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	<title><![CDATA[MSNI: Parma La Gastronomica]]></title>
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	<pubDate>Tue, 22 Sep 2015 08:26:02 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Parma La Gastronomica]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Citt&agrave; di dilettanti, estroversa, che parla e vive sempre una nota sopra il rigo.<br> <strong>Citt&agrave; cortigiana che ama la buona tavola ed il vestire appropriato.</strong><br> Questa &egrave;&nbsp;<strong>Parma citta aristocratica che onora con pari intelligenza le cose dello spirito e della materia</strong>.</p>
<p>In poche altre citt&agrave; si sente cos&igrave; frequentemente pronunciare la parola cultura, con sussiego dei dotti, e rimpianto degli ignoranti.<br> Con la sua grande tradizione tipografica,&nbsp;<strong>Parma&nbsp;</strong>vanta una media alta di abitante per copia di quotidiano, il doppio della media nazionale.<br> Ha uno dei giornali pi&ugrave; antichi del paese, La&nbsp;<strong>Gazzetta di Parma</strong>, ed il club di&nbsp;<strong>loggionisti del Teattro Reggio</strong>&nbsp;pi&ugrave; famoso e temuto d'Italia.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Accanto alla grande tradizione intellettuale della citt&agrave; stanno molti&nbsp;<strong>salumifici&nbsp;</strong>con una produzione di molti&nbsp;<strong>prosciutti&nbsp;</strong>l'anno e&nbsp;<strong>caseifici</strong>&nbsp;per il<strong>&nbsp;parmigiano-reggiano</strong>&nbsp;che sono il vanto della<strong>&nbsp;Food valley</strong>.<br>Si pu&ograve; dire che la citt&agrave; esalta i sensi del corpo: l'olfatto con la&nbsp;<strong>violetta di Parma</strong>, l'udito con le&nbsp;<strong>musiche di Verdi e Pizzetti</strong>, il gusto con i&nbsp;<strong>famosi prodotti alimentari</strong>, la vista con i&nbsp;<strong>dipinti del Correggio&nbsp;</strong>e le&nbsp;<strong>sculture dell'Antelami</strong>&nbsp;ed il tatto con l<strong>e belle donne parmigiane</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://storage.aicod.it/portale/itineraemilia/view/1000/La_citt_doro-Parma.jpg" alt="la bellezza di Parma" width="500" style="border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">La cultura qu&igrave; &egrave; una sorta di alibi per una provincia che sa troppo di<strong>&nbsp;prosciutti e latticini</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Tutto ha inizio con Luisa Elisabetta, figlia di Luigi XV, che nel 1739 spos&ograve; Filippo di Borbone, duca di Parma.<br>Cresciuta a Versailles, port&ograve; sulle rive del Po usi, liturgie ed organizzazione della fastosa corte francese.<br>Don Ferdinando, figlio di Filippo, ebbe maestri francesi; e francesi furono gli architetti che lavorarono a Parma in quel tempo, francesi i pittori, i musicisti, i sarti, i librai.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://images01.localidautore.it/dbimg/primopiano/gastronomia-in-emilia-romagna-1744.jpg" alt="Parma La Gastronomica" title="Parma La Gastronomica" width="300" height="300" style="padding: 5px; border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Nell'ottocento l'austriaca Maria Luisa d'Asburgo-Lorena, vedova non inconsolabile di Napoleone, ottenne dal Congresso di Vienna il&nbsp;<strong>ducato di Parma&nbsp;</strong>e port&ograve; nel granducato padano lo spirito e l'intelletto delle due corti, Vienna e Parigi.<br> Il suo regno ultratrentennale si distinse per la tolleranza politica, il mecenatismo per le arti ed una vita di corte all'insegna dell'edonismo e degli sfarzi.<br>In questa citt&agrave; di personaggi teatrali, la palma del protagonismo spetta ai<strong>&nbsp;loggionisti</strong>, che per acquistare il diritto di consacrare o di distruggere un cantante, fanno la fila per ore dvanti al&nbsp;<strong>Teatro Reggio</strong>.<br>Non &egrave; che, finita&nbsp;<strong>l'opera</strong>, tornino privati cittadini: loro restano loggionisti 24 ore su 24, cos&igrave; il&nbsp;<strong>melodramma</strong>&nbsp;continua al bar, nell'osteria.<br>Una volta alla settimana, in uno scantinato del centro, dominato da un&nbsp;<strong>busto di Verdi</strong>, si riunisce il&nbsp;<strong>club dei 27</strong>&nbsp;che adorano il maestro come i&nbsp;<strong>sacerdoti dell'Aida</strong>.<br>Ognuno porta il nome di un<strong>&nbsp;opera verdiana</strong>, quindi c'&egrave; il sig&nbsp;<strong>Falstaff</strong>, il sig&nbsp;<strong>Nabucco</strong>, il sig<strong>&nbsp;Aida&nbsp;</strong>ecc; chiaramente ascoltano solo opere del&nbsp;<strong>Grande Maestro Giuseppe Verdi</strong>.<br>Il loro club &egrave; a numero chiuso: per esservi ammessi occorre aspettare il decesso di qualche&nbsp;<strong>Trovatore</strong>&nbsp;o&nbsp;<strong>Luisa Miller</strong>.<br>Nella&nbsp;<strong>Food Valley&nbsp;</strong>il suino &egrave; come la&nbsp;<strong>musica di Verdi</strong>, non c'&egrave; nulla da buttar via.<br>La nascita del<strong>&nbsp;prosciutto</strong>&nbsp;&egrave; un vero e prorio miracolo della natura che si dice dovuto all'aria pura dei luoghi di produzione, cio&egrave; la&nbsp;<strong>provincia di Parma</strong>.<br><strong>Langhirano&nbsp;</strong>st&agrave; al prosciutto come il&nbsp;<strong>Teatro Reggio</strong>&nbsp;st&agrave; all'opera, i&nbsp;<strong>maestri prosciuttai</strong>&nbsp;sono non meno severi dei<strong>loggionisti&nbsp;</strong>del melodramma verdiano.<br>Il&nbsp;<strong>settore caseario&nbsp;</strong>contribuisce alla florida economia parmense con un alto fatturato, come pure l'<strong>industria delle conserve</strong>&nbsp;ed altri&nbsp;<strong>alimentari</strong>&nbsp;ormai famosi in tutto il mondo.<br>Questo colloca<strong>&nbsp;Parma</strong>&nbsp;nelle alte sfere della graduatoria italiana del reddito pro capite.<br>Fanno bel vedere i&nbsp;<strong>caff&egrave; intellettuali di Piazza Garibaldi</strong>, salotto mondano e palestra di idee, come la&nbsp;<strong>vita Movida</strong>&nbsp;delle vie contigue dove la&nbsp;<strong>gente di&nbsp; Parma&nbsp;</strong>ha trasferito il bisogno di parlare, vedere, sentire , emularsi sibillando sorridenti malignit&agrave;, lanciandosi occhiate equivalenti a radiografie.<br>Il&nbsp;<strong>popolo di Parma&nbsp;</strong>potrebbe essere chiamato l'Indoratore, perch&egrave; in questa citt&agrave;, a partire dal Sindaco fino all'ultimo cittadino, tutto va sempre bene.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Esistono moltissime problematiche come in tutte le altre citt&agrave; italiane, ma non troverete mai un parmigiano che lo riconosca.<br>Una cosa &egrave; certa: vivendo in una&nbsp;<strong>citt&agrave; cos&igrave; bella</strong>&nbsp;la gente parmigiana non ama la vita grigia, tutti&nbsp;<strong>amano il lusso e lo sfarzo&nbsp;</strong>anche sopra le possibilit&agrave;.</p>
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