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	<title><![CDATA[MSNI: Equitalia: interessi al 45% ecco le prove]]></title>
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	<pubDate>Wed, 03 Dec 2014 08:53:40 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Equitalia: interessi al 45% ecco le prove]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Avviene tutti i giorni in gran parte delle case degli italiani. A met&agrave; mattina suona il postino &laquo;Raccomandata!&raquo;, apri e ti trovi fra le mani una missiva di&nbsp;<strong>Equitalia</strong>, che sono sempre dolori. Si tratta delle solite multe prese magari senza nemmeno accorgersene (soste, infrazioni al traffico, eccessi di velocit&agrave; etc..) o di contestazioni della&nbsp;<strong>Agenzia delle Entrate</strong>&nbsp;per rilievi formali magari di poco conto sulle dichiarazioni dei redditi. Al signor Marco Rossi (il nome &egrave; di fantasia) proprio quest'ultima &egrave; arrivata: una cartella Equitalia con una contestazione per irregolarit&agrave; formali da parte della Agenzia delle Entrate su una dichiarazione dei redditi di cinque anni prima. &laquo;Ma come? Sono lavoratore dipendente, l&rsquo;unica cosa che aggiungo &egrave; qualche detrazione di spese mediche e per questo invio tutto al commercialista&raquo;.<br><span>Marco manda la cartella di Equitalia al commercialista, che allarga le braccia: &laquo;La cifra non &egrave; enorme. Bisogna pagarla&raquo;. Marco sospira: &laquo;Per lei non saranno enormi 2.114,66 euro. Ma per me sono pi&ugrave; di un mese di stipendio. Almeno si pu&ograve; pagare a rate?&raquo;. Con l&rsquo;aiuto del commercialista &egrave; subito pronta la lettera da spedire ad Equitalia: non c&rsquo;&egrave; bisogno di allegare documentazione che comprovi le difficolt&agrave; del momento per cifre cos&igrave; basse. E infatti Equitalia tempo un mese risponde a Marco, che apre la lettera tutto felice: &laquo;Le abbiamo accordato la ripartizione del pagamento di tale documento in n.28 rate mensili&raquo;.</span></p>
<p><span><img src="https://www.movimentolibertario.com/wp-content/uploads/2012/05/usuraequitalia-300x231.jpg" alt="equitalia rate" width="298" style="border: 0px; border: 0px;"></span></p>
<p><strong>Rateizzare -</strong>&nbsp;Il piano di ammortamento- scrivono- &egrave; stato &laquo;formulato secondo il criterio alla francese, che prevede rate di importo costante con quota di capitale crescente e quota interessi decrescente&raquo;. Il signor Rossi non ci capisce molto: qualcosa cresce, qualcosa altro decresce. Ma vede il conto totale a fine operazione: 3.076,44 euro. Rateizzare quel debito che nemmeno capisce gli costa insomma 950 euro pi&ugrave; che pagare subito. Sono 20 giorni di stipendio che si involano un po&rsquo; salendo un po&rsquo; scendendo &laquo;alla francese&raquo; per finire in tasca ad Equitalia. Le varie colonne dicono &laquo;quota capitale&raquo;, &laquo;quota interessi di mora&raquo;, &laquo;quota interessi di dilazione&raquo;, &laquo;quota compensi di riscossione&raquo;. Si fa due calcoli e significa che in due anni e 4 mesi il suo debito aumenta del 45,2%. Se va da uno strozzino dal cuore buono finisce che per una cifra cos&igrave; i prestito riesce perfino a risparmiare rispetto a quanto gli chiede il fisco italiano. Equitalia vuole il 32,58% in interessi di mora, poi il 4% di interessi di dilazione e l&rsquo;8,6% di compensi di riscossione. Avranno ragione?&nbsp;Naturalmente hanno ragione: sono le leggi e i regolamenti che prevedono questo lievitare del debito dei contribuenti. Ogni governo di questi ultimi anni ha fatto finta di addolcire la pillola, si &egrave; sgolato parlando di &laquo;fisco amico&raquo;, di &laquo;sportello amico&raquo;, di una Equitalia dal volto umano, magari ha anche allargato e allungato le possibilit&agrave; di rateizzare il debito per cifre via via pi&ugrave; consistenti e perfino in tempi pi&ugrave; lunghi, per venire incontro alle difficolt&agrave; che la crisi economica crea nel bilancio familiare o aziendale di milioni di contribuenti. Ma al ruolo vocazionale di strozzinaggio lo Stato non ha mai rinunciato, in nessuno dei volti in cui si presenta.</p>
<p><strong>Tassi di interesse -&nbsp;</strong>Il primo gennaio scorso sulla&nbsp;<em>Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana</em>&nbsp;&egrave; stato pubblicato il nuovo tasso di interesse legale stabilito dal governo italiano: &egrave;&nbsp;<strong>l&rsquo;uno per cento</strong>. Il contribuente non si deve attendere di pi&ugrave; quando presta soldi o li d&agrave; in custodia a Stato o privati secondo le leggi vigenti. Ma se il percorso &egrave; quello contrario: &egrave; lo Stato che li deposita da te (ad esempio facendoti rateizzare il tuo debito con lui), quella regola non vale pi&ugrave;, e sono dolori per il cittadino. Oltretutto non c&rsquo;&egrave; solo Equitalia: quel debito potrebbe essere con l&rsquo;ufficio tributi di un comune, o con un ufficio giudiziario, o con un altro ente pubblico. E ognuno applica il tasso che vuole. Ad esempio gli interessi sulle dilazioni sono diversissimi in ogni posto di Italia: si va da zero fino al 6 per cento. Ed &egrave; questione di fortuna: gli uffici giudiziari applicano il 4,5%. L'ufficio tributi del comune di Monza (e di pochi altri piccoli comuni) non chiede interessi (il tasso sulle dilazioni &egrave; 0%). Quello di Livorno vuole il 4,5%, quello di Perugia si accontenta dell'1% che sarebbe poi il tasso legale, quello di Pitigliano chiede il 3,5%. A Messina vogliono il 4%, a Torino il 5%, a Milano sulla tassa per i rifiuti viene applicato un interesse dilazionatorio del 2%, a Novara l'ufficio tributi chiede il 2,5%, in un posto vip come Courmayeur si accontentano dell&rsquo;1,5% (a Cortina invece &egrave; 1%).</p>
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<p><a rel="nofollow" href="https://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11728495/Equitalia--strozzini-di-Stato-.html" target="_blank" title="Equitalia strozzini di stato">Fonte</a></p>
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	<dc:creator>lilian</dc:creator>
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