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	<title><![CDATA[MSNI: Marzo 2017]]></title>
	<link>https://msni.it/blog/group/8424/archive/1488322800/1490997600</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<pubDate>Mon, 20 Mar 2017 21:28:29 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/10169/donne-che-fatica</link>
	<title><![CDATA[Donne Che Fatica]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Sorpresa gli&nbsp;<strong>elettrodomestici&nbsp;</strong>che dovrebbero far risparmiare&nbsp;<strong>tempo e fatica</strong>, spesso non assolvono il loro compito. Come si spiega?</p>
<p>E' per facilitare i<strong>&nbsp;lavori di casa</strong>&nbsp;che sono stati inventati, e qualche risultato in questo senso devono pur darlo, altrimenti non continueremmo a spenderci i nostri&nbsp;<strong>sudati guadagni</strong>.<br>I panni che una volta si lavavano a mano sull'asse da bucato vengono oggi puliti da un agitatore che funziona elettricamente.<br>L'asciugatoio ha sostituito la corda per stendere i panni; l'aspirapolvere, la scopa; il frigorifero, la ghiacciaia e la cantina.<br>Non c'&egrave; pi&ugrave; nemmeno bisogno di sbattere la chiara d'uovo con la forchetta per un'ora intera per fare una torta meringata.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Eppure le&nbsp;<strong>casalinghe&nbsp;</strong>dedicano alle<strong>&nbsp;facende domestiche</strong>&nbsp;circa lo stesso numero di ore-lavoro delle loro nonne e mamme nel 1920, 1940 e 1960.<br>La<strong>&nbsp;casalinga media</strong>, oggi coadiuvata da decine di motorini e migliaia di transistor, pu&ograve; ancora dedicare una cinquantina di ore la settimana ai lavori di casa.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Per milioni di&nbsp;<strong>casalinghe che lavorano a tempo pieno fuori casa il numero di ore medio trascorso a cucinare, pulire, fare la spesa e guidare l'automobile &egrave; di 35, l'equivalente di un'altro lavoro a tempo pieno</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://www.tomshw.it/files/2012/09/immagini_contenuti/39677/casalinghe-disperate2_t.jpg" alt="casalinghe tecnologia" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Come mai gli&nbsp;<strong>elettrodomestici non hanno diminuito il lavoro di casa</strong>?<br> Prendiamo la storia dell'<strong>aspirapolvere</strong>. Nel secolo scorso gli inventori avevano tentato per decenni di trovare un sistema per pulire i tappeti che permettesse di abolire il rito semestrale della battuta all'aperto.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">L'introduzione dell'<strong>aspirapolvere coincise quasi esattamente con la scomparsa dei domestici</strong>.<br>Per la fascia di popolazione economicamente pi&ugrave; agiata il risultato fu che la padrona di casa ora doveva lavorare molto di pi&ugrave; di quanto avesse mai fatto, passando l'aspirapolvere laddove prima la cameriera interveniva con la scopa.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Per la stragrande maggioranza della popolazione non agiata l'aspirapolvere comport&ograve; un miglioramento del tenore di vita. In molti casi l'acquisto di un aspirapolvere fu seguito dal trasloco da un piccolo appartamento a una casa pi&ugrave; grande.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Il risultato fu che, grazie all'<strong>aspirapolvere</strong>, le&nbsp;<strong>casalinghe</strong>&nbsp;potevano mantenere pi&ugrave; pulito uno spazio pi&ugrave; vasto rispetto alle loro madri, ma dovevano perderci pi&ugrave; tempo.<br>La storia della&nbsp;<strong>lavatrice</strong>&nbsp;illustra un fenomeno analogo. Nessuna donna che abbia lavato un lenzuolo a mano senz'acqua corrente calda tornerebbe mai alle fatiche di un tempo;&nbsp;<strong>ma la popolarit&agrave; della lavatrice elettrica negli anni venti segno la fine sia delle lavandaie che delle lavanderie commerciali</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Gli uomini smisero i colletti ed i polsini staccabili e le mogli dovettero lavare le camice intere. Le casalinghe cominciarono a cambiare due lenzuola la settimana, invece di passare sotto il lenzuolo che stava sopra, aggiungendone uno solo fresco di bucato.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Negli anni cinquanta, quando furono introdotti i&nbsp;<strong>tessuti sintetici&nbsp;</strong>che non richiedevano&nbsp;<strong>stiratura</strong>, la quantit&agrave; di panni da lavare aument&ograve; ancora: camice, gonne e camicette, che una volta venivano mandate in&nbsp;<strong>tintoria finivano ora nel cestino della roba da mettere in lavatrice</strong>.<br>Negli anni ottanta la casalinga dei paesi occidentali che disponeva di&nbsp;<strong>lavatrice</strong>, ed a volte di&nbsp;<strong>asciugatoio automatico</strong>, si ritrovava con circa dieci volte la quantit&agrave; di panni che sua madre era abituata ad affrontare.&nbsp;</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">La fatica pi&ugrave; ingrata era scomparsa, ma il bucato no.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://temi.repubblica.it/UserFiles/casa/Image/mobili4/DonneLagostina630.jpg" alt="Donne, Che Fatica" title="Donne, Che Fatica" width="400" style="padding: 5px; border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">L'<strong>automobile</strong>, in genere non pensiamo alla nostra macchina come un&nbsp;<strong>elettrodomestico</strong>, ma &egrave; esattamente questo, dal momento che i lavori di casa non si potrebbero svolgere senza automobile.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">L'uomo del ghiaccio, il panettiere, il macellaio, il droghiere, l'arrotino, la cucitrice od il medico non vengono pi&ugrave; proprio domicilio perch&egrave; sostituiti dall'automobile personale.<br>Fra il&nbsp;<strong>forno a microonde</strong>, i&nbsp;<strong>cibi surgelati&nbsp;</strong>ed i&nbsp;<strong>pannolini usa-e-getta</strong>, si dice, le donne si ritrovano con tanto di quel tempo a disposizione che devono cercarsi un'attivit&agrave; fuori casa per non impazzire.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>Questa &egrave; una spiegazione senza senso</strong>:&nbsp;<strong>la maggior parte delle casalinghe oggi lavora fuori casa semplicemente perch&egrave; ha bisogno di denaro per permettere alla propria famiglia di poter almeno fare una vita decorosa, visto che, nonostante la Costituzione Italiana, i nostri Governanti ed i nostri Manager non hanno ancora capito che cosa significa umanit&agrave;, solo perch&egrave; abbagliati dal proprio egoismo</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/17097/crollo-dellaspettativa-di-vita-per-lumanit</guid>
	<pubDate>Sun, 19 Mar 2017 23:57:20 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/17097/crollo-dellaspettativa-di-vita-per-lumanit</link>
	<title><![CDATA[Crollo dell'aspettativa di vita per l'umanità]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Sulla base dei dati raccolti dall'I.S.T.(</span><em>istituto superiore sanit&agrave;</em><span>), emerge come l'</span><strong>aspettativa di vita sia crollata</strong><span>, a partire dal 2003, in concomitanza con l'aggravamento della situazione ambientale.&nbsp;</span></p>
<p>Questo peggioramento non &egrave; solo la conseguenza di un modello produttivo aberrante, ma soprattutto il risultato di una deliberata contaminazione della biosfera (<em>dalle scie chimiche alla diffusione delle sementi transgeniche, dal benzene nei carburanti alle nanoparticelle degli inceneritori etc.</em>). Cos&igrave; i nosocomi e le <strong>cliniche sono gremiti di anziani</strong>, mantenuti in orribili condizioni di vita larvale, in modo da favorire le multinazionali farmaceutiche e le fondazioni che, come la L.I.L.T., con i denari devoluti in beneficenza, fingono di compiere ricerche, mentre eseguono crudeli ed inutili esperimenti sulle cavie.</p>
<p><img src="https://www.riflessioni.it/salute_alimentazione_naturale/aspettativa-vita.jpg" alt="" width="397" height="238" style="border: 0px; border: 0px;"><br> Un articoloapparso tempo fa <strong>metteva in discussione il mito dell'allungamento della vita media</strong> e lo stato di benessere dei cittadini. In sintesi in quest'articolo osservavo come, nonostante la vita media si allunghi, in realt&agrave; la gente sta peggio, anche se i farmaci riescono molto abilmente a farti vivere pi&ugrave; a lungo, pur stando male: in pratica procrastinano soltanto l'"<em>evento finale</em>". Del resto, lavorando in una struttura ospedaliera, in un reparto dove sono ricoverati molti pazienti, mi accorgo io stesso del peggioramento delle condizioni di vita. Aumentano i tumori, aumentano in maniera drammatica malattie autoimmuni, allergie, intolleranze alimentari e casi di <strong>Alzheimer</strong>.</p>
<p>Oltretutto, in questi ultimi anni, ho visto insorgere patologie strane in pazienti sani con sintomi che hanno qualcosa di inquietante: ascessi, cancrene, patologie da agenti microbici nuovi, che prima colpivano solo i <strong>malati di A.I.D.S.</strong> <br> Sempre pi&ugrave; spesso arrivano persone al "<em>Pronto soccorso</em>" con sintomatologie acute non spiegabili in alcun modo: i medici liquidano tranquillamente questi pazienti, bollandoli come "rompicoglioni".<br> Qualche tempo dopo, come il cacio sui maccheroni, trovai un articolo scritto da Patrizia Gentilini, oncologa dell'I.S.D.E. che evidenzia chiaramente i numeri di quanto affermavo: "<em>L'Eurostat (Istituto europeo di Statistica) considera, infatti, un altro parametro, ovverosia l'aspettativa di vita sana e cio&egrave; l'attesa di vita indenne da gravi patologie o invalidit&agrave;. Tale aspettativa, come si vede dal grafico, &egrave; cominciata a calare dal 2003. Patrizia Gentilini svolge alcune interessanti osservazioni: &laquo; E' ora di passare dalle parole alle azioni: guardiamoci intorno, chiediamoci che ruolo hanno pesticidi, diossine, nichel, cadmio, cromo, piombo, mercurio, benzene, PCB, IPA... e gli altri numerosissimi veleni presenti ormai stabilmente non solo in aria, acqua, cibo, ma nel nostro stesso corpo </em>&raquo;".</p>
<p><img src="https://www.savonanews.it/uploads/RTEmagicC_picco_salute3.jpg.jpg" alt="" width="402" height="235" style="border: 0px; border: 0px;"><br> In effetti, siamo avvelenati da enormi dosi di sostanze tossiche che il nostro organismo non &egrave; pi&ugrave; in grado di espellere o metabolizzare. Ma c'&egrave; di pi&ugrave;! Le sostanze elencate sono presenti da decenni nell'aria e negli alimenti. Ciononostante, <strong>fino al 2003, l'aspettativa di vita sana addirittura saliva</strong>, dopodich&eacute;, a decorrere dal 2003, cominci&ograve; a scendere. non solo, a crollare in picchiata! <br> Nelle donne sarebbe scesa addirittura di dodici anni in un quinquennio, limitandosi ad allungare il grafico con una progressione geometrica: nel 2018, l'aspettativa di vita sana in una donna alla nascita sarebbe di 38 anni!<br> <strong>Ci sono oramai pi&ugrave; malati che persone sane. </strong>Ci sarebbe pi&ugrave; persone negli ospedali che fuori curati da medici oberati di lavoro e anch'essi infermi. Non si sa poi con quali soldi verrebbero curati i nuovi pazienti. Per quale motivo il nostro fisico che, fino al 2002, sopportava cos&igrave; bene tutto, adesso ha subito un tracollo? Gli agenti inquinanti hanno sempre rappresentato un effetto collaterale del consumismo, una conseguenza inevitabile se volevamo il cosiddetto "benessere" e nessuno si &egrave; mai curato minimamente di combatterli. Per spiegare questi grafici dunque dobbiamo prendere in considerazione un altro fattore: il dolo! Proprio cos&igrave;: qualcuno lo fa intenzionalmente!</p>
<p><img src="https://1.bp.blogspot.com/_I3tpp5YpRlE/SxS-XD96PyI/AAAAAAAAEDM/bJUGuO1Ji3E/s400/cados.jpg" alt="" width="375" height="280" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><strong>E nel resto del mondo come va?</strong><br> I grafici dell'Eurostat sono stati riportati ad un convegno dal Dottor Valerio Gennaro, epidemiologo dell'I.S.T. di Genova: in occasione del simposio sono stati mostrati dati relativi a diverse nazioni europee. Nel 2003 si &egrave; verificato un crollo dell'aspettativa di vita sana in parecchie nazioni, ma il paese dove il fenomeno si &egrave; rivelato pi&ugrave; drastico &egrave; l'Italia. Nessun calo &egrave; stato registrato in alcune nazioni del Nord Europa.<br> D'altronde quando si stipulano questi accordi tra poteri internazionali, i primi a genuflettersi sono i nostri politici sia di destra sia di sinistra: nel nostro territorio sono ubicate le basi militari della N.A.T.O. dove gli Statunitensi fanno liberamente tutti i loro porci comodi, senza che nessuno possa obiettare, cosa che avviene solo in Italia. Anche qui i danni per la salute non sono indifferenti. D'altra parte &egrave; solo in Italia che si &egrave; ventilato di riprendere il programma nucleare anche dopo il disastro di Fukushima. Sembra che sempre in Italia ci sia il maggior numero di vaccinazioni raccomandate e pagate dal Sistema sanitario nazionale.<br> <strong>Nella raccolta differenziata siamo il fanalino di coda</strong>. Perch&eacute;? Per permettere alle multinazionali della morte (<em>Veolia</em>) di costruire gli inceneritori.<br> Allora che cosa aspettiamo? Ci decidiamo a muoverci o vogliamo aspettare di trovarci in un letto di ospedale moribondi, con un'infermiera o un medico che ci trattano a pesci in faccia?.</p>
<p>Fonte: farmacolobby.org</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/10024/la-relazione-sociale-conflittuale</guid>
	<pubDate>Tue, 07 Mar 2017 18:51:54 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/10024/la-relazione-sociale-conflittuale</link>
	<title><![CDATA[La Relazione Sociale Conflittuale]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong><span style="text-align: justify; font-size: 12.8000001907349px;">Il sociologo Max Weber definisce la relazione sociale come " il comportamento reciproco di pi&ugrave; individui che regolano la loro condotta gli uni in relazione degli altri e si orientano di conseguenza".</span></strong></p>
<p><span style="text-align: justify; font-size: 12.8000001907349px;">La vita &egrave; una serie di eventi con rapporti di reciprocit&agrave; tra l'essere umano ed il suo contorno sociale.</span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">L'uomo non pu&ograve; vivere isolato. Dalla nascita fino alla morte, la sua vita si svolge in un campo sociale sotto forma di coesistenza con gli altri (<em>famiglia, scuola, lavoro matrimonio, ecc.</em>). E stato detto " nessuno &egrave; un isola ".<br>Se chiedete a qualcuno di parlarvi di se stesso, parler&agrave; di tutti tranne che di lui : - mia madre &egrave; segretaria, mio padre &agrave; rappresentante. Ho due sorelle ed ho studiato nel tal liceo ecc.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://images.unadonna.it/2015/01/474593521.jpg" alt="Rapporti conflittuali" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Da ci&ograve; che vi dice degli altri indovinate i suoi gusti, i suoi desideri e le sue paure. <br>Egli &egrave; sede di relazioni che partono da lui o tendono a lui, e non &egrave; un'entit&agrave; isolata.<br>Entrare in contatto con i nostri simili, ascoltarli, parlarci &egrave; una necessit&agrave;. Persone che vivono un'esistenza isolata costituiscono eccezioni molto rare ed anormali che confermano la regola.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Per crescere bene, il bambino deve relazionarsi con altri, &egrave; la condizio sine qua non per la sua sopravivenza.&nbsp;<br>Riconoscendo la loro esistenza, il bambino arriva a percepire se stesso in quanto persona indipendente e responsabile.<br>Adamo non ha potuto considerarsi una persona, un io, finch&egrave; Dio non gli ha portato Eva.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://www.altarimini.it/immagini/news_image/324x180-litigio-cameriere-bellaria.jpg" alt="Baruffe" width="324" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Senza relazioni non c'&egrave; n&eacute; essere n&eacute; divenire; da esse dipende la sopravivenza.<br>Persone divorziate, celibi o anziane confessano " Muoio di solitudine ".<br>Il conflitto &egrave; una relazione sociale, costituisce una forma particolare di tutta questa rete di relazioni. Secondo Weber, se la relazione sociale &egrave; un comportamento reciproco tra pi&ugrave; individui, esso pu&ograve; esprimersi sotto forma di intesa e di amore, od al contrario, di disaccordo e di odio.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">In un conflitto sono necessariamente implicate due persone, esso &egrave; quindi proprio una relazione sociale.<br>Tutto pu&ograve; diventare oggetto di disaccordo e questo pu&ograve; nascere in una qualunque relazione interpersonale, esso &egrave; dunque inerente ad ogni gruppo o sistema sociale, esattamente come lo sono l'intesa e l'armonia.<br>Il conflitto &egrave; un fenomeno inerente ad ogni societ&agrave; o comunit&agrave;, una componente naturale e normale delle relazioni umane.<br><strong>I conflitti sono dunque inevitabili.</strong> <br>La nostra esistenza &egrave; fatta di molteplici relazioni.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Si vorrebbe vivere in pace con tutti, ma la coesistenza &egrave; sempre problematica. Non possiamo vivere da soli, ma ci &egrave; difficile vivere insieme." L'uomo cerca l'uomo e lo fugge " Abbiamo bisogno che gli altri ci accettino ma, poich&egrave; siamo tutti diversi, inevitabilmente nascono dei contrasti.<br>Qualunque sia il grado di amore, rispetto, compatibilit&agrave;, vicinanza tra due persone, ci saranno sempre momenti in cui le loro azioni, i loro bisogni, i loro sentimenti, i loro pensieri si scontreranno. E' impossibile che due individui siano simili a tal punto da pensare, sentire od agire sempre in maniera identica.<br>Durante la nostra vita ci scontriamo proprio con quelli a cui siamo legati molto strettamente, in famiglia od al lavoro, negli svaghi ecc.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Il conflitto, questa relazione sociale normale ed inevitabile, si manifesta in noi, nel tempo e nello spazio, ci sono sempre state cause di conflitti in tutti i campi.<br>Se apriamo un libro di storia, notiamo che da sempre la legge della giungla, la legge del pi&ugrave; forte &egrave; stata la regola, anche se non risolve niente e non genera mai niente di buono.<br>Nei rapporti tra paesi, molti di loro non hanno saputo risolvere i conflitti pacificamente, lo hanno fatto molto pi&ugrave; spesso con la violenza.<br>Persino nel XX secolo, nonostante una societ&agrave; pi&ugrave; tecnologicamente avanzata, non ci sono stati molti progressi nell'arte di vivere gli uni con gli altri.<br>Si dice che tutti non possono avere diritto a tutto nello stesso momento e quindi questa selezione sociale &egrave; eterna.&nbsp;<br>I conflitti riguardano tutti gli ambiti della vita, poich&egrave; le poste in gioco, i motivi, le cause dei conflitti sono molto diversi, nascono situazioni di vario genere tra persone, opinioni, interessi, autorit&agrave;, necessit&agrave;, teorie ecc.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Resta il fatto che questo &egrave; altamente demenziale per l'umanit&agrave; tutta, dimostrando che <strong>la razionalit&agrave; umana &egrave; succube di interessi economici</strong> fin dall'invenzione della moneta che ha schiavizzato non solo l'uomo ma anche il comportamento sociale.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
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