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	<title><![CDATA[MSNI: Tutti i Link]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
	<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44283/globalpower-energia-verde-san-pietro-di-morubio-triplo-vincitore-in-ecologia</guid>
	<pubDate>Sat, 15 Oct 2016 17:36:56 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44283/globalpower-energia-verde-san-pietro-di-morubio-triplo-vincitore-in-ecologia</link>
	<title><![CDATA[GlobalPower Energia Verde, San Pietro di Morubio triplo vincitore in ecologia]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>San Pietro di Morubio riceve il primo attestato sulle energie rinnovabili &egrave; il &laquo;100 per cento Energia verde&raquo;, con verifica di Global Power Spa. Il Comune utilizza infatti energia verde, certificato ai sensi della delibera dell&rsquo;Autorit&agrave; per l&rsquo;Energia elettrica e il gas. Insomma, l&rsquo;uso di energia per illuminare il paese e gli edifici pubblici proviene tutta fonti rinnovabili. Un traguardo importante che &egrave; stato raggiunto aderendo, nel 2013, al consorzio CEV, diretto da Gaetano Zoccatelli, ente impegnato ad acquistare e a fornire energia elettrica solo da fonti rinnovabili.</em></p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2016/09/Gaetano-Zoccatelli-Global-Power-energia_verde.jpg" alt="Gaetano Zoccatelli Global Power energia_verde" style="border: 0px;"></p>
<p>Triplo riconoscimento per il Comune di San Pietro di Morubio che ha appena ottenuto la certificazione di Comune virtuoso per l&rsquo;uso di energie rinnovabili, il primo premio nella categoria dei capoluoghi fino a 10 mila abitanti come Comune riciclone secondo la classifica di Legambiente e una targa a Roma, a Villa Borghese, consegnata al presidente Esa-Com, Maurizio Dusi. Esa-com &egrave; la ditta che gestisce la raccolta rifiuti in paese ed &egrave; stata premiata quale &laquo;esempio di ordinaria e buona gestione, per la qualit&agrave; del servizio e l&rsquo;eccellenza dei risultati raggiunti da comuni gestiti&raquo;.</p>
<p>Il primo attestato sulle energie rinnovabili &egrave; il &laquo;100 per cento Energia verde&raquo;, con verifica di Global Power Spa, e firma del suo presidente, Nicola Gasparoni, dove sta scritto che San Pietro di Morubio utilizza energia verde, certificato ai sensi della delibera dell&rsquo;Autorit&agrave; per l&rsquo;Energia elettrica e il gas. Insomma, l&rsquo;uso di energia per illuminare il paese e gli edifici pubblici proviene tutta fonti rinnovabili. Un traguardo importante che &egrave; stato raggiunto aderendo, nel 2013, al consorzio CEV, ente impegnato ad acquistare e a fornire energia elettrica solo da fonti rinnovabili. Attivit&agrave;, questa, fondamentale, secondo la Commissione Europea, per il raggiungimento dell&rsquo;obiettivo &laquo;20-20-20&raquo;, ovvero, entro il 2020, ridurre le emissioni di gas serra del 20%, alzare al 20% la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili e portare al 20% il risparmio energetico.</p>
<p>Con l&rsquo;attestato, anche la tabella che riassume i dati dei consumi di San Pietro dal 2013 a met&agrave; 2016, dai quali risulta un rifornimento totale di 1.973.612 kwh avvenuto al 100 per 100 da energie rinnovabili.<br>Il tutto ha permesso un risparmio di 924 tonnellate di CO2 immesse in atmosfera, ovvero oltre 300 all&rsquo;anno. Targa e diploma sono affissi in municipio. RO.MA.</p>
<p><strong>FONTE</strong>:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.larena.it/territori/bassa/tre-volte-vincitorein-ecologia-ancheper-l-energia-verde-1.5016107" target="_blank" title="Tre volte vincitore in ecologia, anche per l&rsquo;energia verde">L&rsquo;Arena</a></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2dc0Edr">https://bit.ly/2dc0Edr</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44271/encanto-public-relations-giornalisti-italiani-sempre-pi-social</guid>
	<pubDate>Thu, 13 Oct 2016 18:59:55 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44271/encanto-public-relations-giornalisti-italiani-sempre-pi-social</link>
	<title><![CDATA[Encanto Public Relations: Giornalisti italiani sempre più social]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&ldquo;<em>Audit Italian Press&rdquo;, l&rsquo;indagine qualitativa dell&rsquo;Istituto Ix&egrave; con il supporto di Encanto Public Relations su un campione di 50 giornalisti italiani, la fotografia di come utilizzano i social network nel loro lavoro rispetto ai loro colleghi americani (ricerca Cision). La ricerca a dicembre sar&agrave; riproposta ai 18 mila iscritti di Giornalistisocial.it</em></p>
<p><img src="https://67.media.tumblr.com/608d354829de96b1c3ecc142747e48b5/tumblr_inline_oezpttRbHu1uwydy0_1280.jpg" alt="" width="600" height="401" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><em>&ldquo;Audit Italian Press&ldquo;,&nbsp;<strong>un&rsquo;indagine qualitativa</strong>&nbsp;dell&rsquo;Istituto Ix&egrave; con il supporto di Encanto Public Relations, la prima fotografia di come i&nbsp;<strong>giornalisti</strong>&nbsp;&nbsp;utilizzano i&nbsp;<strong>social network</strong>&nbsp;nel loro lavoro. &nbsp;L&rsquo;anteprima della<strong>ricerca</strong>, che a dicembre sar&agrave; riproposta ai 18 mila iscritti al portale Giornalistisocial.it, indaga 50 casi in Italia (che confrontiamo con un campione negli Stati Uniti e Canada raccolto da Cision), da cui emerge che i&nbsp;<strong>giornalisti</strong>&nbsp;intervistati utilizzano i&nbsp;<strong>social network</strong>&nbsp;in primis per promuovere il proprio lavoro (83% contro il 73% degli americani) e per costruire relazioni (54% contro il 73%). Solo in seconda battuta i<strong>social</strong>&nbsp;vengono utilizzati per monitorare l&rsquo;opinione pubblica (52% contro il 64%) e secondariamente per trovare storie (41% contro il 52%), verificare i fatti e approfondire (41%).</em></p>
<p><em>Le piattaforme pi&ugrave; utilizzate sono Facebook (87%), YouTube (70%) e Twitter (67%), mentre si prevede una crescita di rilievo soprattutto di Instagram e Snapchat. Per il rapporto di Cision, &egrave; Periscope a farla da padrone in particolare perch&eacute; consente di accedere a trasmissioni live quando altri mezzi non sono a disposizione.Il 50% dei&nbsp;<strong>giornalisti</strong>&nbsp;ritiene i&nbsp;<strong>socia</strong>l fonti di informazione affidabili con la maggior fiducia assegnata dagli utilizzatori di YouTube, Instagram (piattaforme largamente visual) e Twitter.Quasi univoca l&rsquo;asserzione di pubblicare notizie verificate e complete (91%) piuttosto che inseguire lo scoop per essere i primi. Anche gli americani condividono questa posizione anche se una percentuale minoritaria ma pi&ugrave; consistente che in Italia preferisce l&rsquo;urgenza all&rsquo;affidabilit&agrave;.Le immagini e i video utilizzati dai professionisti sono in larga parte ricavati da banche dati a pagamento o gratuite online; seguono le fonti interne alle testate e solo infine la produzione propria. Il 25% dei&nbsp;<strong>giornalisti</strong>&nbsp;dichiara di utilizzare il materiale postato sui&nbsp;<strong>social.<br></strong><br>Andrea Tortelli, giornalista professionista e fondatore di Giornalisti Social (<a rel="nofollow" href="https://t.umblr.com/redirect?z=http%3A%2F%2Fwww.giornalistisocial.it%2F&amp;t=Y2RlNzhhNmQ2ZDczNDRiZmZmZGU0YjYwODZmZDIwMTllNDQ4ZjZlMiw4aDJpdkhoRw%3D%3D&amp;b=t%3Aa7a0aVhYeOUir-rGVB7VKw&amp;m=1">www.giornalistisocial.it</a>), la pi&ugrave; grande comunit&agrave; italiana di giornalisti sui social media con oltre 26 mila iscritti, interpellato su questi dati &nbsp;spiega: &ldquo;La situazione della professione &egrave; decisamente complessa e - come emerge dall'indagine - le contraddizioni sulla percezione del fenomeno social non mancano: da una parte cresce la consapevolezza che i social sono strumenti di promozione e autopromozione sempre pi&ugrave; importanti, dall'altra in pochi hanno capito che la carta non pu&ograve; rappresentare il futuro, e che non rappresenta gi&agrave; pi&ugrave; il presente. In questo contesto, la parte pi&ugrave; conservativa &egrave; rappresentata, a mio avviso, da coloro che sono rimasti all&rsquo;interno dei giornali e vedono con diffidenza il nuovo scenario del digitale, del mobile e dei social, guardando alla professione con una visione pi&ugrave; tradizionale. Poi ci sono i colleghi che le garanzie del Contratto nazionale giornalistico le hanno perse o non le avranno mai, che interpretano il lavoro del giornalista in maniera pi&ugrave; aperta, ma a volte contraddittoria, nella consapevolezza che - come indica anche una ricerca del Censis - oggi i social sono la prima fonte di informazione per la gran parte degli italiani. Questo contrasto si evidenzia anche negli spazi on line che gestisco - come il gruppo Giornalisti italiani su Facebook, con i suoi 18mila iscritti - in cui il dibattito &egrave; talmente acceso da sfiorare la rissa verbale su alcuni temi".Inoltre nelle 2&nbsp;<strong>indagini</strong>&nbsp;viene evidenziata la tendenza dominante nell&rsquo;industria editoriale in merito alla compatibilit&agrave; dei format della testata con gli smartphone (54%), convinti della fruizione di notizie da parte del pubblico tramite apparecchi mobili. Segue la necessit&agrave; di offrire contenuti multimediali (41%), per raggiungere il target &nbsp;&ldquo;always on&rdquo; che ha bisogno di una molteplicit&agrave; di canali.<br><br>Sul futuro dell&rsquo;advertising, ne individuano il futuro nella forma &ldquo;native&rdquo; mentre gli americani sono nel 47% dei casi &nbsp;neutrali (e il 28% negativi).Il rapporto fra&nbsp;<strong>giornalisti</strong>&nbsp;e professionisti della comunicazione non ha subito modifiche per il 48% degli intervistati che continuano a fidarsi in egual misura, mentre per gli americani non &egrave; cambiato per il 66% degli intervistati.Il 25% dei&nbsp;<strong>giornalisti</strong>&nbsp;italiani dichiara di fidarsi dei professionisti meno che in passato e il 20% invece ha aumentato la fiducia.Per quel che riguarda i materiali, la preferenza &egrave; sempre per il tradizionale comunicato stampa, seguito da immagini/video/sondaggi, dati, studi che facilmente possano essere &ldquo;notiziati&rdquo;. Resta la posta elettronica il canale di comunicazione migliore perch&eacute; offre un testo gi&agrave; completo e composto a uso del giornalista.E&rsquo; pari al 43% la percentuale di&nbsp;<strong>giornalisti</strong>&nbsp;che dichiara di sentirsi, in alcune occasioni, obsoleto e poco al passo con i tempi. Curiosamente, il dato non sembra correlato all&rsquo;et&agrave;. Probabilmente la sicurezza professionale dei&nbsp;<strong>giornalisti</strong>&nbsp;di &ldquo;lungo corso&rdquo; consente loro di percepirsi adeguati anche e nonostante la rapidit&agrave; delle innovazioni tecnologiche che trasformano inevitabilmente la professione.<br><br>Il giornale cartaceo sembra avere ancora lunga vita per gran parte del campione: il 35% si dichiara sicuro che ci sar&agrave; ancora fra 10 anni, un ulteriore &nbsp;48% ritiene che sia probabile. Tuttavia, il 61% dei<strong>giornalisti&nbsp;</strong>italiani non consiglierebbe ad un giovane di intraprendere la carriera di giornalista.<br><br><strong>Per informazioni</strong>Encanto Public Relations &ndash; tel. 02 66983707Veronica Carminati &ndash;<a rel="nofollow" href="https://t.umblr.com/redirect?z=mailto%3Averonica.carminati%40encanto.biz&amp;t=ODIzNmNhZmU2NTlhZmUxYTViNjQwNDAyNzQ0NDhmNjA3NmYzMjA5NSw4aDJpdkhoRw%3D%3D&amp;b=t%3Aa7a0aVhYeOUir-rGVB7VKw&amp;m=1">veronica.carminati@encanto.biz</a>&nbsp;&ndash; cell. 334 3782823</em></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2dmL3pG">https://bit.ly/2dmL3pG</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Cristina Cobildi</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44253/linchiostro-e-il-calamaio</guid>
	<pubDate>Wed, 12 Oct 2016 16:29:25 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44253/linchiostro-e-il-calamaio</link>
	<title><![CDATA[L'inchiostro e il calamaio]]></title>
	<description><![CDATA[<p>I 190.000 libri e ebooks migliori scelti tra quelli di tutto il mondo. Migliaia di ebooks gratuiti. Migliaia di ebooks a prezzo compreso tra 0,49 &euro; e 0,99 &euro;. Il sistema parla italiano e inglese. Libri nelle seguenti lingue: italiano, inglese, spagnolo, francese, tedesco, svedese, turco, greco. Ricerca per titolo, autore, editore, prezzo, lingua, genere e argomento.</p><p>URL del Link: <a href="https://il-calamaio.stores.streetlib.com/it">https://il-calamaio.stores.streetlib.com/it</a></p>]]></description>
	<dc:creator>stefabene</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44252/laggio-di-equitalia-e-illegittimo</guid>
	<pubDate>Wed, 12 Oct 2016 16:27:40 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44252/laggio-di-equitalia-e-illegittimo</link>
	<title><![CDATA[L'aggio di Equitalia e' illegittimo]]></title>
	<description><![CDATA[<p>L'aggio di Equitalia &egrave; illegittimo. A stabilirlo &egrave; stata la Commissione Tributaria Provinciale di Treviso, nella sentenza n. 325/1/2016, in accoglimento parziale del ricorso proposto da una ditta che aveva impugnato l'intimazione di pagamento ricevuta da Equitalia e riferita ad Iva, Ires, Irap, ritenute, addizionali per diversi anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="https://www.forexinfo.it/IMG/arton27336.jpg" alt="equitalia" width="550" style="border: 0px;"></p>
<p><br><br>La Commissione - si legge sul portale di informazione giuridica studiocataldi.it - <span style="text-decoration: underline;">pur respingendo i motivi di ricorso del contribuente, in quanto le imposte erano effettivamente dovute nella misura individuata dall'ufficio, ritiene che l'aggio non debba essere conteggiato.</span> Quest'ultimo infatti, spiega la CTP, costituisce il compenso spettante al concessionario-esattore per l'attivit&agrave; svolta su incarico e mandato dell'ente impositore, per cui grava sul contribuente senza una giustificazione e senza un collegamento all'attivit&agrave; effettivamente svolta.<br><br><strong>In altri termini l'aggio, rappresentando la remunerazione per l'attivit&agrave; svolta dal concessionario (Equitalia) nel riscuotere i tributi, attiene al rapporto tra l'ente impositore e il concessionario del servizio stesso e non pu&ograve; dunque essere addossato al contribuente, inteso come soggetto estraneo a tale rapporto.</strong><br><br>In secondo luogo, come riferisce lo Studio Cataldi, la Commissione ha rilevato che l'aggio esattoriale, essendo un aiuto di Stato che la normativa assegna ad un'impresa, si pone in contrasto con l'art. 107 del Trattato di funzionamento dell'Unione Europea, il quale stabilisce che sono incompatibili con il mercato comune gli aiuti concessi dagli Stati sotto qualsiasi forma che, favorendo alcune imprese, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2dw1fm5">https://bit.ly/2dw1fm5</a></p>]]></description>
	<dc:creator>laibach</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44251/rinnovabiliit-greentech-e-innovazione-digitale-ecco-la-mobilit-del-futuro</guid>
	<pubDate>Wed, 12 Oct 2016 12:03:13 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44251/rinnovabiliit-greentech-e-innovazione-digitale-ecco-la-mobilit-del-futuro</link>
	<title><![CDATA[Rinnovabili.it: GreenTech e innovazione digitale, ecco la mobilità del futuro]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Sabato 15 ottobre, alle ore 17.30, presso la Maker Faire Rome &ldquo;The European Edition 4.0&rdquo;, il direttore di Rinnovabili.it, Mauro Spagnolo, presenter&agrave; l&rsquo;analisi sull&rsquo;innovazione tecnologica legata alla mobilit&agrave;.</p>
<p>Un appuntamento da non perdere per scoprire le nuove tecnologie che stanno ridisegnando i trasporti urbani e le nostre abitudini di vita</p>
<p>La mobilit&agrave; del futuro &egrave; pronta per i riflettori della &ldquo;Maker Faire Rome &ndash; The European Edition 4.0&rdquo;, il pi&ugrave; grande evento europeo sull&rsquo;innovazione. Il prossimo sabato 15 ottobre, all&rsquo;interno dei padiglioni della Fiera Roma, uno spazio da protagonista sar&agrave; riservato per tratteggiare le tecnologie e le novit&agrave; che caratterizzeranno i trasporti di domani. L&rsquo;appuntamento &egrave; quello organizzato da Rinnovabili.it, quotidiano leader della comunicazione ambientale, che torna per il secondo anno consecutivo a Maker Faire, con l&rsquo;obiettivo di ricostruire virtualmente corpo e cervello della mobilit&agrave; 4.0.</p>
<p>Un evento unico durante il quale il direttore Mauro Spagnolo, partendo dalle ultime innovazioni raggiunte per i veicoli, cos&igrave; come per le infrastrutture, racconter&agrave; i nostri spostamenti futuri. La&ldquo;ricostruzione&rdquo; di Rinnovabili.it ha come punti fermi alcune delle ultime tendenze nate nel settore. A cominciare dalle&nbsp;driverless car, le auto senza pilota che si stanno gi&agrave; sperimentando oggi, con i dovuti limiti, in Europa e America. L&rsquo;intelligenza sar&agrave; infatti uno degli elementi trainanti del comparto che &egrave; pronto ad evolversi dagli attuali mezzi semi automatici a veri e propri gioielli tecnologici in grado di adattarsi alle esigenze dell&rsquo;utente, rimanendo costantemente connessi. D&rsquo;altra parte molti dei dispositivi dei futuri veicoli senza conducente, sono gi&agrave; in commercio, dai sistemi di assistenza alla frenata d&rsquo;emergenza a quelli per il cambio di corsia, dai fari adattivi, al parcheggio automatico.</p>
<p>Pi&ugrave; si consolider&agrave; la tendenza all&rsquo;automatizzazione e alla connessione, pi&ugrave; sar&agrave; facile scardinare la mobilit&agrave; da una concezione che oggi favorisce nettamente l&rsquo;auto privata a favore di un uso pi&ugrave; collettivo e condiviso. Dal car sharing al car pooling, i trasporti stanno ampliando i propri confini di servizi on demand gestibili semplicemente attraverso app sul proprio smartphone o tablet.</p>
<p>Automatica, connessa, condivisa, ma soprattutto ecologica. Con le pressioni del nuovo Patto sul Clima - l&rsquo;Accordo di Parigi - e gli scandali sulle emissioni che hanno investito l&rsquo;automotive mondiale, l&rsquo;imperativo &egrave; ora &ldquo;muoversi inquinando il meno possibile&rdquo;. Si parler&agrave; dunque anche di mobilit&agrave; elettrica, in tutte le sue taglie e declinazioni, dai veicoli plug-in a quelli a fuel cell alimentate con l&rsquo;idrogeno, dalle auto ibride a quelle dotate di carrozzerie fotovoltaiche. Ma si discuter&agrave; anche di gestione intelligente delle flotte pubbliche e private, di logistica urbana smart e soluzioni infrastrutturali integrate.</p>
<p>&ldquo;L&rsquo;innovazione tecnologica nei sistemi di mobilit&agrave; urbana sta cambiando radicalmente gli stili di vita dei cittadini &ndash; afferma Mauro Spagnolo - Una rivoluzione drastica di cui non percepiamo ancora la portata, ma che trasformer&agrave; le nostre modalit&agrave; di spostamento rendendole, sicuramente, pi&ugrave; efficienti, sicure e, specialmente, meno impattanti sull&rsquo;ambiente&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;appuntamento &egrave; il prossimo sabato 15 ottobre, ore 17.30, a &ldquo;Maker Faire Rome &ndash; The European Edition 4.0&rdquo;. Fiera di Roma.</p>
<p>Fonte: Maker Faire Rome</p>
<p>&nbsp;</p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2dSZTDp">https://bit.ly/2dSZTDp</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Mauro Spagnolo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44243/come-funziona-instagram</guid>
	<pubDate>Sun, 09 Oct 2016 10:01:18 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44243/come-funziona-instagram</link>
	<title><![CDATA[Come funziona Instagram]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Instagram &egrave; il social delle foto per eccellenza. Tutti parlano di questo social pensato per scattare e condividere fotografie con hasthag e per rendere partecipe il mondo di qualsiasi cosa stiate facendo in un certo momento. Grazie alla presenza di filtri per le fotocamera accattivanti, oggi Instagram si sta diffondendo in maniera esponenziale anche fra i pi&ugrave; giovani ed &egrave; senza dubbio uno dei social pi&ugrave; &ldquo;in&rdquo; del momento. Instagram permette di condividere scatti, commentare le foto, di seguire le persone, come avviene in molti altri social network dello stesso stampo. Vediamo come funziona Instagram, quali sono le funzioni previste per il social e come utilizzarlo al meglio.</p>
<p><img src="https://www.droid-life.com/wp-content/uploads/2013/08/instagram-droid-life-650x432.jpg" alt="instagram" width="650" style="border: 0; border: 0px;"></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Iscriversi su Instagram ed iniziare</span><br><br>Instagram pu&ograve; essere comodamente utilizzato direttamente dal proprio smartphone. L&rsquo;app social &egrave; disponibile sia per iOS, che per Android e anche per Windows Phone. Negli store ufficiali dei vari smartphone &egrave; possibile scaricare del tutto gratuitamente la propria app Instagram.<br><br>Per scaricare l&rsquo;app ci vogliono davvero pochi secondi: a questo punto per poter usufruire di questo social e per capire come funziona bisogna necessariamente creare un account. Anche questa procedura &egrave; molto semplice ed ovviamente gratuita. Una volta andata a buon punto l&rsquo;iscrizione, fatta per mezzo dell&rsquo;indirizzo mail, oppure con il numero di cellulare, o ancora utilizzando direttamente il proprio profilo Facebook se ne avete uno, si pu&ograve; terminare l&rsquo;iscrizione. Ricordatevi che &egrave; necessario confermare l&rsquo;identit&agrave; secondo le istruzioni che vi verranno fornite.<br><br>Una volta che vi siete iscritti, potete usufruire della funzione Instagram che vi permette di ritrovare sul social eventuali amici su Facebook che utilizzano Instagram. Potete accettare o saltare il passaggio. Vi verranno proposti alcuni consigli di persone da seguire: se trovate qualcuno di interessante potete iniziare a seguirlo direttamente dall&rsquo;inizio.<br><br>A questo punto possiamo cominciare a vedere come funziona concretamente Instagram.<br><br><br><span style="text-decoration: underline;">Come funziona Instagram: le funzioni base</span><br><br>La funzione principale di Instagram &egrave; proprio quella di condividere le fotografie. Si pu&ograve; quindi scattare una foto con il proprio smartphone, con o senza filtri, mettervi effetti speciali. Ci sono moltissimi filtri disponibili per Instagram e vengono utilizzati dalla maggior parte degli utenti. Si pu&ograve; anche scattare la foto e scegliere dopo i filtri che si vogliono eventualmente applicare fra i tanti che sono disponibili. Per scegliere un filtro basta schiacciare per due volte sul nome: ti verr&agrave; mostrato qual &egrave; l&rsquo;effetto della foto con il filtro che hai scelto. Se invece preferisci una foto senza filtri allora opta per Normal.<br><br>Ricorda che per la tua foto puoi anche utilizzare una delle tante cornici disponibili. Inoltre potrai regolare la luminosit&agrave;, il contrasto, la saturazione della tua foto sfruttando tutte le opzioni che Instagram mette a disposizione.<br><br>Una volta che lo scatto ti soddisfa e decidi di pubblicarlo su Instagram, schiaccia sul tasto Fine presente sul tuo smartphone in basso a destra. Qualora tu decida di cambiare gli effetti, potrai sempre utilizzare il tasto Modifica.<br><br>A questo punto sei pronta per pubblicare la tua foto sul profilo Instagram: schiaccia Avanti, e quindi inserisci, se lo desideri, una frase nella sezione &ldquo;Scrivi una didascalia&ldquo;. Puoi anche decidere di pubblicare una foto su Instagram e contemporaneamente anche sul tuo profilo Facebook o Twitter, Tumblr, Swarm e Flickr. Puoi anche decidere di condividere il luogo dove ti trovi, grazie all&rsquo;apposito tasto. Proprio come Facebook, Instagram permette di taggare le persone che si trovavano con te mentre scattavi la foto con l&rsquo;apposito pulsante; basta andare su Cerca una persona e quindi aggiungere chi vuoi taggare. Come anche su altri social, il tag &egrave; rimovibile quando lo desideri. A questo punto non ti resta che cliccare su Condividi e la tua foto &egrave; pronta. Ricorda sempre che non devi necessariamente condividere le foto con tutti: puoi anche utilizzare la funzione Direct e scegliere il pubblico che potr&agrave; vedere o meno le tue foto.<br><br>Instagram funziona in modo molto semplice e permette di condividere anche video. Il processo &egrave; praticamente identico a quello che abbiamo visto per le fotografie, solamente che si dovr&agrave; cliccare sul simbolo del video e non della fotografia. E&rsquo; possibile anche aggiungere didascalie, tag, filtri anche sui video di Instagram.<br><br>Su Instagram puoi anche seguire le persone i cui profili ti interessano, e allo stesso modo farti seguire dai follower. Ricorda di mettere mi piace alle foto delle persone che seguono: puoi farlo cliccando sul pulsante apposito presente a fianco della foto. Puoi anche commentare se lo desideri.<br><br></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2dDmbcz">https://bit.ly/2dDmbcz</a></p>]]></description>
	<dc:creator>laibach</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44220/nellitalia-dei-soviet-ideologici-ecco-come-spiegano-le-tasse-ai-bambini</guid>
	<pubDate>Sat, 08 Oct 2016 09:47:43 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44220/nellitalia-dei-soviet-ideologici-ecco-come-spiegano-le-tasse-ai-bambini</link>
	<title><![CDATA[NELL'ITALIA DEI SOVIET IDEOLOGICI ECCO COME SPIEGANO LE TASSE AI BAMBINI]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&laquo;[Per spiegare le tasse ai bambini] il professor <strong>Fichera</strong> distribuisce monete di cioccolato, in modo diseguale: cinque ad alcuni, dieci ad altri e ancora di pi&ugrave; ad altri. Poi, tra il centinaio di bambini che ogni volta partecipano, alcuni vengono indicati come &lsquo;governo&rsquo; e altri come &lsquo;esattori&rsquo;. E dovranno provvedere alle spese della comunit&agrave;, tassando i compagni. &ldquo;I bambini discutono sul livello delle &lsquo;tasse&rsquo;, sulla necessit&agrave; di esentare i pi&ugrave; &lsquo;poveri&rsquo;, su quanto far pagare ai ricchi&rdquo;. E concetti come l&rsquo;equit&agrave;, la solidariet&agrave;, la progressivit&agrave; diventano&hellip;elementari&raquo;.&nbsp;</p>
<p><img src="https://cdn.tempi.it/wp-content/uploads/2012/11/tempi-renzi.png" alt="comunisti Ranzi" width="525" style="border: 0px;"></p>
<p>Io credo che chi ha fatto questa &ldquo;lezione&rdquo; abbia bisogno di studiare molto per capire cosa sono le tasse, cosa &egrave; la Legge, cosa &egrave; l&rsquo;uguaglianza davanti alla Legge, cosa &egrave; la Libert&agrave;, cosa &egrave; l&rsquo;individualit&agrave;, cosa &egrave; la violenza. Lo scopo della &ldquo;lezione&rdquo; era quello di giustificare una particolare forma di aggressione e, nello specifico, di violazione della propriet&agrave; privata: la tassazione (che &egrave; una misura coercitiva).</p>
<p>Se una persona qualunque facesse quello che fa &ldquo;il governo&rdquo; quando tassa, sarebbe considerata un criminale. La necessit&agrave; di discutere questo dettaglio &egrave; stata tuttavia abilmente evitata dal professore nella sua &ldquo;lezione&rdquo; semplicemente presupponendolo come dato. In particolare:</p>
<p>a) In primo luogo, egli ha presupposto come legittimi i privilegi dati ad alcuni bambini, cio&egrave; il fatto che alcuni di essi (quelli arbitrariamente indicati come &ldquo;governo&rdquo; e &ldquo;esattori&rdquo;) potessero compiere azioni che se avesse compiuto uno qualunque degli altri bambini (quelli &ldquo;non indicati&rdquo;) sarebbero state considerate crimini (nella fattispecie, furti);</p>
<p>b) In secondo luogo, ha presupposto come fatto legittimo che solo &ldquo;il governo&rdquo; e &ldquo;gli esattori&rdquo; potessero provvedere alle spese della comunit&agrave; (cos&igrave; escludendo a priori gli scambi volontari di mercato).</p>
<p>Inoltre, fra le altre considerazioni accuratamente evitate, c&rsquo;&egrave; stata anche quella che l&rsquo;uguaglianza di posizione materiale (p. es. di risorse economiche), quando &egrave; ottenuta con mezzi coercitivi (per esempio con misure redistributive), sarebbe logicamente incompatibile con l&rsquo;uguaglianza davanti alla Legge. Dal fatto che le persone hanno qualit&agrave; diverse, interessi diversi, priorit&agrave; diverse, trovandosi in posti diversi in momenti diversi, avendo storie diverse, si trovano in situazioni diverse, discende infatti:</p>
<p>1) Che se esse vengono trattate allo stesso modo, finiranno necessariamente in posizioni materiali diverse;</p>
<p>2) Che l&rsquo;unico modo per farle finire in posizioni materiali uguali (o anche solo meno disuguali) sarebbe quello di trattarle diversamente.</p>
<p>In altri termini, durante la &ldquo;lezione&rdquo; &egrave; stato volontariamente taciuto il fatto che la progressivit&agrave; fiscale richiede un&rsquo;idea astratta di uguaglianza davanti alla Legge (la disuguaglianza legale) che &egrave; la stessa che sta alla base, per esempio, delle leggi razziali.</p>
<p>La disuguaglianza legale infatti consiste nel fissare un criterio arbitrario (p. es. la razza o il numero di monete di cioccolata), nel formare, sulla base di questo criterio, categorie altrettanto arbitrarie di persone (&ldquo;ariani&rdquo; e &ldquo;non ariani&rdquo;; &ldquo;poveri&rdquo; e &ldquo;ricchi&rdquo;), e infine nel trattare allo stesso modo le persone che sono state raggruppate nella stessa categoria, ma in modo diverso quelle che sono state raggruppate in categorie diverse.</p>
<p>Cos&igrave;, senza contraddittorio, su invito di un politico, alla scuola dell&rsquo;obbligo, una persona il cui reddito deriva da tasse fa una &ldquo;lezione&rdquo; a favore della tassazione e della disuguaglianza legale a dei bambini. Che coraggio da leone!</p>
<p>Quando si dice l&rsquo;assenza di conflitto d&rsquo;interessi&hellip; Un&rsquo;onest&agrave; intellettuale e un senso della giustizia e dell&rsquo;onore davvero impressionanti!</p>
<p>Forse, quando si parla di tasse, soprattutto ai bambini, potrebbe essere opportuno sentire campane diverse; magari, fra le altre, anche una che abbia un minimo di familiarit&agrave; con la cultura della Libert&agrave;. Altrimenti il rischio di queste &ldquo;lezioni&rdquo; &egrave; che appaiano troppo chiaramente come delle forme di indottrinamento non diverse da quelle di sistemi totalitari, da cui chi le fa e le organizza si sente molto distante.</p>
<p>In effetti, l&rsquo;unica differenza che personalmente riesco a vedere fra questo caso e quello di bambini educati a forza per diventare sostenitori di regimi violenti come ad esempio quello nazista, quello sovietico o oggi quello della Corea del Nord, &egrave; la particolare forma di aggressione che si vuole giustificare e a cui li si vuole indottrinare.</p><p>URL del Link: <a href="https://www.miglioverde.eu/nellitalia-dei-soviet-ideologici-ecco-come-spiegano-le-tasse-ai-bambini/">https://www.miglioverde.eu/nellitalia-dei-soviet-ideologici-ecco-come-spiegano-le-tasse-ai-bambini/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
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	<pubDate>Thu, 06 Oct 2016 11:20:00 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44177/panasonic-risparmio-energetico-simula-il-tuo-impianto-solare-online</link>
	<title><![CDATA[Panasonic Risparmio Energetico: “Simula il tuo impianto solare” Online]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Il servizio online lanciato dalla multinazionale Giapponese consente di ottenere una stima personalizzata inserendo poche informazioni: le caratteristiche del tetto che vengono misurate dal software, l&rsquo;esposizione al sole e il numero di abitanti della casa</p>
<p><img src="https://67.media.tumblr.com/38af878893392b832ffd86d03c8b2ef8/tumblr_inline_oednfcQO1b1uwydy0_500.jpg" alt="" width="480" height="328" style="border: 0px;"></p>
<p>Panasonic ha lanciato un nuovo servizio online interattivo che consente di simulare in maniera immediata e gratuita l&rsquo;installazione sul tetto di pannelli solari. La piattaforma si chiama&nbsp;<em>&ldquo;Simula il tuo impianto solare&rdquo;,</em>&nbsp;utilizza un&rsquo;applicazione di Google maps e permette di disegnare sull&rsquo;immagine satellitare l&rsquo;area di tetto disponibile, calcolando i benefici in termini di&nbsp;<strong>risparmio</strong>&nbsp;che si possono potenzialmente ottenere.</p>
<p>&ldquo;Il costo dell&rsquo;<strong>energia</strong>&nbsp;elettrica in Italia &egrave; tra pi&ugrave; alti in Europa, e molti residenti non sono consapevoli della significativa riduzione che sarebbero in grado di ottenere nella propria bolletta grazie all&rsquo;installazione di un impianto a energia solare&rdquo; - Ha affermato Daniel Roca, Senior Business Developer di Panasonic &ndash; &ldquo;Per questo motivo siamo davvero entusiasti di essere tra i primi produttori ad aiutare direttamente i proprietari di immobili a saperne di pi&ugrave; sui significativi benefici dell&rsquo;<strong>energia solare</strong>&nbsp;e sul modo in cui possono avviare il processo di passaggio a questa fonte di&nbsp;<strong>energia alternativa</strong>&rdquo;.</p>
<p><strong>Come funziona:</strong></p>
<p>&ldquo;Simula il tuo impianto solare&rdquo; funziona in maniera molto intuitiva, seguendo alcuni semplici passaggi:</p>
<ul>
<li>Si inserisce l&rsquo;indirizzo per raggiungere l&rsquo;abitazione (casa singola o condominio) attraverso un&rsquo;applicazione di Google Maps;</li>
</ul>
<ul>
<li>Si delimita con il mouse la parte di tetto disponibile;</li>
</ul>
<ul>
<li>Si inseriscono le caratteristiche generali del tetto (inclinazione sommaria; esposizione; presenza o meno di zone d&rsquo;ombra; numero di componenti del nucleo familiare)</li>
</ul>
<ul>
<li>Si inserisce un indirizzo mail valido a cui saranno mandati i risulati della simulazione;</li>
</ul>
<p>Solo allora, dati alla mano, gli utenti potranno scegliere di richiedere un preventivo e un appuntamento con un installatore. Panasonic lavora nel campo dell&rsquo;<strong>energia solare</strong>&nbsp;da oltre 40 anni, con una percentuale di guasti eccezionalmente bassa, inferiori al 0,005%, e con oltre 3,7 milioni di moduli in funzionamento in tutta Europa. La societ&agrave; offre inoltre una estesa garanzia di prodotto, di 15 anni, su tutto il portafoglio di moduli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Informazioni su Panasonic</strong></em></p>
<p><em><strong>Panasonic Corporation &egrave; leader mondiale nello sviluppo di svariate tecnologie e soluzioni per l&rsquo;elettronica, sia nel settore consumer che in quello B2B. Dalla sua fondazione, avvenuta nel 1918, l&rsquo;azienda si &egrave; diffusa a livello mondiale e opera ora con 474 societ&agrave; controllate e 94 societ&agrave; consociate, con un fatturato netto di 7,553 trilioni di yen, al 31 marzo 2016. Sempre attenta all&rsquo;innovazione e alla ricerca, la societ&agrave; utilizza le sue tecnologie per creare una vita e un mondo migliore per i suoi clienti. Per saperne di pi&ugrave; su Panasonic:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://t.umblr.com/redirect?z=http%3A%2F%2Fwww.panasonic.com%2Fglobal&amp;t=MzNiMmYwNmJkODY3ZjA4ZDMyNmExNWI3ZWJjM2UxZjZhMTcyOTA5MywzWGc0bmFCTQ%3D%3D&amp;b=t%3Aa7a0aVhYeOUir-rGVB7VKw&amp;m=1">https://www.panasonic.com/global</a>.</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ufficio Stampa:</p>
<p>Encanto Public Relations<br>Andrea Pascale &ndash;&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://t.umblr.com/redirect?z=mailto%3Aandrea.pascale%40encanto.biz&amp;t=YmJmZDc4MDNhMDg3MDIxNTlkNzc1YmY3ZTUxOGEwNjNmZDE3ZGJmMSwzWGc0bmFCTQ%3D%3D&amp;b=t%3Aa7a0aVhYeOUir-rGVB7VKw&amp;m=1">andrea.pascale@encanto.biz</a><br>Cell. 393 8803139</p>
<p>Veronica Carminati &ndash;&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://t.umblr.com/redirect?z=mailto%3Averonica.carminati%40encanto.biz&amp;t=ZGM3MDIyYjIzM2I0MGM4YjdhY2Q4YjAxNjQxNmRmNDlhMjFlMmRkYywzWGc0bmFCTQ%3D%3D&amp;b=t%3Aa7a0aVhYeOUir-rGVB7VKw&amp;m=1">veronica.carminati@encanto.biz</a><br>Cell. 334 3782823</p>
<p><br>Via Mauro Macchi, 42 &ndash; 20124 Milano<br>Tel 02 66983707 &ndash; Mob. 393 8803139</p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2doBh5A">https://bit.ly/2doBh5A</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Cristina Cobildi</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44141/globalpower-paradise-lost-dal-20-settembre-al-15-novembre-2016-just-kids</guid>
	<pubDate>Tue, 04 Oct 2016 19:14:51 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44141/globalpower-paradise-lost-dal-20-settembre-al-15-novembre-2016-just-kids</link>
	<title><![CDATA[GlobalPower Paradise Lost: Dal 20 settembre al 15 novembre 2016 “Just Kids”]]></title>
	<description><![CDATA[<p style="margin: 0px 0px 17px; padding: 0px; font-size: 14px; border: 0px; vertical-align: baseline; color: #222222;"><em style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-weight: inherit; font-size: inherit; vertical-align: baseline;">Il Presidente di Global Power, partner del Progetto dell&rsquo;artista Valerio Berruti, afferma durante la serata d&rsquo;inaugurazione: &ldquo;Per noi &egrave; un piacere aver aderito a questo progetto con un importante artista perch&eacute; &egrave; un&rsquo;ottima opportunit&agrave; per coinvolgere e per invitare i nostri clienti principali e per condividere e promuovere una serata cos&igrave; importante di cultura&rdquo;.</em></p>
<p style="margin: 0px 0px 17px; padding: 0px; font-size: 14px; border: 0px; vertical-align: baseline; color: #222222;">&nbsp;</p>
<p style="margin: 0px 0px 17px; padding: 0px; font-size: 14px; border: 0px; vertical-align: baseline; color: #222222; text-align: center;"><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2016/10/GLOBAL-POWER-Valerio-Berruti-Just-Kids.jpeg" alt="GLOBAL POWER Valerio Berruti Just Kids" width="300" height="533" style="margin: 17px 17px 17px 0px; padding: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; font-size: inherit; vertical-align: baseline; border: 0px;"></p>
<p style="margin: 0px 0px 17px; padding: 0px; font-size: 14px; border: 0px; vertical-align: baseline; color: #222222;"><strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-style: inherit; font-size: inherit; vertical-align: baseline;">Dal 20 settembre al 15 novembre 2016 &ldquo;Just Kids&rdquo; l&rsquo;opera monumentale di Valerio Berruti si confronta con la straordinaria architettura del Duomo di Verona in occasione della mostra &ldquo;Paradise lost. L&rsquo;ombra, l&rsquo;innocenza e il sole nero&rdquo; a cura di Marco Enrico Giacomelli presso le Gallerie MARCOROSSI arte contemporanea di Milano e Verona</strong></p>
<p style="margin: 0px 0px 17px; padding: 0px; font-size: 14px; border: 0px; vertical-align: baseline; color: #222222;">5 sculture in alluminio alte 3 metri compongono una&nbsp;<strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-style: inherit; font-size: inherit; vertical-align: baseline;">cattedrale virtuale</strong>, un&rsquo;opera in cui l&rsquo;architettura si mescola alla scultura cos&igrave; come la poetica si fonde con l&rsquo;esperienza. Si tratta di<strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-style: inherit; font-size: inherit; vertical-align: baseline;"><em style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-weight: inherit; font-size: inherit; vertical-align: baseline;">Just Kids</em></strong>, l&rsquo;ultimo lavoro monumentale di&nbsp;<strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-style: inherit; font-size: inherit; vertical-align: baseline;">Valerio Berruti</strong>: un girotondo di bambini con le braccia innalzate al cielo forma una sorta di cupola in cui<strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-style: inherit; font-size: inherit; vertical-align: baseline;">&nbsp;lo spettatore pu&ograve; entrare</strong>. La sensazione &egrave; quella di addentrarsi nel cuore dell&rsquo;opera sentendosi avvolti e protetti dalle grandi sculture.</p>
<p style="margin: 0px 0px 17px; padding: 0px; font-size: 14px; border: 0px; vertical-align: baseline; color: #222222;">Il titolo &egrave; ispirato all&rsquo;omonima biografia di Patti Smith (Just Kids, edizioni Feltrinelli). Siamo a New York, negli ultimi scampoli degli anni sessanta, l&rsquo;atmosfera &egrave; effervescente. Patti Smith e Robert Mapplethorpe passeggiando per la citt&agrave; incrociano una coppia di anziani che si ferma a osservarli esterrefatti. &ldquo;Fagli una foto,&rdquo; dice la donna. &ldquo;Perch&eacute;? &ndash; risponde il marito sono soltanto ragazzini.&rdquo; Just kids, appunto.</p>
<p><em style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: 14px; vertical-align: baseline; color: #222222;"></em><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2016/10/GLOBAL-POWER-Valerio-Berruti-Paradise-Lost.jpeg" alt="GLOBAL POWER Valerio Berruti Paradise Lost" style="margin: 0px; padding: 0px; font-size: 14px; vertical-align: baseline; color: #222222; border: 0px;"><span style="color: #222222; font-size: 14px;"></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 17px; padding: 0px; font-size: 14px; border: 0px; vertical-align: baseline; color: #222222;">L&rsquo;installazione sar&agrave; esposta&nbsp;<strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-style: inherit; font-size: inherit; vertical-align: baseline;">dal 20 settembre al 15 novembre in Piazza Duomo a Verona</strong>&nbsp;in prossimit&agrave; della meravigliosa Cattedrale romanica di Santa Maria Matricolare.</p>
<p style="margin: 0px 0px 17px; padding: 0px; font-size: 14px; border: 0px; vertical-align: baseline; color: #222222;">In parallelo nelle due gallerie di&nbsp;<strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-style: inherit; font-size: inherit; vertical-align: baseline;">Milano</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-style: inherit; font-size: inherit; vertical-align: baseline;">Verona</strong>&nbsp;MARCOROSSI artecontemporanea e presso Hotel Expo, a Villafranca di Verona, sar&agrave; visitabile la mostra&nbsp;<em style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-weight: inherit; font-size: inherit; vertical-align: baseline;"><strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-style: inherit; font-size: inherit; vertical-align: baseline;">Paradise lost. L&rsquo;ombra, l&rsquo;innocenza e il sole nero</strong></em>, a cura di Marco Enrico Giacomelli. Il progetto indaga nuovamente il tema dell&rsquo;infanzia, fonte di ispirazione inesauribile per&nbsp;<strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-style: inherit; font-size: inherit; vertical-align: baseline;">Berruti</strong>&nbsp;che&nbsp;<strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-style: inherit; font-size: inherit; vertical-align: baseline;">dichiara</strong>: &ldquo;Per la prima volta i miei disegni hanno una nuova protagonista che coesiste con le figure infantili. L&rsquo;ombra &egrave; sicuramente una scoperta affascinante: &egrave; gioco, &egrave; mistero, ma &egrave; anche oscurit&agrave;. Ogni bambino diventer&agrave; un adulto facendo i conti con il suo lato pi&ugrave; nero. Mi piace pensare che questa consapevolezza si affianchi sempre ad una buona dose di leggerezza; come un bambino che gioca con la sua ombra&rdquo;.</p>
<p style="margin: 0px 0px 17px; padding: 0px; font-size: 14px; border: 0px; vertical-align: baseline; color: #222222;">Un tema impegnativo, che viene affrontato dall&rsquo;artista con la consueta lievit&agrave;, con uno sguardo affettuoso e curioso e con il suo tratto cos&igrave; riconoscibile. &ldquo;Quella di Berruti sembra una costante riflessione sull&rsquo;infanzia, connotata da una grande spensieratezza&rdquo;,&nbsp;<strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-style: inherit; font-size: inherit; vertical-align: baseline;">commenta il curatore Giacomelli</strong>. &ldquo;In realt&agrave; una vena malinconica, di disincanto, la attraversa in maniera sotterranea gi&agrave; da alcuni anni. E in questa mostra affiora, viene alla luce: l&rsquo;ombra e la sua scoperta incarna la perdita dell&rsquo;innocenza e l&rsquo;ingresso nell&rsquo;et&agrave; della consapevolezza. Il che non &egrave; necessariamente un fatto negativo, e soprattutto ci insegna che il mondo non &egrave; in bianco e nero, ma &egrave; fatto di mille sfumature di grigio&rdquo;.</p>
<p style="margin: 0px 0px 17px; padding: 0px; font-size: 14px; border: 0px; vertical-align: baseline; color: #222222;">La mostra presenter&agrave;&nbsp;<strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-style: inherit; font-size: inherit; vertical-align: baseline;">20 arazzi</strong>, eseguiti con la tecnica dell&rsquo;affresco su juta, e&nbsp;<strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-style: inherit; font-size: inherit; vertical-align: baseline;">40 disegni</strong>, suddivisi tra le due gallerie ma uniti in unico volume, edito da Silvana Editoriale.<br>Da alcuni anni il lavoro di Valerio Berruti si &egrave; evoluto e arricchito di tecniche artistiche e materiali diversi. In mostra, accanto alle opere pittoriche, anche una serie di&nbsp;<strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-style: inherit; font-size: inherit; vertical-align: baseline;">bassorilievi in cemento armato</strong>e una scultura in ferro intenta a giocare con la propria ombra sul muro.</p>
<p style="margin: 0px 0px 17px; padding: 0px; font-size: 14px; border: 0px; vertical-align: baseline; color: #222222;">Il progetto sar&agrave; completato da una nuova video animazione, intitolata Paradise Lost, dove il piccolo protagonista gioca con la sua ombra, la colonna sonora &egrave; realizzata dalla nota cantante americana&nbsp;<strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-style: inherit; font-size: inherit; vertical-align: baseline;">Joan As Police Woman</strong>.</p>
<p style="margin: 0px 0px 17px; padding: 0px; font-size: 14px; border: 0px; vertical-align: baseline; color: #222222;"><strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-style: inherit; font-size: inherit; vertical-align: baseline;">FONTE</strong>:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.telearena.it/publisher/1971_telearena_home/section/" target="_blank">TeleArena.it</a></p>
<p>Il Presidente di Global Power, partner del Progetto dell&rsquo;artista Valerio Berruti, afferma durante la serata d&rsquo;inaugurazione: &ldquo;Per noi &egrave; un piacere aver aderito a questo progetto con un importante artista perch&eacute; &egrave; un&rsquo;ottima opportunit&agrave; per coinvolgere e per invitare i nostri clienti principali e per condividere e promuovere una serata cos&igrave; importante di cultura&rdquo;.&nbsp;<br>Dal 20 settembre al 15 novembre 2016 &ldquo;Just Kids&rdquo; l&rsquo;opera monumentale di Valerio Berruti si confronta con la straordinaria architettura del Duomo di Verona in occasione della mostra &ldquo;Paradise lost. L&rsquo;ombra, l&rsquo;innocenza e il sole nero&rdquo; a cura di Marco Enrico Giacomelli presso le Gallerie MARCOROSSI arte contemporanea di Milano e Verona&nbsp;<br>5 sculture in alluminio alte 3 metri compongono una cattedrale virtuale, un&rsquo;opera in cui l&rsquo;architettura si mescola alla scultura cos&igrave; come la poetica si fonde con l&rsquo;esperienza. Si tratta di Just Kids, l&rsquo;ultimo lavoro monumentale di Valerio Berruti: un girotondo di bambini con le braccia innalzate al cielo forma una sorta di cupola in cui lo spettatore pu&ograve; entrare. La sensazione &egrave; quella di addentrarsi nel cuore dell&rsquo;opera sentendosi avvolti e protetti dalle grandi sculture.&nbsp;<br>Il titolo &egrave; ispirato all&rsquo;omonima biografia di Patti Smith (Just Kids, edizioni Feltrinelli). Siamo a New York, negli ultimi scampoli degli anni sessanta, l'atmosfera &egrave; effervescente. Patti Smith e Robert Mapplethorpe passeggiando per la citt&agrave; incrociano una coppia di anziani che si ferma a osservarli esterrefatti. "Fagli una foto," dice la donna. "Perch&eacute;? - risponde il marito sono soltanto ragazzini." Just kids, appunto.&nbsp;<br>L&rsquo;installazione sar&agrave; esposta dal 20 settembre al 15 novembre in Piazza Duomo a Verona in prossimit&agrave; della meravigliosa Cattedrale romanica di Santa Maria Matricolare.&nbsp;<br>In parallelo nelle due gallerie di Milano e Verona MARCOROSSI artecontemporanea e presso Hotel Expo, a Villafranca di Verona, sar&agrave; visitabile la mostra Paradise lost. L&rsquo;ombra, l&rsquo;innocenza e il sole nero, a cura di Marco Enrico Giacomelli. Il progetto indaga nuovamente il tema dell&rsquo;infanzia, fonte di ispirazione inesauribile per Berruti che dichiara: &ldquo;Per la prima volta i miei disegni hanno una nuova protagonista che coesiste con le figure infantili. L&rsquo;ombra &egrave; sicuramente una scoperta affascinante: &egrave; gioco, &egrave; mistero, ma &egrave; anche oscurit&agrave;. Ogni bambino diventer&agrave; un adulto facendo i conti con il suo lato pi&ugrave; nero. Mi piace pensare che questa consapevolezza si affianchi sempre ad una buona dose di leggerezza; come un bambino che gioca con la sua ombra&rdquo;.&nbsp;<br>Un tema impegnativo, che viene affrontato dall&rsquo;artista con la consueta lievit&agrave;, con uno sguardo affettuoso e curioso e con il suo tratto cos&igrave; riconoscibile. &ldquo;Quella di Berruti sembra una costante riflessione sull&rsquo;infanzia, connotata da una grande spensieratezza&rdquo;, commenta il curatore Giacomelli. &ldquo;In realt&agrave; una vena malinconica, di disincanto, la attraversa in maniera sotterranea gi&agrave; da alcuni anni. E in questa mostra affiora, viene alla luce: l&rsquo;ombra e la sua scoperta incarna la perdita dell&rsquo;innocenza e l&rsquo;ingresso nell&rsquo;et&agrave; della consapevolezza. Il che non &egrave; necessariamente un fatto negativo, e soprattutto ci insegna che il mondo non &egrave; in bianco e nero, ma &egrave; fatto di mille sfumature di grigio&rdquo;.&nbsp;<br>La mostra presenter&agrave; 20 arazzi, eseguiti con la tecnica dell&rsquo;affresco su juta, e 40 disegni, suddivisi tra le due gallerie ma uniti in unico volume, edito da Silvana Editoriale.&nbsp;Da alcuni anni il lavoro di Valerio Berruti si &egrave; evoluto e arricchito di tecniche artistiche e materiali diversi. In mostra, accanto alle opere pittoriche, anche una serie di bassorilievi in cemento armato e una scultura in ferro intenta a giocare con la propria ombra sul muro.&nbsp;<br>Il progetto sar&agrave; completato da una nuova video animazione, intitolata Paradise Lost, dove il piccolo protagonista gioca con la sua ombra, la colonna sonora &egrave; realizzata dalla nota cantante americana Joan As Police Woman.<br>FONTE: TeleArena.it</p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2d9v9fM">https://bit.ly/2d9v9fM</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44128/lestinzione-della-razza-europea</guid>
	<pubDate>Tue, 04 Oct 2016 08:32:02 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44128/lestinzione-della-razza-europea</link>
	<title><![CDATA[L'estinzione della Razza Europea]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>Sapete cos'&egrave; il multiculturalismo? </strong></p>
<p>La possibilit&agrave; di fruire ed assorbire la cultura degli altri; Ma ne abbiamo veramente bisogno ?</p>
<p>In realt&agrave; lo abbiamo sempre fatto attraverso i libri, gli amici di penna, i film. Siamo diventati americani con il cinema di Hollywood, francesi con Maigret, inglesi con i Monty Python, russi con Checov, giapponesi con Kurosawa e Mishima, afroamericani con il blues e il gospel, brasiliani con Amado e la bossa nova, e poi turchi, arabi, africani, indiani, ebrei e musulmani.</p>
<p><img src="https://d3ui957tjb5bqd.cloudfront.net/images/screenshots/products/134/1343/1343101/e07epxzxbe3iuty9tpjzuwq2wuc2bwlekzubwkf0qoidjhov0piawr0ajoml1mdo-f.jpg?1465239547" alt="Multiculturalit&agrave;, ne abbiamo veramente bisogno ?" width="600" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Non abbiamo mai avuto bisogno del <strong>contatto fisico con gli altri</strong>, con gli altri popoli, di nessun fottuto Erasmus con obbligo di trombata del pischello straniero per essere multiculturali. Bastava l'esercizio della cultura. Se lo facevamo, l'amoreggiare con gli stranieri (i miei primi filarini, anche se solo platonici, furono un tedesco e un brasiliano), era solo per piacere, non venivamo introdotti a forza in questa orrenda dark room stile Lebensborn al contrario che rappresenta il multikulti di cui l'&igrave;mmagine qui sopra tratta da Vogue NeueStasi &egrave; patognomonica.</p>
<p>Internet, grazie alla quale in meno di un minuto puoi trovare decine di nuovi spunti culturali di ogni possibile genere e origine e in ogni lingua, vero <strong>archivio di Babele</strong>, ha solo amplificato, semplificato e velocizzato la diffusione del multiculturalismo di cui sopra. La potenza rivoluzionaria del mezzo, e la sua potenzialit&agrave; eversiva per il potere, consiste anche nel rendere visibili quegli spunti culturali che il mainstream invece occulta, per esempio nascondendo determinati libri ed autori nelle librerie di partito o addirittura evitando di tradurli. Come nel caso di John Laughland e de "<span style="text-decoration: underline;"><em>La fonte infetta dell'ideologia europea</em></span>", del quale vi ho gi&agrave; parlato, libro illuminante sul liberalismo, capace di correggere tante miopie e presbiopie attuali sul termine oppure, in generale, in quello della "cultura di destra", particolarmente sulfurea secondo i canoni dell'ortodossia del politicamente corretto che ha di fatto okkupato l'intero settore Cultura, anzi Kultura della nostra societ&agrave;.</p>
<p>Orbene, navigando come al solito, mi sono imbattuta in questo autore e nel suo articolo, segnalatomi su Facebook (ogni tanto serve anche la CIA con i gattini) che ho deciso di tradurre perch&eacute; rappresenta un ottimo punto di partenza per un discorso che voglio fare sull'attuale scontro tra Globalismo e Nazionalismo, ovvero la battaglia finale di una storia che non &egrave; affatto finita, come amerebbero credere i neocon, ma prevede alcuni interessanti sequel a venire. Il testo &egrave; tratto dal libro di Guillaume Faye "Sex and deviance", succulento gi&agrave; nei titoli dei capitoli.</p>
<p>Considerate questa lettura che vi propongo una medicina cattiva da buttare gi&ugrave; senza la pallina di zucchero, una seduta di chemioterapia che vi lascer&agrave; qualche ciocca di capelli tra le dita, un vaccino sperimentale, insomma una cura da cavallo come estrema ratio per tentare di salvare un paziente inscimunito dalla propaganda, secondo la quale dovresti sentirti felice e grata del troiaio attuale.<br>Sono graditi commenti e spunti di ulteriore riflessione, e sar&agrave; mia cura postarvi prossimamente le mie impressioni su questo articolo, che non condivido in tutto ma che contiene, secondo me, alcune verit&agrave; che si considera comunque troppo scomodo nominare. Buona lettura.</p>
<p>Ah, un'ultima cosa. Offro supporto psicologico gratuito a coloro che, non avendolo ancora fatto, si scopriranno new born conservative o stanno elaborando il lutto provocato dal tradimento di un progressismo (per gli amici Sinistra) che, dopo averli illusi per una vita, si &egrave; scoperto che sta loro avvelenando i pasti quotidiani con l'arsenico del buonismo.</p>
<p>....</p>
<p>Dal punto di vista biologico, la scomparsa di un popolo, di una etnia o di una razza la si ottiene attraverso il ventre delle sue femmine. L'unione di una donna di razza X con un uomo di razza Y &egrave; assai pi&ugrave; pericolosa per la razza X che per quella Y. E ci&ograve; perch&eacute; sono le donne a costituire la riserva biologica e sessuale, il patrimonio genetico delle razze, delle etnie e dei popoli, pi&ugrave; che gli uomini.</p>
<p>Una donna, in effetti, nel corso della propria vita pu&ograve; dare alla luce un numero limitato di figli, mentre l'uomo pu&ograve; generarne una moltitudine, avendo a disposizione abbastanza donne in et&agrave; fertile. Per questo i demografi definiscono quindi la fertilit&agrave; e il rinnovamento della popolazione solo in termini di numero di figli per donna, sulla base della maternit&agrave; e non della paternit&agrave;.</p>
<p>Ecco perch&eacute; dobbiamo preoccuparci dell'immigrazione incontrollata di popolazioni del terzo mondo (che hanno indici di fertilit&agrave; pi&ugrave; alti) nei paesi europei, ovvero del problema del meticciato che, soprattutto in Francia, sta raggiungendo proporzioni consistenti. Non solo la razza bianca subisce la competizione all'interno del suo stesso territorio, non solo essa non si rinnova a causa della bassa fertilit&agrave; (che ovunque &egrave; di due figli per donna) ma una parte delle donne in et&agrave; fertile propende per il meticciato. Quindi, oltre al fatto che le popolazioni straniere si riproducono tra di loro, le donne bianche fertili hanno meno figli e alcune di loro si offrono agli stranieri.</p>
<p>I bianchi, tranne poche eccezioni, sono l'unica popolazione che non si preoccupa del proprio futuro collettivo, che non possiede una coscienza razziale a causa del senso di colpa derivato, oltre che dalla mentalit&agrave; cristianiforme universalista, dalle conseguenze del Nazismo, che hanno provocato una paralisi mentale e la creazione di una cattiva coscienza collettiva.</p>
<p>Alla fine, questa grave situazione risulter&agrave;, dovesse continuare, in un silenzioso e graduale genocidio dei bianchi in Europa, ovvero nella loro stessa culla, che sar&agrave; presto abitata in massima parte da forestieri, meticci e una sempre crescente minoranza di bianchi. Questo &egrave; il destino che attende la Francia e che viene confermato ogni giorno semplicemente mettendosi a guardare la composizione dei bambini che escono da scuola alla fine delle lezioni.</p>
<p>Quando un popolo trasforma il suo patrimonio genetico fino a questo punto, cessa di essere ci&ograve; che &egrave;.<br>Se non interverranno inversioni di tendenza, gli abitanti dell'Europa alla fine del ventunesimo secolo non sanno pi&ugrave; persone di origine europea e, di conseguenza, la civilt&agrave; europea non esister&agrave; pi&ugrave;. L'Europa stessa non esister&agrave; pi&ugrave; come entit&agrave; demografica ma solo come espressione geografica. Sar&agrave; semplicemente un'appendice dell'Africa, senza una propria coscienza etnica (al contrario della maggior parte dei popoli del mondo). Gli europei occidentali considerano questo cataclisma con una sorprendente indifferenza da morti viventi, nonostante gli indicatori demografici puntino a questo tipo di futuro e siano realmente terrificanti.</p>
<p>Per condizionare le menti delle donne bianche &egrave; stato creato un modello ideologico assai subdolo, che si basa sulla supposta maggior virilit&agrave; dei maschi Africani e Nord Africani, uno stereotipo assai diffuso e da molto tempo nella nostra societ&agrave;. Vi sono infatti in proporzione pochissimi casi di relazioni tra donne bianche europee e uomini dell'Estremo Oriente. Un altro elemento preoccupante &egrave; l'emasculazione dei maschi europei, che appaiono incapaci di difendere le loro donne. Questo fenomeno etologico &egrave; assai inquietante. Quando i maschi di un gruppo - la legge vale per tutti i vertebrati maggiori - non sono pi&ugrave; in grado di offrire forza, virilit&agrave; o dominanza, le femmine si rivolgono ai maschi dell'altro gruppo.<br>Sovente le ragazze bianche dei quartieri operai cercano protezione prendendosi un compagno straniero e ci&ograve; perch&eacute; in questo modo si guadagneranno la protezione dei correligionari di lui, evitando cos&igrave; molestie. Nei quartieri borghesi assistiamo invece ad un altro fenomeno: la provocazione snob. Le ragazze sfidano il perbenismo delle proprie famiglie accompagnandosi a ragazzi neri o islamici o comunque di colore diverso, dimostrando cos&igrave;, attraverso un certo conformismo, che sono antirazziste e che sono al passo con i tempi.</p>
<p>Potrebbe sembrare contraddittorio per l'uomo di colore andare orgoglioso di una donna bianca e dell'avere dei figli da lei. In primo luogo, si tratta del segnale della conquista di una donna bianca al fine di umiliarne l'uomo. La cattura della femmina &egrave; un fenomeno etologico assai antico per il quale la storia offre molti esempi e le cui radici derivano dal mondo animale. Farsi vedere accanto a una donna bianca &egrave; sia motivo di orgoglio che di riscossa. Allo stesso tempo, in Africa e in Medio Oriente, gli uomini delle classi pi&ugrave; altre ambiscono a "schiarirsi" prendendosi una moglie europea, come nel caso di diversi monarchi africani e arabi e, parimenti, le donne africane e delle Antille desiderano sposare un europeo, non solo per acquisire prestigio ma per avere figli meno colorati.<br>Ci&ograve; che muove questi due casi in apparente contraddizione &egrave; un complesso di inferiorit&agrave;-superiorit&agrave; schizoide. Umiliare il Bianco dominante prendendone una femmina ma allo stesso tempo "sbiancare" i propri discendenti, accettando implicitamente un sentimento di inferiorit&agrave; razziale. Distruggere la razza bianca sbiancando s&eacute; stessi, una contraddizione insormontabile.</p>
<p>Un'eccezione a questa tendenza &egrave; rappresentata da Tribu Ka, un gruppo suprematista nero in Francia, estremista e violentemente anti-sionista guidato da K&eacute;mi S&eacute;ba, che prende ispirazione dai movimenti afroamericani radicali, rifiuta il meticciato con i bianchi e combatte i matrimoni misti.</p>
<p>L'imperativo del meticciato (possibilmente con una donna bianca) si fonda naturalmente su un'ideologia egualitaria antirazzista. Allo stesso tempo, l'attrazione nei confronti di neri, arabi o uomini di colore in genere &egrave; basata su un'immaginario assai ambiguo. Se da un lato questi uomini "esotici" vengono considerati super virili ed eccezionalmente dotati sessualmente, l'immagine che viene di loro offerta sui media e nell'industria pornografica &egrave; pi&ugrave; vicina al concetto di forza animale. Non pi&ugrave; Tarzan ma King Kong. Muscoloso, atletico, violento, con un pene e muscoli inversamente proporzionali alle capacit&agrave; mentali. In breve, l'immagine dell'amante di colore &egrave; animalesca. I neri e gli arabi sono implicitamente e subdolamente ridotti allo status di bestie umane. Questa osservazione contraddice l'agenda antirazzista che &egrave; il fulcro dell'ideologia dominante: un inconscio razzismo come fondamento dell'antirazzismo.</p>
<p>Naturalmente questa convinzione nelle super capacit&agrave; fisiche e sessuali dei neri e degli arabi non &egrave; che un mito, alimentato da una gigantesca macchina della propaganda mediatica, di fronte alla quale la donna bianca ci si aspetta debba soccombere.</p>
<p>L'immigrazione di massa e il meticciato con le donne europee porter&agrave; gradualmente ad un caos etnico i cui svantaggi sono duplici. Esso risulter&agrave; in primo luogo nella creazione di una societ&agrave; frantumata in comunit&agrave; reciprocamente ostili soggette alla legge secondo la quale il multietnico equivale a multirazzismo e, secondariamente, nella presenza di una popolazione meticciata in perenne conflitto interiore, particolarmente insostenibile, tra le due identit&agrave; che la compongono. Tale societ&agrave; &egrave; difficile da governare a causa della sua eterogeneit&agrave; e, come dice Aristotele, inadatta alla democrazia o alla pace sociale, sempre incline alla violenza e costantemente minacciata dal dispotismo.</p>
<p>Ecco perch&eacute; il credo ideologico della Francia repubblicana (come degli altri paesi dell'Europa) di una "Francia multicolore che pu&ograve; funzionare attraverso l'integrazione" (come se fosse possibile cristallizzare un insieme caotico e biologicamente eterogeneo in una societ&agrave; omogenea) non &egrave; solo un esempio di pensiero magico ma una delle pi&ugrave; stupide utopie, per celebrare la quale il termine feticcio "diversit&agrave;" &egrave; ripetuto come un mantra.</p>
<p>Se ci&ograve; non bastasse, guardiamo alle aree geografiche dove sono concentrate popolazioni etnicamente mescolate: il Nord Africa, il Medio Oriente, l'America Latina, le Antille. Perfino l'Africa nera, dove le frontiere coloniali costrinsero alla coabitazione gruppi etnicamente inconciliabili, ha conosciuto gli stessi problemi. Instabilit&agrave; e violenza, il frutto del caos etnico, sono in ogni caso cronici. Il potere centrale &egrave; ovunque corrotto e iper-autoritario. E' questo ci&ograve; che attende la Francia?</p>
<p>E' opportuno, a questo punto, confutare un argomento controfattuale propagandato dell'ideologia dominante, e cio&egrave; che la Francia sia sempre stata etnicamente mista a causa delle varie ondate migratorie che la riguardarono nel corso dei secoli. Ovviamente, l'attuale immigrazione e meticciato saranno benefici perch&eacute; creeranno diversit&agrave;. Qui per&ograve; si fa confusione tra diversit&agrave; e caos, tra eterogeneit&agrave; con vicinanza e mescolamento di massa casuale tra differenti tipi biologici e culture. <br>Ora, occorre notare quattro fattori: 1) Anticamente, sia le ondate migratorie e di invasione germanica nella Gallia e la colonizzazione romana coinvolsero popolazioni assai simili; le incursioni musulmane e l'occupazione in Provenza e Linguadoca nell'ottavo secolo A.C. riguardarono numeri limitati di invasori, gran parte dei quali fu respinto; 2) Il grosso dell'immigrazione in Francia nel diciannovesimo secolo proveniva dall'Europa (Italia, Belgio, la penisola iberica, l'Europa centrale e dell'Est, i Balcani), ovvero era rappresentata da popolazioni che appartenevano culturalmente, etnicamente e biologicamente allo stesso ceppo "Albo-Europeo", come lo definisce Senghor. Senza contare che si trattava di gruppi numericamente piccoli che era possibile assimilare: 3) L'attuale migrazione e il meticciato che ne deriva sono di un'entit&agrave; mai vista prima nella storia e coinvolge popolazioni extra-europee, il che cambia tutto; 4) Il melting-pot etnico &egrave; benefico solo se coinvolge gruppi etnici appartenenti alla stressa grande famiglia antropologica. <br>In altre parole, con questo tipo di mescolanza, la popolazione che ne sar&agrave; il risultato non sar&agrave; pi&ugrave; in nessun modo un popolo ma una massa eterogenea ingovernabile inadatta a qualunque forma di sviluppo civile e suscettibile alla violenza endemica e ad ogni sorta di patologie psicologiche. E' una catastrofe che ci attende e che il Giappone, l'India e la Cina sono stati perfettamente in grado di evitare.</p>
<p>Abbiamo l'esempio degli Stati Uniti, che sarebbero in teoria un melting pot, il che &egrave; falso, in quanto il melting pot ha riguardato solo gli immigrati di origine europea, la cui sinergia fu l'origine della forza di quella nazione. Il contributo di neri, asiatici e latinoamericani non fu decisivo. Inoltre, l'avanzamento della societ&agrave; multirazziale negli Stati Uniti si sta dimostrando, pi&ugrave; di ogni altra cosa, un handicap per il paese guida del mondo, come descritto da Jared Taylor.</p>
<p>Guillaume Faye</p><p>URL del Link: <a href="https://ilblogdilameduck.blogspot.it/2016/10/guillaume-faye-limperativo-del.html">https://ilblogdilameduck.blogspot.it/2016/10/guillaume-faye-limperativo-del.html</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
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