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	<title><![CDATA[MSNI: Tutti i Link]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<pubDate>Mon, 20 Nov 2017 13:50:06 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/56194/globalpower-music-is-the-global-power-dischirotti</link>
	<title><![CDATA[globalpower: Music is the Global Power. Dischirotti]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em><strong>Dischirotti. Music is the Global Power.</strong>&nbsp;Matteo Bresaola, founder del progetto e la propria intuizione alla mostra &ldquo;Music is the Global Power&rdquo; presso l&rsquo;AtelierS&igrave; di Bologna. Con il supporto di Global Power.</em></p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2017/11/Dischirotti-Global-Power.jpeg" alt="dischirotti-global-power" style="border: 0px;"></p>
<p>Music is the Global Power. Dischirotti. Musica, comunicazione social e grafica riuniti in un&rsquo;idea &ldquo;veronese&rdquo;. Quando grafica e musica si incontrano in una comunicazione social, si rischia di perdere di vista la dimensione fisica delle proprie passioni. La mostra di Dischirotti vuole invece utilizzare i canoni comunicativi dei social network per creare qualcosa di fisico, tangibile, del quale mantenere un ricordo.&nbsp;<strong>Il contesto social &egrave; richiamato a pi&ugrave; riprese, ma vuole essere vettore per un&rsquo;esperienza reale</strong>. Abbiamo portato Instagram, Spotify e Facebook in uno spazio fisico, dove potrete sperimentare l&rsquo;esperienza di Dischirotti.&nbsp;<strong>Cos&igrave; il veronese Matteo Bresaola, founder del progetto Dischirotti, descrive la mostra &ldquo;Music is the Global Power&rdquo;</strong>,&nbsp;(ospitata dall&rsquo;AtelierS&igrave; di Bologna fino al 4 novembre).</p>
<p>L&rsquo;esposizione, inaugurata in occasione della Bologna Design Week 2017, ha portato alla luce l&rsquo;esperienza virtuale di Dischirotti, nata su Instagram&nbsp;<strong>per condividere giorno per giorno le copertine dei dischi pi&ugrave; significative nella storia della musica e che trova ora nuova forma in uno spazio materiale.</strong></p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.dailyfocus.net/music-is-the-global-power-dischirotti-musica-comunicazione-social-e-grafica-riuniti-in-unidea-veronese/global-power-dischirotti/"><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2017/11/Global-Power-Dischirotti.jpeg" alt="global-power-dischirotti" style="border: 0px;"></a></p>
<p>Nicola Gasparoni, presidente della Global Power Spa che con oltre 850 GWh gestiti e 400 impianti di produzione da fonti rinnovabili (fotovoltaico ed idroelettrico) punta fin dalla sua nascita, nel 2004, su innovazione e sostenibilit&agrave;, ha spiegato cos&igrave; la scelta di supportare il progetto Dischirotti: &ldquo;<strong>Anche la musica &egrave; energia e Global Power ne riconosce e promuove il valore</strong>. Sosteniamo il progetto Dischirotti non solo perch&eacute; il claim della mostra, Music is the Global Power, ha evidenti affinit&agrave; con il naming del nostro brand, ma anche per la carica virtuosa e innovativa che il progetto esprime. Dischirotti &ndash; continua il presidente Gasparoni &ndash; usa i social per creare l&rsquo;opportunit&agrave; di una ricerca musicale alternativa; Global Power offre un nuovo approccio all&rsquo;energia: sostenibile e 100% green. Musica ed energia, dunque, si fondono in una vision comune e virtuosa&rdquo;.</p>
<p>La mostra ha proposto un modo innovativo di fruire insieme musica e arte sviluppandosi in quattro<br>sezioni diverse che hanno voluto coniugare in un unico spazio fisico grafica, musiche e il mondo virtuale dei social network:&nbsp;<strong>#dischifreschi</strong>,&nbsp;<strong>#thewall</strong>,&nbsp;<strong>#Ar&egrave;/Make</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>#dischirottee</strong>.</p>
<p><strong>FONTE</strong>:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.veronasera.it/cronaca/Dischirotti-progetto-veronese-musica-social-grafica-25-ottobre-2017.html" target="_blank">Verona Sera</a></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2zPh972">https://bit.ly/2zPh972</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/55983/edoxaban-congresso-aha-2017-prevenzione-eventi-emorragici-gravi</guid>
	<pubDate>Sat, 18 Nov 2017 10:04:24 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/55983/edoxaban-congresso-aha-2017-prevenzione-eventi-emorragici-gravi</link>
	<title><![CDATA[Edoxaban: Congresso AHA 2017. Prevenzione eventi emorragici gravi]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>Fibrillazione atriale, edoxaban pi&ugrave; sicuro del warfarin nella prevenzione degli eventi emorragici gravi e nei pazienti con coronaropatia concomitante</strong></p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2017/11/congresso-aha-2017-prevenzione-eventi-emorragici-gravi.jpg?w=1000" alt="" style="border: 0px;"></p>
<p><em>Roma, 15 novembre 2017 &ndash;</em>&nbsp;Edoxaban (LIXIANA&reg;), rispetto a warfarin, riduce i sanguinamenti e soprattutto quelli di maggior gravit&agrave; nei pazienti con FA e riduce significativamente il numero degli eventi ischemici in pazienti con fibrillazione atriale e concomitante coronaropatia. A dimostrarlo sono due approfondite sotto-analisi del trial clinico ENGAGE AF-TIMI 48 (<strong>E</strong>ffective a<strong>N</strong>ticoa<strong>G</strong>ulation with factor X<strong>A</strong>&nbsp;next&nbsp;<strong>GE</strong>neration in&nbsp;<strong>A</strong>trial&nbsp;<strong>F</strong>ibrillation), presentate all&rsquo;American Heart Association (AHA) Scientific Session che sta per concludersi ad Anaheim, in California.</p>
<p>La prima sotto-analisi ha analizzato l&rsquo;incidenza degli eventi emorragici come definiti dalle quattro classificazioni pi&ugrave; comuni, e i risultati dimostrano che, in base alla definizione utilizzata, esiste una differenza di circa quattro volte della frequenza di sanguinamenti nei pazienti con FA a rischio di ictus. Inoltre, in coloro che assumevano edoxaban, si &egrave; riscontrata una maggior riduzione del rischio di emorragia, rispetto a warfarin, nei sanguinamenti di maggior gravit&agrave;.&nbsp;<em>&ldquo;Questi risultati dimostrano che, rispetto alla terapia standard con warfarin, edoxaban riduce sensibilmente il rischio di eventi emorragici, in particolare quelli di maggior gravit&agrave;&rdquo;</em>, ha spiegato&nbsp;<strong>Brian A. Bergmark</strong>, autore del TIMI Study Group, Divisione di Medicina Cardiovascolare, Brigham and Women&rsquo;s Hospital e Harvard Medical School di Boston.</p>
<p>Una ulteriore analisi post-hoc del trial ENGAGE AF-TIMI 48, fornisce informazioni su edoxaban in pazienti affetti da FA con coronaropatia conclamata, e ha evidenziato che con edoxaban (60/30 mg) rispetto a warfarin, si verifica una maggior riduzione degli eventi ischemici nei pazienti affetti da coronaropatia rispetto a quelli non affetti. I dati mostrano che nei pazienti affetti da FA e concomitante coronaropatia, coloro che hanno assunto edoxaban hanno presentato una riduzione, rispetto a warfarin, di ictus/eventi embolici sistemici (1,4 versus 2,1%) e di infarto miocardico (1,4 versus 2,0%). I sanguinamenti maggiori, infine, nei pazienti che ricevevano edoxaban sono stati significativamente pi&ugrave; bassi rispetto a quelli osservati nei pazienti che ricevevano warfarin, a prescindere dalla presenza di coronaropatia [pazienti con coronaropatia che ricevevano edoxaban vs warfarin (3,5 versus 4,4%); pazienti senza coronaropatia che assumevano edoxaban vs warfarin (2,6 versus 3,2% )].</p>
<p><em>&ldquo;Dal momento che i pazienti affetti da FA e coronaropatia concomitante corrono un rischio pi&ugrave; alto di infarto miocardico e morte, questi risultati possono avere importanti implicazioni cliniche per gli specialisti che trattino queste frequenti patologie&rdquo;</em>, ha commentato l&rsquo;altro autore del TIMI Study Group,&nbsp;<strong>Thomas A. Zelniker</strong>, Divisione di Medicina Cardiovascolare, Brigham and Women&rsquo;s Hospital e Harvard Medical School di Boston.</p>
<p>Il trial ENGAGE AF-TIMI 48 &egrave; stato disegnato per valutare i profili di efficacia e sicurezza di edoxaban rispetto a warfarin in 21.105 pazienti affetti da FA e con rischio moderato e alto di ictus (CHADS2&ge;2) o eventi embolici sistemici.3&nbsp;<em>&ldquo;I nuovi dati dell&rsquo; ENGAGE AF-TIMI 48 trial arricchiscono la mole di conoscenze provenienti dal Programma di ricerca clinico su Edoxaban che fornisce informazioni chiave sui potenziali effetti di questo nuovo anticoagulante orale nelle varie tipologie di pazienti con FA, e in questo caso specifico parliamo di coloro che soffrono anche di coronaropatia o presentano un alto rischio di sanguinamenti&rdquo;</em>, ha concluso il dottor&nbsp;<strong>Hans J. Lanz</strong>, Direttore Esecutivo del dipartimento Global Medical Affairs di Daiichi Sankyo.</p>
<p><strong>Fonte</strong>:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://pressportal.lixiana.it/congresso-aha-2017-fibrillazione-atriale-edoxaban-piu-sicuro-del-warfarin-nella-prevenzione-degli-eventi-emorragici-gravi-e-nei-pazienti-con-coronaropatia-concomitante/" target="_blank">Daiichi Sankyo</a></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2hyhNh9">https://bit.ly/2hyhNh9</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/55144/pure-bros-mobile-spa-punta-sui-giovani-nel-dna-creativit-e-voglia-di-crescita</guid>
	<pubDate>Fri, 10 Nov 2017 19:19:20 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/55144/pure-bros-mobile-spa-punta-sui-giovani-nel-dna-creativit-e-voglia-di-crescita</link>
	<title><![CDATA[Pure Bros Mobile Spa punta sui giovani, nel DNA creatività e voglia di crescita]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>La crescita di PURE BROS MOBILE SPA prosegue non soltanto dal punto di vista delle partnership, clienti e mercati internazionali, ma anche da quello delle nuove risorse umane inserite.</em></p>
<p><img src="https://purebros.it/wp-content/uploads/2017/11/pure-bros-mobile_body.jpg" alt="" width="600" height="400" style="border: 0px;">&nbsp;</p>
<h4>&nbsp;Dopo aver introdotto in organico nuove risorse nel 2015 e nel 2016, anche i numeri del 2017 confermano questo trend positivo: da Gennaio a Ottobre di quest&rsquo;anno, PURE BROS MOBILE &egrave; cresciuta infatti ulteriormente in termini di nuovi dipendenti.</h4>
<p>&nbsp;Si tratta in gran parte di ragazzi giovani che hanno nel DNA creativit&agrave; e voglia di crescita, innovazione e digitalizzazione, pilastri della Societ&agrave;.</p>
<p>Per Pure Bros i millennials costituiscono infatti preziose risorse in grado di trainare l&rsquo;azienda, i quali ripagano la fiducia ogni giorno con il loro entusiasmo e la voglia di portare idee nuove in un contesto capace di valorizzarle grazie ad un ambiente positivo e stimolante.</p>
<p>Pure Bros offre molte opportunit&agrave; di carriera ai neolaureti: gli ambiti di inserimento sono per posizioni IT, Marketing e back-office con, in tutti i casi, posizioni con un contratto a tempo indeterminato.</p>
<p>Sono numeri in controtendenza rispetto al mercato del lavoro odierno; ma Pure Bros ha il forte desiderio di percorrere la strada dell&rsquo;innovazione facendosi aiutare da ragazzi determinati e preparati.</p>
<p>Attualmente l&rsquo;azienda ha pi&ugrave; di 5 posizioni aperte sia per profili senior che junior.</p>
<p>Le ricerche riguardano la sede di Roma, alla quale presto si uniranno anche altre sedi in Italia e all&rsquo;estero (a Maggio &egrave; stato lanciato il business in Messico, che va cos&igrave; a rafforzare la posizione gi&agrave; stabile in Brasile, per poi allargare il mercato entro fine anno Argentina ed entro il I Q 2018 in Colombia. Vedi&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://purebros.it/pure-bros-mobile-punta-al-sudamerica/">news</a><a rel="nofollow" href="https://purebros.it/pure-bros-mobile-punta-al-sudamerica/">&nbsp;precedente</a>).</p>
<p>Una bella realt&agrave; di business italiana in forte espansione anche oltre i propri confini nazionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Chi &egrave; Pure Bros.</strong></p>
<p><strong>Pure Bros Mobile SpA&nbsp;</strong>&egrave;&nbsp;un gruppo italiano leader nei servizi integrati per gli operatori di telefonia mobile nazionali e internazionali, nello sviluppo di servizi digitali di mobile marketing, applicazioni mobili e piattaforme per l&rsquo;interattivit&agrave; e Voting televisivi su reti di telecomunicazioni.</p>
<p>La sua &nbsp;mission &egrave; quella di incrementare e migliorare gli obiettivi di business delle telco nel mondo digitale.</p>
<p>Pure Bros &egrave; nel mercato dal 2005 e da allora fornisce competenze ed esperienza ai produttori di contenuti digitali mediante mirate strategie di mobile marketing.<br>Il suo punto di forza &egrave; l&rsquo;integrazione di Content Provider con tutti i principali Operatori di Telefonia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fonte</strong>: PURE BROS MOBILE News Room</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="https://purebros.it/wp-content/uploads/2015/11/Web-Logo-Color.png" width="300" height="89" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p><strong>Ufficio Stampa</strong>&nbsp;&ndash; Pure Bros Mobile SpA<br>Email: info@purebros.it<br>Tel.: 068600320</p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2AyoWWT">https://bit.ly/2AyoWWT</a></p>]]></description>
	<dc:creator>PureBros</dc:creator>
</item>
<item>
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	<pubDate>Sun, 05 Nov 2017 15:15:11 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/54838/no-more-blacking-up-britains-biggest-bonfire-parade-puts-end-to-racist-tradition</link>
	<title><![CDATA[No more blacking up Britain’s biggest bonfire parade puts end to racist tradition]]></title>
	<description><![CDATA[<p>URL del Link: <a href="https://youtu.be/rwGR8I1KVUY">https://youtu.be/rwGR8I1KVUY</a></p>]]></description>
	<dc:creator>The Bird</dc:creator>
</item>
<item>
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	<pubDate>Sun, 05 Nov 2017 15:14:38 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/54837/generations-old-craft-disappearing-from-fabric-of-yemen-s-society</link>
	<title><![CDATA[Generations old craft disappearing from fabric of Yemen s society]]></title>
	<description><![CDATA[<p>URL del Link: <a href="https://youtu.be/lgfN9v_MSY8">https://youtu.be/lgfN9v_MSY8</a></p>]]></description>
	<dc:creator>The Bird</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/54836/dozens-princes-and-businessmen-arrested-in-anti-corruptio</guid>
	<pubDate>Sun, 05 Nov 2017 15:13:49 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/54836/dozens-princes-and-businessmen-arrested-in-anti-corruptio</link>
	<title><![CDATA[Dozens princes and businessmen arrested in anti corruptio]]></title>
	<description><![CDATA[<p>URL del Link: <a href="https://youtu.be/0l8RxKbTdiw">https://youtu.be/0l8RxKbTdiw</a></p>]]></description>
	<dc:creator>The Bird</dc:creator>
</item>
<item>
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	<pubDate>Sun, 05 Nov 2017 15:03:07 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/54835/equitalia-il-business-della-leva-finanziaria-milioni-di-italiani-in-pasto-alle-banche</link>
	<title><![CDATA[Equitalia: il business della leva finanziaria, milioni di Italiani in pasto alle banche]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Le banche italiane a seguito della crisi iniziata nel 2007 negli USA (i mutui sub-prime sono la versione USA degli NPL) e al disastro economico che ne &egrave; seguito, hanno accumulato secondo alcune stime delle associazioni di tutela circa 350 miliardi di &euro; di NPL (altri dicono 300, stiamo li, cifre da capogiro). Formalmente di tratta di prestiti concessi alla clientela e non rimborsati, quindi formalmente secondo il lessico dei banchieri &ldquo;in sofferenza&rdquo;, non ancora iscritti a bilancio come &ldquo;perdite&rdquo;: una sorta di limbo. Le banche italiane tendono a ritardare la vendita (cartolarizzazione) di questi crediti per spuntare nel tempo prezzi migliori, ma la Ue ora impone di cederli a &ldquo;170&rdquo;. Sarebbe che 1.000 &euro; di crediti vantati verso un debitore insolvente vengono venduti a 170 &euro; a una societ&agrave; finanziaria SVC (Societ&agrave; Veicolo Cartolarizzazione) e quindi iscrivendo a bilancio &ldquo;perdite&rdquo; per 830&euro;, l&rsquo;83%.</p>
<p>A queste condizioni su un monte crediti in sofferenza diciamo di 300 miliardi di euro il complesso della banche italiane dovr&agrave; iscrivere a bilancio perdite per 250 miliardi. A questo punto la Ue tuoner&agrave; che sono fuori &ldquo;i parametri&rdquo;, ordiner&agrave; una &ldquo;ricapitalizzazione&rdquo; e il prossimo governo, quale che sar&agrave;, dovr&agrave; fare altri &ldquo;salvataggi&rdquo; a carico dei contribuenti tali e quali a quelli gi&agrave; fatti. Lasciamo le banche (e noi contribuenti) al triste destino e vediamo la questione dei &ldquo;Banchieri Antifascisti&rdquo; che interessa soprattutto i giovani e i loro eventuali figli e nipoti, giovani che magari nel 1993 non erano ancora nati e quelli che da loro discenderanno, perch&eacute; i genitori travolti dalla crisi iniziata nel 2007 e divenuti &ldquo;insolventi&rdquo; gli trasmettono inconsapevolmente una lebbra ereditaria.</p>
<p>Cominciamo col dire che a quanto &egrave; possibile appurare l&rsquo;ultimo paese ad abolire l&rsquo;ereditariet&agrave; del debito &egrave; stato Pancho Villa con la Rivoluzione Messicana del 1912. Non esisteva nell&rsquo;antica Grecia, nell&rsquo;antica Roma, nel diritto Longobardo, fra gli antichi Ebrei&hellip; ma la II Repubblica non poteva mancare di ripristinarlo: come?</p>
<p>Il primo Banchiere Antifascista: Ciampi.</p>
<p>Il primo atto &egrave; del governo Ciampi che nel 1993 abolisce la Legge Bancaria del 1936 sostituendola con la legge 387/1993 dove per otto volte c&rsquo;&egrave; scritto che i banchieri sono &ldquo;onorabili&rdquo; e sulla loro onorabilit&agrave; vigila la Banca d&rsquo;Italia. In conseguenza di questa &ldquo;onorabilit&agrave;&rdquo; quando una banca deve esigere un credito non deve pi&ugrave; portare al Magistrato &ldquo;la prova scritta&rdquo;, ma solo un estratto conto firmato da un funzionario di banca (art. 50) e in base a questo ottiene un provvedimento &ldquo;provvisoriamente esecutivo&rdquo;. In sostanza prima ti depredo di tutto (casa, azienda, risparmi et.) poi se ho sbagliato a fare i conti, ci ho messo spese e addebiti non dovuti, ho applicato interessi usurai etc, insomma se la somma &ldquo;&egrave; falsa&rdquo;, fammi causa. Una causa decennale al Tribunale Civile, non Penale. Perch&eacute; la legge &ldquo;fascista&rdquo; del 1936 obbligando alla prova scritta se poi questa somma era falsamente formata, diventava un falso in atto pubblico e si finiva in galera. E qui vediamo come l&rsquo;antifascismo dei banchieri inizia a dispiegare le sue ali gi&agrave; 24 anni fa: mette il cittadino alla merc&eacute; delle banche.</p>
<p>L&rsquo;altro elemento fondamentale dei &ldquo;banchieri onorabili&rdquo; &egrave; che mentre con la legge del 1936 (fascista!) le banche potevano usare e soldi dei depositi solo per finanziare imprese, cittadini e opere pubbliche, con la nuova legge di Ciampi possono investire in &ldquo;titoli&rdquo;, a dire azioni, obbligazioni, &ldquo;prodotti finanziari&rdquo; etc. Comincia la &ldquo;Finanza&rdquo; e si ritorna alla situazione ante crisi planetaria del 1929.</p>
<p>Le banche fasciste</p>
<p>Occorre ricordare che dopo il 1922 il Fascismo trov&ograve; una situazione finanziaria peggiore di quella di oggi lasciata dai governi &ldquo;Liberali&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Rapporto debito pubblico/PIL al 160% (oggi &egrave; arrivato al 130%), debito di guerra principalmente con gli USA, grandi aziende e banche in dissesto e praticamente fallite, prima voce di esborso valutario per l&rsquo;importazione di granaglie da USA e URSS, disoccupazione alle stelle e la Gran Bretagna che ritorna alla &ldquo;parit&agrave; aurea&rdquo; della sterlina (Gold Standard Exange) e quindi il valore della Lira che arretra fino a 150 Lire per Sterlina.</p>
<p><img src="https://www.greenleft.org.au/sites/default/files/styles/large/public/public_files/wall_st.png?itok=nUDQt7Uz" alt="Banche : la leva finanziaria" width="350" style="border: 0px;"></p>
<p>Con notevoli sacrifici si porta anche la Lira al Gold Standard (Quota 90), questo permette di sistemare il debito di guerra con gli USA (scadenzato in 65 anni con interessi massimi del 2%, raggiungibili per&ograve; solo dopo i primi 50 anni di versamenti), questo a sua volta permette di investire nella riforma del settore agricolo (le bonifiche, 13 nuove citt&agrave; e 64 Borghi rurali) e raggiungere l&rsquo;autosufficienza alimentare. Banche e grandi imprese vengono salvate (le 6 BIN o Banche di Interesse Nazionale acquisite al Tesoro, le imprese all&rsquo;IRI), si modernizza in opere, istituti e infrastrutture, finisce l&rsquo;emigrazione&hellip; ma interviene la crisi finanziaria del 1929 (che negli USA fa fallire circa 15.000 banche) per cui con la Legge Bancaria del 1936 si regola definitivamente il settore impedendo ogni commistione fra Banche e Finanza. Nel 1939 il rapporto debito/PIL &egrave; ormai sceso dal 160% al 70%, meglio della Germania oggi.</p>
<p>Il Codice Civile del 1942</p>
<p>Ma la &ldquo;Legge di Ciampi&rdquo; seppur consente fin dal 1993 alle Banche di &ldquo;investire&rdquo; in Finanza trova un ostacolo nel Codice Civile del 1942 (Fascista!) laddove vieta (art. dal 2410 al 2420) l&rsquo;emissione di titoli finanziari negoziabili senza copertura iscritta a bilancio. Ancora una volta il Fascismo tarpa le ali ai banchieri antifascisti, infatti obbliga che i titoli finanziari emessi da chiunque abbiano la copertura e quindi al momento in cui vanno a scadenza ci siano i soldi per ripagarli, altrimenti si va in galera. Come fare per non ripagarli, si domandano i Finanzieri Antifascisti? Stavolta invece che il &ldquo;governo tecnico&rdquo; di Ciampi ci pensa il governo dell&rsquo;Ulivo con D&rsquo;Alema, legge 130/1999 delle &ldquo;Cartolarizzazioni&rdquo; che all&rsquo;Art. 5 (Titoli emessi a fronte dei crediti acquistati) recita:</p>
<p>1. Ai titoli emessi dalla societ&agrave; cessionaria o dalla societ&agrave; emittente titoli, per finanziare l&rsquo;acquisto dei crediti, si applicano gli articoli 129 e 143 del testo unico bancario.</p>
<p>2. Alle emissioni dei titoli non si applicano il divieto di raccolta di risparmio tra il pubblico previsto dall&rsquo;articolo 11, comma 2, del testo unico bancario, n&eacute; i limiti quantitativi alla raccolta prescritti dalla normativa vigente; non trovano altres&igrave; applicazione gli articoli da 2410 a 2420 del codice civile.</p>
<p>Significa quello che avete letto: una SVC (Societ&agrave; Veicolo di Cartolarizzazione) pu&ograve; &ldquo;raccogliere risparmio fra il pubblico&rdquo; (quelli che ora piangono per i mancati rimborsi), non ha &ldquo;limiti quantitativi&rdquo; in questa raccolta, e pu&ograve; emettere questi titoli senza avere la copertura.</p>
<p>E&rsquo; vero che chiunque facesse emissioni del genere ancora andrebbe in galera per via del Codice Civile fascista ancora in vigore, ma si trova l&rsquo;escamotage: &egrave; consentito alle SVC iscritte in un apposito elenco tenuto da Bankitalia, per cui lo sprovveduto risparmiatore/investitore potrebbe pensare chiss&agrave; quale solidit&agrave; finanziaria richieda Bankitalia per essere ammessi all&rsquo;elenco! Macch&egrave;! Va bene anche una srl a socio unico con 10.000&euro; di capitale sociale, che emette titoli &ldquo;senza limiti&rdquo; e &ldquo;senza copertura iscritta a bilancio&rdquo;. Magari per 100 milioni di euro che &ldquo;garantisce&rdquo; coi 10.000 di capitale sociale. Al momento del rimborso la SVC fallisce &ldquo;perch&eacute; non ha la copertura finanziaria per rimborsare&rdquo; e chi si &egrave; visto si &egrave; visto.</p>
<p>Per chi non ci crede a questo link trova da scaricare l&rsquo;elenco aggiornato delle SVC tenuto da Bankitalia (alla voce &ldquo;consultazione elenco&rdquo;). Oppure per comodit&agrave; a questo link trovate il file aggiornato al 2015 gi&agrave; in formato xls (www.seeninside.net/bankster/elenco_svc_2015.xls). Ci trovate anche le societ&agrave; che via via vanno in liquidazione, e se avete &ldquo;investito in titoli&rdquo; anche indirettamente emesse da queste (c&rsquo;&egrave; il gioco delle scatole cinesi) sapete quel che vi aspetta. Basta fare una ricerca su google inserendo &ldquo;nome SVC&rdquo;, &ldquo;cartolarizzazione&rdquo; e &ldquo;gazzetta ufficiale&rdquo; e potrete verificare che sono quasi tutte delle srl con 10.000&euro; di capitale sociale.</p>
<p>Si potrebbe anche obiettare che l&rsquo;art. 5 del D.Lgs 130/1999 &egrave; palesemente anticostituzionale: alcuni (tutti noi) devono rispettare gli art. dal 20410 al 2420 del Codice Civile. Altre, le SVC iscritte all&rsquo;elenco, no. E&rsquo; incredibile che Insigni Giuristi non abbiano visto, non abbiano parlato, abbiano tenuto la testa china&hellip;L&rsquo;ultima considerazione &egrave; una curiosit&agrave;: su oltre 473 SVC iscritte all&rsquo;elenco di Bankitalia ben 176 hanno sede legale al medesimo posto: Via Vittorio Alfieri 1 Conegliano Veneto, che diventa cos&igrave; una piazza finanziaria degna della City di Londra o di Wall Street.</p>
<p><img src="https://www.cmimagazine.it/wp-content/uploads/2016/04/WRBR-Italia_banche-e-FinTech.jpg" alt="Le banche in Italia" width="550" style="border: 0px;"></p>
<p>La &ldquo;Leva Finanziaria&rdquo;, ovvero il business.</p>
<p>Quindi ricapitolando:</p>
<p>&ndash; una banca vende crediti deteriorati NPL ad esempio di valore nominale 100 milioni di &euro; a una SVC per 17 milioni di &euro; (ce lo chiede l&rsquo;Europa!)</p>
<p>&ndash; la SCV per pagare i 17 milioni emette titoli negoziabili, ma con quale &ldquo;leva finanziaria&rdquo;? Poniamo &ldquo;5&rdquo; (sono cose segrete, in USA arrivarono a &ldquo;50&rdquo;) e quindi emette &ldquo;titoli derivati&rdquo; dal valore sottostante dei NPL per poniamo 85 milioni di &euro;. E se li vende. E qui sta il vero business: non tiro fuori un euro, emetto Titoli, incasso molti euro, poi chiudo la bottega. A chi li vendo questi Titoli? Magari alla stessa banca, magari anche ad altre banche, magari poi queste li rivendono ai loro correntisti&hellip; un pollo bisogna pur trovarlo.</p>
<p>E&rsquo; ovvio che questi Titoli non valgono niente: il loro valore dipende da crediti gi&agrave; in sofferenza, inesigibili, &ldquo;derivano&rdquo; direttamente da insolvenze e fallimenti, ma tanto poi al momento del rimborso la srl a socio unico fallisce, se ne costituisce un&rsquo;altra, si richiede una nuova iscrizione all&rsquo;elenco di Bankitalia (che garantisce i requisiti di onorabilit&agrave;) e il gioco ricomincia.</p>
<p>A questo punto potremmo dire che i &ldquo;Banchieri Antifascisti&rdquo; potrebbero essere contenti di aver eliminato le &ldquo;leggi fasciste&rdquo;! Ma non basta, ora dobbiamo affrontare quello che pi&ugrave; ci preme: salvare figli e nipoti (e pronipoti&hellip;) dalle grinfie di questi Antifascisti tutti ammantati di Democrazia e Liberalismo, molto pi&ugrave; pericolosi di quelli che attualmente se la prendono coi portachiavi, le bottiglie e i bagnini.</p>
<p>Banchieri Antifascisti: la &ldquo;comunicazione semplificata&rdquo;</p>
<p>Abbiamo visto come con la Legge di Ciampi (art. 50) il cittadino o impresa sia stato messo all&rsquo;impotenza di fronte a una banca, e ora vediamo come la Legge dell&rsquo;Ulivo (governo D&rsquo;Alema, 1999) sia messo nell&rsquo;impotenza di fronte alle cartolarizzazioni e possa essere venduto sulle piazze finanziarie internazionali come un capo di bestiame (o, se si preferisce, come uno schiavo africano ai tempi di Re Giorgio).</p>
<p>Se con la Legge di Ciampi il cittadino/impresa non pu&ograve; opporsi a un pignoramento su un credito falsamente formato e deve subire un decreto ingiuntivo &ldquo;provvisoriamente esecutivo&rdquo; (poi, fammi causa&hellip;) potrebbe opporsi, sempre grazie al Codice Civile del 1942 (Fascista!) quando questa somma falsamente formata (addebiti non dovuti, tassi usurai etc) viene venduta (cartolarizzata) a un terzo. Infatti il Codice Civile fascista imponeva che le cartolarizzazioni venissero notificate al debitore ceduto tramite Ufficiale Giudiziario, per cui il debitore ceduto se vedeva una somma maggiore di quella dovuta (io ti devo 1.000, tu mi ti stai vendendo a 3.000) faceva &ldquo;opposizione&rdquo; entro 30gg dalla notifica e la cartolarizzazione non aveva luogo.</p>
<p>Per superare questo scoglio che tarpava le ali ai cultori dell&rsquo;Antifascismo si sono inventati, sempre con la Legge dell&rsquo;Ulivo 130/1999 la &ldquo;comunicazione semplificata&rdquo;, a dire che anzich&eacute; con l&rsquo;Ufficiale Giudiziario la cessione dei crediti &egrave; &ldquo;comunicata&rdquo; attraverso la pubblicazione di una inserzione sul foglio inserzioni della Gazzetta Ufficiale che esce tutti i giorni e costa dai 20 ai 30&euro;, dove per&ograve; solo raramente &egrave; pubblicato il nome o la ragione sociale del debitore ceduto, quasi sempre i debitori ceduti sono indicati da un numero (stile Auschwitz) o pi&ugrave; genericamente ancora da &ldquo;cessione di crediti in blocco&rdquo; dal soggetto A al soggetto B.</p>
<p>Questo mette il debitore ceduto nell&rsquo;impossibilit&agrave; di sapere che &egrave; stato ceduto, e quindi di esercitare il suo diritto ad opporsi alla cessione. Potete fare la stessa ricerca su Google suggerita prima e verificare. E&rsquo; ovvio che un cittadino debitore presso la Banca A non sarebbe contento di sapere che per una cifra falsamente formata viene inoltre ceduto alla Mafia Russa, alla Yakuza Giapponese o agli Squali di Wall Street, ma anche in questo caso l&rsquo;Antifascismo ha saputo evitare i vincoli messi dalle Leggi Fasciste, sempre in nome della Democrazia e del Liberalismo. Un capolavoro.</p>
<p>Banchieri Antifascisti: come ti schiavizzo figli, nipoti e pronipoti.</p>
<p>Ora veniamo all&rsquo;aspetto pi&ugrave; sordido, figli nipoti e pronipoti, l&rsquo;ereditariet&agrave; del debito gi&agrave; abolita infine da Pancho Villa ed Emiliano Zapata nel 1912. Ma per la legge italiana se erediti anche solo un bicchiere dal defunto erediti anche i debiti del defunto. E una volta che sei stato cartolarizzato la SVC pu&ograve; rivendersi i crediti ancora a un altro, e ancora infinite volte anche all&rsquo;estero, e senza neanche dover pubblicare sul foglio inserzioni della Gazzetta Ufficiale, e quindi ancora non potete sapere che siete stati ceduti, e ogni cessione, anche all&rsquo;estero, comporta l&rsquo;interruzione dei termini di prescrizione del debito, per cui lo mantenete all&rsquo;infinito voi, e i vostri ignari discendenti che se lo caricano attraverso &ldquo;l&rsquo;eredit&agrave;&rdquo;. Per evitarlo dovrebbero fare la &ldquo;rinuncia all&rsquo;eredit&agrave;&rdquo; ma se non lo sanno non lo faranno e magari dopo dieci, venti o trent&rsquo;anni si ritroveranno con Mafia, Yakuza e Squali che li vengono a depredare. E quindi faranno inconsapevolmente da &ldquo;debitori&rdquo; fino a quando da una qualche banca dati emerger&agrave; che &ldquo;hanno da perdere&rdquo; e gli si presenteranno alla porta. E questo senza mezzi termini si chiama &ldquo;riduzione in schiavit&ugrave; o in servit&ugrave;&rdquo; art. 600 C.P. (e anche questo, dobbiamo dire, &egrave; un articolo del Codice Rocco, il codice penale fascista, R.D. 19 ottobre 1930, n.1398)</p>
<p>Governo antifascista: Equitalia</p>
<p>In questa vera e propria &ldquo;Macchina Infernale&rdquo; l&rsquo;attuale governo con la Legge di Bilancio sta per gettare anche chi ha pendenze con Equitalia, l&rsquo;articolista de Il Fatto Quotidiano lamenta la cosa ma senza sapere cosa comporter&agrave; la cartolarizzazione dei crediti di Equitalia, a Palazzo invece lo sanno bene perch&eacute; la Macchina Infernale &egrave; concepita proprio a Palazzo. Se i crediti vantati da Equitalia sono 5-600 miliardi, cederli a 4 miliardi (circa lo 0,5%) non &egrave; certamente per alleviare il peso del debito pubblico quanto per dare in pasto alle SVC milioni di italiani con tutto quello che poi comporta e che fin qui abbiamo visto: svendono anche la discendenza dopo aver fatto depredare gli adulti mettendoli alla merc&egrave; di Mafie straniere, Yakuza e Squali vari: un &ldquo;bisiniss&rdquo; alimentato dalle disgrazie causate dalla crisi ormai decennale e della quale si vuole pagar pegno a chi la ha causata.</p>
<p>Se &ldquo;lo Stato&rdquo; trova profittevole cartolarizzare 600 miliardi di crediti per soli 4 miliardi perdendoci il 99,5%, tanto varrebbe rivenderli ai cittadini debitori alla stessa cifra, ed evitare che milioni di cittadini vadano in pasto alle SVC, ma &egrave; proprio questo che si vuole per alimentare il &ldquo;bisiniss&rdquo; della Finanza e quindi coltivarne i favori. Si pu&ograve; dire che fra Banche e Equitalia &egrave; il pi&ugrave; grande saccheggio dell&rsquo;Italia dal tempo dei Visigoti: quasi 1.000 miliardi di &euro; e milioni di persone dati in pasto alla peggiore speculazione italiana e internazionale.</p>
<p>Ma, &egrave; vero?</p>
<p>Non &egrave; che ho scritto per &ldquo;supposizioni&rdquo;: centinaia di migliaia di cittadini dal 1999 in poi sono finiti nella Macchina Infernale che ho descritto, fra cui io stesso nel 2008. Una banca nel 1999 aveva appunto fatto una cartolarizzazione falsa su un debito che avevo estinto nel 1990 (ho la ricevuta) e quindi sono stato &ldquo;venduto&rdquo; tre volte a mia insaputa, l&rsquo;ultima sulla piazza finanziaria di Londra a rogito del Public Notary Mr. Allen Labor, e quindi lo &ldquo;acquirente&rdquo; &egrave; arrivato a battere cassa. Pur avendo potuto esibire in Tribunale la ricevuta che il credito era falso, pur avendo potuto certificare interessi medi del 64% annuo, mi &egrave; stato risposto che dovevo pagare perch&eacute; &ldquo;non avevo fatto opposizione&rdquo; entro 30gg in nessuna delle tre cartolarizzazioni. E come potevo saperlo? &ndash; La Legge &egrave; Legge! Pu&ograve; fare causa al Nuovo Banco Ambrosiano che form&ograve; falsamente il credito. Ma dopo 18 anni il Nuovo Banco Ambrosiano non esisteva pi&ugrave;, e comunque dopo 18 anni il reato di falso era in prescrizione. Per fortuna ho avuto di che pagare. La Macchina Infernale esiste ed &egrave; operativa, pu&ograve; testimoniarlo chiunque ne sia rimasto vittima dal 1999 a oggi.</p>
<p>Che fare?</p>
<p>E&rsquo; evidente che le Leggi Fasciste del 1936 (rimasta in vigore fino al 1993) e del 1942 (ancora in vigore tranne che per le SVC iscritte all&rsquo;elenco) erano concepite anche per salvaguardare cittadini e imprese dalla criminalit&agrave; dei &ldquo;Colletti Bianchi&rdquo;. Con la II Repubblica &egrave; diventato legale quello che prima era reato, e i risultati li vediamo continuamente. Possiamo pensare che i &ldquo;padri&rdquo; della II Repubblica agirono inconsapevolmente? No, sapevano quello che stavano facendo, lo fecero volontariamente e in malafede, altrimenti visti gli effetti avrebbero riparato almeno agli aspetti pi&ugrave; deleteri verso cittadini e imprese. Appellarsi non serve a niente, la Legge di Ciampi del 1993 &egrave; ancora in vigore come la Legge dell&rsquo;Ulivo del 1999, e nessun governo da allora ha inteso riformarle. Appellarsi al CSX o al CDX significa esporsi a un compromesso (Grande Vittoria! Banche e Finanziarie vi terranno in schiavit&ugrave; solo fino alla terza generazione, Grande Vittoria! grideranno i mezzibusti dalle televisioni).</p>
<p>No, questa faccenda pu&ograve; essere risolta solo con un &ldquo;Atto Sovrano&rdquo;, come lo &ldquo;Scuotimento dei Pesi&rdquo; di Solone (Grecia, 630 A.C.), la Secessione del Monte Sacro (o dell&rsquo;Aventino, Menenio Agrippa 450 A.C.), o il fal&ograve; dei Libri del Debito al Foro Romano (Giulio Cesare, circa 50 A.C.). Quindi una sola legge di un solo articolo.</p>
<p>&ndash; La morte del debitore originario del debito estingue il debito. Nulla debbono a qualsiasi titolo eredi, familiari e discendenti. Almeno questo, salviamo figli e nipoti dai Banchieri Antifascisti.</p><p>URL del Link: <a href="https://www.ilprimatonazionale.it/economia/crediti-equitalia-cosi-il-governo-getta-milioni-di-italiani-in-pasto-agli-speculatori-74988/">https://www.ilprimatonazionale.it/economia/crediti-equitalia-cosi-il-governo-getta-milioni-di-italiani-in-pasto-agli-speculatori-74988/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
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	<pubDate>Mon, 30 Oct 2017 16:29:54 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Pure Bros Mobile Sudamerica Mercato OTT tasso di crescita più elevato al mondo]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Dopo l&rsquo;Italia e il Brasile dove&nbsp;<strong>Pure Bros</strong>&nbsp;opera gi&agrave; stabilmente da diversi anni ed &egrave; un brand riconosciuto per seriet&agrave;, affidabilit&agrave; e elevati livelli di servizio e l&rsquo;apertura lo scorso Maggio della sede in Messico,&nbsp;<strong>Pure Bros Mobile</strong>&nbsp;rafforza la sua posizione sui mercati del Sudamerica allargando il suo raggio di azione in Argentina entro la fine del 2017 e in&nbsp;Colombia&nbsp;nel &nbsp;I Q del 2018.</em>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;<img src="https://purebros.it/wp-content/uploads/2017/10/Image2_news2.jpg" alt="" width="480" height="640" style="border: 0px;"></p>
<p>Grazie alle competenze in ambito tecnologico e alle best practice di gruppo, Pure Bros sar&agrave; in grado di valorizzare da subito il potenziale di crescita nella proposizione dei servizi e soluzioni da offrire nei 2 nuovi Paesi, in una regione ove il mercato digitale e media registra crescite rilevanti che incontrano a pieno l&rsquo;offerta dell&rsquo;Azienda.</p>
<p>&nbsp;Secondo uno studio indipendente di&nbsp;<strong>Digital TV Research</strong>,<em>&nbsp;&ldquo;si stima che nei prossimi cinque anni, i ricavi OTT siano destinati a triplicare.&nbsp;</em></p>
<p><em>Quello Sudamericano &egrave; uno dei mercati&nbsp;<strong>over-the-top</strong>&nbsp;(con questo termine, in acronimo&nbsp;<strong>OTT</strong>, si vuole indicare tutte quelle imprese che forniscono attraverso la rete di comunicazione servizi, contenuti &ndash; soprattutto video &ndash; e applicazioni di tipo &ldquo;rich media&rdquo;) con il tasso di crescita pi&ugrave; elevato al mondo.</em></p>
<p><em>65% degli adulti ha una connessione ad Internet e il consumo di contenuti multimediali OTT sta diventando rapidamente il primo motivo del suo utilizzo da parte degli utenti</em>&rdquo;.</p>
<p><strong>Chi &egrave; Pure Bros.</strong></p>
<p><strong>Pure Bros Mobile SpA&nbsp;</strong>&egrave;&nbsp;un gruppo italiano leader nei servizi integrati per gli operatori di telefonia mobile nazionali e internazionali, nello sviluppo di servizi digitali di mobile marketing, applicazioni mobili e piattaforme per l&rsquo;interattivit&agrave; e Voting televisivi su reti di telecomunicazioni.&nbsp;</p>
<p>La sua &nbsp;mission &egrave; quella di incrementare e migliorare gli obiettivi di business delle telco nel mondo digitale.&nbsp;</p>
<p>Pure Bros &egrave; nel mercato dal 2005 e da allora fornisce competenze ed esperienza ai produttori di contenuti digitali mediante mirate strategie di mobile marketing.<br>Il suo punto di forza &egrave; l&rsquo;integrazione di Content Provider con tutti i principali Operatori di Telefonia.&nbsp;</p>
<p><strong>Fonte</strong>: PURE BROS MOBILE News Room</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://purebros.it/wp-content/uploads/2017/10/Pure-Bros-Logo.jpg"><img src="denied:data:image/webp;base64,UklGRvwIAABXRUJQVlA4IPAIAADQLACdASrwAEcAPm00lkckIyIhJhN7SIANiWJEeFAAMz8lt3+En5L8gPyV+Wiwv5rbtS0doeNr/kf3j3Pfoj2BP7j/Wuk95jP2N/YD3cP9J+0vu89Az+jf4DrgPQf/bH01vZ5/dPCYf8B21f4vlmvaLlqsev1nsR/l/7n4v7Vn+W31LlH9i/3HqITAr1DkBZjX+T9C3RE9P+wn+tnW79Bv9pStWHJj6lYgmEusUNF1+v1+v1IOaP5w4be/B52g7gIJpQYn2MWW52aNkVEo7QUN9yL+Ieu6qCz42Sxw84bHyphTS9uxZozshtkXFJwnTxcaEdhTCGjqzShJCIrleNtBogduBMrgCqBZFFjjUX/rK/yNIz7F9yU8rXSu1VaSSFdtR4AGId4QrSAgiqtcGdAKA2P+V+pKxDiZ4uuCQHbTeNdp4t1UqUF2ZyBlzM+ZGa5vSsI07QTS1uyCrYceEyUXQAR2BO+UE/elYrFYrFWAAP7kcOAkYAjBPpgAzuJ1pqVAySllB5GcXtvRXCsgHbpP54KZD523MQOHkydPZ4lk4jquGXJU3cr7Q1424JPk2Kr658JaZVMzUXR9VR/gABvoW+m65Btl1b0re4rKjkNUf/tv1T5ojCwoA+Ca/Jvp8ddPnC6KuGlH/0B9CC1FsIfscdkLWeGVq6/K3/KNIOOyNrTiBEZl48PfflJy0CcifP/CrSAIFnOhhfDccuUShvRA11NvmdVeLa5Ilwbvi2enc0OPj0wEbUufkys5P899g1u0W8ABHKMwh/8uY9Ws6VGLjKMiFXwa8PxAHLns0hxVIqXvWZ9aLx3M/1oXz3crH2E+JAjPV5ogu72122FPB3lw9VxhdyHR+BPTuuu/8DUA6y3mavlDJb2pSt8QZEE0PcTGEWIntXNbtn82K2rC1QAn/zFkdopbuHr+f09/9k776Xn4EUVuR6lD9Zm7YQp9FFxBkGvu/mfx6eqLrdMUjE81mOZtuIStBcubQfmASFeJ/lxvGiOH788c9L4vGRixrzbItabg3f8+Dbk8xqOc5KMbJ0avYhDWBPtF8lMCMD7+tbwZLNj6URzjAYk+wu27/Wtq5sAq7HdprhNa19/APrPtwCY1T0T1JgcrKC3xpmKPsjKmiuponVehhX7mBgpaGglxP9BU228pUc+NQvJn/rgibBKOGk52dgyPM+tKzSD22Xz4ycDuF6wkhmqBJ3T2JjDmJveyc7qMQpo2d+7fyBa2T2qXMiKhgofhgyZvBV33pnXSiincRNLhXT/UfjneekewltKRrF4YneZS499zkZBzjbVc63qgIeKw0hM06F9E5+tphZNF003RzzuH6Vv7vrfFSU1CsSTjU1Mj2gL+514qfmc/InB+rcQ3H4K1XHeYy6jDSf9jfnLqnBh9XtOeRRFq9xecEj1ROs8jLgG4T8fvwoXvmAtU5jVaah2aVGckRJB6Z+JhrxMF9MEcMQwnu/ma96db433FYDMYGPPl5r7L60YfnK8ayyicXqi541DSM85mDzatkvF9lqLKrHK3nlDZJytqZ3Cpd/zOl0yHIdCQtY9E9H/k6QKzRmi4Gq1i2ivXD+mYK0ULP75H8U4iFl03imtAOnZmY7x/MfnR3oCFxY4Y0ErFhWV7mw6OeWuSJ+/vb6+vGYtnDiFbHsAmBGLdfVYqLu3X0qJZcvMoZ1RiryVXph4XQDtkYAtfZl/jXzboQxJpHxWU674moWXQRDrY5EbxXWFv861VJBvT7lS1ZLLv8xk4x+WaVl65AZAj+bykMgq3dImR9AG+5vnce9JIu7iolKb9EV36IV9cDzrxpz2wE75L0WaGOqpCE1Cq5jftn2dwihJC2/z7Utj9kChQ+sdA7BTfjCblGE52pOsPyFGFIZIRAn1LHytVRwcLVLv/wLZf0mv0DRFLsc3U8UogHoY8KMFpNegR2oTQztrCJ1uM6xmfsENOt83HrRVJ/B8uOgbsGyPI2WB3GNge/hDwcWKBKaFTnwEJpShhhqWxoOpiLcljJAr0zwhgwQJ5lwpLVxxgk1a8S3nzvnlGchAZrmPtm97DPyRLEpK8YqTz9xA37dzBVKBPYJBOdaYgBWvp2sUAYmMWgCX8atZDtbwi5AOZfGNwFK9aLBnvTufP/7Nb24y2EQUxH64iZExgqhFS6ZQofTsm4pdmvD+WtsvZqmCwkSJBkwTXw4DE3jDk0cEoQqQU/xdEHAMCAQghz2kp2Bp2FeBYnr/PLwgup/ZTtRT2hnu2juXU0Xzs4IpnOOkk+ildDS1gtXL76wUQaJsCUuzdLZSRFY3S/i8v0Sn5lLyMocK6U5MINOC0l3T+mdEvu/IRThXqLOA1Dfa6cQ24HKK80ubMbFYpvpBSbhkSQTgLir9tGU14fZ+lfszrb36QPOBLn3cZ0srObDxij7NexuyXmIxyqUtu/eh4IIdKF+du4Byjt8RydMoiE/TDlAT925Y40nKxI5WoMXdh6z8Xy/WJw09BXMe4W8W+8slQnLUBzx2Yg3s6eAodzzxhIdkjutKnb9ruQ2d4f+bf7ra+BDb3ZsxyIaC3IgJzjRuxBg2YMxK6WwY+/JH1szQ2IMhUwicAkP3vR3vbhOcwfyZz5pJAcOGzNKqBR6nU4+Y2t9bhJZiHIkBCyHonCjZa9cx883z0HeOe5fz7xZrmwV203Rv29GM37+uBJqVOMk5XNCdSJcCfD/SCesWAZHTSHf7pITnVrL77LxZ+033npa6IUbWseEmtYpMlw7m5gz70p2VJVoW3taE67bf+z1EwQNhPyWyFsvsc30kLpVs09XY5mL0jHp95dTfMn3+xZzW+dXEhOMw1n3nBFrMtd4vHifAlyv6iIMcO+xjDw2VBrdvZxxYiY9ddRF3DLazxMkqrVqmSotOQYEAV8YDX6iFKAb4GV+paXY71p/N71BFm4zYMt0KescDU3tpRENFEeSV95B8ZVnjPv+M+oYl8RkFR/awUexBCFhViI5npexw06eedQTvoZthOcrQDFlraT5xPM7YJ0Ws2RGyFBAuk7dj24AAdLB4CFwxkABLAAAAAAA==" alt="" style="border: 0px;"></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ufficio Stampa</strong>&nbsp;&ndash; Pure Bros Mobile SpA<br>Email: info@purebros.it<br>Tel.: 068600320</p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2zJt2dl">https://bit.ly/2zJt2dl</a></p>]]></description>
	<dc:creator>PureBros</dc:creator>
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	<pubDate>Mon, 30 Oct 2017 09:26:00 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/54575/bloodsave2017-il-rifiuto-alla-trasfusione-nelladulto-quali-prospettive</link>
	<title><![CDATA[BloodSave2017: Il rifiuto alla trasfusione nell'adulto, quali prospettive?]]></title>
	<description><![CDATA[<p>A Padova il 24 novembre il Ministero della Salute promuove &laquo;<strong>BSave 2017</strong>&raquo;,<br>tavola rotonda con i maggiori esperti italiani di diritto, medicina legale e &laquo;<em>bloodless medicine</em>&raquo;<br>Obiettivo: il rispetto del paziente, migliorare i risultati clinici e risparmiare denaro pubblico.</p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2017/10/il-rifiuto-alla-trasfusione-nell-adulto_blood-save-2017_600.jpg?w=1000" alt="" style="border: 0px;"></p>
<p>Negli ultimi anni&nbsp;<strong>sempre pi&ugrave; pazienti rifiutano il trattamento trasfusionale con emocomponenti</strong>. I cosiddetti pazienti &laquo;<em>bloodless</em>&raquo; (cos&igrave; vengono chiamati nella letteratura scientifica internazionale) non sono pi&ugrave; soltanto i Jehovah&rsquo;s Witnesses (JW, i Testimoni di Geova), ma anche pazienti che non adducono motivi di tipo religioso o spirituale, i quali desiderano evitare quello che&nbsp;<em>Nature</em>ha recentemente definito il &laquo;trapianto liquido&raquo;, con tutte le sue evidenze scientifiche di immunodepressione e sovraccarico cardio-polmonare, in quanto &laquo;<strong>la trasfusione di sangue pi&ugrave; sicura &egrave; quella che non viene somministrata</strong>&raquo; (<em>Save blood, save lives</em>&nbsp;&ndash; Nature, Vol 520, 2 April 2015, pp. 24-26).</p>
<p>Ma non &egrave; solo&nbsp;<em>Nature</em>&nbsp;a denunciare l&rsquo;abuso del trattamento emotrasfusionale da parte dei medici di tutto il mondo: negli ultimi anni si &egrave; registrata un&rsquo;imponente produzione bibliografica internazionale in merito alla trasfusione di emocomponenti e ai suoi risultati clinci. Studi su ampi campioni di popolazione e metanalisi hanno correlato la somministrazione di trasfusioni di componenti ematici ad&nbsp;<strong>un aumento della mortalit&agrave;, morbilit&agrave;, degenza ospedaliera e delle infezioni&nbsp; nosocomiali a fronte di una limitata capacit&agrave; di trasporto di ossigeno delle emazie conservate</strong>. Inoltre, strategie cliniche che fanno ampio uso di trasfusioni al netto dei costi rappresentano un grande spreco di denaro per gli ospedali.</p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2017/10/blodless-medicine-bsave-2017-padova.jpg?w=1000" alt="" style="border: 0px;"><br><br>Se n&rsquo;&egrave; accorta anche l&rsquo;Organizzazione Mondiale della&nbsp;Sanit&agrave; che, sulla base di tali consolidate evidenze coniugate ad un elevato costo economico per utilizzo e gestione degli emocomponenti&nbsp; ed alle sempre maggiori difficolt&agrave; di approvvigionamento di materiale ematico sicuro, dal 2010 promuove il&nbsp;<strong>programma di Patient Blood Management</strong>&nbsp;(PBM) approvando una risoluzione vincolante per gli stati membri (WHA63.12, 21.05.2010): non &egrave; solo il &laquo;buon uso del sangue&raquo;, ma si tratta di&nbsp;<strong>una strategia multidisciplinare e multimodale che mette al centro la salute e la sicurezza del paziente, ottimizza la risorsa-sangue del singolo, migliora i risultati clinici e riduce in modo significativo l&rsquo;utilizzo dei prodotti del sangue</strong>, affrontando tutti i fattori di rischio trasfusionale modificabili, ancor prima che sia necessario prendere in considerazione il ricorso alla terapia trasfusionale stessa.</p>
<p>Ecco che il medico, portatore di conoscenze e abilit&agrave; capaci di curare e trattare patologie, &egrave; soggetto che diviene punto di incontro tra le richieste del paziente e nuove prospettive terapeutiche. Punto di incontro e&hellip; scontro. Nel nostro paese il PBM &egrave; ancora agli albori e poco diffuso: viene da tempo applicato sui pazienti bloodless in pochi centri di riferimento per pazienti JW, ma dovrebbe essere applicato a tutti i pazienti in modo capillare. Il programma viene&nbsp;<strong>recepito dal Ministero della salute nel 2015 e pi&ugrave; recentemente un Decreto prevede che siano definiti e implementati,&nbsp;<em>su tutto il territorio nazionale</em>, specifici programmi di PBM</strong>&nbsp;sulla base di specifiche Linee Guida &ndash; sconosciute alla maggioranza dei medici italiani &ndash; emanate dal Centro Nazionale Sangue (CNS), organo dell&rsquo;Istituto Superiore di Sanit&agrave;.</p>
<p>Ma alle difficolt&agrave; cliniche si intrecciano le problematiche medico-legali: in Italia ancora non &egrave; stata approvata la legge sul&nbsp;<strong>testamento biologico</strong>, e tale mancanza crea disorientamento tra gli operatori. Pertanto,&nbsp;<strong>quali sono le prospettive anche in ambito medico-legale?</strong></p>
<p><strong>Bsave 2017</strong>, organizzato dalla sede di Medicina Legale del dipartimento di Medicina Molecolare dell&rsquo;Universit&agrave; di Padova con la partecipazione di COMLAS (Societ&agrave; Scientifica dei medici legali delle Aziende Sanitarie del Servizio Sanitario Nazionale), si propone di analizzare il tema del rifiuto della trasfusione di emocomponenti da parte del paziente adulto, le relative implicazioni medico-legali, giuridiche e cliniche. La giornata si compone di una prima parte medico-legale e gestionale in cui&nbsp;<strong>sar&agrave; presentato il programma nazionale Patient Blood Management da parte del Centro Nazionale Sangue</strong>&nbsp;e di una seconda parte utile ad illustrare esperienze di elevato livello scientifico nell&rsquo;assistenza medico chirurgica, attraverso l&rsquo;impiego di strategie emoconservative. Particolare attenzione sar&agrave; posta alla&nbsp;<strong>presentazione di&nbsp; modelli assistenziali di elevatissimo livello qualitativo</strong>&nbsp;per la gestione e prevenzione dell&rsquo;anemia tramite risorse non ematiche, al fine di consentire l&rsquo;attuazione di procedure medico-chirurgiche che garantiscano elevati standard di sicurezza per il paziente, senza il ricorso a trasfusioni di emocomponenti. L&rsquo;evento &egrave; patrocinato da oltre 25 societ&agrave; e associazioni scientifiche nazionali, tra cui AIFA e Ministero della Salute.</p>
<p><strong>Per info e iscrizioni:</strong>&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://bsave.care/" target="_blank">www.bsave.care</a></p>
<p><strong>Il rifiuto alla trasfusione nell&rsquo;adulto: quali prospettive? &ndash; BloodSave2017</strong><br>Azienda Ospedaliera &mdash; Universit&agrave; di Padova<br>Policlinico Universitario<br>Aula Morgagni &mdash; Via N. Giustiniani 2, Padova</p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2xpo5Ws">https://bit.ly/2xpo5Ws</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Claudio Ancillotti</dc:creator>
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	<pubDate>Tue, 24 Oct 2017 16:49:56 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Le infezioni ospedaliere in Italia causano più vittime degli incidenti stradali]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Conseguenza di interventi chirurgici e terapeutici sempre pi&ugrave; complessi in pazienti metabolicamente e immunologicamente pi&ugrave; compromessi, le infezioni ospedaliere in Italia causano, ogni anno, pi&ugrave; vittime degli incidenti stradali, oltre a costituire un fenomeno di notevole impatto socio-economico. Grazie al monitoraggio della loro incidenza, all&rsquo;adozione di programmi di prevenzione nelle strutture sanitarie e all&rsquo;innovazione tecnologica in sala operatoria, come l&rsquo;utilizzo di suture con antibatterico, il 30% delle infezioni chirurgiche &egrave;, oggi, potenzialmente prevenibile ed evitabile. Fotografia e analisi dello scenario nazionale.</em></p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2017/10/Infezioni-ospedaliere-in-Italia.jpg" alt="infezioni-ospedaliere-in-italia" style="border: 0px;"></p>
<p>In tutto il mondo, le<a rel="nofollow" href="https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/cards/aumento-infezioni-ospedaliere/problema-aumento_principale.shtml" target="_blank">&nbsp;infezioni correlate all&rsquo;assistenza</a>&nbsp;(ICA)&nbsp;<strong>sono l&rsquo;evento avverso pi&ugrave; frequente in sanit&agrave;</strong>&nbsp;e costituiscono la complicanza pi&ugrave; frequente e grave nella cura di pazienti ospedalizzati. Una problematica rilevante seppure ancora misconosciuta, soprattutto a livello media, che solo in Italia causa, ogni anno, pi&ugrave; vittime degli incidenti stradali:&nbsp;<strong>4.500-7.000 decessi contro 3.419 vittime della strada</strong>&nbsp;(dati 2015).<br>Sotto il termine di ICA, o pi&ugrave; in generale di infezioni ospedaliere, rientra qualsiasi tipo di infezione che pu&ograve; occorrere durante il ricovero in ospedale, o anche dopo le dimissioni di un paziente, del quale, al momento dell&rsquo;ingresso nella struttura sanitaria, non c&rsquo;era n&eacute; manifestazione clinica, n&eacute; incubazione. In Italia, non esiste un sistema stabile di sorveglianza delle infezioni ospedaliere, ma sono stati condotti numerosi studi multicentrici di prevalenza, sulla base dei quali si stima che, ogni anno, circa<strong>&nbsp;il 5-8% dei pazienti ricoverati contragga un&rsquo;infezione ospedaliera</strong>, ovvero si verifichino&nbsp;<strong>450-700 mila casi</strong>&nbsp;dovuti soprattutto a infezioni urinarie, seguite da infezioni della ferita chirurgica, polmoniti e sepsi. Le ICA non costituiscono solo un problema sanitario, ma anche un&nbsp;<strong>fenomeno di notevole impatto socio economico</strong>: con un costo correlato ad una singola infezione ospedaliera di circa &euro; 9.000 &ndash; 10.500. Complessivamente, l&rsquo;impatto economico delle ICA sul Sistema Sanitario Nazionale &egrave; superiore a un miliardo di Euro l&rsquo;anno, con un prolungamento della degenza pari al 7,5-10% delle giornate di ricovero. In questo scenario,&nbsp;<strong>le SSI</strong>&nbsp;(Surgical Site Infections)&nbsp;<strong>sono tra le pi&ugrave; costose</strong>. Complessivamente,&nbsp;<strong>il 30% delle ICA</strong>&nbsp;(135 &ndash; 210 mila casi)&nbsp;<strong>&egrave; potenzialmente prevenibile ed evitabile</strong>.</p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2017/10/Prevenzione-infezioni-in-Europa.jpg" alt="prevenzione-infezioni-in-europa" style="border: 0px;"></p>
<p>In Italia la prevalenza delle infezioni chirurgiche &egrave; pi&ugrave; alta rispetto a molti altri Paesi europei (6.3% in acuto e 6.1 nelle RSA) tale da collocare il nostro paese prima del Regno Unito, della Germania e della Francia. Anche per questo &egrave; fondamentale stimare il peso economico delle infezioni ospedaliere in Italia. Analizzare i costi ad esse correlati, mediante database amministrativi, &egrave; stato lo scopo della ricerca &ldquo;<em>Burden economico delle infezioni ospedaliere in Italia</em>&rdquo;, realizzata dal<strong>&nbsp;Prof. Francesco Saverio Mennini, Research Director CEIS Economic Evaluation and HTA (EEHTA), Facolt&agrave; di Economia, Universit&agrave; di Roma Tor Vergata</strong>. Fonte dei dati sono state le Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO nazionali) e le Schede di Dimissione Ospedaliera Regionale. Le infezioni ospedaliere sono state individuate mediante i codici ICD9CM di diagnosi, selezionando cos&igrave; tutti i ricoveri acuti, in regime ordinario, che presentavano in diagnosi principale o secondaria uno dei codici ICD9CM individuati, con data di dimissione compresa tra il 1 gennaio 2006 ed il 31 dicembre 2014.&nbsp;<em>&laquo;La prospettiva del nostro studio &ndash; precisa Mennini &ndash; &egrave; stata quella di mettere in luce quanto pesano, in termini di impatto economico diretto e indiretto, le ICA in Italia, sia dal punto di vista della salute del paziente, sia della loro incidenza sul SSN. Partendo dal presupposto che, come prova lo studio, le infezioni ospedaliere compaiano in circa 3 casi ogni 1.000 ricoveri acuti in regime ordinario, la loro valorizzazione mediante valutazione delle giornate aggiuntive per singolo DRG ha comportato una stima media annua di &euro; 69,1 milioni. Mentre la valorizzazione delle ICA mediante DRG specifici (418 e 579) ha comportato una stima media annua di &euro; 21,8 milioni. Numeri che devono far riflettere soprattutto sul tema dell&rsquo;appropriatezza, cio&egrave; sull&rsquo;adozione di misure innovative, come trattamenti e device tecnologici, con l&rsquo;obiettivo di migliorare la qualit&agrave; dell&rsquo;assistenza nel limite delle risorse disponibili. La nostra indagine &egrave; proseguita andando ad includere i costi per le visite specialistiche ambulatoriali e per la spesa farmaceutica sempre relativa ai pazienti dimessi dopo una ICA, ma il nostro vero auspicio &egrave; quello di realizzare un Osservatorio permanente sulle infezioni ospedaliere, in collaborazione anche con il Ministero della Salute. Una struttura di controllo che possa monitorare annualmente il quadro nazionale delle ICA, mettendo in luce quanto il criterio dell&rsquo;appropriatezza, si pensi ad esempio in termini di ricoveri e di innovazione tecnologica, pu&ograve; fare per contenere il problema&raquo;.</em></p>
<p>Nel caso delle infezioni ospedaliere, i microrganismi che penetrano all&rsquo;interno del paziente vivono in una struttura che ha sub&igrave;to una modificazione dal punto di vista microbiologico. Ecologicamente, quegli stessi microrganismi che stanno nelle strutture sanitarie sono &lsquo;diversi&rsquo;, perch&eacute; hanno sub&igrave;to la pressione selettiva da parte delle terapie antibiotiche effettuate. In ospedale, soprattutto nei reparti critici, dove si fa largo uso di antibiotici, ci sono dei microrganismi &lsquo;resistenti&rsquo;, ovvero che resistono al farmaco d&rsquo;elezione che dovrebbe debellarli, tanto che oggi si stima che&nbsp;<strong>il 16% delle infezioni nosocomiali sia causata da batteri &lsquo;resistenti&rsquo;</strong>, il che rende pi&ugrave; complesso il trattamento e la guarigione.</p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2017/10/Prevenzione-infezioni-in-Europa_2.jpg" alt="prevenzione-infezioni-in-europa_2" style="border: 0px;"></p>
<p>In questo ambito, i pazienti chirurgici rappresentano una categoria molto significativa a livello globale, infatti,&nbsp;<strong>il 32% delle infezioni nosocomiali &egrave; un&rsquo;infezione chirurgica</strong>&nbsp;(SSI), conseguenza di interventi chirurgici e terapeutici pi&ugrave; complessi in pazienti metabolicamente e immunologicamente pi&ugrave; compromessi, come spiega&nbsp;<strong>Marco Montorsi, Responsabile di Unit&agrave; Operativa Chirurgia generale e digestiva Humanitas Research Hospital e Presidente della Societ&agrave; Italiana di Chirurgia:</strong>&nbsp;<em>&laquo;gli interventi di alta chirurgia a maggior rischio di infezioni sono quelli nei quali coesistono alcuni riconosciuti fattori di rischio sia legati al paziente (ad esempio elevato BMI, Diabete Mellito di tipo 1 non controllato, dialisi, terapia corticosteroidea/immunosoppressiva), che fattori di rischio legati alla procedura (durata dell&rsquo;intervento, ipotermia, intervento d&rsquo;urgenza, chirurgia viscerale specie colo rettale, chirurgia complessa, re-interventi , chirurgia su tessuti irradiati). In generale, sono gli interventi di chirurgia oncologica addominale complessa che prevedono resezioni intestinali a essere maggiormente a rischio di SSI&raquo;.</em></p>
<p><strong>I pazienti che contraggono una SSI sono 5 volte pi&ugrave; esposti al rischio di una nuova ospedalizzazione, 2 volte pi&ugrave; esposti al rischio di degenza in una unit&agrave; di terapia intensiva e 2 volte pi&ugrave; esposti al rischio di morte.</strong>&nbsp;L&rsquo;OMS sottolinea infatti come queste infezioni, causate dalle incisioni fatte durante gli interventi chirurgici, mettano a rischio la vita di milioni di pazienti ogni anno.</p>
<p>Le SSI sono, inoltre, le ICA pi&ugrave; frequenti e le pi&ugrave; onerose. Ogni SSI &egrave; stata associata approssimativamente a una<strong>&nbsp;degenza postoperatoria aggiuntiva di circa 7-11 giorni</strong>. Il 77% dei decessi nei pazienti con SSI sono attribuibili direttamente all&rsquo;episodio infettivo.&nbsp;<em>&laquo;Causate da microrganismi presenti nell&rsquo;ambiente, che solitamente non danno luogo a infezioni, le SSI insorgono pi&ugrave; frequentemente in pazienti ad alto rischio sottoposti a chirurgia addominale durante il ricovero o, in qualche caso, anche dopo la dimissione e possono avere diverso grado di gravit&agrave;, fino ad essere letali</em>&nbsp;&ndash; precisa&nbsp;<strong>Enrico Opocher, Direttore del reparto di Chirurgia Epato-Bilio-Pancreatica e Digestiva &ndash; Ospedale San Paolo di Milano &ndash;</strong><em>. Per questo &egrave; fondamentale, abbattere il rischio di contrarre un&rsquo;infezione adottando, fin dall&rsquo;ingresso in sala operatoria, una serie di correttivi che vanno ad intervenire sui fattori di rischio modificabili, come suggerito dalle raccomandazioni dell&rsquo;OMS nelle &lsquo;Global Guidelines for the Prevention of Surgical Site Infection&rsquo; elaborate nel 2016. Tra questi l&rsquo;antisepsi della cute tramite il lavaggio accurato delle mani, la corretta profilassi antibiotica, l&rsquo;utilizzo di soluzioni antisettiche a base di clorexidina per la preparazione del sito chirurgico e le suture rivestite con antibatterico (Triclosan). Seguendo, infatti, delle semplici misure di controllo &egrave; possibile abbattere di un terzo l&rsquo;insorgenza delle SSI&raquo;.</em></p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2017/10/Prenvenzione-infezioni-sito-chirurgico-Linee-guida-OMS.jpg" alt="prenvenzione-infezioni-sito-chirurgico-linee-guida-oms" style="border: 0px;"></p>
<p>Elaborate per migliorare la lotta contro le SSI e, globalmente, la sicurezza la qualit&agrave; e la sostenibilit&agrave; dei sistemi sanitari, le nuove &lsquo;<strong>Global Guidelines for the Prevention of Surgical Site Infection</strong>&rsquo; dell&rsquo;OMS sono state pubblicate su &ldquo;The Lancet Infectious Diseases&rdquo; il 3 novembre 2016 e includono un elenco di 29 raccomandazioni concrete, stilate da 20 dei maggiori esperti mondiali, frutto di 27 revisioni sistematiche, condotte tra il 2013 e il 2015, per fornire evidenze di supporto allo sviluppo di tali raccomandazioni. Le linee guida comprendono 13 raccomandazioni per il periodo che precede l&rsquo;intervento chirurgico, e 16 per la prevenzione delle infezioni durante e dopo l&rsquo;intervento. Una di queste raccomandazioni riguarda, nello specifico, l&rsquo;utilizzo di suture rivestite con triclosan al fine di ridurre il rischio di SSI indipendentemente dal tipo di intervento. Il Triclosan &egrave; un antibatterico efficace, ben tollerato e sicuro, che distrugge le membrane cellulari dei batteri (quindi &egrave; battericida sia su Gram + che -) ed &egrave; attivo anche su miceti, micobatteri e spore. Le suture con antibatterico, quindi, non solo non rappresentano pi&ugrave; un fattore che contribuisce all&rsquo;eventuale insorgenza di un&rsquo;infezione della ferita chirurgica, ma riescono, infatti, a diminuire di circa il 30% il numero di batteri a livello di incisione chirurgica dove la maggior parte delle infezioni postoperatorie hanno origine, riducendo significativamente anche l&rsquo;adesione dei batteri alla sutura. Con importanti conseguenze anche sulla spesa ospedaliera di gestione delle infezioni del sito chirurgico. Alle raccomandazioni dell&rsquo;OMS, si aggiungono altre evidenze scientifiche a supporto del valore delle suture con antibatterico (triclosan) rispetto a quelli comuni, anche&nbsp;<strong>&ldquo;The Centers for Disease Control and Prevention Updated Guideline&rdquo; e la valutazione EUNetHTA, la rete europea per la valutazione delle tecnologie sanitarie (Health Technologies Assessments &ndash; HTA)</strong>. In particolare, l&rsquo;aggiornamento della Centers for Disease Control and Prevention Guideline for the Prevention of Surgical Site Infection, pubblicato nel 2017, consiglia di utilizzare il filo da sutura rivestito di Triclosan, per la prevenzione delle infezioni del sito chirurgico (raccomandazione 2.C, Nonparenteral Antimicrobial Prophylaxis). Questa valutazione viene sostenuta anche da EUnetHTA, nelle conclusioni del documento &ldquo;Antibacterial-coated sutures versus non-antibacterial coated sutures for the prevention of abdominal, superficial and deep incisional, surgical site infection (SSI). L&rsquo;analisi di diversi studi ha infatti evidenziato una diminuzione di infezioni del sito chirurgico, con l&rsquo;utilizzo di filo da sutura rivestito con Triclosan.</p>
<p>Le infezioni correlate all&rsquo;assistenza costituiscono, dunque, un duplice problema per la sanit&agrave; pubblica, legato sia agli aspetti di umanizzazione delle cure, sia di risk management. Infatti, oltre agli effetti dannosi sulla salute dei pazienti, a compromettere la qualit&agrave; del servizio, le infezioni comportano l&rsquo;allungamento dei tempi di cura con la somministrazione di ulteriori terapie, aumentando i costi diretti ed indiretti dell&rsquo;assistenza ed evolvendo talvolta in sinistri con responsabilit&agrave; civile o penale.<em>&nbsp;&laquo;La gestione del rischio clinico in sanit&agrave;, di cui le infezioni chirurgiche (ICA) costituiscono un elemento importante, &egrave; l&rsquo;insieme delle azioni messe in atto per misurare i fenomeni, comprenderne le cause e migliorare la qualit&agrave; delle prestazioni sanitarie al fine di garantire la sicurezza dei pazienti&nbsp;</em>&ndash; spiega&nbsp;<strong>Enrico Burato, Direttore SC Qualit&agrave; Accreditamento Risk Management Ospedale Carlo Poma, Mantova e componente dal 2005 del Gruppo di lavoro di risk management in Regione Lombardia&ndash;</strong><em>. Si tratta di un compito complesso che richiede di attuare misure sia preventive che correttive ed una capacit&agrave; di creare rete tra tutti gli stakeholders interessati dal fenomeno. Compito del Risk Manager &egrave;, quindi, quello di individuare gli strumenti per valutare e governare i rischi, ricercandone i miglioramenti nel sistema di gestione complessivo, sviluppando strumenti efficienti e identificando le conseguenze sanitarie ed economiche derivanti dall&rsquo;esposizione al rischio stesso dei pazienti. Oggi in Regione Lombardia la prevenzione e il controllo delle infezioni correlate all&rsquo;assistenza sanitaria sono un obiettivo prioritario di sanit&agrave; pubblica e di miglioramento della qualit&agrave; delle prestazioni di ricovero e cura che deve essere perseguito con una logica di sistema e con la collaborazione di tutte le figure professionale interessate dal problema all&rsquo;interno di ogni singola struttura sanitaria&raquo;.</em></p>
<p>Un impegno multidisciplinare in cui si inserisce di diritto anche il farmacista ospedaliero, la cui funzione oggi sta cambiando radicalmente, come precisa&nbsp;<strong>Mario Giacomo Cavallazzi, Specialista in Farmacia Ospedaliera I.R.C.C.S. Istituto Ortopedico Galeazzi:</strong>&nbsp;<em>&laquo;si tratta di un professionista chiamato a coniugare la necessit&agrave; di migliorare l&rsquo;assistenza al paziente, il monitoraggio dell&rsquo;appropriatezza dell&rsquo;uso di farmaci e dispositivi medici e la capacit&agrave; di razionalizzare i costi. Il farmacista ospedaliero opera quindi in stretta collaborazione con il medico avendo come riferimento centrale la patologia, l&rsquo;assistenza, il percorso di cura e il benessere del paziente, garantendo un uso sicuro ed efficace del farmaco e l&rsquo;ottimizzazione dell&rsquo;appropriatezza e aderenza della terapia, attraverso un miglioramento del processo di valutazione, acquisizione, prescrizione e uso razionale dei farmaci e dei dispositivi medici. Partecipando attivamente anche al processo di acquisizione di farmaci e device innovativi all&rsquo;interno dell&rsquo;organizzazione sanitaria, il farmacista &egrave; il riferimento per la valutazione delle nuove cure attraverso l&rsquo;analisi farmacoeconomica degli interventi&raquo;.</em></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2z11PH0">https://bit.ly/2z11PH0</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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