli forniscono il 70 per cento del fabbisogno d&rsquo;acqua della Terra, basterebbe osservare le curiose forme in cui l&rsquo;acqua che non si vede si trasforma. Chiunque di voi si sia recato da semplice visitatore in una delle grotte, da Pertosa a 70 chilometri da Salerno fino a Postumia e a Castellana Grotte, avr&agrave; assistito ad alcuni bellissimi spettacoli della natura, lo stillicidio millenario dell&rsquo;acqua in queste spelonche che si &egrave; solidificata in stalattiti e stalagmiti, che scendono dall&rsquo;alto o salgono dal basso, che sono simili a sculture o a piccole guglie di cattedrali. Uno spettacolo quanto mai suggestivo.</p>
<p>Avrete poi sentito parlare dei corsi d&rsquo;acqua il cui percorso &egrave; tutto o parzialmente sotterraneo e che produce modificazioni nel nostro sottosuolo e alimenta sia le falde sia autentici percorsi che gli speleologi si incaricano di osservare e di scoprire e dove vivono una flora e una fauna misteriose perch&eacute; non hanno bisogno della luce.</p>
<p>Altra acqua che non si vede &egrave; quella destinata all&rsquo;agricoltura che richiede il 50 per cento di tutto il nostro fabbisogno e che d&rsquo;ora in avanti, col mutare delle colture, dal grano agli ortaggi e al mais, ne richieder&agrave; sempre di pi&ugrave; a discapito dei consumi umani. E infine l&rsquo;acqua degli scarichi e delle fognature che viene espulsa, dopo essere stata depurata, nei pozzi neri e a mare. I vari inquinamenti delle acque, anche di quelle che non si vedono, stanno attentando alla incolumit&agrave; di molte specie viventi.</p>
<p>Voi lo saprete gi&agrave;, ma una delle caratteristiche di Napoli &egrave; la sua straordinaria e smisurata estensione sotterranea. Si dice infatti che sotto i nostri piedi si sviluppa un&rsquo;altra citt&agrave; pari se non pi&ugrave; grande di quella costruita nei millenni in superficie. In queste cavit&agrave; si &egrave; consumata la vita di molte generazioni. Dai primi catecumeni della religione cattolica perseguitati, ai camminamenti segreti che servivano ai sovrani per le loro scappatelle notturne e fino al riparo dai bombardamenti per i napoletani durate la seconda guerra mondiale. Ci sono rifugi sotterranei che ora si vengono trasformati in garage per auto o in ricettacoli di immondizia. Ma ci sono anche grotte che pian piano gli scienziati riportano alla luce e dove si possono ammirare le varie stratificazioni della citt&agrave; attraverso i secoli, dalla Napoli greca a salire a quella romana alla bizantina e alla medioevale. Queste varie citt&agrave; sotterranee venendo lentamente alla luce ci fanno osservare anche la loro organizzazione idrica, dei loro acquedotti e del modo antichissimo di come l&rsquo;acqua serviva ai nostri progenitori non soltanto per essere bevuta o per lavare ma anche per riscaldare gli ambienti delle case di quei tempi.</p>
<p>E sempre a proposito dell&rsquo;acqua invisibile o che si vede poco c&rsquo;&egrave; anche quella che non arreca alcun beneficio. Anzi provoca danni a non finire. Mi riferisco all&rsquo;acqua che, infiltrandosi sotto le strade e nella rete arteriosa delle montagne e dei dirupi, provoca dissesti e disastri spesso con grave perdita di vite umane. Purtroppo in Italia il paesaggio idrogeologico &egrave; molto a rischio. Fra esondazioni, frane, smottamenti, alluvioni, cavit&agrave; sotterranee, alvei dei fiumi, fabbricati a rischio. sei milioni di italiani vivono su un territorio fragile di 30 milioni di metri quadrati. Non passa stagione che specialmente nel Sud, da Messina l&rsquo;anno scorso ad Atrani sulla costiera amalfitana il mese scorso, l&rsquo;acqua che non si vede fa franare montagne e costoni provocando distruzioni e morte. E purtroppo in fatto di rischio idrogeologico la Campania &egrave; al primo posto in Italia con un milione di persone a rischio. Come tutte le facce della natura, anche l&rsquo;acqua ha un volto buono e un altro meno.</p>
<p><strong>Fonte</strong>:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://stefanomariatoma.blogspot.it/2015/05/lacqua-che-non-si-vede-di-stefano-maria.html" target="_blank" title="L'ACQUA CHE NON SI VEDE di Stefano Maria Toma">Stefano Maria Toma</a></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/25KtN3X">https://bit.ly/25KtN3X</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/43025/canone-rai-il-decreto-finisce-davanti-al-tar</guid>
	<pubDate>Wed, 08 Jun 2016 12:08:27 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/43025/canone-rai-il-decreto-finisce-davanti-al-tar</link>
	<title><![CDATA[Canone Rai, il decreto finisce davanti al Tar]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Altroconsumo ritiene "illegittimo" il decreto attuativo del ministero dello Sviluppo economico sul canone Rai in bolletta e ha deciso di impugnarlo di fronte al Tar. Lo rende noto la stessa associazione dei consumatori in una nota.<br><br>"Con quasi 4 mesi di ritardo rispetto alla data prevista (15 febbraio) &egrave; entrato in vigore il decreto attuativo Mise sul canone Rai previsto dalla legge di stabilit&agrave; 2016, Il decreto, che doveva essere emanato entro 45 giorni dalla pubblicazione della legge di stabilit&agrave; -rileva Altroconsumo- era poi stato bocciato a met&agrave; aprile dal Consiglio di Stato, poich&eacute; non tutte le norme risultavano formulate in maniera adeguatamente chiara e mancavano garanzie circa il rispetto della normativa sulla privacy nello scambio di dati relativi ai contribuenti".</p>
<p><img src="https://img2.tgcom24.mediaset.it/binary/articolo/ansa/70.$plit/C_4_articolo_2139394_upiImagepp.jpg" alt="canone rai in bolletta" width="500" style="border: 0px;"><br><br>Proprio a causa del ritardo con cui &egrave; stato emanato, sottolinea l'associazione, "il decreto &egrave; superato, contiene disposizioni gi&agrave; note, come il primo addebito del canone Rai nella bolletta dell&rsquo;energia elettrica di luglio o quella relativa all&rsquo;autocertificazione da presentare per chi non possiede il televisore, il cui termine ultimo &egrave; gi&agrave; scaduto lo scorso 16 maggio".<br><br>Un decreto, rileva Altroconsumo, "che presenta numerose incongruenze, quindi, uscito dopo mesi di ritardi, a ridosso della bolletta di luglio, con ulteriori rinvii a nuovi provvedimenti su aspetti essenziali per i consumatori, quale quello dei rimborsi per gli addebiti inesatti. In mancanza di indicazioni chiare a cui i consumatori possano fare riferimento, ci sono tutte le premesse perch&eacute; si verifichino errori negli addebiti".<br><br>L&rsquo;azione, ricorda l'associazione, fa seguito alla petizione lanciata lo scorso febbraio da Altroconsumo per l&rsquo;abolizione del canone Rai e per una riforma strutturale e sostenibile della Rai, che preveda il mantenimento di un solo canale di servizio pubblico e la privatizzazione degli altri canali Rai.<br><br></p><p>URL del Link: <a href="https://www.adnkronos.com/soldi/economia/2016/06/07/canone-rai-decreto-finisce-davanti-tar_iuZmxVpssaPvynqBEoyTUO.html">https://www.adnkronos.com/soldi/economia/2016/06/07/canone-rai-decreto-finisce-davanti-tar_iuZmxVpssaPvynqBEoyTUO.html</a></p>]]></description>
	<dc:creator>laibach</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/42994/black-rock-vigan-non-pi-solo-borsa-e-btp</guid>
	<pubDate>Sat, 04 Jun 2016 17:41:16 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/42994/black-rock-vigan-non-pi-solo-borsa-e-btp</link>
	<title><![CDATA[Black Rock, Viganò "Non più solo Borsa e Btp"]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Vigan&ograve;, Black Rock: &laquo;Non pi&ugrave; solo Borsa e Btp. Guardiamo a crediti incagliati, infrastrutture, mattone&raquo;. Gi&agrave; puntati 50 miliardi su titoli tricolori. Il numero uno del risparmio mondiale ha nei suoi portafogli il 4% di Piazza Affari.</em></p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2016/06/BlackRock-Vogliamo-investire-sulleconomia-reale-dellItalia.jpg" alt="BlackRock, Vogliamo investire sull'economia reale dell'Italia" style="border: 0px;"></p>
<p>&laquo;Per aver successo in Europa, un grande asset manager mondiale deve andar bene in Italia&raquo;. Andrea Vigan&ograve;, country manager di BlackRock per il nostro mercato, potrebbe far sentire meglio chi soffre di eccessivi complessi di inferiorit&agrave; tricolore, visto che i numeri di chi parla sono i pi&ugrave; grandi del mondo, se si considera il settore del risparmio gestito: il gruppo guidato da Larry Fink ha clienti in oltre cento Paesi e gestisce 4.600 miliardi di dollari. Una cifra che contiene quattro volte il Pil dell&rsquo;Italia e che vale poco pi&ugrave; delle attivit&agrave; finanziarie delle famiglie che ci abitano.</p>
<p>Quanto vale invece l&rsquo;impegno italiano di BlacRock? &laquo;Siamo arrivati a gestire 72 miliardi di dollari, tra fondi comuni, Etf e mandati, che rappresentano quote pi&ugrave; o meno paritetiche di questa cifra. Ma per noi il Belpaese &egrave; stato negli ultimi anni anche una meta importante di investimento, non solo un proficuo mercato di raccolta&raquo;. Oggi, spiega, siamo azionisti di diverse tra le maggiori blue chip italiane per 20 miliardi di dollari (il 4% circa della capitalizzazione del listino italiano), altri 20 sono investiti in corporate bond di aziende tricolori e 10 in titoli di Stato.</p>
<p>Un interesse coltivato da tempo, &laquo;da quando &egrave; stato chiaro che era in cantiere un piano per uscire dalla crisi del debito pubblico&raquo;. A quel punto &mdash; dice Vigan&ograve; &mdash; abbiamo messo i Btp nei portafogli dei nostri clienti globali, che hanno potuto guadagnare, come hanno fatto tante famiglie italiane, grazie alla discesa dello spread. Poi &egrave; venuta l&rsquo;ora dell&rsquo;impegno in Piazza Affari e nelle aziende dove &mdash; sottolinea il manager &mdash; investiamo inseguendo rendimenti per i nostri clienti. &laquo;Non ci interessa mettere uomini nei consigli di amministrazione: due terzi del denaro che ci viene affidato &egrave; investito a scopo previdenziale&raquo;. Ora potrebbe essere arrivato il tempo di una terza fase, dice Vigan&ograve;. Quella di un investimento nell&rsquo;economia reale dell&rsquo;Italia, nelle infrastrutture nel real estate e anche nei non performing loan (i crediti incagliati) delle banche. &laquo;Se si aprissero possibilit&agrave;, si presentassero piani chiari, norme adeguate e strumenti condivisi a livello nazionale ed europeo &mdash; dice Vigan&ograve; &mdash; BlackRock &egrave; sicuramente interessata&raquo;.<br>L&rsquo;investimento di lungo periodo in asset illiquidi &egrave; del resto la nuova frontiera gi&agrave; aperta dai regolatori comunitari anche per i portafogli delle famiglie che possano permettersi una diversificazione in questi campi nuovi e rischiosi.</p>
<p>Perch&eacute; l&rsquo;Italia &egrave; la Terra promessa dei fondi globali? Negli ultimi cinque anni ha catalizzato flussi di investimento in fondi internazionali pari a 133 miliardi di dollari. Un numero enorme, che fa del nostro Paese &mdash; che oggi vanta 250 miliardi di dollari di asset investiti in mutual fund non italiani oltre a 40 di Etf (i fondi passivi quotati anche in Piazza Affari) &mdash; il mercato pi&ugrave; grande d&rsquo;Europa dal punto di vista dell&rsquo;architettura aperta. Vale a dire dell&rsquo;inclusione nelle proposte di una determinata casa di prodotti confezionati da fabbriche terze internazionali.</p>
<p>L&rsquo;utilizzo pi&ugrave; massiccio di fondi stranieri &mdash; dice Vigan&ograve; &mdash; viene fatto da promotori tricolori (90 miliardi di dollari sui 400 dei loro asset complessivi) e private banking, ma anche le banche retail ne utilizzano una piccola quota (circa il 4,5%) per le loro soluzioni di investimento. &laquo;Ma siamo convinti che ci siano ancora grandi spazi di crescita &mdash; dice Vigan&ograve; &mdash;. Perch&eacute; anche se i numeri italiani sono da record, gli investitori hanno ancora portafogli pieni di liquidit&agrave; e, in parte, di titoli di Stato&raquo;. La crisi del debito e la discesa dello spread hanno riproposto alle famiglie italiane e a chiunque si &egrave; preso il rischio di credere nell&rsquo;Italia lo schema del guadagno &laquo;facile&raquo; con il reddito fisso, tra cedole e conto capitale. &laquo;Ora per&ograve; &egrave; davvero finita &mdash; dice Vigan&ograve; &mdash;. Per tutti gli investitori europei, istituzionali e non, &egrave; l&rsquo;ora di fare i conti con rendimenti sempre pi&ugrave; bassi. E poi verr&agrave; un&rsquo;altra stagione complicata, quella del rialzo dei tassi&raquo;. Puntare sulla diversificazione in Borsa e su altre combinazioni di asset gestiti in modo professionale &egrave; una delle soluzioni.</p>
<p><strong>FONTE</strong>:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.corriere.it/economia/finanza_e_risparmio/notizie/blackrock-vogliamo-investire-sull-economia-reale-dell-italia-bf53165a-86cd-11e5-858b-c98d4f30b0b8.shtml" target="_blank" title="BlackRock: &laquo;Vogliamo investire sull&rsquo;economia reale dell&rsquo;Italia&raquo;">Corriere.it</a></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1t6hBtr">https://bit.ly/1t6hBtr</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/42993/blackrock-ha-registrato-i-pareri-di-174-chief-financial-officer</guid>
	<pubDate>Sat, 04 Jun 2016 12:14:39 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/42993/blackrock-ha-registrato-i-pareri-di-174-chief-financial-officer</link>
	<title><![CDATA[BlackRock ha registrato i pareri di 174 chief financial officer]]></title>
	<description><![CDATA[Meno Borsa, più economia, i fondi istituzionali a caccia di rendimenti alternativi. Black Rock, il maggiore money manager del mondo, ha registrato i pareri di 174 chief financial officer dei principali gruppi dai quali emerge una forte volontà di dirottare risorse verso private equity e dintorni.

Black Rock, il parere dei principali Chief Financial Officer
Venture capital e private equity sono il braccio alternativo del credito. Presto potrebbero diventare gli intermediari chiave nella ricerca di nuovi asset da parte dei grandi fondi istituzionali. Fondi pensione, grandi gruppi assicurativi, società di gestione del risparmio: è partita la caccia al rendimento e molte risorse un tempo allocate sulle Borse e sul reddito fisso, ora cercano nuove ancore a cui affidare la stabilità e redditività dei soldi loro affidati.

«Per la prima volta i fondi istituzionali manifestano la forte volontà di rivedere la loro allocazione sia sull’obbligazionario che sull’azionario», racconta Alberto Salato, responsabile business istituzionale di BlackRock Italia, il più grande money manager del mondo.

Ogni anno Blackrock effettua un’indagine per capire gli orientamenti dei principali investitori. Il 2016 Global Institutional Rebalancing, appena pubblicato, ha passato al setaccio 174 fondi che gestiscono l’equivalente di 6.600 miliardi di dollari, circa tre volte il Pil italiano. Si chiama Rebalancing perché si rivolge a operatori che hanno già asset investiti e devono decidere gli scostamenti sulla base delle aspettative. Un’analisi che indica trend sia di medio che di lungo periodo, considerato che gli istituzionali lavorano di tattica, per gli aggiustamenti a breve, ma nell’ambito di una visione strategica a lunga gettata.

«L’orientamento dei Cfo, chief financial officer, è abbastanza unanime – racconta Salato- stanno valutando con maggior favore strategie attive che sappiano cogliere il fattore alfa anche nelle nicchie». Il coefficiente alfa esprime l’attitudine di un titolo a variare indipendentemente dal mercato. C’è voglia di “decorrelarsi” di sganciarsi dalle Borse. Una voglia di investimenti alternativi. In passato si parlava di immobili, di hedge fund. Oggi lo sguardo si sta allargando verso nuove aree. «Emerge una grande attenzione verso asset illiquidi – racconta Salato – in particolare aumenteranno sensibilmente la componente investita in private equity, credito reale e più in generale in cosiddetti real asset». In Europa ancora oggi l’80% dei prestiti alle imprese passa attraverso il circuito bancario, secondo recenti elaborazioni di Blackrock su dati Bce, Fed e Deutsche Bank Research. Un rapporto praticamente opposto a quello registrato negli States.

FONTE: Repubblica.it<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/black-rock-ecco-il-parere-dei-principali-chief-financial-officer-risorse-verso-il-private-equity/">https://www.dailyfocus.net/black-rock-ecco-il-parere-dei-principali-chief-financial-officer-risorse-verso-il-private-equity/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Sat, 04 Jun 2016 08:13:16 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Primo Week End di Giugno alla ricerca di stelle cadenti]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Ben tre sciami di stelle cadenti durante questo primo weekend di Giugno.</p>
<p><span>Questo week end potremo ammirare ben&nbsp;</span><span>tre sciami di meteore o stelle cadenti</span><span>. Il momento sar&agrave; favorevole vista l'assenza della luna.</span></p>
<p>Il tutto inizier&agrave; la sera dalle 3 giugno con le&nbsp;<span>tau</span>&nbsp;<span>Erculidi.</span>&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://meteore.uai.it/sciami/2016/giu2016.htm" target="_blank">Secondo l'Uai</a>&nbsp;queste meteore potrebbero essere i resti della&nbsp;<span>cometa Schwassmann-Wachmann 3</span>&nbsp;e potrebbero risultare in aumento rispetto agli anni passati.</p>
<p>Per ammirarle bisogner&agrave; cercare la&nbsp;<span>costellazione di Ercole</span>, che dalle 21.30 circa si staglier&agrave; ben alta in cielo, sopra l'orizzonte orientale come mostra la mappa che segue:</p>
<div><img src="https://greenme.it/immagini/informarsi/universo/ercolidi.jpg" alt="stelle cadenti giugno 2016" width="550" style="border: 0; border: 0px;"></div>
<p>Toccher&agrave; poi ad altri due sciami,<span>&nbsp;le omega Scorpidi e le chi Scorpidi&nbsp;</span>che raggiungeranno il picco rispettivamente il 3 e 4/5 giugno. Si tratta di due componenti della stessa corrente e spesso producono meteore brillanti.</p>
<p>Le&nbsp;<span>omega</span>&nbsp;<span>Scorpidi</span>&nbsp;sono la componente meridionale del sistema delle Scorpidi-Sagittaridi. Si tratta di meteore lente con&nbsp;<span>bolidi</span>&nbsp;<span>occasionali.</span></p>
<p>Le&nbsp;<span>chi</span>&nbsp;<span>Scorpidi</span>&nbsp;sono invece la componente settentrionale e hanno caratteristiche simili alle precedenti. Potrebbero essere state originate dall'oggetto 1996 JG. Queste ultime potrebbero essere meglio visibili la notte tra il 4 e 5 giugno ma anche durante le seguenti vista la totale assenza del disturbo lunare domenica.</p>
<p><span>Come fare per individuarle?&nbsp;</span></p>
<p><span></span>Il punto di maggiore visibilit&agrave; sar&agrave; osservabile per tutta la notte si trova nella costellazione dello Scorpione, a sud.</p>
<p><span><br></span></p><p>URL del Link: <a href="https://greenme.it/informarsi/universo/20465-stelle-cadenti-giugno">https://greenme.it/informarsi/universo/20465-stelle-cadenti-giugno</a></p>]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
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	<pubDate>Fri, 03 Jun 2016 16:32:02 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Media For Health lancia Growing Up, il progetto educazionale di Ferring Farmaceutici]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Growing Up &egrave; il primo progetto web dedicato al deficit della crescita</p>
<p>Milano, 1 giugno 2016 &ndash; Media For Health ha curato il lancio di Growing Up, progetto educazionale di Ferring Farmaceutici rivolto a tutti i genitori che devono affrontare ogni giorno le problematiche legate ai disturbi della crescita di un figlio: da quelle fisiche a quelle psicologiche, alle loro ricadute nella vita di ogni giorno.</p>
<p>Un progetto corporate che in Italia si sviluppa con la localizzazione del portale web dedicato e con un progetto di medicina narrativa realizzato da Fondazione ISTUD che ha coinvolto 13 Centri di riferimento nazionale per la cura del deficit dell&rsquo;ormone della crescita e ha raccolto le testimonianze di bambini, adolescenti, genitori e personale sanitario.</p>
<p>Ferring Farmaceutici, in linea con la sua mission di azienda vicino alle persone, promotrice di programmi di sostegno e assistenza durante i percorsi terapeutici, vuole dare il suo contributo in questa area terapeutica con un&rsquo;intensa campagna informativa con l&rsquo;obiettivo di sensibilizzare i genitori ed educarli alla terapia per raggiungere i successi desiderati.</p>
<p>Ferring Farmaceutici ha affidato l&rsquo;intero progetto a Media For Health con il portale Growing Up, l&rsquo;ottimizzazione e la progressiva integrazione di contenuti e servizi e la campagna web mirata per promuoverne la visibilit&agrave;.</p>
<p>Media For Health ha preparato un progetto articolato per la diffusione dei messaggi chiave e per incrementare l&rsquo;audience: dall&rsquo;advertising ai canali social con la pagina Facebook dedicata <br>per creare una community attiva di genitori, generare condivisioni e incrementare gli accessi al sito.<br>Parte rilevante della campagna e importanti strumenti di engagement sono i due video realizzati da Media For Health: due storie positive studiate per coinvolgere, emozionare, rassicurare e per far sentire meno solo chi deve affrontare il problema.</p>
<p>Il deficit della crescita: la prospettiva dei genitori</p>
<p>Il deficit della crescita: la prospettiva del bambino</p>
<p>La presentazione alla stampa del progetto si &egrave; svolta nel corso di un evento dedicato al tema del&nbsp;deficit della&nbsp;crescita nei bambini lo scorso 17 maggio al Circolo della Stampa a Milano. www.growingup.net/it</p>
<p>Media For Health srl www.mediaforhealth.it &egrave; un&rsquo;agenzia che si occupa di comunicazione integrata nell&rsquo;area della prevenzione, della salute e del benessere. Media For Health &egrave; in grado di offrire consulenza strategica&nbsp;nei differenti mercati di riferimento,&nbsp;RX, OTC, Nutraceutica e Cosmeceutica ed &egrave; specializzata nella valorizzazione dei canali digitali nei piani di comunicazione e marketing delle aziende farmaceutiche.</p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1TX0t2K">https://bit.ly/1TX0t2K</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
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	<pubDate>Thu, 02 Jun 2016 15:12:41 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/42973/blackrock-larry-fink-occorre-abbandonare-la-cultura-del-breve-termine</link>
	<title><![CDATA[BlackRock / Larry Fink: occorre abbandonare la cultura del breve termine]]></title>
	<description><![CDATA[BlackRock, la più grande società di investimento nel mondo che gestisce un patrimonio totale di 4.600 miliardi di dollari, chiede alle tante grandi aziende di cui è azionista di adottare un approccio diverso. «Ciò di cui hanno veramente bisogno gli investitori e le altre parti interessate - scrive Larry Fink - è una prospettiva sul futuro»<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1X08bv6">https://bit.ly/1X08bv6</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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