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	<title><![CDATA[MSNI: Stop al terrorismo fiscale: Befera fa un passo indietro]]></title>
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	<pubDate>Thu, 25 Apr 2013 17:52:05 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Stop al terrorismo fiscale: Befera fa un passo indietro]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Ha fatto marcia indietro ma ci saremmo aspettati che andasse in tiv&ugrave; a chiedere scusa. Sono piccoli gesti che dimostrano la propria umilt&agrave; e molte volte servono. Non credo che&nbsp;<strong> Attilio Befera </strong>accetter&agrave; il consiglio; se abbiamo capito il presonaggio, egli&nbsp; perseverer&agrave; nel sostenere che la colpa non &egrave; mai stata sua &nbsp;ma delle leggi sbagliate.</p>
<p>La verit&agrave; invece &egrave; un&rsquo;altra:<br>il vento &egrave; cambiato riguardo i metodi di Equitalia e soprattutto le macerie di quel modus operandi sono sotto gli occhi di tutti. In momenti di grave crisi sociale ed industriale atteggiarsi da sceriffo &egrave; quanto mai deleterio.<strong> L&rsquo;aria &egrave; cambiata</strong>, dicevamo. Non solo Berlusconi, la Lega e Grillo hanno da tempo puntato l&rsquo;indice contro <strong>i guasti prodotti dalla strategia di Equitalia</strong>, ma pure dalle parti del centrosinistra si sono fatti la stessa opinione. Non si tratta di un atteggiamento di mero calcolo elettorale (<em>che pure ha la sua importanza</em>). A smuovere le acque &egrave; stata la rivolta spontanea partita da moltissimi cittadini rimasti impigliati nei provvedimenti, talvolta estremi, degli agenti riscossori.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSwwR_t4X0CDtBGGlFR_c8cv4pCgzaOOiIIBELI9Ey_781TuTOq" alt="image" width="179" height="282" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Questa protesta, sfociata anche in gesti di violenza, &egrave; arrivata finalmente sul tavolo di Befera che ha innestato la retromarcia: dopo il blocco dei pignoramenti sui conti correnti dove sono accreditati pensioni e stipendi dei dipendenti pubblici in debito col fisco, ecco il disgelo sulle procedure di riscossione in capo alle aziende. &Egrave; bastata una direttiva (<em>per ora solo annunciata</em>) <strong>firmata da Attilio Befera</strong> e finalizzata alla <strong>semplificazione</strong> dei controlli sui <strong>rimborsi dell&rsquo;Iva</strong>. Non solo, anche le imprese che hanno commesso errori di calcolo dell&rsquo;imposta sostitutiva sui salari di produttivit&agrave; non saranno soggette al pagamento delle <strong>sanzioni</strong>, se entro la fine dell&rsquo;anno hanno restituito gli importi dovuti.</p>
<p>Una boccata d&rsquo;ossigeno che poteva essere autorizzata anche prima se soltanto la lotta all&rsquo;evasione (<em>sempre sacrosanta</em>) non avesse portato a trattare il moroso come un evasore. Questo bastava. Invece l&rsquo;ubriacatura e il fanatismo dell&rsquo;anno montiano hanno scardinato un sistema gi&agrave; in ginocchio per colpa della crisi. Su questo punto, Libero da tempo evidenziava <strong>le storture del sistema, contestando al legislatore</strong> - ma anche allo stesso numero uno di <strong>Equitalia</strong> - <strong>una severit&agrave; eccessiva</strong>. Una severit&agrave; che tra l&rsquo;altro a quasi nulla &egrave; servita nella lotta verso i grandi evasori.</p>
<p>Molto ancora c&rsquo;&egrave; da fare perch&eacute; l&rsquo;altro punto assai dolente della questione fiscale riguarder&agrave; il pagamento dell&rsquo;Imu e soprattutto le procedure. Infatti le &laquo;<em>ganasce fiscali</em>&raquo; scatteranno ugualmente sotto i mille euro di debito inevaso se il pagamento non avviene entro 120 giorni, cos&igrave; come l&rsquo;ipoteca sulla casa (<strong>prima o seconda &egrave; uguale</strong>) pu&ograve; essere ordinata sopra i 20mila euro. Complicazioni enormi, poi, restano sul fronte della procedura in quanto chi &egrave; in <strong>debito col fisco</strong> e ha ricevuto un primo avviso di pagamento, ove mai chiedesse il pagamento a rate ma non ottenesse una risposta, si trova iscritto ugualmente nell&rsquo;elenco dei &laquo;<span style="text-decoration: underline;">cattivi</span>&raquo;, con l&rsquo;aggravio di una<strong> multa pari al 28 per cento</strong>. Il cane che si morde la coda.</p>
<p>Da questa situazione di eccessiva severit&agrave; &egrave; difficile uscire. Il governo Monti e l&rsquo;atteggiamento (<em>spero ormai superato, ma ripeto: occorrerebbe un gesto pubblico di umilt&agrave;</em>) di <strong>Attilio Befera</strong> non hanno aiutato a stemperare il clima di ostilit&agrave;, sulla cui scia si sono innestati episodi di ribellione autentica oltre a un crescente disagio sociale. La durezza e la severit&agrave; infatti non hanno disteso il gi&agrave; difficile rapporto dei cittadini col fisco italiano.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="https://i.imgur.com/NA1XK.jpg" alt="image" width="320" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Si potevano allentare prima queste ganasce punitive?<br><span style="font-size: 12.8px;">Certo che s&igrave;, bastava volerlo. Le leggi sbagliate o si cambiano oppure, se si &egrave; in disaccordo, si contestano, magari anche col gesto delle dimissioni. Invece niente. Per quasi due anni si &egrave; preferito il muro contro muro e i blitz assai spettacolari. Ora, per&ograve;, il vento politico &egrave; cambiato, non nel senso di un abbassamento della lotta all&rsquo;evasione (</span><em style="font-size: 12.8px;">quella vera, quella che non deve dare respiro ai grandi evasori e ai grandi furbetti ha da proseguire con durezza</em><span style="font-size: 12.8px;">), ma nel senso di una maggiore comprensione verso le istanze di chi per colpa della crisi economica si trova a non poter far fronte agli obblighi o &egrave; in ritardo.</span></p>
<p>Troppe aziende e troppe famiglie sono saltate per aria per colpa dello sceriffismo: evitiamo di proseguire su questa pericolosa strada.</p>
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	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
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