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	<title><![CDATA[MSNI: Miliardi di IVA evasa per finanziare la Jihad]]></title>
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	<pubDate>Thu, 25 Sep 2014 09:00:19 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Miliardi di IVA evasa per finanziare la Jihad]]></title>
	<description><![CDATA[<h2>Procura di Milano: 1.150 milioni di Iva rubati al Fisco. Gli 007: sono finiti ai fondamentalisti islamici per la jihad</h2>
<p><span><br></span></p>
<p><span>A frodare il&nbsp;</span><strong>Fisco</strong><span>&nbsp;italiano ci pensa la jihad. La scoperta fatta negli ultimi mesi&nbsp;dalla <span>procura di Milano la quale ha scoperto che</span></span><span>, grazie alla manipolazione dei mercati energetici europei, da anni vengono riempite le casse dei&nbsp;</span><strong>fondamentalisti islamici</strong><span>&nbsp;che combatteono la Guerra Santa contro l'Occidente.</span></p>
<p><span><img src="https://www.formiche.net/wp-content/uploads/2014/08/Iraq_ISIS_Abu_Wahe_2941936b.jpg" width="500" alt="image" style="border: 0px;"></span></p>
<p>IL tutto gira intorno a Imran Yakub Ahmed, un pachistano 40enne con passaporto inglese e residenza a Preston.&nbsp;Il suo nome salt&agrave; fuori, per la prima volta, quando i soldati americani misero le mani sui documenti trovati nel rifugio di&nbsp;<strong>Osama Bin Laden</strong>. Dopo qualche anno eccolo rispuntare nella veste di amministratore della "<em>Sf Energy Trading spa</em>", societ&agrave; milanese su cui avevano messo gli occhi i pm <span>Adriano Scudieri e&nbsp;</span>Carlo Nocerino per la facilit&agrave; con cui riusciva a fare soldi grazie all'accordo di Kyoto. Dal momento che ogni Stato ha una quota massima di produzione di&nbsp;anidride carbonica, le aziende che riescono a stare sotto al tetto assegnato possono vendere il rimanente della quota alle imprese meno virtuose attraverso i&nbsp;<em>carbon credit</em>.</p>
<p>L'associazione criminale acquistava&nbsp;<em>carbon credit</em>&nbsp;in Gran Bretagna, Francia, Olanda e Germania attraverso societ&agrave; con sede in Italia, intestate a prestanome cinesi o a persone a cui rubavano l'identit&agrave;. E qua scatta la truffa al Fisco italiano: l'Iva, che in questo tipo di transazioni intracomunitarie <strong>non deve essere pagata</strong>, veniva fissata al 20% e aggiunta al prezzo d'acquisto. Il&nbsp;<em>carbon credit</em>, caricato dell'Iva al 20%, veniva quindi rivenduto ad altre&nbsp;<strong>societ&agrave; fittizie</strong>&nbsp;che intermediavano con gli acquirenti finali.</p>
<p>Come spiega il&nbsp;<em>Corriere della Ser</em>a, i pm di Milano sono riusciti a ricostruire il giro di denaro generato dal rincaro dell'Iva al 20% e a far luce su conti correnti che da Cipro e Hong Kong finivano velocemente a Dubai. Negli Emirati Arabi Uniti, per&ograve;, le rogatorie si sono trovate di fronte un muro di gomma. Oltre non &egrave; stato possibile andare. Tuttavia, come svelano Ferrarella e Guastella, dietro le&nbsp;<cite>"imponenti operazioni di riciclaggio"</cite>&nbsp;sarebbero servite a finanziare il&nbsp;<strong>terrorismo</strong>&nbsp;internazionale di matrice islamica.&nbsp;Chiuso il cerchio, sono state indagate ben trentotto. Di queste undici sono ricercate. Come ancora da trovare sono i soldi: dei 1.150 milioni di euro sottratti al Fisco ne sono stati recuperati appena 80 milioni. C'&egrave; ancora tanto da fare. Nel frattempo un&rsquo;inchiesta parallela&nbsp;avrebbe scoperto una seconda&nbsp;<strong>frode</strong>, molto simile a quella legata ai&nbsp;<em>carbon credit</em>. Anche in questo caso si parla di 450 milioni di euro evasi.</p>
<p><span><br></span></p>
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	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
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