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	<title><![CDATA[MSNI: Il crepuscolo della sera]]></title>
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	<pubDate>Sat, 03 Oct 2015 15:36:07 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Il crepuscolo della sera]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Complice dei ribaldi, ecco gi&agrave; la leggiadra<br>sera a passi di lupo giunge, come una ladra;<br>lento si chiude il cielo, come una grande alcova,<br>e una belva si muove nell'uomo, avida e nuova.<br>O dolce sera, premio di chi, senza mentire,<br>le affaticate braccia guardandosi, pu&ograve; dire:<br>&lt;&lt; <em>Oggi s'&egrave; lavorato</em> &gt;&gt;, tu che sai consolare<br>l'anime tribolate dalle pene pi&ugrave; amare,<br>lo studioso ostinato che gi&agrave; reclina il ciglio,<br>l'operaio che curvo ritorna al suo giaciglio!</p>
<p><img src="https://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSNF0Q3hVXKldgyo27ximBvUrfBqdRnIA3P9YvS0QnXbTlFg0U&amp;t=1&amp;usg=__mCYfPZyMUbUy_IvQd9204j3zNtw=" alt="il crepuscolo della sera" width="400" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Pesantemente, intanto, nell'aria orde di neri<br>demoni si risvegliano a guisa di banchieri,<br>e su imposte e tettoie ciecamente s'avventano.<br>Nelle vie, fra le luci che la bora tormenta,<br>s'accende il Meretricio, e si scava, alla pari<br>d'un formicaio, mille labirinti e ripari,<br>aprendosi dovunque qualche varco nascosto,<br>come avanza nell'ombra furtivo un avamposto,<br>e nel grembo di fango delle citt&agrave; malsane<br>di soppiatto movendosi, come il verme nel pane.<br>Qua e l&agrave; le cucine s'odono ora ansare,<br>e muggire i teatri, e le orchestre russare;<br>ora, in combutta, mettono bari e sgualdrine il piede<br>nei locali ove il gioco le sue gioie concede,<br>mentre i ladri, che posa non hanno n&eacute; piet&agrave;,<br>vanno anch'essi al lavoro, e piano piano gi&agrave;<br>forzano gli usci e vuotano le casseforti infrante,<br>per vivere qualche giorno e vestire l'amante.</p>
<p>Chiuditi in te in questo solenne attimo, o mia<br>anima; ignora l'urlo che sale dalla via.<br>Questa &egrave; l'ora che accresce gli spasimi del male,<br>e di sospiri e aneliti riempie l'ospedale,<br>quando il comune abisso ad uno ad uno inghiotte<br>i morenti, abbrancati dalla squallida Notte.<br>- Mai pi&ugrave; per loro, a sera, l'odorosa pietanza,<br>n&eacute;, accanto al fuoco, un viso di donna, in una stanza...</p>
<p>Del resto, i pi&ugrave; non hanno nemmeno conosciuto<br>il bene d'una casa, <strong>non hanno mai vissuto</strong>!</p>
<p><em>Charles Baudelaire</em></p>
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	<dc:creator>monica</dc:creator>
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