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	<title><![CDATA[MSNI: Adolescenti e trentenni sempre sui social, in centinaia in cura per disintossicarsi dal web]]></title>
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	<pubDate>Thu, 07 Apr 2016 07:59:11 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Adolescenti e trentenni sempre sui social, in centinaia in cura per disintossicarsi dal web]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="font-size: 12.8px;">Una vita sempre online. Adolescenti che, come prima cosa appena rientrati a casa, accendono il pc e non si staccano pi&ugrave; da Facebook; trentenni preda del gioco d'azzardo o della pornografia in rete; coppie in crisi per colpa di Internet, con un aumento dei casi di spionaggio della vita 'virtuale' del partner. E' la web-mania, fenomeno dilagante anche in Italia, che in molti casi sfocia in una vera e propria dipendenza. </span></p>
<p><span style="font-size: 12.8px;">Oltre <strong>170 malati di Internet</strong> si sono rivolti al Centro per le psicopatologie da web del Policlinico Gemelli di Roma, in poco pi&ugrave; di un anno dalla nascita della struttura.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.8px;"><img src="https://www.sickfacebook.com/images/facebook_addiction_disorder_fad.jpg" alt="image" width="400" style="border: 0px; border: 0px;"></span></p>
<p>A disintossicarsi dalla rete, Facebook e social network in testa, sono soprattutto giovani adulti e ragazzini accompagnati da genitori preoccupati, spiega Federico Tonioni, lo psichiatra che dirige il Centro capitolino. "Aggressivit&agrave; e depressione sono i primi sintomi di astinenza da pc che vediamo nei nostri pazienti - racconta l'esperto all'Adnkronos Salute - mentre il principale segno di intossicazione &egrave; la dissociazione".</p>
<p><span style="font-size: 12.8px;">Secondo Tonioni, infatti, quando si chatta, si curiosa nei profili degli amici, si gioca o si guardano i filmini erotici" non siamo concentrati come quando lavoriamo al pc, ma piuttosto assorti. E' come in un sogno a occhi aperti, siamo lievemente dissociati. Il punto &egrave; che questo straniamento non dura qualche minuto, ma va avanti per un tempo indeterminato: si pu&ograve; stare cos&igrave; davanti allo schermo per ore e ore, e questo non &egrave; pi&ugrave; fisiologico". Anche perch&eacute;, sottolinea, la mente si abitua. "<em>Vediamo adolescenti estraniati anche quando non sono connessi: a casa, a scuola o in qualunque altra attivit&agrave; non partecipano mai attivamente</em>". </span></p>
<p><span style="font-size: 12.8px;">Le interminabili sedute davanti allo schermo gettano gli adolescenti <span>in una sorta di trance permanente</span>, soprattutto maschi, anche se le ragazze sono in aumento.</span></p>
<p>Gli <strong>'schiavi' della rete</strong>, che non riescono a stare 'scollegati' altrimenti vanno in astinenza, seguiti al Centro del Gemelli sono ragazzini che <strong> letteralmente vivono sui social network</strong>; adolescenti dai 13 ai 20 anni, soprattutto maschi, appassionati di giochi di ruolo, in particolare quelli di guerra; uomini dai 30 anni in su con problemi di gioco d'azzardo e sesso virtuale.</p>
<p><img src="https://www.sickfacebook.com/images/facebook_addiction.jpg" alt="image" width="400" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>In questo quadro i social network occupano un posto a parte. Parlare di dipendenza da Facebook &egrave;, per l'esperto, riduttivo. "E' un fenomeno pi&ugrave; complesso, senza confini, che comporta aspetti patologici nuovi: <strong>stati dissociativi, narcisismo, paranoia</strong>". Tanto che, anche se fra i pazienti in cura al Centro non ci sono coppie, si assiste a un aumento dei partner che spiano la compagna o il compagno, spinti da una paranoia sempre pi&ugrave; fuori controllo. Creano falsi profili e identit&agrave;, entrano in contatto con il partner, lo provocano anche con avance o appuntamenti per vedere la reazione, oppure ricorrono a <strong>software 'spia' </strong>che tengono sotto controllo sms, e-mail, messaggi Facebook.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>"Siamo di fronte a un cambiamento nel modo di pensare e di comunicare in atto da anni, soprattutto nelle nuove generazioni. Gli adolescenti non hanno conosciuto un mondo prima del computer e di Internet. Il modo di relazionarsi - sottolinea - &egrave; diverso da quello tradizionale: sempre pi&ugrave; le relazioni sono web-mediate". Passano, cio&egrave;, attraverso la rete e i social network sono una finestra sempre aperta sul proprio microcosmo pi&ugrave; o meno allrgato.</p>
<p>Facebook e affini, prosegue Tonioni, "<em>hanno un enorme potenziale seduttivo sui giovanissimi, intanto perch&eacute; a quell'et&agrave; si &egrave; affamati di relazioni con i propri pari, che in rete possono allargarsi virtualmente a dismisura, e poi perch&eacute; si salta la comunicazione non verbale, in un momento di rapporto delicato con il proprio corpo</em>".</p>
<p>Questa generazione digitale spiazza i genitori. "Madri e padri - racconta - non sanno davvero che pesci prendere. La comunicazione virtuale &egrave; invasiva, non ci sono regole che tengono. Cos&igrave; i genitori affrontano la situazione in modi diversi: si va dalla proibizione, con il sequestro del modem, all'accettazione o anche allo spionaggio. Molti adulti creano falsi profili e chiedono l'amicizia ai figli, infiltrandosi nel loro mondo".</p>
<p>In aiuto alle mamme e ai pap&agrave; pi&ugrave; o meno preoccupati, annuncia Tonioni, arriver&agrave; a maggio un manuale sulla dipendenza da Internet, edito da Einaudi: <em>E' un piccolo passo verso la digitalizzazione dei genitori per capire il fenomeno di cui stiamo parlando</em>, conclude.&nbsp;</p>
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	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
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