<?xml version='1.0'?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" >
<channel>
	<title><![CDATA[MSNI: Tutti i Link]]></title>
	<link>https://msni.it/bookmarks/all?offset=320</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
	<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44517/soros-il-miliardario-cha-manipola-la-politica-mondiale</guid>
	<pubDate>Sat, 19 Nov 2016 19:03:57 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44517/soros-il-miliardario-cha-manipola-la-politica-mondiale</link>
	<title><![CDATA[Soros:  il miliardario cha manipola la politica mondiale]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Rivoluzioni, diritti umani, finanza spregiudicata: la fondazione di <strong>George Soros</strong> &egrave; stata hackerata e migliaia di file segreti sono stati pubblicati svelando gli intrighi del ricchissimo imprenditore americano</p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il paradosso del miliardario di sinistra &egrave; noto e ritorna spesso nelle campagne elettorali della destra: chi propone progressismo sociale e uguaglianza economica o non &egrave; davvero di sinistra o non &egrave; davvero ricco. Una terza via, poco lusinghiera, aumenta l'imbarazzo della scelta: il magnate di turno potrebbe avere qualcosa da nascondere, da intendersi come interessi economici o politici in ballo.</p>
<p>Che i miliardari comandino il mondo non &egrave; soltanto roba da complottisti: accade da qualche millennio e nessuno se ne meraviglia. Ma vedersi sbattere nero su bianco le manovre di uno di questi magnati fa un certo effetto. Nelle scorse settimane la fondazione di George Soros, la Open Society, &egrave; stata hackerata e sono finiti online migliaia di documenti relativi alle attivit&agrave; gestite o finanziate dal miliardario di origini ungheresi. Si tratta di campagne elettorali, fondazioni umanitarie, associazioni per i diritti, societ&agrave; di ricerca che hanno ricevuto fondi per operare o indirizzare il consenso verso temi cari a George, vicino al Partito Democratico americano.</p>
<p>In questi 2.576 file pdf &ndash; consultabili su DCLeaks &ndash; &egrave; scritto che Soros avrebbe cercato di condizionare i risultati in ognuno degli Stati Europei in cui si &egrave; votato nel 2014. L'obiettivo di Soros era quello di contrastare i partiti anti-europeisti e favorire le politiche di integrazione interna ed esterna (relative all'ingresso dei migranti).</p>
<p><img src="https://www.wallstreetitalia.com/wp-content/uploads/2015/01/77098-980x450.gif" alt="soros george" width="600" style="border: 0px;"></p>
<p>Si parla anche del coinvolgimento diretto di Soros nella gestione di rivolte sparse per il mondo, tra cui quella Ucraina, e di una pioggia di quattrini data ad associazioni in favore dell'aborto, dell'eutanasia e dei diritti LGBT. Ma c'&egrave; anche il sostegno diretto a candidati politici, come quello a Hillary Clinton - circa 8 milioni di euro - per scongiurare il pericolo Trump. Soros ci aveva gi&agrave; provato nel 2004, quando aveva fatto di tutto per non far vincere George W. Bush, arrivando a donare, secondo il Central for Responsive Politics, la bellezza di 23 milioni di dollari a 527 associazioni legate a John Kerry, allora condidato democratico.</p>
<p><span>Nel&nbsp;</span><a rel="nofollow" href="https://soros.dcleaks.com/" target="_blank">sito in cui sono stati depositati</a><span>&nbsp; i file hackerati si legge un riassunto ben poco lusinghiero: &ldquo;Soros &egrave; l'architetto o il finanziatore di pi&ugrave; o meno&nbsp;</span><span>ogni rivoluzione o colpo di stato&nbsp;</span><span>nel mondo negli ultimi 25 anni. Spilla sangue a milioni e milioni di persone solo per diventare pi&ugrave; ricco lui&rdquo;.</span></p>
<p><span><img src="https://www.strategic-culture.org/images/news/2016/11/11/or-38176.jpg" alt="Soros e i Clinton" width="600" style="border: 0px;"></span></p>
<p>D'altra parte Soros &egrave; sempre stato un uomo controverso. Nato in Ungheria, di famiglia ebrea, &egrave; dovuto fuggire alla persecuzione nazista. Astuto, calcolatore, spregiudicato (soprattutto sulla pelle degli altri). Divenne celebre quando, nel 1992, riusc&igrave; a mandare sul lastrico la Banca d'Inghilterra e a far uscire dalla SME (il Sistema Monetario Europeo) sia la sterlina, che la lira italiana: il 16 settembre Soros vendette pacchi di sterline allo scoperto, approfittando del tentennamento della Banca inglese nell'aumentare i tassi di interesse e a far fluttuare il tasso di cambio. Mentre nella finanza di due Paesi regnava il caos, Soros andava a dormire con un miliardo netto di guadagno grazie alla sua speculazione.</p>
<p>Come si concilia, allora, questa spregiudicatezza finanziaria con l'animo da filantropo? Si concilia, dice lui, con il fatto che il lavoro da speculatore, se non lo facesse lui, lo farebbe qualcun altro, e che ci&ograve; che conta &egrave; cercare di cambiare il sistema. Che ci stia provando o meno non si pu&ograve; dire: intanto Soros si arricchisce, tanto che il suo patrimonio personale si aggira, a quanto pare, sui 25 miliardi di dollari.</p>
<p>Niente male, per un ex allievo di Karl Popper che predica una revisione del sistema. Nota a margine: i Soros Leaks hanno smascherato molti degli interessi del miliardario. Per molti sar&agrave; stata soltanto la conferma di ci&ograve; che si sospettava da anni, ma in ogni caso la notizia &egrave; di rilevanza mondiale, eppure in pochi ne hanno parlato. Baluardi del buon giornalismo come il New York Times o il Washington Post non ne hanno fatto menzione, persino il Guardian ne fa soltanto un rapido accenno in un editoriale. Gli interessi in campo, &egrave; evidente, pesano. Mentre Soros continua ad arricchirsi, nessuno si meraviglia pi&ugrave; che la politica conti meno della finanza. Se credere ai leader politici non serve pi&ugrave;, allora dobbiamo adattarci, e sperare che il miliardario di turno non abbia simpatie troppo diverse dalle nostre.</p>
<p>&nbsp;</p><p>URL del Link: <a href="https://www.linkiesta.it/it/article/2016/09/26/i-file-segreti-di-soros-ecco-come-il-miliardario-filantropo-manovra-il/31887/">https://www.linkiesta.it/it/article/2016/09/26/i-file-segreti-di-soros-ecco-come-il-miliardario-filantropo-manovra-il/31887/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44501/giovanni-carr-e-nel-buio-delle-catacombe-apparve-leucaristia</guid>
	<pubDate>Thu, 17 Nov 2016 18:05:12 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44501/giovanni-carr-e-nel-buio-delle-catacombe-apparve-leucaristia</link>
	<title><![CDATA[Giovanni Carrù: “E nel buio delle catacombe apparve l'Eucaristia”]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>L&rsquo; arte cristiana recepisce con molta cautela un immaginario propriamente eucaristico. I molti banchetti dipinti, sin dal III secolo, nelle catacombe, sembrano alludere piuttosto ai pasti funebri, i cosiddetti refrigeria, che alla fractio panis. Tuttavia il Monsignor Carr&ugrave;, Segretario della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra dal giugno 2009, descrive alcune iconografie nel buio delle catacombe che descrivono proprio scene di banchetto.</em></p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2016/11/Monsignor-Giovanni-Carr%C3%B9.jpg" alt="Monsignor Giovanni Carr&ugrave;" style="border: 0px;"><span></span></p>
<p>E nel buio delle catacombe apparve l&rsquo; Eucaristia<br>di Giovanni Carr&ugrave;</p>
<p>Nei primi secoli del cristianesimo, il rito del battesimo e la liturgia eucaristica si intrecciano in un&rsquo;unica espressione cultuale che, per il fedele, significa &laquo;nascere a nuova vita&raquo; e in essa continuare a vivere nutrendosi del corpo e del sangue di Cristo. Quest&rsquo; ultima prassi coinvolge i concetti di &laquo;eucaristia&raquo; e di &laquo;agape&raquo;, spesso usati come sinonimi di una medesima espressione liturgica, che comporta la riunione da parte dei cristiani per &laquo;partecipare a una mensa eucaristica&raquo;, come si legge in un suggestivo passaggio della Lettera a Diogneto (5, 7).</p>
<p>In quei primi momenti l&rsquo;eucarestia ha un significato polivalente, indicando sia il pasto, sia il ringraziamento, sia la presenza del Signore nel mistero, anche se, ben presto, il termine pass&ograve; a designare, in particolare, la Chiesa cristiana, la benedizione e il gesto sacramentale. Il padre della Chiesa Giustino, nella prima Apologia (capitoli 65 e 66), descrisse accuratamente la dinamica della riunione eucaristica: &laquo;viene portato un pane ed una coppa di acqua e del vino temperato; il presidente, dopo averli ricevuti, innalza lode e gloria al Padre, nel nome del Figlio e dello Spirito Santo e compie un rendimento di grazie, per essere stato degno di questi doni da parte sua; dopo che ha terminato la preghiera e l&rsquo; eucarestia, tutto il popolo presente esclama e dice: Amen&raquo;.</p>
<p>L&rsquo; arte cristiana recepisce con molta cautela un immaginario propriamente eucaristico. I molti banchetti dipinti, sin dal III secolo, nelle catacombe sembrano alludere piuttosto ai pasti funebri, i cosiddetti refrigeria, che alla fractio panis. Eppure, il grande iconografo tedesco Joseph Wilpert, studiando la cappella greca delle catacombe di Priscilla, si sofferm&ograve; sulla simbolica scena di banchetto dipinta nell&rsquo;arcone di fondo della cappella, negli anni centrali del III secolo. Attorno alla mensa semilunata, sono sistemati i commensali, tra i quali anche una donna mentre, all&rsquo; estremit&agrave; sinistra, un anziano sembra spezzare il pane. L&rsquo; atmosfera, come si diceva, &egrave; sospesa e sembra sollevarsi dal semplice banchetto funebre.</p>
<p>Non &egrave; dunque escluso che la suggestiva rappresentazione voglia alludere ad una delle pi&ugrave; antiche celebrazioni eucaristiche.</p>
<p>Ancora pi&ugrave; enigmatica e interessante appare una pittura che decora uno dei cubicoli dei sacramenti nella pi&ugrave; antica area del complesso callistiano. Sulla parete di fondo si riconoscono una scena di banchetto e una singolare situazione figurativa con un personaggio maschile che impone solennemente le mani su un tavolo su cui sono, presumibilmente, dei pani. A fianco, una donna solleva le braccia nel largo gesto dell&rsquo;orante. Il complesso figurativo &ndash; riferibile agli anni Trenta del III secolo &ndash; vuole tradurre evidentemente in figura il sacrificio eucaristico.</p>
<p>Ancora all&rsquo; eucarestia dovrebbe alludere un affresco che decora un cubicolo doppio nell&rsquo; antica area di Lucina, sempre nel comprensorio callistiano. La pittura, che risale alla prima met&agrave; del III secolo, riduce la rappresentazione complessa del banchetto, estrapolandone solo un grande pesce su cui posa un cesto di pani e un bicchiere di vino rosso, che si intravede al di l&agrave; dell&rsquo;intreccio vimineo.</p>
<p>Queste rare testimonianze iconografiche, che tanto hanno fatto discutere gli studiosi del passato, rappresentano gli unici esempi di un&rsquo; arte che diviene simbolo pregnante e suggestivo dell&rsquo; eucarestia, aprendo la strada a elaborazioni artistiche pi&ugrave; complesse, che appariranno solo nel IV secolo, quando le pitture delle catacombe, ma anche i rilievi dei sarcofagi accoglieranno l&rsquo; episodio neotestamentario della moltiplicazione dei pani che, come &egrave; intuitivo, allude direttamente alla &laquo;refezione delle turbe&raquo; e, da ultimo, alla distribuzione del cibo eucaristico.</p>
<p><strong>Fonte:</strong>&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.dailyfocus.net/category/cultura/" target="_blank">Daily focus</a></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2fueN5g">https://bit.ly/2fueN5g</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44498/finte-multe-equitalia-ecco-la-mail-da-non-aprire</guid>
	<pubDate>Thu, 17 Nov 2016 16:33:23 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44498/finte-multe-equitalia-ecco-la-mail-da-non-aprire</link>
	<title><![CDATA[Finte multe Equitalia, ecco la mail da non aprire]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Se nei giorni scorsi avete ricevuto un messaggio di posta elettronica dai seguenti mittenti <strong>avviso@equitalia.it, servizio@equi&shy;talia.it, noreply@equitalia.it, multe@equita&shy;lia.online, equitalia@sanzioni.it</strong> o simili, che contengono presunti avvisi di pagamento da parte di 'Agente della riscossione Equitalia Spa', e invitano a scaricare file, usare link esterni ed effettuare pagamenti, <strong>sappiate che si tratta di una truffa</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="https://www.quibrescia.it/cms/wp-content/uploads/2012/05/equitalia.jpg" alt="equitalia mail truffa" width="600" style="border: 0px;"></p>
<p><br>Come segnala la polizia di Stato sulla pagina Facebook 'Una vita da social', sono state decine gli utenti che hanno ricevuto messaggi simili. Tuttavia, il gruppo Equitalia &egrave; totalmente estraneo alla vicenda, come ha fatto sapere in una nota, ed ha gi&agrave; presentato querela contro ignoti. Nel caso si ricevano mail simili, raccomanda la polizia, &egrave; bene NON cliccare sui link o scaricare file allegati.</p>
<p>In caso di dubbi, l'agenzia di riscossione invita gli utenti a chiamare il contact center al numero <strong>06 01 01</strong>.<br><br></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2fZl5ai">https://bit.ly/2fZl5ai</a></p>]]></description>
	<dc:creator>laibach</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44497/film-di-peso-vincitori-xxl-e-cronache-di-una-rinascita</guid>
	<pubDate>Thu, 17 Nov 2016 16:23:38 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44497/film-di-peso-vincitori-xxl-e-cronache-di-una-rinascita</link>
	<title><![CDATA[Film di Peso: Vincitori “XXL” e “Cronache di una rinascita”]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Vincono la prima edizione de&nbsp;<strong>Cinefestival FilmdiPeso</strong>, il corto &ldquo;XXL&rdquo; della giovane regista Maria Francesca Silvestri con il premio &ldquo;Citt&agrave; di Latina&rdquo;, e il cortometraggio &ldquo;Cronache di una rinascita&rdquo;, opera prima del regista Alberto Antonini, con il premio &ldquo;Giomi RSA&rdquo;.</em><br><em>I premi sono stati assegnati dalla giuria composta dal direttore artistico del concorso Stefano Cioffi, dal produttore Simone Isola, dalla regista Paola Scola, dal direttore Film Festival &lsquo;Lo Spiraglio&rsquo; Federico Russo, dal docente universitario DAMS Roma 3 Enrico Menduni e consegnati dal Sindaco di Latina, il Dott. Damiano Coletta.</em></p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2016/11/XXL-Film-di-Peso-Obesit%C3%A0.jpg" alt="XXL Film di Peso Obesit&agrave;" style="border: 0px;"><span></span></p>
<p>Con la premiazione del 12 novembre, la Prima Edizione del&nbsp;<strong>Cinefestival FilmdiPeso</strong>, indetta dalla UOC Chirurgia Generale&amp; Bariatric Center of Excellence IFSO &ndash; EU della Sapienza Universit&agrave; di Roma &ndash; Polo Pontino, diretta dal Prof. Gianfranco Silecchia, in collaborazione con Amici Obesi Onlus, con il patrocinio di Provincia di Latina, Comune di Latina, Sapienza Universit&agrave; di Roma, S.I.C.OB. &ndash; Societ&agrave; Italiana di Chirurgia dell&rsquo;Obesit&agrave;, S.I.O. &ndash; Societ&agrave; Italiana dell&rsquo;Obesit&agrave;, ADI &ndash; Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Cinica, ANDID &ndash; Associazione Nazionale Dietisti, SID &ndash; Societ&agrave; Italiana di Diabetologia e il contributo non condizionante di Johnson &amp; Johnson Medical SpA, giunge al suo termine.</p>
<p><strong>&ldquo;XXL&rdquo; DI MARIA FRANCESCA SILVESTRI &Egrave; IL VINCITORE DEL PREMIO CITT&Agrave; DI LATINA.</strong><br><strong>&rdquo;CRONACHE DI UNA RINASCITA&rdquo; DI ALBERTO ANTONINI SI &Egrave; AGGIUDICATO IL PREMIO GIOMI RSA</strong></p>
<p><em>&ldquo;Cronache di una rinascita, per il coraggio, la pertinenza al tema, la capacit&agrave; di mettersi a nudo in ogni senso, la costanza di un&rsquo;operazione poliennale, anche con un significato terapeutico che ha coinvolto il cinema</em>&nbsp;&ndash; si legge nella motivazione della giuria &ndash;&nbsp;<em>XXL, per la naturalezza della recitazione, l&rsquo;affiatamento delle tre protagoniste in una produzione tutta al femminile, e la leggerezza con cui &egrave; stato affrontato il grande tema dell&rsquo;obesit&agrave;&rdquo;</em>. La giuria ha inoltre assegnato una menzione speciale al cortometraggio &ldquo;Bellissima&rdquo; di Alessandro Capitani.</p>
<p>&ldquo;XXL&rdquo;, &egrave; la storia di tre amiche in sovrappeso che iniziano insieme una dieta home made. Periodicamente si incontrano per pesarsi ed allenarsi. Francesca, la pi&ugrave; determinata del gruppo, prende il comando improvvisandosi personal trainer. Eleonora considera l&rsquo;iniziativa un passatempo per stare insieme alle amiche. Chiara invece non riesce a perdere peso e tenta di nascondere la propria condizione anche a se stessa. Una sera Chiara, dopo i precedenti scarsi risultati, decide di non pesarsi. Ne scaturisce una lite. Il gruppo si divide e le tre amiche interrompono la dieta. Chiara &egrave; al supermercato, il carrello della spesa &egrave; vuoto. Esce, si misura un vestito, prende coscienza della sua problematica e ritorna dalle sue amiche. Insieme, riprendono la dieta e il percorso di cura. La regista Maria Francesca Silvestri cos&igrave; commenta la vittoria: &rdquo;<em>il cortometraggio ha voluto mettere in evidenza la forza del gruppo nel condividere il problema dell&rsquo;obesit&agrave;, nonch&eacute; le microdinamiche del singolo che vive un vero problema di peso&rdquo;.</em></p>
<p>&ldquo;Cronache di una rinascita&rdquo; &egrave; invece il diario di viaggio di un paziente obeso sottoposto ad intervento chirurgico di bypass gastrico realizzato nella forma di un documentario. Nato per raccontare e condividere i cambiamenti del protagonista durante il proprio percorso di cura, il cortometraggio illustra le novit&agrave; positive del presente e gli aspetti negativi del passato, e cosa abbia significato essere obeso per il protagonista.</p>
<p>A margine della giornata, nata per sensibilizzare e informare l&rsquo;opinione pubblica sulle tematiche dell&rsquo;obesit&agrave; e delle gravi malattie ad essa correlate, il direttore scientifico del Festival il Prof. Gianfranco Silecchia dichiara:&nbsp;<em>&ldquo;&Egrave; stato un festival di grande successo con una enorme partecipazione di pubblico e un&rsquo;alta qualit&agrave; dei cortometraggi presentati. La sessione di medicina narrativa che ha seguito la proiezione dei dieci cortrometraggi in concorso &ndash; continua Silecchia &ndash; ha visto la presenza di nomi importanti quali Marina Biglia, presidente di Amici Obesi Onlus, Matteo Cellini, vincitore del premio Campiello 2013, e Nicola Perrotta (Villa d&rsquo;Agri) che ha presentato &ldquo;Io speriamo che dimagrisco&hellip;&rdquo; la breve raccolta di testimonianze di pazienti obesi&rdquo;.</em></p>
<p><em>&ldquo;Un corpus di opere di alto livello: dalla forma del documentario al film di inchiesta passando per l&rsquo;autobiografia sino al film di finzione&rdquo;</em>&nbsp;&ndash; conclude la giuria&nbsp;<em>&ldquo;tutti meritevoli di un grande plauso&rdquo;.</em><br>Per saperne di pi&ugrave; &egrave; possibile visitare il sito&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.filmdipeso.it/">www.filmdipeso.it</a>&nbsp;o la pagina Facebook Filmdipeso.</p>
<p><strong>Fonte</strong>:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.filmdipeso.it/index.php/vincitori">Film Di Peso</a></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2fYsQ1r">https://bit.ly/2fYsQ1r</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44491/whatsapp-ecco-il-virus-che-svuota-il-tuo-smartphone</guid>
	<pubDate>Tue, 15 Nov 2016 16:16:30 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44491/whatsapp-ecco-il-virus-che-svuota-il-tuo-smartphone</link>
	<title><![CDATA[Whatsapp, ecco il virus che svuota il tuo smartphone]]></title>
	<description><![CDATA[<p>"<em>Per favore avvisa tutti i contatti della tua lista di non aprire il video chiamato ''<strong>La danza di Hillary</strong>''. &Egrave; un virus che formatta il tuo cellulare. Attento &egrave; molto pericoloso lo hanno annunciato oggi alla BBC</em>". Inizia cos&igrave; l'ennesimo messaggio bufala ideato sulla scia di la 'Danza del Papa', il messaggio rimbalzato tramite Whatsapp e Facebook che avvisava gli utenti su un presunto virus che formatta il cellulare.</p>
<p><img src="https://www.mondo24.it/wp-content/uploads/2016/09/000_1281.jpg" alt="virus whatsapp" width="600" style="border: 0px;"><br><br>Anche questo messaggio, ricevuto nei giorni scorsi da diversi utenti su Whatsapp, &egrave; un tentativo di phishing, come avverte la polizia di Stato sulla pagina Facebook 'Una vita da social'. Non esiste alcun video, ribadisce la polizia, e la BBC ne &egrave; totalmente estranea.<br><br><br></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2eWAw1Y">https://bit.ly/2eWAw1Y</a></p>]]></description>
	<dc:creator>laibach</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44490/monsignor-gianni-carr-tutte-le-tombe-dei-papi-da-pietro-a-felice-iii</guid>
	<pubDate>Mon, 14 Nov 2016 15:43:56 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44490/monsignor-gianni-carr-tutte-le-tombe-dei-papi-da-pietro-a-felice-iii</link>
	<title><![CDATA[Monsignor Gianni Carrù: Tutte le tombe dei Papi (da Pietro a Felice III)]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Monsignor Gianni Carr&ugrave;, Segretario della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra ripercorre i luoghi in cui i Pontefici furono sepolti, attraverso il Liber Pontificalis. Giovanni Carr&ugrave; identifica quindi 4 gruppi: aggregazione intorno alla tomba-simbolo del principe degli apostoli, il tempo dell&rsquo;autocoscienza comunitaria, il tempo dell&rsquo;&laquo;attrazione devozionale&raquo;, e infine, la civitas leoniana.</em></p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2016/11/tombe-Monsignor-Giovanni-Carr%C3%B9.jpg" alt="3-affrescoCallisto.jpg" style="border: 0px;"></p>
<p><em>Memoria e tradizione delle sepolture dei vescovi di Roma</em><br><em>Tutte le tombe dei Papi (da Pietro a Felice III)</em><br><em>di Giovanni Carr&ugrave;</em></p>
<p>Il Liber Pontificalis, un&rsquo;opera composta nel VI secolo per raccogliere i dati relativi alle biografie dei primi Pontefici e alla loro attivit&agrave;, riporta, in chiusura di ogni &laquo;vita&raquo;, il luogo in cui ciascun Papa fu sepolto. L&rsquo; attento esame di questi dati d&rsquo; archivio suggerisce una suddivisione di questi luoghi in quattro grandi gruppi, che seguono una coerente cronologia e un&rsquo;omogenea organizzazione interna delle notizie, tanto che gli archeologi e gli storici della Chiesa antica hanno sempre guardato a questo prezioso documento, come alla testimonianza-base per giudicare il riscontro e la giustapposizione della fonte e dei monumenti conservati e rinvenuti, oppure irrimediabilmente perduti.</p>
<p>La prima notizia riguarda, ovviamente, Pietro che, secondo il Liber Pontificalis:&nbsp;<em>sepultus est via Aurelia, in templo Apollinis, iuxta locum ubi crucifixus est, iuxta palatium neronianum in Vaticanum, in territorium Triumphale</em>, via Aurelia. A questo dettagliato resoconto, che disegna le coordinate topografiche e monumentali della tomba del principe degli apostoli, fa seguito il primo dei quattro gruppi, che raccoglie i primi quattordici successori di Pietro, da Lino a Vittore, i quali, con l&rsquo;unica eccezione di Clemente, che fu sepolto in Grecia, e di Alessandro che fu tumulato al settimo miglio della via Nomentana, sono tutti ricordati come inumati iuxta corpus beati Petri in Vaticano. Tra questi, vanno ricordati Anacleto, Pio, Sotero, Eleutero, Vittore, Lino, Cleto, Evaristo, Sisto, Telesforo, Igino e Aniceto.</p>
<p>Il secondo gruppo comprende i Pontefici, le cui tombe si concentrano nel comprensorio callistiano. Il motivo risiede nel processo storico, che aveva accompagnato la Chiesa romana verso l&rsquo;affermazione della cosiddetta Chiesa monarchiana, sul cui fenomeno ha scritto, di recente, nitide pagine Manlio Simonetti. Questa precisa tendenza costruisce l&rsquo;idea di creare una sorta di &laquo;sacrario pontificio&raquo; del III secolo, seguendo, comunque, i canoni dell&rsquo;estrema sobriet&agrave; e dell&rsquo;assoluta semplicit&agrave;, che caratterizzano le sepolture dei cristiani ordinari del tempo. Il gruppo, che si sviluppa dal pontificato di Zefirino (198-217) a quello di Milziade (311-314), vede alcune eccezioni e, in particolare, quelle relative a Papa Callisto (217-222), che, nonostante avesse amministrato il cimitero ufficiale della Chiesa romana sulla via Appia, sepultus est cymeterio Calepodi, via Aurelia (Liber Pontificalis I, 62); a Papa Urbano (223-230), che, presumibilmente, sepultus est cimiterio Praetextati via Appia (ibidem I, 62); ai Papi Marcellino (295-303) e Marcello (308-309), sepolti nel cimitero di Priscilla (ibidem, I, 72 e 74); a Papa Felice (269-274), seppellito sulla via Aurelia miliario II (ibidem, I, 70). Tra queste eccezioni, emerge quella relativa a Papa Callisto che fu ucciso durante un tumulto nel Trastevere e, per questo, gettato nel pozzo della sua residenza. Ebbene, in quel grave momento, essendo il quartiere presidiato e isolato, non si ebbe il coraggio di raggiungere la via Appia, per la sepoltura e si prefer&igrave; sistemare le spoglie del Pontefice nel pi&ugrave; vicino cimitero di Calepodio, situato sulla via Aurelia.</p>
<p>Dopo l&rsquo;editto di tolleranza del 313, diviene meno urgente il desiderio di riunire in un unico sito le sepolture dei Pontefici ed &egrave; cos&igrave; che il terzo gruppo di sepolture, relativo a tredici Papi, si disperde in vari luoghi. E infatti, Silvestro (314-335), Liberio (352-366), Siricio (384-399) e Celestino (422-432), furono sepolti in cymiterio Priscillae (Liber Pontificalis i, 80, 84, 86, 88); Marco (336) fu tumulato nella basilica circiforme recentemente scoperta presso il cimitero di Balbina sulla via Appia; Giulio (337-352) fu inumato nel cimitero di Calepodio, vicino al sepolcro di Callisto (ibidem, I, 82); Felice II antipapa (355-365) e Damaso (366-384), furono sepolti nelle basiliche, che si erano fatti costruire, rispettivamente sulla via Aurelia e sulla via Appia (ibidem, I, 84); Anastasio (399-401) e Innocenzo (401-417) sono seppelliti nel cosiddetto cimitero ad ursum pileatum, ossia nelle catacombe di Ponziano a Monteverde (ibidem, I, 86); Zosimo (417-418) e Sisto III (432-440) sono tumulati uxta corpus beati Laurenti sulla via Tiburtina (ibidem, I, 86, 88); Bonifacio (418-422) fu sepolto nel cimitero di Felicita, sulla via Salaria, dove, peraltro, si era ritirato negli ultimi anni di vita, al tempo dello scisma di Eulalio (ibidem, I, 88).</p>
<p>La dislocazione delle sepolture di questo gruppo, dipende dal fiorire dei loca sanctorum, ovvero dei sepolcri dei martiri romani, che attraggono le &laquo;tombe eccellenti&raquo; dei vescovi dell&rsquo;Urbe, secondo una prassi comune a tutta la comunit&agrave; cristiana, una prassi, che sorge spontaneamente e che sfocer&agrave; nella creazione dei grandi santuari del suburbio romano.</p>
<p>Il quarto e ultimo gruppo si inaugura con il pontificato di Leone I (440-461), allorquando i Papi tornarono a farsi seppellire in Vaticano. Anche in questo caso non mancano le eccezioni: Ilaro (461-468), infatti,&nbsp;<em>sepultus est ad sanctum Laurentium, in crypta, iuxta corpus beati episcopi Xysti</em>(<em>Liber Pontificalis</em>, I, 92), mentre Felice III (483-492) sepultus est apud beatum Paulum (ibidem, I, 94).</p>
<p>I quattro gruppi di sepolture ci suggeriscono come la prassi funeraria relativa sia coerente alla linea del pensiero della comunit&agrave; cristiana di Roma che, in un primo momento, si aggrega attorno alla tomba-simbolo del principe degli apostoli, sito privilegiato del culto dell&rsquo;immediatezza e dell&rsquo;urgenza di una comunit&agrave; in formazione, che cerca un unico ed esclusivo luogo della memoria, dell&rsquo;identit&agrave;, della fede. A questo primo fenomeno, che si configura come un gesto simbolico e come l&rsquo;approdo cristiano dal luogo della &laquo;terra&raquo; a quello delle &laquo;genti&raquo;, segue il tempo dell&rsquo;autocoscienza comunitaria, che si struttura secondo uno schema episcopale monarchico, pronto a esprimere, anche nel sistema funerario pontificio, quella tensione gerarchica, che sfocia nella creazione della Cripta dei Papi nel cuore del comprensorio callistiano. Qui la volont&agrave; del Pontefice e dei suoi diretti collaboratori diviene pi&ugrave; concreta e giudicabile, allorquando si isola il &laquo;sacrario pontificio&raquo; dal resto del cimitero comunitario, configurando, per&ograve; la Cappella dei Papi come un gioiello prezioso, solo dal punto di vista della selezione dei &laquo;defunti eccellenti&raquo; che vi sono ospitati, incastonato in un infinito &laquo;dormitorio&raquo; dove i defunti ordinari riposano in sepolcri semplici e assai simili, nella tipologia, a quelli dei Pontefici. Viene poi, il tempo dell&rsquo;&laquo;attrazione devozionale&raquo;, quando i sepolcri dei campioni della fede, disseminati nei cimiteri del suburbio romano, svolgono un naturale ruolo di aggregazione, dando luogo a quei martyria, che fungono da nuclei genetici di formazione di vere e proprie citt&agrave; nella citt&agrave; e che sfoceranno nella creazione della Giovannipoli e della Laurenziopoli, ma anche dei centri sorti attorno alle tombe di Paolo e di Pietro.</p>
<p>E alla sepoltura di quest&rsquo; ultimo si torner&agrave; naturalmente, per l&rsquo;influsso importante dello straordinario pensiero di Leone Magno che, restituendo dignit&agrave;, dimensione e culto alla sepoltura del primo Pontefice, realizzer&agrave; il primo progetto di una civitas, di una polis, di un castrum, che trover&agrave; il suo naturale estuario nel medioevo con la civitas leoniana.</p>
<p><strong>Fonte</strong>&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.osservatoreromano.va/it" target="_blank">L&rsquo;Osservatore Romano</a></p>
<div>&nbsp;</div><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2eJQGfe">https://bit.ly/2eJQGfe</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44488/ecco-le-ultime-novit-dalla-manovra</guid>
	<pubDate>Mon, 14 Nov 2016 07:55:59 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44488/ecco-le-ultime-novit-dalla-manovra</link>
	<title><![CDATA[Ecco le ultime novità dalla Manovra]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Stop all'auto senza bollo, multe ai bagarini, startup esentasse, affitti brevi, bonus per 18enni, congedo per i neo pap&agrave; e tpl gratis per i disoccupati. Sono queste le ultime novit&agrave; in arrivo dopo l'ok della Commissione Finanze della Camera all'iter parlamentare della legge di bilancio. A spiegare cosa cambia e in cosa consistono, &egrave; il sito di informazione legale Studio Cataldi:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="https://www.cngeologi.it/wp-content/uploads/2016/10/renzi-legge-bilancio-2.jpg" alt="manovra 2017" width="600" style="border: 0px;"></p>
<p><br><strong>BOLLO AUTO</strong> - Contrastare l'evasione del bollo auto attraverso il blocco del mezzo di chi non paga la tassa di possesso. Questo lo scopo dell'emendamento che ha ricevuto il via libera dalla Commissione (e che deve ora passare in quella di bilancio) e che prevede che "gli uffici del dipartimento dei trasporti, cos&igrave; come i centri di revisione, controllino che i proprietari dei veicoli abbiano sempre pagato la tassa di propriet&agrave; e di circolazione del mezzo e che lo stesso non sia sottoposto a fermo amministrativo".<br><br><strong>BAGARINAGGIO</strong> - Stop al 'secondary ticketing'. L'acquisto massiccio di biglietti di concerti da rivendere a prezzi maggiorati ha infatti le ore contate. Spiega Studio Cataldi: "L'emendamento sancisce il divieto di esercitare tale pratica "intollerabile" che sar&agrave; punita con multe da 30mila a 180mila euro per ogni violazione accertata (quindi per ogni biglietto venduto).<br><br><strong>AFFITTI BREVI</strong> - L'obiettivo &egrave; regolare il mercato degli affitti brevi in strutture extra alberghiere appartenenti a privati. "L'emendamento approvato - spiega ancora Studio Cataldi - prevede una cedolare secca al 21% per questo tipo di attivit&agrave;, oltre all'istituzione di un registro ad hoc presso l'Agenzia delle Entrate e ad una clausola antievasione, con responsabilit&agrave; solidale sul pagamento delle tasse da parte del privato e dell'intermediario".<br><br><strong>TETTO ISEE PER BONUS MAMMA E NIDI</strong> - Arriva il tetto Isee per il bonus mamma e per quello dedicato ai nidi per l'infanzia. Stando agli emendamenti approvati a dalla commissione affari sociali di Montecitorio, "i nuclei familiari che potranno usufruire delle agevolazioni saranno solo quelli con un Isee non superiore a 13mila euro annui, per il bonus mamma, e a 25mila euro annui per il bonus nido".<br><br><strong>CONGEDO PER NEO PAPA'</strong> - Viene esteso da due a tre giorni il congedo obbligatorio per i neo pap&agrave;.<br><br><strong>BONUS LIBRI E MUSICA PER 18ENNI</strong> - Prevista una card da 200 euro l'anno per l'acquisto di libri e musica dedicata ai neo maggiorenni con un Isee non superiore a 15mila euro annui.<br><br><strong>STARTUP</strong> - Spiega Studio Cataldi: "L'emendamento approvato dalla commissione attivit&agrave; produttive della Camera al "pacchetto investimenti" inserito nella legge di bilancio punta ad azzerare le imposte per le startup innovative. In pratica, l'atto costitutivo sarebbe esonerato dal pagamento di bolli e diritti di segreteria".<br><br><strong>TRASPORTI GRATIS PER DISOCCUPATI</strong> - Trasporti pubblici gratis per i disoccupati di breve corso (meno di 3 anni), iscritti ai centri per l'impiego e con un Isee non superiore ai 20mila euro l'anno.<br><br></p>
<p>&nbsp;</p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2fR07Mo">https://bit.ly/2fR07Mo</a></p>]]></description>
	<dc:creator>laibach</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44487/global-power-partner-della-mostra-dedicata-allartista-valerio-berruti</guid>
	<pubDate>Sun, 13 Nov 2016 19:32:28 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44487/global-power-partner-della-mostra-dedicata-allartista-valerio-berruti</link>
	<title><![CDATA[Global Power partner della mostra dedicata all’artista Valerio Berruti]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Fino al 15 novembre si pu&ograve; ancora ammirare &ldquo;Just Kids&rdquo; l&rsquo;opera monumentale di Valerio Berruti che si confronta con la straordinaria architettura del Duomo di Verona in occasione della mostra &ldquo;Paradise lost. L&rsquo;ombra, l&rsquo;innocenza e il sole nero&rdquo; a cura di Marco Enrico Giacomelli.<br>&ldquo;Just Kids&rdquo; &egrave; un girotondo di bambini con le braccia innalzate al cielo, formano una sorta di cupola in cui lo spettatore pu&ograve; entrare. <br>Global Power, societ&agrave; operante nel settore delle forniture di energia elettrica e gas, e Hotel Expo sono partner della mostra presentata dalla Galleria Marco Rossi artecontemporanea dedicata all&rsquo;artista Valerio Berruti.</p>
<p>5 sculture in alluminio alte 3 metri compongono una cattedrale virtuale, un&rsquo;opera in cui l&rsquo;architettura si mescola alla scultura cos&igrave; come la poetica si fonde con l&rsquo;esperienza. Si tratta di Just Kids, l&rsquo;ultimo lavoro monumentale di Valerio Berruti: un girotondo di bambini con le braccia innalzate al cielo forma una sorta di cupola in cui lo spettatore pu&ograve; entrare. La sensazione &egrave; quella di addentrarsi nel cuore dell&rsquo;opera sentendosi avvolti e protetti dalle grandi sculture.</p>
<p>Il titolo &egrave; ispirato all&rsquo;omonima biografia di Patti Smith (Just Kids, edizioni Feltrinelli). Siamo a New York, negli ultimi scampoli degli anni sessanta, l'atmosfera &egrave; effervescente. Patti Smith e Robert Mapplethorpe passeggiando per la citt&agrave; incrociano una coppia di anziani che si ferma a osservarli esterrefatti. "Fagli una foto," dice la donna. "Perch&eacute;? - risponde il marito- sono soltanto ragazzini." Just kids, appunto.</p>
<p>L&rsquo;installazione &egrave; esposta fino al 15 novembre in Piazza Duomo a Verona in prossimit&agrave; della meravigliosa Cattedrale romanica di Santa Maria Matricolare.</p>
<p>Valerio Berruti &egrave; nato ad Alba in Piemonte nel 1977, laureato in critica d&rsquo;arte al D.A.M.S. di Torino, vive e lavora a Verduno (CN) in una chiesa sconsacrata del XVII secolo che ha acquistato e restaurato nel 1995. Nel 2004 vince il Premio Celeste e il Premio Pagine Bianche d'Autore della Regione Piemonte, nel 2005 viene selezionato dall'International Studio and Curatorial Program di New York. Nel 2006 realizza l'installazione Se ci fosse la luna per Palazzo Bricherasio a Torino che presenta l'anno successivo sulla facciata di Palazzo Re Enzo a Bologna. Nel 2007 partecipa alla mostra collettiva Uniforms and costumes presso l'Herzliya Museum of Contemporary Art in Israele e al 48' October Salon di Belgrado, &egrave; selezionato per una delle residenze pi&ugrave; importanti d&rsquo;Europa, la Dena Foundation for Contemporary Art a Parigi, e ha inaugurato la mostra Micro-narratives - 48th October Salon, presso il Museo di Arte Contemporanea di Belgrado, curata da Lorand Heigij. Tra gli eventi internazionali del 2008 ricordiamo la mostra personale Magnificat alla Keumsan Gallery di Seoul, la collettiva Detour, presso il Centre Pompidou di Parigi. Nel 2009 espone la sua installazione E pi&ugrave; non dimandare, alla Galleria Civica di Modena, nello stesso anno &egrave; il pi&ugrave; giovane artista del Padiglione Italia della 53. Biennale di Venezia con la video-animazione: La figlia di Isacco, colonna sonora di Paolo Conte. Nel 2010 ha esposto Una Sola Moltitudine alla Fondazione Stelline di Milano e nel 2011 la sua personale Kizuna (con un video con le musiche appositamente realizzate dal maestro Ryuichi Sakamoto) era al Pola Museum di Tokyo. Nel settembre 2011 a Belgrado espone al City Museum, e l&rsquo;installazione La rivoluzione terrestre, curata da Andrea Viliani, con musiche di Alessandro Mannarino, nella Chiesa di San Domenico ad Alba. Nel 2012 ha esposto la personale Udaka alla Nirox Foundation a Johannesburg, nel 2013 ha esposto allo Spazio NonostanteMarras di Milano, l&rsquo;installazione Il momento in cui i nostri occhi si incontrano, a cura di Francesca Alfano Miglietti e, nelle Langhe la personale Dove il cielo s&rsquo;attacca alla collina con testo di Angela Vettese. A ottobre 2013 la mostra Almost Blue a cura di 29 Arts in Progress &egrave; allo spazio Helutrans di Singapore. Nel 2014 realizza la copertina dell&rsquo;ultimo libro di Andrea Bajani La vita non &egrave; in ordine alfabetico edito da Einaudi, presenta a Pietrasanta la mostra Cos&igrave; sia; partecipa alla BiennaleItalia-Cina a Pechino, alle rassegne The Intuitionistal al Drawing Center di New York, Resilienze 2.0 a Palazzo Saluzzo a Torino, al XX Premio Cairo con la video animazione Fermati, O Sole!. Nel 2015 la sua opera Udaka &egrave; esposta nella mostra Holy Mystery, organizzata alla Chiesa del Santo Volto di Torino, in occasione dell&rsquo;ostensione della Sacra Sindone. <br>JUST KIDS dal 20 settembre al 15 novembre 2016 Piazza Duomo, Verona</p>
<p>FONTE: Valerio Berruti</p>
<p>&nbsp;</p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2fHtlPS">https://bit.ly/2fHtlPS</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44486/pier-domenico-garrone-e-isiamed-digitale-media-partner-conferenceampexpo</guid>
	<pubDate>Sun, 13 Nov 2016 17:41:16 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44486/pier-domenico-garrone-e-isiamed-digitale-media-partner-conferenceampexpo</link>
	<title><![CDATA[Pier Domenico Garrone e IsiameD Digitale media partner Conference&amp;Expo]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>IsiameD Digitale, primo istituto italiano di Economia&amp;Diplomazia Digitale, fondato da Pier Domenico Garrone, &egrave; media partner del primo grande evento italiano Conference&amp;Expo, dedicato interamente all&rsquo;innovazione dei pagamenti. Il Salone dei pagamenti &egrave; organizzato da ABI, Associazione Bancaria Italiana.</em></p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2016/11/Garrone-Comunicatore-Italiano.jpg" alt="Garrone Comunicatore Italiano" style="border: 0px;"></p>
<p>Il Salone dei Pagamenti &egrave; il primo grande evento italiano Conference&amp;Expo dedicato interamente all&rsquo;innovazione dei pagamenti, organizzato da ABI, Associazione Bancaria Italiana. Sono in programma 3 giorni di conferenze, incontri, convegni, workshop e networking tra i player di una industry&nbsp;strategica in profonda trasformazione, che hanno uno spazio&nbsp;tutto loro per misurarsi con la&nbsp;<span>crescente convergenza</span>&nbsp;dei canali e con la portata dei cambiamenti in atto.</p>
<p>&Egrave; il primo momento di incontro a tutto campo fra banche,&nbsp;imprese, piattaforme, vendor e clienti consumatori sui&nbsp;<span>temi caldi del no cash</span>&nbsp;e delle risorse tecnologiche&nbsp;che lo rendono possibile.</p>
<p>In questo panorama IsiameD Digitale, la prima management company che integra economia&amp;diplomazia digitale e che progetta e gestisce ricerca applicata per la trasformazione digitale delle Aziende, si inserisce in perfetta armonia come media partner della Conferenza che si &egrave; tenuta ieri, dal titolo &ldquo;Carte di pagamento: banche a confronto sui modelli di gestione &ldquo;, moderata da Pier Domenico Garrone, in quanto esperto di ristrutturazione digitale delle Aziende e progettista di Centri di Analisi e Ricerca Applicata per l&rsquo;Economia Sociale Digitale.</p>
<p>Assieme a Garrone, co &ndash; fondatore de Il Comunicatore italiano e impegnato da settembre 2016 nella start up &ldquo;IsiameD Digitale, primo istituto italiano di Economia&amp;Diplomazia Digitale&rdquo;, sono intervenuti come relatori Paolo Tripodina, Responsabile Prodotti Transazionali Banca dei Territori Intesa Sanpaolo e Marco Ferrero, Direttore Commerciale CartaSi.</p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2016/11/IsiameD-Digitale-Pier-Domenico-Garrone.jpg" alt="IsiameD Digitale Pier Domenico Garrone" style="border: 0px;"></p>
<p><strong>Carte di pagamento: banche a confronto sui modelli di gestione</strong><br>Moderatore:&nbsp;<strong>Pier Domenico Garrone, Il Comunicatore Italiano&nbsp;</strong></p>
<p>I recenti cambiamenti normativi, con particolare riferimento alle carte, stanno cambiando lo scenario competitivo in Europa e in Italia, rendendo necessario per le banche trasformare alcuni modelli di business. Il mercato richiede una maggiore specializzazione che consenta scalabilit&agrave; e riduzione dei costi e questo porta ad una esternalizzazione di segmenti storicamente interni alla banca. I relatori del panel si confronteranno su questi scenari, anche sulla base di alcune importanti e recenti case history.</p>
<p><strong>Fonte:</strong>&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.salonedeipagamenti.com/conferenza/carte-di-pagamento-banche-a-confronto-sui-modelli-di-gestione/69" target="_blank" title="Carte di pagamento: banche a confronto sui modelli di gestione">Salone Dei Pagamenti</a></p>
<div>&nbsp;</div><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2fhmxYg">https://bit.ly/2fhmxYg</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44470/monsignor-giovanni-carr-il-presepe-nel-complesso-di-san-sebastiano</guid>
	<pubDate>Thu, 10 Nov 2016 20:46:32 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44470/monsignor-giovanni-carr-il-presepe-nel-complesso-di-san-sebastiano</link>
	<title><![CDATA[Monsignor Giovanni Carrù, Il presepe nel complesso di San Sebastiano]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Monsignor Giovanni Carr&ugrave;, sacerdote dal 1972 e nominato Segretario della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra dal giugno 2009, nel 2011 ripercorre nel seguente articolo i riferimenti iconografici pi&ugrave; espliciti alla storia della Nativit&agrave; sin dalla prima met&agrave; del III secolo.</em></p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2016/11/Giovanni-Carr%C3%B9-Memorie-della-Nativit%C3%A0-in-catacomba.jpg" alt="Giovanni Carr&ugrave; Memorie della Nativit&agrave; in catacomba" style="border: 0px;"></p>
<p><em>Memorie della Nativit&agrave; in catacomba</em><br><em>Il presepe nel complesso di San Sebastiano</em><br><em>di Giovanni Carr&ugrave;</em></p>
<p>Le allusioni iconografiche alla Nativit&agrave; del Cristo si affacciano all&rsquo;orizzonte figurativo tardo antico sin dalla prima met&agrave; del III secolo, con particolare riguardo all&rsquo; ambiente romano e alla produzione artistica di tipo funerario. Sono celebri gli affreschi che decorano il primo piano della catacomba di Priscilla, sulla via Salaria Nova, che riproducono, nel breve frangente cronologico che va dal 230 al 260, proprio la scena della Nativit&agrave; con il profeta Balaam, l&rsquo;annunciazione a Maria e l&rsquo;adorazione dei Magi. Questi suggestivi documenti iconografici rappresentano la naturale traduzione figurata, in chiave cristologica, di un dibattito dottrinale, che chiama in causa proprio il mistero della Incoronazione e, pi&ugrave; in generale, la vera natura di Ges&ugrave;, in relazione al rapporto che Questi intrattiene con il Padre.</p>
<p>Se la catacomba della via Salaria rappresenta tutto il percorso dell&rsquo; Infantia Salvatoris, prendendo avvio dalla profezia messianica e giungendo all&rsquo; episodio aulico dell&rsquo; adorazione dei Magi, alcuni frammenti veramente esigui e molto rovinati di certi monumenti catacombali recuperano questi temi, trattandoli secondo schemi anche molto originali, come quando, rispettivamente nelle catacombe di Domitilla e dei Santi Pietro e Marcellino, i re d&rsquo; Oriente, che recano i doni al Bambino, sono reduplicati simmetricamente e diventano due o quattro, in perfetta sintonia con le narrazioni evangeliche che, in realt&agrave;, non specificano il numero degli adoratori.</p>
<p>Qualche sorpresa proviene, poi, dalle catacombe di San Sebastiano sulla via Appia Antica, uno dei complessi cimiteriali paleocristiani pi&ugrave; antichi, dedicato alla memoria Apostolorum, ovvero alla venerazione congiunta per i principi degli apostoli. Ebbene, il complesso, che comporta anche la presenza di una basilica circiforme, consacrata dalla famiglia dei Costantinidi proprio a Pietro e Paolo, comprende anche un&rsquo;estesa rete cimiteriale, nota sin dalle prime esplorazioni delle catacombe romane e costellata di iscrizioni, sarcofagi ed affreschi, che arredano gli antichi ambienti ipogei.</p>
<p>Nel secondo piano delle catacombe, il grande archeologo romano Giovanni Battista de Rossi, nel 1877, scopr&igrave; un arcosolio dipinto, gi&agrave; estremamente provato a livello conservativo, tanto che pens&ograve; di farne fare un copia, mentre l&rsquo; iconografo tedesco Joseph Wilpert, agli inizi del Novecento, non riusc&igrave; a far realizzare un acquarello dal pittore Carlo Tabanelli, il quale, pur avendo preparato oltre 600 tavole relative alle pitture catacombali romane, si arrest&ograve; dinnanzi all&rsquo; impresa impossibile di riprodurre il programma pittorico &ndash; pur interessantissimo &ndash; dell&rsquo; arcosolio dipinto.</p>
<p>Nel febbraio del 1995, i responsabili della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra tentarono un delicato intervento conservativo, che evidenzi&ograve; alcuni esigui brani degli affreschi, senza, comunque, recuperare l&rsquo;intero apparato pittorico, caratterizzato da una particolare pittura a secco, eseguita direttamente sull&rsquo; intonaco precedentemente imbiancato. Il confronto delle evidenze pittoriche, ultimamente recuperate, con il disegno fatto eseguire dal de Rossi ci permettono di ricostruire la decorazione dell&rsquo;arcosolio.</p>
<p>Se la lunetta conserva solo labili tracce di un cristogramma con le lettere apocalittiche, l&rsquo;intradosso mostra una distinzione in tre campi, dove si riconoscono l&rsquo;episodio di Mos&egrave; che batte la rupe, la figura di una defunta orante e una essenziale scena di presepe, che si situa proprio nel quadro centrale. Lo stato attuale di conservazione ci permette di individuare, con molta difficolt&agrave;, la mangiatoia, rappresentata come una sorta di tavolo su cui giace il Bambino fasciato e nimbato, presso il quale sono situati l&rsquo;asino e il bue. Sulla scena campeggia un busto maschile nimbato, vestito di tunica e pallio, dove non &egrave; difficile riconoscere l&rsquo;immagine del Cristo adulto, quasi per proiettare, con un audace espediente figurativo, la realt&agrave; dell&rsquo;infanzia di Ges&ugrave; nella prospettiva escatologica del Cristo Salvatore.</p>
<p>La scena, dunque, vuole alludere, in maniera estremamente abbreviata, a una situazione di presepe, ridotta al Bambino nella mangiatoia e agli animali, secondo uno schema caro all&rsquo; arte degli ultimi anni del IV secolo, cos&igrave; come dimostrano un rilievo nel coperchio del sarcofago milanese di Stilicone e un affresco dell&rsquo;ipogeo veronese di Santa Maria in Stelle, dove appunto la Nativit&agrave; &egrave; evocata esclusivamente dagli animali in prossimit&agrave; della culla.</p>
<p>Quest&rsquo; ultimo particolare, come &egrave; noto, deriva esclusivamente dagli scritti apocrifi e, in particolare, dal Vangelo dello Pseudo Matteo e dal Protovangelo di Giacomo, dove si legge che, il terzo giorno dopo la nascita, Maria usc&igrave; dalla grotta ed entr&ograve; nella stalla, dove depose, in una mangiatoia il Bambino che fu adorato dal bue e dall&rsquo; asino.</p>
<p>Un altro esplicito riferimento iconografico alla storia della Nativit&agrave; viene da un esiguo frammento di sarcofago proveniente ancora dal complesso di San Sebastiano e ora conservato nel Museo dei sarcofagi. Il rilievo, riferibile alla met&agrave; del III secolo, mostra una figura femminile che allatta il Bambino al cospetto di un uomo che si appoggia a un bastone. Ebbene, il pensiero corre al luogo lucano (2, 8-20), laddove si narra che &laquo;i pastori, che vegliavano le greggi in quella regione, durante la notte, si recarono a Betlemme per contemplare il prodigio della Nativit&agrave;&raquo;.</p>
<p>Secondo i Padri della Chiesa, l&rsquo;adorazione dei pastori si propone come un coerente contrappunto di quella dei Magi, tanto che i primi rappresentano i giudei e i secondi i pagani, ma anche le due estremit&agrave; della societas christiana.</p>
<p>Le due rappresentazioni della Nativit&agrave; nelle catacombe di San Sebastiano dimostrano come i cristiani dei primi secoli prestino particolare attenzione agli avvenimenti dell&rsquo;Infantia Salvatoris, estrapolando le scene dagli scritti canonici e dalle affabulazioni apocrife, per ampliare lo scenario magico e suggestivo dei tempi dell&rsquo;Avvento e del Natale.</p>
<p><strong>Fonte</strong>&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/300q01.pdf" target="_blank">L&rsquo;Osservatore Romano</a></p>
<div>&nbsp;</div><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2ekIcjn">https://bit.ly/2ekIcjn</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>

</channel>
</rss>