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	<title><![CDATA[MSNI: Sanremo, un imbarazzante delirio]]></title>
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	<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 10:30:31 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Sanremo, un imbarazzante delirio]]></title>
	<description><![CDATA[<p><img src="https://dallaperitivoalgelato.myblog.it/media/00/00/2497271863.jpg" alt="image" style="border: 0px; "></p>
<p>Aldo Grasso scrive sul <a rel="nofollow" href="https://www.corriere.it/spettacoli/speciali/2012/celentano-predicatore-decadente-grasso_96ccf2b2-5799-11e1-8cd8-b2fbc2e45f9f.shtml">Corriere della Sera</a> un duro commento sulla prima puntata di Sanremo e sul monologo di Adriano Celentano, spiegando che nel tempo il Festival si &egrave; trasformato in una celebrazione di resistenza al nuovo e in un baraccone fatto di incidenti, proteste, casi umani e pessime canzoni. Il critico aggiunge anche una nota in cui spiega di non aver nulla da aggiungere dopo essere stato insultato da Celentano &ndash; che nel suo monologo lo ha definito &ldquo;deficiente che scrive idiozie&rdquo; &ndash; proprio mentre stava preparando l&rsquo;articolo pubblicato oggi:</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>Joan Lui &egrave; convinto di predicare meglio dei preti. Ma nel ruolo di profeta salva Italia ne vogliamo solo uno, due sono troppi: o Monti o Celentano. Dopo ieri sera ho scelto definitivamente. Ogni anno il Festival di Sanremo ci mette di fronte a un tragico dilemma: ma davvero questo baraccone &egrave; la misura dello stato di salute della nazione? E se cos&igrave; fosse, non dovremmo preoccuparci seriamente? C&rsquo;&egrave; stato un tempo in cui effettivamente il Festival &egrave; stato specchio del costume nazionale, con le sue novit&agrave;, le sue piccole trasgressioni, persino le sue tragedie. Ma tutto ha un tempo e questo (troppo iellato) non &egrave; pi&ugrave; il tempo di Sanremo o di Celentano, se vogliamo rinascere. Monti o Celentano? Se davvero il nostro premier vuole compiere il titanico sforzo di cambiare gli italiani (&laquo;l&rsquo;Italia &egrave; sfatta&raquo;, con quel che segue), forse, simbolicamente, dovrebbe partire proprio dal Festival, da uno dei pi&ugrave; brutti Festival della storia. Via l&rsquo;Olimpiade del 2020, ma via, con altrettanta saggezza, anche Sanremo, usiamo meglio i soldi del canone. O Monti o Celentano. O le prediche del Preside o quelle del Re degli Ignoranti contro Avvenire e Famiglia Cristiana.</em></p>
<p><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Non mi preoccupa Adriano, mi preoccupano piuttosto quelli che sono disposti a prenderlo sul serio. E temo non siano pochi. Ah, il viscoso narcisismo dei salvatori della patria! Ah, il trash dell&rsquo;apocalissi bellica! Cita il Vangelo e bastona la Chiesa, parla di politica per celebrare l&rsquo;antipolitica: dalla fine del mondo si salva solo Joan Lui. Parla di un Paradiso in cui c&rsquo;&egrave; posto solo per cristiani e musulmani. E gli ebrei? Il trio Celentano-Morandi-Pupo assomiglia a un imbarazzante delirio.</em></p>
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	<dc:creator>monica</dc:creator>
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