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	<title><![CDATA[MSNI: Tutti i blog]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
	<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/78319/pasta-con-salsiccia-e-broccoli</guid>
	<pubDate>Tue, 17 Oct 2023 09:28:58 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/78319/pasta-con-salsiccia-e-broccoli</link>
	<title><![CDATA[Pasta con salsiccia e broccoli]]></title>
	<description><![CDATA[<h3>Pasta con salsiccia e broccoli</h3>
<p><span>&nbsp;La pasta con&nbsp;</span><span>salsiccia e</span><span>&nbsp;broccoli &egrave; un piatto corposo, perfetto per le fredde sere autunnali. In questa ricetta il gusto forte del broccolo siciliano, &egrave; ingentilito dalla dolcezza della Salsiccia, la luganega di maiale del nord Italia. I broccoli siciliani giungono a maturazione durante la stagione autunnale e invernale, ricchi di vitamina C, sali minerali e&nbsp;</span><span>antiossidanti&nbsp;</span><span>&nbsp;hanno un apporto calorico minimo.&nbsp;</span></p>
<p><img src="https://www.checucino.it/wp-content/uploads/2014/12/pasta-broccoli-salsiccia.jpg" alt="pasta salsiccia e broccoli" width="660" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p><strong>Ingredienti per 4 persone:</strong></p>
<p>Pasta (penne)<br>320 g<br>Broccoli siciliani<br>500 g<br>Salsicce (luganega)<br>100 g<br>Aglio<br>1 spicchio<br>Olio extravergine di oliva<br>4 cucchiai<br>Pecorino grattugiato<br>80 g<br>Sale<br>Quanto basta</p>
<hr>
<p><span style="font-size: 1.17em; ">Preparazione</span></p>
<p><span>Pulite i broccoli: con un coltello separate le cime dal gambo, pulite anche quest&rsquo;ultimo e tagliatelo a tocchetti. Lavate accuratamente con acqua corrente.</span></p>
<p>&nbsp;<span>Tagliate la luganega a pezzi di circa 1 centimetro.</span></p>
<p><span>In una pentola capiente portate a bollore abbondante acqua salata. Tuffate i broccoli e cuocete per circa 10 minuti. Con un mestolo forato togliete qualche broccolo dall'acqua di cottura, frullatelo con un frullatore a immersione. Unite un po&rsquo; di acqua di cottura se necessario. Versate la pasta nella pentola e fate cucinare per 7 - 10 minuti o fino a che le penne non sono al dente.</span></p>
<div>
<p>In una padella risaldate poco olio e aggiungete l'aglio sbucciato e privato del germe interno. Unite la salsiccia e fate rosolare. Quando la salsiccia risulta croccante aggiungete la crema di broccoli, la pasta al dente e le cime di broccolo intere.&nbsp;Fate saltare per qualche minuto, regolate di sale e mantecate con il pecorino.</p>
</div>
<div>Servire calda.</div>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/40704/castagne-con-lalloro</guid>
	<pubDate>Tue, 10 Oct 2023 17:34:20 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/40704/castagne-con-lalloro</link>
	<title><![CDATA[Castagne con l'Alloro]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>Castagne con l&rsquo;alloro - RICETTA</strong></p>
<p><strong></strong>Ecco una semplice ma gustosa ricetta da fare in autunno con le castagne: <strong>CASTAGNE ALL&rsquo;ALLORO</strong>.</p>
<p>E&rsquo; una ricetta molto semplice della tradizione Italiana,ma dal gusto unico ed inimitabile. Pochi ingredienti ma che esaltano il gusto e il sapore delle castagne.</p>
<p><img src="https://3.bp.blogspot.com/-I0BtG6b5JnM/UI9yGlF1ESI/AAAAAAAAIUk/RG8HwFNYDuE/s1600/5487s.jpg" alt="castagne con l'alloro" width="500" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p><strong>Ingredienti:</strong></p>
<p>1 kg di castagne belle grandi<br>acqua qb<br>sale qb<br>3/4 foglie di alloro</p>
<p><strong>Procedimento</strong></p>
<p>Per prima cosa scegliete le castagne di medie dimensioni, assicurandovi che non ci siano buchi di vermi e siano perfettamente sane ed integre.</p>
<p>Lavatele in acqua fredda e con un po&rsquo; di pazienza sgusciatele togliendo la buccia dura e rimarr&agrave; ovviamente solo la pellicina interna.</p>
<p>Mettete le castagne in una pentola con acqua tiepida, leggermente salata ed alcune foglie di alloro ben pulite.</p>
<p>Quindi fatele bollire per circa 35 minuti (castagne pi&ugrave; piccole impiegheranno circa 30 minuti per cuore, mentre castagne pi&ugrave; grosse, anche 45 50 minuti).</p>
<p>Trascorso questo tempo saggiate la cottura, devono essere farinose e mangiatele calde dopo aver eliminato la pellicina marrone che le riveste.</p>
<p>Ed ecco pronte le vostre castagne all&rsquo;alloro da mettere in tavola nelle serate autunnali, e magari da gustare davanti al caminetto con un buon bicchiere di vin Brul&egrave;.</p>
<p><strong><a href="https://www.msni.it/discussion/view/44270" target="_blank" title="Come fare le caldarroste">Come fare le caldarroste</a></strong></p>
]]></description>
	<dc:creator>monica</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/10116/la-zanzara-la-nostra-punizione-estiva</guid>
	<pubDate>Tue, 10 Oct 2023 17:33:34 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/10116/la-zanzara-la-nostra-punizione-estiva</link>
	<title><![CDATA[La Zanzara: La Nostra Punizione Estiva]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Capita, molto spesso, che gi&agrave; in aprile si &egrave;&nbsp;<strong>punti dalle zanzare</strong>, sono sicuramente quelle che sono cadute in&nbsp;<strong>letargo </strong>l'anno precedente in qualche angolo riparato della casa e svegliatesi sono subito pronte a riprendere il loro mestiere di piccoli&nbsp;<strong>vampiri volanti</strong>. In realt&agrave; &egrave; scorretto riferirsi al maschile, perch&egrave; tra le decine di&nbsp;<strong>zanzare</strong>&nbsp;esistenti in natura, &egrave; sempre e solo la&nbsp;<strong>femmina ad attaccare e pungere&nbsp;</strong>e la ragione &egrave; semplice: essa, per portare le&nbsp;<strong>uova a maturazione</strong>, ha bisogno di sangue.<br> Il pi&ugrave; debole ed<strong>&nbsp;innocuo maschio</strong>&nbsp;si accontenta di succhiare il&nbsp;<strong>nettare dei fiori&nbsp;</strong>o comunque di nutrirsi con&nbsp;<strong>elementi vegetali</strong>. Il&nbsp;<strong>sesso forte</strong>, tra&nbsp;<strong>queste specie di insetti</strong>, &egrave; proprio&nbsp;<strong>la femmina</strong>&nbsp;con un&nbsp;<strong>ciclo vitale superiore a quello del maschio</strong>. Questi, infatti,&nbsp;<strong>muore in autunno</strong>, mentre la&nbsp;<strong>femmina va in letargo</strong>&nbsp;per risvegliarsi proprio ai primi tepori primaverili.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">E' sempre lei che attira i maschi, pronta a farsi sedurre o a sedurre, con&nbsp;<strong>particolari vibrazioni</strong>&nbsp;( fino ad 800 al secondo ) che servono da&nbsp;<strong>richiamo sessuale</strong>.<br> I maschi si spostano lentamente a grandi sciami: la femmina vi entra facendosi&nbsp;<strong>fecondare in volo od al suolo</strong>&nbsp;e questo subito dopo l'<strong>atto sessuale muore</strong>.<br>A questo punto le femmine vanno in cerca di un luogo idoneo a&nbsp;<strong>deporre centinaia di uova in grappoli</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>prediligono luoghi prossimi all'acqua o terreni umidi.</strong><br>Qui le<strong>&nbsp;uova</strong>&nbsp;si trasformano rapidamente in<strong>&nbsp;larve</strong>&nbsp;dotate di apparato boccale atto a cibarsi di minuti organismi e particelle vegetali.<br>In una settimana le larve passano allo stadio superiore: quello della pupa, che dura solo due o tre giorni, il completo sviluppo delle ali segna il definitivo passaggio allo&nbsp;<strong>stato adulto</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">La&nbsp;<strong>zanzara</strong>&nbsp;&egrave; stata dotata dalla natura di un perfetto meccanismo, ideale per succhiare il sangue: la femmina si posa sulla vittima predestinata, esplora il tratto di pelle circostante con la proboscide in cerca di vasi sanguigni che trova, dopo qualche tentativo, grazie ai sofisticati sensori.<br>La proboscide, vista al microscopio, &egrave; costituita da un fascio di almeno sei setole pungenti racchiuse nel labium, una specie di lungo astuccio.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; "><img src="https://www.saluteme.it/images/stories/zanzara_tigre.jpg" alt="La Zanzara: La Nostra Punizione Estiva" title="La Zanzara: La Nostra Punizione Estiva" width="400" style="padding: 5px; border: 0px; border: 0px; "></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">Al momento della&nbsp;<strong>puntura la zanzara immete nella ferita</strong>&nbsp;un p&ograve; di&nbsp;<strong>secrezione salivare</strong>&nbsp;che ha pi&ugrave; scopi: evita la<strong>coagulazione del sangue</strong>, esercita un'<strong>azione anestetizzante&nbsp;</strong>sulla vittima che non si accorge immediatamente di quanto st&agrave; succedendo, provoca un&nbsp;<strong>maggior afflusso di sangue nella zona interessata</strong>.<br>Una&nbsp;<strong>zanzara sazia</strong>&nbsp;si riconosce subito, specie in alcune variet&agrave;, per il&nbsp;<strong>colore rossastro dell'adome gonfio a dismisura</strong>.<br>Il tempo impiegato per la digestione &egrave; lungo: tre o quattro giorni, periodo durante il quale la&nbsp;<strong>femmina&nbsp;</strong>diventa innocua e<strong>facilmente aliminabile perch&egrave; lenta a muoversi</strong>.<br>La<strong>&nbsp;puntura della zanzara</strong>, oltre a creare un'irritazione fastidiosissima della pelle, pu&ograve; provocare anche, attraverso la<strong>secrezione salivare</strong>, guai molto seri.<br>E' in grado di trasmettere, non raramente, alcune temibili malattie, specie a latitudini tropicali e subtropicali, con tutta una serie di virosi e protozoosi.<br>Tra le prime: la&nbsp;<strong>febbre gialla e l'encefalite</strong>, una infiamazione delle parti centrali del sistema nervoso- cervello, cervelletto, midollo allungato - caratterizzato da disturbi oculari, del sonno e del tono muscolare.<br>Attraverso il suo morso, si possono anche contrarre la&nbsp;<strong>malaria</strong>; la&nbsp;<strong>filariosi</strong>&nbsp;che provoca ostruzione e rottura dei vasi linfatici ; la cosidetta&nbsp;<strong>febbre dei tre giorni</strong>;&nbsp;<strong>la dengue</strong>, caratterizzata da febbre di breve durata con violenti dolori osseoarticolari generalizzati ( per questo &egrave; chiamata febbre rompiossa ); il&nbsp;<strong>bottone d'oriente</strong>&nbsp;che &egrave; un'affezione della pelle che lascia un'antiestetica cicatrice; la&nbsp;<strong>leishmaniosi</strong>&nbsp;che si presenta con febbri acute o croniche, intermittenti o continue, ma anche con lesioni cutanee e visceraki, dimagramento, anemia.<br>Cosa pu&ograve; essere pi&ugrave; fastidioso delle punture delle&nbsp;<strong>zanzare</strong>? la risposta arriva in un nanosecondo: le punture dei<strong>pappataci.</strong>&nbsp;Provare per credere:<br>Tommi Tommi, cacchi cacchi, come diceva Tot&ograve; ( zitti zitti in italiano ), non a caso si chiamano pappa-taci, con piccolissimi voli ti arrivano addosso e nemeno te ne accorgi.<br>Scordiamoci il&nbsp;<strong>classico ronzio zanzaresco</strong>,&nbsp;<strong>loro hanno il silenziatore</strong>.<br>Conosciuti anche come&nbsp;<strong>flebotomi&nbsp;</strong>sono irritanti nel vero senso della parola.<br>Questi minuscoli&nbsp;<strong>ematofogi</strong>&nbsp;( dal greco: si nutrono di sangue ), lunghi al massimo tre o quattro millimetri, quando pungono provocano dei ponfi rossi molto pruriginosi.<br> Spesso le bolle restano qualche settimana e se malauguratamente capita di sfiorarle ricomincia il&nbsp;<strong>terribile bruciore</strong>; il rischio &egrave; quello di&nbsp;<strong>grattarsi fino a provocare delle ferite veramente difficile da rimarginare</strong>.&nbsp;Meglio<strong>&nbsp;consultare un dottore</strong>&nbsp;il quale sicuramente vi prescriver&agrave; una&nbsp;<strong>pomata cortisonica</strong>.&nbsp;<br> Questi insetti frequentano molto pi&ugrave; case dove esistono animali domestici.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; "><img src="https://static.blogo.it/02blog/zanzareamilano.jpg" alt="La Zanzara: La Nostra Punizione Estiva" title="La Zanzara: La Nostra Punizione Estiva" width="400" style="padding: 5px; border: 0px; border: 0px; "></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">Per liberarsene nel mercato esistono centinaia di prodotti, sia per le persone che per gli animali domestici, oppure esistono anche&nbsp;<strong>imprese specializzate</strong>&nbsp;per la&nbsp;<strong>disinfestazione di questi insetti</strong>, dotate di attrezzature ad hoc per&nbsp;<strong>scovarne i focolai</strong>.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/87874/eco-ansie</guid>
	<pubDate>Tue, 05 Sep 2023 17:40:47 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/87874/eco-ansie</link>
	<title><![CDATA[Eco Ansie]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Soffro di Eco Ansie .</p>
<p><img src="https://static.independent.co.uk/s3fs-public/thumbnails/image/2016/03/02/12/obesity.jpg" alt="eco ansie" width="650" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p><br>Io sono vegana, lavoro in un Juice bar ecologico, sono ECO compatibile, cio&egrave;, giro in monopattino Elettrico, ho anche la bici Eco Green, Mio padre ha comperato la Tesla. Cerco di fare valere i diritti GREEN cio&egrave;, frequento regolarmente gli ecologisti di ULTIMA GENERAZIONE, e seguo Greta Thumberg da quando aveva 2 anni, ma rendiamoci conto: SIAMO IN PERICOLO !</p>
<p><strong><a href="https://www.msni.it/discussion/view/4210" target="_blank" title="LA LUNA SI STA ALLONTANANDO">LA LUNA SI STA ALLONTANANDO</a> !</strong> - E' una cosa GRAVISSIMA !</p>
<p>Non &egrave; possibile, &egrave; colpa del <strong>riscaldamento GLOBALE</strong>, delle <strong>auto DIESEL</strong>, dei <strong>NEGAZIONISTI climatici</strong> !</p>
<p><br>Cio&egrave; io veramente non ci dormo la notte ! e piango, piango, perch&egrave; sono in ansia per i miei figli, per i miei nipoti e per i nipoti dei nipoti<br><em>Voi mi capite vero ?</em></p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/32669/le-api-si-adeguano-alla-plastica</guid>
	<pubDate>Tue, 22 Aug 2023 10:20:32 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/32669/le-api-si-adeguano-alla-plastica</link>
	<title><![CDATA[Le api si adeguano alla plastica]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Alcune specie di api - gi&agrave; sotto la lente di ingrandimento per la &ldquo;sindrome da collasso della colonia&rdquo;, la moria catastrofica di impollinatori che affligge gli alveari di America ed Europa - hanno sviluppato un incredibile adattamento alla plastica, al punto da usarne frammenti per costruire le celle in cui deporre le uova</span></p>
<p>La plastica ha colonizzato ogni angolo del Pianeta. Non sono da meno alcune sostanze chimiche di sintesi, ormai integrate nel tessuto ecologico che avvolge le comunit&agrave; umane, ed animali. Ma che alcune specie di api - gi&agrave; sotto la lente di ingrandimento per la &ldquo;sindrome da collasso della colonia&rdquo;, la moria catastrofica di impollinatori che affligge gli alveari di America ed Europa - abbiano sviluppato un adattamento alla plastica al punto da usarne frammenti per costruire le celle in cui deporre le uova &egrave; una novit&agrave; finora fuori scala. Alcuni ricercatori di Toronto, Canada, hanno in effetti osservato questo comportamento in due specie, la<span>Megachile rotundata</span>, che di solito opta per le foglie ed &egrave; stata osservata montare il proprio alveare anche con pezzi di polietilene (i sacchetti di plastica, appunto, su circa lo 0,85% % delle celle analizzate), e la&nbsp;<span>Megachile campanulae</span>, che sembra in grado di abbinare alla resina naturale raccolta dagli alberi un collante sintetico come il poliuretano (sullo 0,74% del campione). &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo Scott McIvor, che ha curato il protocollo di ricerca, i nidi di queste api, in cui sono nate regolarmente le nuove pupe, potrebbe riflettere un tratto adattativo necessario per la sopravvivenza in ecosistemi ormai dominati dall&rsquo;impronta umana. &ldquo;Abbiamo avuto questo riscontro su qualche migliaia di api - spiega McIvor - Potrebbe trattarsi anche di un comportamento aberrante, o dell&rsquo;assenza nelle immediate vicinanze dei materiali usati tradizionalmente. Ma noi pensiamo che l&rsquo;uso della plastica potrebbe anche suggerire che certe specie di api esprimono una inedita flessibilit&agrave; nella costruzione dei nidi, che potrebbe aiutarle in ambienti nuovi o modificati&rdquo;. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se fosse cos&igrave;, le api subirebbero una pressione selettiva gi&agrave; all&rsquo;opera nello sbozzare le colonie del futuro in una terra di confine tra ambienti naturali e periferie di citt&agrave;. Sia la&nbsp;<span>rotundata&nbsp;</span>che la&nbsp;<span>campanulae&nbsp;</span>di norma costruiscono le arnie per la deposizione delle uova in cavit&agrave; all&rsquo;interno dei tronchi degli alberi, o sui rami; ma l&rsquo;alveare spunta anche in luoghi progettati dall&rsquo;uomo, come le recinzioni e le fessure tra i mattoni. L&rsquo;ape rotundata mastica la polpa vegetale delle foglie per produrre la malta con cui plasma le celle del suo alveare. A Toronto ha aggiunto il polietilene dei sacchetti di plastica, anche se non aderisce adeguatamente alla materia organica. La plastica potrebbe compromettere i livelli di umidit&agrave; dell&rsquo;alveare, ma all&rsquo;opposto fungere come protezione dall&rsquo;infestazione di parassiti. Secondo McIvor e il suo gruppo il fatto che la plastica sia comunque stata scelta dalle api potrebbe dimostrare che la struttura dell&rsquo;alveare &egrave; pi&ugrave; importante della sua composizione chimica. La capacit&agrave; di rispondere alle sfide ambientali potrebbe in futuro marcare una differenza di specie tra le api che riusciranno ad interagire con efficacia con i prodotti umani in contesti non pi&ugrave; selvaggi (i &ldquo;vincitori urbani&rdquo;, come li definisce McIvor) e quelle che invece eviteranno i paesaggi antropici. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Perch&eacute; anche per le api il problema sempre pi&ugrave; urgente &egrave; trovare habitat ancora in grado di offrire loro nutrimento e spazio adatto alla riproduzione. La ricerca di Toronto mostra fino a che punto una specie pu&ograve; essere costretta a scendere a patti con la nostra. I giornali californiani sostengono che ormai &ldquo;le api spendono ore on the road&rdquo;, intendendo che gli impollinatori in movimento su vaste distese di monocolture segnate da corridoi in asfalto a traffico intenso non hanno pi&ugrave; a disposizione il mosaico di prati, aree cespugliose e boschi in cui posarsi, suggere nettare e poi ripartire alla volta dei campi di ortaggi e frutta da fecondare. &nbsp;</p>
<p>I cambiamenti ambientali e lo stress da adattamento che le api stanno subendo fanno la loro parte nella generale contrazione del loro numero un po&rsquo; ovunque. Secondo una ricerca su 17 Paesi membri dello&nbsp;<span>European Union Reference Laboratory For Honeybee</span>, il vecchio continente perde 1/3 delle sue api da miele ogni anno. L&rsquo;agricoltura industriale ha intaccato la vita delle api, prima di tutto perch&eacute; ha sfigurato il paesaggio a cui 30 milioni di anni di selezione evolutiva le aveva preparate. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&ldquo;Le api hanno subito cambiamenti immensi - spiega Diego Pagani, apicoltore biologico della Val Chidone, provincia di Piacenza, tra i massimi in Italia, e presidente del CONAPI (Consorzio Nazionale Apicoltori) - Fino agli anni Cinquanta sentivano il profumo dei fiori a 1,5 Km di distanza, adesso lo devono captare da 300 Km per effetto dell&rsquo;inquinamento. Gli agenti chimici impiegati in agricoltura funzionano come una barriera tra loro e i fiori&rdquo;. La capacit&agrave; di adattamento descritta a Toronto dipende dalla estrema velocit&agrave; del tasso riproduttivo: &ldquo;Un&rsquo;ape vive 40 giorni, gliene occorrono 21 per nascere. In una sola stagione ci sono pi&ugrave; generazioni, il ricambio &egrave; altissimo&rdquo;. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;<img src="https://file.cure-naturali.it/site/image/hotspot_article_first/8242.jpg" alt="image" width="600" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p>Pagani non ha dubbi: l&rsquo;ambiente incontaminato non esiste pi&ugrave; nemmeno in Italia e la perdita di biodiversit&agrave; riguarda anche la scomparsa di prati e siepi non coltivati, inghiottiti dalle monocolture. &ldquo;L&rsquo;agricoltura estensiva e l&rsquo;uso di sostanze di sintesi sono alla base del collasso delle api. In California, nella zona di Sacramento, famosa per le piantagioni di mandorle, devono comperare le api dalla Nuova Zelanda. Negli Stati Uniti ormai un alveare costa 150 dollari, qui in Italia siamo a 25 euro. Negli anni &rsquo;20 del Novecento gli americani avevano 9 milioni di api, oggi ridotte a 1 milione e mezzo, lo stesso numero che vive nel nostro Paese. Un&rsquo;ape pu&ograve; volare per 3 Km, ma poi deve posarsi e nutrirsi. Una condizione che in California &egrave; diventata quasi impossibile&rdquo;. Con questa realt&agrave; al suolo si confronta anche un apicoltore biologico come Pagani, che si attiene ad uno schema dal carattere rigorosamente territoriale: nessuna discarica in un raggio di 5 Km dalle arnie, nessuna fabbrica entro 3 Km, niente colture estensive in vista e strade solo oltre 1 km. Le api dovrebbero avere a disposizione solo porzioni di bosco ad acacie spontanee ed erba medica non trattata. Eppure, anche quelle di Pagani qualche volta muoiono sulle corolle dei girasoli spruzzate di insetticidi di sintesi. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un recente studio condotto dall&rsquo;Universit&agrave; della North Carolina uscito su Science sembra confermare che la variet&agrave; di tipologie di api che volano su una coltura pu&ograve; condizionare anche la quantit&agrave; dei raccolti. Per Federica Ferrario responsabile Campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace Italia &ldquo;il primo fattore di declino delle api &egrave; l&rsquo;uso di insetticidi. Nel 2013 la EU ha stabilito una moratoria di due anni su tre tipi di nicotinoidi, ma il pacchetto pi&ugrave; vasto delle cause di questa moria &egrave; l&rsquo;agricoltura industriale nel suo complesso, che implica anche, parlando di impollinatori, l&rsquo;eliminazione di habitat e rifugi. Le monoculture innescano fenomeni a effetto domino che diventano poi difficili da gestire perch&eacute; impoveriscono l&rsquo;ambiente. In California i cocktail di sostanze di sintesi sono sempre pi&ugrave; spesso inutili, al punto che si ritorna alla zappa per estirpare le erbacce&rdquo;. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Greenpeace sta premendo perch&eacute; l&rsquo;Europa avvii un piano di monitoraggio completo degli impollinatori e propone una strategia di interventi molto semplici, ispirati, come ripete Ferrario, al buon senso di una volta: &ldquo;Rotazione delle colture, per togliere ai parassiti il tempo di sviluppare resistenze sempre pi&ugrave; intrattabili agli insetticidi; filari di siepi per dare rifugio ad api e bombi, ripristino di habitat semi naturali nelle aziende agricole come aree di compensazione ecologica&rdquo;. La plastica spuntata negli alveari di Toronto, i mandorli della California e gli alveari biologici di Pagani non sono cos&igrave; distanti. La nostra capacit&agrave; di gestire, o condannare, una gruppo di specie limita la resilienza dell&rsquo;ecosistema umano globale ai cambiamenti climatici e alla trasformazione del Pianeta in una nuova nicchia ecologica. Apicoltori e agricoltori sono destinati a diventare gli alleati di ecologi e conservazionisti. Suona come un paradosso, ma un ambiente pi&ugrave; selvaggio sar&agrave; la migliore polizza assicurativa per la produzione di cibo su scala continentale.&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.lastampa.it/"><span>fonte</span></a></p>
]]></description>
	<dc:creator>avatar</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/30632/sempre-pi-debole-il-campo-magnetico-terrestre</guid>
	<pubDate>Mon, 14 Aug 2023 09:07:57 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/30632/sempre-pi-debole-il-campo-magnetico-terrestre</link>
	<title><![CDATA[Sempre più debole il campo magnetico terrestre]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Ne avevamo gi&agrave; parlato: Il&nbsp;<strong>campo magnetico</strong>&nbsp;terrestre che ci&nbsp;<strong>protegge</strong>&nbsp;dalle&nbsp;<strong>radiazioni&nbsp;</strong>provenienti dal cosmo e che indirizza la bussola verso il<strong>&nbsp;Polo Nord</strong>&nbsp;si sta indebolendo.</p>
<p>Lo si sapeva gi&agrave; da tempo, ma ora &egrave; quasi una certezza. Lo ha stabilito il satellite&nbsp;<strong>Swarm&nbsp;</strong>dell&rsquo;Esa. Lanciato lo scorsol novembre 2013, Swarm fornisce nuovi dati sul funzionamento del campo magnetico della Terra, dati che sino ad ora erano sconosciuti.</p>
<p>Le misurazioni effettuate nel corso degli ultimi sei mesi confermano la tendenza generale all' indebolimento del campo magnetico, con un calo <strong>drammatico&nbsp;</strong>che sta verificandosi nell&rsquo;emisfero occidentale. In altre aree del pianeta, tuttavia, come sull&rsquo;Oceano Indiano meridionale, il campo magnetico si sta rafforzato da gennaio 2014.</p>
<p>&nbsp;<img src="https://www.meteoetna.com/wp-content/uploads/2017/03/campo-magnetico-terrestre.jpg" alt="image" width="600" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p><strong>Il campo magnetico si sta spostando.</strong>&nbsp;Le ultime misurazioni, tra l&rsquo;altro, confermano anche il movimento del Polo Nord magnetico verso la&nbsp;<strong>Siberia</strong>. Questi cambiamenti sono basati sui segnali magnetici che hanno il loro motore nel nucleo della Terra. In particolare nel&nbsp;<strong>nucleo esterno</strong>&nbsp;dove il movimento del ferro allo stato liquido produce il campo magnetico terrestre.</p>
<p>Nel corso dei prossimi mesi, gli scienziati analizzeranno i dati per svelare i contributi magnetici provenienti da altre fonti, vale a dire dal mantello, dalla crosta, dagli oceani, dalla ionosfera e dalla magnetosfera.</p>
<p><span>Ci&ograve; fornir&agrave; una nuova visione di molti processi naturali, da quelli che si verificano in profondit&agrave; all&rsquo;interno del nostro pianeta fino a quelli prodotti dall&rsquo;attivit&agrave; solare. A sua volta, questa informazione produrr&agrave; una migliore comprensione del perch&eacute; il campo magnetico si sta indebolendo.</span></p>
<p>&laquo;Questi primi risultati dimostrano l&rsquo;ottima&nbsp;<strong>performance&nbsp;</strong>di Swarm&raquo;, ha dichiarato Rune Floberghagen, Mission Manager di Swarm. &laquo;Con una risoluzione senza precedenti, i dati mostrano valori molto particolareggiati per ogni singola area del pianeta, fondamentale per capire cosa sta avvenendo a livello globale al campo magnetico&raquo;.</p>
<p>I primi risultati sono stati presentati 19 giugno 2014 presso il terzo Swarm Science Meeting a Copenhagen, Danimarca.</p>
<p><strong>I pi&ugrave; colpiti saranno gli animali.</strong>&nbsp;Ma cosa significa un campo magnetico sempre pi&ugrave; debole? Al momento gli scienziati non si sbilanciano, ma stando ad alcune previsioni potrebbe voler dire che siamo vicini ad&nbsp;<strong>un&rsquo;inversion</strong>e del campo medesimo. Questo potrebbe portare il&nbsp;<strong>Polo Nord a diventare il Polo Sud</strong>&nbsp;e viceversa. Tranquilli, ci metter&agrave; migliaia di anni e non sar&agrave; un evento cos&igrave; repentino.</p>
<p><img src="https://www.viewzone.com/magnetic.center.jpg" alt="image" width="500" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p>Il fenomeno dell&rsquo;inversione dei poli &egrave; gi&agrave; successo tante volte nel passato remoto della Terra, ma mai da che esiste l&rsquo;<em>Homo sapiens</em>&nbsp;e dunque non sappiamo esattamente si ci potrebbero essere delle ripercussioni.</p>
<p>Certo &egrave; che ce ne potrebbero essere per molti&nbsp;<strong>animali</strong>, soprattutto uccelli, che utilizzano il campo magnetico per le migrazioni.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/24805/48-ore-a-digiuno-per-diventare-una-modella-perfetta</guid>
	<pubDate>Mon, 14 Aug 2023 09:05:20 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/24805/48-ore-a-digiuno-per-diventare-una-modella-perfetta</link>
	<title><![CDATA[48 ore a digiuno per diventare una modella 'perfetta']]></title>
	<description><![CDATA[<p><span><span><span><strong>Anoressica per diventare una modella 'perfetta'</strong><br> &bdquo;</span></span></span></p>
<p>La storia &egrave; quella purtroppo molto nota del <strong>rapporto nefasto tra moda e anoressia</strong>, dolorosamente vissuta da un&rsquo;altra giovane donna che ha voluto raccontare al giornale inglese Daily Mail come il suo <strong>desiderio di sfondare nel mondo patinato delle passerelle</strong> si sia trasformato in un dramma personale.</p>
<p><img src="https://3.bp.blogspot.com/_eiqZ4eKv534/SeYuC_yP8KI/AAAAAAAAALc/fFdG5ANkRSc/s320/georgina04.jpg" alt="image" width="213" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p><strong>Georgina Wilkin aveva appena 15 anni</strong> quando si era sentita dire da un agente che per sfruttare le sue potenzialit&agrave; di modella avrebbe dovuto perdere qualche centimetro sui fianchi e sulla vita e, influenzata da quel pericoloso consiglio, sei mesi dopo si ritrov&ograve; risucchiata nella <strong>spirale dell&rsquo;anoressia</strong>, uno scheletro che camminava e a malapena si reggeva in piedi per sfilare.</p>
<p><img src="https://3.bp.blogspot.com/_eiqZ4eKv534/SeYuCQAdFOI/AAAAAAAAALE/pqlPUKlYofU/s1600/georgina01.jpg" alt="image" width="400" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p><strong>Le venivano imposte taglie impressionanti per poter lavorare:</strong> &laquo;Secondo contratto le mie misure dovevano essere 60-55-86&raquo; racconta la ragazza che ora, a 23 anni, &egrave; per sua volont&agrave; fuori da quel giro spietato: &laquo;La settimana prima di mollare tutto mi &egrave; stato detto che qualunque cosa stessi facendo, dovevo continuare a farla. <strong>Non mangiavo da circa 48 ore&raquo;</strong>.</p>
<p>Intenzionata a vuotare il sacco su quel passato difficile, adesso denuncia: &laquo;Nessuno si &egrave; seduto con me e mi ha detto che avevo bisogno di aiuto: <strong>una modella &egrave; un prodotto</strong> e il manager &egrave; interessato solo a vendere quel prodotto, finch&eacute; non arrivi al punto di avere le labbra blu&raquo;.</p>
<p><span><span></span><img src="https://ctrl-c.cc/?CGYkNl4IYkpGRMbI4HYKOL0KGGUl0jqjAKaMeLch8JiI4HLIbG3hgi5lMGagqiaHOJcGXgkiwi1iEGTlUGlL5iZH4gXh9JIILLRMeCDt490qO9IlH1" alt="" width="1" height="1" style="border: 0px; border: 0px; "></span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/23294/cosa-fare-in-caso-di-afa-e-caldo</guid>
	<pubDate>Thu, 13 Jul 2023 08:06:56 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/23294/cosa-fare-in-caso-di-afa-e-caldo</link>
	<title><![CDATA[Cosa Fare in caso di afa e caldo]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Quest'anno, lestate si fa attendere, ma scommetto che di colpo verremo assaliti da caldo e afa.&nbsp;</span></p>
<p><span><span>Il caldo spesso pu&ograve; essere insopportabile, e prevenire &egrave; meglio che curare.&nbsp;</span>Eccovi alcuni facili consiglio per sopportarli al meglio:&nbsp;</span></p>
<p><span><img src="https://www.nostrofiglio.it/site_stored/imgs/0005/043/afa-caldo-nf.600.jpg" alt="sopportare il caldo" width="600" style="border: 0px; border: 0px; "></span></p>
<p><span style="color: #000080; "><strong>Primo Consiglio:</strong></span></p>
<p>Limitare il consumo di cibi ricchi di grassi, come salumi, fritture e dolciumi.</p>
<p><span style="color: #000080; "><strong>Secondo Consiglio:</strong></span></p>
<p>Fare pi&ugrave; pasti leggeri durante la giornata per non avere cali di zuccheri.</p>
<p><span style="color: #000080; "><strong>Terzo Consiglio:</strong></span></p>
<p>Bere almeno 1 litro e mezzo d'acqua al giorno anche se non sentiamo lo stimolo della sete.</p>
<p><span style="color: #000080; "><strong>Quarto Consiglio:</strong></span></p>
<p>Rinfrescarsi con frutta e verdura fresca e soprattutto cruda, cos&igrave; avremo a nostra disposizione una ricca fonte di vitamine e minerali, utilissimo contro il caldo.</p>
<p><span style="color: #000080; "><strong>Quinto Consiglio:</strong></span></p>
<p>Bere oltre ad acqua, centrifughe di frutta e verdura, succhi non zuccherati e cocktail rinfrescanti.</p>
<p><span style="color: #000080; "><strong>Sesto Consiglio:</strong></span></p>
<p>Vestirsi con abiti larghi e fibre naturali, come cotone ed evitare fibre sintetiche troppo aderenti.</p>
<p><span style="color: #000080; "><strong>Settimo Consiglio:</strong></span></p>
<p>Non uscire, se &egrave; possibile, nelle ore pi&ugrave; calde della giornata, ovvero dalle 12 alle 16.</p>
<p><span style="color: #000080; "><strong>Ottavo Consiglio:</strong></span></p>
<p>Se possibile, sostare in zone dotate di climatizzatori o deumidificatori, altrimenti areare bene le stanze, per cercare di creare correnti.</p>
<p><span style="color: #000080; "><strong>Nono Consiglio:</strong></span></p>
<p>Evitare di regolare il climatizzatore con troppa differenza rispetto all'ambiente esterno, per evitare rischi alla salute e fastidiosi dolori muscolari.</p>
<p><span style="color: #000080; "><strong>Decimo Consiglio:</strong></span></p>
<p>Evitare di fare sport nelle ore pi&ugrave; calde della giornata e preferire il tardi pomeriggio o la sera.</p>
<p><span style="color: #000080; "><strong>Undicesimo Consiglio:</strong></span></p>
<p>Consumare cibi freschi, come gelati alla frutta, granite e ghiaccioli. Evitare il consumo di alcol.</p>
<p><span style="color: #000080; "><strong>Dodicesimo Consiglio:</strong></span></p>
<p>Riparare il capo con cappello e bandane ed infine riparare gli occhi dai raggi del sole con occhiali da sole.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/10094/voglia-di-natura-la-transiberiana</guid>
	<pubDate>Wed, 28 Jun 2023 09:40:26 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/10094/voglia-di-natura-la-transiberiana</link>
	<title><![CDATA[Voglia Di Natura, La Transiberiana]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Notte e giorno, durante la breve estate e l'interminabile inverno della&nbsp;<strong>Siberia</strong>, lunghi&nbsp;<strong>convogli di treni merci&nbsp;</strong>carichi di macchinari, legname, minerale di ferro e petrolio giungono sferragliando alla stazione di<strong>&nbsp;Irkutsk</strong>; situata sulle rive del fiume&nbsp;<strong>Angara</strong>, a met&agrave; strada fra i<strong>&nbsp;monti Urali</strong>&nbsp;ad ovest e&nbsp;<strong>Vladivostok</strong>&nbsp;a est, questa cittadina di provincia evoca tuttora i suggestivi ricordi della prima grande&nbsp;<strong>avventura transiberiana</strong>.&nbsp;<br> Quell'avventura aveva avuto inizio nel 1891, quando lo&nbsp;<strong>Zar Alessandro III</strong>&nbsp;decise di costruire una ferrovia di 7500 chilometri fra gli&nbsp;<strong>Urali&nbsp;</strong>ed il&nbsp;<strong>mare del Giappone</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">Aperta 13 anni dopo, quella ferrovia era, e rimane, un cordone ombelicale essenziale ma fragile; corre infatti per migliaia di chilometri lungo la frontiera cinese.<br>Oggi nella stazione di<strong>&nbsp;Irkutsk</strong>, se un viaggiatore preme un pulsante, si accende un quadro luminoso con tante lampadine che illuminano l'itinerario prescelto per raggiungere una delle altre 96 stazioni lungo la linea ferroviaria. Ma il traffico passeggeri &egrave; ormai scarso, a&nbsp;<strong>Irkutsk.</strong>&nbsp;Gran parte dei turisti giunge in aereo. Quelli che hanno preferito partire da&nbsp;<strong>Mosca&nbsp;</strong>in treno ( il viaggio dura tre giorni e mezzo ) si dicono delusi per il panorama monotono ed interminabile di pianure e foreste.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">&nbsp;</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">I&nbsp;<strong>siberiani&nbsp;</strong>sanno che il percorso pi&ugrave; interessante e meno frequentato &egrave; il tratto fra&nbsp;<strong>Irkutsk e Vladivostok</strong>. Ora i&nbsp;<strong>Sovietici</strong>hanno portato a termine un'altra epica impresa: circa 400 chilometri a nord della vecchia transiberiana, &egrave; stata approntata una nuova linea ferroviaria di 3145 chilometri che, collegata con la strada ferrata gi&agrave; esistente, arriva a coprire una distanza totale di 4341 kilometri.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; "><img src="https://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/transiberiana-russia.jpg" alt="Voglia Di Natura, La Transiberiana" title="Voglia Di Natura, La Transiberiana" width="600" style="padding: 5px; border: 0px; border: 0px; "></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">La nuova ferrovia corre parallela all'antico tracciato, mentre quest'ultima costeggia il&nbsp;<strong>lago Bajkal&nbsp;</strong>a sud, l'altra gira intorno all'estremit&agrave; settentrionale del lago prima di puntare verso il fiume&nbsp;<strong>Amur&nbsp;</strong>e l'<strong>Oceano Pacifico</strong>.<br>Il suo nome&nbsp;<strong>BAM</strong>&nbsp;deriva appunto dal suo tracciato:&nbsp;<strong>Bajkal - Amur - Magistral</strong>.<br>Come la&nbsp;<strong>Transiberiana</strong>, anche la costruzione della&nbsp;<strong>BAM</strong>&nbsp;&egrave; stata suggerita da considerazioni politiche, economiche e strategiche.<br>I pionieri che vivono lungo la linea ferroviaria, hanno appena scalfitto la superfice di questa terra in letargo, pi&ugrave; vasta degli Stati Uniti.<br>I&nbsp;<strong>sovietici</strong>&nbsp;sono decisi a domare la<strong>&nbsp;Siberia</strong>, proprio come nel secolo scorso gli&nbsp;<strong>americani</strong>&nbsp;si erano lanciati nella conquista del&nbsp;<strong>Far West</strong>.<br>La<strong>&nbsp;Siberia</strong>&nbsp;&egrave; il&nbsp;<strong>forziere nazionale sovietico</strong>, una garanzia di benessere, per il presente ed il futuro.<br>Il&nbsp;<strong>nuovo Eldorado</strong>: oro a tonellate, miliardi di metri cubi di legname nelle foreste vergini, montagne di minerale di ferro, metalli preziosi, enormi fiumi che sembrano fatti apposta per far funzionare turbine.<br>La<strong>&nbsp;Siberia</strong>&nbsp;fornisce circa la met&agrave; del carbone, del gas naturale e del petrolio che si consumano in&nbsp;<strong>Unione Sovietica</strong>. In questa regione ogni cosa assume dimensioni smisurate, e lo stesso vale per i progetti che la riguardano.<br>Lungo i binari della<strong>&nbsp;BAM</strong>&nbsp;non si parla di fabbriche, di citt&agrave; e neppure di complessi industriali, bens&igrave; di complessi territoriali di produzione: vasti agglomerati dotati di centrali elettriche, miniere, officine automatizzate e centri urbani con servizi di ogni genere.<br>Per stendere&nbsp;<strong>3000 chilometri di binari&nbsp;</strong>&egrave; stato necessario rimuovere circa 350 milioni di metri cubi di terra, scavare 30 chilometri di tunel, gettare oltre 2000 ponti e costruire 60 stazioni ferroviarie.<br>Ad est del&nbsp;<strong>lago Bajkal</strong>&nbsp;si estende la&nbsp;<strong>taiga</strong>, una terra di paludi e foreste di larici, abeti e betulle. Questa regione inospitale &egrave; solcata da fiumi: ed i tecnici della<strong>&nbsp;BAM</strong>&nbsp;sono stati costretti a costruire in media un ponte ogni 1500 metri.<br>La<strong>&nbsp;BAM&nbsp;</strong>attraversa sette catene di montagne, ed un deserto di sabbia largo 40 chilometri che non era mai stato rilevato da nessun cartografo.<br>Oltre 100.000 uomini avevano lavorato alla&nbsp;<strong>BAM&nbsp;</strong>quando venne portata a termine nell'<strong>ottobre 1984</strong>.<br>La&nbsp;<strong>Siberia</strong>&nbsp;non &egrave; soltanto una terra aspra, &egrave; anche una terra fragile. Gli scienziati sovietici dovettero raccomandare agli ingegneri ed ai tecnici della&nbsp;<strong>BAM</strong>&nbsp;il pi&ugrave; assoluto rispetto dell'<strong>ambiente naturale</strong>.<br>La preocupazione immediata degli scienziati &egrave; puntata sul<strong>&nbsp;lago Bajkal</strong>; e proprio qu&igrave; gli ecologisti, ed i fautori dell'industrializzazione si sono scontrati frontalmente.<br>Il&nbsp;<strong>lago Bajkal</strong>&nbsp;rappresenta sotto molti aspetti, una&nbsp;<strong>meraviglia della natura</strong>: lungo 635 chilometri, largo in media 40 chilometri, questo mare interno contiene un volume d'acqua superiore a quello del mar Baltico e produce un<strong>&nbsp;microclima relativamente temperato per la Siberia</strong>.<br><strong>Minuscoli crostacei</strong>, detti epischura, provvedono alla sua&nbsp;<strong>leggendaria purezza</strong>, si nutrono di materiale organico con tale ingordigia da depurare l'acqua del lago pi&ugrave; volte all'anno.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; "><img src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/e/e2/Trans_siberian_railroad_large.png" alt="Voglia Di Natura, La Transiberiana" title="Voglia Di Natura, La Transiberiana" width="600" style="padding: 5px; border: 0px; border: 0px; "></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">La&nbsp;<strong>citt&agrave; di Irkutsk&nbsp;</strong>&egrave; oggi la principale attrattiva nell'<strong>Asia Sovietica</strong>; un Hotel di dieci piani, con 530 posti letto, &egrave; stato costruito sul&nbsp;<strong>fiume Angara</strong>, di fronte alla&nbsp;<strong>stazione della Transiberiana</strong>, e gli&nbsp;<strong>aliscafi portano i turisti in giro per il lago</strong>.<br>Su una collina che domina il<strong>&nbsp;lago Bajkal</strong>, 40 chilometri ad est, un altro hotel pu&ograve; ospitare 170 visitatori.<br>Secondo quanto dice uno&nbsp;<strong>scrittore di Irkutsk</strong>: - i<strong>l lago Bajkal sar&agrave; riservato al piacere dell'uomo ed a quello delle generazioni future&nbsp;</strong>-.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; "><span style="font-size: 12.8px; ">La&nbsp;</span><strong style="font-size: 12.8px; ">Siberia&nbsp;</strong><span style="font-size: 12.8px; ">desidera dare il benvenuto ai turisti, ma non vuole restarne&nbsp;</span><strong style="font-size: 12.8px; ">vittima ecologica</strong><span style="font-size: 12.8px; ">, ed&nbsp;</span><strong style="font-size: 12.8px; ">i Sovietici si sforzano per mantenere questa promessa per le generazioni future</strong><span style="font-size: 12.8px; ">.</span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/9868/i-disturbi-del-sonno-come-si-curano-quali-sono-le-cause</guid>
	<pubDate>Wed, 28 Jun 2023 09:35:08 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/9868/i-disturbi-del-sonno-come-si-curano-quali-sono-le-cause</link>
	<title><![CDATA[I Disturbi del sonno: come si curano, quali sono le cause]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Circa un terzo della nostra vita &egrave; occupato dal mondo misterioso del sonno; una spazio in cui le manifestazioni della coscienza si affievoliscono e affiorano compportamenti inconsci, azioni che sfuggono al controllo della volont&agrave;. Alcune di queste azioni sono del tutto innocue; altre, espressioni di precise condizioni fisiche o psichiche, devono essere tenute sotto controllo e richiedono pertanto un'approfondita conoscenza.</p>
<p><img src="https://media.paginemediche.it/benessere/corpo-e-mente/sonno-ecco-perche-e-importante-dormire-bene-la-notte/sonno-ecco-perche-e-importante-dormire-bene-la-notte-746-420.jpg" alt="disturbi del sonno" width="650" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p><strong>Il BRUXISMO</strong></p>
<p>E' un fastidioso disturbo notturno che consiste nel digrignamento dei denti, un'attivit&agrave; a volte cos&igrave; rumorosa da risultare percepibile anche a qualche metro di distanza dal letto. Il Bruxismo provoca una contrazione dei muscoli della masticazione che provoca uno sfregamento continuativo delle arcate dentarie.<br>E' assodato che interessa sopratutto individui che soffrono di stati di ansia e problemi psicologici. Provoca indolenzimento ai muscoli masticatori e usura della dentatura.</p>
<p><strong> IL SONNAMBULISMO DEAMBULATORIO</strong></p>
<p>Interessa soprattutto soggetti giovani, i quali, nel corso della notte e senza svegliarsi, si alzano dal letto camminano e compiono azioni nell'ambiente circostante.<br>Il sonnambulismo interessa circa l'1% degli adulti, mentre la percentuale &egrave; pi&ugrave; alta nei bambini. Si verifica sempre nella fase di sonno profondo ( terza o quarta fase di sonno non REM ), e pu&ograve; essere incompleto, quando il soggetto si alza semplicemente nel letto, o completo, quando abbandona il letto e si muove nell'ambiente.<br>Il sonnambulo ha gli occhi aperti, ma vitrei e senza espressione; se interrogato, risponde in modo poco comprensibile, evita gli oggetti e le persone. Al risveglio non ricorda nulla dell'accaduto. Gli episodo di sonnambulismo tendono a diradarsi , nella maggior parte dei casi nell'arco di tre anni.<br>E' importante inoltre non svegliare improvvisamente il sonnambulo, perch&egrave; il brusco ritorno ad uno stato di coscienza pu&ograve; creare panico ed agitazione a livelli insostenibili.</p>
<p><strong>L'ENURESI NOTTURNA</strong></p>
<p>Si definisce cos&igrave; la perdita involontaria di urina durante il sonno. L'incidenza di questo disturbo arriva al 15% verso i cinque anni ma si riduce al 3% a 14 anni e a meno dell'1% nell'et&agrave; adulta.<br>Nei soggetti affetti da enuresi la vescica ha spesso una dimensione inferiore alla norma, il che favorisce l'eliminazione di urina anche pi&ugrave; volte durante la notte. Il fatto che l'enuresi disturbi lo sviluppo psicologico e la sicurezza del bambino e che nell'adulto sia fonte di un notevole disagio sociale spinge ad intervenire con ogni mezzo per curarla. Un intervento preliminare consiste nella eliminazione di evventuali stress psicologici ( disagio per la vita scolastica, per la nascita di un fratellino ecc.).</p>
<p><strong>RUSSARE DI NOTTE</strong></p>
<p>Soffre di questo disturbo circa il 25% delle persone nell'et&agrave; media della vita, mentre la percentuale sembra salire al 40% oltre i sessant'anni; e sono sopratutto uomini, perch&egrave; il numero di donne che russano diventa di un certo rilievo solo dopo la menopausa.<br>In casi in cui il disturbo &egrave; pi&ugrave; blando una certa difficolt&agrave; respiratoria &egrave; sempre presente, con conseguenti ipossigenazioni del sangue, leggero aumento della pressione sanguigna ed accelerazione dei battiti cardiaci.<br>Una condizione di sonno non ideale, che pu&ograve; provocare sonnolenza irritabilit&agrave; e malesseri durante il giorno.<br>All'origine del disturbo vi &egrave; una parziale ostruzione delle prime vie aeree.<br>Il diffetto pu&ograve; essere aggravato, per esempio, da un naso otturato in seguito a raffredore. Il che costringe a respirare a bocca aperta, ma anche dalla stanchezza e da eccessive libagioni che aumentano il rilassamento dei tessuti.<br>Altre cause di aggravamento del disturbo sono rappresentate da una deviazione del setto nasale, da ipertrofia dei turbinanti, dalle adenoidi nei bambini e negli adulti, da un'obest&agrave; di grado elevato che, oltre all'intrinseca difficolt&agrave; respiratoria legata al peso, restringe ulteriormente il palato ingrossando l'ugola.<br>Eliminare il vizio di russare &egrave; possibile intervenendo naturalmente sulla causa; solo pochi casi richiedono intervento chirurgico.</p>
<p><strong>L'APNEA NOTTURNA</strong></p>
<p>Interessa soggetti che si addormentano facilmente ma, appena il sonno diventa profondo, si risvegliano di soprassalto; questo fenomeno pu&ograve; ripetersi parecchie volte durante la notte proprio in quei soggetti che sono denominati " apneici ostruttivi ". In questi soggetti la laringe tende ad occludersi completamente al sopraggiungere del sonno, con una conseguente sensazione di soffocamento che obbliga a svegliarsi; la carenza continua di un buon riposo notturno &egrave; spesso causa di depressione ed irritabilit&agrave;. Il disturbo &egrave; pi&ugrave; frequente nei russatori abituali.</p>
<p><img src="https://www.faredelbene.net/foto/articoli/big/8666_foto542feec20614c.jpg" alt="sonnolenza diurna" width="500" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p><strong>LA SONNOLENZA DIURNA</strong></p>
<p>Meno diffusa dell'insonia cronica, &egrave; caratterizzata dall'insorgere durante la veglia, spesso dopo i past, di un certo bisogno di dormire. Pu&ograve; essere legata a cattive abitudini, come quella di coricarsi troppo tardi, od ad uno sfasamento del ritmo sonno-sveglia, tipico di cloro che cambiano frequentemente i turni di lavoro; gli effetti possono essere notevolmente dannosi.</p>
<p><strong>LA SINDROME DELLE GAMBE SENZA RIPOSO</strong></p>
<p>E' un disturbo di tipo sensitivo-motorio a carattere familiare, che interessa circa il 2% della popolazione generale, con una leggera prevalenza nel sesso feminile. Pi&ugrave; frequente durante l'estate e, nelle donne, in corrispondenza dei periodi critici ( cilco mensile, gravidanza, menopausa, allattamento ), si manifesta con maggiore intensit&agrave; fra i venti e trent'anni. Le sue manifestazioni sono caratterizzate da parestesie simmetriche agli arti, dalle ginocchia alle caviglie, con sensazioni di freddo, di stanchezza locale e i punture di spillo molto fastidiose. Questi disturbi impediscono di addormentarsi anche per ore. Nei casi pi&ugrave; gravi il soggetto &egrave; spinto a ricercare un qualche sollievo alzandosi dal letto per camminare, saltare o correre. Le manifestazioni sono pi&ugrave; frequenti e fastidiose nella prima met&agrave; dela notte, ma anche nella seconda, pur attenuandosi, impediscono l'instaurarsi di un sonno profondo.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
</item>

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