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	<title><![CDATA[MSNI: Stato e Chiesa, ma a pagare sono i cittadini]]></title>
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	<pubDate>Fri, 05 Oct 2012 11:05:08 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Stato e Chiesa, ma a pagare sono i cittadini]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>L&rsquo;Italia, uno Stato per definizione laico. </strong></p>
<p>Uno Stato che per&ograve;, in pi&ugrave; di un&rsquo;occasione esita a dimostrare la sua equidistanza tra i diversi credi religiosi, nel rispetto di tutti i cittadini: credenti, non credenti, agnostici. L&rsquo;ultimo colpo arriva dalla ripresa, al Senato, dell&rsquo;esame del ddl sul testamento biologico. Un provvedimento ingiusto, che lede profondamente la libert&agrave; di scelta di ognuno di noi, imponendo alla vita una sacralit&agrave; che non tutti sono tenuti ad attribuirle. Una scelta che non trova una ragione se non quella dello spot elettorale. Ma non &egrave; solo di bioetica che si parla quando si pensa alla laicit&agrave; dello Stato. Importante &egrave; anche l&rsquo;aspetto economico che ruota intorno all&rsquo;Istituzione d&rsquo;Oltretevere.</p>
<p><img src="https://pdcicagliari.altervista.org/immagini/stato_e_chiesa.jpg" alt="image" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Pochi mesi fa il Governo Monti, dopo aver dissanguato le famiglie italiane, per decenza, ha stabilito di tassare anche i beni immobili della Chiesa non destinati al culto. Una notizia che ci ha inizialmente sorpreso, ma alla quale non abbiamo attribuito un gran credito: di fatto avevamo ragione. Siamo a settembre 2012 e il decreto attuativo di questo provvedimento latita, mentre nel frattempo torna sul tavolo il biotestamento.</p>
<p><img src="https://villaggiogiovane2010.files.wordpress.com/2011/07/cost-laicita11.jpg" alt="image" width="350" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Allo stesso tempo si sono perse le tracce di un&rsquo;altra proposta targata IDV (presentata prima sotto forma di ordine del giorno alla manovra economica, poi come disegno di legge), quella della destinazione delle scelte inespresse dell&rsquo;8 per mille dell&rsquo;IRPEF, oggi, comunque, destinate prevalentemente alla Chiesa Cattolica. Non stiamo parlando di bruscolini, ma di cifre ingenti, ingestissime se guardiamo allo stato di crisi in cui si trova il nostro Paese. Ben 600 i milioni di euro &ndash; a cui i comuni rinunceranno a causa della mancata applicazione dell&rsquo;Imu sugli immobili della Chiesa, e altrettanti, se non addirittura 700, quelli che potrebbero derivare dall&rsquo;applicazione della proposta IDV sull&rsquo;8 per mille. Oltre un miliardo di euro, quindi, che lo Stato sembra ignorare e che potrebbero, invece, essere utilizzati dai comuni per garantire migliori servizi ai cittadini oppure per l&rsquo;assistenza sanitaria, eterna cenerentola del nostro Paese, o ancora per la scuola &ndash; nella quale si pensa a dotare gli insegnati di tablet ultramoderni, dimenticando di fornire la carta igienica nei bagni!<br> Paradossi italiani, che per&ograve;, a pochi mesi dalle prossime consultazioni elettorali fanno venire il dubbio che non si tratti della semplice distrazione di un Governo &ldquo;tecnico&rdquo;, troppo impegnato a risolvere altre emergenze, bens&igrave; di una oculata manovra pre-elettorale. E chi ci rimette? Sempre e solo i cittadini, la loro salute e i loro diritti.</p>
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	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
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