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	<title><![CDATA[MSNI: L'impero degli immobili al capolinea]]></title>
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	<pubDate>Tue, 11 Sep 2012 08:07:47 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[L'impero degli immobili al capolinea]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Gli effetti dell' IMU hanno dato il colpo mortale alla situazione italiana e &nbsp;tutto potrebbe anche peggiorare. Inoltre non si capisce come sia possibile, dopo aver pagato tutte gli aggravi di urbanizzazione necessari, ed impegnarsi magari per 30/40 anni per pagare il mutuo per una casa di propriet&agrave;, dover ancora pagare una <strong>tassa sulla casa</strong>, il classico pozzo di San Patrizio. <br>Si &egrave; sempre sentito dire che gli <strong>italiani</strong> sono un <strong>popolo ricco</strong> perch&egrave; otto su dieci di loro <strong>posseggono la casa</strong> in cui vivono: in realt&agrave; anche questo &egrave; un dato fuorviante in quanto non considera quanti di loro sono effettivamente proprietari della propria abitazione, senza quindi essere gravati da mutui e prestiti vari per ammodernamenti ed ampliamenti.</p>
<p><img src="https://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQAWgoqJBy6s3ChtELnqaWWqHOiHdUzlY5cQv9QbYcBkHkcBcfjvw&amp;t=1" alt="" width="232" height="217" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>In Italia ci sono circa 24 milioni di abitazioni residenziali (<em>censite catastalmente</em>), di cui 17 milioni rappresentano abitazioni principali di propriet&agrave; mentre 6 milioni rappresentano quelle in locazione o fruite ad altro titolo. Al fianco di questi dati deve far riflettere come ve ne siano invece oltre un milione completamente vuote (<em>o meglio non utilizzate, per la precisione 1.200.000</em>), e non mi riferisco alle case per vacanza o ad utilizzo lavorativo che sono stimate a 4,5 milioni. Se questo non vi basta ancora per comprendere il mercato al ribasso che caratterizzer&agrave; il mercato immobiliare italiano nei prossimi anni (<em>se non decenni</em>) possiamo elencare le contrazioni di valore che hanno colpito interi quartieri sia in area metropolitane che i capoluoghi di provincia andando da un -5% a un -20% in appena due anni. L'intero settore sta passando da una <strong>fase di leggera stagnazione</strong> ad una di marcata contrazione a seguito della convergenza di fenomeni socioeconomici poco confortanti: crollo del mercato dei mutui e peggioramento delle condizioni di affidamento, diminuzione del reddito disponibile nelle famiglie italiane, aumento del carico fiscale sui patrimoni immobiliari e profonda incertezza sul mercato del lavoro.</p>
<p><img src="https://www.immobiliare-italia.it/public/gestionesito/crisi-mercato-immobiliare.jpg" alt="" width="400" height="293" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>In particolar modo l'ultima voce deve portare a far riflettere: nel futuro che ci attende non avr&agrave; pi&ugrave; senso investire a lungo termine per acquistarsi un appartamento di propriet&agrave; sapendo che oggi si ha un posto di lavoro a Torino, Milano o Padova e domani con molta probabilit&agrave; si sar&agrave; obbligati a spostarsi in un altra regione o peggio in un altra nazione a fronte di un mercato del lavoro pi&ugrave; dinamico e flessibile. Che fine faranno tutti gli immobili costruiti durante gli anni novanta, che si trovano in <strong>classe energetica D/E/F/G</strong>, i quali dovranno competere con quelli nuovi di ultima generazione: la competizione sul mercato produrr&agrave; d'obbligo una consistente contrazione delle valorizzazioni qualora si debba vendere per necessit&agrave;. <br>Pensate a tal proposito che un <strong>appartamento di medie dimensioni</strong> in massima certificazione energetica pu&ograve; far risparmiare anche oltre Euro 2.000 all'anno solo in spese di riscaldamento e condizionamento. Senza considerare che attualmente per vendere una casa si deve avere il certificato energetico, cio&egrave; un certificato che viene rilasciato da un ingegnere della regione che stabilisce il prezzo di vendita a cui ci si deve attenere. Questo significa che anche i proprietari perderanno la loro sovranita immobiliare, nella stessa maniera come gli stati dell'Europa hanno perso la loro sovranit&agrave; monetaria. Vedi eccessi di svalutazione di classificazione delle nazioni da parte delle Agenzie di rating, tipo Standard &amp; Poor, Mody's, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Finch ecc., solo per impoverire quelle stesse nazioni per il beneficio dei soliti pochi.</p>
<p><img src="https://3.bp.blogspot.com/-zve4pmPF16Q/UDU4UYF7oYI/AAAAAAAAF00/FpX7yBdEF-w/s1600/mercato-immobiliare.jpg" alt="" width="400" height="300" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Il colpo di grazia lo daranno invece le dismissioni di ingenti patrimoni immobiliari sia da parte di Enti Locali e sia da parte di molti fondi immobiliari privati, i quali <strong>liquideranno il proprio patrimonio</strong> prima della scadenza naturale del fondo con una stima del controvalore immesso sul mercato di oltre 9 miliardi entro i prossimi tre anni. Ognuno di voi pertanto cerchi di immaginare le conseguenze che scaturiranno da questa mole di propriet&agrave; immesse sul mercato, contribuendo a saturarlo ed ingolfarlo pesantemente. Questo non riguarda solo l'Italia, ma molte altre economie occidentali, solo in Germania si stimano dismissioni di fondi immobiliari per oltre 20 miliardi di euro. Sta finendo un'epoca nel vero senso della parola, quello che si dava per sicuro e remunerativo oggi non lo &egrave; pi&ugrave;: il mio suggerimento se proprio ci si &egrave; intestarditi a investire nell'immobiliare &egrave; almeno ricercare l'eccellenza energetica nel residenziale e l'esoticit&agrave; per quanto riguarda i fondi immobiliari aperti, confidando che il gestore con invidiata lungimiranza sia in grado di individuare mercati con elevato appeal e forte crescita nei prossimi anni.</p>
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	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
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