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	<title><![CDATA[MSNI: Tutti i Link]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44984/monsignor-gianni-carr-risalendo-dalle-acque-del-giordano</guid>
	<pubDate>Tue, 10 Jan 2017 17:36:17 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44984/monsignor-gianni-carr-risalendo-dalle-acque-del-giordano</link>
	<title><![CDATA[Monsignor Gianni Carrù Risalendo dalle acque del Giordano]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Monsignor Giovanni Carr&ugrave;, sacerdote dal 1972, &egrave; giunto in Congregazione nel novembre del 2003, al termine di una esperienza ventennale da parroco. Diventa Segretario della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra nel 2009.</em></p>
<p><em><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2017/01/Giovanni-Carr%C3%B9-Risalendo-dalle-acque-del-Giordano.jpg" alt="Giovanni Carr&ugrave; Risalendo dalle acque del Giordano" width="480" height="314" style="border: 0px;"><br></em></p>
<p><strong>Risalendo dalle acque del Giordano di Giovanni Carr&ugrave;</strong></p>
<p>Nel settore settentrionale del comprensorio callistiano, si sviluppa una delle aree pi&ugrave; antiche delle catacombe romane, riferibile, nella sua prima concezione, gi&agrave; nella seconda met&agrave; del ii secolo e definita con il toponimo di &ldquo;cripte di Lucina&rdquo;, per il fatto che &ndash; secondo la tradizione &ndash; una matrona di nome Lucina, con l&rsquo;aiuto di alcuni presbiteri, raccolse le spoglie del pontefice Cornelio (251-253) per deporle in una cripta scavata nel suo praedium sulla via Appia.</p>
<p>Ma l&rsquo;area, come si diceva, presenta segni di antichit&agrave;, che ci rimandano alle prime manifestazioni catacombali nel suburbio romano. Specialmente un cubicolo doppio presenta decorazioni pittoriche estremamente precoci, da riferire ai primi decenni del III secolo, proponendo, cos&igrave;, una delle espressioni pi&ugrave; antiche dell&rsquo;arte cristiana.</p>
<p>I due ambienti sono interessati da affreschi che ricordano le immagini dell&rsquo;orante, del buon pastore, dei &ldquo;pesci eucaristici&rdquo;, ma anche un&rsquo;immagine speciale, che rimanda alla prima rappresentazione del battesimo di Cristo, secondo uno schema, estremamente semplice, rispettando i canoni della pi&ugrave; antica arte cristiana. L&rsquo;affresco, bench&eacute; recentemente restaurato, appare molto svanito, ma lascia intravedere la figura del Battista sulla sponda del Giordano, mentre aiuta il Cristo a risalire dalle acque del fiume. Sulla scena si riconosce la figura della colomba che vola, a mezza altezza, per indicare la presenza dello Spirito, che sovrintende al mistico evento. La semplice raffigurazione sembra tradurre in immagine il luogo evangelico &ldquo;Appena battezzato, Ges&ugrave; usc&igrave; dall&rsquo;acqua; ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui&rdquo; (Matteo, 3, 16).</p>
<p>L&rsquo;ultimo e pi&ugrave; grande profeta dell&rsquo;Antico Testamento e precursore del Cristo nella predicazione e nel battesimo, Giovanni Battista, dopo questa prima suggestiva manifestazione nelle cripte di Lucina, compare in altre scene battesimali, ancora in ambienti catacombali e, in particolare, nei cubicoli dei Sacramenti, sempre a San Callisto, nel cimitero di Domitilla, in quello di Ponziano, ma anche nel sarcofago di Santa Maria Antiqua, nel sarcofago della Lungara e in quello di Giunio Basso, tra la fine del iii e il iv secolo.</p>
<p>&Egrave; sintomatico che l&rsquo;arte cristiana delle origini selezioni il momento particolare del battesimo, in perfetto ossequio con il carattere cristocentrico della cultura figurativa pi&ugrave; antica. Eppure, negli stessi anni, i Padri della Chiesa ricordano la nascita del precursore, i suoi genitori Zaccaria ed Elisabetta (Luca, 1, 5 &ndash; 25), la sua attivit&agrave; apostolica, la sua morte (Marco, 6, 17 &ndash; 25), mentre nello scritto apocrifo, definito Protovangelo di Giacomo si fa riferimento al fatto, secondo cui, dopo la sua morte, il corpo dovrebbe essere stato deposto a Sebaste, dove godeva di un culto, anche se la sua tomba fu distrutta al tempo di Giuliano l&rsquo;Apostata (Rufino, Historia Ecclesiastica 2, 28).</p>
<p>Com&rsquo;&egrave; noto, molte basiliche e, segnatamente, molti battisteri furono dedicati al Battista e, in particolare, ad Alessandria, a Roma e a Ravenna. In quest&rsquo;ultima citt&agrave;, i due battisteri, rispettivamente degli ortodossi e degli ariani, accolgono nello zenit delle cupole decorate in mosaico, proprio la scena del battesimo del Cristo. In queste scene, fin dalle prime manifestazioni, il Battista assume dimensioni pi&ugrave; importanti rispetto al Cristo, nel senso che, nella gerarchia delle proporzioni, san Giovanni &egrave; il primo attore ed il protagonista dell&rsquo;azione del battesimo.</p>
<p>Dal v secolo, accanto alla scena dell&rsquo;iniziazione del Cristo da parte del Battista, si diffondono altri temi ispirati all&rsquo;annunciazione a Zaccaria ed Elisabetta, alla nascita di Giovanni, al cantico di Zaccaria, alla fuga di Elisabetta, specialmente nei codici miniati, a cominciare dall&rsquo;Evangelario di Rabbula e continuando con quello sinopense di Parigi. La figura del Battista appare in tutta la sua enfasi nell&rsquo;arte bizantina e, segnatamente, nell&rsquo;oratorio di San Giovanni in Laterano, nella cattedra eburnea di Massimiano, nella basilica di Santa Maria Antiqua.</p>
<p>Per quanto riguarda gli edifici di culto dedicati al Battista, esiste un antico memoriale in Palestina, forse riferibile al v secolo, nel sito di Qasr el-Jehud, sorto nel luogo dove, secondo la tradizione, avvenne il battesimo del Cristo, mentre, a Sebaste &ndash; come si &egrave; anticipato &ndash; un monumento basilicale doveva essere stato eretto sul sepolcro del precursore.</p>
<p>A Costantinopoli vennero dedicati a Giovanni Battista oltre una quindicina di edifici di culto. L&rsquo;iconografia tradizionale del precursore, &ldquo;vestito di pelli di cammello con una cintura di cuoio attorno i fianchi (&hellip;) mentre si cibava di locuste e di miele selvatico&rdquo; (Matteo, 3, 4) nasce solo nel medioevo.</p>
<p><strong>Fonte</strong>:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.ilcattolico.it/rassegna-stampa-cattolica/formazione-e-catechesi/la-piu-antica-immagine-di-san-giovanni-battista-si-trova-nelle-cripte-romane-di-lucina.html" target="_blank">IlCattolico.it</a></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2izYOBn">https://bit.ly/2izYOBn</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44971/massano-giuseppe-bonifica-cava-e-produzione-di-energia-pulita</guid>
	<pubDate>Mon, 09 Jan 2017 18:33:24 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44971/massano-giuseppe-bonifica-cava-e-produzione-di-energia-pulita</link>
	<title><![CDATA[Massano Giuseppe: bonifica cava e produzione di energia pulita]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>La Massano srl di Giuseppe Massano in provincia di Cuneo ha terminato i lavori di bonifica del sottosuolo e successivamente la predisposizione del piano di posa per impianti fotovoltaici, per l&rsquo;alimentazione dell&rsquo;attivit&agrave; industriale e della palazzina uffici, dei magazzini e del deposito mezzi.</em></p>
<p>Conclusa l&rsquo;estrazione di materiale per opere stradali presso una cava sita nel comune di Pianfei in provincia di Cuneo. Giuseppe Massano, titolare della ditta Massano srl di Montanera ha avviato i lavori di bonifica del sottosuolo e successivamente la predisposizione del piano di posa per impianti fotovoltaici.</p>
<p>L&rsquo;impianto ha consentito di recuperare una superficie ormai sfruttata, non adatta alla coltivazione in modo da creare valore ed energia pulita per la comunit&agrave;; &egrave; stata infatti riconvertita una vecchia cava per l&rsquo;estrazione di materiale edile, proprio in localit&agrave; Pianfei, in due impianti fotovoltaici a terra che assicurano il recupero dell&rsquo;area del territorio e la produzione di energia pulita a beneficio della comunit&agrave;.</p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2017/01/CAVA-IN-CORSO-VISTA-GENERALE-2006.jpg" alt="Cava estrazione inerte per costruzioni stradali" width="480" height="320" style="border: 0px;"><span></span></p>
<p style="text-align: LEFT;"><span><strong>Cava estrazione inerte per costruzioni stradali</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I due impianti fotovoltaici, che fanno a capo a due distinte societ&agrave; di capitali, Pianfei Uno Srl e Pianfei Due Srl, che assicurano complessivamente una produzione a terra dei circa 3 MW, sono stati realizzati dopo aver attenuto le necessarie autorizzazioni e permessi autorizzativi.</p>
<p>Tali societ&agrave; hanno un patrimonio netto complessivo di circa 11,5 milioni di euro e sono partecipate in modo rilavante dalla Massano srl di Massano Giuseppe.</p>
<p>La tecnologia del fotovoltaico &egrave; uno tra gli strumenti che possono contribuire al raggiungimento degli stringenti obiettivi postisi dalle&nbsp;<em>governance</em>&nbsp;mondiali in termini di riduzione dei consumi di energia primaria e di emissioni in atmosfera.</p>
<p>Lo sviluppo delle fonti rinnovabili mediante la razionalizzazione della produzione di energia elettrica permette infatti:</p>
<p>a) la diminuzione dell&rsquo;utilizzo di energia primaria;<br>b) la riduzione delle emissioni di anidride carbonica.</p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2017/01/Foto-aerea-Pianfei-fv-1-2.jpg" alt="Foto aerea Pianfei fv 1-2" style="border: 0px;"><span></span></p>
<p style="text-align: LEFT;"><span><strong>Impianto fotovoltaico&nbsp;</strong></span></p>
<p><strong>Fonte</strong>:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.massanogroup.it/ita/" target="_blank">Massano Giuseppe</a></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2iUbRyS">https://bit.ly/2iUbRyS</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44952/italiani-drogati-di-smartphone</guid>
	<pubDate>Sat, 07 Jan 2017 21:00:45 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44952/italiani-drogati-di-smartphone</link>
	<title><![CDATA[Italiani drogati di smartphone]]></title>
	<description><![CDATA[<h3>7 Italiani su 10 non riescono a staccarsi dal telefono.</h3>
<p>&nbsp;<img src="https://cellularsalesblog.com/wp-content/uploads/2015/07/o-SMARTPHONE-facebook.jpg" alt="italiani ossessionati dallo smartphone" width="650" style="border: 0px;"></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Staccarsi dal proprio smartphone &egrave;, per 7 italiani su 10, praticamente impossibile. Sguardo sempre basso e fisso sullo schermo, mani intente a scorrere sul display in cerca di messaggi, notizie, foto, giochi. E, soprattutto, una completa alienazione dal contesto, una totale indifferenza verso ci&ograve; che accade intorno. Gli esperti la chiamano &ldquo;sindrome da hand-phone&rdquo;, ovvero &ndash; letteralmente &ndash; &ldquo;sindrome da telefono in mano&rdquo;.</p>
<p>I luoghi pi&ugrave; gettonati? Principalmente i mezzi pubblici (78%), poi il posto in cui si lavora (69%) e persino quello in cui si va in vacanza (41%). Una condizione ossessiva, una patologia. Che ha contagiato milioni di italiani. Il 72%, per l&rsquo;appunto. Questi i risultati di uno studio condotto su 4500 individui tra i 18 e i 65 anni, realizzato sui pi&ugrave; importanti social network grazie ad un sistema di monitoraggio online attuato con la metodologia WOA (&ldquo;Web Opinion Analysis). La nuova forma di dipendenza &egrave; tale da esercitare nei confronti delle sue vittime una vera e propria ipnosi: chi ne rimane affetto &egrave; spesso costretto ad usufruire della sola mano libera pur di non separarsi dal cellulare. Per quanto incredibile possa sembrare, i dati lo confermano: il 19% degli italiani utilizza lo smartphone per 6 ore al giorno, percentuale che negli adolescenti arriva al 42%, laddove il 21% rimane comunque su una media di 4 ore. I &ldquo;malati&rdquo; di cellulare sono pi&ugrave; donne che uomini, rispettivamente il 58% e il 43%, con et&agrave; tra i 18 e i 24 anni (67%), tra i 35 e i 54 (56%) e fra i 13 e i 17 (31%).</p>
<p>&laquo;Non si tratta di disintossicarsi dalla tecnologia, ma di imparare ad usarla&raquo;, sostiene il sociologo Francesco Mattioli, professore di scienze sociali all'Universit&agrave; di Roma La Sapienza. &ldquo;Saperla governare senza diventarne schiavi. La societ&agrave; odierna mescola spesso questi due ingredienti creando degli zombie incontinenti. E&rsquo; necessario che l&rsquo;interazione diretta, pi&ugrave; complessa e difficile da gestire, non sia progressivamente sostituita da quella indiretta, che richiede minor impegno&rdquo;.</p>
<p>I 50 esperti, sociologi ed antropologi, che si sono concentrati sullo studio del fenomeno, hanno allora stilato un &ldquo;decalogo&rdquo; per guarire dalla sindrome da hand-phone e riappropriarsi dell&rsquo;uso delle mani:</p>
<p>Dedicarsi all&rsquo;attivit&agrave; fisica, per recuperare il contatto reale con ci&ograve; da cui si &egrave; circondati e separarsi dal mondo virtuale.</p>
<p>RESISTERE. All&rsquo;istinto di controllare in modo ossessivo il cellulare.</p>
<p>Alzare la testa e lo sguardo, osservando persone e situazioni senza filtri.</p>
<p>Sfruttare tutti e 5 i sensi, nei vari modi possibili</p>
<p>&ldquo;Go offline&rdquo;, ovvero: spegnere il telefono. E occuparsi degli amici, della famiglia, del lavoro. Di qualunque cosa sia di interesse.</p>
<p>&ldquo;Old but gold&rdquo;: ricorrere all&rsquo;uso di strumenti tradizionali per liberare mani e testa dalla tecnologia, che si tratti di un orologio da polso o di una sveglia per sapere che ora sia, ad esempio.</p>
<p>Incontrarsi. Quindi, conoscere e frequentare gli altri di persona, in modo diretto.</p>
<p>Inserire ostacoli all&rsquo;uso veloce dello smartphone, ad esempio installando un codice di sicurezza per l&rsquo;accesso o eliminando le applicazioni che maggiormente stimolano la dipendenza.</p>
<p>Utilizzare il &ldquo;batch processing&rdquo;, concentrando in un unico momento pi&ugrave; attivit&agrave; da svolgere con il cellulare, in modo da avere poi pi&ugrave; tempo da dedicare ad altro.</p>
<p>Tenere le mani impegnate: con un libro, un gelato, una penna.</p>
<p>O un&rsquo;altra mano. Che sarebbe il massimo.</p>
<p>&nbsp;</p><p>URL del Link: <a href="https://www.ilmessaggero.it/tecnologia/hitech/sindrome_dipendenza_smartphone-2181541.html">https://www.ilmessaggero.it/tecnologia/hitech/sindrome_dipendenza_smartphone-2181541.html</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44940/regali-utili-e-introvabili</guid>
	<pubDate>Fri, 06 Jan 2017 20:27:16 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44940/regali-utili-e-introvabili</link>
	<title><![CDATA[REGALI UTILI E INTROVABILI]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Una selezione di regali inusuali, utili e introvabili</p><p>URL del Link: <a href="https://systemeuro.blogspot.it/p/speciale-natale-regali-utili-introvabili.html">https://systemeuro.blogspot.it/p/speciale-natale-regali-utili-introvabili.html</a></p>]]></description>
	<dc:creator>stefabene</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44939/i-migliori-libri-in-lingua-italiana</guid>
	<pubDate>Fri, 06 Jan 2017 20:23:38 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44939/i-migliori-libri-in-lingua-italiana</link>
	<title><![CDATA[I migliori libri in lingua italiana]]></title>
	<description><![CDATA[<p>I migliori libri in lingua italiana divisi per categoria. In continuo aggiornamento</p><p>URL del Link: <a href="https://systemeuro.blogspot.it/p/blog-page_69.html">https://systemeuro.blogspot.it/p/blog-page_69.html</a></p>]]></description>
	<dc:creator>stefabene</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44938/i-migliori-ebooks</guid>
	<pubDate>Fri, 06 Jan 2017 20:20:27 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44938/i-migliori-ebooks</link>
	<title><![CDATA[I migliori ebooks]]></title>
	<description><![CDATA[<p>I migliori ebooks in lingua italiana divisi per categorie. In continuo aggiornamento</p><p>URL del Link: <a href="https://systemeuro.blogspot.it/p/ebooks.html">https://systemeuro.blogspot.it/p/ebooks.html</a></p>]]></description>
	<dc:creator>stefabene</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44922/monsignor-gianni-carr-la-scoperta-archeologica-del-sottosuolo-di-ardea</guid>
	<pubDate>Thu, 05 Jan 2017 15:30:46 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44922/monsignor-gianni-carr-la-scoperta-archeologica-del-sottosuolo-di-ardea</link>
	<title><![CDATA[Monsignor Gianni Carrù, la scoperta archeologica del sottosuolo di Ardea]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Mons.&nbsp;Giovanni Carr&ugrave;, attualmente Segretario Generale della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, valorizza la scoperta archeologica del sottosuolo di Ardea, in una visita all&rsquo;Ipogeo di Ardea con Monsignor Gibellini e con Sua Eccellenza Monsignor Marcello Semeraro, attuale Vescovo della Diocesi suburbicaria di Albano.</em></p>
<p><em><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2017/01/monsignor-semeraro-in-visita-ad-ardea.jpg" alt="monsignor-semeraro-in-visita-ad-ardea" style="border: 0px;"><br></em></p>
<p>Sua Eccellenza Monsignor Marcello Semeraro, attuale Vescovo della Diocesi suburbicaria di Albano, in visita all&rsquo;Ipogeo di Ardea. Ad attendere gli alti prelati il parroco della chiesa di San Pietro Apostolo, Monsignor Adriano Gibellini, accompagnato da Monsignor Giovanni Carr&ugrave;, Segretario Pontificio Commissione Archeologica Sacra, con i rispettivi segretari tra cui il giovane Don Alessandro Paone, cittadino di Ardea, consacrato sacerdote proprio da Monsignor Semeraro. Il corteo ha raggiunto l&rsquo;ingresso dell&rsquo;Ipogeo, scortato dai carabinieri del luogotenente Antonio Landi, comandante la locale tenenza. La delegazione ha poi incontrato il professor Francesco Di Mario, l&rsquo;archeologo famoso per le sue scoperte archeologiche, che ha illustrato le bellezze dell&rsquo;antico santuario pagano, in seguito trasformato in oratorio cristiano.</p>
<p>La presenza di Monsignor Giovanni Carr&ugrave; la dice lunga sull&rsquo;importanza della scoperta archeologica e dell&rsquo;archeologia che il sottosuolo Di Ardea conserva gelosamente. Non &egrave; escluso che per l&rsquo;affetto e la fiducia che sua Santit&agrave; nutre per il Vescovo Marcello Semeraro, questi in futuro non possa venire ad Ardea a visitare le scoperte archeologiche rutule. Il Papa, ad un mese dalla sua elezione, ha costituito un gruppo di 8 cardinali, per consigliarlo nel governo della Chiesa universale, e per studiare un progetto di revisione della &ldquo;Pastor Bonus&rdquo;, la costituzione sulla curia romana.</p>
<p>Monsignor Marcello Semeraro, Vescovo di Albano, ricopre la funzione di segretario in detto gruppo di lavoro. &ldquo;Tra il Papa e il vescovo Semeraro &ndash; spieg&ograve; il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi &ndash; &egrave; noto che c&rsquo;&egrave; un rapporto di fiducia che data almeno dal Sinodo 2001, quando l&rsquo;allora Cardinale Bergoglio era relatore generale aggiunto, e dovette sostituire il relatore, che era l&rsquo;arcivescovo di New York richiamato in Diocesi dalla tragedia delle Torri Gemelle, e Monsignor Semeraro era segretario speciale, dunque il suo principale collaboratore&rdquo;.</p>
<p>Monsignor Semeraro &egrave; stato anche uno dei primi prelati ad essere ricevuto da Francesco dopo l&rsquo;elezione a Sommo Pontefice, l&rsquo;incontro avvenne nel pomeriggio del 17 marzo a Santa Marta.</p>
<p><strong>Fonte</strong>:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.ilfaroonline.it/2013/05/29/monsignor-semeraro-in-visita-ad-ardea/37020/" target="_blank">Il Faro on Line</a></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2j0DHbn">https://bit.ly/2j0DHbn</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44905/le-banche-e-i-mutui-ci-devono-soldi-ma-se-ne-dimenticano</guid>
	<pubDate>Tue, 03 Jan 2017 12:52:50 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44905/le-banche-e-i-mutui-ci-devono-soldi-ma-se-ne-dimenticano</link>
	<title><![CDATA[Le banche e i mutui: ci devono soldi, ma se ne dimenticano]]></title>
	<description><![CDATA[<p>L&rsquo;ultima magagna delle banche a danno dei consumatori l&rsquo;ha scoperta nientemeno che la <strong>Banca d&rsquo;Italia</strong>.</p>
<p>Che ovviamente si guarda bene dal denunciare il fattaccio pubblicamente, limitandosi a &ldquo;<em>suggerire</em>&rdquo; agli istituti di credito vigilati di darsi una regolata.</p>
<p><img src="https://3.bp.blogspot.com/--7zQNjn5BQM/V2u7Fd2xKbI/AAAAAAAADTs/HbhIR2DfTbAJm2Wxd3pCoAyl9OeRfRk4ACKgB/s1600/BAA.png" alt="Truffa banche mutui" width="600" style="border: 0px;"></p>
<p>Di che si tratta? <br>La magagna &ndash; messa nera su bianco in un dossier riservato di Bankitalia &ndash; riguarda i mutui e, nello specifico, le polizze vita legate ai finanziamenti per l&rsquo;acquisto di abitazioni. Secondo quanto accertato dall&rsquo;autorit&agrave; di vigilanza, <span style="text-decoration: underline;">ai clienti che estinguono in anticipo una fetta del prestito, le banche non restituiscono la quota parte del premio assicurativo</span>. Una specie di furto o appropriazione indebita, a sfogliare il <span style="text-decoration: underline;">codice penale</span>. Facciamo un esempio per capire meglio: nel caso di un mutuo da 200mila euro, in relazione al quale &egrave; stata sottoscritta una polizza da 10mila euro, il consumatore che salda prima della scadenza naturale met&agrave; del mutuo (quindi 100mila euro) ha diritto (o, meglio, avrebbe diritto) <span style="text-decoration: underline;">al <strong>rimborso di 5mila euro</strong></span>. Ma &egrave; al momento del pagamento che scatta il sostanziale scippo degli istituti. <strong>Una pratica tanto scorretta quanto inspiegabile</strong>. In effetti, la restituzione del premio assicurativo dovrebbe essere <strong>obbligatoria oltre che automatica</strong> e rientra nell&rsquo;ambito di regole della stessa autorit&agrave; di vigilanza ribadite in un piano d&rsquo;azione sulla trasparenza ad agosto 2015.</p>
<p>E invece le norme dettate da Via Nazionale sono calpestate e ignorate dalle banche. Insomma, le regole scritte per tutelare i consumatori sono state considerate carta straccia allo sportello. A 18 mesi di distanza dal varo di quelle norme, l&rsquo;autorit&agrave; guidata dal governatore Ignazio Visco alza (assai timidamente) la voce.</p>
<p>Senza dimenticare che le polizze vita legate ai mutui vengono di fatto imposte ai correntisti. Le banche, in questo modo, incassano commissioni su un prodotto offerto da un altro soggetto (compagnia assicurativa) e si mettono al riparo da qualsiasi tipo di rischio (dalla morte alla perdita del lavoro del cliente). Dicevamo della mancata denuncia pubblica da parte di Bankitalia e della cosiddetta moral suasion. Ovvero dei consigli amichevoli: &egrave; una vecchia abitudine nei rapporti tra vigilante e banche vigilate. Quasi una prassi: sta di fatto che Bankitalia ha chiesto all&rsquo;Abi (<em>Associazione bancaria italiana</em>) di sensibilizzare gli istituti di credito. E l&rsquo;Associazione presieduta da Antonio Patuelli ha obbedito al diktat di palazzo Koch. Cos&igrave; il 23 dicembre, il vicedirettore generale dell&rsquo;Abi, Gianfranco Torriero, ha scritto una <span style="text-decoration: underline;">lettera ai banchier</span>i.</p>
<p>Non proprio una missiva per augurare buon Natale, quella partita da palazzo Altieri, ma poche righe per tirare le orecchie agli associati. Nella comunicazione riservata, Torriero spiega di essere stato informato dall&rsquo;Ivass (il braccio assicurativo di Bankitalia, l&rsquo;ex Isvap), sull&rsquo;avvio di &ldquo;attivit&agrave; di analisi e di confronto diretto con gli operatori volte verificare il livello di implementazione dei piani di azione adottati dai consigli di amministrazione, in attuazione degli impegni previsti dalla lettera al mercato pubblica da Ivass e Banca d&rsquo;Italia il 26 agosto 2015, in tema di polizze abbinate ai mutui e agli altri finanziamenti&rdquo;. La vigilanza &ndash; spiega il vicedg Abi &ndash; ha rilevato &ldquo;che, in caso di estinzione parziale del finanziamento, non tutti gli operatori hanno implementato i processi finalizzati all&rsquo;automatica restituzione al cliente del premio non goduto della polizza, sebbene ci siano indicazioni in tal senso nei piani di azione approvati&rdquo;. Poi, la moral suasion: &ldquo;L&rsquo;Autorit&agrave; di vigilanza richiede di sensibilizzare gli associati a implementare rapidamente le modifiche al processo finalizzate alla restituzione del premio al cliente anche in caso di estinzione parziale del finanziamento, qualora le modifiche ai processi informatici che possono prevedere tempi lunghi non siano state gi&agrave; pienamente attuate&rdquo;.</p>
<p>A leggerla con la lente dell&rsquo;Abi, la questione sarebbe da ricondurre a ragioni squisitamente tecniche. Conoscendo le &ldquo;abitudini&rdquo; degli istituti, invece, viene pi&ugrave; facile pensare che dietro la mancata attuazione dei processi informatici, si nasconda il solito comportamento da furbi. Della serie: in effetti ti dovevo dei soldi, ma mi sono dimenticato. In attesa di ulteriori verifiche e chiarimenti da parte di Bankitalia, i cittadini che hanno restituito in anticipo parte del mutuo controllino a fondo tutti i documenti della banca.</p><p>URL del Link: <a href="https://www.liberoquotidiano.it/news/economia/12264520/mutuo-polizza-assicurazione-banca-non-restituisce-soldi.html">https://www.liberoquotidiano.it/news/economia/12264520/mutuo-polizza-assicurazione-banca-non-restituisce-soldi.html</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44831/matteo-del-fante-terna-firmato-accordo-triennale-con-gdf</guid>
	<pubDate>Thu, 29 Dec 2016 17:55:19 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44831/matteo-del-fante-terna-firmato-accordo-triennale-con-gdf</link>
	<title><![CDATA[Matteo Del Fante Terna firmato accordo triennale con GDF]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>L&rsquo;accordo triennale &egrave; stato firmato dall&rsquo;Amministratore Delegato di Terna, Matteo Del Fante, e dal comandante generale della Guardia di Finanza, Generale Giorgio Toschi, alla presenza della Presidente di Terna, Catia Bastioli e del Direttore della Divisione Corporate Affairs di Terna, Giuseppe Lasco, con l&rsquo;obiettivo &ldquo;di rafforzare ulteriormente la prevenzione del rischio di infiltrazione criminale nel tessuto economico e tutelare la legalit&agrave; nella realizzazione delle infrastrutture elettriche&rdquo;.&nbsp;</em></p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2016/12/Matteo-Del-Fante-GDF-Terna.jpg" alt="Matteo Del Fante GDF Terna" style="border: 0px;"><span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&ldquo;In Terna abbiamo una grande sensibilit&agrave; per la cultura della legalit&agrave; e della trasparenza, entrambi principi che riteniamo fondamentali per lo sviluppo del nostro Paese &ndash; ha dichiarato Giuseppe Lasco, Direttore della Divisione Corporate Affairs di Terna. Lo conferma anche il fatto che nel 2015 siamo stati i primi in Italia a realizzare un progetto come &ldquo;Cantieri Aperti &amp; Trasparenti&rdquo; e ad un solo anno di distanza lo abbiamo ulteriormente migliorato, rendendo disponibili a tutti ancora pi&ugrave; informazioni in una logica di sicurezza integrata&rdquo;.</p>
<p>Trasparenza nella gestione degli appalti e nelle procedure di affidamento di lavori, lotta a corruzione, lavoro nero e irregolarit&agrave; contributiva, nuove regole ambientali per un sempre pi&ugrave; stringente controllo di legalit&agrave; nell&rsquo;ambito del trattamento dei rifiuti e di tutti i materiali di produzione, condivisione di informazioni gi&agrave; dalla fase di avvio dei procedimenti di gara e vigilanza sulla corretta utilizzazione delle materie prime, formazione dei dipendenti.</p>
<p>Questi sono i principi cardine di &ldquo;Sicurezza in rete&rdquo;, il progetto che verr&agrave; realizzato grazie al protocollo d&rsquo;intesa che Matteo Del Fante, amministratore delegato di Terna, e Giorgio Toschi, comandante generale della Guardia di Finanza, hanno firmato, alla presenza della presidente di Terna Catia Bastioli e del direttore della Divisione Corporate Affairs Giuseppe Lasco, con l&rsquo;obiettivo &ldquo;di rafforzare ulteriormente la prevenzione del rischio di infiltrazione criminale nel tessuto economico e tutelare la legalit&agrave; nella realizzazione delle infrastrutture elettriche&rdquo;.</p>
<p>Per Toschi &ldquo;l&rsquo;intesa consolida la proficua collaborazione che gi&agrave; esiste tra la Guardia di Finanza e il gestore della rete elettrica, in una prospettiva di massima tutela delle dinamiche di libera concorrenza nel mercato&rdquo;. &ldquo;Questa sinergia con la Guardia di Finanza &ndash; sottolinea Del Fante &ndash; rappresenta un ulteriore passo in avanti verso la totale trasparenza e la lotta alla corruzione. Siamo estremamente orgogliosi di proseguire ed ampliare la collaborazione con il Corpo, per garantire la qualit&agrave; e la trasparenza del nostro lavoro e dare ancora una volta un contributo concreto allo sviluppo del Paese&rdquo;.&nbsp; Terna dispone di una task force di 15 professionisti dedicati a questo progetto, di una nuova piattaforma informatica e di innovativi software in grado di correlare e processare la grande mole di informazioni e dati raccolti attraverso le 10 diverse banche dati, che verranno poi condivisi con la Guardia di Finanza. Grazie a questo accordo, infatti, Terna metter&agrave; a disposizione della Guardia di Finanza e segnaler&agrave; tutte le informazioni rilevanti per la prevenzione e la repressione di irregolarit&agrave;, frodi e di ogni altro illecito di natura economico-finanziaria. Inoltre, la collaborazione prevede l&rsquo;impegno comune per contrastare il lavoro nero e l&rsquo;irregolarit&agrave; contributiva, oltre al controllo e monitoraggio sulla corretta destinazione e utilizzazione di materie prime e di semilavorati, con grande attenzione alla tutela dell&rsquo;ambiente e della salute e sicurezza dei lavoratori: un approccio integrato unico nel suo genere, con l&rsquo;obiettivo di rafforzare una visione organica del lavoro d&rsquo;impresa su legalit&agrave;, trasparenza e ambiente. L&rsquo;obiettivo della massima trasparenza nella gestione degli appalti e nel monitoraggio delle aziende che partecipano alle gare viene perseguito anche in collaborazione con il Nucleo Speciale Anticorruzione della Guardia di Finanza, a cui Terna fornisce mensilmente un report riservato con&nbsp;il dettaglio su tutte le attivit&agrave; realizzative in corso in tutte le regioni d&rsquo;Italia. I termini dell&rsquo;accordo prevedono anche la possibilit&agrave; di avviare dei percorsi di formazione da parte della Guardia di Finanza, anche attraverso la promozione e organizzazione di incontri, seminari e corsi, per consolidare le conoscenze e le competenze dei dipendenti di Terna in tutti gli ambiti di questa collaborazione. L&rsquo;azienda, inoltre, ha realizzato il portale &ldquo;GdF Cantieri Terna: Appalti e Subappalti&rdquo;, uno strumento a uso esclusivo della Guardia di Finanza che consente ai reparti del Corpo di avere a disposizione un flusso informativo di primaria importanza per l&rsquo;acquisizione di informazioni sulle attivit&agrave; investigative condotte sul territorio. L&rsquo;intesa, che rinnova e allarga gli ambiti di attivit&agrave; previsti dagli accordi siglati gi&agrave; nel 2009 tra le Fiamme Gialle e la societ&agrave; che gestisce la rete elettrica nazionale, ha dato positivi risultati in questi anni, contribuendo al rafforzamento del sistema di sicurezza adottato da Terna.</p>
<p><strong>Fonte</strong>:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.italpress.com/legalita/terna-sottoscrive-accordo-con-guardia-di-finanza" target="_blank">Ital Press</a></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2hoKJoZ">https://bit.ly/2hoKJoZ</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/44830/massano-giuseppe-terminati-lavori-sicurezza-strada-per-castelmagno</guid>
	<pubDate>Wed, 28 Dec 2016 14:44:41 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/44830/massano-giuseppe-terminati-lavori-sicurezza-strada-per-castelmagno</link>
	<title><![CDATA[Massano Giuseppe terminati lavori sicurezza strada per Castelmagno]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Si sono definitivamente conclusi, prima della brutta stagione, i lavori di finitura e in parete per la sistemazione dei dissesti lungo la strada provinciale 112 della valle Grana, nel comune di Castelmagno, finanziati nell&rsquo;ambito dell&rsquo;accordo di programma tra il ministero dell&rsquo;Ambiente e la Regione. I lavori sono stati appaltati alla ditta Massano di Montanera, di Giuseppe Massano.</p>
<p>Nel 2015 si erano completate le opere strutturali relative al prolungamento del paravalanghe in localit&agrave; Cauri e al completo rifacimento del muro di sostegno in zona Colletto. Quest&rsquo;anno si sono svolte le opere di completamento e finitura nei vari punti d&rsquo;intervento.</p>
<p>In localit&agrave; Cauri, dove il paravalanghe esistente &egrave; stato prolungato verso valle, si &egrave; completata la pulizia e la riverniciatura dell&rsquo;opera, oltre ad impermeabilizzare l&rsquo;estradosso del solaio per garantire una migliore durata nel tempo. Il lavoro &egrave; stato eseguito utilizzando una guaina di tipo &ldquo;ardesiato&rdquo; in grado di limitare l&rsquo;impatto visivo della copertura. Nel contempo, poco a monte del paravalanghe e dopo un adeguato disgaggio in parete, sono state posate le reti parasassi e le funi di armatura in parete per imbrigliare uno sperone roccioso posto ad una quota di 40 metri, a picco sulla sottostante provinciale.</p>
<p>In zona Colletto, dove nel 2015 &egrave; stato completamente ricostruito il muro di sostegno di sottoscarpa per una lunghezza di circa 100 metri con un intervento in calcestruzzo armato, nel 2016 si &egrave; operato il rivestimento in pietra del paramento cos&igrave; da contenerne l&rsquo;impatto ambientale come richiesto dagli enti autorizzativi. nell&rsquo;ambito dell&rsquo;intervento si &egrave; completato il sistema di smaltimento delle acque con la realizzazione di una cunetta alla francese, la posa di due attraversamenti stradali, la bitumatura stradale e l&rsquo;installazione di una nuova barriera di sicurezza stradale per tutto il tratto di intervento.</p>
<p>Infine, si &egrave; conclusa la manutenzione straordinaria dei paravalanghe in localit&agrave; Neirone, a monte del capoluogo Campomolino lungo la strada provinciale 333. Anche qui si sono svolti lavori di pulizia e verniciatura alla base delle strutture a difesa della provinciale, realizzando un cordolo di fondazione necessario all&rsquo;ancoraggio della barriera di sicurezza stradale.</p>
<p>Fonte: La Stampa</p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2imFcBd">https://bit.ly/2imFcBd</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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