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	<title><![CDATA[MSNI: Tutti i Link]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<pubDate>Tue, 04 Oct 2016 08:32:02 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44128/lestinzione-della-razza-europea</link>
	<title><![CDATA[L'estinzione della Razza Europea]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>Sapete cos'&egrave; il multiculturalismo? </strong></p>
<p>La possibilit&agrave; di fruire ed assorbire la cultura degli altri; Ma ne abbiamo veramente bisogno ?</p>
<p>In realt&agrave; lo abbiamo sempre fatto attraverso i libri, gli amici di penna, i film. Siamo diventati americani con il cinema di Hollywood, francesi con Maigret, inglesi con i Monty Python, russi con Checov, giapponesi con Kurosawa e Mishima, afroamericani con il blues e il gospel, brasiliani con Amado e la bossa nova, e poi turchi, arabi, africani, indiani, ebrei e musulmani.</p>
<p><img src="https://d3ui957tjb5bqd.cloudfront.net/images/screenshots/products/134/1343/1343101/e07epxzxbe3iuty9tpjzuwq2wuc2bwlekzubwkf0qoidjhov0piawr0ajoml1mdo-f.jpg?1465239547" alt="Multiculturalit&agrave;, ne abbiamo veramente bisogno ?" width="600" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Non abbiamo mai avuto bisogno del <strong>contatto fisico con gli altri</strong>, con gli altri popoli, di nessun fottuto Erasmus con obbligo di trombata del pischello straniero per essere multiculturali. Bastava l'esercizio della cultura. Se lo facevamo, l'amoreggiare con gli stranieri (i miei primi filarini, anche se solo platonici, furono un tedesco e un brasiliano), era solo per piacere, non venivamo introdotti a forza in questa orrenda dark room stile Lebensborn al contrario che rappresenta il multikulti di cui l'&igrave;mmagine qui sopra tratta da Vogue NeueStasi &egrave; patognomonica.</p>
<p>Internet, grazie alla quale in meno di un minuto puoi trovare decine di nuovi spunti culturali di ogni possibile genere e origine e in ogni lingua, vero <strong>archivio di Babele</strong>, ha solo amplificato, semplificato e velocizzato la diffusione del multiculturalismo di cui sopra. La potenza rivoluzionaria del mezzo, e la sua potenzialit&agrave; eversiva per il potere, consiste anche nel rendere visibili quegli spunti culturali che il mainstream invece occulta, per esempio nascondendo determinati libri ed autori nelle librerie di partito o addirittura evitando di tradurli. Come nel caso di John Laughland e de "<span style="text-decoration: underline;"><em>La fonte infetta dell'ideologia europea</em></span>", del quale vi ho gi&agrave; parlato, libro illuminante sul liberalismo, capace di correggere tante miopie e presbiopie attuali sul termine oppure, in generale, in quello della "cultura di destra", particolarmente sulfurea secondo i canoni dell'ortodossia del politicamente corretto che ha di fatto okkupato l'intero settore Cultura, anzi Kultura della nostra societ&agrave;.</p>
<p>Orbene, navigando come al solito, mi sono imbattuta in questo autore e nel suo articolo, segnalatomi su Facebook (ogni tanto serve anche la CIA con i gattini) che ho deciso di tradurre perch&eacute; rappresenta un ottimo punto di partenza per un discorso che voglio fare sull'attuale scontro tra Globalismo e Nazionalismo, ovvero la battaglia finale di una storia che non &egrave; affatto finita, come amerebbero credere i neocon, ma prevede alcuni interessanti sequel a venire. Il testo &egrave; tratto dal libro di Guillaume Faye "Sex and deviance", succulento gi&agrave; nei titoli dei capitoli.</p>
<p>Considerate questa lettura che vi propongo una medicina cattiva da buttare gi&ugrave; senza la pallina di zucchero, una seduta di chemioterapia che vi lascer&agrave; qualche ciocca di capelli tra le dita, un vaccino sperimentale, insomma una cura da cavallo come estrema ratio per tentare di salvare un paziente inscimunito dalla propaganda, secondo la quale dovresti sentirti felice e grata del troiaio attuale.<br>Sono graditi commenti e spunti di ulteriore riflessione, e sar&agrave; mia cura postarvi prossimamente le mie impressioni su questo articolo, che non condivido in tutto ma che contiene, secondo me, alcune verit&agrave; che si considera comunque troppo scomodo nominare. Buona lettura.</p>
<p>Ah, un'ultima cosa. Offro supporto psicologico gratuito a coloro che, non avendolo ancora fatto, si scopriranno new born conservative o stanno elaborando il lutto provocato dal tradimento di un progressismo (per gli amici Sinistra) che, dopo averli illusi per una vita, si &egrave; scoperto che sta loro avvelenando i pasti quotidiani con l'arsenico del buonismo.</p>
<p>....</p>
<p>Dal punto di vista biologico, la scomparsa di un popolo, di una etnia o di una razza la si ottiene attraverso il ventre delle sue femmine. L'unione di una donna di razza X con un uomo di razza Y &egrave; assai pi&ugrave; pericolosa per la razza X che per quella Y. E ci&ograve; perch&eacute; sono le donne a costituire la riserva biologica e sessuale, il patrimonio genetico delle razze, delle etnie e dei popoli, pi&ugrave; che gli uomini.</p>
<p>Una donna, in effetti, nel corso della propria vita pu&ograve; dare alla luce un numero limitato di figli, mentre l'uomo pu&ograve; generarne una moltitudine, avendo a disposizione abbastanza donne in et&agrave; fertile. Per questo i demografi definiscono quindi la fertilit&agrave; e il rinnovamento della popolazione solo in termini di numero di figli per donna, sulla base della maternit&agrave; e non della paternit&agrave;.</p>
<p>Ecco perch&eacute; dobbiamo preoccuparci dell'immigrazione incontrollata di popolazioni del terzo mondo (che hanno indici di fertilit&agrave; pi&ugrave; alti) nei paesi europei, ovvero del problema del meticciato che, soprattutto in Francia, sta raggiungendo proporzioni consistenti. Non solo la razza bianca subisce la competizione all'interno del suo stesso territorio, non solo essa non si rinnova a causa della bassa fertilit&agrave; (che ovunque &egrave; di due figli per donna) ma una parte delle donne in et&agrave; fertile propende per il meticciato. Quindi, oltre al fatto che le popolazioni straniere si riproducono tra di loro, le donne bianche fertili hanno meno figli e alcune di loro si offrono agli stranieri.</p>
<p>I bianchi, tranne poche eccezioni, sono l'unica popolazione che non si preoccupa del proprio futuro collettivo, che non possiede una coscienza razziale a causa del senso di colpa derivato, oltre che dalla mentalit&agrave; cristianiforme universalista, dalle conseguenze del Nazismo, che hanno provocato una paralisi mentale e la creazione di una cattiva coscienza collettiva.</p>
<p>Alla fine, questa grave situazione risulter&agrave;, dovesse continuare, in un silenzioso e graduale genocidio dei bianchi in Europa, ovvero nella loro stessa culla, che sar&agrave; presto abitata in massima parte da forestieri, meticci e una sempre crescente minoranza di bianchi. Questo &egrave; il destino che attende la Francia e che viene confermato ogni giorno semplicemente mettendosi a guardare la composizione dei bambini che escono da scuola alla fine delle lezioni.</p>
<p>Quando un popolo trasforma il suo patrimonio genetico fino a questo punto, cessa di essere ci&ograve; che &egrave;.<br>Se non interverranno inversioni di tendenza, gli abitanti dell'Europa alla fine del ventunesimo secolo non sanno pi&ugrave; persone di origine europea e, di conseguenza, la civilt&agrave; europea non esister&agrave; pi&ugrave;. L'Europa stessa non esister&agrave; pi&ugrave; come entit&agrave; demografica ma solo come espressione geografica. Sar&agrave; semplicemente un'appendice dell'Africa, senza una propria coscienza etnica (al contrario della maggior parte dei popoli del mondo). Gli europei occidentali considerano questo cataclisma con una sorprendente indifferenza da morti viventi, nonostante gli indicatori demografici puntino a questo tipo di futuro e siano realmente terrificanti.</p>
<p>Per condizionare le menti delle donne bianche &egrave; stato creato un modello ideologico assai subdolo, che si basa sulla supposta maggior virilit&agrave; dei maschi Africani e Nord Africani, uno stereotipo assai diffuso e da molto tempo nella nostra societ&agrave;. Vi sono infatti in proporzione pochissimi casi di relazioni tra donne bianche europee e uomini dell'Estremo Oriente. Un altro elemento preoccupante &egrave; l'emasculazione dei maschi europei, che appaiono incapaci di difendere le loro donne. Questo fenomeno etologico &egrave; assai inquietante. Quando i maschi di un gruppo - la legge vale per tutti i vertebrati maggiori - non sono pi&ugrave; in grado di offrire forza, virilit&agrave; o dominanza, le femmine si rivolgono ai maschi dell'altro gruppo.<br>Sovente le ragazze bianche dei quartieri operai cercano protezione prendendosi un compagno straniero e ci&ograve; perch&eacute; in questo modo si guadagneranno la protezione dei correligionari di lui, evitando cos&igrave; molestie. Nei quartieri borghesi assistiamo invece ad un altro fenomeno: la provocazione snob. Le ragazze sfidano il perbenismo delle proprie famiglie accompagnandosi a ragazzi neri o islamici o comunque di colore diverso, dimostrando cos&igrave;, attraverso un certo conformismo, che sono antirazziste e che sono al passo con i tempi.</p>
<p>Potrebbe sembrare contraddittorio per l'uomo di colore andare orgoglioso di una donna bianca e dell'avere dei figli da lei. In primo luogo, si tratta del segnale della conquista di una donna bianca al fine di umiliarne l'uomo. La cattura della femmina &egrave; un fenomeno etologico assai antico per il quale la storia offre molti esempi e le cui radici derivano dal mondo animale. Farsi vedere accanto a una donna bianca &egrave; sia motivo di orgoglio che di riscossa. Allo stesso tempo, in Africa e in Medio Oriente, gli uomini delle classi pi&ugrave; altre ambiscono a "schiarirsi" prendendosi una moglie europea, come nel caso di diversi monarchi africani e arabi e, parimenti, le donne africane e delle Antille desiderano sposare un europeo, non solo per acquisire prestigio ma per avere figli meno colorati.<br>Ci&ograve; che muove questi due casi in apparente contraddizione &egrave; un complesso di inferiorit&agrave;-superiorit&agrave; schizoide. Umiliare il Bianco dominante prendendone una femmina ma allo stesso tempo "sbiancare" i propri discendenti, accettando implicitamente un sentimento di inferiorit&agrave; razziale. Distruggere la razza bianca sbiancando s&eacute; stessi, una contraddizione insormontabile.</p>
<p>Un'eccezione a questa tendenza &egrave; rappresentata da Tribu Ka, un gruppo suprematista nero in Francia, estremista e violentemente anti-sionista guidato da K&eacute;mi S&eacute;ba, che prende ispirazione dai movimenti afroamericani radicali, rifiuta il meticciato con i bianchi e combatte i matrimoni misti.</p>
<p>L'imperativo del meticciato (possibilmente con una donna bianca) si fonda naturalmente su un'ideologia egualitaria antirazzista. Allo stesso tempo, l'attrazione nei confronti di neri, arabi o uomini di colore in genere &egrave; basata su un'immaginario assai ambiguo. Se da un lato questi uomini "esotici" vengono considerati super virili ed eccezionalmente dotati sessualmente, l'immagine che viene di loro offerta sui media e nell'industria pornografica &egrave; pi&ugrave; vicina al concetto di forza animale. Non pi&ugrave; Tarzan ma King Kong. Muscoloso, atletico, violento, con un pene e muscoli inversamente proporzionali alle capacit&agrave; mentali. In breve, l'immagine dell'amante di colore &egrave; animalesca. I neri e gli arabi sono implicitamente e subdolamente ridotti allo status di bestie umane. Questa osservazione contraddice l'agenda antirazzista che &egrave; il fulcro dell'ideologia dominante: un inconscio razzismo come fondamento dell'antirazzismo.</p>
<p>Naturalmente questa convinzione nelle super capacit&agrave; fisiche e sessuali dei neri e degli arabi non &egrave; che un mito, alimentato da una gigantesca macchina della propaganda mediatica, di fronte alla quale la donna bianca ci si aspetta debba soccombere.</p>
<p>L'immigrazione di massa e il meticciato con le donne europee porter&agrave; gradualmente ad un caos etnico i cui svantaggi sono duplici. Esso risulter&agrave; in primo luogo nella creazione di una societ&agrave; frantumata in comunit&agrave; reciprocamente ostili soggette alla legge secondo la quale il multietnico equivale a multirazzismo e, secondariamente, nella presenza di una popolazione meticciata in perenne conflitto interiore, particolarmente insostenibile, tra le due identit&agrave; che la compongono. Tale societ&agrave; &egrave; difficile da governare a causa della sua eterogeneit&agrave; e, come dice Aristotele, inadatta alla democrazia o alla pace sociale, sempre incline alla violenza e costantemente minacciata dal dispotismo.</p>
<p>Ecco perch&eacute; il credo ideologico della Francia repubblicana (come degli altri paesi dell'Europa) di una "Francia multicolore che pu&ograve; funzionare attraverso l'integrazione" (come se fosse possibile cristallizzare un insieme caotico e biologicamente eterogeneo in una societ&agrave; omogenea) non &egrave; solo un esempio di pensiero magico ma una delle pi&ugrave; stupide utopie, per celebrare la quale il termine feticcio "diversit&agrave;" &egrave; ripetuto come un mantra.</p>
<p>Se ci&ograve; non bastasse, guardiamo alle aree geografiche dove sono concentrate popolazioni etnicamente mescolate: il Nord Africa, il Medio Oriente, l'America Latina, le Antille. Perfino l'Africa nera, dove le frontiere coloniali costrinsero alla coabitazione gruppi etnicamente inconciliabili, ha conosciuto gli stessi problemi. Instabilit&agrave; e violenza, il frutto del caos etnico, sono in ogni caso cronici. Il potere centrale &egrave; ovunque corrotto e iper-autoritario. E' questo ci&ograve; che attende la Francia?</p>
<p>E' opportuno, a questo punto, confutare un argomento controfattuale propagandato dell'ideologia dominante, e cio&egrave; che la Francia sia sempre stata etnicamente mista a causa delle varie ondate migratorie che la riguardarono nel corso dei secoli. Ovviamente, l'attuale immigrazione e meticciato saranno benefici perch&eacute; creeranno diversit&agrave;. Qui per&ograve; si fa confusione tra diversit&agrave; e caos, tra eterogeneit&agrave; con vicinanza e mescolamento di massa casuale tra differenti tipi biologici e culture. <br>Ora, occorre notare quattro fattori: 1) Anticamente, sia le ondate migratorie e di invasione germanica nella Gallia e la colonizzazione romana coinvolsero popolazioni assai simili; le incursioni musulmane e l'occupazione in Provenza e Linguadoca nell'ottavo secolo A.C. riguardarono numeri limitati di invasori, gran parte dei quali fu respinto; 2) Il grosso dell'immigrazione in Francia nel diciannovesimo secolo proveniva dall'Europa (Italia, Belgio, la penisola iberica, l'Europa centrale e dell'Est, i Balcani), ovvero era rappresentata da popolazioni che appartenevano culturalmente, etnicamente e biologicamente allo stesso ceppo "Albo-Europeo", come lo definisce Senghor. Senza contare che si trattava di gruppi numericamente piccoli che era possibile assimilare: 3) L'attuale migrazione e il meticciato che ne deriva sono di un'entit&agrave; mai vista prima nella storia e coinvolge popolazioni extra-europee, il che cambia tutto; 4) Il melting-pot etnico &egrave; benefico solo se coinvolge gruppi etnici appartenenti alla stressa grande famiglia antropologica. <br>In altre parole, con questo tipo di mescolanza, la popolazione che ne sar&agrave; il risultato non sar&agrave; pi&ugrave; in nessun modo un popolo ma una massa eterogenea ingovernabile inadatta a qualunque forma di sviluppo civile e suscettibile alla violenza endemica e ad ogni sorta di patologie psicologiche. E' una catastrofe che ci attende e che il Giappone, l'India e la Cina sono stati perfettamente in grado di evitare.</p>
<p>Abbiamo l'esempio degli Stati Uniti, che sarebbero in teoria un melting pot, il che &egrave; falso, in quanto il melting pot ha riguardato solo gli immigrati di origine europea, la cui sinergia fu l'origine della forza di quella nazione. Il contributo di neri, asiatici e latinoamericani non fu decisivo. Inoltre, l'avanzamento della societ&agrave; multirazziale negli Stati Uniti si sta dimostrando, pi&ugrave; di ogni altra cosa, un handicap per il paese guida del mondo, come descritto da Jared Taylor.</p>
<p>Guillaume Faye</p><p>URL del Link: <a href="https://ilblogdilameduck.blogspot.it/2016/10/guillaume-faye-limperativo-del.html">https://ilblogdilameduck.blogspot.it/2016/10/guillaume-faye-limperativo-del.html</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
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	<pubDate>Mon, 03 Oct 2016 22:20:19 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44117/giuseppe-lasco-terna-incontro-con-il-comune-di-capri</link>
	<title><![CDATA[Giuseppe Lasco, Terna incontro con il Comune di Capri]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Energia elettrica sull'isola di Capri, incontro a Roma tra gli amministratori comunali di Capri e i vertici di Terna, l'ad Matteo Del Fante e il capo divisione Giuseppe Lasco.</p>
<p>Si &egrave; tenuto, presso gli uffici romani di Terna, un importante incontro tra l&rsquo;ad della societ&agrave; Matteo Del Fante, il capo divisione Giuseppe Lasco e, per il Comune di Capri, il sindaco Giovanni De Martino e l&rsquo;Assessore Anna De Simone.</p>
<p>"I massimi responsabili di Terna, Del Fante e Lasco , ci hanno confermato che i lavori della nuova stazione elettrica saranno ultimati entro la prossima primavera", ha detto il sindaco di Capri Gianni De Martino, aggiungendo che "si sono avute assicurazioni anche sulle problematiche riguardanti i locali tecnici individuati per la collocazione delle apparecchiature di trasferimento dalla alimentazione della nuova stazione elettrica alle linee di distribuzione alla utenza: per questo motivo non dovrebbero subentrare ulteriori intoppi ai lavori in corso".<br>Gli amministratori di Capri nella trasferta romana hanno inoltre incontrato la direttrice generale del Mise per il mercato elettrico, le rinnovabili e l'efficienza energetica, Rosaria Romano, per un aggiornamento sulle fasi del programma in corso per Capri.</p>
<p>"In questo incontro &egrave; stata confermata la massima attenzione del Ministero su quanto indispensabile a portare a termine la prima fase dell'opera che consentir&agrave; l'allacciamento della nuova stazione elettrica al sistema di distribuzione dell'energia sull'isola", &egrave; scritto in una nota.</p>
<p>Al termine degli incontri il sindaco di Capri Gianni De Martino ha sottolineato: "Siamo a pochi metri dal traguardo: dopo questo passo la centrale Sippic dovr&agrave; essere spenta e rimanere solo come sistema di riserva a freddo, in modo da evitare qualsiasi emissione inquinante".</p>
<p>Fonte IlDenaro.it</p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2d819Rj">https://bit.ly/2d819Rj</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44064/daiichi-sankyo-edoxaban-lixiana-efficace-anche-a-dosaggio-ridotto</guid>
	<pubDate>Mon, 03 Oct 2016 13:00:12 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44064/daiichi-sankyo-edoxaban-lixiana-efficace-anche-a-dosaggio-ridotto</link>
	<title><![CDATA[Daiichi Sankyo: Edoxaban (Lixiana) efficace anche a dosaggio ridotto]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Edoxaban, il nuovo anticoagulante orale di Daiichi Sankyo, &egrave; efficace e pi&ugrave; sicuro del warfarin anche a dosaggio ridotto, per la prevenzione delle recidive di tromboemolismo venoso (TEV) nei pazienti pi&ugrave; fragili. La nuova analisi dello studio HOKUSAI-VTE pubblicata sulla rivista Thrombosis and Haemostasis.</em></p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2016/10/tev-edoxaban-efficace-e-sicuro-anche-a-dosaggio-ridotto-per-pazienti-fragili.jpg?w=710" alt="tev-edoxaban-efficace-e-sicuro-anche-a-dosaggio-ridotto-per-pazienti-fragili" style="border: 0px;"></p>
<p><em>Roma, 30 settembre 2016</em>&nbsp;&ndash; Il dosaggio di 30mg di edoxaban (LIXIANA&reg;) in monosomministrazione giornaliera nella prevenzione di recidive di TEV in quei pazienti che necessitano di una dose ridotta a causa delle loro condizioni cliniche, &egrave; altrettanto efficace e ben tollerato della dose standard da 60 mg, e pi&ugrave; sicuro del warfarin nella prevenzione delle emorragie. Ci&ograve; &egrave; quanto emerge da una nuova analisi del trial Daiichi Sankyo Hokusai-VTE, appena pubblicata sulla rivista Thrombosis and Haemostasis.</p>
<p>Hokusai-VTE, ad oggi il pi&ugrave; ampio trial singolo sul tromboembolismo venoso, &egrave; uno studio randomizzato in doppio cieco su 8.292 pazienti affetti da TEV acuto. In questo trial, i pazienti con clearance della creatinina di 30&ndash;50 ml/minuto, peso corporeo &le; 60 kg o che assumevano alcuni inibitori della glicoproteina P, hanno ricevuto una dose ridotta di 30 mg di edoxaban in monosomministrazione giornaliera. Dei pazienti che ricevevano il regime di trattamento standard, 3.385 sono stati trattati con 60 mg di edoxaban e 3.403 con warfarin, a dose adattata per mantenere l&rsquo;INR (international normalised ratio) tra 2,0 e 3,0. Dei pazienti eligibili per la riduzione del dosaggio, 733 sono stati randomizzati per ricevere 30 mg di edoxaban dose e 719 per una dose corrispondente di warfarin.</p>
<p>La nuova analisi ha evidenziato come la dose di edoxaban di 30 mg era correlata a determinava livelli ematici lievemente pi&ugrave; bassi di edoxaban, mostrando tuttavia la stessa efficacia contro le recidive di TEV riscontrata nei soggetti trattati con la dose intera di 60 mg (Hazard Ratio [HR]=0,96; 95 % Confidence Interval [CI]: 0,61&ndash;1,52). I pazienti che hanno assunto il dosaggio ridotto hanno inoltre fatto registrare un minor numero di sanguinamenti clinicamente rilevanti, evento avverso chiave, rispetto ai pazienti che avevano ricevuto warfarin (7,9% vs 12,8% HR=0,62; 95 % CI: 0,44&ndash;0,86; p &lt; 0,01 per superiorit&agrave;).</p>
<p><em>&ldquo;Lo studio Hokusai-VTE ha identificato maggiore incidenza di sanguinamento in quei pazienti trattati con warfarin che presentavano criteri per ridurre il dosaggio rispetto a coloro che non li avevano, dimostrando che c&rsquo;&egrave; una categoria di pazienti fragili che potrebbe beneficiare di una terapia alternativa pi&ugrave; sicura proprio con edoxaban&rdquo;</em>. Ha spiegato il dottor&nbsp;<strong>Peter Verhamme</strong>, Professore associato all&rsquo;Universit&agrave; belga di Leuven, e autore principale dell&rsquo;analisi.</p>
<p><strong>Il tromboembolismo venoso</strong><br>Con il termine tromboembolismo venoso (o tromboembolismo venoso) si indicano due patologie correlate, la trombosi venosa profonda (TVP) e l&rsquo;embolia polmonare (EP). La TVP &egrave; causata da un coagulo di sangue che si forma in una vena profonda, di solito all&rsquo;interno degli arti inferiori, delle pelvi o delle cosce, sebbene esso possa formarsi anche in altre parti del corpo. L&rsquo;EP sopraggiunge quando una parte di questo coagulo si distacca e viaggia dalla vena profonda fino alle arterie polmonari, determinando una condizione potenzialmente fatale. Questa patologia rappresenta un grave problema di salute in Europa, che conta 1 milione e mezzo di eventi tromboembolici ogni anno, e la sua incidenza cresce con l&rsquo;invecchiamento della popolazione. La terapia anticoagulante, come quella con edoxaban, aiuta a prevenire la formazione di coaguli e quindi il sopraggiungere di eventi tromboembolici.</p>
<p><strong>Lo studio Hokusai-VTE</strong><br>Lo studio globale di fase 3 Hokusai-VTE &egrave; il pi&ugrave; ampio trial singolo comparativo su un NAO in pazienti affetti da TEV. Esso ha valutato edoxaban in monosomministrazione giornaliera versus warfarin in 8.292 pazienti che presentavano trombosi venosa profonda (TVP) sintomatica acuta, embolia polmonare o entrambe. Hokusai-VTE &egrave; stato disegnato per riflettere la pratica clinica con una durata di trattamento flessibile da 3 a 12 mesi, in un ampio spettro di pazienti con TEV, includendo l&rsquo;uso iniziale di anticoagulanti parenterali (eparina) per almeno 5 giorni, secondo lo standard di cura globale. Edoxaban, rispetto al warfarin, ha dimostrato la non inferiorit&agrave; per l&rsquo;endpoint primario di efficacia di recidive di TEV sintomatiche, e la sua superiorit&agrave; nell&rsquo;endpoint primario di sicurezza per i sanguinamenti clinicamente rilevanti.</p>
<p><strong>Fonte</strong>:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.daiichi-sankyo.it/index.php?id=8077&amp;tx_news_pi1%5Bnews%5D=519&amp;tx_news_pi1%5Bcontroller%5D=News&amp;tx_news_pi1%5Baction%5D=detail&amp;cHash=c1472a5a0924ba2262ba9c3944647cc0" target="_blank">Daiichi Sankyo</a></p>
<p><strong><br>Contatti</strong></p>
<p>Daiichi Sankyo<br>Elisa Porchetti<br>Tel.+39 0685255-202<br>elisa.porchetti@<span>daiichi-sankyo.it</span></p>
<p>Valeria Carbone Basile<br>Tel: +39 339 1704748<br>valeria.carbonebasile@<span>gmail.com</span></p>
<p><strong>Daiichi Sankyo</strong><br>Daiichi Sankyo &egrave; un Gruppo farmaceutico attivamente impegnato nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione di farmaci innovativi con la mission di colmare i diversi bisogni di cura ancora non soddisfatti dei pazienti, sia nei mercati industrializzati che in quelli emergenti. Con pi&ugrave; di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in pi&ugrave; di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 16,000 dipendenti in tutto il mondo, contano su una ricca eredit&agrave; di innovazione e una robusta linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo robusto portafoglio di farmaci per il trattamento dell&rsquo;ipertensione e dei disordini trombotici, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una &ldquo;Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica&ldquo;, le attivit&agrave; di ricerca e sviluppo di Daiichi Sankyo sono focalizzate alla creazione di nuove terapie per l&rsquo;oncologia e l&rsquo;immuno-oncologia, con un ulteriore focus su nuove frontiere quali la gestione del dolore, le malattie neurodegenerative e cardiometaboliche, e altre patologie rare.</p>
<p>Per maggiori informazioni visita il press portal&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://pressportal.lixiana.it/">https://pressportal.lixiana.it/</a>&nbsp;o il sito&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.daiichi-sankyo.it/">https://www.daiichi-sankyo.it</a></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2dwbypK">https://bit.ly/2dwbypK</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44063/equitalia-novit-2017-niente-pi-penali--condono-anche-per-chi-paga-a-rate</guid>
	<pubDate>Mon, 03 Oct 2016 12:51:55 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44063/equitalia-novit-2017-niente-pi-penali--condono-anche-per-chi-paga-a-rate</link>
	<title><![CDATA[Equitalia Novità 2017: Niente più penali  - Condono anche per chi paga a rate]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Renzi a caccia del s&igrave; al referendum tra il popolo delle partite Iva e delle pmi che tradizionalmente guardano pi&ugrave; verso il Centrodestra.</p>
<p><img src="https://www.equistop.it/images/jsn_is_thumbs/equitalia.jpg" alt="Equitalia condono 2017" width="600" style="border: 0px;"></p>
<p>L'ipotesi che si sta studiando in vista della Legge di Bilancio 2017 &egrave; <strong>l'eliminazione delle sanzioni, degli interessi di mora e dell'aggio di riscossione per coloro che scelgono di rateizzare le cartelle esattoriali</strong> di Equitalia. Non si tratta di una sanatoria - scrive Il Giornale - e non &egrave; ufficialmente un condono perch&eacute; assomiglia molto alla procedura che si segue per la voluntary disclosure: <strong>niente multe e interessi per chi denuncia volontariamente</strong> i capitali detenuti all'estero. Non &egrave; un caso che il capitolo '<strong>contrasto all'evasione fiscale</strong>' che il governo vuole inserire nel Bilancio comprenda sia lo sconto sulle cartelle che una nuova versione della voluntary per un totale che potrebbe superare i 5 miliardi. Infatti la Nota di aggiornamento del Def ha evidenziato che le misure che favoriscono la collaborazione spontanea hanno determinato maggiori incassi per 1,5 miliardi rispetto a quanto preventivato nel corso dei primi 8 mesi del 2016.</p>
<p>Ma come funzionerebbe questa versione evoluta della '<span style="text-decoration: underline;">rottamazione delle cartelle</span>' gi&agrave; introdotta dal governo Letta nel 2014?</p>
<p>In pratica, si potrebbe accedere, a differenza del passato, a questo <span style="text-decoration: underline;">beneficio anche rateizzando gli importi mentre tre anni fa si opt&ograve; per il pagamento in un'unica soluzione</span>. Oggi, invece, si sta pensando di estendere il vantaggio a coloro che hanno debiti fiscali iscritti a ruolo dall'Agenzia delle Entrate <strong>fino a 100mila euro</strong>.</p>
<p>Alcuni rumor indicavano in 3 anni il periodo massimo di rateizzazione e l'estensione dello sgravio anche a coloro che stanno gi&agrave; pagando a rate la propria cartella. La misura &egrave; stata spesso invocata da Federcontribuenti e dalle associazioni datoriali e che il Dipartimento delle Finanze ha anche ascoltato qualche settimana fa. Occorre ricordare che molte imprese hanno chiuso proprio perch&eacute; le cartelle non onorate causa crisi si sono tradotte in importi monstre a causa di interessi e sanzioni.</p>
<p>Si inserisce in questo contesto pure l'intenzione di riaprire la voluntary disclosure che ha prodotto gi&agrave; un gettito di oltre 4 miliardi di euro nella versione 2015 e che l'anno prossimo potrebbe portarne almeno la met&agrave;. Il governo intende mostrare un volto amichevole alle imprese. Anche per questo motivo si &egrave; pensato di varare regimi pi&ugrave; favorevoli come il pagamento delle imposte per cassa, cio&egrave; sul fatturato effettivo, per le imprese in regime di contabilit&agrave; semplificata.</p>
<p>L'intenzione &egrave; quella di applicare tale procedura alle imprese individuali con un fatturato fino a 400mila euro nel settore dei servizi e 700mila nel commercio. Senza contare il taglio dell'Ires dal 27,5 al 24% e l'aliquota Iri del 24% per chi reinveste gli utili in azienda. Ipotesi di lavoro che vogliono avvicinare al renzismo chi renziano non &egrave; e che sono state studiate da tecnici che hanno collaborato con gli esecutivi di centrodestra, relegando per una volta in un angolo i discepoli di <span style="text-decoration: underline;">Vincenzo Visco</span>.</p><p>URL del Link: <a href="https://www.affaritaliani.it/economia/equitalia-renzi-toglie-le-penali-un-condono-per-chi-paga-a-rate-443393.html">https://www.affaritaliani.it/economia/equitalia-renzi-toglie-le-penali-un-condono-per-chi-paga-a-rate-443393.html</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44052/come-scoprire-un-falso-profilo-su-facebook</guid>
	<pubDate>Mon, 03 Oct 2016 08:27:21 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44052/come-scoprire-un-falso-profilo-su-facebook</link>
	<title><![CDATA[Come scoprire un falso profilo su Facebook]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Navigando su Facebook &egrave; facile imbattersi in molti <span style="text-decoration: underline;">account falsi, profili creati ad hoc per truffare le altre persone</span> o intrufolarsi nella cerchia di amicizie social e 'spiare' quello che fanno gli altri. Eppure, con qualche consiglio, ricorda il portale 'LaLeggePerTutti.it', &egrave; possibile evitare di cadere in simili trappole.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="https://www.welivesecurity.com/wp-content/uploads/2014/04/fakebook-wide.jpeg" alt="fakebook" width="550" style="border: 0px;"></p>
<p><br><br>La prima cosa da fare &egrave; <strong>verificare la foto del profilo</strong> della persona sospetta: per togliersi qualsiasi dubbio occorre usare un motore di ricerca per immagini su Internet.<br><br>Per farlo basta salvare l'immagine del profilo sul proprio pc, collegarsi al sito <a rel="nofollow" href="https://www.tineye.com/" title="tineye">www.tineye.com</a>, cliccare sul pulsante con la freccia verso l'alto e caricare l'immagine: se si tratta di una foto falsa e presa da Internet, con molta probabilit&agrave; comparir&agrave; tra i risultati.<br><br>Se la ricerca per immagini non ha prodotto alcun risultato, si pu&ograve; <strong>controllare quello che la persona ha scritto sul proprio profilo</strong>. Se nella scheda 'Informazioni' sono indicate pochissime notizie, questo potrebbe essere un segnale di un profilo fake. In molti casi gli account falsi vengono creati in modo veloce, non ponendo attenzione ai particolari. La data di compleanno, ad esempio, &egrave; una di quelle informazioni spesso lasciata come predefinita: se il profilo in questione indica come compleanno l'1 gennaio, allora si pu&ograve; dubitare della sua veridicit&agrave;.<br><br>Altro fattore su cui porre attenzione sono <strong>le attivit&agrave;</strong>: se nella timeline ci sono pochi aggiornamenti o solo qualche immagine molto vaga, potrebbe voler dire che si tratta di un profilo falso. Chi apre un account fake solitamente non perde molto tempo a pubblicare post e contenuti.<br><br>Anche la <strong>presenza di</strong> <strong>altre informazioni</strong>, come il numero di telefono, dovrebbero insospettire poich&eacute; si tratta di una di quelle informazioni che difficilmente qualcuno rende pubblica su Facebook. Se lo &egrave;, ricorda 'LaLeggePerTutti.it' potrebbe esserci qualcosa di strano. Tra i consigli del portale, anche <strong>diffidare sempre dai facili guadagni e verificare le storie strappalacrime</strong>: spesso sono usate per far leva sull'ingenuit&agrave; delle persone.<br><br></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2dSPdXZ">https://bit.ly/2dSPdXZ</a></p>]]></description>
	<dc:creator>laibach</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44033/concorso-cortometraggi-salute-cinefestival-film-di-peso-ultima-chiamata</guid>
	<pubDate>Sun, 02 Oct 2016 11:31:36 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44033/concorso-cortometraggi-salute-cinefestival-film-di-peso-ultima-chiamata</link>
	<title><![CDATA[Concorso Cortometraggi Salute: Cinefestival Film “di peso” ultima chiamata]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>C&rsquo;&egrave; ancora tempo fino al<strong>&nbsp;15 ottobre</strong>&nbsp;per partecipare al Concorso di Cortometraggi della prima edizione del Cinefestival Film &ldquo;di peso&rdquo;. Tra i finalisti sar&agrave; scelto il vincitore della sezione amatori e professionisti che ricever&agrave; un premio di 1.000 euro.</em></p>
<p><em>La finalit&agrave; del Cinefestival &egrave; quella di sensibilizzare e informare l&rsquo;opinione pubblica sulle tematiche dell&rsquo;obesit&agrave; e delle gravi malattie ad essa correlata. Il concorso &egrave; riservato a professionisti e amatori che invieranno un cortometraggio della durata massima di 15 minuti che racconti storie di obesit&agrave; e del suo percorso di cura. La partecipazione al concorso &egrave; gratuita (<strong><a rel="nofollow" href="https://www.filmdipeso.it/storage/Bando%20di%20concorso%20-%20film%20di%20peso.pdf" target="_blank" title="Bando Cinefestival FILM &ldquo;DI PESO&rdquo;">qui il LINK del Bando</a></strong>).</em></p>
<h1><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2016/09/Film-di-Peso.jpg" alt="Film di Peso" style="border: 0px; border: 0px;"></h1>
<p><strong>Al via la prima Prima Edizione del Cinefestival Film &ldquo;di peso&rdquo; &ndash; Latina 12 Novembre 2016</strong></p>
<p>Nell&rsquo;ambito delle manifestazioni collegate all&rsquo;Obesity Day 2016 il Bariatric Center of Excellence &ndash; UOC Chirurgia Generale della Sapienza Universit&agrave; di Roma &ndash; Polo Pontino in collaborazione con Amici Obesi Onlus ha indetto la Prima Edizione del Cinefestival Film &ldquo;di peso&rdquo;.</p>
<p>La finalit&agrave; del Cinefestival &egrave; quella di sensibilizzare e informare l&rsquo;opinione pubblica sulle tematiche dell&rsquo;obesit&agrave; e delle gravi malattie ad essa correlata. L&rsquo;obesit&agrave; &egrave; una malattia causata da molteplici fattori: stile di vita, fattori genetici, ambientali, psicologici ed &egrave; la principale causa di morte prevenibile in tutto il mondo. In Italia oltre 5 milioni di persone sono obese, con conseguenti elevati costi sanitari, e il numero &egrave; destinato ad aumentare nei prossimi 10 anni!</p>
<p><strong>Il concorso &egrave; riservato a professionisti e amatori che invieranno un cortometraggio della durata massima di 15 minuti che racconti storie di obesit&agrave; e del suo percorso di cura. La partecipazione al concorso &egrave; gratuita e la scadenza per la domanda di partecipazione al Concorso di Cortometraggi per la Prima Edizione del Cinefestival Film &ldquo;di peso&rdquo; &egrave; fissata per il 15 ottobre 2016.</strong></p>
<p>Il cortometraggio, editato secondo le regole previste dal bando (<a rel="nofollow" href="https://www.filmdipeso.it/storage/Bando%20di%20concorso%20-%20film%20di%20peso.pdf" target="_blank"><strong>qui il LINK del Bando</strong></a>), dovr&agrave; essere originale e raccontare una storia di &ldquo;obesit&agrave; &rdquo; in tutte le sue sfaccettature (sociali, psicologiche, relazionali, fisiche, accesso alle cure).</p>
<p>Una giuria qualificata, composta da registi, attori, giornalisti, operatori sanitari esperti del settore, selezioner&agrave; i 10 migliori cortometraggi che saranno presentati e proiettati il 12.11.2016 in occasione della manifestazione che si svolger&agrave; presso l&rsquo;auditorium del Polo Integrato Sapienza Universit&agrave; di Roma-Icot a Latina, e che comprender&agrave; altres&igrave; una sessione di &ldquo;medicina narrativa&rdquo; che affronter&agrave; il tema della patologia dell&rsquo;obesit&agrave; e dei suoi percorsi di cura.</p>
<p>Tra i finalisti sar&agrave; scelto il vincitore della sezione amatori e professionisti che ricever&agrave; un premio di 1.000 euro.</p>
<p>Molti gli enti patrocinatori dell&rsquo;iniziativa, tra cui la Provincia di Latina, il Comune di Latina e Confindustria di Latina.</p>
<p><strong>Save The Dates:</strong></p>
<ul>
<li>scadenza domande di partecipazione al concorso: 15 ottobre 2016</li>
<li>comunicazione opere selezionate sul sito: 25 ottobre 2016</li>
<li>termine di invio dei DVD delle opere selezionate: 3 novembre 2016</li>
</ul>
<p><strong>Per ulteriori info</strong></p>
<p>Sito&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.filmdipeso.it/" target="_blank">www.filmdipeso.it</a><br>Facebook&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://m.facebook.com/filmdipeso/" target="_blank">https://m.facebook.com/filmdipeso/</a></p>
<p><strong>Fonte</strong>:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.filmdipeso.it/storage/Bando%20di%20concorso%20-%20film%20di%20peso.pdf" target="_blank">Film &ldquo;di peso&rdquo;</a></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2dF4qZs">https://bit.ly/2dF4qZs</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44022/un-anno-di-pasta-gratis-attenzione-alla-truffa</guid>
	<pubDate>Sat, 01 Oct 2016 17:01:48 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44022/un-anno-di-pasta-gratis-attenzione-alla-truffa</link>
	<title><![CDATA[Un anno di pasta gratis? Attenzione alla truffa]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>Un anno di pasta gratis? Attenzione alla truffa! </strong></p>
<p>A segnalarlo &egrave; la Polizia sulla pagina Facebook 'Una vita da social'. "Decine di utenti stanno ricevendo una e-mail che promette di far vincere pasta per un anno" si legge sul social network.</p>
<p><img src="https://www.chiccheinformatiche.com/wp-content/uploads/2016/09/de-cecco.jpg" alt="truffa pasta gratis" width="550" style="border: 0px;"><br><br>"<span style="text-decoration: underline;">La nota marca 'De Cecco</span>' - prosegue la polizia - <span style="text-decoration: underline;">fa sapere di essere totalmente estranea a questo tentativo di truffa. Nel caso riceviate la mail, va cestinata</span>".<br><br>Nel messaggio via posta elettronica, il truffatore scrive: "Sei tra i finalisti dell'edizione 2016 del nostro concorso per ricevere una fornitura di pasta De Cecco per un anno". Quindi invita a 'partecipare': "Iscriviti per scegliere il formato che preferisci".</p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2dzoFvI">https://bit.ly/2dzoFvI</a></p>]]></description>
	<dc:creator>laibach</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/43999/e-morto-brad-pitt-la-bufala-online-che-diffonde-il-virus</guid>
	<pubDate>Wed, 28 Sep 2016 15:35:50 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/43999/e-morto-brad-pitt-la-bufala-online-che-diffonde-il-virus</link>
	<title><![CDATA[E' morto Brad Pitt, la bufala online che diffonde il virus]]></title>
	<description><![CDATA[<p>'E' morto Brad Pitt'. Ma &egrave; solo una bufala per diffondere un virus.</p>
<p><img src="https://images.vanityfair.it/Storage/Assets/Crops/339039/53/170262/brad-pitt_980x571.jpg" alt="brad pitt" width="550" style="border: 0px;"></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Negli Stati Uniti il malware diffuso da alcuni hacker, come segnala la pagina Facebook 'Una vita da social', ha gi&agrave; mietuto vittime. Il fenomeno al momento appare circoscritto agli Stati Uniti. L'esca, come ha evidenziato anche il portale Tmz, &egrave; un <strong>falso post Facebook</strong> relativo alla notizia della morte di Pitt annunciata dal network Fox News. Gli hacker, evidentemente, puntano sulla sete di notizie relativo all'attore, protagonista delle cronache dopo la richiesta di divorzio presentata dalla moglie Angelina Jolie.<br><br></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2drsSx3">https://bit.ly/2drsSx3</a></p>]]></description>
	<dc:creator>laibach</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/43998/obesit-grave-in-italia-solo-10mila-lanno-chiedono-intervento-tempodiagire</guid>
	<pubDate>Tue, 27 Sep 2016 18:28:15 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/43998/obesit-grave-in-italia-solo-10mila-lanno-chiedono-intervento-tempodiagire</link>
	<title><![CDATA[Obesità grave, in Italia solo 10mila l'anno chiedono intervento #ètempodiagire]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>In Italia un milione di persone affette da obesit&agrave; grave, 10mila l&rsquo;anno chiedono aiuto al bisturi. Ma potrebbe farlo il 99% dei pazienti XXL,&nbsp;<strong>l&rsquo;obesit&agrave;</strong>&nbsp;costa 9 mld l&rsquo;anno</em></p>
<h1><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2016/09/Obesit%C3%A0-Grave-in-Italia.jpg" alt="Obesit&agrave; Grave in Italia" style="border: 0px;"></h1>
<p>Circa un milione di italiani &egrave; affetto da&nbsp;<strong>obesit&agrave;</strong>&nbsp;grave. Ma solo 10.000 pazienti l&rsquo;anno scelgono di sottoporsi ad un intervento chirurgico risolutore, a fronte di quanti &ndash; secondo gli esperti il 99% dei &lsquo;super-obesi&rsquo; &ndash; potrebbero beneficiarne. E&rsquo; quanto emerso a Roma nel corso di &lsquo;It&rsquo;s time to Act on Obesity!&rsquo;, workshop durante il quale &egrave; stato lanciato l&rsquo;hashtag&nbsp;<strong>#&egrave;tempodiagire</strong>&nbsp;e al quale hanno partecipato alcuni esperti mondiali nella cura dell&rsquo;obesit&agrave; che, solo in Italia, colpisce una persona su 10 (10%), per un totale di oltre 6 milioni di connazionali.</p>
<p>E in futuro le cose sembrano destinate a peggiorare: pi&ugrave; di un terzo dei bambini italiani (36% dei ragazzi e 34% delle ragazze) sono in sovrappeso o obesi, rispetto al 23% dei maschi e il 21% delle femmine negli altri Paesi Ocse, come ricorda oggi uno studio su &lsquo;The Economist&rsquo;. Ebbene, secondo quanto emerso nel corso del dibattito capitolino &ndash; organizzato da Johnson &amp; Johnson Medical SpA, durante il Congresso congiunto delle Societ&agrave; scientifiche italiane di chirurgia &ndash; l&rsquo;<strong>obesit&agrave;</strong>&nbsp;&egrave; una patologia multifattoriale, la cui insorgenza pu&ograve; essere legata a diverse cause: dalle errate abitudini a tavola, a una significativa riduzione dell&rsquo;attivit&agrave; fisica quotidiana, a fattori genetici e ambientali.<br>Una condizione complessa, soprattutto se si considera che l&rsquo;eccessivo accumulo di adipe in molti casi &egrave; anche responsabile dello sviluppo di altre malattie correlate come quelle cardiovascolari, cerebrovascolari, il&nbsp;<strong>diabete</strong>&nbsp;di tipo 2 e alcuni tipi di tumore.</p>
<p>Con costi &lsquo;pesanti&rsquo;: nel workshop sono stati presentati alcuni dati dell&rsquo;European Association for the Study of Obesity secondo cui, attualmente, il peso economico annuale dell&rsquo;<strong>obesit&agrave;</strong>&nbsp;in Italia si aggira intorno ai 9 miliardi di euro. Con problematiche che vanno dai disordini del comportamento alimentare, a stati di inquietudine che possono tradursi in ansia e depressione, a disagi psicosociali che passano da un calo del rendimento scolastico e professionale fino alla perdita di produttivit&agrave;. Gli specialisti hanno convenuto come la chirurgia bariatrica sia il percorso di cura pi&ugrave; indicato per il trattamento specifico dell&rsquo;<strong>obesit&agrave; grave</strong>.</p>
<p>Ma ancora pochi chiedono aiuto al bisturi, nonostante dal 2007 l&rsquo;Italia, con 1.064 titoli, sia il terzo Paese al mondo per volume complessivo di pubblicazioni scientifiche sulla chirurgia bariatrica. Un impegno confluito anche nelle nuove Linee guida della Societ&agrave; italiana di chirurgia dell&rsquo;obesit&agrave; e delle malattie metaboliche. &ldquo;In Italia la chirurgia bariatrica ha raggiunto un livello tecnico e qualitativo davvero molto elevato, ma il numero degli interventi effettuati &egrave; infinitesimale rispetto a quanti ne avrebbero bisogno&rdquo;, commenta Diego Foschi, ordinario di Chirurgia generale all&rsquo;Universit&agrave; degli Studi di Milano. &ldquo;Dobbiamo considerare gli ostacoli organizzativi e normativi che ancora impediscono il pieno accesso dell&rsquo;obeso alle cure. Mettere al centro il paziente e le sue necessit&agrave; per costruire intorno a lui un efficiente ed efficace processo di presa in carico&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;L&rsquo;<strong>obesit&agrave;</strong>&nbsp;rappresenta un grande problema soprattutto per il fatto che su questa malattia persistano idee tanto inesatte quanto diffuse che impediscono lo sviluppo e l&rsquo;utilizzo di metodi di prevenzione e cura realmente efficaci&rdquo;, aggiunge Francesco Rubino, direttore della Cattedra di Chirurgia metabolica e bariatrica al King&rsquo;s College di Londra. &ldquo;Nonostante le attuali conoscenze scientifiche mostrino chiaramente che il peso corporeo &egrave; regolato da un complesso meccanismo biologico solo in piccolissima parte modificabile attraverso la volont&agrave; dell&rsquo;individuo, l&rsquo;idea di<strong>obesit&agrave;</strong>&nbsp;rimane ancorata al concetto semplicistico che si tratti di un problema causato da eccessiva alimentazione e vita sedentaria. Questi sono certamente fattori di rischio, ma non le cause accertate di questa malattia. L&rsquo;obesit&agrave; &ndash; afferma &ndash; &egrave; un problema tanto grave quanto frainteso&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;L&rsquo;individuazione e la possibilit&agrave; di accedere a un percorso di cura con il supporto di un team multidisciplinare &ndash; dichiara Paolo Sbraccia, presidente Societ&agrave; italiana dell&rsquo;obesit&agrave; &ndash; &egrave; una condizione necessaria per ridurre i costi economici correlati alla patologia e quelli sociali che gravano sulla quotidianit&agrave; dei pazienti che soffrono di questa malattia&rdquo;. Vere e proprie barriere, testimonia Marina Biglia, presidente dell&rsquo;associazione Amici Obesi Onlus, &ldquo;da cui mi sono liberata grazie a un intervento chirurgico. Un percorso terapeutico grazie al quale &ndash; racconta &ndash; ho potuto ricominciare finalmente a vivere&rdquo;.</p>
<p>Per info&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.unavitasumisura.it/" target="_blank">https://www.unavitasumisura.it/</a>&nbsp;<strong>#&egrave;tempodiagire</strong></p>
<p><strong>Fonte</strong>&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2016/09/26/italia-mln-obesi-gravi-mila-anno-chiedono-aiuto-bisturi_IBLd0Uba0n9VxDBIfHEOpI.html?refresh_ce" target="_blank" title="In Italia un mln di obesi gravi, 10mila l'anno chiedono aiuto al bisturi">ADNKRONOS</a></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2d3CEKt">https://bit.ly/2d3CEKt</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/43993/giuseppe-lasco-terna-al-via-cantieri-aperti-amp-trasparenti</guid>
	<pubDate>Mon, 26 Sep 2016 17:59:10 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/43993/giuseppe-lasco-terna-al-via-cantieri-aperti-amp-trasparenti</link>
	<title><![CDATA[Giuseppe Lasco Terna, al via «Cantieri aperti &amp; trasparenti»]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>La societ&agrave; che gestisce la rete elettrica nazionale ha lanciato l&rsquo;iniziativa &ldquo;Cantieri Aperti &amp; Trasparenti&rdquo;, in modo da rendere disponibili tutti i dati relativi agli oltre 200 cantieri attualmente aperti sul territorio italiano &ndash; &ldquo;Per la prima volta uno spazio dedicato ai subappalti&rdquo;, dice il&nbsp;<strong>direttore della Corporate Affairs, Giuseppe Lasco</strong>.</em></p>
<p><em><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2016/09/Giuseppe-Lasco-e-Matteo-Del-Fante-Terna.jpg" alt="Giuseppe Lasco e Matteo Del Fante Terna" style="border: 0px;"><br></em></p>
<p>&ldquo;Cantieri Aperti &amp; Trasparenti&rdquo;: questo &egrave; il nome che&nbsp;<strong>Terna, la societ&agrave; presieduta da Catia Bastioli e guidata da Matteo Del Fante</strong>&nbsp;che gestisce la rete elettrica nazionale, ha voluto dare a un&rsquo;iniziativa che non ha precedenti in Italia e che dar&agrave; un ulteriore importante contributo allo sviluppo del Paese. &ldquo;E&rsquo; uno spazio internet &ndash; spiega&nbsp;<strong>il direttore della Divisione Corporate Affairs di Terna Giuseppe Lasco</strong>&nbsp;&ndash; accessibile su www.terna.it e frutto di uno sforzo di raccolta e messa a fattor comune di tutte le informazioni relative ai siti delle grandi e piccole infrastrutture elettriche in costruzione in Italia, in cui sono disponibili tutte le informazioni, continuamente aggiornate, su contratti, appalti e, per la prima volta, anche subappalti dei lavori in corso. Con questa iniziativa vogliamo, ancora una volta, prendere un impegno del tutto volontario per garantire una sempre maggiore sicurezza per le imprese e la collettivit&agrave;&rdquo;.</p>
<p>Con un accesso semplice e veloce, &ldquo;Cantieri Aperti &amp; Trasparenti&rdquo;, rende disponibile a operatori e cittadini tutti i dati relativi agli oltre 200 cantieri Terna attualmente aperti sul territorio italiano: ci&ograve; significa oltre mille tra appalti e subappalti, 750 imprese attivate e 4 mila persone coinvolte ogni giorno per la realizzazione di importanti infrastrutture elettriche, per un investimento oggi sul campo che nel complesso vale circa 2,8 miliardi di euro.</p>
<p>Grazie a &ldquo;Cantieri Aperti &amp; Trasparenti&rdquo; tutti possono avere una fotografia puntuale e aggiornata di tutto quello che succede lungo il paese nei cantieri della Societ&agrave; che, ormai da diversi anni, ha preso con decisione la strada di una &ldquo;sicurezza integrata&rdquo;, in modo da sviluppare e rafforzare una sicurezza trasversale, a 360 gradi, che coinvolge le risorse dell&rsquo;azienda e i processi produttivi, non solo quelli interni ma anche quelli relativi, per l&rsquo;appunto, ad appalti e subappalti.</p>
<p>Un piano per la sicurezza integrata che ha avuto anche il riconoscimento dell&rsquo;agenzia di rating sostenibile Vigeo e che &egrave; stato giudicato tra i migliori delle societ&agrave; quotate in Europa e negli Usa per le politiche e misure di anticorruzione adottate. &ldquo;Sicurezza e corporate governance per Terna &ndash; continua&nbsp;<strong>Lasco</strong>&nbsp;&ndash; sono sinonimi di buona gestione. Sicurezza perch&eacute; tutte le aziende che si vengono a confrontare con Terna sposano e condividono il progetto di sicurezza integrata in tutti i suoi aspetti. Corporate governance perch&egrave; &egrave; interesse dei nostri investitori, che guardano a questo insieme temi di sicurezza e sostenibilit&agrave; del business&rdquo;.</p>
<p>Terna ha formato le imprese con cui opera e che hanno sposato il progetto decidendo di essere trasparenti e di mettersi in gioco in maniera corretta. La trasparenza totale, per la prima volta in Italia, si estende anche ai subappalti. Su quest&rsquo;ultimo fronte, infatti, ogni impresa che opera sui cantieri Terna dispone di uno strumento, il portale &ldquo;Gestione subappalti&rdquo;, che permette la gestione unificata e omogenea delle fasi autorizzative del processo e il rispetto delle previsioni normative. Attraverso il portale &egrave; stato cos&igrave; creato un sistema che monitora le performance delle imprese che lavorano con Terna, cio&egrave; i tempi di realizzazione dell&rsquo;opera, la tipologia delle maestranze, la formazione del personale, il rispetto dell&rsquo;ambiente e dei preventivi.</p>
<p>&ldquo;Per la gestione efficiente del processo di approvvigionamento delle risorse esterne &ndash; conclude<strong>Giuseppe Lasco</strong>&nbsp;&ndash; Terna si ispira ai principi di trasparenza nelle procedure per l&rsquo;affidamento dei contratti pubblici, alla massima sicurezza per la tutela del lavoro, al rispetto della legalit&agrave; e difesa dai tentativi di infiltrazioni illecite attraverso una intensa e costante collaborazione con le Istituzioni (Guardia di Finanza/ Carabinieri e Polizia). Nella fase di affidamento di lavori, servizi e forniture Terna ha implementato specifici controlli preventivi in tutte le procedure.</p>
<p>In quest&rsquo;ottica l&rsquo;accordo con la Guardia di Finanza ha portato allo sviluppo da parte di Terna di un portale informatico chiamato &ldquo;Gestione Subappalti&rdquo; che consente l&rsquo;accesso dedicato e riservato alle informazioni di interesse garantendo tempestivit&agrave;, riservatezza, rintracciabilit&agrave; e integrit&agrave; dei dati. Un sistema che pone Terna all&rsquo;avanguardia in tema di prevenzione delle frodi ed infiltrazioni criminali negli appalti&rdquo;.</p>
<p><strong>FONTE:</strong>&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.firstonline.info/a/2015/11/20/terna-al-via-loperazione-cantieri-trasparenti-cont/2cb16601-45e1-4e0b-a29f-0d01b357d3d1" target="_blank" title="Terna, al via l'operazione &quot;Cantieri trasparenti&quot;: contratti e appalti consultabili online">First OnLine</a></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2cWMH0w">https://bit.ly/2cWMH0w</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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